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	<title>Juan Doe - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Animosity Evolution &#8211; La quiete dopo il risveglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 13:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aftershock Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Animosity]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/03/06/animosity-evolution-la-quiete-dopo-il-risveglio/">Animosity Evolution &#8211; La quiete dopo il risveglio</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p>Tempo fa avevo letto e recensito il primo volume di <em><strong>Animosity</strong></em>, <a href="https://nerdando.com/2017/12/13/animosity-vol-1-risveglio-qua-la-zampa/"><em>Il Risveglio</em></a>, e devo dire che il tempo vola, perchè non mi ero accorto che nel mentre sono usciti <strong>altri volumi</strong> e questo <strong><em>Animosity: Evolution</em></strong>, spin-off della serie <strong>AfterShock,</strong> scritto dalla creatrice della serie <strong>Marguerite Bennett</strong> e disegnato da <strong>Juan Doe</strong> e <strong>Eric Gapstur</strong> e come al solito offerto dalla sempre gentile <strong>SaldaPress</strong>.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Dunque, facciamo un passo indietro: <strong><em>Animosity</em></strong> racconta di un mondo <strong>post-apocalittico</strong> dove tutti gli animali, a seguito di un evento chiamato <strong>il Risveglio</strong>, hanno acquisito la parola e coscienza di se stessi. A seguito di questo evento <strong>la società umana</strong> collassa e inizia una feroce <strong>lotta per la sopravvivenza</strong>.</p>
<p>La serie principale è una serie <strong><em>on the road</em></strong> che ha come protagonista la ragazzina <strong>Jesse</strong> e il suo cane <strong>Sandor</strong>. Questo <strong><em>Animosity Evolution</em></strong> invece è uno <strong>spin-off</strong> ambientato a <strong>San Francisco</strong> dopo il Risveglio e segue le vicende del <strong>veterinario Adam North</strong> e del <strong>nuovo leader della città Invernomuto</strong>, un incrocio da un lupo e un Alaskan malamute.</p>
<p>Dato il suo lavoro di <strong>veterinario</strong>, Adam è importantissimo perché può concretamente<strong> aiutare gli animali</strong> e i loro problemi di salute e attraverso lui vediamo <strong>le difficoltà e i problemi</strong> che Invernomuto affronta nel gestire la città. Invernomuto decide di creare <strong>una sorta di regime</strong> in cui la proprietà privata è abolita, gli umani hanno un tutore che li segue dovunque e dove per controllare le nascite si propone la sterilizzazione forzata. Insomma,<strong> il tipico governo col sorriso</strong>.</p>
<p>In effetti <strong><em>Animosity Evolution</em></strong> è un tentativo di approfondire <strong>il mondo</strong> creato nella serie principale, sviluppando meglio <strong>lo spunto iniziale</strong>. Vediamo dunque gli sforzi di Invernomuto di creare <strong>un mondo nuovo</strong>, mettendo dei paletti insindacabili per <strong>una convivenza pacifica</strong>. Ma vediamo anche <strong>le difficoltà e i compromessi morali</strong> necessari per governare, difficoltà minimizzate oggigiorno ma di capitale importanza. Vediamo anche <strong>le contestazioni e i malumori</strong> delle scelte, che portano a <strong>gesti estremi</strong> anche da chi non ti aspetti.</p>
<p>E quando la situazione sfugge di mano, Invernomuto (come qualsiasi governo) alza <strong>la posta in gioco</strong> e le soluzioni diventano <strong>drastiche</strong>. Il dilemma dunque è se <strong>il fine giustifica i mezzi</strong> (Machiavelli sempre nei nostri cuori).</p>
<h2>Dilemmi</h2>
<p><em><strong>Animosity Evolution</strong></em> contiene in realtà due miniserie, <strong><em>Rise</em></strong> ed <em><strong>Evolution</strong></em>. Nella <strong>prima mini</strong> si parla appunto di <strong>Invernomuto, Adam e del governo della città</strong>, nella <strong>seconda</strong> si racconta <strong>l’arrivo in città di tre topoline,</strong> seguendo un po’ il classico schema degli ingenui di campagna alle prese con la grande città tentacolare. Interessante ma <strong>meno profonda</strong> e con meno questioni morali da affrontare.</p>
<p>Queste <strong>due mini</strong> sono dunque un’aggiunta alla <strong>serie principale</strong>, sviluppano temi altrimenti difficili da affrontare nel corso della <strong>serie madre</strong> ma al tempo stesso hanno<strong> meno spessore</strong> e vanno a spiegare troppo laddove invece si potrebbe soprassedere. Non aiuta, a mio parere, che siano <strong>miniserie esterne</strong> alla serie principale, invece che semplici <strong><em>fill-in</em></strong> (ah, i tempi in cui si usavano i <em>fill-in</em>!), quindi chiede al fan <strong>una fidelizzazione</strong> che non so se la serie ha.</p>
