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	<title>Jesse Pinkman - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>El Camino &#8211; Il ritorno di Breaking Bad</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2019 12:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Breaking Bad ha segnato un&#8217;epoca. E se lo dico anche io, che l&#8217;ho guardata fuori tempo massimo, allora probabilmente è proprio vero. La serie creata da Vince Gilligan si è conclusa nel 2013, lasciando orfano un pubblico affezionato che non si è mai rassegnato alla fine del percorso e ha continuato a chiederne ancora. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/10/12/el-camino-il-ritorno-di-breaking-bad/">El Camino &#8211; Il ritorno di Breaking Bad</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32892" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino.jpg" alt="El Camino" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p><em><strong>Breaking Bad</strong></em> ha segnato un&#8217;epoca. E se lo dico anche io, che l&#8217;ho guardata <a href="https://nerdando.com/2015/03/13/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-1/">fuori tempo massimo</a>, allora probabilmente è proprio vero. La serie creata da <strong>Vince Gilligan</strong> si è conclusa nel 2013, lasciando orfano un pubblico affezionato che non si è mai rassegnato alla fine del percorso e ha continuato a chiederne ancora.<br />
E così Gilligan nel 2015 si è convinto a riprendere in mano l&#8217;universo di <em>Breaking Bad</em> con <a href="https://nerdando.com/2015/06/26/better-call-saul-meglio-guardarlo/"><strong><em>Better Call Saul</em></strong></a>, serie <em>prequel</em> attualmente ancora in corso e incentrata sulla figura di <strong>Saul Goodman</strong>.</p>
<p>Ma il pubblico non voleva approfondire solo il passato, chiedeva a gran voce di scoprire anche cosa è successo dopo: nel 2019 Gilligan ha scelto di accontentare gli spettatori con <strong><em>El Camino</em></strong>, film prodotto e distribuito da <strong>Netflix</strong> che è disponibile sulla piattaforma dall&#8217;11 ottobre e racconta la vita di <strong>Jesse Pinkman</strong> dopo le vicende della quinta e ultima stagione di <strong><em>Breaking Bad</em></strong>.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>L&#8217;azione prende il via esattamente dopo il finale di <em>Breaking Bad</em>: <strong>Jesse Pinkman</strong>, liberato dalla lunga e sfiancante prigionia cui era stato sottoposto, ritorna casa. Braccato dalla polizia, Jesse deve riuscire in fretta a far perdere le proprie tracce e a riprendersi dalle angherie che ha subito, che ci vengono mostrate attraverso alcuni flashback.</p>
<h2>Stile</h2>
<p>Non giriamoci troppo intorno: <em><strong>El Camino</strong></em> è un lungo episodio di <em>Breaking Bad</em>. Potremmo definirlo il &#8220;finale bis&#8221;, volendo. Gilligan in questi anni non ha perso la mano: tutto, nella costruzione di <em>El Camino</em>, si incastra perfettamente con <em>Breaking Bad</em>, a livello di storia ma anche a livello di atmosfera e stile.</p>
<p>Potremmo definire <em>El Camino</em> <strong>un lungo assolo di Jesse Pinkman</strong> e d&#8217;altronde non poteva essere altrimenti. Se il punto focale di <em>Breaking Bad</em> è sempre stato Walter White, Pinkman è sempre stato il comprimario di Heisenberg e il rapporto tra i due è stato fin dall&#8217;inizio uno dei cardini portanti della serie. Il finale era stato, come è giusto, incentrato sulla figura di White e il suo giovane ex allievo era stato presente, determinante certo, ma non approfondito: non poteva essere altrimenti, il canto del cigno finale doveva essere riservato al protagonista, alla conclusione della parabola che non poteva concludersi diversamente.</p>
<p>In questo senso, <strong><em>El Camino</em> è il perfetto completamento dell&#8217;episodio finale di <em>Breaking Bad</em></strong>: il film si concentra solo sulla figura di Jesse e aggiunge tutte le parti fondamentali ma che per forza di cose erano state escluse nella conclusione della serie. Era indispensabile? Certamente no, eppure è un&#8217;aggiunta che non stona, che non appare forzata e che soddisfa chi ha tanto amato <em>Breaking Bad</em>.</p>
<h2>Cast</h2>
