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	<title>Impressions Games - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Nebuchadnezzar &#8211; Corrieri espresso in Mesopotamia</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/03/18/nebuchadnezzar-corrieri-espresso-in-mesopotamia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 13:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Se giocavate al PC alla fine degli anni &#8217;90 dello scorso secolo, ricorderete di certo la serie di City-builder della Impressions, pubblicati dalla Sierra: vi semplifico la vita, sto parlando di Caesar, Pharaoh, Zeus ed Emperor. Si, quelli che permettevano di costruire favolose città dell&#8217;antichità, adorati da legioni di videogiocatori come il sottoscritto, che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2021/03/18/nebuchadnezzar-corrieri-espresso-in-mesopotamia/">Nebuchadnezzar &#8211; Corrieri espresso in Mesopotamia</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-40621 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/nebuchadnezzar-cover_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p>Se giocavate al PC alla fine degli anni &#8217;90 dello scorso secolo, ricorderete di certo la serie di <strong>City-builder della Impressions</strong>, pubblicati dalla Sierra: vi semplifico la vita, sto parlando di <a href="https://nerdando.com/2016/02/17/caesar-iii/">Caesar</a>, Pharaoh, Zeus ed Emperor.</p>
<p>Si, quelli che permettevano di costruire <strong>favolose città dell&#8217;antichità</strong>, adorati da legioni di videogiocatori come il sottoscritto, che ancora oggi di tanto in tanto li reinstalla e li rigioca. A testimonianza dell&#8217;amore di cui godessero quei titoli, non è sbagliato segnalare che proprio Pharaoh (pubblicato in italiano come Faraon) sarà oggetto di una edizione rimasterizzata nel corso di quest&#8217;anno.</p>
<p>Non essendosi mai sopito il mio amore per quel tipo di titoli, immaginate quanto io sia attratto e ben disposto verso qualsivoglia <strong>esponente del genere</strong> (o sedicente tale) che veda la luce al giorno d&#8217;oggi.</p>
<p>Perciò quando ho messo gli occhi su <strong>Nebuchadnezzar</strong>, frutto del lavoro della piccola casa indie <strong>Nepos Games</strong>, che prometteva proprio un gameplay nostalgico dei titoli della Impressions, calato per giunta nell&#8217;ambientazione dell&#8217;antica Mesopotamia &#8211; di cui lo scrivente è follemente innamorato &#8211; non potevo fare altro che buttarmici a pesce.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>A prima vista Nebuchadnezzar si presenta proprio come un nuovo titolo di Impressions con ambientazione inedita (il nome è la versione inglese di Nabucodonosor), ma nel corso della <strong>campagna</strong> scopriremo come, sebbene le basi siano di stessa derivazione, gli sviluppatori di Nepos Games abbiano optato per una riduzione di molti degli elementi caratteristici cui siamo abituati in questo tipo di giochi, innestando però alcune idee molto valide che vanno a rappresentare il fulcro del gioco.</p>
<p>Ho parlato di campagna perché al momento in cui scrivo rappresenta<strong> l&#8217;unica modalità di gioco presente</strong>, sebbene pochi giorni fa gli sviluppatori abbiano annunciato un prossimo aggiornamento in cui introdurranno alcune caratteristiche richieste dalla comunità, tra le quali l&#8217;immancabile modalità sandbox, a mio avviso fondamentale in un&#8217;esperienza simile.</p>
<p>La campagna di Nebuchadnezzar è costituita da una serie di scenari da affrontare in successione (dodici, per la precisione), dei quali i primi cinque rappresentano un grosso tutorial in cui <strong>Gilgamesh</strong>, il mitico eroe sumero, ci guiderà nella comprensione delle meccaniche di gioco.</p>
<p>Se i primi scenari sono, appunto, <strong>un antipastino leggero</strong> che si risolve in tempi abbastanza contenuti, dal quinto in poi tutto si complica, ed emergono tutte le luci, ma anche le ombre del gioco.</p>
<p>Di base, in ogni scenario, ciò che dovremo fare è <strong>creare una città dell&#8217;epoca antichissima</strong>, cercando di soddisfare determinati obiettivi, solitamente riguardanti la quantità di abitanti, la costruzione di un particolare monumento o il raggiungimento di una particolare qualità degli edifici.</p>
<div id="attachment_40623" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210224184552_1_1000x563.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-40623" class="size-full wp-image-40623" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210224184552_1_1000x563.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210224184552_1_1000x563.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210224184552_1_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210224184552_1_1000x563-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><p id="caption-attachment-40623" class="wp-caption-text">Che emozione, si comincia!</p></div>
