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	<title>Jon Bernthal - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Odissea &#8211; Un destino implacabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea "Hardcase" Ciocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:22:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Qualcosa la troverai nel tuo spirito, qualcos&#8217;altro un dio te la suggerirà.” Omero &#8211; Odissea &#8211; Libro III Recensione AVVERTENZA: A un film come questo ci si può approcciare in tanti modi diversi, perché questa, come pochissime altre, è un’opera potenzialmente capace di farci viaggiare nel tempo e nello spazio. Nei giorni e nelle settimane [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65632" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea.jpg" alt="Odissea" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p style="text-align: right;"><em>“Qualcosa la troverai nel tuo spirito,</em><br />
<em>qualcos&#8217;altro un dio te la suggerirà.”</em><br />
Omero &#8211; Odissea &#8211; Libro III</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><em>AVVERTENZA: A un film come questo ci si può <strong>approcciare</strong> in tanti <strong>modi </strong></em><em><strong>diversi</strong>, perché questa, come pochissime altre, è un’opera potenzialmente </em><em>capace di farci viaggiare nel tempo e nello spazio.</em><br />
<em>Nei giorni e nelle settimane precedenti, si è fatto un gran parlare di casting, </em><em>di location, di armature scintillanti e di filologia in generale, con critiche che </em><em>hanno sfiorato il <strong>parossismo</strong>.</em><br />
<em>Nel vedere questo film, però, io <strong>ho scelto di ignorare qualunque preconcetto</strong>, </em><em>per giudicare l’opera per quello che realmente è e non per quello che avrebbe </em><em>potuto essere. Uno sforzo non indifferente, visto il mio attaccamento </em><em>all’opera di Omero.</em><br />
<em>Quello che segue, dunque, è solo <strong>un condensato delle emozioni che il film è </strong></em><em><strong>riuscito a trasmettermi</strong>.</em></p>
<h2>Storia di un (non) eroe</h2>
<p>A schermo spento e titoli di coda in corso, mi alzo dalla sedia e mi guardo attorno. <strong>Sono stordito, lo ammetto.</strong></p>
<p>Nelle mie orecchie risuona ancora la voce dell’aedo che ha dato inizio e fine al film. Vorrei tirare le somme e confessare a me stesso le sensazioni che mi ha lasciato dentro, ma è impossibile farlo “a caldo”. È un<strong> film troppo complesso</strong> e capisco di dover lasciar depositare sul fondo della mia mente il mare magnum di suoni, voci e personaggi che hanno alimentato le ultime tre ore della mia vita.</p>
<p>La storia che ho visto scorrere sullo schermo è più o meno quella che tutti conosciamo e sulla quale non mi dilungherò più di tanto.<br />
<strong>Certo Nolan si è preso le sue licenze</strong>, ha tagliato alcune parti, tra cui quella centrale incardinata sulle figure di Alcinoo e Nausicaa, ma, di fondo, le gesta di Ulisse sono esattamente quelle che abbiamo conosciuto sin dalla nostra infanzia. Di fargliene una colpa, non me la sento, in fondo: condensare un’opera così maestosa in tre ore di film imponeva sacrifici e compromessi innegabili.<br />
E, allora, l’unica è lasciare da parte la storia in sé e concentrarsi sul modo in cui ogni cosa è stata rappresentata e, soprattutto, sull’interpretazione che il regista ha voluto dare al suo eroe.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65634" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_1.jpg" alt="Odissea" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Perché sia chiara una cosa,<strong> l’<em>Odissea</em></strong>, nella sua sapiente miscela di dramma e avventura, <strong>è un’opera ricca e complessa come poche altre</strong> e il suo personaggio principale è talmente sfaccettato da poter essere potenzialmente oggetto di “letture” personali anche diametralmente opposte tra loro.</p>