<p><em>El Camino</em>, come detto, ruota intorno alla figura di Jesse Pinkman e infatti <strong>Aaron Paul</strong> è praticamente l&#8217;unico attore che vediamo sullo schermo per la maggior parte del tempo. La sua recitazione è perfettamente in linea con il personaggio, sembra quasi di non averlo mai lasciato. Un ottimo lavoro, che ci permette di immedesimarci nel percorso di liberazione e redenzione che Pinkman aveva già intrapreso in <em>Breaking Bad</em> ma che lì non era riuscito a portare a termine.</p>
<p>Nel corso del film fanno la loro comparsa anche <strong>alcuni dei personaggi della serie</strong> (sì, anche lui. Ma io non vi ho detto nulla) ed è una gioia ritrovare immutati caratteri e atmosfere che ci hanno fatto appassionare nel corso degli anni. Tra tutti, meritano un plauso <strong>Jesse Plemons</strong> (il suo Todd è tanto odioso quanto lo era quando lo abbiamo lasciato) e il granitico <strong>Robert Forster</strong>, che peraltro per ironia della sorte è venuto a mancare proprio ieri, nel giorno di <em>release</em> del film in tutto il mondo.</p>
<h2>El Camino</h2>
<p>I dettagli sono sempre stati importantissimi in <em>Breaking Bad</em> e il sequel non poteva certo fare eccezione. Ci siamo chiesti in molti da dove venisse fuori questo titolo così insolito e la spiegazione in realtà è più semplice di quanto immaginassimo: <strong>El Camino è un modello di Chevrolet</strong> (prodotto tra il 1959 e il 1987), precisamente quello che il personaggio di Jesse Pinkman sta guidando alla fine dell&#8217;ultimo episodio di <em>Breaking Bad</em>. Un <em>fil rouge</em> tra la serie e il film che più evidente non si potrebbe.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong><em>El Camino</em></strong> completa il finale di <em>Breaking Bad</em> senza forzare o stravolgere. Indispensabile? Certo che no, ma decisamente godibile per i fan della serie.</p>
<h2>Nerdandometro: 4/5</h2>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/_N_zBiZ9DWE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Breaking Bad: uno sguardo in &#8220;posteprima&#8221; &#8211; parte 1</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/03/13/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-1/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 13:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/03/13/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-1/">Breaking Bad: uno sguardo in &#8220;posteprima&#8221; &#8211; parte 1</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/lNaGuBHletNolVCHdJqUMss0rCdKO4kVeWfYJeu3Pwc=w600-h800" alt="Breaking Bad, finalmente" width="600" height="800" /><figcaption class="wp-caption-text">Breaking Bad, finalmente</figcaption></figure>
<p>È stato il fenomeno televisivo degli ultimi anni, ha tenuto incollati allo schermo milioni di telespettatori, ha fatto il pieno di riconoscimenti ed è riuscito a rendere la chimica improvvisamente <em>cool</em>: sì, stiamo parlando di &#8220;Breaking Bad&#8221;. La serie televisiva creata da Vince Gilligan e trasmessa dal 2008 al 2013 ha fatto impazzire davvero tutti durante le cinque stagioni che l&#8217;hanno composta. E io sono tra quelle pochissime persone che non l&#8217;avevano vista.</p>
<p>Ebbene sì, nonostante il clamore che la serie aveva suscitato durante quei cinque anni, a me era sfuggita. Un po&#8217; perché guardavo già moltissimi titoli e non avevo voglia di aggiungerne ancora, un po&#8217; perché ne ho sentito parlare solo quando ormai era già alla terza o quarta stagione, ho preferito rimandare sempre la visione. In realtà l&#8217;argomento mi incuriosiva molto: un placido professore di chimica che, scoperto di essere affetto da un cancro ai polmoni, si trasforma gradualmente in uno spietato produttore di metanfetamine. Come si può non essere attratti da una trama così? Eppure, la pigrizia ha prevalso fino a qualche giorno fa quando, dopo rinvii e buoni propositi di recuperare una delle pietre miliari della televisione degli ultimi anni, mi sono finalmente decisa ad iniziare.</p>
