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	<title>Klingon - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerDisney #41 &#8211; Atlantis &#8211; L&#8217;impero perduto</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/05/04/nerdisney-41-atlantis-limpero-perduto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2023 08:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I miei ricordi Era il 2001, io frequentavo il primo anno del Liceo e nei cinema usciva il 41° classico Disney: Atlantis &#8211; L&#8217;impero perduto. Come potrete immaginare, è un anno che ricordo molto bene e mi ricordo altrettanto nel dettaglio di Atlantis, perché è stato anche l&#8217;ultimo classico Disney che avrei guardato al cinema [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Atlantis.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49941" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Atlantis.jpg" alt="Atlantis" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Atlantis.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Atlantis-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Atlantis-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Atlantis-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></h2>
<h2>I miei ricordi</h2>
<p>Era il 2001, io frequentavo il primo anno del Liceo e nei cinema usciva il 41° classico Disney: <strong><em>Atlantis &#8211; L&#8217;impero perduto</em></strong>. Come potrete immaginare, è un anno che ricordo molto bene e mi ricordo altrettanto nel dettaglio di <em>Atlantis</em>, perché è stato anche <strong>l&#8217;ultimo classico Disney che avrei guardato al cinema per un bel po&#8217; di anni</strong>.<br />
A 14 anni ci si sente grandi come non mai e, nella mia mente adolescente, ero ormai troppo cresciuta per i film di casa Disney. Buffo, se mi fermo a considerare che adesso, che di anni ne ho ben di più, non farei altro che guardare i classici animati dalla mattina alla sera. Corsi e ricorsi storici della vita, immagino.</p>
<p>In ogni caso <em>Atlantis</em> lo vidi al cinema ma devo ammettere che <strong>non mi rubò il cuore</strong> e, forse, anche per questo da quel momento in poi ho cominciato a disertare il cinema per il consueto appuntamento natalizio con Disney. Non è che fosse un film brutto ma ricordo che, a parte alcuni elementi -come il personaggio di Kida- non mi sentii particolarmente in sintonia con la storia, tanto da non riguardarlo più negli anni successivi, a differenza di come mi è successo con titoli più attempati. Non a caso, <em>Atlantis</em> è considerato il primo gradino della rovinosa discesa dei classici Disney in quella che viene ricordata come una delle epoche meno amate del canone.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Negli Stati Uniti del 1914, <strong>Milo Thatch</strong> è un giovane linguista con il pallino di scovare la perduta civiltà di Atlantide. Nonostante i suoi studi non vengano presi sul serio dalla comunità scientifica, Milo ha l&#8217;occasione di mettere alla prova le sue teorie quando l&#8217;eccentrico miliardario Whitmore, amico del defunto nonno del ragazzo, lo coinvolge in una spedizione sottomarina alla ricerca della leggendaria città.<br />
Milo fa così la conoscenza del variegato equipaggio composto dal severo comandante Rourke, la sua fidata seconda in comando Helga, il medico Dolce, l&#8217;esperta meccanica Audrey, lo specialista degli esplosivi Vinny e l&#8217;escavatore Moliere.<br />
La spedizione riesce in effetti a raggiungere <strong>Atlantide</strong> e Milo resta affascinato dall&#8217;incredibile civiltà sottomarina e dalla principessa Kida. Ma le intenzioni di Rourke si riveleranno meno nobili del previsto&#8230;</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p><em>Atlantis</em> <strong>appartiene in pieno all&#8217;epoca cosiddetta sperimentale degli Studios Disney</strong>. Ciò comporta che la produzione potè permettersi di distaccarsi dai predecessori sotto molti aspetti, non sempre però con un risultato davvero interessante. <em>In primis</em>, <em>Atlantis</em> non è un musical (come già il precedente <a href="https://nerdando.com/2023/04/20/nerdisney-40-le-follie-dellimperatore/"><em>Le follie dell&#8217;imperatore</em></a>) e, più che a una fiaba, somiglia moltissimo ad un film d&#8217;avventura e fantascienza. Anche a livello grafico, il film si distanzia di molto dallo stile tipico Disney, per avvicinarsi invece a quello del fumettista scelto come art director: <strong>Mike Mignola</strong>. Il creatore di <strong>Hellboy</strong>, infatti, partecipò attivamente al processo creativo e la sua impronta è ben riconoscibile nei personaggi, nei paesaggi e nelle creature del film.</p>