<p>C’è chi in <strong>Ulisse</strong> ha visto l’e<strong>mblema stesso dell’uomo attaccato alla famiglia</strong>, chi ha visto in lui il modello dell’<strong>eroe classico</strong>, senza macchia e senza paura. C’è, infine, chi, come me, ha da sempre considerato Ulisse come l’<strong>archetipo della scoperta</strong> e della<strong> ricerca della conoscenza</strong>.<br />
<strong>Nolan</strong>, invece, sceglie <strong>un’altra via</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65635" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_2.jpg" alt="Odissea" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Addio al multiforme indegno</h2>
<p>Nel descrivere le peripezie dell’eroe omerico, <strong>Nolan calca la mano sul Destino avverso</strong>, quello manovrato, dietro le quinte, dagli dei capricciosi, e trasforma il suo calvario in una sorta di espiazione che lo porta a rivedere totalmente le sue convinzioni iniziali.</p>
<p>In quest’ottica, per l’<em>Ulisse</em> pentito, l’astuzia del cavallo di Troia diventa un bieco inganno, mentre l’eroicità nella conquista di Troia si riduce a un rivoltante massacro.<br />
E così, se l’<em>Ulisse</em> che torna ad Itaca non è più l’<em>Ulisse</em> che anni prima ne era salpato, non è per mere ragioni anagrafiche, ma per colpa della <strong>banalità della violenza che lo ha trasformato definitivamente</strong>.</p>
<p>Per usare parole che odio, possiamo dire che l’<strong>intento di Nolan</strong> è chiaramente quello di <strong>“decostruire” l’eroe <em>Ulisse</em></strong>, trasformandolo in un vessillo dell’uomo che, pentito, riconosce l’inutilità della propria violenza.<br />
Per raggiungere questo scopo, il regista inanella le sue disavventure, non limitandosi a cancellare dal personaggio ogni traccia di eroismo, ma ponendo in secondo piano anche la sua proverbiale astuzia.<br />
Quello che ne viene fuori è un <strong><em>Ulisse</em> umano, affranto e spesso in totale balia del destino</strong>.<br />
Questo diventa chiaro con progredire della storia, tanto che verso la fine ci si rende conto che il vero <em>Ulisse</em> <strong>non è quell’uomo sulla zattera</strong> alla deriva, ma è la<strong> zattera stessa</strong>, che, onda dopo onda, viene a sfaldarsi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65636" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_3.jpg" alt="Odissea" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Un matrimonio perfetto</h2>
<p>Venendo al lato più puramente tecnico, <strong>l<em>’Odissea</em> è uno spettacolo per gli occhi e persino per le orecchie</strong>.<br />
Mai come in questo caso credo di aver assistito a un matrimonio così perfetto tra immagini e suoni.</p>
<p>Il <strong>talento di Nolan</strong> dietro la macchina da presa è <strong>indiscutibile</strong>, tanto nelle situazioni più meditative, quanto nelle numerosissime scene adrenaliniche. Incalzato da percussioni crescenti, lo spettatore non può fare a meno di trattenere il fiato e stringere i pugni in ansia per le sorti del sempre più esile equipaggio.</p>
<p>Da segnalare anche, lungo il cammino, <strong>alcune piacevolissime derive inquietanti</strong>, perfettamente in linea con l’opera originale, con la scena da <strong>body horror di Circe</strong> a primeggiare su tutte.</p>
<p>Insomma, da questo punto di vista <strong>il film non delude</strong>, è semplicemente uno dei film più belli da vedere degli ultimi anni (peraltro senza neanche indugiare eccessivamente nell’uso degli effetti speciali).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65637" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_4.jpg" alt="Odissea" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Voglio vivere in Islanda</h2>
<p>E allora tutte le <strong>critiche</strong> che lo hanno preceduto? <strong>Avevano senso di esistere?</strong> Beh, questo lo lascio decidere a te.<br />
Magari, per alcuni, il colore della pelle di Elena può incidere in modo significativo sul giudizio, per altri (tra cui annovero anche me) no.<br />
A mio avviso, si tratta di questioni che nulla aggiungono e nulla tolgono al valore del film nel suo complesso.</p>