<p>Per fare ciò dovremo essere in grado di creare una rete di produzione e trasformazione risorse per soddisfare i nostri abitanti, costruire monumenti, commerciare e tutto ciò che serve per far funzionare una città. Fin qui, tutto piuttosto classico, direte voi, e io non posso che concordare.</p>
<p>Qui entra in campo, però, una delle idee nuove di cui vi parlavo prima e che, sostanzialmente, mi ha ispirato il titolo dell&#8217;articolo: mentre nei classici titoli gestionali cittadini il funzionamento dei trasporti delle risorse tra mercati, magazzini e case avveniva in automatico, in Nebuchadnezzar <strong>organizzare questi trasporti è forse il focus principale</strong> dell&#8217;esperienza di gioco.</p>
<div id="attachment_40622" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210317183446_1_1000x563.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-40622" class="wp-image-40622 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210317183446_1_1000x563.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210317183446_1_1000x563.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210317183446_1_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210317183446_1_1000x563-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><p id="caption-attachment-40622" class="wp-caption-text">La rete dei trasporti deve essere gestita in modo maniacale.</p></div>
<p>Faccio un esempio: costruiamo la fattoria di grano; ci saranno dei lavoratori che trasporteranno il grano appena mietuto solo nei magazzini nel range della fattoria; tale magazzino dovrà essere a sua volta nel range dei fornai. Una volta che il pane sarà prodotto, va venduto in un mercato, che dovrà reperire il pane nei magazzini e poi venderlo tramite mercanti specializzati in un singolo bene alla volta, il cui percorso va deciso proprio dal giocatore! E, se non bastasse, abbiamo la possibilità di <strong>gestire carovane</strong>, che saranno in grado di trasportare merci al di fuori del range degli edifici, pena l&#8217;aumento della complessità di gestione.</p>
<p>Capite bene che il gioco diventa praticamente un <strong>puzzle game</strong> in cui <strong>organizzare meticolosamente la logistica</strong>, pena inefficienza mostruosa e magazzini che sfuggono al controllo, diventando pieni, mentre i cittadini, scontenti, fuggono via.</p>
<p>Se pensate che ciò possa essere un fastidio, pensate al fatto che Nebuchadnezzar rappresenta le prime città, e tutto andava inventato: il fatto di <strong>impostare manualmente</strong> tutto mi ha fatto pensare a come dovesse essere difficoltoso, all&#8217;alba dei tempi, fare cose che noi diamo per scontate.</p>
<p>Astenersi non amanti della <strong>microgestione</strong>, e mi sembra chiaro: se nelle città dei primi scenari avremo poche case e la logistica sarà tutto sommato semplicemente gestibile, negli scenari più avanzati l&#8217;organizzazione del posizionamento degli edifici vi darà non pochi grattacapi e vi costringerà a ridisegnare non poche volte i vostri quartieri. Già, perché le mappe non sono ampie ed ariose, ma piccole e ricche di asperità e modi per darvi fastidio.</p>
<p>Ma quando tutto funziona, <strong>la soddisfazione è immensa</strong>, diciamolo.</p>
<p>Se credete che le idee nuove finiscano qui, vi smentisco subito.</p>
<p>Innanzitutto vi ho parlato della necessità di <strong>gestire i trasporti</strong>, ma non della possibilità di personalizzare ciascun edificio produttivo aggiungendovi o togliendovi lavoratori e gestendone la mansione, tra operai e trasportatori. Questo ci permette di adattare tutti gli edifici alle nostre esigenze del momento, aggiungendo un ulteriore piano strategico al gioco.</p>
<p>Altra super-idea è quella della <strong>costruzione personalizzabile dei monumenti</strong>: mentre in giochi come Pharaoh la costruzione di meraviglie come le Piramidi o la Sfinge potevamo solo aspettare che fossero costruite, qui volendo possiamo scegliere ogni pezzo del monumento come più ci piacerà: in pratica, un gioco nel gioco, che riempie una fase potenzialmente noiosa di attesa nel late game.</p>
