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	<title>John Howe - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>La Caccia all&#8217;Anello &#8211; Fuga dalla Contea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2018 13:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Devir Italia]]></category>
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<p>Grazie a Devir Italia ho avuto modo di sperimentare l&#8217;interessante La Caccia all&#8217;Anello, board game scritto da Marco Maggi, Francesco Nepitello (già autori de La Guerra dell&#8217;Anello) e Gabriele Mari. Le illustrazioni, invece, sono niente meno che di John Howe, artista canadese che ha dato vita per anni all&#8217;immaginario tolkieniano. Recensione La Caccia all&#8217;Anello ci [&#8230;]</p>
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<p>Grazie a <strong>Devir Italia</strong> ho avuto modo di sperimentare l&#8217;interessante <strong>La Caccia all&#8217;Anello</strong>, board game scritto da Marco Maggi, Francesco Nepitello (già autori de La Guerra dell&#8217;Anello) e Gabriele Mari. Le illustrazioni, invece, sono niente meno che di <a href="https://nerdando.com/2016/03/01/john-howe/">John Howe</a>, artista canadese che ha dato vita per anni all&#8217;immaginario tolkieniano.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>La Caccia all&#8217;Anello</strong> ci immerge nel mondo di Tolkien, e per la precisione ci fa rivivere la prima parte del viaggio di Frodo, quella che lo porterà dall&#8217;amata Contea fino al villaggio di Brea e da qui, grazie all&#8217;aiuto di <strong>Grampasso</strong>, fino a Gran Burrone, dimora degli elfi.</p>
<p>Sulle sue tracce, come ricorderete, i terribili <strong>Nazgûl di Mordor</strong> che per ordine di Sauron tentano di rintracciare il Portatore dell&#8217;Anello.<br />
Scopo del gioco è, ovviamente, quello di arrivare sano e salvo a destinazione per Frodo; mentre per i Nazgûl lo scopo è quello di far sì che l&#8217;Anello corrompa il cuore del Portatore e che abbracci l&#8217;ombra.</p>
<p>Ne <strong>La Caccia all&#8217;Anello</strong>, infatti, avremo modo di impersonare sia un ruolo che l&#8217;altro: un giocatore condurrà <strong>il Portatore</strong> attraverso la mappa dal punto di partenza a quello di destinazione attraverso un percorso nascosto; gli altri, invece, prenderanno le parti degli <strong>Spettri</strong> e tenteranno di trovarlo prima del suo arrivo.</p>
<h2>Meccaniche</h2>
<p><strong>La Caccia all&#8217;Anello</strong> mostra un sistema di gioco che si avvicina moltissimo a <a href="https://nerdando.com/2015/08/17/lettere-da-whitechapel-provaci-ancora-jack/">Lettere da Whitechapel</a> (che ha, tra gli autori, proprio Gabriele Mari): mentre il Portatore dell&#8217;Anello si dà alla macchia e cerca di non farsi scoprire, tutti gli altri giocatori (da uno a quattro), devono coordinarsi tra loro per cercare di individuare Frodo e i suoi compagni, in modo da incrementare il <strong>potere dell&#8217;Anello</strong> ed aumentare il livello di corruzione.<br />
Se la corruzione arriva al punto critico, i Nazgûl vincono; altrimenti vincitore sarà il Portatore.</p>
<p>La cosa particolare di questo titolo è che l&#8217;intera avventura viene divisa in <strong>due parti</strong>, giocabili una dopo l&#8217;altra o, come suggeriscono le regole, divisibili in due serate.<br />
Nel primo scenario, chiamato &#8220;<strong>In tre si è in compagnia</strong>&#8220;, Frodo deve raggiungere Brea, nel secondo, dal nome &#8220;<strong>Fuga verso il guado</strong>&#8220;, invece bisogna arrivare a Gran Burrone, e per l&#8217;occasione entrano in campo Gandalf e il Re dei Nazgûl: personaggi che fanno cambiare le dinamiche di gioco grazie all&#8217;introduzione di questi nuovi elementi.</p>
