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	<title>L&#039;attacco dei giganti - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>5 cosplay che vedremo a Lucca Comics &#038; Games 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2017 12:00:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il cosplay è ormai uno degli elementi caratterizzanti di Lucca Comics &#38; Games. Iniziato un po&#8217; in sordina, il fenomeno ha rapidamente conquistato il cuore dei visitatori, tanto da diventare un&#8217;attrazione della fiera al pari di tutti gli altri eventi che vi prendono parte. Abbiamo pensato, quindi, di passare in rassegna i trend nerd dell&#8217;ultimo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Cosplay-Lucca-17.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19104" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Cosplay-Lucca-17.jpg" alt="Game of Thrones" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Cosplay-Lucca-17.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Cosplay-Lucca-17-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Cosplay-Lucca-17-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Cosplay-Lucca-17-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Il <strong>cosplay</strong> è ormai uno degli elementi caratterizzanti di <strong>Lucca Comics &amp; Games</strong>.</p>
<p>Iniziato un po&#8217; in sordina, il fenomeno ha rapidamente conquistato il cuore dei visitatori, tanto da diventare un&#8217;attrazione della fiera al pari di tutti gli altri eventi che vi prendono parte.</p>
<p>Abbiamo pensato, quindi, di passare in rassegna i <strong>trend nerd dell&#8217;ultimo anno</strong>, per sbilanciarci nella <strong>previsione dei personaggi più attuali</strong> e che con maggiore probabilità potremo trovare in giro per le vie di Lucca.</p>
<p>Proprio come <a href="https://nerdando.com/2016/10/27/nove-sfumature-nerd-27-cosplay-vedremo-lucca/">l&#8217;anno scorso</a>, i nostri pronostici si basano sui prodotti ascrivibili all&#8217;universo nerd che sono stati più chiacchierati nell&#8217;ultimo anno o per i quali ricade una ricorrenza particolare.</p>
<p>Pronti a scoprire i <strong>5 cosplay che vederemo al Lucca Comics &amp; Games 2017</strong>?</p>
<h2>Harry Potter</h2>
<p>Ok, il maghetto creato da <strong>J.K. Rowling</strong> è ormai un sempreverde delle fiere ma, quest&#8217;anno, è possibile prevedere che si vedranno molti più personaggi tratti da questo mondo rispetto a quanto siamo abituati.</p>
<p>La ragione risiede nel fatto che proprio nel 2017 ricade il <strong>ventennale</strong> della nascita della popolare saga magica.</p>
<p>Preparatevi, quindi, ad un&#8217;ondata di magia pronta ad investire Lucca nei giorni dei Comics.</p>
<h2>L&#8217;attacco dei giganti</h2>
<p>Proseguiamo con un altro brand molto amato dai cosplayer: <strong>l&#8217;attacco dei giganti</strong>.</p>
<p>Il manga (con relativo anime) post apocalittico ad opera di <strong>Hajime Isayama</strong> vanta un&#8217;ampia fetta di appassionati e spesso è possibile vedere i suoi personaggi interpretati da cosplayer in occasione delle fiere di settore.</p>
<p>Allora perché includiamo l&#8217;anime in questa lista? Con l&#8217;uscita della seconda stagione e l&#8217;annuncio della terza per il 2018, è innegabile che <strong>L&#8217;attacco dei giganti</strong> sia uno dei trend dell&#8217;anno.</p>
<h2>Thor</h2>
<p>i personaggi <strong>Marvel</strong>, quando si parla di cosplay, sono sempre una garanzia. Quest&#8217;anno è lecito aspettarsi un&#8217;invasione di Asgardiani per le vie di Lucca.</p>
<p>L&#8217;uscita nelle sale di <a href="https://nerdando.com/2017/10/20/thor-ragnarok-giorno-del-giudizio/"><strong>Thor: Ragnarok</strong></a>, riporta sulla cresta dell&#8217;onda Thor, Loki e il gigante verde <strong>Hulk</strong>, protagonisti della pellicola.</p>
<p>Un&#8217;alternativa valida in casa Marvel potrebbe essere nei personaggi tratti da <strong>Guardiani della Galassia</strong>.</p>
<h2>Justice League</h2>
<p>Quando si parla di Marvel non si può che considerare anche la diretta concorrente, <strong>DC Comics</strong>.</p>
<p>Con l&#8217;uscita nelle sale cinematografiche del film <strong>Justice League</strong>, che debutterà il <strong>16 novembre</strong>, è plausibile immaginare un&#8217;orda di Wonder Woman, Batman, Superman e altri personaggi della pellicola pronta a invadere Lucca.</p>
