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	<title>L&#039;ombra di Mordor - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>L&#8217;ombra di Mordor: un altro viaggio ne La terra di Mezzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 13:00:48 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 746px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/8_juB239uql4GlkNIgliNq1Lf7xpA63D6MIX60g3_ts=w746-h420" alt="L'ombra di Mordor: botte da orchi" width="746" height="420" /><figcaption class="wp-caption-text">L&#8217;ombra di Mordor: botte da orchi</figcaption></figure>
<p>Siamo onesti: poco importa quanto siano venuti bene i film di Peter Jackson; poco importa quanto siano riusciti i gioco da tavolo, di carte, di simulazione: la verità è che tutti i videogiochi ispirati alla saga di Tolkien prodotti fin qui han sempre fatto piuttosto schifo, oscillando dall&#8217;indecenza al vergognoso. Nel migliore dei casi avevano una grafica decente con poche animazioni, nel peggiore nemmeno quella&#8230; Trama, personaggi&#8230; dei flop incredibili.<br />
Probabilmente perché è stato sbagliato l&#8217;approccio, oppure perché ancora troppo legati a quanto visto al cinema, ma, ad ogni modo, si son sempre rivelate enormi delusioni.</p>
<p>Per questa ragione, mi sono avvicinato a L&#8217;ombra di Mordor più con paura che con curiosità. Sarebbe stato un ennesimo stupro della saga più grande di tutti i tempi? Oppure avrebbe reso giustizia alle atmosfere tolkieniane? Dopo aver letto alcune recensioni in giro, mi convinco che accettare l&#8217;offerta del black friday di Amazon possa essere un buon compromesso tra soldi spesi e potenziale delusione.<br />
<a title="Far Cry 4 – Andata e Ritorno (dal Kyrat): un racconto hobbit di Zeno2k" href="https://nerdando.com/far-cry-4-andata-e-ritorno-dal-kyrat-un-racconto-hobbit-di-zeno2k/" target="_blank">Archiviata quindi l&#8217;esperienza con lo stupendo Far Cry 4</a>, mi immergo di un universo ben diverso e con dinamiche del tutto differenti.</p>
<p>La storia ha luogo, manco a dirlo, a Mordor. Sì, proprio nella regione infestata da Sauron e dai suoi orchi. Dopo un breve cinematic introduttivo, che promette decisamente bene, prendo subito controllo di Talion, il protagonista. Sono un ramingo a cui hanno massacrato la famiglia, che è stato ammazzato a sua volta e che riceve la visita di uno spettro antico (decisamente un elfo). Divento quindi un &#8220;senza-morte&#8221;: una creatura tornata per vendicarsi e porre un freno all&#8217;ascesa di Sauron all&#8217;interno delle sue stesse terre.<br />
Questo dualismo si rivela subito molto interessante: in quanto RPG posso potenziare il mio personaggio facendogli acquisire nuove abilità&#8230; ma quali premiare? Le caratteristiche di guerriero o quelle di spettro? La strategia di gioco si approccia su un continuum molto delicato: meglio la tattica stealth, magari facendosi aiutare dalla pericolosa fauna mostruosa, oppure meglio affrontare direttamente un gruppo di Uruk e spazzarli via rapidamente?<br />
Dopo solo un&#8217;ora di gioco ho capito di trovarmi davanti ad un mix perfetto di franchise che ho amato alla follia: Assassin&#8217;s Creed e Batman Arkham. L&#8217;approccio stealth, infatti, con le sue arrampicate, imboscate e agguati, sembra ripercorrere palesemente le gesta di Ezio e Altair, solo un po&#8217; semplificate (che non guasta). Durante il combattimento aperto, invece, le combo di attacco, sparata e schivata, le acrobazie, la combinazione di spada, pugnali ed arco ricordano benissimo i combattimenti spettacolari del Cavaliere Oscuro.<br />
Ma la cosa principale è che non ho provato il fastidioso sentore di déjà vu, anzi: mi sono trovato immediatamente a mio agio ed ho avuto modo di concentrarmi su altri aspetti, come gli scenari, la storia ed i collezionabili.<br />