<p>Incredibilmente, nonostante nel periodo della messa in onda non si parlasse d&#8217;altro ed io non avessi fatto nessuno sforzo per evitare eventuali indiscrezioni, sono rimasta finora all&#8217;oscuro di qualunque informazioni riguardante &#8220;Breaking Bad&#8221;, ho dribblato spoiler e commenti ed ho quindi iniziato la mia avventura da telespettatrice senza preconcetti di sorta, come se fossi tornata indietro nel tempo al lontano 2008 e &#8220;Breaking Bad&#8221; fosse l&#8217;ultima novità televisiva. Per questa ragione, posso darvi uno spassionatissimo parere in &#8220;diretta postuma&#8221;, legato alle mie impressioni e sensazioni a scatola chiusa, che si formano man mano che procedo nella visione e mi addentro nei meandri della serie.</p>
<p>Ho iniziato a guardare gli episodi solamente nell&#8217;ultima settimana ma, come forse per qualcuno era prevedibile, &#8220;Breaking Bad&#8221; mi ha già conquistata, tanto da portarmi a concludere le prime due stagioni nel giro di pochi giorni. Sono partita scettica: l&#8217;idea di guardare cinque stagioni di un telefilm già concluso non mi allettava poi molto. Però avevo accumulato troppi pareri positivi per non tentare l&#8217;impresa, era arrivato il momento di farmi un&#8217;opinione personale al riguardo. La maggior parte delle persone che mi avevano consigliato la serie era concorde nell&#8217;affermare che la prima stagione è la più &#8220;lenta&#8221; e la meno avvincente. Tutti mi dicevano &#8220;la prima stagione ti scoraggerà, è un po&#8217; noiosa. Ma tieni duro, perché poi la storia diventa fighissima!&#8221; Eppure, a me le 7 puntate introduttive sono piaciute, il ritmo è stato molto più serrato di quanto mi sarei potuta aspettare e non mi sono annoiata per niente. Ad avermi convinta di più, finora, è sicuramente la storia originale ed innovativa (se contestualizzata al 2008, prima cioè della miriade di prodotti ispirati, più o meno direttamente, a &#8220;Breaking Bad&#8221;. Un esempio su tutti? &#8220;Smetto quando voglio&#8221;) ma non solo. Il ritmo narrativo incuriosisce ed avvince, si fa seguire senza (per ora) momenti di stanca, tipici e legati alla natura stessa della serialità dei prodotti televisivi. In particolare, la commistione di dramma e di una tematica più che mai seria con una componente più divertente e leggera, talvolta surreale, funziona benissimo. Almeno all&#8217;inizio, i protagonisti si addentrano in un mondo che non è il loro e di cui non conoscono le regole e le dinamiche (la situazione cambierà, con il procedere della storia, a quanto mi dicono. E le premesse al cambiamento, in effetti, si notano già al punto in cui mi trovo). Gli effetti del loro interagire con questa nuova realtà, non tardano a manifestarsi, talvolta in modo estremamente pericoloso, altre volte in chiave quasi grottesca. I personaggi sono tutti ben caratterizzati ed estremamente coerenti e funzionali alla storia raccontata. Il Walter White di Bryan Cranston è diventato, giustamente, un&#8217;icona ed ammetto che assistere alla sua metamorfosi dal timido signor White al temibile Heisenberg è meraviglioso. L&#8217;attore che era famoso per il ruolo, decisamente diverso da quello ricoperto in &#8220;Breaking Bad&#8221; del padre di Malcolm nell&#8217;omonima serie tv e che, per questa ragione, aveva lasciato notevolmente perplessi i produttori, ha saputo superarsi. La sua recitazione è perfetta e realistica, il suo protagonista inappuntabile: oggi, la sua fama è indissolubilmente legata al personaggio di Walter White. Ma è tutto il cast a funzionare, grazie alla bravura degli interpreti e a personaggi ben delineati e &#8220;veri&#8221;. Il mio preferito, al momento, è Jesse Pinkman, l&#8217;improbabile socio di Heisenberg, ma ho apprezzato molto anche Tuco e mi aspetto molto da Hank, il cognato di Walter, e dal nuovo (per me) personaggio dell&#8217;avvocato Saul Goodman (a proposito, state guardando &#8220;Better Call Saul&#8221;? Noi sì, e presto vi daremo il nostro parere).</p>
<p>In conclusione, le prime due stagioni hanno saputo conquistarmi e convincermi a macinare velocemente il resto della serie. Appena sarò arrivata alla fine, esprimerò il mio parere complessivo. Nel frattempo, una piccola precisazione: qualche rigo più su ero sincera, davvero non so come va a finire &#8220;Breaking Bad&#8221;. Perciò evitate spoiler, per favore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/03/13/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-1/">Breaking Bad: uno sguardo in &#8220;posteprima&#8221; &#8211; parte 1</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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