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	<title>L&#039;esorcista - Nerdando</title>
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		<title>NerdandoSu Halloween &#8211; Le soundtrack horror che hanno fatto storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo "Fedro" Fedrizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 12:00:07 +0000</pubDate>
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<h2>Introduzione</h2>
<p>Ci sono alcuni <strong>film horror</strong> che hanno fatto la storia, ma avete mai provato a guardare un lungometraggio di questo tipo senza <strong>soundtrack</strong>? Vi assicuro, fa metà, se non un terzo della paura che farebbe se la colonna sonora fosse presente.</p>
<p>Così ho pensato che sarebbe stato interessante, anche per cultura personale, <strong>analizzare le canzoni che hanno fatto la storia nell&#8217;ambito horror</strong> e scoprire perché aiutano la sensazione di paura trasmessa dal film.</p>
<p>Prima di entrare nel dettaglio, però, dobbiamo farci una domanda: <strong>perché questo tipo di musica ci fa spaventare?</strong></p>
<h2>Teoria</h2>
<p>Secondo lo studio di <strong>Hans-Eckhardt Schaefer</strong> ( Music-Evoked Emotions—Current Studies, <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5705548/">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5705548/</a>) le onde sonore sono interpretate dall&#8217;orecchio e trasformate in segnali neurali che vengono inviati al cervello.</p>
<p>Ci sono quattro meccanismi nel suono che hanno rilevanza sulle nostre emozioni perché intervengono sui segnali che arrivano al cervello, questi sono: <strong>tempo, timbro, volume e consonanza</strong>.</p>
<p>Facendola molto, ma molto semplice, potremmo dire che: mischiando nella maniera corretta questi quattro segnali, si ottengono delle onde sonore che stimolano <strong>l&#8217;amigdala</strong>. Essa è il centro nervoso che controlla anche la paura, e che, se sollecitata, va a stimolare la ghiandola surrenale. Tale ghiandola inizia a produrre noradrenalina, una parola difficile che indica l&#8217;ormone che prepara il corpo a reagire in situazioni di imminente pericolo, principalmente aumentando la frequenza cardiaca.</p>
<p>Ma queste sono solo parole, <strong>passiamo al concreto!</strong></p>
<h2>Profondo Rosso &#8211; Goblin e Giorgio Gaslini</h2>
<p>Questa composizione è <strong>veramente un capolavoro</strong>, invidiata da qualsiasi thriller/horror di altre nazioni.</p>
<p>In questa musica viene a galla <strong>il concetto di consonanza</strong>, ossia il suonare contemporaneamente due note (che possono essere sia differenti, sia uguali ma di ottave diverse) di modo che ascoltate assieme producano una melodia che sia orecchiabile.</p>
<p>La base di questo brano è semplicemente <strong>un giro di note fisso in consonanza</strong>, più precisamente ogni nota viene suonata in una ottava base e in due ottave più alta.</p>
<p>Per i non avvezzi un&#8217;ottava è una scala completa di otto note, ad esempio nella scala <strong>DO</strong> RE MI FA SOL LA SI <strong>DO </strong>il primo DO sarà quello di riferimento, mentre il secondo sarà un&#8217;ottava più alto.</p>
<p>Alla base si aggiunge poi <strong>un giro note suonate su un basso</strong> tagliate occasionalmente da alcuni picchi altissimi in timbro e molto forti in volume (minuto 0:25 nel video).</p>
<p>Ultimo ad arrivare sono gli <strong>accordi</strong> (gruppi di note suonate insieme) di organo assieme alle percussioni, fatti partire sul <em>climax</em> dell&#8217;azione nella scena (minuto 0:50 nel video).</p>
<p>Come è facile notare, questa parte ha una <strong>connotazione lugubre</strong>, che è data dall&#8217;uso di accordi in forma minore, il che significa la nota principale dell&#8217;accordo è spostata in basso di una terza (le terze funzionano allo stesso modo delle ottave).</p>
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<h2>The Murder &#8211; Bernard Herrmann</h2>
<p>Non poteva mancare la colonna sonora di <strong>Psycho</strong>, il film horror per antonomasia, più precisamente quella della scena del delitto.</p>
<p><strong>Staccato</strong> è la parola chiave di questo componimento. Lo Staccato è una tecnica ritmica in cui, come si può facilmente dedurre dal nome, si applica una pausa netta, di silenzio, tra un suono e quello successivo.</p>