Anche qui, infatti, c&#8217;è molto da esplorare (le mappe sono gestite in modo analogo al Credo) e molto da trovare e collezionare. Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso nel trovare riferimenti al Silmarillion, con citazioni di Melkor e altre perle che non voglio rovinare a chi ha lo spirito da completista.</p>
<p>Splendida davvero l&#8217;ambientazione, che si avvicina alla Mordor originale più di quella cinematografica, con valli, fiumi, campi coltivati (eh già: in una landa vulcanica come si coltiva il cibo per un esercito di orchi?): un vero spettacolo per gli occhi.<br />
Ho apprezzato molto anche l&#8217;approccio stealth, di gran lunga preferibile a quello vis-a-vis: particolarmente esaltante la possibilità di attaccare di sorpresa gli orchi, nascondersi, aggrederli dall&#8217;alto (o dal basso) o dalla distanza, con le frecce fantasma. È possibile anche far esplodere barili per causare danni di gruppo o attirare orchi lontani per portali a distanza di attacco ravvicinato.</p>
<p>Vediamo infine il Nemesis System, di cui ho molto sentito parlare. L&#8217;aggettivo più comune è stato sempre &#8220;innovativo&#8221; e mi sento davvero di assentire. Qui siamo di fronte a qualcosa di davvero nuovo. In pratica abbiamo uno schema dei poteri all&#8217;interno dei domini di Sauron. Gli orchi sono in eterna lotta tra loro, ed io mi trovo nel mezzo di queste guerre tra clan e posso sfruttarle a mio gioco: far rivoltare i comandanti contro i capitani, per dirne una, oppure far piazza pulita di una testa di comando per far salire qualcuno più facilmente eliminabile o malleabile&#8230; C&#8217;è parecchia carne al fuoco, che promette di dare un elemento tattico in più alla già articolata scacchiera di questo gioco.</p>
<p>In conclusione mi posso dire davvero soddisfatto: un ottimo acquisto, sia per chi ha amato i film (come me), che i libri (sempre come me) e non vuole impazzire per imparare astrusi sistemi di combattimento (sempre io, il bell&#8217;uomo col controller in mano).<br />
E, come ciliegina sulla torta, un&#8217;intera missione dedicata ad uno dei personaggi più controversi e amati dell&#8217;universo Tolkieniano, a cui, con supremo godimento del sottoscritto, è stata data la stessa voce del doppiatore italiano: il grandissimo Francesco Vairano, per chi ama il mondo dei doppiatori, voce di Merlino in Shrek 3, Tremotino in Shrek 4, il padre di Po in Kung Fu Panda, e, naturalmente&#8230;</p>
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		<title>Un trentenne alla Games Week</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2014 13:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il “vorrei ma non posso” di una fiera da ripensare L’idea di un evento italiano che sia centrato soltanto sullo sfavillante mondo del videogame, è stata per molto tempo la classica idea che tutti pensavano, ma nessuno era stato così coraggioso da proporre. Così, quattro anni fa, finalmente è nata a Milano la Games Week, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/_GBFlPcGwnxhSLM2Y9f6Oko9qkyImACBMK2PMoF5k9Y=w460-h305" alt="Games Week con jedi.lord" width="460" height="305" /><figcaption class="wp-caption-text">Games Week con jedi.lord</figcaption></figure>
<p style="text-align: left;"><strong><i>Il “vorrei ma non posso” di una fiera da ripensare</i></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">L’idea di un evento italiano che sia centrato soltanto sullo sfavillante mondo del videogame, è stata per molto tempo la classica idea che tutti pensavano, ma nessuno era stato così coraggioso da proporre. Così, quattro anni fa, finalmente è nata a Milano la Games Week, una tre giorni fieristica che si vuol proporre come evento leader in Italia per quanto riguarda il videoludo.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">L’idea mi ha sempre parecchio attratto ed incuriosito ed ero anche abbastanza dispiaciuto dal non aver mai potuto presenziare e realizzare se l’evento funzionasse oppure no.