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	<title>Intervista - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Due chiacchiere con: Miss Meeple (Cranio Creations)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2019 12:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cranio Creations]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Miss Meeple Cranio Creations" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Qualche giorno fa ho avuto il piacere di essere ospite nel quartier generale di Cranio Creations, a Milano, dove ho avuto modo di gettare un occhio a quello che avviene nel backstage di uno degli editori e distributori di board game più attivo e interessante del panorama italiano che, quest&#8217;anno, festeggia ben dieci anni di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/07/07/due-chiacchiere-con-miss-meeple-cranio-creations/">Due chiacchiere con: Miss Meeple (Cranio Creations)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Miss Meeple Cranio Creations" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31093" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600.jpg" alt="Miss Meeple Cranio Creations" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/miss_meeple_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Qualche giorno fa ho avuto il piacere di essere ospite nel quartier generale di <strong>Cranio Creations</strong>, a Milano, dove ho avuto modo di gettare un occhio a quello che avviene nel backstage di uno degli editori e distributori di board game più attivo e interessante del panorama italiano che, quest&#8217;anno, festeggia ben dieci anni di attività.</p>
<p>Dopo un giro turistico in cui mi sono lucidato ben bene gli occhi, mi sono seduto in compagnia di Sara AKA <strong>Miss Meeple</strong>, che mi ha rilasciato la lunga intervista che vado a raccontarvi qui sotto.</p>
<p><strong>Zeno2k: ciao e benvenuta sulle pagine di Nerdando.com, iniziamo subito a parlare di &#8220;presente, passato e futuro&#8221;. Da Modena ormai sono passate alcune settimane, raccontaci com&#8217;è andata.</strong><br />
<strong>Miss Meeple:</strong> Allora, intanto eravamo molto entusiasti perché, come saprai, questo era il nostro decennale. Quindi è un momento molto importante per parlare di presente, passato e futuro. A Modena ci tenevamo ad arrivare con una presenza importante, avevamo uno stand notevole in termini di dimensioni, abbiamo portato tanti titoli che rispecchiano il nostro catalogo, perché molto eterogenei. Siamo andati dai party games, come <strong><a href="https://nerdando.com/2019/07/04/the-potion-lalchimia-sul-nostro-tavolo/">The Potion</a></strong> e <strong>Trapwords</strong>, via via fino ad arrivare ad un <strong>Nemesis</strong>; per cui c&#8217;era tutta una gamma di prodotti che rappresenta tutto il catalogo Cranio e quello che vogliamo essere: una presenza importante sul mercato dei giochi da tavolo a 360°.<br />
Modena è andata molto bene, i prodotti sono piaciuti molto e pian piano li stiamo lanciando in versione retail coi relativi day one; i prossimi sono l&#8217;espansione di <a href="https://nerdando.com/2018/07/16/sagrada-come-diventare-un-mastro-vetraio/">Sagrada</a> e a luglio arriva Nemesis che è uno dei più attesi.</p>
<p><strong>Z: quindi, dieci anni: quali sono i paletti già messi e il prossimo da mettere?</strong><br />
<strong>M:</strong> adesso stiamo cercando come azienda di strutturarci all&#8217;interno, il team è cresciuto molto negli ultimi anni. Un&#8217;altra cosa che stiamo cercando di fare è avere sempre più presenza sul territorio: stiamo rafforzando il rapporto coi negozianti e coi partner retail sia tramite uno stretto rapporto diretto che tramite eventi; tutte le settimane siamo in un diverso negozio a mostrare i nostri prodotti, quindi cerchiamo la capillarità, di arrivare il più possibile a tutte le persone.</p>
<p><strong>Z: la comunità degli appassionati dei GdT è molto fervente, a volte anche con faide interne come &#8220;meglio un titolo di un altro&#8221; o &#8220;meglio german piuttosto che american&#8221;, fino a quelle più agguerrite. La cosa bella però è che c&#8217;è tanta gente che ruota attorno a questo universo e che non si stanca mai di nuovi giochi. Come ti spieghi questo fenomeno?</strong><br />
<strong>M:</strong> è quello che viene definito <em>hype</em>: tutti si esaltano per le nuove uscite. Beh, il mercato si sta allargando tanto e stanno crescendo gli appassionati perché hanno tanta scelta, tante possibilità di giocare. Stanno diventando sempre di più anche molto esperti e molto esigenti, quindi l&#8217;azienda deve cercare di fornire sempre di più quello che la gente vuole.</p>
<p><strong>Z: secondo te è un bene o un male, questa permeabilità del mezzo internet e della comunicazione diretta con la community?</strong><br />
<strong>M:</strong> la comunicazione diretta è sempre utile. La questione dell&#8217;hype, dell&#8217;esagerazione, da un lato è bene perché può aprire il mercato, nel senso che si parla di più dei giochi da tavolo e questo fa sicuramente bene; spiace per alcuni prodotti che vengono dimenticati troppo presto e, a livello commerciale, non vanno bene perché il loro tempo è finito ed è già tempo di qualcos&#8217;altro.</p>
<p><strong>Z: vogliamo parlare del flagello dei clienti collezionisti che se c&#8217;è uno spigolo ammaccato sulla scatola non ci giocano più, o soprassediamo?</strong><br />
<strong>M:</strong> (ride) eh&#8230; lì valutiamo la richiesta volta per volta &#8230;</p>
<p><strong>Z: vi sentite spesso tirare la giacchetta dal pubblico?</strong><br />
<strong>M:</strong> per queste cose sì, capita spesso. Fa parte del gioco e si va avanti.</p>
<p><strong>Z: come mi dici di Essen?</strong><br />
<strong>M:</strong> Essen è un&#8217;occasione in cui Cranio vuole essere presente in prima persona, e quindi portiamo prodotti nostri. Per cui c&#8217;è un orgoglio a livello internazionale. Ora per Essen abbiamo alcuni prodotti tra cui <strong>Mystery House</strong>, che è una nuova escape room che ricorda più la trasposizione delle vecchie avventure punta e clicca a livello analogico perché c&#8217;è fisicamente una casa (la scatola) da esplorare che viene composta dalle carte dell&#8217;avventura e gli utenti dovranno girarla tra le mani, usare torce per farsi luce e scovare indizi&#8230; e quindi stiamo lavorando molto su questo prodotto.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31102" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/mistery_house_prototipo.jpg" alt="" width="1000" height="683" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/mistery_house_prototipo.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/mistery_house_prototipo-300x205.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/mistery_house_prototipo-768x525.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><strong>Z: dove sarà Cranio nei prossimi tre/quattro anni?</strong><br />
<strong>M:</strong> Cranio si vuole definire sempre più come editore di giochi, aspetto che ci sta dando grandi soddisfazioni da Lorenzo il Magnifico in poi anche grazie alla collaborazione con <strong>Simone Luciani</strong> che è con noi da tempo ed è uno degli autori più riconosciuti in ambito internazionale. Quindi lo sviluppo dei giochi diventa importante, quindi sicuramente accrescere il prodotto italiano in Italia e nel Mondo.</p>
<p><strong>Z: va bene, e adesso parliamo di te. Cominciamo da come ti sei avvicinata a questo mondo e cosa ti ha fatto accendere la lampadina per dire &#8220;sì, questo è quello che voglio fare&#8221;?</strong><br />
<strong>M:</strong> io nasco come appassionata di giochi di tavolo, con il canale di <strong>Miss Meeple</strong>, facendo recensioni e tutorial. Il contatto con Cranio è avvenuto in quel momento: da recensore e blogger avevo contatti con l&#8217;editore. Tra l&#8217;altro sul mio canale ne avevo moltissimi di giochi Cranio perché mi sono sempre piaciuti come giocatrice, quindi già nei video dei giochi migliori trovavi sempre Terra Mystica e Through the Ages&#8230;</p>
<p><strong>Z: e tu hai avuto tempo di giocare a Through the Ages? Io ci ho provato un paio di volte ma in genere alla quinta ora crollavo&#8230;</strong><br />
<strong>M:</strong> beh, non è il gioco che fai tutte le settimane o tutti i mesi, ma quando si riesce è sempre una bella esperienza&#8230;<br />
Quindi il contatto con Cranio lo avevo a livello di blogger, poi in realtà è successa una situazione lavorativa personale particolare, per cui all&#8217;inizio dell&#8217;anno sono cambiate un po&#8217; di cose e mi sono messa in proprio e quindi si è iniziato a parlare di una eventuale collaborazione e sono stata felicissima. Praticamente un sogno: lavoro e passione che si uniscono.</p>
<p><strong>Z: Qual è stato il tuo primo gioco da tavolo?</strong><br />
<strong>M:</strong> Carcassonne, e poi Coloni di Catan.</p>
<p><strong>Z: Senti&#8230; ma è meglio Agricola o Caverna? Puoi anche non rispondere&#8230;</strong><br />
<strong>M:</strong> (ride) no, no ce l&#8217;ho: assolutamente Caverna.</p>
<p><strong>Z: il tuo ruolo qui dentro?</strong><br />
<strong>M:</strong> io sono social media manager e responsabile comunicazione, quindi mi occupo sia dei canali social che dei rapporti con la stampa e coi blogger, quindi sono dall&#8217;altro lato della barricata&#8230;</p>
<p><strong>Z: e com&#8217;è stare dall&#8217;altra parte?</strong><br />
<strong>M:</strong> molto divertente! (ride) In realtà è bello anche perché sai cosa pensano dall&#8217;altra parte, sai cosa puoi proporre e cosa no, come porti&#8230; Io mi metto molto nei panni dei recensori che contatto.</p>
<p><strong>Z: il blog lo porterai avanti?</strong><br />
<strong>M:</strong> assolutamente: il canale c&#8217;è. L&#8217;unica cosa che ho deciso personalmente è di non parlare più di giochi Cranio, per una questione di conflitto di interessi; si può essere d&#8217;accordo o meno, ma ho deciso di fare questa scelta e quindi ci saranno tanti altri giochi sempre sul mio canale.</p>
<p><strong>Z: ci racconti qual è l&#8217;origine del tuo nickname?</strong><br />
<strong>M:</strong> Miss Meeple: mi è venuto abbastanza di getto quando dovevo iscrivermi al forum della Tana dei Goblin e mi è piaciuto subito perché univa la passione dei giochi da tavolo con i <em>meeple</em>, l&#8217;approccio femminile ai giochi da tavolo con il &#8220;miss&#8221; e il tutto mi suonava come &#8220;Miss Marple&#8221; e io ho sempre avuto una passione per Agatha Christie.</p>
<p><strong>Z: il ruolo dell&#8217;ambiente femminile sul gioco da tavolo</strong><br />
<strong>M:</strong> è tutto ancora sbilanciato sull&#8217;universo maschile. Fortunatamente, frequentando ludoteche, mi sembra che si stia ribilanciando. Nel mio piccolo sono orgogliosa di portare questa bandiera e tra l&#8217;altro probabilmente agli inizi mi ha aiutato perché era nuova, particolare, e quindi forse ha incuriosito la mia presenza e quindi sono felice di essere ambasciatrice in questo senso e di mostrare che anche il pubblico femminile può apprezzare prodotti strategici complessissimi per cui magari qualcuno ha preconcetti e pensa &#8220;no, devi giocare una certa cosa&#8221;&#8230;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31101" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/sede_cranio.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/sede_cranio.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/sede_cranio-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/sede_cranio-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/sede_cranio-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><strong>Z: secondo te quindi può avere un&#8217;utilità sociale?</strong><br />
<strong>M:</strong> in realtà non dovrebbe esserci disparità di genere in questo mondo, perché alla fin fine è un gioco, ma sicuramente è un&#8217;occasione di socialità.</p>
<p><strong>Z: ultima domanda. Il gioco da tavolo riporta una dimensione di socialità analogica, tattile, al di là dei giochi con app, che sono un po&#8217; di moda in questo periodo, ma che rappresentano una parte del tutto. In un mondo e una società così iper-digitalizzata, virtualizzata, è una corrente nella direzione giusta nel tornare verso una dimensione umana o resta un&#8217;isoletta?</strong><br />