<p>Ai disegni, <strong><em>Rise</em></strong> è opera di <strong>Juan Doe</strong>, che ricordo in <a href="https://nerdando.com/2017/10/04/american-monster-gli-incubi-dellamerica/"><strong><em>American Monster</em></strong></a>, mentre <em><strong>Evolution</strong></em> è opera di <strong>Eric Gapstur.</strong> <strong>Il primo disegnatore</strong> è un cambio deciso di stile rispetto al disegnatore della <strong>serie regolare</strong> Rafael De La Torre. Doe ha <strong>uno stile stilizzato</strong>, nervoso e sintetico, poco realistico ma perfetto per rappresentare i dubbi morali della vicenda e donare un po’ d’inquietudine. Ne esce un po’ <strong>penalizzata l’espressività</strong> dei personaggi a discapito delle atmosfere. <strong>Gapstur</strong> invece ha un tratto <strong>più pulito e rotondo</strong>. Fa il suo e riesce a rendere meglio di Doe le espressioni dei personaggi, soprattutto di quelli animali, cosa non banale né facile.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong><em>Animosity Evolution</em></strong> è dunque un compendio di <strong>una serie interessante</strong> e dallo spunto molto moderno e intrigante. Sicuramente ci sono dei pretesti interessanti e <strong>non banali</strong>, ma l’eventuale acquisto dipende dall&#8217;avere o meno letto gli altri volumi perché preso singolarmente non è forse il massimo.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Approfondimento che ha i suoi momenti e intrattiene in maniera intelligente, ma da prendere solo in coppia con la serie madre.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,2/5</h2>
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		<title>American Monster &#8211; Gli incubi dell&#8217;America</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 12:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[American Monster]]></category>
		<category><![CDATA[Brian Azzarello]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-18642 size-full" title="American Monster" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/american-monster-social_2.jpg" alt="American Monster" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/american-monster-social_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/american-monster-social_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/american-monster-social_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/american-monster-social_2-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>In una marea di eroi in calzamaglia, a volte ci scordiamo che <strong>esiste vita nel fumetto americano</strong> fuori dai supereroi. Anzi, molti scrittori sono palesemente <strong>fuori posto</strong> quando si tratta di supereroi. Ad esempio <strong>Brian Azzarello</strong>, autore di questo <strong>American Monster</strong>, pubblicato in Italia da <strong>SaldaPress</strong>.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>American Monster</strong> è ambientato nell&#8217;<strong>America profonda</strong>, quella parte non glamour, non cittadina e poco conosciuta da noi stranieri. Non è detto specificatamente dove siamo, ma l&#8217;ambiente fa pensare all&#8217;America del Sud, tra <strong>Tennessee e Mississipi</strong>. In una di queste cittadine <strong>piccole, vuote e senza niente da fare</strong> arriva uno straniero. Non uno straniero qualunque, ma un tizio alto <strong>due metri, grosso e completamente ustionato</strong>.</p>
<p>Il concetto del fumetto è tutto qui. L&#8217;eterno tema dei western dello <strong>straniero senza nome</strong> che arriva in città e cambia il microcosmo esistente. Da amante dei western, approvo.</p>
<h2>Il mostro in me</h2>
<p>Quando il canovaccio parte da una base così usata,<strong> il messaggio è quello che conta</strong>. In <strong>American Monster</strong>, Azzarello decide di analizzare delle <strong>ferite aperte</strong> dell&#8217;America moderna. Una su tutte, <strong>i reduci</strong> dalle tante (troppe?) guerre combattute dagli americani.</p>
<p>Senza fare troppi <strong><em>spoiler</em></strong>, alcuni dei personaggi principali sono reduci della guerra in Afghanistan e questo incide sui loro comportamenti e le loro azioni. Sarà tra queste persone il nostro Mostro Americano? Sì e no.</p>
<p>Azzarello vuole farci vedere come <strong>la mostruosità</strong>, interiore ed esteriore si trova dovunque, non è solo conseguenza della guerra. Per questo i personaggi sono <strong>tanti</strong>, con<strong> tante storie</strong> che s&#8217;intrecciano o che sono destinate ad intrecciarsi. Purtroppo però il fumetto s&#8217;interrompe <strong>sul più bello</strong>. Lo sappiamo tutti che capita spesso alle serie a fumetti, quindi non ci resta che <strong>aspettare</strong> il prosieguo per un giudizio più definito.</p>
<p>Azzarello poi, come sanno tutti quelli che hanno letto <strong><em>100 Bullets</em></strong>, è uno che si prende il suo tempo per raccontare una storia e all&#8217;inizio di una serie non si può fare altro che vedere se gli argomenti seminati sono interessanti.</p>
<p>Ai disegni, <strong>Juan Doe</strong> punta all&#8217;essere la copia di <strong>Edourdo Risso</strong> ed è cosa buona e giustissima, anche solo per farmi ripensare a quel capolavoro di <strong>100 Bullets</strong>. Purtroppo ho trovato i colori abbastanza brutti, troppi accesi e finti. È vero che oggi i colori sono sempre computerizzati, ma qui l&#8217;effetto è <strong>troppo fasullo</strong>, soprattutto quando in scena c&#8217;è il protagonista.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>C&#8217;è del marcio in <del>Danimarca </del>America, vuole dirci Azzarello, nei prossimi volumi sapremo quanto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/10/04/american-monster-gli-incubi-dellamerica/">American Monster &#8211; Gli incubi dell&#8217;America</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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