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Quest’anno, risiedendo a Milano, ho approfittato per saziare la mia curiosità ed ho scelto la giornata di sabato (quella centrale fra le tre dell’evento) pensando potesse esserci meno ressa che di domenica. Sbagliando clamorosamente, ma ci arriveremo.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Già da prima di entrare in fiera (localizzata nella “vecchia” Fiera di Milano in zona Lotto) l’organizzazione è apparsa scricchiolante su tutti i versanti fondamentali: una coda mostruosa fuori dalle biglietterie, addetti della security e dell’evento preposti a gestire la coda mal coordinati sia dall’alto che tra loro, con persone sballottate da un lato all’altro del marciapiede, rimbalzate tra le file dedicate a chi avesse già pre-acquistato il biglietto e chi no, in un malnato tentativo di snellire il flusso di visitatori. Prima litigata.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Litigata che si è riproposta anche di fronte alle casse, quando un addetto della fiera ha chiuso una delle code per aprirne un’altra senza comunicarlo, con una nonchalance incredibile e quasi maleducata: seconda litigata.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Dopo aver perso un’ora abbondante soltanto per entrare, finalmente la fiera.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Prima impressione: un carnaio e spazi sfruttati malissimo, un padiglione intero con stand a volte troppo vicini e troppo risicati per gestire quella fiumana di gente, con apice apocalittico toccato dallo spazio Unieuro, sponsor tecnico della fiera.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Avevo letto il giorno prima delle grandiose offerte riservate dalla <strong><em>Unieuro</em></strong> per la Games Week, ma nessuno mi aveva preparato ad una rievocazione del girone dantesco dei golosi: persone accalcate che nuotavano sopra altre persone, cestoni irraggiungibili, casse quasi una chimera. Le offerte effettivamente c’erano eccome, con titoli appena usciti o in prenotazione a prezzi ridicoli e console next-gen ribassate anche di 200 €, ma emergere in quel caos non era una faccenda per vecchi. Da ripensare completamente come area.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Gli stand, dicevo, mi sono sembrati troppo modesti rispetto alla folla presente e provare un qualsivoglia gioco richiedeva l’attesa in coda con tempi dilatatissimi e una pazienza proverbiale per sopportare le orde di ragazzini in gruppetti da sette-otto che si passavano i joypad tra loro, neanche fosse una canna di fronte ad un falò estivo. Emblematico lo stand Namco-Bandai, che proponeva di giocare in anteprima tra gli altri titoli <strong><em>Lords of the Fallen</em></strong>, un action rpg tutto europeo dal sapore darksoulistico. Vi dico solo che sono riuscito a provarlo soltanto alle 18 e arrivato a quel punto ero talmente stanco che non l’ho neanche apprezzato. Il problema? Oltre alle già citate orde, lo stand Namco era accanto a quello Nintendo, che ha avuto la brillante idea di piazzare il palco nel bel mezzo della fiera e di invitare una decina di youtuber. Il massacro.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Altra delusione, la fila immonda per provare l’<strong><em>Oculus Rift</em></strong>: ero partito eccitatissimo dall’idea di farci un giro ma si era al livello di dover tagliare cose da vedere in una fiera che, in una mezz’oretta, si girava senza affanno, e quindi nulla.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Plauso invece per lo stand della Sony che ha portato in fiera molte anteprime succulente, come ad esempio <strong><em>Bloodborne</em></strong>, <em><strong>The Order 1886</strong></em>, <em><strong>Battlefield: Hardline</strong></em>, che saranno disponibili soltanto all’inizio del nuovo anno. In particolare io ero scimmiatissimo per il titolo della From Software, erede next-gen della serie Souls. Per gestire il caos, la prova era permessa per dieci minuti a testa e per entrare bisognava fare la fila. Peccato, ma qui Sony non c’entra, che da bravi italiani non siamo proprio in grado di stare in coda ordinatamente: quindi tra persone che entravano da sotto le transenne, spintoni, screzi, alla fine Bloodborne si è fatto attendere un’oretta e mezza (ma forse ho perso il conto delle ore). Come primo impatto posso dire che è un titolo che colpisce tanto già a partire dalla Alpha, e forse potrebbe diventare uno dei motivi per acquistare una Playstation 4. Ma se ne riparlerà a febbraio.