<strong>M:</strong> purtroppo resta una nicchia, questa passione. Sarebbe molto utile, proprio per quello che dici, purtroppo ci sono ancora delle problematiche, nel senso che effettivamente ritrovarsi la sera per giocare attorno al tavolo, non è come chattare: c&#8217;è una complessità nell&#8217;organizzazione, nella scelta del gioco, della compagnia; poi spesso molte compagnie si chiudono e diventa più difficile allargare il giro, eppure sarebbe un&#8217;occasione inestimabile di ritrovarsi faccia a faccia.</p>
<p>Dopo questa lunga intervista ho avuto modo di trattenermi ancora a lungo continuando a discorrere di questa incredibile passione che abbiamo per i giochi da tavolo. A questo punto, quindi, non mi resta che ringraziare e darci appuntamento alla prossima occasione con i giochi di Cranio Creations.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Maurizio De Angelis (Detective Gallo)</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/12/01/due-chiacchiere-con-maurizio-de-angelis-detective-gallo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Dec 2018 12:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[Avventura grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Detective Gallo Intervista" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/12/01/due-chiacchiere-con-maurizio-de-angelis-detective-gallo/">Due chiacchiere con: Maurizio De Angelis (Detective Gallo)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Detective Gallo Intervista" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27806" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>In occasione della Games Week di Milano abbiamo avuto modo di conoscere di persona i fantastici ragazzi di FootPrints Games. Il simpaticissimo Maurizio ci ha regalato questa intervista in cui parla di succose novità riguardanti i loro prodotti presenti e futuri. La collaborazione con FootPrints non si ferma qui però! Per scoprire come ottenere in regalo una copia di Detective Gallo sintonizzatevi <a href="https://www.twitch.tv/nerdando">sul nostro canale Twitch</a>, domenica 2 dicembre e ve lo riveleremo!</p>
<p><strong>Francesco: Ciao a tutti, Siamo qui oggi con Maurizio De Angelis di FootPrints Games che ha sviluppato un nuovo gioco, italiano, genere avventura grafica, chiamato Detective Gallo. Se ci leggete, </strong><a href="https://nerdando.com/2018/07/08/detective-gallo-dite-ciao-al-mio-piccolo-cactus/"><strong>avrete già visto la recensione di questo titolo molto interessante</strong></a><strong>. Un ibrido molto particolare a livello stilistico, unico nel suo genere. Adesso Maurizio ce ne parlerà e ci dirà cos’è questo Detective Gallo, chi è Detective Gallo. Ci racconterà anche l’ispirazione che lui e i suoi ragazzi hanno colto per realizzare questo interessantissimo volatile.</strong></p>
<p>Maurizio: Grazie, ciao a tutti. Principalmente il gioco è nato come un’idea mia e di mio fratello Francesco. Siamo noi gli autori del gioco. Poi abbiamo proposto questa idea, sviluppandola, al nostro publisher, Adventure Productions, che ci ha aiutato a traghettare il gioco e a migliorarlo fino a dov’è ora, quindi ci ha aiutato ad ottimizzare gli enigmi, a localizzare il progetto e a farlo uscire su PC e proprio recentemente, su console: Switch e PS4. L’idea è nata, veramente, per gioco. Siamo prima di tutto appassionati di videogiochi, prima di essere sviluppatori, quindi all’inizio volevamo fare semplicemente un videogioco che ci potesse divertire, proprio che potesse essere giocato da noi e quindi dato che siamo grandi appassionati di detective stories, vole vamo parodizzare il genere. Abbiamo subito pensato a un personaggio, un’idea uno stile, che potesse contrastare comicamente con il classico investigatore vissuto e se vogliamo un po’ antipatico, un po’ spocchioso e un po’ duro. Subito abbiamo pensato al gallo come una figura, se vogliamo, buffa, simpatica che creava immediatamente un contrasto comico. Quindi da lì, il mio stile ironico dal punto di vista del disegno, le idee di Francesco per quanto riguarda la storia, hanno creato quel mix che si è trasformato in un’avventura punta e clicca di stampo classico ma di genere comedy-noir.</p>
<p><strong>F: Grazie. La domanda ormai classica, ma che va fatta di rito, per chi non conosce il gioco è: quali sono state le principali ispirazioni, che per chiunque veda i primi minuti di gioco diventano chiare, ma che comunque sarebbe bello sentire da te da dove è venuto questo mix molto originale di ispirazioni, richiami e citazioni.</strong></p>
<p>M: Sicuramente un mix, appunto, di citazioni sia di cartoni animati, che di videogiochi. Le ispirazioni possono essere chiare a tutti, ma le rendo chiare rispondendo. Volevamo innanzitutto affrontare questa parodia con uno stile pseudo-Disneyano, quindi tutto quanto il gioco è caratterizzato, a partire dal personaggio, da questo stile fumettoso, cartoon, popolato da galli, galline e pulcini che ci piacevano come personaggi perché alzavano la cresta in un mondo noir o “finto noir”. Le citazioni, o quantomeno ispirazioni, più che citazioni, videoludiche vengono da tutti gli investigatori comedy del mondo dei videogiochi. E quindi cito Sam &amp; max, per chi conosce il classico della Lucasarts, poi diventato Telltale. Cito anche Tex Murphy della saga di Unde r a Killing Moon, The Pandora Detective come esempio di investigatore che si prende molto poco sul serio. Cito Sly Boots di Anachronox, un gioco sottovalutatissimo che per me rimane uno dei videogiochi meglio scritti in assoluto per PC. Questo mix ha creato, di fatto, Gallo: un personaggio che vuole fare il duro ma che poi oggettivamente, duro non è, perché tutti, compreso il giocatore, lo prendono in giro.</p>
<p><strong>F: Adesso che ci hai parlato un po’ del gioco, che ha come particolarità quella di essere una produzione interamente italiana, fatta da una startup italiana, è nato e cresciuto nel nostro paese. Quindi, parlaci un po’ di Footprints Games, del vostro gruppo e del vostro team creativo.</strong></p>
<p>M: Il core team di FootPrints Games è essenzialmente formato da me e da mio fratello Francesco. Lui è scripting e interfaccia di gioco. Io sono l’anima artistica, quindi disegnatore e animatore sia dei personaggi che degli sfondi che trovate nel gioco. Ci siamo avvalsi di due ottimi collaboratori: Mauro Sorghienti, color artist di tutto quanto il gioco, che ha dato l’atmosfera finale e ha caratterizzato in maniera ottima tutte quante le location e le animazioni dei personaggi. Gennaro Nocerino collaboratore musicale, quindi l’artista che ha creato l’atmosfera jazz/noir che caratterizza tutte le ambientazioni e che ha dato un valore aggiunto all’atmosfera di gioco.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/gallo3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-25452" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/gallo3.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/gallo3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/gallo3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/gallo3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>F: Quindi un team piccolo, ma molto molto prolifico dato che avete creato un intero videogioco da zero. E questo videogioco, passiamo alla notizia più fresca che è quella dell’arrivo su console, nato su pc come si confa a questo genere, delle avventure grafiche, però lo avete portato anche su console. Dicci come è stato questo arrivo, come è stato l’approdo su piattaforme diverse come console tradizionali e Nintendo Switch.</strong></p>
<p>M: L’approdo è stato facilitato sicuramente da Adventure productions che nella figura di Carlo De Rensis e Cristiano Caliendo che ci hanno aiutato rispettivamente per doppiaggio e battute hanno molto facilitato con la società Mixed Bag che si è occupata del porting. Noi avevamo già dei presentimenti positivi su Switch e Playstation 4 per quanto riguarda la resa. Il porting ha funzionato molto bene perché l’entusiasmo e, soprattutto questo posso dirlo chiaramente, più su Switch che su Playstation 4, è stato per noi lampante. Il giocatore PS4 aveva un’aspettativa forse diversa riguardo al gioco, ma comunque è stato apprezzato. Su Switch invece è stato entusiastico il feedback che abbiamo ricevuto e che ci sta portando a fare anche, lo dico per gli utenti Switch, un miglioramento dell’esperienza touch e anche l’utilizzo dei JoyCon con l’infrarosso. Quindi un’esperienza di gioco che si sta ancora più adattando alla console portatile di casa Nintendo, per far sì che Detective Gallo rimanga sé stesso, ma perfettamente fruibile per un utente Switch.</p>
<p><strong>F: Quindi è un mondo che si può esplorare con le avventure grafiche, dove questo genere ha un futuro?</strong></p>
<p>M: Sì, almeno noi nel nostro piccolo stiamo vedendo che è un mercato e un’utenza che sta rispondendo molto bene. All’inizio noi miravamo, se vogliamo, ai vecchi avventurieri di stampo classico quindi parliamo solamente di “pcisti” , ma stiamo vedendo che le nuove generazioni di giocatori Switch stanno molto apprezzando il genere e questo è molto positivo.</p>
<p><strong>F: Bene! Questa è una cosa che fa piacere anche a me, dato che adoro giocare avventure grafiche su pc e su console con sistemi di controllo innovativi.</strong><br />
<strong>Dunque, abbiamo parlato del futuro delle avventure grafiche su pc e su console e a questo punto ti faccio la domanda davvero cattiva. Chi segue il gaming ha visto la notizia: Telltale è fallita. L’azienda che ha riportato agli antichi splendori, o quasi, le avventure grafiche ha chiuso i battenti perché non è riuscita a sostenersi con le vendite di tutti i suoi titoli. Tu come sviluppatore e videogiocatore sapresti fare un’ipotesi su cos’è successo, su cosa avrebbero potuto cambiare la loro strategia e cosa avrebbero potuto fare di più per non arrivare a questo tracollo?</strong></p>
<p><em>(A questo punto, il video dell&#8217;intervista si è bloccato e quasi tutti i nostri dispositivi sembravano rifiutarsi, per un motivo o per un altro, di continuare a registrare. Dopo numerosi tentativi io e Maurizio abbiamo iniziato a sospettare che sicari assoldati da Telltale volessero impedirci di parlare della vicenda! n.d.r.)</em></p>
<p>M: Sicuramente è stato un brutto colpo per tutti, sviluppatori e appassionati di videogiochi, la risposta che posso dare è questa: secondo me Telltale ha sofferto le tante licenze che ha dovuto gestire e quindi non sappiamo quanti soldi ha dovuto dare per le royalties di queste licenze pesanti. All’inizio forse poteva essere una manovra di marketing molto interessante, ma di fatto secondo me ha minato le basi della creatività Telltale, che si poteva percepire benissimo nei loro titoli. Hanno cominciato a fare un po’ troppo la stessa struttura, soprattutto non hanno più creato nuove IP. Non hanno più dato sfogo alla creatività che poteva evitare loro di cedere alla possibilità di prendere nuove licenze. Quindi per certi versi si sono ingabbiati con le loro mani. Per noi erano un esempio di avventura grafica moderna che adesso, per me, è nelle mani dei DONTNOD, con Life is Strange. Staremo a vedere.</p>
<p><strong>F: Quindi secondo te ci sono degli eredi di questo genere e c’è possibilità di un cambiamento del concetto di avventura grafica punta e clicca?</strong></p>
<p>M: Sì, non dimentichiamo che i Telltale sono stati fra i primissimi a proporre come modello di mercato l’avventura grafica episodica. Crollando loro, sono rimasti i DONTNOT, come esempio di questo modello di business. Io sto guardando con molto interesse, anche per quanto riguarda dal punto di vista creativo, ai DONTNOD e molto anche a Wadjet Eye con Dave Gilbert. Modelli molto interessanti e più sostenibili della grande macchina Telltale, per quanto riguarda le licenze e per quanto riguarda anche il grossissimo numero di dipendenti da gestire.</p>