<p>La prima parte di questo brano è una serie in Staccato di <strong>note di volume e tono estremamente alti</strong>, come per comunicare un senso di crescente ansia. Ovviamente non può mancare il solito gioco di consonanze (lungo tutta l&#8217;opera).</p>
<p>Passato il momento di <em>climax</em>, ossia quello dell&#8217;accoltellamento, il ritmo rallenta e il tono si abbassa notevolmente, mantenendo una punta di Staccato. Questo suscita allo spettatore la sensazione della morte lenta e dolorosa della protagonista. Se provate ad ascoltare questa parte <strong>con gli occhi chiusi</strong>, vi accorgerete di poterla paragonare al respiro rotto di chi è sul punto di morte (minuto 0:24 nel video).</p>
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<h2>The Shining &#8211; Wendy Carlos e Rachel Elkind</h2>
<p>Per questo film ho deciso di prendere solo il brano iniziale, questo perché <strong>The Shining</strong> non ha un vero e proprio brano iconico, ma sono tutti egualmente peculiari. Per questo ho deciso, per evitare di scrivere un trattato, di parlare solo del <strong>tema iniziale</strong>.</p>
<p>Avete presente tutto quello che ci siamo detti finora? ritmi veloci, toni alti e altri mezzi per trasmettere ansia? Beh, dimenticate tutto perché The Shining <strong>è tutta un&#8217;altra storia</strong>.</p>
<p>Qui lo scopo fondamentale è quello di <strong>favorire l&#8217;inquietudine nello spettatore</strong>, far capire che, anche se la scena sembra mostrare una famiglia andare in vacanza, non è un film per bambini.</p>
<p>Questo scopo lo adempie eccome, attraverso l&#8217;utilizzo magistrale degli <strong>Ottoni</strong>: strumenti a fiato composti da ottone, come il trombone o il corno francese (dall&#8217;inizio).</p>
<p>La base di questo componimento sono <strong>note basse</strong>, molto allungate, punto di forza degli strumenti usati.</p>
<p>A favorire il senso di inquietudine, ogni tanto verrà fatto suonare <strong>uno strumento a corde</strong>, che però produrrà un suono distorto e con molto eco (minuto 1:15 nel video).</p>
<p>Ma non è finita qui, l&#8217;ultima chicca che porta questo brano è <strong>l&#8217;utilizzo di una voce</strong> (opportunamente modificata tramite dispositivi elettronici) come strumento (minuto 1:47 nel video).</p>
<p>Non so se è la presenza di inquietanti voci, ma sicuramente <strong>questa è la colonna sonora che svolge meglio il suo lavoro</strong> tra quelle che fino ad ora ho descritto.</p>
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<h2>Tubular Bells &#8211; Mike Oldfield</h2>
<p><strong>L&#8217;Esorcista</strong>, ci siamo arrivati.</p>
<p>Il titolo di questo brano, ossia <strong>Campane Tubulari</strong>, è il nome dello strumento a percussione usato come principale, assieme ad un piano.</p>
<p>Questa composizione, a parte per le sue campane tubulari, è veramente <strong>molto simile a Profondo Rosso</strong>.</p>
<p>La base è sempre composta da una serie di <strong>note in consonanza</strong>, con delle note di basso a condire il tutto (dall&#8217;inizio del brano).</p>
<p>A differenza però del primo brano di cui abbiamo parlato, qui troviamo <strong>una prepotente introduzione della chitarra elettrica distorta</strong> (minuto 3:52 nel video).</p>
<p>Udite udite signori e signore, mi permetterò di fare una critica ad un capolavoro come questo: <strong>secondo me Oldfield poteva fare a meno della chitarra elettrica</strong>. Non so perché, ma mi crea un senso di disorientamento, siamo sul <em>set </em>de L&#8217;Esorcista o ad un concerto Rock?</p>
<p>È chiaro, però, che <strong>questo strumento è una peculiarità</strong>, un qualcosa che nessuno aveva all&#8217;epoca.</p>
<p>Questo brano <strong>è bello perché è vario</strong>, pieno di particolarità e intrigante all&#8217;orecchio.</p>
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<h2>Conclusione</h2>
<p>L&#8217;avventura alla scoperta dei misteri delle colonne sonore dei film horror più famosi è arrivata alla sua conclusione, un peccato, perché <strong>mi sono veramente divertito a scrivere questo articolo</strong>, è come se avessi dovuto immergermi nella testa dell&#8217;autore, per capire cosa intendesse fare con ogni cambio di tonalità o stile.</p>