<p>Per sfuggire ai terribili Spettri dell&#8217;Anello, il Portatore avrà a disposizione <strong>sedici turni divisi in tre fasi</strong>: due fasi diurne, in cui il Portatore deve necessariamente muoversi, e una fase notturna, in cui si gioca buona parte della strategia, in cui Frodo può muoversi oppure restare fermo, cercando di anticipare le mosse degli avversari. Per aiutarsi Frodo potrà giocare carte compagno, in modo da arginare gli spostamenti dei Nazgul, o carte alleato per ottenere vantaggi.</p>
<p>I Nazgûl, dal canto loro, non stanno a guardare e grazie all&#8217;impiego dei <strong>dadi azione</strong> possono muoversi, cercare, cacciare o incrementare il potere corruttivo dell&#8217;Anello usando le carte stregoneria.<br />
In caso venga scoperto, Frodo deve fuggire, ma non prima di aver subito gli effetti nefasti dell&#8217;incontro.</p>
<p>Nella <strong>seconda fase</strong>, come detto, scendono in campo due nuovi elementi di gioco. Mentre Frodo è accompagnato verso Gran Burrone da Grampasso, la sua fuga è coperta da <strong>Gandalf in Grigio</strong>. Tra gli Spettri, invece, entra il <strong>Re dei Nazgûl</strong> che ha la capacità di rimpiazzare un altro Nazgûl. Il percorso di fuga viene stabilito tramite la pesca delle carte viaggio che riporta percorsi fissati.</p>
<h2>Materiali</h2>
<p>I materiali che compongono <strong>La Caccia all&#8217;Anello</strong> sono davvero di ottima qualità: al di là delle carte, splendidamente illustrate, mi ha davvero colpito la <strong>cura dei dettagli </strong>con i dadi degli spettri che riportano simboli in oro dedicati alle azioni, mentre per il Re c&#8217;è un dado dedicato di colore ambra; le miniature, in plastica, sono ottimamente rifinite e davvero un piacere da guardare e posizionare sulla plancia di gioco. A proposito della <strong>mappa</strong>, questa si presenta sulle due parti, in base al viaggio che stiamo affrontando; per facilitare il lavoro del Portatore, inoltre, viene fornito un <strong>diario di viaggio</strong>, in cui annotare gli spostamenti indicando le località visitate, e <strong>uno schermo</strong> che riporta la mappa stessa, così che gli altri giocatori non traggano alcun vantaggio nel vedere dove puntano gli occhi del loro avversario.</p>
<p>Conclude il tutto una bella ed elegante <strong>Busta di Gandalf</strong>, una vera chicca a mio avviso: la busta va utilizzata nel caso si voglia spezzare l&#8217;esperienza di gioco in due parti. Qui infatti andranno riposti i materiali utilizzati alla fine del primo viaggio per poter ripartire la serata successiva come se fossero state giocate una di seguito all&#8217;altra.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Per quanto mi riguarda <strong>La Caccia all&#8217;Anello</strong> è stata un&#8217;esperienza molto più che positiva. Se quello che cercate è l&#8217;originalità, questo board game non fa per voi, ma se come me siete degli appassionati de Il Signore degli Anelli, questo gioco ha la capacità di immergervi completamente nello spirito e nelle suggestioni di Tolkien.</p>
<p>Ho apprezzato moltissimo la scelta di avere <strong>due giochi in uno</strong>, stesse meccaniche con piccole variazioni di regole, per due ambientazioni invece molto diverse, cosa che sicuramente influisce positivamente sulla longevità. Il fatto di aver più punti di partenza e di uscita, inoltre, aumenta ancor di più questo fattore.</p>
<p>Se proprio devo trovare un difetto, se di difetto si può parlare, è che <strong>il ruolo del Portatore</strong> vada assegnato a qualcuno con una buona esperienza e capacità strategiche. La prima parte, in modo particolare, è abbastanza stretta e da una impostazione errata potrebbe scaturire un&#8217;esperienza di gioco altamente frustrante. Tuttavia è da rimarcare che il manuale stesso contiene due <em>custom rule</em> proprio per riequilibrare il gioco qualora il Portatore o i Nazgûl risultassero eccessivamente potenti rispetto alla controparte.</p>