<p><strong>F: Bene, quindi c’è un futuro per il genere. Io adesso voglio farti una domanda, anzi una doppia domanda. Voglio farne una al Maurizio videogiocatore e una al Maurizio sviluppatore. La domanda al videogiocatore è questa: qual è il titolo che più ti ha ispirato artisticamente e in generale, come fruitore dell’esperienza e invece allo sviluppatore voglio chiedere qual è il titolo, nella storia, a cui avresti voluto lavorare, a cui avresti voluto partecipare, nel team creativo o comunque alla sua realizzazione.</strong></p>
<p>M: La risposta è facilissima. Mi viene in mente un ricordo lampante, il mio primo videogioco su PC: Day of the Tentacle. Avevo un fiammante i386 a 25 megahertz che lo faceva girare egregiamente e da lì mi sono innamorato dello stile visivo e della tipologia del gioco. E da lì mi sono anche innamorato, fra virgolette, molto platonicamente, di Tim Schafer. Per me è uno degli idoli viventi per quanto riguarda il game design e il gioco successivo che ha fatto, Full Throttle, è stato il gioco che mi ha conquistato definitivamente, per quanto sia un gioco molto particolare, ibrido, se vogliamo imperfetto, io l’ho adorato e sì, avrei voluto partecipare alla sua realizzazione.</p>
<p><strong>F: Beh, quindi a tutto tondo su Tim Schafer.</strong></p>
<p>M: Assolutamente!</p>
<p><strong>F: E giustamente! Adesso direi di concludere con la domanda di rito, ovvero: lasciamoci con un’anticipazione sul futuro di FootPrints e di Gallo. Dato il successo che ha avuto io mi aspetto, e spero, che abbia un seguito o comunque un ritorno. (questa non è una domanda, ndr)</strong></p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28102" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>M: Questa è una bellissima domanda! (lui però mi regge il gioco, ndr) Noi in questo periodo stiamo rivedendo e migliorando l’esperienza di gioco, come dicevo prima, della versione Switch di Gallo e anche la versione PlayStation sta andando avanti. Ci saranno, oltre alle copie digitali, delle copie retail. Ci stiamo aprendo anche al mercato Mac, quindi è in previsione con Mixed Bag una conversione, un porting per Mac OS X e iOS. Questo per i prossimi mesi. Ci sarà poi la possibilità, senza poter dare una data precisa perché non la abbiamo ancora, di versioni retail per PC, PlayStation e Switch e gadget fisici, che già sono stati promessi ai backer. Anche se in ritardo, stiamo cercando di realizzarli. Stiamo anche pensando a un seguito di Gallo, ma cercando di accontentare i fan, dobbiamo aspettare questo periodo di “pulizia” di Gallo, perché vogliamo raccogliere il più feedback possibili per non scontentare i fan con il prossimo gioco. Nel frattempo non vogliamo né stare fermi, e quindi stiamo già pensando a un nuovo gioco, una nuova avventura grafica, non lineare, con finali multipli, con scelte e che dà la possibilità di rigiocare il gioco, quindi completamente diverso come impostazione dalle avventure classiche, che non è Gallo, quindi un’avventura completamente diversa, ma non vogliamo lasciare nemmeno Gallo fermo, quindi stiamo tentando di diversificare il brand. Qui alla Games Week, a Game Artist, stiamo già esponendo, in esclusiva, le tavole del fumetto di Detective Gallo. Siamo in contatto con una casa editrice e quindi già dall’anno prossimo, chi ci segue o chi ci vorrà seguire, potrà leggere il fumetto di Detective Gallo che è una sorta di prequel del videogioco stesso. Abbiamo anche altri progetti, per adesso non videoludici, legati a Gallo.</p>
<p><strong>F: Quindi Detective Gallo non è più solo un personaggio ma anche un’icona, direi una mascotte, senza intenderlo come un simbolo ridicolo, ma come un portabandiera di FootPrints.</strong></p>
<p>M: Esatto.</p>
<p><strong>F: Bene! Direi che hai dato parecchie cose su cui riflettere ai nostri lettori. Ti saluto e ti ringrazio per le risposte che ci hai dato e direi di darci appuntamento sulla prossima occasione per avere nuove anticipazioni su Gallo e su tutti i giochi che ci proporrete nei prossimi mesi.</strong></p>
<p>M: Grazie a voi, ciao a tutti!</p>
<p><center><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/LmUPXEHmXFY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/12/01/due-chiacchiere-con-maurizio-de-angelis-detective-gallo/">Due chiacchiere con: Maurizio De Angelis (Detective Gallo)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Elena &#8220;EvilAngel&#8221; Mirulla (Sexy Tales)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jul 2017 12:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca di Topolinia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Sexy Tales]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Elena Mirulla" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Penny: Durante la fiera del fumetto di Novegro, ho avuto il piacere di assistere in alcune interviste il nostro Zeno2k, alias Maurizio, così da iniziare a prendere confidenza con uno dei tanti aspetti di Nerdando: interagire dal vivo con chi dà vita a ciò di cui parliamo. Nel padiglione dedicato ai fumetti abbiamo avuto l&#8217;occasione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Elena Mirulla" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15259" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600.jpg" alt="Elena Mirulla" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Penny:</strong> Durante la <strong>fiera del fumetto di Novegro</strong>, ho avuto il piacere di assistere in alcune interviste il nostro <strong>Zeno2k</strong>, alias Maurizio, così da iniziare a prendere confidenza con uno dei tanti aspetti di Nerdando: interagire dal vivo con chi dà vita a ciò di cui parliamo. Nel padiglione dedicato ai fumetti abbiamo avuto l&#8217;occasione di interagire con l&#8217;associazione &#8220;<strong>Cronaca di Topolinia</strong>&#8220;, della quale abbiamo intervistato diversi componenti, fra cui la disegnatrice <strong>Elena Mirulla</strong>.</p>
<p><strong>Zeno2k:</strong> Continuiamo il ciclo di interviste a giovani e talentuosi autori di fumetti, incontrando oggi la brava Elena &#8220;EvilAngel&#8221;, una delle firme dell&#8217;ormai celebre <strong>Sexy Tales</strong>. Andiamo a scoprire cosa bolle in pentola.</p>
<p><strong>Maurizio: Ciao, benvenuta su Nerdando.com, raccontaci chi sei.</strong><br />
<strong>Elena:</strong> Ciao! Allora, io mi chiamo Elena Mirulla, sono una disegnatrice, una fumettista e collaboro con <strong>&#8220;Cronaca di Topolinia&#8221;</strong> che è un&#8217;associazione culturale che pubblica fumetti soltanto italiani. Lavoro per loro con vari progetti, sempre di fumetti, sia parodistici, sia umoristici, sia anche supereroi un po&#8217; sexy, come &#8220;<strong>Super Tits</strong>&#8220;, un nuovo progetto che sto facendo; e poi il più famoso, il progetto a me più caro, che è <strong>&#8220;Sexy Tales&#8221;</strong>, che sono parodie di favole in versione sexy e umoristica.</p>
<p><strong>Maurizio: Da dove nasce il tuo soprannome?</strong><br />
<strong>Elena:</strong> Il mio soprannome &#8220;<strong>EvilAngel</strong>&#8221; era in realtà un nickname usato per le primissime e-mail o i forum, da ragazzina. Il mio secondo nome è Angela e mi sono sempre sentita metà angelo, metà diavoletto, ovviamente nel senso &#8220;buono&#8221; del termine. Infatti ho un&#8217;ala da angelo ed una da diavolo tatuate sulle scapole.</p>
<p><strong>Maurizio: Visto che siamo entrambi genovesi, una domanda tendenziosa: com&#8217;è il panorama fumettistico nella Superba?</strong><br />
<strong>Elena:</strong> Penso che la Liguria e Genova siano sempre state molto floride per quanto riguarda la presenza di artisti e creativi.</p>
<p><strong>Maurizio: Genova è da sempre fucina delle arti, hai contatti con altri fumettisti genovesi? Hai mai pensato di fare qualcosa dedicato alla città?</strong><br />
<strong>Elena:</strong> Il mio primo maestro, all&#8217;età di 18 anni, è stato <strong>Andrea Ferraris</strong>, disegnatore Disney (e non solo) genovese. Mi ha insegnato le basi tecniche del fumetto. Ho anche collaborato come insegnante di fumetto per i &#8220;pulcini&#8221; della &#8220;Genoa Comics Academy&#8221;, cioè una scuola di fumetto a vari livelli, capitanata da <strong>Andrea Piccardo</strong> e con insegnanti di alto calibro. Mi piacerebbe fare qualcosa dedicato alla mia Genova. Ad esempio, il progetto per &#8220;Cronaca di Topolinia&#8221;, &#8220;<strong>Vampire&#8217;s Tears</strong>&#8220;, era ambientato a Genova. Ma la cosa che forse era più piaciuta, sia su Internet sia al &#8220;Secolo XIX&#8221; che la pubblicò, era questa illustrazione che avevo fatto durante l&#8217;ultima alluvione. Penso che parli da sola.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15359" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work1.jpg" alt="Elena Mirulla" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Maurizio: Visto che siamo entrambi genitori, un&#8217;altra domanda tendenziosa: tra quanto farai vedere i tuoi lavori alle tue figlie?</strong><br />
<strong>Elena:</strong> (ride) Beh, i disegni &#8220;normali&#8221; e meno ammiccanti li faccio già vedere a mia figlia Stella (due anni e mezzo), anzi, ama vedermi disegnare; Alice Luna è ancora troppo piccola (due mesi) per capire. Ma le disegno spesso in molti autoritratti di famiglia, tipo questo che rappresenta il mio essere mamma e fumettista. Mentre i disegni più &#8220;stuzzicosi&#8221; credo li vedranno moooolto più avanti.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15360" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work2.jpg" alt="Elena Mirulla" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/elena_mirulla_work2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Maurizio: Grazie, passiamo ora a parlare del tuo lavoro e in particolare parliamo di Sexy Tales; mi sembra che stia avendo un buon successo, da quello che vedo c&#8217;è parecchio viavai davanti al bancone.</strong><br />
<strong>Elena:</strong> Sì! Per adesso sono usciti 5 volumi più uno speciale che ho fatto anche con altre autrici, mentre dei cinque volumi principali, ognuno racconta tre storie diverse, tutte autoconclusive, tutte ispirate alle favole più famose. Adesso sono in lavorazione con il sesto volume che uscirà al Lucca Comix. Abbiamo fatto tantissime favole.</p>
<p><strong>Maurizio: Una in particolare di cui sei particolarmente fiera?</strong><br />
<strong>Elena:</strong> &#8220;Alice nel Pese delle Meraviglie&#8221;, che è nel quarto volume, e spero un giorno di poterla riprendere come unica storia per un &#8220;Sexy Tales 2.0&#8221;, una nuova serie che io SPERO che faremo ma non lo so perché ancora ne stiamo parlando; magari dopo questo sesto volume, forse l&#8217;anno prossimo, faremo un volume unico con una storia più lunga con più ampio respiro.</p>
<p><strong>Maurizio: Progetti personali? Idee? Pensieri? Futuro? C&#8217;è qualcosa all&#8217;orizzonte o sei totalmente assorbita da questo?</strong><br />
<strong>Elena:</strong> Allora, per adesso sono assorbita da questo e da &#8220;Super Tits 2&#8221;, che uscirà anche questo al Lucca Comix, sempre per <strong>Cronaca di Topolinia</strong>, e poi in futuro appunto spero di fare questo &#8220;Sexy Tales&#8221; con una favola per volta in modo da avere più pagine, quindi più storia, e poi, in futuro ancora, chissà, vedremo, idee ce ne ho tante ma bisogna anche vedere che cosa succederà.</p>
<p><strong>Maurizio: I tuoi lettori sono prevalentemente uomini o donne?</strong><br />
<strong>Elena:</strong> Allora, di &#8220;<strong>Sexy Tales</strong>&#8221; direi che sono metà e metà, perché comunque, essendo ispirato alle favole e comunque avendo un tratto morbido e umoristico attira molto anche le donne, e poi tra l&#8217;altro io sono un&#8217;autrice donna, per cui penso di toccare abbastanza anche l&#8217;interesse delle altre donne come me, e di &#8220;<strong>Super Tits</strong>&#8221; penso che piaccia anche alle donne, anche se forse sono un po&#8217; prevenute; secondo me perché il genere è <em>supereroistico</em>, anche se è umoristico; ma il mio editore dice che è perché leggono &#8220;Super Tits&#8221; e in inglese &#8220;tits&#8221; vuol dire &#8220;tette&#8221;. In realtà è il nomignolo della Supereroina che si chiama Tiziana, e lei ha dei superpoteri che escono appunto dal suo seno super maggiorato, però è una cosa umoristica, fa ridere, però magari alcune ragazze possono avere qualche problema con questa cosa.</p>