<p>Sempre validi rappresentanti di casa DC Comics sono Joker e Harley Quinn da <strong>Suicide Squad</strong>, che sembrano non annoiare mai i cosplayer.</p>
<h2>Game of Thrones</h2>
<p>Anche qui ci troviamo di fronte ad un classico, tuttavia è innegabile che la saga creata da <strong>George Martin</strong> sia tra i prodotti più chiacchierati dell&#8217;anno.</p>
<p>Con la settima stagione appena conclusasi e l&#8217;enorme attesa creatasi intorno all&#8217;ottava e conclusiva, per la quale sembra si dovrà aspettare parecchio prima che venga messa in onda, i personaggi di <strong>Game of Thrones</strong> sono tra i maggiori candidati a popolare il Lucca Comics &amp; Games di quest&#8217;anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Attack on Titan &#8211; L&#8217;ultima resistenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2017 10:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17749" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/IMG_8608.jpg" alt="Attack on Titan" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/IMG_8608.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/IMG_8608-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/IMG_8608-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/IMG_8608-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Attack on Titan &#8211; Facciamo secco il gigante</h2>
<p>Se non conoscete <strong>Attack on Titan</strong> (in Italiano &#8220;<strong>L&#8217;attacco dei Giganti</strong>&#8220;, in giapponese &#8220;<strong>進撃の巨人 <em>Shingeki no kyojin</em></strong>&#8220;) significa che non avete acceso l&#8217;internet da almeno qualche anno. La fortunata serie di <strong>Hajime Isayama</strong>, iniziata nell&#8217;ormai lontano 2009 ed approdata in Italia nel 2012, oltre al manga ha anche un anime (è da poco uscita la seconda stagione, ma la terza è già stata annunciata per il 2018), un paio di adattamenti per il grande schermo e anche alcuni videogames. Poteva quindi mancare all&#8217;appello la versione boardgame? Ovvio che no! La magica coppia costituita dal buon <strong>Antoine Bauza</strong> (autore di giochi trascurabili quali <a href="https://nerdando.com/2015/10/09/7-wonders-una-meraviglia-di-gioco/">7 Wonders</a> classico e <a href="https://nerdando.com/2016/06/09/7-wonders-duel/">Duel</a>, Tokaido, <a href="https://nerdando.com/2016/01/14/takenoko-un-panda-alla-tedesca/">Takenoko </a>e così via) e <strong>Ludovic Maublanc</strong> (autore di Cash&amp;Guns e Mr. Jack) hanno trasposto &#8220;su cartone&#8221; il tentativo dei protagonisti dell&#8217;opera di disfarsi dei tremendi giganti, antagonisti dell&#8217;intera saga, con l&#8217;omonimo boardgame per 2-5 giocatori ad opera della <strong>Don&#8217;t Panic Games/Cryptozoic</strong> ed edito in Italia da <strong>Cosmic Games</strong>. Andiamo a vedere come funziona il movimento tridimensionale&#8230; ma attenti ai dadi!</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Attack on Titan &#8211; L&#8217;ultima resistenza ci pone in uno scenario &#8220;<strong>drammatico</strong>&#8220;: siamo attaccati da un gigante nel mezzo della città, avremo pertanto degli inermi cittadini da difendere assieme ad una torre a due piani, munita di cannoni ad ogni piano, che ci aiuterà a salire sul gigante e a danneggiarlo. Per chi non lo sapesse, sono necessarie due premesse: la prima è che gli eroi del gioco dispongono di un&#8217;attrezzatura che permette loro di effettuare il sopracitato &#8220;<strong>movimento tridimensionale</strong>&#8221; grazie al quale possono fluttuare e muoversi a mezz&#8217;aria nel tentativo di scalare i titani; la seconda è che i giganti sono veramente duri da uccidere poiché possono rigenerarsi, e per eliminarli definitivamente è necessario <strong>tagliare la loro nuca</strong>.</p>
