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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerdandoSu LGBTQ+ &#8211; 10 Serie TV da non perdere</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/06/30/nerdandosu-lgbtq-10-serie-tv-da-non-perdere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 12:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla celebre notte al Greenwich Village di Manhattan in cui, tra il 27 ed il 28 giugno del 1969, la comunità LGBTQ+ alzò la voce e si ribellò all&#8217;ennesimo raid ingiustificato della polizia, tantissime cose sono cambiate, prima fra tutte la concezione di diverso. Ed è sempre bene ricordare l&#8217;importanza del diritto a essere accettati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-37099" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/LGBT.jpg" alt="NerdandoSu LGBTQ+ 10 Serie TV da non perdere" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/LGBT.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/LGBT-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/LGBT-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/LGBT-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Dalla celebre notte al Greenwich Village di Manhattan in cui, tra il 27 ed il 28 giugno del 1969, <strong>la comunità LGBTQ+</strong> alzò la voce e si ribellò all&#8217;ennesimo raid ingiustificato della polizia, tantissime cose sono cambiate, prima fra tutte la concezione di diverso.<br />
Ed è sempre bene <strong>ricordare l&#8217;importanza del diritto a essere accettati per quello che si è</strong>.<br />
In attesa del <strong>Global Pride 2020</strong>, evento che celebrerà il cinquantenario della prima parata dell&#8217;orgoglio gay e che quest&#8217;anno si potrà festeggiare piazzati perlopiù davanti ad uno schermo, ecco le dieci bellissime serie televisive che vi propongo per conoscere meglio un universo di cui spesso sappiamo troppo poco.</p>
<h2>Sense8</h2>
<p><em>Identità consapevoli</em><br />
Ideata da <strong>Andy e Lana Wachowski</strong>, è una delle pochissime serie che rivedrei davvero volentieri. Un confronto globale tra otto culture, personalità, religioni, contesti sociali, politici ed economici totalmente diversi eppure costantemente connessi tra loro. Le vite di questi otto protagonisti si intrecciano misteriosamente e la loro diversità diventa il loro punto di forza. Purtroppo. nonostante il materiale a disposizione fosse sufficiente per realizzare cinque stagioni, il costo eccessivo delle riprese (girate in otto location diverse agli angoli opposti del pianeta) ha imposto alla produzione di concentrare tutta la serie in due sole, spettacolari, stagioni.</p>
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<h2>Queer as folk</h2>
<p><em>Un successo internazionale</em><br />
Realizzata inizialmente per la televisione inglese e poi duplicata per il pubblico americano, ha avuto un grandissimo successo. Deve il titolo ad un popolare proverbio dello Yorkshire (&#8220;<strong>There’s nothing so queer as folk</strong>&#8220;, ovvero “Non c’è niente di tanto strano quanto la gente”), combinato al fatto che il termine <em>queer</em> identifica in gergo chi non è eterosessuali e non cisgender.</p>
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<h2>Orange is the New Black</h2>
<p><em>Omosessualità dietro le sbarre</em><br />
Famosissima e basata sul libro autobiografico di Piper Kerman, è stato <strong>il programma di Netflix più visto in tutto il 2013</strong>. Grazie a personaggi accattivanti e molto ben interpretati, è riuscito con le sue sette stagioni a far appassionare milioni di spettatori a tematiche crude e pesantissime, riuscendo a strappare anche qualche risata. affrontando una delle condizioni peggiori di vita possibili.</p>
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<h2>When We Rise</h2>
<p><em>Le conquiste del movimento gay</em><br />