<p>Parliamo, in fondo, di <strong>un’opera letteraria atipica</strong> che nasce orale e si cristallizza pian piano nei secoli, dunque forse non è il caso di arrabbiarsi troppo per qualche licenza.<br />
Certo, in tutta onestà, devo dire che molte di queste “scelte insolite” non hanno reso il film più bello, anzi, non hanno inciso affatto, dunque forse erano in partenza superflue o evitabili.<br />
Di fondo, però, <strong>mi sento di promuovere in larga parte le scelte adottate.</strong> Bellissime le location (lo so di mezzo c’è pure la contestata Islanda, ma funzionano bene tutte, fidati!), ottimo il cast, seppure alcuni volti funzionano meglio di altri.<br />
Accanto alle <strong>conferme</strong> dei sempre bravi <strong>Anne Hathaway</strong> e <strong>Matt Damon</strong>, ci sono sorprese positive come <strong>Jon Bernthal</strong>, nel ruolo di Menelao e <strong>Himesh Patel</strong>, in quello di Euriloco.<br />
<strong>Meno convincenti</strong> alcune comparsate famose, forse un po’ forzate, come quella di <strong>Elliot Page</strong>.<br />
Discorso a parte, infine, per <strong>Calypso</strong>. Ai suoi detrattori, convinti che una cinquantenne non potesse sostenere il ruolo di una ninfa, mi sento di rispondere in modo netto: <strong>Charlize Theron</strong> ha ancora tanto da dire.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65638" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_5.jpg" alt="Odissea" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_5.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_5-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_5-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/odissea_5-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Parlare di un’opera così complessa (e qui mi riferisco tanto al film quanto al testo letterario) richiederebbe pagine e pagine di recensione, anche solo per scalfirne la superficie, ma in fondo davanti a un <strong>film del genere</strong>, più che alle ragionate elucubrazioni, dobbiamo lasciarci andare alle<strong> sensazioni più viscerali</strong>.</p>
<p>A me <strong>l’<em>Odissea</em> è piaciuta e molto</strong>, pur con i suoi limiti e pur con qualche deviazione indigesta dal “sacro testo”.<br />
Se ci si lascia andare alla più pura e spensierata sospensione dell’incredulità, ci si trova dinnanzi a un <strong>film capace di rimanere ben impresso nella nostra memoria per molti anni</strong>.<br />
Personalmente non condivido la lettura del personaggio di Ulisse adottata da Nolan, ma su di essa spero di potermi soffermare nel corso di un successivo approfondimento.</p>
<p>Quel che rimane, a ogni modo, oltre le apparenze e oltre le critiche aprioristiche,<strong> è puro cinema</strong>!</p>
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<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Davanti a un film del genere, il miglior <strong>consiglio</strong> che posso darti è <strong>corri a vederlo e giudica tu stesso</strong>. Magari non ti piacerà, ma difficilmente rimpiangerai di aver sprecato il tuo tempo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63173" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<h2>Trailer</h2>
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		<title>Tom Clancy&#8217;s Ghost Recon Breakpoint &#8211; L&#8217;isola dei proiettili</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/10/21/tom-clancys-ghost-recon-breakpoint-lisola-dei-proiettili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 12:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;autunno è una di quelle stagioni che associo ai titoli Ubisoft: sistematicamente, arriva un giocone da spupazzare e recensire. Il 2019 lo ricorderò come l&#8217;anno di Tom Clancy&#8217;s Ghost Recon Breakpoint, seguito di Wildlands, sviluppato dagli studi parigini della celebre compagnia. Recensione A parte qualche rapida partita, ammetto di aver saltato Wildlands a causa della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33063" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint2.jpg" alt="Breakpoint" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L&#8217;autunno è una di quelle stagioni che associo ai titoli <strong>Ubisoft</strong>: sistematicamente, arriva un giocone da spupazzare e recensire. Il 2019 lo ricorderò come l&#8217;anno di <strong>Tom Clancy&#8217;s Ghost Recon Breakpoint</strong>, seguito di <strong>Wildlands</strong>, sviluppato dagli studi parigini della celebre compagnia.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>A parte qualche rapida partita, ammetto di aver saltato Wildlands <strong>a causa della mancanza di compagni</strong> con cui condividere le ore di gioco.</p>