<p>Mignola non è l&#8217;unico nome di peso presente in <em>Atlantis</em>: per la sua pellicola, Disney profuse un grande sforzo produttivo, ingaggiando anche un esperto linguista per ricostruire l&#8217;ipotetica lingua di Atlantide in maniera realistica. La scelta ricadde su <strong>Marc Okrand</strong>, ricordato come autore della lingua <strong>Klingon</strong> di <em>Star Trek</em>. Anche a livello di doppiaggio, non mancano certo i nomi importanti: <strong>Micheal J. Fox</strong> interpreta il protagonista Milo e anche <strong>Leonard Nimoy</strong> è presente nel ruolo dell&#8217;anziano re di Atlantide.</p>
<p>Ciononostante, <strong><em>Antlantis</em> si rivelò un fatale insuccesso</strong> non solo al botteghino ma anche agli occhi della critica. Il film veniva considerato confuso, poco coinvolgente e realizzato in maniera approssimativa. Non solo, l&#8217;uscita nei cinema fu anche accompagnata da più di una controversia. Nonostante <em>Atlantis</em> fosse dichiaratamente ispirato al romanzo <strong><em>Ventimila leghe sotto i mari</em></strong> di Jules Verne, infatti, era impossibile non intravedere più di una somiglianza con altre opere dell&#8217;immaginario collettivo. Soprattutto con l&#8217;anime <strong><em>Nadia &#8211; Il mistero della pietra azzurra</em></strong>, ma anche con il lungometraggio animato di Hayao Miyazaki <strong><em>Laputa &#8211; Castello nel cielo</em></strong> e con il fortunato <strong><em>Stargate</em></strong>, diretto nel 1994 da Roland Emmerich. Nessuna di queste polemiche sfociò in vere e proprie cause legali per plagio ma, a livello di passaparola, sicuramente <em>Atlantis</em> ne uscì danneggiato.</p>
<h2>Sequel e possibile remake</h2>
<p>Disney aveva creduto così tanto nel progetto <em>Atlantis</em> da commissionare, insieme alla realizzazione del film, anche quella di <strong>una serie televisiva animata</strong>. Il clamoroso insuccesso al botteghino, tuttavia, spinse gli Studios a cambiare repentinamente opinione e cancellare il progetto televisivo in tutta fretta. Gli unici tre episodi già girati confluirono così in un <strong>sequel direct-to-video</strong> intitolato <strong><em>Atlantis &#8211; Il ritorno di Milo</em></strong>.  Come la maggior parte dei sequel concepiti direttamente per il mercato dell&#8217;home video, è un film più che dimenticabile, che non aggiunge nulla di significativo a quanto visto nella prima pellicola.</p>
<p>Al momento non sembra proprio che <em>Atlantis</em> rientri nei progetti di <strong>remake live action</strong> di casa Disney, eppure sono in molti a chiederne a gran voce la realizzazione. Non apprezzato all&#8217;epoca, <em>Atlantis</em> potrebbe infatti rivelarsi una sorpresa in un live action che riesca a non limitarsi ad una mera riproposizione di quanto visto a livello animato e abbia il coraggio di prendere la sua strada.<br />
Chissà che Disney non consideri l&#8217;idea, di sicuro c&#8217;è che la rete ha già trovato la coppia perfetta per incarnare i due protagonisti in <strong>Tom Holland</strong> e <strong>Zendaya</strong>. E, personalmente, basterebbe questo per convincermi a guardare il film.</p>
<h2>Rivisto oggi</h2>
<p>Ho riguardato <em>Atlantis</em> per la prima volta da quel 2001 in questi giorni e, purtroppo, devo confermare l&#8217;impressione che mi aveva fatto ormai 22 anni fa: il film colpisce a livello visivo ma effettivamente la trama appare affrettata e non coinvolge più di tanto. E anche le similitudini individuate all&#8217;epoca con altre opere dell&#8217;intrattenimento si fanno notare in più di un&#8217;occasione.<br />