<div id="attachment_40624" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210317182723_1_1000x563.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-40624" class="size-full wp-image-40624" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210317182723_1_1000x563.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210317182723_1_1000x563.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210317182723_1_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/03/20210317182723_1_1000x563-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><p id="caption-attachment-40624" class="wp-caption-text">Siamo pronti per costruire il nostro primo tempio!</p></div>
<p>Ma le<strong> ombre</strong> di cui parlavamo? Beh, abbiamo detto che Nebuchadnezzar si rifà ai vecchi titoli city building, <strong>ma manca, per ora, di contenuti</strong> che forse si davano per scontati: non c&#8217;è la religione, pur costruendo templi, mancano crimine, fuoco, guerra, il commercio è ridotto all&#8217;osso, mancano le tasse (ma quelle saranno introdotte nel prossimo update).</p>
<p>Probabilmente alcuni di questi aspetti saranno introdotti col tempo, dato che gli <strong>sviluppatori sono davvero molto attenti al feedback</strong> dei giocatori, e questo prossimo update ne è la riprova (c&#8217;è anche un <strong>canale Discord</strong>, dove si può fornire direttamente un feedback).</p>
<p>Magari Nebuchadnezzar <strong>potrebbe risultare freddo per alcuni</strong>, date queste mancanze, ma non per questo non è un gioco interessante, dato che il meccanismo principale che c&#8217;è dietro funziona alla grande ed è decisamente sfidante.</p>
<p>Consideriamo sempre che si tratta di un <strong>indie a prezzo budget</strong>, che ha cominciato la sua vita giusto adesso, e siamo tutti coscienti di cosa significhi essere un gioco appena uscito, di questi tempi.</p>
<h2>Grafica e sonoro</h2>
<p>Sotto l&#8217;<strong>aspetto audiovisivo</strong>, per me ci sono <strong>solo pregi</strong>.</p>
<p>La grafica, con <strong>visuale isometrica e molto dettagliata</strong>, si rifà in pieno ai mitici titoli Impressions; se vogliamo trovargli un difetto, io avrei gradito più animazioni, sia come cittadini che gironzolano per le strade (introdotti nel prossimo update), sia ad esempio nella costruzione dei monumenti.</p>
<p>Lato audio promosso a pieni voti: <strong>la colonna sonora è super</strong>, e la sto riascoltando proprio mentre scrivo questo pezzo. Diciamo che è la componente che maggiormente riesce ad immergerci in una atmosfera da Antica Mesopotamia.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Nebuchadnezzar parla a tutti gli <strong>amanti dei gestionali cittadini</strong> con un lato masochistico di piacere estremo nella microgestione. Senza dubbio, se non rientrate in questa categoria, uscirete pazzi senza ricavarne troppa soddisfazione.</p>
<p>Se, al contrario, vi sentite orfani di Caesar III, probabilmente troverete in Nebuchadnezzar non il gioco della vita, ma un <strong>degno e cervellotico passatempo</strong>, che sceglie di avere dalla sua anche una importante componente da puzzle game.</p>
<p>D&#8217;altra parte, <strong>costa poco</strong>, gli sviluppatori continuano a lavorare alacremente per ascoltare il feedback degli utenti e introdurre nuova ciccia al gioco: se siete come me feticisti dei gestionali, dategli decisamente una chance!</p>
<p>Ah, quasi dimenticavo: è stato tradotto da volontari in molte lingue, tra le quali l&#8217;<strong>italiano</strong>. Qualche scivolone c&#8217;è, ma apprezziamo molto l&#8217;impegno!</p>
<p>Nebuchadnezzar è disponibile <strong>esclusivamente per PC</strong> al prezzo consigliato di € 19,99.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Nebuchadnezzar</strong> vi farà diventare i Jeff Bezos dell&#8217;Antica Mesopotamia: un gioco non per tutti, ma per nostalgici ed amanti della microgestione.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.7]</h2>
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		<title>Non è un gioco per vecchi #25 &#8211; Caesar III</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/02/17/caesar-iii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 13:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non è un gioco per vecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Caesar III]]></category>
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<p>Inutile negarlo, i giochi di strategia non piacciono a tutti. A parte rari casi come Age of Empires, non si può certo affermare che negli anni siano stati loro i campioni di vendita assoluti. Però è anche vero che, tra tutti gli strategici, i giochi gestionali/manageriali sono quelli che solitamente sono apprezzati anche da chi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh5.googleusercontent.com/-ok17Rn87hUs/VsQ9DQ5db1I/AAAAAAAAKFU/icnpfvpS2vc/w943-h698-no/813638-caesar_3.jpg" alt="" width="943" height="698" /><br />