<p><strong>Maurizio: quindi sei una ragazza che disegna parodie sexy: hai avuto qualche difficoltà da questo punto di vista? Ti guarda male la gente?</strong><br />
<strong>Elena:</strong> Mah, sinceramente non lo so se mi guardano male, magari qualcuno c&#8217;è ogni tanto che passa allo stand e si scandalizza un po&#8217;, ma la maggior parte delle persone si fa una risata e comunque capisce che è una cosa soft e umoristica, e poi non ho avuto difficoltà perché è proprio il genere che piace a me, cioè sexy e umoristico, quindi non ci sono problemi.</p>
<p><strong>Maurizio: Secondo te è un genere sdoganato da questo punto di vista, considerato come qualsiasi altro?</strong><br />
<strong>Elena:</strong> Sì secondo me sì, cioè, io non lo reputo volgare, per cui va anche a sensibilità: ognuno ha la propria, magari per uno è volgare, per l&#8217;altro no per me non lo è, quindi non ho problemi. Credo che neanche i lettori che mi seguono abbiano problemi di questo genere, poi non a tutti puoi piacere, questo sicuramente.</p>
<p><strong>Penny: È tanto che fai questi disegni? Hai iniziato subito con questo genere o sei partita da una cosa più soft e poi com&#8217;è che hai scelto di dedicarti alla parte più sensuale del disegno?</strong><br />
<strong>Elena:</strong> Diciamo che comunque è il genere che mi piace e quello che mi ha contraddistinto fin da tanti anni fa, anche quando ancora non pubblicavo per nessuna casa editrice, però ho anche un altro genere che io chiamo sempre &#8220;puccio-tettoso&#8221;, perché comunque io uso sempre queste forme molto morbide, molto più deforme rispetto allo stile leggermente più realistico che è di &#8220;Sexy Tales&#8221; o di &#8220;Super Tits&#8221;. Ecco, diciamo che ho questi due generi: uno anche più adatto a un pubblico più giovane: non sempre è infatti sexy, anzi, a volte è normalissimo per chiunque.</p>
<p><strong>Maurizio: Grazie mille per il tuo tempo!</strong><br />
<strong>Elena:</strong> Grazie a voi!</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Matteo Boris Botti (Tin Hat Games)</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/04/28/due-chiacchiere-matteo-boris-botti-tin-hat-games/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2017 10:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[#UrbanHeroes]]></category>
		<category><![CDATA[Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Dungeon Digger]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Kickstarter]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Boris Botti]]></category>
		<category><![CDATA[Tin Hat Games]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Ho avuto il piacere di scambiare qualche parola con Matteo Boris Botti di Tin Hat Games: ecco cosa ci siamo detti. Luigi: Vi aspettavate un tale successo? Avete raggiunto la somma richiesta per Dungeon Digger in soli tre giorni! Matteo: Più che altro con tutto il lavoro che ci abbiamo messo ci speravamo! La nostra precedente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/04/28/due-chiacchiere-matteo-boris-botti-tin-hat-games/">Due chiacchiere con: Matteo Boris Botti (Tin Hat Games)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14760" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/tinhatgames-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Ho avuto il piacere di scambiare qualche parola con Matteo Boris Botti di Tin Hat Games: ecco cosa ci siamo detti.</p>
<p><strong>Luigi: Vi aspettavate un tale successo? Avete raggiunto la somma richiesta per Dungeon Digger in soli tre giorni!</strong><br />
<strong>Matteo: </strong>Più che altro con tutto il lavoro che ci abbiamo messo ci speravamo! La nostra precedente esperienza, #UrbanHeroes, ci aveva messo circa 20 giorni per raggiungere il goal quindi in questo caso siamo molto sollevati, speriamo però di raggiungere gli stretch goal più importanti per dare a tutti i backers il miglior gioco possibile!</p>
<p><strong>Luigi: Cosa pensate in generale di Kickstarter? Pensate che possa essere tranquillamente utilizzato per i giochi da tavola come abbiamo visto negli ultimi anni?</strong><br />
<strong>Matteo:</strong> Kickstarter è una piattaforma straordinaria perché è in grado di moltiplicare all&#8217;ennesima potenza l&#8217;esposizione mediatica e il successo di un piccolo prodotto, trasformandolo in una realtà sul mercato. Oggi Kickstarter è un modello per molte realtà come la nostra, che puntano a creare una demo funzionante e a finalizzarla grazie al crowdfunding; purtroppo la concorrenza è spietata, anche per colpa dei grandi produttori che, invece di investire su un progetto, preferiscono affidarsi alla prevendita ma è anche vero che se sai ritagliarti il tuo spazio e continui a lavorare bene non farai fatica a far decollare il tuo progetto!<br />
Passare attraverso un Kickstarter è comunque un&#8217;esperienza molto formativa che consiglio ad ogni team: o si finisce per il meglio o sarà il crowdfunding a finire voi!</p>
<p><strong>Luigi: Il riscontro sul web è stato grandioso, come siete stati accolti dal vivo al Play?</strong><br />
<strong>Matteo:</strong> Il pubblico italiano e di Play ormai ci conosce e sa che allo stand Tin Hat Games può trovare fondamentalmente 3 cose:<br />
1 &#8211; progetti nuovi;<br />
2 &#8211; clima famigliare;<br />
3 &#8211; casino.<br />
Al Play abbiamo rispettato questa scaletta presentando la nostra più recente scommessa <a href="https://www.kickstarter.com/projects/tinhatgames/dungeon-digger?ref=project_link">Dungeon Digger</a>, giocando con ogni visitatore possibile e lanciando in diretta il Kickstarter del progetto.<br />
Quello che ne è emerso, anche a parere dei visitatori e dei recensori, è stato esattamente quello che volevamo: una bella festa che spezzasse la tensione di mesi di lavoro (e dei mesi di lavoro successivi!) e che facesse sentire tutti a casa, proprio come durante le nostre riunioni a porte chiuse in cui proviamo i giochi che un giorno diventeranno produzioni.<br />
Play rimane dunque la nostra seconda casa, vuoi perché siamo di Parma e Modena, già dai tempi del ModCon, è sempre stata una manifestazione stupenda vuoi perché tra emiliani ci si capisce subito: basta che ci sia vino, dei bei giochi e da mangiare e siamo tutti contenti.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/dungeondigger.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14762" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/dungeondigger.jpg" alt="dungeon digger" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/dungeondigger.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/dungeondigger-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/dungeondigger-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/dungeondigger-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Luigi: Avete avuto ispirazioni da altri media per la creazione di Dungeon Digger?</strong><br />
<strong>Matteo:</strong> Certo che sì! L&#8217;universo di Dungeon Digger affonda le basi negli anni &#8217;90 e nei cartoni animati fantasy di quel periodo, nella nostra passione per D&amp;D scatola rossa e l&#8217;ironia oltre agli attualissimi Rick &amp; Morty e Adventure Time. Ovviamente, in questa operazione di sintesi grafica, l&#8217;apporto di Laura Guglielmo, l&#8217;illustratrice di tutto il gioco, è stato fondamentale, senza di lei gli Sgorbi non sarebbero così brutti e bellissimi al tempo stesso!</p>
<p><strong>Luigi: Come cambia Dungeon Digger al variare del numero di giocatori?</strong><br />
<strong>Matteo: </strong>Ottima domanda! Sappiamo infatti che molti giochi funzionano alla grande in un determinato numero di giocatori mentre si &#8220;piantano&#8221; quando quel numero si supera o quando si scala verso il basso.<br />
Dungeon Digger è un gioco per 2 &#8211; 6 giocatori che è stato scritto ma soprattutto riscritto in quasi 2 anni di progettazione, inutile dire che in questo lasso di tempo molte cose sono cambiate ma una cosa è rimasta fissa nei nostri intenti: creare un gioco veloce, divertente, strategico e soprattutto coinvolgente per tutti i giocatori presenti.<br />
Per ottenere questo abbiamo adottato diverse tecniche:<br />
&#8211; turni brevi in cui ogni giocatore ha a disposizione 2 punti Tirannia per fare eseguire ai propri sottoposti i diversi Ordini;<br />
&#8211; un gioco che si impara giocando: al netto del manuale illustrato da Laura e che riporta gli esempi grafici di Manuel, Dungeon Digger è il classico gioco che al secondo o terzo turno già conosci a livello di meccaniche e che dopo la prima partita ti fa esclamare &#8220;cavolo, se avessi fatto quella mossa avrei vinto!&#8221;;<br />
&#8211; un tabellone che si &#8220;restringe&#8221; a seconda delle necessità: 2 giocatori inizieranno in un&#8217;area ridotta mentre 5-6 giocatori dovranno disporre il loro Portale (la casella iniziale da cui dovranno partire a costruire) sul cerchio esterno, avendo a disposizione, almeno inizialmente, più spazio vitale per costruire e creare il proprio dungeon.<br />
Quindi, al di là dello spazio vitale per ogni Signore del Dungeon e i propri Sgorbi, il gioco in 2 è super rapido e dovrebbe aggirarsi intorno ai 20-30 minuti di gioco al massimo, anche perché nessuno vi aiuterà o ostacolerà il vostro avversario, sarete solo voi contro il vostro nemico!<br />
Con l&#8217;aumentare dei giocatori aumenta anche il numero di fattori in gioco: c&#8217;è chi giocherà per conto proprio, costruendo il suo dungeon accumulando punti vittoria, c&#8217;è chi raccoglierà più monete possibili e chi inizierà dal primo momento a pianificare l&#8217;invasione di un dungeon avversario, insomma dovrete guardarvi da più fronti ma se sarete abbastanza spietati ve la caverete e sarete incoronati il Signore dei Signori del Dungeon.</p>
<p><strong>Luigi: Quali sono i vostri hobby nerd oltre il gioco da tavolo?</strong><br />
<strong>Matteo:</strong> Beh, sicuramente il gioco di ruolo!<br />
Il nostro primo nato, <a href="https://www.facebook.com/UrbanHeroesRPG/">#UrbanHeroes</a> è stato un progetto Kickstarter concluso nel 2014 che ci sta dando parecchie soddisfazioni.<br />
#UrbanHeroes è un gioco di ruolo ambientato in un mondo oscuro, malvagio e terribile, il nostro mondo reale, il cui processo di disfacimento è accelerato da comuni esseri umani dotati di abilità straordinarie.<br />
Oltre a queste due grandi passioni ovviamente ci sono i film, i fumetti, la letteratura, il design e la ricerca scientifica, equamente distribuiti tra i tre membri di Tin Hat Games: Manuel, Alessandro ed io.</p>
<p><strong>Luigi: Concludiamo con la classica: progetti futuri?</strong><br />
<strong>Matteo:</strong> Di progetti ne abbiamo anche troppi, ecco il nostro problema!<br />
Dunque, facciamo un po&#8217; di ordine, partiamo dal prossimo evento, la UK Game Expo in giugno che ci vedrà affiancati sulla scena internazionale a fianco dei ragazzi di Metagames Inc, autori di Lucid, un gioco di carte sui sogni lucidi appena concluso su Kickstarter.<br />
Poi arriverà un&#8217;estate di ritiro e lavoro per approdare a luglio/agosto con <a href="https://www.facebook.com/VWorldcomic/">V-World volume III</a>, l&#8217;ultimo atto di una trilogia del nostro fumetto-fanzine su un mondo post apocalittico in cui gli unici sopravvissuti sono bande di metallari e rocker.<br />
Per Lucca avremo il secondo Dossier di #UrbanHeroes, dedicato al mondo dello sport e dello spettacolo; le scatole di Dungeon Digger pronte per la consegna a mano ai backers e un altro gioco di ruolo narrativo in lavorazione da un po&#8217;, XXIV.<br />
E questo solo fino al 2017, per il 2018 abbiamo in serbo un altro miliardo di cose per voi!</p>
<p><strong>Luigi: Grazie mille per le risposte, vi auguro un 2017 pieno di successi!</strong></p>
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		<title>Due chiacchiere con: Christian Iansante (voce del Decimo Doctor Who)</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/13/due-chiacchiere-con-christian-iansante-voce-del-decimo-doctor-who/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2017 10:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoomics]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Iansante]]></category>