<p>Infine una parola sulla <strong>scalabilità</strong>: il titolo gira alla perfezione in due, diventando uno scontro rapido con alti livelli di tensione e riducendo al minimo i tempi di attesa per il Portatore. Allo stesso modo è perfetto in cinque: con quattro avversari, ognuno di essi prende possesso di un Nazgûl (sono sempre in gioco tutti e quattro, per cui in tre o quattro giocatori questi vanno divisi tra i presenti). Personalmente credo in cinque sia la condizione migliore per giocarlo, ovviamente il tempo di attesa per il Portatore è massimo, ma organizzare una strategia corale tra Spettri è uno degli elementi più soddisfacenti.</p>
<p>Ringrazio <strong>Devir Italia</strong> per il materiale.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>La Caccia all&#8217;Anello</strong> è lo splendido gioco di movimenti nascosti che vi porterà a vivere le suggestioni de Il Signore degli Anelli.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.2]</h2>
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		<title>Riding Dragons: Incontro con John Howe e Wu Ming 4</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 13:00:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Cosa succede quando incontri per la prima volta un mito assoluto della tua vita? Niente. Ti siedi ed ascolti, rubando ogni parola e godendoti ogni singolo attimo passato al cospetto di un gigante come John Howe: uno dei più celebri illustratori dell&#8217;opera di Tolkien. Ricordo benissimo che nel lontano 1996, entrato per la prima volta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p>Cosa succede quando incontri per la prima volta un mito assoluto della tua vita? Niente. Ti siedi ed ascolti, rubando ogni parola e godendoti ogni singolo attimo passato al cospetto di un gigante come <strong>John Howe</strong>: uno dei più celebri illustratori dell&#8217;opera di Tolkien.</p>
<p>Ricordo benissimo che nel lontano 1996, entrato per la prima volta in contatto con quella scatola magica chiamata Internet, la primissima cosa che feci fu cercare illustrazioni de Il Signore degli Anelli. Tra i molti illustratori che scoprii aver dedicato la propria arte al maestro inglese, rimasi semplicemente folgorato dall&#8217;opera di John Howe per la sua incredibile capacità di dare forma, colore e vita a cose che fino a quel momento avevo dovuto unicamente immaginare con la mia fantasia. Fantasia che, fino ad allora, avevo considerata fertile e creativa ma che, dopo aver posato gli occhi sul celebre &#8220;Gandalf il Grigio&#8221; dovetti decisamente ridimensionare.</p>
<div style="width: 605px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh4.googleusercontent.com/nIa0XXeFvQyDGs5rkj7L8xjVIOJZmUwBNipAMAlMeBsXxSol2Yp5Tak-XG4qumXC1fOh3HL5LrDh=w595-h420" alt="Gandalf The Grey originally published by HarperCollinsPublishers" width="595" height="420" /><p class="wp-caption-text">Gandalf The Grey originally published by HarperCollinsPublishers</p></div>
<p>L&#8217;occasione di incontro è stata quella di un workshop organizzato da Mimaster Illustrazione Milano e tenuto da John Howe a Milano, durante il quale il maestro ha trovato il tempo per tenere una piccola conferenza nel corso della quale, in compagnia di Federico Gugliemi (Wu Ming 4), autore del saggio &#8220;Difendere la Terra di Mezzo&#8221;, ha parlato per oltre un&#8217;ora del proprio rapporto con Tolkien, del proprio lavoro di illustratore e della collaborazione con Peter Jackson.</p>