<p>Detto ciò, Attack on Titan ci richiederà di scalare il gigante grazie a delle <strong>piattaforme</strong> numerate che rappresentano i &#8220;piani&#8221; da scalare, da 1 a 8 &#8211; con i piani 3 e 5 sulla torre. Ma non è sufficiente salire e basta, sarebbe troppo semplice. Le carte <strong>Tattica</strong> raffigurano i &#8220;piani&#8221; del gioco e dei dadi: per attivarle dovremo avere i nostri eroi posizionati laddove richiesto dalla carta assieme ai dadi richiesti allo specifico personaggio. Due carte tattica, nello specifico, ci danno la possibilità di <strong>uccidere il gigante</strong> e quindi vincere la partita, e in entrambe dovremo avere per forza almeno un personaggio al piano 8 (ossia la nuca del gigante) con un paio di dadi attacco; inoltre dovremo aver indebolito il gigante fino a portarlo nei suoi ultimi tre punti vita, in quella che è definita la <strong>Kill Zone</strong>, così come rappresentato dalla scheda dei punti ferita del gigante. Questa, per inciso, è l&#8217;unica maniera per gli eroi per vincere la partita. Il cattivo, invece, è più forte. <strong>Oh, molto più forte.</strong></p>
<h2>Gli antagonisti</h2>
<p>Attack on Titan sembra semplice, finora, ma due cose remeranno decisamente a nostro sfavore: il <strong>gigante</strong> e i <strong>dadi</strong>. Uno dei giocatori impersonerà sempre il gigante, e ad inizio partita può scegliere quale dei quattro giganti impersonare (Base, Deviante, Distruttore e Vorace), ognuno dei quali dotato delle sue particolari abilità e delle sue personali 7 carte azione. Cosa fa dunque il gigante? Può effettuare una o più azioni presenti sulla sua carta gigante (scusate il gioco di parole ma in effetti la carta è molto&#8230; gigante) &#8220;<strong>rubando</strong>&#8221; i dadi ai giocatori quando faranno uscire la faccia con su riportato il gigante &#8211; ci torneremo fra un attimo &#8211; e, in seguito, sceglierà due carte azione e ne metterà in gioco una a faccia in su e una coperta. I giocatori avranno quindi la possibilità di &#8220;disattivare&#8221; queste carte usando alcuni dei loro dadi, e ovviamente sapranno subito come disattivare quella a faccia in su, ma dovranno anche cercare di intuire cosa ha nascosto il gigante per evitare danni collaterali.</p>
<p>Parliamo dei (dannatissimi) dadi? I giocatori dovranno lanciarli ad inizio turno, subito dopo che il gigante avrà sceso le sue carte azione. In questa fase, ogni volta che ad un lancio uscirà il faccione del titano, il dado verrà &#8220;rubato&#8221; dal gigante che potrà utilizzarlo per attivare una delle sue azioni &#8220;<strong>imbloccabili</strong>&#8220;. Gli eroi possono rilanciare i dadi (uno o parte o tutti) infinite volte, ma ogni volta che uscirà un titano&#8230; zac, dado rubato. Una volta che i giocatori si fermeranno, e il gigante avrà compiuto la sua azione, quest&#8217;ultimo restituirà i dadi agli eroi che potranno rilanciarli per ottenere nuovi risultati da utilizzare sia per bloccare le azioni scelte dal gigante che per poi compiere le proprie azioni quali muoversi, attaccare, attivare i cannoni e così via. E se escono i titani? Dadi persi. E imprecazioni scroscianti sul tavolo, ovviamente.</p>
<h2>Bilanciamento</h2>
<p>Dopo alcune partite di Attack on Titan, credo che il personaggio del gigante sia un po&#8217; <strong>troppo forte</strong>. Mi spiego: il gigante vince se <strong>a)</strong> mangia tutti e 12 i cittadini, <strong>b)</strong> distrugge tutti e sei i cannoni e <strong>c)</strong> uccide un eroe togliendogli i suoi tre punti ferita. Mentre &#8220;i buoni&#8221; vincono solo e soltanto se riescono ad uccidere il gigante. Ok, è proprio come nella serie, dove cittadini e soldati muoiono a bizzeffe, le città vengono distrutte in un attimo e l&#8217;uccisione di un gigante comporta sempre gravi perdite ed enorme impegno. Però qui è veramente <strong>dura</strong>! Il gigante può attivare facilmente le sue azioni imbloccabili, e i giocatori spenderanno parecchi dadi per cercare di fermare le azioni giocate a terra; rimane a volte poca libertà per i giocatori per cercare di &#8220;fare qualcosa&#8221; e di posizionarsi come richiesto dalle carte Tattica. Ripeto, è proprio la serie ad avere quest&#8217;<strong>angoscia di fondo</strong>, e se la mettiamo da questo punto di vista in effetti l&#8217;ambientazione è proprio resa al 101%. Però a volte può essere leggermente frustrante, specie perché c&#8217;è il fattore dadi che ha il suo peso e che è poco gestibile dalla bravura dei giocatori. Posso suggerire di giocare in un numero di giocatori un po&#8217; più folto (almeno 3) o, se si è solo in due, di far usare almeno 2-3 eroi al secondo giocatore. Del resto gli eroi disponibili sono 8, e ognuno ha le sue abilità, pertanto è interessante cercare di creare le squadre migliori e più <strong>equilibrate</strong> così da cercare di spuntarla sul gigante il più presto possibile.</p>
