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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Dragon Ball Z: Kakarot &#8211; La ricetta per tornare bambini</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/01/23/dragon-ball-z-kakarot-la-ricetta-per-tornare-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 13:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Alzi la mano chi non ha provato, almeno una volta, a creare la <strong>Kamehameha</strong> (l&#8217;onda energetica) di Goku, o a ricreare le epiche battaglie contro Vegeta, Piccolo e tutta la truppa degli incredibili personaggi che popolano la saga di Dragon Ball. Quanti hanno cercato le sfere del drago in giardino, al parco, o a scuola?<br />
Le cose sono due: o lo avete fatto anche voi, o state mentendo.</p>
<p>Ebbene, oggi grazie a <strong>CyberConnect2</strong> (gli stessi di Naturo e Asura&#8217;s Wrath) e a <strong>Bandai Namco</strong>, eccoci pronti a rivivere quelle stesse emozioni di allora e, detto tra noi, tornare ad essere un po&#8217; bambini.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><strong>Dragon Ball Z: Kakarot</strong> per chi non lo sapesse, ripercorre la storia passo dopo passo del celebre Dragon Ball Z. Goku, ormai adulto, vive in tranquillità con la moglie Chichi e il figlio Gohan, quando a turbare la quiete arriva Radish che cerca di convincere il nostro protagonista (che scopriamo essere un alieno di nome Kakarot) ad unirsi a lui nella conquista dell&#8217;universo.</p>
<p>Naturalmente Goku rifiuta e da qui partono gli eventi che compongono <strong>la saga di DBZ</strong>&#8230; dei quali non parlerò: se lo avete visto, lo conoscete già; in caso contrario non intendo rovinarvi il gusto di scoprirlo.</p>
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<h2>Gameplay</h2>
<p>Ma, in definitiva, che gioco è <strong>Dragon Ball Z: Kakarot</strong>? Ci sono i combattimenti, certo, ma anche tanta esplorazione, tanti personaggi con cui parlare e con cui rievocare i tempi andati.<br />
Un titolo a doppia faccia quindi, che alterna ampie sessioni di storia, di ricerca e di sviluppo dei personaggi, a intensi combattimenti in volo, dove scatenare le abilità acquisite e potenziate e ricreare le epiche battaglie dell&#8217;anime.</p>
<p>Per quanto riguarda la prima parte, siamo davanti ad un <strong>semi open world</strong>, dove ci sono molte zone da visitare ed esplorare, andare a caccia di collezionabili e svolgere missioni secondarie (un po&#8217; ripetitive a dirla tutta) che consentono di ampliare la conoscenza del mondo di gioco, della <em>lore</em> e di sviluppare i personaggi in stile GdR.<br />
Da brividi <strong>le pagine dell&#8217;enciclopedia Z</strong>, che consiste in vecchi scatti della prima stagione (quella con Goku bambino, per intenderci).<br />
Svolgendo le missioni, poi, raccoglieremo anche &#8220;medaglioni&#8221; speciali che potremo inserire nelle nostre &#8220;bacheche&#8221; per potenziare diversi aspetti dell&#8217;approccio al gioco, dal farming delle monete alla potenza di attacco nei combattimenti.</p>
<p>E veniamo quindi alla parte più pirotecnica. Personalmente non ho mai amato i titoli con le <em>gigacombo</em> che richiedono ore ed ore di pratica per essere perfezionate. <strong>Dragon Ball Z: Kakarot</strong> sposta tutto verso un livello più basso e facilmente abbordabile anche dai giocatori meno hardcore. Tutto si svolge con i quattro tasti del controller, attacchi e schivate, a cui poi si andranno ad aggiungere gli attacchi speciali (una volta caricati) o il supporto di un compagno, quando si combatte in squadra.</p>
<p>Il trucco è naturalmente quello di parare e schivare i colpi dei nemici, contrattaccare scaraventando a terra l&#8217;avversario ed investirlo con tutto il nostro potenziale di <strong>Saiyan</strong>.</p>
<p>Per il mio gusto personale, onestamente, questa è la parte che ho trovato meno interessante: ovviamente in un titolo che si ispira ad un anime in cui il combattimento ne è la parte centrale, è ovvio che ci fosse attenzione a questo aspetto; tuttavia ho apprezzato molto di più la <strong>sezione esplorativa e narrativa</strong>, in cui possiamo veder procedere la storia o rievocare i bei tempi andati.</p>
<p>Molto soddisfacente anche l<strong>a parte di GdR</strong>, in cui possiamo davvero far crescere il nostro personaggio e modellarlo secondo gusto personale. Ovviamente si poteva spingere ancor più l&#8217;acceleratore su questa parte, ma la scelta di mantenere un certo livello di semplicità e accessibilità sembra averla fatta da padrona e non è detto che sia una scelta sbagliata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34885" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/dbz_2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/dbz_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/dbz_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/dbz_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/dbz_2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>Una volta tanto (e chi mi conosce sa che non è quello a cui bado principalmente) a fare la parte del leone è <strong>l&#8217;aspetto grafico</strong>. Stiamo parlando di DBZ e la fedeltà all&#8217;anime doveva essere centrale.<br />
Così è stato: giocare a <strong>Dragon Ball Z: Kakarot</strong> sembra di rivedere, a volte sequenza per sequenza, le immagini del cartone animato, con i personaggi ricreati in modo assolutamente fedele all&#8217;originale.<br />
Una vera festa per gli occhi.</p>
<p>Stesso dicasi per gli effetti sonori e <strong>l&#8217;accompagnamento musicale</strong>, perfetto in ogni momento di gioco. E le battaglie danno davvero grande soddisfazione di immersività e adreanalina.</p>
<p>E che gioia attraversare li mondo di <strong>Akira Toriyama</strong> a bordo della celebre nuvola!</p>
<p>Dovendo muovere una critica, mi sento di puntare nuovamente il dito contro <strong>il Battle System</strong> che alla lunga risulta essere monotono e ripetitivo, al punto che ho pregato che esistesse un modo per skipparli e giocarli in automatico. A volte questi combattimenti sono molto brevi, altri, purtroppo, eccessivamente lunghi e uguali a se stessi.<br />
Mi è capitato, ad esempio, di saltare molti incontri casuali perché alla decima volta che sconfiggevo lo stesso tipo di avversario, davvero non ce la facevo più.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34886" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/dbz_3.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/dbz_3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/dbz_3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/dbz_3-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/dbz_3-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong>Dragon Ball Z: Kakarot</strong> non è un titolo tecnicamente perfetto: la livellazione della difficoltà verso il basso e una eccessiva ripetitività nelle missioni secondarie danno l&#8217;idea che gli sviluppatori abbiano voluto allungare forzatamente il brodo senza dare il giusto livello di sfida. Abbiamo amato l&#8217;anime da bambini, ma ora non lo siamo più e il gioco poteva tranquillamente posizionarsi su ritmi più impegnativi.<br />
Tuttavia è innegabile che sia la risposta a quanti chiedevano di tornare a vivere, e di farlo in prima persona, le avventure di DBZ ed è innegabile la capacità che ha il titolo di riportare in vita quelle emozioni, facendole provare ancora una volta, come tanti anni fa.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Dragon Ball Z: Kakarot</strong> è la realizzazione di un sogno ad occhi aperti per tutti quelli che hanno amato l&#8217;anime da bambini.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.0]</h2>
<h2>Trailer</h2>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/01/23/dragon-ball-z-kakarot-la-ricetta-per-tornare-bambini/">Dragon Ball Z: Kakarot &#8211; La ricetta per tornare bambini</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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