<p>John Howe è un uomo pacato e tranquillo, a volte sembra incredibile come da quelle mani possano nascere tratti così nervosi, dinamici, che prendono vita man mano che la matita corre veloce sul foglio. Ci parla di come ha conosciuto Il Signore degli Anelli e di come la sua collaborazione con Alan Lee e Peter Jackson ha contributo a modificare per sempre l&#8217;immaginario collettivo.<br />
Punto da Wu Ming 4 su questo aspetto, John ha concordato che è ormai difficilissimo, se non impossibile, riuscire ad andare &#8220;oltre&#8221;: immaginare qualcosa di diverso da quello dipinto da loro. Ormai gli elfi sono quelli che abbiamo visto a Gran Burrone, e il Balrog è quella creatura mostruosa mostrata ne La Compagnia dell&#8217;Anello. E Gollum? Con incredibile modestia, per un uomo di tale levatura, John rimanda al mittente i complimenti: il lavoro di creazione di un personaggio riuscito come Smeagol non è da attribuirsi a lui o ad Alan Lee. È un lavoro corale, dove tutti hanno messo mano: sono centinaia di persone da lodare, da Peter Jackson alla moglie, da Andy Serkis ai modellatori 3D. Se Gollum funziona così bene è merito del lavoro di tutti.</p>
<p>John ci parla del suo ruolo di concept artist per i film: gli illustratori sono al &#8220;servizio&#8221; del regista. Intrattengono fitte conversazioni con lui e poi buttano giù tonnellate di schizzi cercando di dare forma alle idea del regista; alla fine viene fatta una prima scelta e da lì si procede aggiungendo i dettagli e sviluppando nella sua complessità l&#8217;opera richiesta. La palla poi passa agli scenografi, ai costumisti e ovviamente agli attori. Quando si registra su chroma key, poi, il lavoro torna in mano agli illustratori che, fianco a fianco coi tecnici, completano i fondali mancanti per ottenere quell&#8217;effetto finale che tutti abbiamo ammirato al cinema.</p>
<p>&#8220;Mi hanno detto – dice ad un certo punto John &#8211; che i miei personaggi non sono simili a quelli descritti nel libro. Ma il libro non da descrizioni fisiche dei personaggi, nessuno sa esattamente com&#8217;è fatto un Balrog&#8230; Una delle questioni più dibattute da sempre è: ha le ali? Tuttavia Tolkien descrive benissimo le sensazioni, le emozioni provate dai personaggi, e questo da a noi illustratori tutto quel che ci serve per immaginarli e disegnarli.&#8221;</p>
<p>C&#8217;è tempo per alcune domande dal pubblico e, ovviamente, una di esse cade sui draghi. Il maestro canadese risponde con una dissertazione socio­filologica sulla figura del drago, su come questo sia stato rappresentato lungo tutta la storia dell&#8217;umanità di cultura in cultura e del perché sia così importante. &#8220;&#8230;and most of all – conclude – they are incredible cool to draw&#8221;.<br />
Stupendo.</p>
<div style="width: 860px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh4.googleusercontent.com/-CqZkdl5wCJg/VsbrrRbjlpI/AAAAAAAAKHY/KRc6IVhmnM0/w850-h551-no/Elves%2B%2526%2BDragons%2B-%2Boriginally%2Bpublished%2Bby%2BCry%2BHavoc_Rackham%2BConfrontation_small.jpg" alt="Elves &amp; Dragons originally published by Cry Havoc_Rackham Confrontation" width="850" height="551" /><p class="wp-caption-text">Elves &amp; Dragons originally published by Cry Havoc_Rackham Confrontation</p></div>
<p>Al termine dell&#8217;incontro, John accoglie i visitatori. Non c&#8217;è tempo per firme e autografi, ma per una foto sì. Di fronte all&#8217;imbarazzo generale non posso esimermi e mi faccio avanti per primo. E in quel momento LUI si è messo in posa accanto a me, appoggiando la sua MANO sulla mia spalla. L&#8217;ho ringraziato per la foto e LUI ha risposto ringraziando ME per essere andato a sentirlo.<br />
LUI ha ringraziato ME.<br />
Ecco uno di quei ricordi che si conserverà molto a lungo nella memoria.<br />
Per l&#8217;incontro e le immagini concesse per questo articolo, ringrazio Mimaster Illustrazione Milano.</p>
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