<p>Per Breakpoint è stato diverso: <strong>il trailer mi ha intrigato parecchio</strong> poiché sono, dai tempi di Lost, attratto irrimediabilmente dalle isole.</p>
<p>Solita premessa: cercherò di darvi qualche accenno di trama senza cadere in fastidiosi <strong>spoiler</strong>.</p>
<p>Il nostro tosto protagonista è stato inviato nell&#8217;isola di <strong>Auroa</strong>, situata nell&#8217;Oceano Pacifico Meridionale, per investigare su un colpo di mano organizzato da alcuni mercenari che si fanno chiamare Lupi e il cui unico scopo è quello di appropriarsi della tecnologia di <strong>Skell Tech</strong>, un&#8217;azienda che sta realizzando parecchi bei gingilli per proiettare l&#8217;uomo nel futuro. Ovviamente, i nostri cattivi non hanno intenzione di utilizzare le invenzioni con scopi pacifici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33065" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint1.jpg" alt="Breakpoint" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Vi confesso che non sono un grandissimo amante degli <strong>shooter open world</strong> perché li ho sempre trovati dispersivi, anche per questo ho saltato Far Cry 5 anche se, in un modo o nell&#8217;altro, sono certo che lo recupererò prima o poi.</p>
<p>Sin dalla creazione del personaggio, ho capito come Tom Clancy&#8217;s Ghost Recon Breakpoint sia <strong>un gioco per tutti</strong>: 4 livelli di difficoltà sono in grado di mettere alla prova sia l&#8217;utente casual che quello più esperto. Sceglieremo, per il nostro protagonista &#8211; il cui aspetto è totalmente customizzabile &#8211; una delle quattro classi iniziali (che vanno dal classico medico, al cecchino o all&#8217;assaltatore) per poi andare a specializzarlo grazie a uno skill tree abbastanza completo che andrà a rendere quasi unico il nostro eroe, con una progressione simile a quella di un gioco di ruolo.</p>
<p>Ho notato con grande gioia un elemento che adoro, ovvero l&#8217;<strong>interfaccia minimale</strong> che ha soltanto le informazioni essenziali e lascia spazio libero per l&#8217;azione.</p>
<p>Andando a discutere del lato più operativo del gioco e, più precisamente, della parte squisitamente <strong>PvE</strong>, che richiederà circa una ventina di ore per portare a termine la storia principale e una cinquantina invece per completarla al 100%, posso affermare che rappresenta un qualcosa di già visto con tante missioni dal sapore di &#8220;già fatto&#8221; (anche l&#8217;hub social ricorda quello di The Division 2), affrontabili con diversi approcci grazie al già citato open world. Alcune operazioni richiedono azioni parecchio tattiche, come un controllo completo dell&#8217;area, una pianificazione dell&#8217;assalto e tante dosi di <strong>stealth</strong> e <strong>mira</strong>: portarle a compimento è davvero soddisfacente. Sono presenti anche alcuni e leggeri elementi survival ma è veramente poca roba per chi è abituato a titoli più hardcore.</p>
<p>Come in un looter shooter, anche con Breakpoint c&#8217;è la continua corsa all&#8217;<strong>armamento sempre più raro e performante</strong> e questo non è necessariamente un male: interessanti i gadget e i mini droni che renderanno la vita in Auroa più facile. I mezzi con cui muoversi vanno dalle classiche moto o auto ai più emozionanti elicotteri per i più rumorosi e casinisti.</p>
<p>Breakpoint è <strong>affrontabile in solitario</strong> ma vi consiglio, per vivere un&#8217;esperienza più divertente e completa, di <strong>cercare degli amici per giocare</strong> e godervi appieno il titolo.</p>