		<category><![CDATA[David Tennant]]></category>
		<category><![CDATA[Doctor Who]]></category>
		<category><![CDATA[Doppiaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Christian Iansante" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Durante il recente Cartoomics 2017 ho avuto modo di incontrare uno dei miei doppiatori preferiti. Parlo di Christian Iansante, eccezionale doppiatore abruzzese (anche se nato in Svizzera) che ha dato la voce ad attori del calibro Bradley Cooper, Rainer Strecker, Christian Bale, Ewan McGregor, Jeremy Renner, Johnny Depp e Michael Fassbender. L&#8217;occasione è l&#8217;incontro presso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Christian Iansante" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13483 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600.jpg" alt="Christian Iansante" width="1000" height="600" align="center" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/christian_iansante_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Durante il recente <a href="https://nerdando.com/2017/02/17/cartoomics-2017-il-programma-della-fiera/">Cartoomics 2017</a> ho avuto modo di incontrare uno dei miei doppiatori preferiti. Parlo di <strong>Christian Iansante</strong>, eccezionale doppiatore abruzzese (anche se nato in Svizzera) che ha dato la voce ad attori del calibro Bradley Cooper, Rainer Strecker, Christian Bale, Ewan McGregor, Jeremy Renner, Johnny Depp e Michael Fassbender.<br />
L&#8217;occasione è l&#8217;incontro presso lo stand dell&#8217;associazione <strong>Spawns of Gallifrey</strong> dedicato, come suggerisce il nome, a <strong>Doctor Who</strong> dove, oltre a Iansante, ho avuto modo di conoscere anche Marco Mete, di cui parleremo in un prossimo articolo.<br />
Rubando Christian all&#8217;assalto dei fan che facevano la fila per un autografo e per farsi registrare un mitico &#8220;allons-y!&#8221; detto con la voce di Ten, sono riuscito a rivolgergli qualche domanda sul suo <em>rapporto</em> con David Tennant. Ne è nato un confronto molto interessante, dove non sono mancati anche riferimenti ad altri suoi personaggi.<br />
Prima di lasciarvi all&#8217;intervista, una piccola curiosità: sia io che Christian abbiamo una figlia col medesimo nome, che, a quanto pare, non è appassionata di <a href="https://nerdando.com/2015/05/29/doctor-who-e-torchwood-la-cronologia-degli-episodi/">Doctor Who</a> e in generale non ha mai seguito nessuna delle serie doppiate dal padre.</p>
<p><strong>Maurizio: Nessuna delle tue serie? Ma è voluto o solo un caso?</strong><br />
<strong>Christian:</strong> Solo un caso, davvero. Diciamo che quando mi sente non le frega niente, per lei è normale: lo sa da quando è nata. Un po&#8217; come mia sorella, che ormai ha 40 anni; quando è nata io ne avevo undici e poco dopo ho iniziato a fare radio; lei era talmente piccola che non si ricorda il mio inizio: per lei ho sempre parlato al microfono, per cui quando mi sente in televisione, radio, pubblicità nemmeno ci fa più caso perché diventa una sorta di normalità.<br />
In realtà questo mestiere è una normalità; poi chi dall&#8217;esterno se lo pensa in un certo modo, magari se lo vive facendosi le pippe mentali di tutto ciò che non è.</p>
<p><strong>Maurizio: Personalmente, da appassionato del doppiaggio, lo considero un universo magico: la capacità di essere solo con la voce quella persona, quell&#8217;emozione; è molto più complesso che portare un personaggio in teatro?</strong><br />
<strong>Christian:</strong> Guarda, sinceramente non sono d&#8217;accordo con quello che stai dicendo. Perché costruire un personaggio attraverso corpo, la faccia, e quindi crearlo è molto più difficile che replicare un qualcosa che è già stato fatto da qualcun altro in un altra lingua.<br />
Il doppiatore riproduce. Io faccio anche l&#8217;attore, non tantissimo, ma lo faccio; proprio questa settimana è uscito un film che ho fatto con <strong>Maccio Capatonda</strong> in cui faccio l&#8217;attore. Faccio poco, ma sono scene: devi studiare; mentre un doppiatore non studia: vede e interpreta leggendo. Sembra una cazzata ma un monologo di venti righe che in doppiaggio te la cavi con cinque minuti, se lo devi interpretare ti passi una giornata ad impararlo. E poi quando metti la tua faccia in gioco, il tuo sguardo, devi coinvolgere tutto. Mentre quello che viene coinvolto nel caso del doppiaggio, è, ripeto, all&#8217;interno del processo imitativo solo l&#8217;<strong>aspetto emotivo</strong>. Lo dico perché qualcuno pensa che siano solo parole appiccicate ad una bocca, questo non è. Però quelle emozioni ti vengo suggerite da qualcuno che in un&#8217;altra lingua ha già creato quel personaggio. Tu lo stai riproducendo.<br />
Per questo non sono d&#8217;accordo che sia più difficile: è molto più facile. Dopodiché attenzione però che anche il doppiaggio ha i suoi tranelli: se uno pensa di andare con i propri tempi, sbaglia. Tu devi andare con quelli dell&#8217;altra persona, dell&#8217;altro attore, che se fa un verso in un determinano momento della scena, tu devi farlo in quel momento. Ecco: diciamo che devi imparare a respirare con lui, ma questa è tecnica, non è arte.<br />
La parte artistica attiene alle emozioni e le emozioni, ripeto, sono già suggerite da chi le ha vissute prima di te.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/david_tennant_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13485" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/david_tennant_1000x600.jpg" alt="david tennant" width="1000" height="600" align="center" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/david_tennant_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/david_tennant_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/david_tennant_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/david_tennant_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Maurizio: Parliamo di Tennant. Il Decimo Dottore è un personaggio molto tormentato, sofferente, emotivo: cosa ricordi in particolare nella creazione di questo doppiaggio?</strong><br />
<strong>Christian:</strong> Allora, io ricordo in particolare che purtroppo come capita spesso in Italia, a proposito della magia, non ci poteva essere nessuna magia per doppiare questo prodotto che, essendo di nicchia, ha un budget limitato.<br />
Io facevo una quantità di scene che forse equivaleva ad un mese di lavoro di <strong>David Tennant</strong>. Capisci che replicare è più facile di creare, ma alcune cose che lui faceva benissimo io ho cercato di replicarle al meglio delle mie capacità ma in un tempo troppo piccolo. Se mai io ho un rammarico, perché a differenza dell&#8217;attore che doppio in <strong>The Walking Dead</strong> (Andrew Lincoln, N.d.R.) che è un attore mediocre, David Tennant è un grandissimo attore che ha fatto in queste stagioni delle cose molto belle, in certi momenti veramente alte. E quindi quello che ricordo è che io non ho avuto il tempo di farle bene come le ha fatte lui.<br />
Questi però sono quegli attori che ti insegnano a recitare, ecco: io ho imparato a dire bene le battute perché avendo la fortuna di doppiare i più grandi attori del mondo della mia generazione, sono stati loro ad insegnarmelo.<br />
David Tennant fa parte di quei dieci attori che me lo hanno insegnato. Questo lo dico con grande convinzione, quindi il ricordo che ho è quello di uno che mi ha dato molto dal punto di vista artistico. Poi, personaggio tormentato o no non è quello che fa la differenza: io posso fare un pazzo, un prete, un drogato o il medico che lo cura, tutti i personaggi sono interessanti se li vivi in maniera profonda con il gusto di farli, così come tutti i personaggi bellissimi diventano una rottura se quel giorno non ha voglia perché hai i cazzi tuoi, perché succede anche questo. Nella vita del doppiatore certe giornate vanno storte per motivi tuoi personali, che naturalmente non devi portare al leggio, però magari una cosa bellissima la vivi male, anche se poi cerchi di farla al meglio delle tue capacità; però poi non te la ricordi come una cosa bella perché quella è una giornata sbagliata per te.<br />
In generare di questa serie ricordo alcuni episodi particolari, ad esempio quella in cui va a Pompei alcuni giorni prima che esploda il Vesuvio; quella in cui arriva ai margini dell&#8217;universo quando sta per esplodere il Big Bang; cioè ricordo delle cose che mi hanno affascinano anche per la materia che mi piace e mi interessa, a differenza degli zombi dei quali non me ne frega proprio niente.<br />
Ma neanche i vampiri per cui lo dico molto onestamente, io quella cosa non la vedrei: ma non perché è fatta male, proprio perché non rappresenta il mio gusto. Del resto noi facciamo tanta di quella roba che non è che possiamo condividerla tutta. Io cerco di farla bene, ma poi come spettatore la giudico come la giudicherei come se non fossi stato il doppiatore.</p>
<p><strong>Maurizio: Ultima domanda, la mia puntata preferita è Blink (Colpo d&#8217;occhio).<br />
La ricordi? &#8220;Non battere ciglio. Se lo fai sei morto&#8230;&#8221;</strong><br />
<strong>Christian:</strong> No, non mi è rimasta impressa. Di questa battuta non ricordo assolutamente nulla, però sono contento ti sia piaciuta: vuol dire che sono stato convincente.</p>
<p><strong>Maurizio: Assolutamente sì&#8230;<br />
Senti, me lo butti un &#8220;allons-y&#8221; che poi me ne vado e ti lascio ai tuoi fan?</strong><br />
<strong>Christian: </strong></p>
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		<title>Due chiacchiere con: Nekucciola (Panna Cotta, Strega di Picche)</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/07/due-chiacchiere-nekucciola-panna-cotta-strega-picche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 10:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoomics]]></category>
		<category><![CDATA[Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Mangasenpai]]></category>
		<category><![CDATA[Nekucciola]]></category>
		<category><![CDATA[Panna Cotta]]></category>
		<category><![CDATA[Strega di Picche]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nekucciola" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Nel ricchissimo buffet messo in campo dal Cartoomics 2017, non mi son fatto mancare l&#8217;occasione di incontrare la talentuosa Giulia Zucca, in arte Nekucciola. L&#8217;ho quindi raggiunta allo stand di Mangasenpai e l&#8217;ho rapita alle attenzioni dei suoi fan. Ecco cosa mi ha raccontato. Maurizio: Ciao Nekucciola. Benvenuta su Nerdando.com. Iniziamo: dicci chi sei e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nekucciola" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13338 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600.jpg" alt="Nekucciola" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Nel ricchissimo buffet messo in campo dal Cartoomics 2017, non mi son fatto mancare l&#8217;occasione di incontrare la talentuosa <strong>Giulia Zucca</strong>, in arte <strong>Nekucciola</strong>. L&#8217;ho quindi raggiunta allo stand di <strong>Mangasenpai</strong> e l&#8217;ho rapita alle attenzioni dei suoi fan. Ecco cosa mi ha raccontato.</p>
<p><strong>Maurizio: Ciao Nekucciola. Benvenuta su Nerdando.com.<br />
Iniziamo: dicci chi sei e perché ti trovi qui.</strong><br />
<strong>Nekucciola:</strong> Allora mi chiamo Giulia Zucca, in arte Nekucciola come mi conoscono su Facebook e YouTube. Mi sono sempre occupata di disegno: ho iniziato facendo il liceo artistico come tutti, poi sono andata all&#8217;Accademia di Belle Arti e da lì come autodidatta ho iniziato con il manga per poi spostarmi sul fumetto occidentale.</p>
<p><strong>Maurizio: Il passaggio tra &#8220;mi piace disegnare&#8221; e &#8220;è il mio lavoro&#8221;.</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> Quando disegni tutto il giorno e dici &#8220;trasformiamolo in qualcosa con cui vivere&#8221;.</p>