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Al di là del marasma mainstream, fatto di Ubisoft, Warner Bros. (molto carino <strong><em>L’ombra di Mordor</em></strong>, unico titolo provabile senza invecchiare in coda) e Activision, ho apprezzato tanto la sezione retrogaming: oltre ad una piccola esposizione di svariate chicche del passato, in un apposito spazio era possibile provare e giocare con la maggior parte delle console del passato, tutte munite rigorosamente di TV a tubo catodico! Peccato o forse per fortuna, i maggiori frequentatori di questo stand non superavano i dieci anni d’età, o non erano sotto i cinquanta, in barba al vicino fracassonissimo baraccone (con annessa fila chilometrica) del “nuovo”, “nuovissimo”, “superinnovativissimo” capitolo di <em>Còllovdiùti</em>.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Altra area interessante, quella dedicata al mondo Indie, adiacente all’area conferenze, dove parecchie software house (e molte erano italiane, ma non lo sa nessuno) mostravano il frutto delle loro fatiche su PC e console alla modesta quantità di avventori che non si accalcavano sui tripla A. Lacrimuccia nostalgica per l’incarnazione digitale delle avventure di <strong><em>Lupo Solitario</em></strong>, famosissimo libro-game che i piccoli nerdini degli anni ’80 ricorderanno con gioia, che fa la sua gran figura anche sui monitor. Eh si, arriva su Steam a fine mese! (27 novembre).</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Esausto e provato da una giornata stancante più per la calca, le code e la disorganizzazione che per le attività vere e proprie, mi sono concesso un’ultima tappa allo stand della gadgettistica dedicata a molti titoli di successo della storia dei videogame: personale bottino la tazza con i vault boy di Fallout, impossibile da lasciar lì, ma erano molte le chicche che meritavano attenzione (la superpecora di Worms era clamorosa).</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Alla fin fine il tutto mi ha lasciato un enorme amaro in bocca, sia per l’organizzazione, a mio avviso fallimentare nel gestire l’immondo flusso di persone, sia nel non rendersi conto che oramai esistono differenti fasce di età e di maturità tra gli appassionati di videogiochi: parlando con persone in fiera, mi sono reso conto di quanto si stia sdoganando la questione della cultura videoludica, intesa anche come hobby e passione, e non più solo come “giochini passatempo” o perditempo, come la generazione dei nostri genitori era abituata ad additarli; lo spazio per creare qualcosa di alto livello c’è.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Altrimenti c’è sempre Lucca e la sezione gaming lì mi è sembrata decisamente migliore, più ricca e meglio gestita; trattasi comunque di una fiera non specifica del solo settore, quindi figuriamoci un po’.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Perciò Games Week, secondo me così proprio non ci siamo! Non potete rimanere nel limbo dell’essere né carne, né pesce: l’anno prossimo o fate il salto di qualità (e le cifre delle presenze lo permettono) o perdonatemi, ma è meglio lasciar perdere e dedicarsi solo ai brufolosi adoratori degli youtuber, che in effetti erano gli unici che hanno poi lasciato commenti entusiasti sui social network riguardanti l’evento. Fossi in voi un’occhiatina al feedback generale la darei eccome. O forse sono io che sto invecchiando…</p>
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