<p>Ma <strong>è stato anche molto difficile</strong>, infatti chiedo scusa ai musicisti, di sicuro ho trattato qualche argomento troppo superficialmente.</p>
<p>Spero che questo articolo possa aiutarvi a capire meglio i prossimi film horror che andrete a vedere, inoltre, <strong>quali altre canzoni avreste inserito come iconiche?</strong> Raccontatemelo sul nostro <a href="https://www.facebook.com/groups/nerdandocom/">gruppo Facebook!</a></p>
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		<title>Horror da Oscar: i film di genere che hanno conquistato l&#8217;Academy</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/02/11/horror-oscar-film-genere-conquistato-lacademy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 11:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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<p>Horror da Oscar È tempo di Oscar e l&#8217;inclusione di Scappa &#8211; Get Out tra le candidature a miglior film ha stupito molti: un horror in lizza sorprende, soprattutto tra le migliori pellicole dell&#8217;anno. Il film di Jordan Peele ha il pregio di avvincere e disorientare lo spettatore: questo aspetto non deve essere passato inosservato [&#8230;]</p>
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<h2>Horror da Oscar</h2>
<p>È tempo di <strong>Oscar</strong> e l&#8217;inclusione di <a href="https://nerdando.com/2018/02/04/scappa-get-out-non-solito-horror/"><strong>Scappa &#8211; Get Out</strong></a> tra le candidature a <strong>miglior film</strong> ha stupito molti: un horror in lizza sorprende, soprattutto tra le migliori pellicole dell&#8217;anno.</p>
<p>Il film di <strong>Jordan Peele</strong> ha il pregio di avvincere e disorientare lo spettatore: questo aspetto non deve essere passato inosservato ai membri dell&#8217;Academy, che hanno inserito la pellicola anche tra i candidati per <strong>miglior attore protagonista, miglior regia e miglior sceneggiatura originale</strong>.</p>
<p>Tuttavia non si tratta della prima incursione del genere agli Oscar: già altre pellicole, prima di Scappa &#8211; Get Out, erano riuscite nell&#8217;impresa di farsi notare dall&#8217;Academy. Se film come <strong>Psyco</strong>, <strong>Carrie &#8211; Lo sguardo di Satana</strong> o <strong>Il Sesto Senso</strong>, oggi assurti ad indiscussi capolavori del genere, non sono andati (ingiustamente?) oltre la nomination, altri film sono stati più fortunati e hanno portato a casa l&#8217;agognata statuetta.</p>
<p>Ma quali sono gli <strong>horror da Oscar</strong>? In attesa di scoprire se Scappa &#8211; Get Out entrerà a far parte della lista, ho pensato di ripercorrerli con voi.</p>
<h2>Le origini</h2>
<p>In effetti la presenza degli horror agli Oscar non è così recente, se consideriamo che il primo rappresentante del genere a vincerne uno risale alla quinta edizione del premio: si tratta del film <strong>Il dottor Jekyll</strong>, diretto nel<strong> 1931</strong> da Rouben Mamoulian. La pellicola vinse il premio per il <strong>miglior attore protagonista</strong>, assegnato ex aequo (allora era prevista questa possibilità) a <strong>Fredric March</strong>.</p>
<p>Per ritrovare un horror tra i premiati è necessario aspettare fino al <strong>1962</strong>, quando l&#8217;inquietante <strong>Che fine ha fatto Baby Jane?</strong> di Robert Aldrich vince il premio per i <strong>migliori costumi</strong> (realizzati da Norma Koch). In quell&#8217;edizione le magistrali interpretazioni di Joan Crawford e Bette Davis nei panni delle protagoniste vennero snobate dall&#8217;Academy.</p>
<p>Nel <strong>1968</strong> a vincere un Oscar è l&#8217;horror che tormenta ancora gli incubi di molti: <strong>Rosemary&#8217;s Baby</strong> di <strong>Roman Polanski</strong> ottiene la statuetta per la <strong>migliore attrice non protagonista</strong>, assegnato a Ruth Gordon.</p>