<p><strong>Maurizio: Le sceneggiature sono tue o hai un autore?</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> No, tutto quello che faccio è di mia ispirazione. Le storie mi vengono piuttosto naturali.</p>
<p><strong>Maurizio: Genere preferito?</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> Umoristico, fantasy ed erotico. Ma sempre legato all&#8217;umorismo, leggero.</p>
<p><strong>Maurizio: Hai impressione che questa corrente dell&#8217;umorismo erotico stia andando di moda in questo periodo?</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> Sì, l&#8217;ho notato. Avevo paura con la <strong>Strega di Picche</strong> che la gente si stupisse troppo per il mio passaggio da una cosa soft ad una erotica. Io ho sempre fatto fumetti romantici, sul classico. Poi siccome a me piace ridere anche su argomenti sdoganati, ho notato che molti stanno uscendo da questo bozzolo, da questo tabù&#8230; anche in fiera la gente viene a dirmi &#8220;ah-ah, viene a bombarsi l&#8217;elfo scuro!&#8221; (la Strega &#8211; N.d.R.)</p>
<p><strong>Maurizio: Il fatto che questo genere sia portato avanti principalmente da giovani autrici femminili è un caso?</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> Mi ha stupito: io vengo da una generazione in cui appena compare l&#8217;umorismo erotico ecco che arriva la battuta &#8220;ah, tu disegni porno!&#8221;; invece non mi è mai successo che mi dicessero una cosa del genere sul mio lavoro, anzi: mi chiedono di portare avanti il progetto, perché diverte. Pensavo inoltre che fosse un genere legato al mondo maschile, ma mi rendo conto che le donne stanno uscendo da questo schema. Alla fine ci sono più lettrici che lettori.</p>
<p><strong>Maurizio: Secondo te perché?</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> Lo vedo con quello che sto facendo con la Strega, in cui è lei il personaggio &#8220;arrapato&#8221; della situazione: le ragazze si sentono protette da queste figura dominante.</p>
<p><strong>Maurizio: Secondo te gli uomini sono spaventati dalla donna sicura di sé, emancipata, che sa cosa vuole e non lo nasconde?</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> In questo decennio no: anzi, il fatto che la donna sia agente attivo crea complicità nel rapporto uomo-donna.</p>
<p><strong>Maurizio: Il lavoro di voi autrici, secondo te, sta aiutando a traghettarci nel nuovo millennio?</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> Io penso che ogni generazione di fumettisti dia qualcosa, anche se minima, anche se a volte non se ne rende conto. Questa cosa di andare verso un umorismo leggero, che non scatena disagio nel leggere certe cose, ti fa capire che qualcosa è profondamente cambiato. Se lo avessi fatto dieci anni fa lo avrebbero etichettato come genere porno. Invece ora è molto divertente riderci sopra.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_2_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13339" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_2_1000x600.jpg" alt="La dedica di Nekucciola" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_2_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_2_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_2_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nekucciola_2_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Maurizio: Prossimi progetti?</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> <strong>Panna Cotta 3</strong>, che conclude questa serie <em>shojo</em>; sempre Panna Cotta con un albo a colori in chiave fantasy romantico e poi la Strega. Ci sarebbe un altro progetto recentissimo che si chiama Clelia Bed and Breakfast: Clelia B&amp;B.</p>
<p><strong>Maurizio: Raccontacelo.</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> Io parto scrivendo la sceneggiatura di un progetto, raccolgo idee e storie. Mentre scrivevo sia la Strega che Panna Cotta, iniziava dentro di me a germogliare un&#8217;altra storia: io cerco sempre di unire le mie passioni al fumetto, come la cucina per Panna Cotta e il fantasy per la Strega di Picche. Con Clelia B&amp;B c&#8217;è la mia passione di viaggiare e recensire gli alberghi in cui vado. Ad esempio, mi sarebbe sempre piaciuto gestire un bed &amp; breakfast, cosa che nessuno sa&#8230; Ad ogni modo l&#8217;idea è quella di legare il viaggio alle leggende. Ma di che tipo? Leggende del tipo meno conosciuto: creature della cultura maya, o di quella nordica. Mi piaceva l&#8217;idea del fondere cose diverse tra loro: il fantasy dopo tutto non è il fondere culture diverse per crearne una nuova?</p>
<p><strong>Maurizio: Come si uniscono leggende e B&amp;B?</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> Praticamente abbiamo questa ragazza, Clelia, che vuol diventare indipendente e così decide di comprare questo cottage in riva al lago che nessuno vuole perché ci sono forze di tipo soprannaturale che non consentono a nessuno di viverci o creare un ambiente lavorativo. Da qui poi nasce tutto, ma per ora non dico altro perché non è ancora definito.</p>
<p><strong>Maurizio: Quando lo vedremo?</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> Penso dopo la Strega.</p>
<p><strong>Maurizio: Grazie mille per il tuo tempo Giulia.</strong><br />
<strong>Nekucciola: </strong> Grazie a voi!</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Leo Ortolani (Rat-Man)</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/06/due-chiacchiere-leo-ortolani-ratman/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2017 13:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoomics]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Leo Ortolani]]></category>
		<category><![CDATA[Panini Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Rat-Man]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Leo Ortolani" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Nei miei turbinanti giri durante il Cartoomics 2017, ho avuto modo di rubare cinque minuti del prezioso tempo di Leo Ortolani, maestro del fumetto italiano e papà del mitico Rat-Man. Avevo già avuto modo di intervistarlo via email un paio di anni fa, quando uscì The Walking Rat; ma da allora molta acqua è passati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/03/06/due-chiacchiere-leo-ortolani-ratman/">Due chiacchiere con: Leo Ortolani (Rat-Man)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Leo Ortolani" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13353" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600.jpg" alt="Leo Ortolani" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/leo_ortolani_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Nei miei turbinanti giri durante il Cartoomics 2017, ho avuto modo di rubare cinque minuti del prezioso tempo di <strong>Leo Ortolani</strong>, maestro del fumetto italiano e papà del mitico <strong>Rat-Man</strong>. Avevo già avuto modo di intervistarlo via email un <a href="https://nerdando.com/2015/02/23/due-chiacchiere-con-leo-ortolani-rat-man/">paio di anni fa</a>, quando uscì The Walking Rat; ma da allora molta acqua è passati sotto i ponti, compreso l&#8217;annuncio della fine della saga. Non ho potuto quindi fare a meno di sfruttare questa ghiotta occasione per scambiare due parole con Leo.</p>
<p><strong>Maurizio: Ciao Leo e bentornato su Nerdando.com<br />
Noi ci siamo sentiti un paio di anni fa, per The Walking Rat, quindi: che hai fatto in questi ultimi due anni?</strong><br />
<strong>Leo:</strong> Giusto un paio di cosette (ride) infatti sono messo peggio di due anni fa. Beh, c&#8217;è il finale di partita per cui super lavoro, numeri lunghissimi, per cui neanche il tempo di fare altre cosette con cui mi divertivo come le recensioni. Quindi le scrivo, le metto da parte, prima o poi le farò.</p>
<p><strong>Maurizio: Quindi finisce veramente? È tutto vero?</strong><br />
<strong>Leo:</strong> Grazie a Dio sì! Grazie a Dio è finita.</p>
<p><strong>Maurizio: Siamo entrambi padre: il figlio è cresciuto ed è giunto il momento di lasciarlo andare?</strong><br />
<strong>Leo:</strong> Tanto torna sempre a casa a mangiare!</p>
<p><strong>Maurizio: Non va mai via del tutto?</strong><br />
<strong>Leo:</strong> Esatto non va mai davvero e come padre devi sapere che non andrà mai via del tutto.</p>
<p><strong>Maurizio: Dopo vent&#8217;anni, qual è la saga, la mini trama, che ti ha entusiasmato più di tutte?</strong><br />
<strong>Leo:</strong> Ora finalmente posso dirlo: tutta quella di Rat-Man! Perché è un lavoro davvero mostruoso. Non credo che esista un altro italiano che abbia fatto una cosa così enorme, per vent&#8217;anni, e in cui alla fine tutto torna.</p>
<p><strong>Maurizio: Ti senti sulle spalle la responsabilità di aver dato il via ad un genere, ad un filone? Ci sono decine di persone che si sono avvicinate a questo mondo per merito (o colpa) tua.</strong><br />
<strong>Leo: </strong> No, no: ognuno è responsabile delle proprie azioni. Quelli sono fatti loro, io ho seguito la mia strada poi dopo se la seguono, pazienza!</p>
<p><strong>Maurizio: Peggio per loro insomma?</strong><br />
<strong>Leo: </strong> Peggio per loro, sì! No (ride), spero si trovino bene.</p>
<p><strong>Maurizio: Quindi, nel futuro cosa ti vedremo fare?</strong><br />
<strong>Leo: </strong> Nel futuro immediato c&#8217;è una cosa molto, molto interessante di cui non posso assolutamente parlare adesso! Lo saprete ad aprile ed è oltre ogni immaginazione per un fumettista!</p>
<p><strong>Maurizio: E quindi ci rivediamo ad aprile e ne parliamo?</strong><br />
<strong>Leo: </strong> Sì, ci vedremo ad aprile e secondo me se ne parlerà abbastanza&#8230; Sì, in realtà cambio sesso&#8230;</p>
<p><strong>Maurizio: Beh, non è male: è anche molto di moda.</strong><br />
<strong>Leo: </strong> Sì, fa molto fratelli Wachowski!</p>
<p><strong>Maurizio: Grazie mille, Leo.</strong><br />
<strong>Leo: </strong> Grazie a te.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: The Sparker (Volt &#8211; Che vita di Mecha)</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/06/due-chiacchiere-the-sparker-volt-vita-mecha/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2017 11:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoomics]]></category>
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		<category><![CDATA[The Sparker]]></category>
		<category><![CDATA[Volt - Che vita di Mecha]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="The Sparker" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Dopo aver letto e amato i primi due numeri della sua opera Volt &#8211; Che vita di Mecha, non ho potuto fare a meno che rapirlo durante il Cartoomics 2017 e chiedergli della genesi di questo fumetto edito da Saldapress. Ecco cosa mi ha raccontato The Sparker, al secolo Stefano Conte. Maurizio: Ciao Stefano, parlaci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/03/06/due-chiacchiere-the-sparker-volt-vita-mecha/">Due chiacchiere con: The Sparker (Volt &#8211; Che vita di Mecha)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="The Sparker" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13345" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1.jpg" alt="The Sparker" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Dopo aver letto e amato i primi due numeri della sua opera <a href="https://nerdando.com/2017/02/28/volt-che-vita-di-mecha-1-2-fumetteria-incubo/">Volt &#8211; Che vita di Mecha</a>, non ho potuto fare a meno che rapirlo durante il Cartoomics 2017 e chiedergli della genesi di questo fumetto edito da <strong>Saldapress</strong>. Ecco cosa mi ha raccontato <strong>The Sparker</strong>, al secolo Stefano Conte.</p>
<p><strong>Maurizio: Ciao Stefano, parlaci di Volt.</strong><br />
<strong>The Sparker:</strong> Allora, Volt parla di un robot che si trova a lavorare, suo malgrado, in una fumetteria.</p>
<p><strong>Maurizio: Che è il posto più brutto del mondo?</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> No, no (ride)! Però come tutti i lavori ha le sue particolarità. Nel caso di Volt, lui ha il sogno di diventare un fumettista quindi la sua direzione è un&#8217;altra. Poi si trova incastrato in questo mondo che non è proprio lo specchio del suo carattere: lui è introverso e invece si trova ad aver a che fare con gente di tutti i tipi. Questo poi è ripreso dalla mia situazione, che è abbastanza simile: a mia volta ho dovuto fare i conti con la stravaganza del mondo esterno. Quando mi son ritrovato certi soggetti così particolari, così stravaganti, ho dovuto assolutamente iniziare a fare delle strisce per mostrarle su Internet.</p>