<h2>Materiali</h2>
<p>Attack on Titan ci fa giocare su un board che è molto <strong>diverso</strong> dal solito: come dicevo prima, abbiamo un vero e proprio gigante cartonato (alto una quarantina di centimetri!) sul quale monteremo 6 pedane, assieme a due cubi, uno più grande e uno più piccolo, che rappresentano la torre su cui sono posizionati i cannoni e che rappresentano due ulteriori piani da scalare per arrivare sul gigante &#8211; o per prendere qualche scorciatoia. Il gigante è di un bel cartone più spesso del solito, bello <strong>solido</strong> e stabile. Gli eroi, &#8220;purtroppo&#8221;, non sono stati realizzati tramite miniature &#8211; sarebbe stato godurioso &#8211; ma tramite dei semplici cartoncini che monteremo su dei supporti di plastica. Al netto di una scelta dettata dal contenimento costi, forse le miniature avrebbero potuto &#8220;infastidire&#8221; il cartone del gigante, anche se non credo che sarebbe stato un grosso problema. Carini i piccoli cannoni in legno, molto basic invece i cittadini e i punti ferita degli eroi, realizzati con semplici dischetti di cartone. Molto belle le <strong>carte</strong>, specie quelle eroe-tattica-gigante, molto più grandi del normale, ottima scelta che rende il tutto molto chiaro e leggibile.</p>
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<h2>Concludendo</h2>
<p>Attack on Titan è uno di quei giochi dove la meccanica<strong> 1 vs tutti</strong> può portare alla rottura di amicizie, parentele e rapporti, però volete mettere la soddisfazione di impersonare un gigante distruttore? Scherzi a parte, il personaggio che interpreterà il gigante avrà a disposizione una enorme forza distruttiva, e per il bene della partita dovrà gestirla bene per non farla concludere troppo presto o per restare scoperto; gli eroi, invece, dovranno ben <strong>coordinarsi</strong> per attaccare il titano e limitare le sue azioni, il tutto mentre si disporranno in formazione per innescare una Tecnica, fino ad attivare quella che sancirà la morte del gigante e il trionfo dell&#8217;umanità. I dadi e l&#8217;alea sono sempre un&#8217;incognita &#8211; come in qualsiasi gioco basato su essi, del resto &#8211; ma qui non siamo di certo nell&#8217;ambito dei cinghiali tedeschi, quindi sappiate che le sorti si ribalteranno verso l&#8217;una o l&#8217;altra fazione nel giro di una rollata di dado. Buon divertimento con Attack on Titan, e fermate quel <strong>dannato gigante</strong>!</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p><strong>Attack on Titan &#8211; L&#8217;ultima resistenza</strong> è disponibile al prezzo consigliato di <strong>44,90€</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Attack on Titan</strong> ci porta direttamente nei combattimenti della serie anime/manga del momento: sarete capaci di uccidere il gigante senza perire nel tentativo?</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: in uno dei nostri test-match, nel primo a dire il vero, io ero il gigante e Morgana un paio di eroi. Volevo solo dirvi che non sono mai stato così pericolosamente vicino al divorzio nel corso di questo primo anno di matrimonio.</em></p>
<p>Ringraziamo la gentilissima <strong>Cosmic Games</strong> per il materiale dimostrativo fornitoci.</p>
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		<title>Cosa c&#8217;è di così bello nei manga?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 10:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Parlando di fumetti e Giappone in generale, è sorta nella redazione una diatriba fra le più violente e agguerrite: ma cosa ci trovate mai di tanto bello nei manga? Perché mai dovrebbero piacere (o non piacere) questi fumetti? Ecco le nostre risposte! LC Trovo che sia difficile dare un parere generale su manga ed anime, [&#8230;]</p>
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<p>Parlando di fumetti e Giappone in generale, è sorta nella redazione una diatriba fra le più violente e agguerrite: ma cosa ci trovate mai di tanto bello nei manga? Perché mai dovrebbero piacere (o non piacere) questi fumetti? Ecco le nostre risposte!</p>