È un peccato, perché <strong><em>Atlantis</em> sulla carta aveva un potenziale enorme, che però è rimasto inespresso</strong>. Magari ci penserà davvero il live action a rendergli finalmente giustizia?</p>
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		<title>Vuoi imparare l&#8217;alto valiriano?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 12:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per passare il tempo tra una puntata e la successiva di GoT che fate? Dopo aver letto gli articoli sulle meravigliose location utilizzate per girare la serie tv, potreste buttarvi in un corso di lingua, magari l&#8217;alto valiriano. Che cos’è Duolingo Il linguaggio parlato in quel di Essos e dalla madre dei draghi è ora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/valiriano.jpg" alt="Vuoi imparare il valiriano?" /></p>
<h2><strong>Per passare il tempo tra una puntata e la successiva di GoT che fate?</strong></h2>
<p>Dopo aver letto gli articoli sulle meravigliose <a href="https://nerdando.com/2017/07/18/i-luoghi-de-il-trono-di-spade-prima-parte/">location</a> utilizzate per girare la serie tv, potreste buttarvi in un corso di lingua, magari l&#8217;alto valiriano.</p>
<h2>Che cos’è Duolingo</h2>
<p>Il linguaggio parlato in quel di <em>Essos</em> e dalla madre dei draghi è ora disponibile su <strong>Duolingo</strong>, la app progettata da una <em>software house</em> di Pittsburgh e sviluppata per Android, iOS e Windows. Se si accede come utente italiano le lingue disponibili sono le classiche inglese, francese e tedesco. Ma accedendo come utente anglofono, si ha la possibilità di apprendere 24 differenti linguaggi che spaziano dal gallese all&#8217;ucraino, dal greco al swahili, dall&#8217;esperanto all&#8217;alto valiriano, appunto.</p>
<h2>Come funziona</h2>
<p>Registrandosi al sito, si può creare il proprio profilo e decidere quanto tempo dedicare al giorno all&#8217;apprendimento della lingua prescelta. L’utilizzo è gratuito e ci si può iscrivere contemporaneamente a più corsi, articolati in modo da compensare eventuali carenze in ambito di ascolto, pronuncia, grammatica e composizione di frasi di senso compiuto. Il sistema fornisce anche prove utili a consolidare l’apprendimento di nuove parole e verificare la correttezza di quanto appreso.</p>
<h2>Altri esperimenti con lingue non proprio classiche</h2>
<p>Va ricordato che non si tratta del primo esperimento in cui i fan di qualche serie tv possano acquisire l&#8217;idioma della loro razza aliena o fantasy preferita: <strong>Star Trek</strong> ha stimolato per prima la curiosità di imparare il <em>Klingon</em> (che troveremo su Duolingo a partire dal 1 agosto di quest’anno). In Olanda ad esempio, la <em>Klingon Terran Research Ensemble</em>, associazione volta a stabilizzare i rapporti tra Terra e Kronos attraverso scambi culturali tra i due pianeti, ha addirittura curato l’adattamento della prima opera teatrale in lingua klingon, ispirata probabilmente dalla battuta: “Non si può dire di conoscere l’Amleto senza leggerne la versione klingon”, pronunciata in Star Trek VI: Rotta verso l’ignoto.<br />
<strong>Il Signore degli Anelli</strong> è un’altra opera che ha invogliato un bel po&#8217; di appassionati ad imparare qualche frase in elfico. La <em>Società Tolkeniana Italiana</em> ha organizzato a Bologna veri e propri corsi per acquisire la lingua elfica mentre su Wikihow ad esempio, potete trovare un corso molto articolato che vi permette di insultare, congratularvi e comporre frasi di senso compiuto nei dialetti <em>Quenya</em> e <em>Sindarin</em>, per essere meglio compresi dagli esili amici dalle orecchie a punta. Per esercitarsi una volta appresi i rudimenti, ci si può confrontare con letture che spaziano da Harry Potter a William Shakespeare, disponibili su vari <em>bookstore on line</em>.<br />
In alternativa, se vi dovesse sembrare troppo faticoso cimentarsi con linguaggi così complessi, potreste sempre optare per il linguaggio di Hodor!</p>
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