<p><strong>Maurizio: Per raccontare che genere di persone popola questo mondo?</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> Esatto: dalle richieste più assurde, ai personaggi incontentabili e così via. Da queste strisce pubblicate su internet questi personaggi si sono poi evoluti fino a diventare storie vere e proprie.</p>
<p><strong>Maurizio: Non ti nascondo che la parte finale del volume è forse quella che più mi diverte. Al di là della storia, che è molto bella, i pezzi di vita vissuta sono eccezionali.</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> Quelli volevo metterli per creare la sensazione della giornata che Volt aveva, al di là degli episodi principali che formano il cardine della storia. Inoltre ci è venuto in mente di proporre agli altri negozianti di mandarci i loro aneddoti.</p>
<p><strong>Maurizio: State avendo un buon riscontro?</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> Sì, soprattutto ora che c&#8217;è l&#8217;entusiasmo dell&#8217;inizio. Speriamo diventi una cosa ancor più diffusa, per non aver sempre gli stessi nomi.</p>
<p><strong>Maurizio: Non sei il primo artista che mi dice quando sia traumatico uscire dallo studio e incontrare le persone per cui si disegna. Fa parte della vostra indole?</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> Io credo che il disegno sia, per le persone più introverse, una valvola di sfogo. Non è una regola per tutti, ma credo che tanti disegnatori possano aver in comune questa caratteristica.</p>
<p><strong>Maurizio: Volt ha una cadenza bimestrale. Quanto durerà? State pensando ad un ciclo?</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> Noi stiamo ragionando a stagioni con la prospettiva di andare avanti il più a lungo possibile. Poi dipenderà dall&#8217;accoglienza. Però c&#8217;è tanto da raccontare e ci sono tante idee, per cui speriamo di aver la possibilità di raccontarle.</p>
<p><strong>Maurizio: Tu sai che hai buttato dentro tante di quelle citazioni dalla cultura nerd da farci saltare sulla sedia ad ogni pagina?</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> (ride) Fondamentalmente quando disegno Volt cerco di divertirmi, per cui quando mi viene in mente qualcosa che c&#8217;entra col contesto cerco di metterla; purché non sia qualcosa che rende difficile comprendere la storia a chi quella citazione non la coglie. La sfida quindi è inserire citazioni che tutti possano apprezzare, dal lettore appassionato a quello occasionale.</p>
<p><strong>Maurizio: Chi è il tuo lettore tipo?</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> Io mi rivolgo prevalentemente ai ragazzi della mia età, che hanno subito le stesse mie influenze. Però ho visto che piace tanto anche alle ragazze e ai bambini, per cui è già un successo da quel lato: sono riuscito a toccare tanti target diversi.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13346" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_2.jpg" alt="The Sparker" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/the_sparker_2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Maurizio: Perché i Mach?</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> Mi sono sempre piaciuti i robot, sono cresciuto negli anni &#8217;80, ho vissuto quella generazione di <em>robottoni </em>che è arrivata nel nostro Paese e mi è rimasta nel cuore. Quando ho dovuto scegliere una rappresentazione del personaggio, quindi, ho optato per un robot, anche se è più stilizzato e più simpatico di quelli che combattevano coi mostri giganti.</p>
<p><strong>Maurizio: Perché si chiama Volt e perché tu ti chiami The Sparker?</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> Allora, The Sparker nasce come evoluzione di altri soprannomi che avevo da ragazzo, un adattamento post-adolescenziale. Volt invece l&#8217;ho associato a qualcosa che ricordasse la corrente elettrica, mi è piaciuto e l&#8217;ho scelto abbastanza d&#8217;istinto.</p>
<p><strong>Maurizio: Influenze, riferimenti? Chi è il tuo eroe? Pensi a qualcuno quando esprimi un&#8217;emozione?</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> Io cerco di immedesimarmi nei personaggi che hanno un riscontro reale, perché ispirati da persone che ho conosciuto. Come influenze di opere c&#8217;è sicuramente qualcosa di Rat-Man, di Disney, Dottor Slump e Arale. Tutte quelle cose che mi son piaciute da lettore e che poi son diventate qualcosa di personale.</p>
<p><strong>Maurizio: Oltre a Volt, sei anche su altri progetti o ti sta assorbendo al 100%?</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> No, mi sta assorbendo anche perché non ho smesso di fare il negoziante quindi il tempo che ho è limitato. Ai tempi, però, avevo creato anche altri personaggi e se Volt piace magari ci sarà la possibilità di approfondire altro. I progetti ci sono, vedremo.</p>
<p><strong>Maurizio: Grazie mille per il tuo tempo.</strong><br />
<strong>The Sparker: </strong> Grazie a te!</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Krillbite Studio (Among the sleep)</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/06/17/due-chiacchiere-con/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 11:55:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Krillbite Studio]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Dopo aver giocato (e apprezzato) la loro opera Among the sleep, non mi sono fatto sfuggire l&#8217;occasione di intervistare questo piccolo ma talentuoso Indie norvegese. Ecco cosa mi hanno risposto. Maurizio: Ciao a tutti e benvenuti su Nerdando.com. Innanzitutto, i miei complimenti per il vostro gioco: Among the Sleep è un ottimo lavoro. Krillbite: Grazie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/06/17/due-chiacchiere-con/">Due chiacchiere con: Krillbite Studio (Among the sleep)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh3.googleusercontent.com/-UqHP1hSaTWA/V2FDCzio_DI/AAAAAAAALQ0/4F3uWEC8kpoDcxXhCI4CfOhQeyzdeNe9ACL0B/w957-h435-no/krillbite.png" width="957" height="435" /><br />
Dopo aver giocato (e apprezzato) la loro opera <strong>Among the sleep</strong>, non mi sono fatto sfuggire l&#8217;occasione di intervistare questo piccolo ma talentuoso Indie norvegese. Ecco cosa mi hanno risposto.</p>
<p><strong>Maurizio: Ciao a tutti e benvenuti su Nerdando.com.</strong><br />
<strong>Innanzitutto, i miei complimenti per il vostro gioco: Among the Sleep è un ottimo lavoro.<br />
Krillbite: </strong>Grazie mille <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>M: Iniziamo parlando del gioco: ci mette nei panni di una bambina di due anni.</strong><br />
<strong>È un&#8217;idea davvero originale. Da dove arriva?<br />
K: </strong>L&#8217;idea in sé è piuttosto semplice! Il nostro game designer ha fatto un sogno in cui era inseguito da un mostro gigante giù da una rampa di scale e doveva nascondersi sotto le scale.</p>
<p><strong>M: Qual è stata la sfida più grande nel ricreare la visione di un bambino?</strong><br />
<strong>K:</strong> Hm. Non è stato così difficile in sé, ma è stata dura creare puzzle divertenti ma che non facessero mai sentire il bambino fuori posto. Ci siamo divertiti a giocare con le prospettive di tutte le cose che dovevano essere molto più grandi del nostro protagonista. La sfida maggiore forse è stata creare la bimba, e dare la sensazione di camminare come lei.</p>
<p><strong>M: Gente, il vostro gioco mi ha spaventato da morire! Il game designer ha avuto qualche trauma infantile?</strong><br />
<strong>K:</strong> Siamo a conoscenza di situazioni che sono reali per alcune persone, vogliamo affrontare argomenti di cui potrebbe essere difficile parlare, e farlo in modi nuovi che possono gettare una nuova luce su questo tema. Purtroppo sono in molti a conoscere persone che hanno avuto un&#8217;infanzia difficile. Abbiamo ricevuto molte lettere da persone che sono state in situazioni simili.</p>
<p><strong>M: Sono padre di due bambine e l&#8217;idea di immaginarle, da sole nel buio, alla ricerca di una mamma scomparsa, è totalmente terrorizzante. Qualcuno di voi ha bambini?</strong><br />
K<strong>:</strong> No, nessuno di noi ha figli :). Ci ricordiamo di quando eravamo bambini e di come TUTTO potesse essere spaventoso! Abbiamo parlato con alcuni psicologi infantili per avere un&#8217;idea di come i bimbi piccoli percepiscono le cose.</p>
<p><strong>M: Immagino che sia stata necessaria parecchia osservazione per ricreare così tanti particolari del punto di vista di un bimbo. Ho apprezzato, in modo particolare, l&#8217;alternanza tra gattonamento e camminata incerta, così come la necessità di aprire cassetti, spostare sedie ecc. per raggiungere i collezionabili o semplicemente per aprire porte.</strong><br />
<strong>K:</strong> Ehi, grazie! Abbiamo lavorato molto sul pensiero creativo ed è fantastico sentire che lo apprezzi! Volevamo che il giocatore si sentisse come se fosse un bimbo con tutti i suoi limiti.</p>
<p><strong>M: Ho giocato tutto e lasciatemi dire che il finale è semplicemente pazzesco! Ora, senza fare alcuno spoiler, cosa ci potete dire sulla fine della storia?</strong><br />
<strong>K:</strong> Abbiamo lasciato il finale aperto in modo che le persone potessero interpretare ciò che volevano per loro stesse. È molto interessante ricevere le impressioni dei giocatori. Volevamo essere anche abbastanza sorprendenti e inattesi.</p>
<p><strong>M: E ci siete riusciti! </strong><strong>Che mi dite dei disegni?</strong><br />
<strong>K:</strong> Sono stati fatti dalla nostra artista, che ha usato la mano sinistra (quella non dominante) per disegnare in modo più infantile! Haha!</p>
<p><strong>M: Prometto di non dirlo a nessuno. È tutto un sogno? (Personalmente lo spero, altrimenti la realtà sarebbe davvero crudele per questa povera bimba).</strong><br />
<strong>K:</strong> SPOILER. La bambina sta sperimentando la negazione e vede la mamma come un mostro quando beve, ma i mondi che attraversa sono fatti di incubi, terribili mondi di fantasia costruiti dalla bambina che è davvero molto spaventata dal mondo e lo vede come orribile.</p>
<p><strong>M: Ok, passiamo a parlare di Krillbite Studio.</strong><br />
<strong>In quanti hanno lavorato per creare Among the sleep?<br />
K: </strong>Siamo dieci persone, con qualche freelance.</p>
<p><strong>M: Da quanto lo studio ha iniziato i lavori? Com&#8217;è nata l&#8217;idea di creare un game studio?</strong><br />
<strong>K:</strong> Among the Sleep è nato come progetto scolastico al college, e abbiamo continuato a svilupparlo dopo la laurea. Abbiamo creato la società Krillbite Studio, e nel 2013 la campagna <em>kickstarter</em> per creare Among the Sleep ha avuto successo. Abbiamo rilasciato in questi giorni il gioco su PC, Xbox One e PS4. Vogliamo diventare uno studio di successo perché sviluppare giochi significa molto per noi. Vogliamo creare giochi che raccontino una storia e abbiano al loro interno significati profondi.</p>
<p><strong>M: È difficile essere una Indie nel panorama videoludico attuale?</strong><br />
K: Sì e no. In Norvegia siamo messi bene, abbiamo supporto governativo, ma abbiamo anche bisogno di far soldi e di far sì che i nostri giochi portino soldi. È sempre più difficile ottenere finanziamenti con il <em>crowdfunging</em>, e ci sono migliaia di giochi rilasciati ogni giorno. È difficile emergere e c&#8217;è così tanta gente che si limita a copiare i giochi degli altri. Devi lavorare davvero duro, tanto sullo sviluppo quando sul marketing, per emergere. E, sfortunatamente, spesso si ha bisogno anche di un po&#8217; di fortuna, che è qualcosa che non puoi crearti da solo.</p>
<p><strong>M: Raccontateci qualcosa sulla sfida nel portare un gioco da PC a Xbox One/PS4.</strong><br />