<h3><strong>LC</strong></h3>
<p>Trovo che sia difficile dare un parere generale su manga ed anime, che sono dei mondi molto più ampi e variegati di quello che si può pensare ed abbondano di generi, stili e, chiaramente, hanno livelli di qualità diversissimi.</p>
<p>Personalmente ci trovo solo una caratteristica comune al 99% di tutti i manga (ed in maniera minore degli anime), e cioè che l&#8217;autore o gli autori sono gli stessi dall&#8217;inizio alla fine, laddove i comics americani ed i fumetti europei &#8220;classici&#8221; hanno una varietà di scrittori e disegnatori che cambia di numero in numero.<br />
Questa stabilità nei prodotti giapponesi mi piace molto, in quanto non mi trovo affatto a mio agio con l&#8217;idea che per dire <strong>Batman</strong> può essere totalmente diverso a seconda di chi stia scrivendo, del periodo in cui lo stia facendo, della testata e così via. Se leggo <strong>One Piece</strong> so che è frutto della mente di <strong>Oda</strong> e sempre e solo di lui.</p>
<h3><strong>Penny</strong></h3>
<p>Dunque, premettendo che non sono una lettrice accanita di manga e fumetti in generale, sebbene mi piacciano assai, di quelli giapponesi apprezzo il formato. Infatti, poiché la maggior parte è generalmente piccolino (circa A5 per intendersi), riesco a portarli nello zaino o in borsa senza rischiare di rovinarli. Detesto gli angolini arricciati o, peggio, doverli arrotolare, e se sono in treno o in metropolitana faccio molta meno fatica a tenermi aggrappata e contemporaneamente a leggere se la dimensione è contenuta.</p>
<p>Poi oh, a me piacciono le cose colorate quindi non dirò mai cose come &#8220;manga&gt;&gt;fumetti americani&#8221;, personalmente ritengo che entrambi abbiano punti di forza e punti deboli.</p>
<h3><strong>Giando</strong></h3>
<p>Da appassionato nippofilo quale mi ritrovo ad essere, questa domanda mi vede molto poco imparziale &#8211; tant&#8217;è che sono pronto ad affrontare i flame dei miei co-redattori (no FrankieDedo, non mi sto riferendo a te).</p>
<p>Cosa c&#8217;è di così bello? Per me c&#8217;è di bello che ciò che mi trasmette un manga, non riesco a sentirlo dalla maggior parte dei comics/fumetti in circolazione. Probabilmente è solo frutto di una passione o predisposizione personale, ma vi assicuro che ho letto anche tanta altra roba che, per quanto io stesso ne riconosca l&#8217;ottimo valore (tra tutti citerei <strong>Watchmen</strong> oppure <strong>Arkham Asylum</strong>, ma anche tanti altri), non mi dà la stessa emozione che provo leggendo ciò che viene dalla terra nipponica. Sia ben chiaro, non vivo di assoluti (non essendo un sith): c&#8217;è tanto ciarpame e c&#8217;è tanta roba che non mi interessa, ad esempio i vari shonen che ricalcano troppo quanto già visto con grandi classici quali <strong>Dragon Ball</strong> &#8211; che, udite udite, non è nemmeno uno dei miei preferiti &#8211; o <strong>Naruto</strong>, così come alcune delle produzioni forse troppo settoriali che, è innegabile, sono rivolte ad un pubblico specifico e che spesso, vuoi per differenze culturali o di interessi, sono poco fruibili a chi non è giapponese.</p>
<p>Ma, parallelamente, ci sono una marea di titoli che mi emozionano e che mi divertono, a partire da titoli più leggeri &#8211; uno dei miei preferiti più recenti è il geniale <strong>Assassination Classroom</strong>, fresco e divertente &#8211; per finire a quelli veramente più profondi come &#8220;<strong>20th Century Boys</strong>&#8221; o i manga tratti dai lavori di <strong>Makoto Shinkai</strong> (qualcuno ha detto <strong>Your Name</strong>?), passando per gioielli quali &#8220;<strong>Trigun</strong>&#8221; o &#8220;<strong>Kenshin Samurai Vagabondo</strong>&#8221; e per finire con piccole perle quali &#8220;<strong>Le memorie di Emanon</strong>&#8221; e &#8220;<strong>I viaggi di Emanon</strong>&#8220;, manga meno famosi ma dai contenuti che ti fanno emozionare davvero. Oppure, semplicemente, manga che hanno una storia particolarmente complessa dove divori volume dopo volume per scoprire cosa succede, come nell&#8217;ottimo &#8220;<strong>Erased</strong>&#8221; o ne &#8220;<strong>L&#8217;attacco dei giganti</strong>&#8221; che, per quanto graficamente mi faccia alquanto pena, ha una storia intrecciatissima dove niente è come sembra, oppure una pietra miliare quale &#8220;<strong>Inferno e Paradiso</strong>&#8220;, che unisce una storia pazzesca ad una grafica letteralmente divina.</p>