<p>È poi nel <strong>1973</strong> che uno dei capolavori indiscussi del genere horror viene riconosciuto dai membri dell&#8217;Academy: <strong>L&#8217;Esorcista</strong> di <strong>William Friedkin</strong> si aggiudica la statuetta per la <strong>migliore sceneggiatura originale</strong>. Negli anni Settanta, comunque, sembra essere la colonna sonora l&#8217;elemento che colpisce maggiormente i giurati: <strong>Lo squalo</strong> di <strong>Steven Spielberg</strong> si aggiudica nel 1975 l&#8217;Oscar per la <strong>migliore colonna sonora</strong> (insieme a quelli per il <strong>sonoro</strong> e per il <strong>montaggio</strong>), seguito a ruota, nel 1976, da<strong> Il presagio</strong> di <strong>Richard Donner</strong>.</p>
<p>Anche negli anni Ottanta non mancano incursioni degli horror agli Oscar. Nel 1981 <strong>Un lupo mannaro americano a Londra</strong>, diretto da <strong>John Landis</strong> vince, grazie al lavoro di <strong>Rick Baker</strong>, il premio per il <strong>miglior trucco</strong>. Il 1986 vede invece una presenza doppia del genere: <strong>Aliens &#8211; Scontro finale</strong> di <strong>James Cameron</strong> vince nelle categorie <strong>montaggio sonoro</strong> ed <strong>effetti speciali</strong> mentre <strong>La Mosca</strong> di <strong>David Cronenberg</strong> in quella del <strong>trucco</strong>.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-21801" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti.jpg" alt="Horror da Oscar" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>La svolta</h2>
<p>Se però in questa prima fase gli horror da Oscar sono stati relegati alle cosiddette categorie minori, è negli <strong>anni Novanta</strong> che il genere viene finalmente sdoganato tra i premi maggiori.</p>
<p>La strada viene aperta nel <strong>1990</strong> da <strong>Misery non deve morire</strong> di <strong>Rob Reiner</strong>: l&#8217;attrice protagonista, <strong>Kathy Bates</strong>, vince la statuetta come <strong>migliore attrice protagonista</strong>. Per il ruolo, la Bates è stata anche inserita al 17° posto dei 50 migliori cattivi del cinema dall&#8217;American Film Institute.</p>
<p>Ma il film dei record è un altro: <strong>Il silenzio degli innocenti</strong>, diretto nel <strong>1991</strong> da <strong>Jonathan Demme</strong> è infatti il primo film del genere ad essere inserito nella categoria miglior film, oltre che il terzo in assoluto ad aver vinto cinque premi nelle categorie più importanti. La pellicola vince come <strong>miglior film</strong>, <strong>miglior regia</strong>, <strong>miglior attore protagonista</strong> (Anthony Hopkins), <strong>miglior attrice protagonista</strong> (Jodie Foster) e <strong>miglior sceneggiatura non originale</strong>.</p>
<p>Nel <strong>1992</strong> l&#8217;horror è ancora presente agli Oscar con un film elegante come <strong>Dracula di Bram Stoker</strong>, diretto da <strong>Francis Ford Coppola</strong>. Il film vince nelle categorie <strong>miglior trucco</strong>, <strong>migliori costumi</strong> e <strong>miglior montaggio sonoro</strong>.</p>
<p>Doppia presenza anche nel <strong>2010</strong>: <strong>Wolfman</strong> di Joe Johnston vince l&#8217;Oscar per il <strong>miglior trucco</strong> e <strong>Il cigno nero</strong> di <strong>Darren Aronofsky</strong> si aggiudica l&#8217;ambita statuetta per la <strong>migliore attrice protagonista</strong> (Natalie Portman).</p>
<h2>Tim Burton</h2>
<p>Se avete notato delle lacune in questa cronologia, non preoccupatevi: sono volute. Ho infatti voluto concludere il discorso raggruppando le pellicole di un regista spesso ignorato dall&#8217;Academy nelle categorie maggiori ma capace di creare un immaginario immenso e fortemente caratterizzato: <strong>Tim Burton</strong>.</p>
<p>Il particolarissimo cineasta californiano, infatti, sebbene non abbia mai vinto nelle categorie maggiori, è stato presente agli Oscar ben <strong>tre volte</strong>, sempre con film di genere horror. Tutto è iniziato con <strong>Beetlejuice</strong>, che nel 1988 vince il premio per il <strong>miglior trucco</strong>.</p>
<p>Burton torna poi tra i candidati, vincendo, anche nel <strong>1999</strong> con l&#8217;apprezzato <strong>Il mistero di Sleepy Hollow</strong>, che vince per la <strong>migliore scenografia</strong>, e nel <strong>2007</strong> con il troppo spesso sottovalutato <strong>Sweeney Todd &#8211; Il diabolico barbiere di Fleet Street</strong>, che vince di nuovo per la <strong>scenografia</strong>.</p>
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