<strong>K:</strong> Abbiamo sviluppato il gioco completamente per PC, prima del porting, e questo fa sì che le versioni per console siano complicate da realizzare. Abbiamo completamente aggiornato il gioco ad una nuova versione del motore (Unity) e speso un sacco di tempo nel fixing e nell&#8217;ottimizzazione. Abbiamo imparato, per la prossima volta, che conviene sviluppare direttamente per ogni console!</p>
<p><strong>M: Quindi, cosa c&#8217;è nel futuro dello studio?</strong><br />
<strong>K:</strong> Stiamo lavorando ad un nuovo gioco chiamato <em><strong>Mosaic</strong></em>! Puoi verificare sul sito themosaicgame.com! È qualcosa di completamente diverso da Among the Sleep. Abbiamo appena rilasciato un teaser, e lavoreremo sul gioco ancora per un po&#8217;. Vogliamo rilasciare il nuovo titolo il prossimo anno! È un gioco sull&#8217;isolamento urbano, e sul far parte di un grande macchinario per cui non provi nulla, muovendoti meccanicamente ogni giorno della tua vita, senza farti domande su cosa stai facendo e dimenticandoti del fatto che dovresti essere felice. Ma ad un certo punto, qualcosa di strano accade al nostro protagonista e tutto cambia.</p>
<p><strong>M: Grazie mille per il vostro tempo!<br />
K: </strong>Grazie a voi per le domande <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Non è un gioco per vecchi #27 &#8211; Intervista a Davide Luzi (Retrogaming Town)</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/05/26/non-un-gioco-vecchi-27-intervista-davide-luzi-retrogaming-town/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2016 11:55:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Non è un gioco per vecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Luzi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Retrogaming]]></category>
		<category><![CDATA[Sala giochi]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con Davide Luzi, amministratore di Retrogaming Town, uno dei gruppi Facebook più attivi nel mondo del retrogaming. Luigi: Ciao Davide, benvenuto sulle nostre pagine: come te, anche noi siamo dei nostalgici ed amiamo questo fenomeno chiamato “Retrogaming”, ma vorrei partire dal principio. Chi è Davide? Davide: Ciao Luigi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/05/26/non-un-gioco-vecchi-27-intervista-davide-luzi-retrogaming-town/">Non è un gioco per vecchi #27 &#8211; Intervista a Davide Luzi (Retrogaming Town)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh5.googleusercontent.com/-7DetkqZz1J8/V0akY_nUeyI/AAAAAAAALGM/Vpi_LOBwVE8rnwWqunW1r4tmrQeNsk7XwCL0B/w531-h530-no/10300502_10204801123140151_4277546229181399698_n.jpg" width="531" height="530" /></p>
<p>Ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con Davide Luzi, amministratore di <strong><a href="https://www.facebook.com/groups/retrogamingtown/" target="_blank">Retrogaming Town</a></strong>, uno dei gruppi Facebook più attivi nel mondo del retrogaming.</p>
<p><strong>Luigi: Ciao Davide, benvenuto sulle nostre pagine: come te, anche noi siamo dei nostalgici ed amiamo questo fenomeno chiamato “Retrogaming”, ma vorrei partire dal principio. Chi è Davide?<br />
Davide: </strong>Ciao Luigi e ciao a tutta la compagnia di Nerdando.com. È un immenso piacere poter partecipare a “Non è un gioco per vecchi”, nome che ho trovato semplicemente geniale!!! In breve, Davide è un cuoco, principalmente, di 32 anni portati male che cerca di far convivere nel suo poco tempo libero tante passioni tra cui quella dei videogiochi, soprattutto quelli usciti prima dell’era a 128 bit!</p>
<p><strong>L: Quando hai iniziato a videogiocare?<br />
D:</strong> Allora, i miei primi ricordi sono legati a 2 cabinati in particolare che avevo nel bar sotto casa del piccolo paesino marchigiano (Ostra, provincia di Ancona) in cui sono cresciuto, ovvero <em><strong>Raiden</strong> </em>e <em><strong>Ghost’s and Goblin</strong></em>, ma tutto cambiò quando mio padre portò nella mia cameretta un Commodore 64 con datassette e una sacca piena di cassette dai nomi più disparati da <em><strong>Dig Dug</strong></em> a <em><strong>Tom e Jerry</strong></em>!!!</p>
<p><strong>L: Cos’è per te il retrogaming?<br />
D:</strong> Per me il retrogaming è un mix di nostalgia (in primis) e piacere/immediatezza di gioco che, ahimé, ho notato andare ad affievolirsi man mano che crescevo e cambiavano le ere videoludiche, una manciata di titoli e console/home computer a cui sono rimasto legato da e per sempre.</p>
<p><strong>L: Sei il gestore di uno dei gruppi Facebook più grandi d’Italia che tratta questo tema, <a href="https://www.facebook.com/groups/retrogamingtown">Retrogaming Town</a>: com’è confrontarsi giornalmente su questo argomento con altri appassionati?<br />
D:</strong> Accidenti&#8230; uno dei più grandi dici ? Non lo sapevo. Leggere quotidianamente decine e decine di post più disparati, avendo sempre qualcosa di nuovo da scoprire, qualcosa di nuovo da giocare, qualcosa di nuovo di cui parlare&#8230; semplicemente stimolante e gratificante all’ennesima potenza.</p>
<p><strong>L: Quanto ti mancano le sala giochi?<br />
D:</strong> &#8230;mmh&#8230; Sale giochi&#8230; Intendi quei posti pieni di luci e sgabelli, con Juke box sempre acceso, puzza di sigaretta stagnante, il solito cabinato di <em><strong>Mortal Kombat 2</strong></em> o <em><strong>NeoTurf Master</strong></em> con file chilometriche e quello dei <em><strong>G.I. Joe</strong></em> sempre libero, con biliardini e tavoli da biliardo, in cui ci si infilava quando si marinava la scuola o in cui hai fumato la prima sigaretta&#8230;? Terribilmente, mi mancano da morire&#8230;. Sigh&#8230; Sob&#8230;</p>
<p><strong>L: Qual è la migliore console mai creata?<br />
D:</strong> La miglior console mai creata? Se ne potrebbe parlare all’infinito senza raggiungere un comune accordo, ma sicuramente per me il <em><strong>Game Boy</strong></em> ha segnato una tappa fondamentale nell’evoluzione dei videogiochi.</p>
<p><strong>L: Preferisci la console da salotto o il cabinato?<br />
D:</strong> Al momento sono impossibilitato, ma a breve mi trasferisco e per quanto adori le console&#8230;. Il cabinato&#8230; È pur sempre un cabinato!!! Icona del videogioco!!</p>
<p><strong>L: Quale casa offre la migliore selezione di titoli? (Nintendo, Sega, Atari….)<br />
D:</strong> Non credo ce ne sia una in particolare, ognuna ha le sue esclusive e icone, non potrei mai sceglierne solamente una.</p>
<p><strong>L: Cosa manca ai titoli attuali per essere più godibili? Cosa spinge le persone verso il retrogaming?<br />
D:</strong> Credo sia una questione di gusti. Un gioco attuale non è mai completo al suo rilascio&#8230; Aggiornamenti, DLC, contenuti a pagamento e questa cosa non l’ho gradita, semplicemente. Se prendi ad esempio un <em><strong>Super Nintendo</strong></em> o un <em><strong>Pc Engine</strong></em> e ci infili dentro una cartuccia qualsiasi, compreso il tempo di attaccare il tutto e trovare il canale giusto sul tv, nel giro di 49 secondi stai gia giocando. Al momento il retrogaming è diventato un fenomeno di massa, con tutto ciò che ne comporta nel bene e nel male, ma appassionati e amanti ci sono sempre stati.</p>
<p><strong>L: Quali console vengono considerate da retrogaming?<br />
D:</strong> Anche qui c’è un po’ di soggettività nel definire cosa è o non è retrogaming&#8230; Alcuni non vanno oltre le console a 16 bit, ovvero prima dell’entrata in vigore del poligono e della tridimensionalità, altri ritengono che nel momento in cui una console non è più in produzione diventa automaticamente retrogaming&#8230; Io personalmente mi fermo alla<em><strong> sesta generazione</strong></em> di console per definizione, ma è più una convenzione nostalgica che altro! È tutto relativo !!!</p>
<p><strong>L: Cosa consigli alle persone che vogliono fare il loro ingresso nel retrogaming? Da dove possono iniziare?<br />
D:</strong> Consiglierei di iniziare dai propri ricordi, da quei titoli con cui abbiamo passato infinite nottate con gli amici o pomeriggi interi sul divano di casa col fratellino che tifava per te! E soprattutto, visto l’andazzo, direi di ponderare bene i propri acquisti e di informarsi da diverse fonti, dai forum ai gruppi di Facebook che sono a centinaia, vista l’alta concentrazione di speculazione che ha raggiunto il settore causa collezionismo e alta richiesta soprattutto di alcuni titoli e di iniziare con l’emulazione magari, grande risorsa infinita!!</p>
<p><strong>L: I tuoi tre titoli preferiti?<br />
D:</strong> Wow&#8230; Mai pensato a soli 3 titoli&#8230; Comunque su due piedi: <em><strong>Akumajou Dracula X: Chi no Rondo</strong></em>, <em><strong>Power Stone 2</strong></em> e <em><strong>Super Mario World</strong></em>&#8230; Ma potrei allungare la lista, difficile metterne solo 3.</p>
<p><strong>L: Cosa pensi dei giochi indie che ultimamente stanno spopolando e strizzano l’occhio graficamente (e non solo) al retrogaming?<br />
D:</strong> Non seguo molto la scena indie, ne ho provati alcuni ma troppi pochi per farsene un’idea&#8230; Già sono tanti i titoli che mi sono sfuggiti in passato e che devo recuperare tra quelli rilasciati ufficialmente quindi proprio non posso darti la mia opinione a riguardo!!</p>
<p><strong>L: Tv a tubo catodico o schermo piatto?<br />
D:</strong> <em><strong>CRT</strong> </em>sopra ogni cosa!!!</p>
<p><strong>L: Di recente il mercato del retrogaming ha visto un&#8217;impennata clamorosa, quali fattori hanno portato a questo boom?<br />
D: </strong>La facilità con cui si può comprare qualsiasi cosa, non solo videogiochi, seduti davanti al pc o in treno con uno smartphone ha fatto prolificare le piattaforme di vendita in maniera esponenziale, i social poi hanno fatto la loro parte, basti vedere quanti gruppi di mercatini esistono su Facebook, affiancati ai conosciutissimi <em><strong>Ebay</strong></em>, <em><strong>Amazon</strong> </em>o <em><strong>Yahoo Auction</strong></em>.</p>
<p><strong>L: Cosa ne pensi dell’impennata dei prezzi invece? Non trovi che ci sia troppa speculazione?<br />
D:</strong> Purtroppo è una conseguenza della tendenza. Personalmente ho desistito su molti titoli che avrei voluto prendere rifugiandomi nell’emulazione, ma spero che prima o poi il mercato si ristabilizzi&#8230; Chi ha iniziato per moda smetterà non appena passerà&#8230; O almeno lo spero!</p>
<p><strong>L: Quali sono le iniziative/fiere/mostre da non perdere per gli appassionati?<br />
D:</strong> Ci sono tantissimi eventi sparsi per l’Italia, anche piccoli&#8230; Purtroppo il mio lavoro mi impedisce di partecipare a quasi tutti e posso concedermi solo il <em><strong>Games Week</strong></em>, con un ampio stand dedicato al retrogaming gestita dai ragazzi di <a href="http://www.gamescollection.it"><em><strong>Gamescollection.it</strong></em></a> e, a volte, il <em><strong>Lucca Comics &amp; Games</strong></em>, ma che di retrogaming non ha poi chissà quanto se non i prezzi alle stelle dei soliti venditori impazziti.</p>
<p><strong>L: Alcune domande secche ma doverose: Mortal Kombat o Street Fighter? Mario o Sonic? Nintendo o Sega?<br />
D:<em> Street Fighter</em></strong>,<strong><em> </em></strong><em><strong>Mario</strong></em>, <em><strong>Sega</strong></em>.</p>
<p><strong>L: Ti ringrazio per la pazienza e ti saluto con la classica domanda: i tuoi progetti futuri?<br />
D:</strong> Di sicuro poter fare più video sul mio canale <a href="https://www.youtube.com/channel/UCcXXPR4bTrhv2SMAWyQEglQ">YouTube</a> per condividere il più possibile il meraviglioso mondo che stiamo pian piano esplorando nei suoi meandri più oscuri&#8230; E magari un raduno dedicato, per poter incontrare i tanti utenti che quotidianamente scrivono su <strong><em>Retrogaming Town</em></strong> ma che la distanza frena leggermente: avere discussioni stando a quattr’occhi, seduti davanti ad una bella birra fresca come se fossimo al bar sarebbe tutta un&#8217;altra cosa ma spero di riuscirci presto&#8230; E altre belle cose che se vorrete scoprire dovrete seguirci!!!</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/05/26/non-un-gioco-vecchi-27-intervista-davide-luzi-retrogaming-town/">Non è un gioco per vecchi #27 &#8211; Intervista a Davide Luzi (Retrogaming Town)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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