<p>Certo, per me è fondamentale anche il versante grafico: ho sempre pensato che il comic/fumetto sia meno capace di trasmettermi sensazioni rispetto ai manga anche dal punto di vista visivo. Adoro il disegno di matrice giapponese, soprattutto a partire dagli anni &#8217;90 in poi, e penso che l&#8217;espressività dei personaggi sia unica nel suo genere. E, sia chiaro, non è solo &#8220;questione di tette&#8221;: se prendiamo le supereroine Marvel, ad esempio, di certo non c&#8217;è carenza di fisicità importanti &#8211; basta pensare alle produzioni di <strong>Frank Cho</strong>, letteralmente esplosive; eppure, la femminilità di alcuni personaggi dei manga mi sembra quasi inarrivabile e di certo è un bel plus &#8211; anche l&#8217;occhio vuole la sua parte!</p>
<p>Last but not least, adoro il fatto che il manga in Giappone sia un qualcosa perfettamente intrecciato nel tessuto socio-culturale: durante il mio viaggio a Tokyo ho visto cose che non avrei mai pensato di vedere &#8220;per strada&#8221;, e ho notato come ciò che qui è quasi &#8220;da sfigati&#8221; sia perfettamente normale, quindi per esempio non c&#8217;è nulla di strano nel salire nella <strong>Tokyo Tower</strong> e trovare una gigantesca mostra di<strong> One Piece</strong> &#8211; tra l&#8217;altro appena giunto nel suo ventennale, e vi assicuro che i giapponesi ne sono ancora pazzi &#8211; come se nulla fosse e che non attira solo &#8220;i nerd&#8221; ma anche un pubblico di, che so, impiegati in giacca e cravatta, cosa che qui da noi sembrerebbe impossibile. Di certo un qualcosa di unico e che, per un appassionato come me, non può che essere una fantastica ciliegina sulla torta!</p>
<p>E per chi non apprezza: beh, il mondo è bello perché è vario, no?</p>
<h3><strong>Zeno2k</strong></h3>
<p>Posso dire: &#8220;nulla&#8221;? No, non posso lo so: la verità è che sono il meno titolato a poter rispondere. Per quanto ami i fumetti, devo aver letto una manciata di manga in tutto, di cui la metà erano <strong>Ogenki Clinic</strong>.</p>
<p>Ho avuto occasione, recentemente, di leggere un manga e ne ho parlato in un articolo dedicato; la cosa che mi ha colpito non sono certo i disegni (che oggi come allora trovo cordialmente tremendi), ma una grande cura nella costruzione della trama e dei personaggi.<br />
Da quel che ho potuto apprezzare c&#8217;è un grande movimento interiore che muove i mangaka a trasferire su carta la propria arte ed è quel che apprezzo di più.</p>
<p>A contraddire tutto quello che ho appena detto, tuttavia, devo citare quello che secondo me è uno degli artisti più eccezionali che abbiano solcato il XX secolo: <strong>Jiro Taniguchi</strong>, scomparso quest&#8217;anno, che grazie a capolavori come &#8220;<strong>Gourmet</strong>&#8221; e &#8220;<strong>L&#8217;uomo che cammina</strong>&#8221; mi ha regalato l&#8217;emozione di visitare il Giappone restando comodamente seduto a casa.<br />
Ma il maestro <strong>Taniguchi</strong> era unico. Tutto il resto, forse, lo affronterò più avanti.</p>
<h3><strong>jedi.lord</strong></h3>
<p>Che domandaccia&#8230; cosa c&#8217;è di bello nei manga?</p>
<p>Allora, premesso che, se trovo l&#8217;argomento o la storia interessanti anche solo vagamente, non guardo in faccia alla provenienza, al formato e leggo di tutto (fatto di cui mi vanto spesso), il mio rapporto con i manga è sempre stato un po&#8217; contrastato.</p>
<p>Sono cresciuto in un periodo storico in cui c&#8217;è stato un vero e proprio boom del fumetto giapponese, tutti super infognati con i manga, tutti super esperti&#8230; io ci ho provato, ve lo giuro, ma ai nipponici ho sempre preferito le produzioni italiane, europee ed americane.<br />
Il motivo?</p>
<p>Sinceramente non saprei spiegarvelo: mi avranno prestato i titoli sbagliati? Non mi piace molto lo stile narrativo? Gli argomenti? Si tratterà di una cementificazione del pregiudizio?</p>
<p>E chi può dirlo?</p>
<p>Un fatto è certo: la mia conoscenza del mondo manga è molto limitata e ciò è male per uno che si definisce un amante del fumetto tout-court. A mia discolpa posso però affermare che quei pochi manga che ho letto perché li ho scelti e che ho deciso di portare fino in fondo li ho amati davvero.</p>