<p>La modalità che ho trovato più interessante è <strong>Ghost War</strong>, nella quale 2 squadre composte da 4 giocatori si affrontano in uno scontro in cui dovranno distruggere il team avversario (Eliminazione) oppure una compagine dovrà piazzare una bomba e l&#8217;altra disinnescarla (Sabotaggio). Nel corso dei vari match mi sono divertito parecchio perché è necessario una sana dose di competenza e tattica con i propri compagni per uscirne vittoriosi.</p>
<p>Un elemento da non sottovalutare è la <strong>completa localizzazione</strong> del titolo nella nostra lingua.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33064" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint.jpg" alt="Breakpoint" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/breakpoint-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>Il primo impatto con il <strong>motore grafico</strong> di Tom Clancy&#8217;s Ghost Recon Breakpoint<strong> è stato positivo</strong>: l&#8217;isola è molto realistica nella sua realizzazione e sembra essere &#8220;viva&#8221;, l&#8217;alternanza tra il giorno e la notte crea dei begli effetti di luce e ombra. Con l&#8217;andare del tempo, ho notato qualche rallentamento e i soliti rumori provenienti dalle ventole della Playstation 4.</p>
<p>Andando più a fondo nel dettaglio, ho riscontrato <strong>alcune problematiche piuttosto fastidiose</strong> come delle animazioni dei personaggi un po&#8217; legnose, dei ritardi nel caricamento delle texture di alcuni elementi, fastidiose compenetrazioni e cali di frame rate: fin qui tutto quanto passabile, anche se noioso.</p>
<p>I veri disagi sono avvenuti in seguito, quando dei <strong>bug</strong> hanno rovinato l&#8217;esperienza di gioco. È capitato, nel corso di alcune missioni, di non poter interagire con dei personaggi o con degli oggetti e questo mi ha costretto a ripartire da capo con la quest: perdere minuti è sempre frustrante.</p>
<p>Il comparto audio è &#8211; quando funziona &#8211; <strong>efficace</strong> ma è capitato di avere dei desync in alcune scene di intermezzo nonché della perdita totale di suono nell&#8217;utilizzo dell&#8217;elicottero; insomma, non benissimo.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Tom Clancy&#8217;s Ghost Recon Breakpoint, seppur con i bug che presenta e che, spero, siano risolti, <strong>è un titolo divertente</strong>.</p>
<p>La trama non brilla per originalità, ma mantiene alta l&#8217;attenzione grazie anche al cattivo di turno <strong>Cole Walker</strong> interpretato da un <strong>Jon Bernthal</strong> in grande spolvero.</p>
<p>Come capita in questo genere, a tener banco è la ricerca di armamenti sempre migliori e più performanti ma, alla fine della fiera, <strong>le armi non si differenziano tantissimo una dall&#8217;altra altra</strong>. Sia chiaro, c&#8217;è una diversificazione tra un mitra e un fucile da cecchino, ma nei gruppi simili non ho notato troppe disuguaglianze.</p>
<p>Non ho esplorato a fondo il mondo delle <strong>microtransazioni</strong> ma, nella fase di test, non ho sentito l&#8217;esigenza di &#8211; come dicono i giovani &#8211; shoppare e utilizzarle.</p>
<p>Nella speranza di uno sviluppo approfondito, mi sento di consigliare Tom Clancy&#8217;s Ghost Recon Breakpoint <strong>a chi apprezza questo genere di titoli realizzati da Ubisoft</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Tom Clancy&#8217;s Ghost Recon Breakpoint</strong> è il classico shooter open world a cui Ubisoft, in questi anni, ci ha abituato, con tutti i pro e i contro del caso.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,5/5</h2>
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<h2>Trailer</h2>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/10/21/tom-clancys-ghost-recon-breakpoint-lisola-dei-proiettili/">Tom Clancy&#8217;s Ghost Recon Breakpoint &#8211; L&#8217;isola dei proiettili</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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