A partire dai fatti di Stonewall, ecco le battaglie e le conquiste che hanno portato la comunità LGBTQ+ alle conquiste fatte sino ad oggi. Entrando nella difficile vita dei protagonisti del movimento gay americano, questa serie della ABC nasce dalla passione di Lance Black, co-fondatore dell’American Foundation for Equal Rights che ha lavorato incessantemente tre anni per realizzarla. Tra i protagonisti <strong>Guy Pearce</strong>, <strong>Mary-Louise Parker</strong>, <strong>Rosie O’Donnell</strong> e <strong>Whoopi Goldberg</strong>, mentre nel ruolo di produttore (e regista del primo episodio) <strong>Gus Van Sant</strong>.</p>
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<h2>Atypical</h2>
<p><em>Un nuovo punto di vista sulla diversità</em><br />
Sam è un diciottenne autistico e, come tale, vive ogni cosa con spontaneità e senza alcun tipo di pregiudizio. <strong>Il suo è un punto di vista sincero e privo di qualunque forma di preconcetto</strong>, cosa che gli permette di vivere in modo totalmente spontaneo qualunque tipo di diversità. Atypical è una riuscitissima serie Netflix che affronta tematiche LGBT in un modo originale e delicato rendendo spontanee anche le situazioni più inusuali.</p>
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<h2>Fingersmith</h2>
<p><em>Insospettabili signore inglesi</em><br />
Ambientata nei sobborghi della Londra del 1860, questa mini serie in costume in tre puntate racconta l&#8217;incontro di due ragazze appartenenti a mondi completamente diversi e le complicazioni derivate dal loro rapporto. Tratto dall&#8217;opera <strong><em>Ladra</em> </strong>della scrittrice <strong>Sarah Waters</strong>, è una storia intricata e complessa in cui la truffa è il motore che attiva una serie di relazioni dall&#8217;esito imprevedibile.</p>
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<h2>Looking</h2>
<p><em>La realtà gay all&#8217;ombra del Golden Gate Bridge</em><br />
Sulla scia del successo HBO di Queer As Folk, nel 2014 è stata creata questa nuova serie che intreccia le storie di un gruppo di uomini di San Francisco legati da un bel rapporto di amicizia, alle prese con la loro complicata vita sentimentale. <strong>I tre protagonisti</strong> (un creatore di videogiochi, un artista ed un cameriere) s<strong>ono alla ricerca della propria felicità</strong> e hanno la fortuna di vivere la loro condizione nella metropoli più aperta mentalmente del pianeta.</p>
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<h2>Elite</h2>
<p><em>Inclusione al liceo</em><br />
Serie Netflix di cui già ho scritto in occasione dell&#8217;uscita della <a href="https://nerdando.com/2018/10/18/elite-scuola-esclusiva-con-delitto/">prima</a> e <a href="https://nerdando.com/2020/05/20/elite-stagione-3-continuano-le-perversioni-studentesche-a-las-encinas/">terza</a> stagione, Elite parla delle perversioni di giovani studenti ricchi e viziati dell&#8217;alta borghesia madrilena, ma non solo. Descrive in modo sincero e diretto anche le difficoltà che i ventenni di oggi incontrano ancora nel farsi accettare nella propria diversità e di come le relazioni omosessuali, bisessuali e poliamorose possano essere ancora un tabù.</p>
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<h2>The L Word</h2>
<p><em>Ironia e verità sul mondo l</em><br />
In modo leggero e, allo stesso tempo, critico questa serie americana giunta alla sesta stagione affronta l&#8217;approccio al lesbismo ed è la prima interamente pensata, scritta, diretta e prodotta da donne omosessuali. Apprezzatissima, vede tra le interpreti <strong>Jennifer Beals</strong> (Flashdance) e <strong>Marlee Matlin</strong> (Figli di un dio minore) e intreccia storie di vita di svariate protagoniste raccontando molti degli aspetti più interessanti della loro vita: inseminazione artificiale, coming out, convivenza e luoghi comuni da sfatare.</p>
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<h2>Man in an Orange Shirt</h2>
<p><em>Due epoche a confronto</em><br />