<p>Vi lascio quattro titoli: <strong>Video Girl AI</strong>, <strong>Planetes</strong>, <strong>Alita</strong>, <strong>Eden</strong>. Insomma, la fantascienza giappa mi garba a quanto pare. Per tornare alla domanda iniziale: cosa c&#8217;è di bello nei manga?</p>
<p>Credo ci sia tutto ciò che di bello c&#8217;è nei fumetti del resto del mondo, semplicemente con uno stile e una sensibilità diversi che apprezzo meno.</p>
<p>E purtroppo è una roba a pelle, deal with it.</p>
<h3><strong>FrankieDedo</strong></h3>
<p>Vuoi perché sono cresciuto a pane, <strong>Marvel</strong> e <strong>Alan Moore</strong>, vuoi perché difficilmente sopporto i cliché, io i manga non sono mai riuscito a digerirli, salvo pochi, pochissimi casi. Nonostante abbia divorato molti anime, soprattutto il martedì sera, i fumetti giapponesi mi risultano ostici e un po&#8217; antipatici. Sarà per il modo di esprimersi troppo diverso (che spesso trovo esagerato) o per quella che percepisco come un&#8217;estrema commercialità, che porta a creare valanghe e valanghe di libriccini in bianco e nero con disegni deformi, probabilmente entrambe. Non ci riesco, perdo l&#8217;interesse dopo poco e non riesco a connettermi con le opere.</p>
<p>Le eccezioni però ci sono! <strong>Akira</strong> mi ha preso abbastanza, magari anche per la sua natura un po&#8217;più &#8220;in grande&#8221;, rispetto alle produzioni più comuni. Anche <strong>Jiro Taniguchi</strong> mi ha catturato, e <strong>Gourmet</strong> resta uno dei racconti che più mi ha colpito, per la sua delicatezza e per il grande equilibrio che trasmette. Grande anomalo: <strong>Dragon Ball</strong>! Forse perché <strong>Akira Toriyama</strong> è un giapponese così poco&#8230; giapponese, o anche perché il fumetto è pregno di una demenzialità che con me funziona e che risalta sulle scene di combattimento, decisamente ristrette rispetto all&#8217;anime. Ho apprezzato anche <strong>Planetes</strong> (anche se ho gradito molto di più la versione animata) soprattutto per la resa della tecnologia aerospaziale molto plausibile, ma qui sono di parte. Datemi lo spazio e non capisco più nulla.</p>
<h3><strong>Tencar</strong></h3>
<p>Non lo so, non leggo manga da un bel po&#8217;.</p>
<p>Quel che è certo è che questo genere di fumetti ci racconta un mondo diverso rispetto a quello a cui siamo abituati e quindi ci permette di farci avvicinare ad una cultura così lontana dalla nostra e così ricca di affascinanti sfaccettature.</p>
<p>E poi oh, vogliamo parlare dei capolavori che ha tirato fuori <strong>Naoki Urasawa</strong>?</p>
<h3><strong>Wiwo</strong></h3>
<p>Che domanda del cavolo.</p>
<p>Innanzitutto: come nel fumetto occidentale, ci sono molti generi, molti stili, molte trame. E, come nel fumetto occidentale, alcuni manga fanno schifo e altri sono stupendi, per cui generalizzare è poco sensato.</p>
<p>Ciò detto, generalizziamo. Personalmente, di solito non apprezzo le serie shounen infinite (tipo <strong>Naruto</strong>, che era partito tanto bene. <strong>Kishimoto</strong>, why?) o gli shoujo manga che parlano solo e soltanto d&#8217;amore, perché spesso si tratta di produzioni di stampo commerciale che perdono di vista la trama e lo spirito con cui erano partite. Questa eccessiva commercializzazione, però, alla fine dei conti è l&#8217;unico difetto che trovo nel panorama generale dei manga.</p>
<p>I manga che rimangono &#8220;integri&#8221;, al di là di valutazioni personali e legate al singolo fumetto (o autore), sono belli proprio perché sono manga. Mi spiego: gli elementi che spesso ci fanno storcere il naso, come l&#8217;eccessiva formalità, i giri di parole, gli ambienti e i cliché ricorrenti, per non parlare dei finali incomprensibili, sono parte della componente culturale giapponese. Possono piacere o non piacere, specialmente al lettore occidentale, ma, a mio parere, l&#8217;identità dei manga è basata anche su questi.</p>
<p>Faccio un esempio. Ho letto parecchi manga con ambientazione scolastica in Giappone di vari generi (<strong>Le situazioni di lui e lei</strong>, <strong>Bakuman</strong>, <strong>Il giocattolo dei bambini</strong>&#8230;). Ognuno ha le sue esagerazioni, ma, quando sono stata in Giappone, ho visto la periferia e ho conosciuto studenti universitari, mi è sembrato di essere stata catapultata dentro un fumetto, da tanti elementi in comune che potevo trovare con ciò che avevo letto. Per questo ritengo che sia stupido chiedere che cosa ci sia di bello nei manga: come tutte le produzioni artistiche, rispecchia la cultura di un popolo, che è necessariamente diversa da quella di altri popoli e che non può venire giudicata a prescindere.</p>
<p>I manga stessi sono ciò che c&#8217;è di bello dei manga: un tuffo nell&#8217;identità giapponese. Poi, se trovate un manga oggettivamente brutto, non è colpa del fatto che sia un manga: è solo davvero brutto.</p>
<h3><strong>Giakimo</strong></h3>
<p>Domanda rischiosissima per chi, come me, è appassionato di fumetti da sempre eppure non legge manga (non regolarmente almeno).</p>
<p>Potrebbe finire in caciara, siete avvertiti.</p>
<p>Mi sono sempre chiesto cosa ci fosse di bello nei manga: intendiamoci, anche io come tutti sono cresciuto guardando i cartoni giapponesi e di molti ho letto il manga corrispondente (ad esempio <strong>Holly &amp; Benji</strong>, <strong>Dragon Ball</strong>, <strong>Lupin III </strong>e <strong>Ranma 1/2</strong>) e come tutti quelli della mia generazione ho subito un&#8217;esposizione ai prodotti nipponici che non ha eguali, ma non è mai scattata la molla dell&#8217;amore a prima vista. Provo a parlare da un punto di vista diciamo stilistico. Sicuramente, lo stile di disegno &#8220;classico&#8221; dei manga, con occhioni, nasi piccoli, fisici irreali e tante troppe faccette, è una convenzione e una tradizione che ci sta (come lo è il modo di disegnare occidentale) e che il loro sistema con le riviste costringe le serie ad essere strutturate come sono.</p>
<p>Chiarisco che parlo sopratutto del manga medio, non delle vette che sono tante e che ho letto e apprezzato, ma in generale ci sono troppi elementi che ritornano sempre e comunque nei manga anche quando non c&#8217;entrano niente. Ad esempio, l&#8217;impostazione della tavola, con vignette sempre spezzate o cinetiche al massimo anche quando ci sono due tizi a prendere il caffè alla lunga stanca, non è funzionale al racconto ed è sinonimo di piattezza. Esiste un motivo per cui <strong>Watchmen</strong> ha una gabbia classica e <strong>Contratto con Dio</strong> no, per fare un esempio, e se nei manga d&#8217;azione o sportivi di solito funziona avere così tanto movimento su una pagina, su Nana dopo un po&#8217; mi girava la testa.</p>
<p>Altra cosa, e mi rendo conto che deriva dalla divisione dei manga in sottogeneri, non sopporto il proliferarsi di manga ambientati nelle scuole superiori e con protagonisti adolescenti. Sarà che non sono più un teenager (per quanto, pure allora mi rompevo a leggere storie ambientate a scuola, cazzo passi tutto il tempo a studiare, almeno quando mi distraggo vorrei non pensare alla scuola!), ma sembra praticamente impossibile trovare manga con personaggi adulti o senza il topos del ragazzo che da sfigato diventa centrale nella storia (situazione declinabile in tutte le salse, dal ragazzo che deve salvare il mondo a quello che diventa il fenomeno della squadra).</p>
<p>Sebbene alcuni manga ambientati a scuola o con personaggi adolescenti siano molto belli (penso a <strong>Ranma 1/2</strong> che è uno dei fumetti più divertenti che abbia mai letto), dopo un po&#8217; mi annoia leggere adolescenti con problemi di cuore, adolescenti con i pugni nelle mani, adolescenti che combattono giganti o pilotano robottoni, adolescenti che fanno i tornei scolastici ecc. Insomma avete capito.</p>
<p>Per chiudere, sicuramente ci sono tante cose belle nei manga e quando posso o sono interessato li leggo volentieri (ad esempio in questi giorni sto leggendo <strong>20th Century Boys</strong> e mi sta piacendo parecchio), ma percepisco la distanza, sopratutto culturale, tra i manga e me. Per cui, se mi consigliate qualcosa me la leggo pure e magari mi piacerà molto, ma continuerò a pensare che i fumetti più belli li fanno i francesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/06/01/cosa-ce-di-cosi-bello-nei-manga/">Cosa c&#8217;è di così bello nei manga?</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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