Una strepitosa <strong>Vanessa Redgrave</strong> affianca i giovani attori più interessanti del panorama britannico in questa miniserie prodotta dalla BBC One divisa in due parti. Protagoniste sono due storie d&#8217;amore omosessuale vissute in epoche storiche completamente differenti, accomunate da un dipinto che cela un segreto e dalla famiglia che le lega. Flora è la moglie di un militare innamorato di un uomo durante il secondo conflitto mondiale e è anche la nonna di un giovane omosessuale nel 2017. Attraverso i suoi occhi lo spettatore vive tutti i cambiamenti intercorsi tra il 1944 ed il giorno d&#8217;oggi di fronte alla difficile questione della diversità di genere.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/hDh4EEh6N1E?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>NerdandoSu LGBTQ+ &#8211; Personaggi dei videogiochi</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/06/27/nerdandosu-lgbtq-personaggi-dei-videogiochi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2020 12:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NerdandoSu]]></category>
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		<category><![CDATA[The Last of Us - Part II]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco un tema davvero interessante: perché mai dovrebbe essere importante l&#8217;orientamento sessuale dei personaggi di un videogioco? Beh, la risposta è molto semplice: perché se vogliamo che i videogiochi rappresentino in qualche modo la società umana, è fondamentale che ne rappresentino tutti gli aspetti. La comunità LGBTQ+ esiste ed ha rappresentanti ad ogni livello della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-37041" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/lgbt_1000x600.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/lgbt_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/lgbt_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/lgbt_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/lgbt_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Ecco un tema davvero interessante: perché mai dovrebbe essere importante l&#8217;orientamento sessuale dei personaggi di un <strong>videogioco</strong>?<br />
Beh, la risposta è molto semplice: perché se vogliamo che i videogiochi rappresentino in qualche modo la società umana, è fondamentale che ne rappresentino tutti gli aspetti.</p>
<p>La comunità <strong>LGBTQ+</strong> esiste ed ha rappresentanti ad ogni livello della società umana (che possano dichiararlo o meno) e quindi quando mi siedo davanti ad un gioco, mi aspetto che ogni suo aspetto sia ugualmente presente. Non perché me ne freghi qualcosa se il mio PG è gay, etero, bi, cis, ecc mentre sto sgozzando uno zombi o esplorando un pianeta alieno, ma perché se l&#8217;industria videoludica fa dell&#8217;immersività un suo punto di forza, allora pretendo che ogni sua voce abbia lo spazio che merita.</p>
<p>A mio avviso siamo ancora abbastanza lontani dall&#8217;obiettivo e il motivo è semplice: <strong>l&#8217;industria crea videogiochi allo scopo di vendere</strong>, e se la società non è disposta a vedere in un gioco (&#8220;è roba per bambini!!!&#8221;) due personaggi che fanno sesso, figuriamoci se lo fanno con qualcuno appartenente allo stesso genere del protagonista.</p>
<p>Qualche esempio interessante lo abbiamo, ma manca davvero ancora il coraggio di fare quel passo di più (confido in <strong>CD Projekt Red</strong>, che sono gli unici ad andare dritti per la loro strada in questo aspetto).<br />
Penso, ad esempio, ad <strong>Ubisoft</strong>: con <a href="https://nerdando.com/2018/10/11/assassins-creed-odyssey-lepica-del-credo/">AC Odyssey</a> c&#8217;era una grande occasione, se mai una società umana non ha avuto problemi del genere è stata proprio quella ellenica. Il risultato: possibilità di &#8220;romance&#8221; con entrambi i sessi, scene oscurate e qualche mugolio. Nemmeno un bacio, un abbraccio, un prendersi la mano.</p>
<p>Pensiamo allora a Zachary, personaggio di Michonne, spinoff di <strong>The Walking Dead</strong>. Sappiamo che è gay perché è fidanzato con Jonas. Viene detto, poi più nulla.<br />
Affidiamoci allora a <strong>Dontnod Entertainment</strong>: nel loro capolavoro, <a href="https://nerdando.com/2018/08/26/aspettando-life-is-strange-2-farsi-del-male-ed-essere-felici/">Life is Strange</a>, possiamo veder costruire un rapporto di amicizia/amore tra le protagoniste, ma il tutto si consuma (e solo se si sono fatte determinate scelte) in un bacio tra Max e Cloe nel climax finale. Un po&#8217; poco, ma reso pregevole dalla costruzione del rapporto capitolo dopo capitolo. Va un po&#8217; meglio in <strong>Before the Storm</strong>, dove la sessualità di Cloe è esplicitata così come il suo amore per la povera Rachel.</p>
<p><strong>Dragon Age: Inquisition</strong> ha un bel primato: Cremisius &#8220;Krem&#8221; Aclassi è il primo personaggio transgender ad apparire in un videogame. Nasce come figlia di un sarto per poi fare la transizione, episodio narrato in un arco narrativo a lui dedicato. L&#8217;impatto sulle vendite? Apparentemente nessuno. Un bel punto da tenere a mente.<br />
Ottimo anche il personaggio di Dorian, che oltretutto è stato cacciato dal padre per il suo essere gay, ben delineato, profondo, uno dei personaggi meglio riusciti. Motivo per cui <strong>Bioware</strong> è tra i migliori in questa (non)classifica della rappresentazione LGBTQ+.</p>
<p>La serie <strong>Mass Effect</strong> ha fatto della fluidità di genere la sua accezione del tema LGBTQ+: non solo possiamo scegliere di avere un protagonista maschile e femminile (mantenendo la <em>romance</em> coi PNG) ma la Dottoressa Liara T&#8217;Soni appartiene ad una specie aliena monogenere pansessuale. Ed è con lei che si può legare il Comandante Shepard, in entrambe le sue declinazioni.</p>
<p>Anche da <strong>Rockstar Games</strong> mi aspettavo di più: Trevor Philips, in GTA V, è bisessuale ma la cosa viene appena accennata e mai seriamente approfondita: insomma, va bene rapinare e ammazzare, ma non esageriamo coi gay eh?</p>
<p>Ci sono poi altri esempi, che sinceramente mi fanno storcere il naso perché relativi a giochi in cui la sessualità non ha nessuna implicazione con la trama (a volte inesistente) dei relativi titoli. Penso ad <strong>Overwatch</strong>, dove Lena &#8220;Tracer&#8221; Oxton ha una fidanzata, ma l&#8217;abbiamo scoperto tramite un fumetto dedicato alla sua storia. Ma penso anche a Kung Jin, che parlando con Raiden, rivela velatamente di essere gay; ma davvero ha qualche importanza in un gioco come <a href="https://nerdando.com/2019/05/06/mortal-kombat-11-quelle-k-che-prima-odiavo/">Mortal Kombat</a>?</p>
<p>Veniamo infine al personaggio più carismatico, l&#8217;unico che ha suscitato un vero terremoto per via sia della sua esplicita dichiarazione sia perché la portata del titolo è di quelle da milioni di copie.<br />
Parlo ovviamente di <strong>The Last of Us</strong>, dove scopriamo l&#8217;omosessualità di Ellie già nel DLC <em>Left Behind</em> in cui l&#8217;abbiamo vista scambiarsi un bacio con una ragazza. Con l&#8217;uscita del trailer di <a href="https://nerdando.com/2016/12/04/the-last-of-us-part-ii-lannuncio-dellanno/">TLOU Part II</a>, poi, la bomba esplose, con un&#8217;enorme levata di scudi delle varie associazioni (su cui stendo un velo pietoso) intimorite dall&#8217;idea che un videogioco potesse traviare le menti dei giocatori (nel caso stiate leggendo, vi svelo due segreti: uno, non si può forzare l&#8217;orientamento sessuale tramite la fruizione di un gioco, film, video, ecc. Due: questo titolo ha un PEGI 18, e l&#8217;orientamento sessuale viene consolidato molto prima, se date in mano un PEGI 18 ad un ragazzino di 10 anni la colpa è vostra che non sapete fare i genitori).</p>
<p>Insomma: nel caso non fosse chiaro, <strong>abbiamo bisogno che l&#8217;industria maturi ancora un po&#8217;.</strong> Non per un gusto morboso di voyeurismo, ma semplicemente perché, come per i film e le serie TV, il sesso, l&#8217;orientamento sessuale e l&#8217;appartenenza di genere, sono temi che fanno parte dell&#8217;essere umano, e come tali devono essere rappresentati: in modo onesto e senza ipocrisie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/06/27/nerdandosu-lgbtq-personaggi-dei-videogiochi/">NerdandoSu LGBTQ+ &#8211; Personaggi dei videogiochi</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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