Inutile negarlo, i giochi di strategia non piacciono a tutti. A parte rari casi come Age of Empires, non si può certo affermare che negli anni siano stati loro i campioni di vendita assoluti. Però è anche vero che, tra tutti gli strategici, i giochi gestionali/manageriali sono quelli che solitamente sono apprezzati anche da chi è più avvezzo all’azione pura. Gestire una città o una squadra di calcio è un concetto che è molto più vicino al quotidiano rispetto al fare la guerra con variegate armate di 1000 anni fa.</p>
<p>Oggi torno indietro al 1998, e vi parlo di quel gioco che mi rapì e mi fece innamorare di un intero genere, una scintilla che attendeva sopita nella cenere fino al divampare di una passione che tuttora mi accompagna. A 13 anni, nello scorso secolo, dovevo scegliere per bene quali giochi comprare, soprattutto perché rappresentavano un investimento abbastanza importante per i nulli introiti dell’epoca. C’era però questo titolo che, non appena lo vidi tra le pagine di una rivista mi intrigò immediatamente, a partire dalla premessa: costruire, amministrare e far prosperare una città dell’Antica Roma. BAM.</p>
<p>Il titolo in questione è ovviamente Caesar III, ormai un classico tra i gestionali e capolavoro assoluto della Impressions Games, casa software specializzata in gestionali cittadini ambientati in epoche storiche disparate, tra i quali si contano titoli illustri come Pharaoh, Zeus ed Emperor.</p>
<p>La recensione era entusiastica e gli screenshot sulla rivista mostravano tanti edifici diversi, con una visuale in isometrica dettagliatissima (come era d’uso allora) e nugoli di abitanti che vivevano le loro vite lungo le strade delle cittadine virtuali. Io non ci posso far nulla, una delle mie manie negli strategici e nei gestionali è avere tantissimi edifici diversi da costruire. Anche quelli stupidi, mi piace guardarli tutti. Più ne sono, e meglio è. Non guardatemi storto, non sono un maniaco! Credo…</p>
<p>Mi ricordo persino che il gioco costava meno del solito, 75000 lire, un acquisto praticamente obbligato.</p>
<p>Aperta la scatola e rimasto affascinato dal bel manualone corposo che spiegava per filo e per segno tutto ciò che un antico sindaco dovesse sapere, compreso l’elenco di tutti i miei adorati edifici, mi tuffai nell’Antica Roma e addio.</p>
<p>In Caesar III bisogna, come in ogni buon gestionale che si rispetti, riuscire a calibrare per bene tantissimi aspetti diversi perché la nostra città funzioni come si deve. In primis ci sono il cibo e l’acqua; a seguire i servizi, come il barbiere, le terme, i questori che si occupano degli incendi e della criminalità, poi la religione con i templi, e così via. Man mano che i quartieri riceveranno servizi, le case saliranno di livello e di bellezza, i cittadini saranno più soddisfatti e al contempo più esigenti. Potremo poi costruire edifici per l’intrattenimento, partendo dai palchi per gli artisti di strada e arrivando agli anfiteatri e al Circo Massimo.</p>
<p>Il crescere della città sarà lento ma inesorabile e vedere un umile villaggio di fango risplendere del bianco dei marmi, risuonare dell’acqua che sgorga dalle fontane ed essere allietato da lussureggianti giardini è una soddisfazione che chiunque abbia amato i city builder conosce bene. Noi sindaci siamo vanagloriosi: ma quanto ci piace ammirare e rimirare le nostre creazioni? Quanto è bello, ad esempio, osservare il grano che cresce nei campi, o gli alberi di limone mettere i frutti? O ancora, spiare i nostri cittadini intenti nelle loro attività quotidiane, potendogli anche chiedere personalmente un parere sulla nostra gestione? Piccola chicca: i nomi dei cittadini sono le latinizzazioni di personaggi famosi, e sono divertentissimi. Un gioco nel gioco trovarli tutti!</p>
<p>Ciò che rende Caesar III un capolavoro è che tutti questi aspetti del gioco sono bilanciati in modo pressoché perfetto, rendendo la gestione della città difficile, ma anche divertente e mai frustrante.</p>
<p>Ad aumentare ancor di più le nostre mansioni si aggiungono le rotte commerciali con le altre città dell’Impero e addirittura le invasioni barbariche o di popolazioni ostili, che potremo contrastare piazzando delle caserme nella nostra città mantenendo contingenti di uomini, da controllare in tempo reale per far pentire gli invasori di aver messo gli occhi sulle nostre ricchezze. I commerci si basano sul vendere o scambiare i prodotti e i materiali da noi realizzati con quelli che i nostri territori non producono: per esempio, costruendo in Anglia, dovremo importare il vino dalle città sul Mediterraneo, e così via.</p>
<p>Il gioco contiene un’enciclopedia ricca di nozioni sulla città romana, e pur essendo un aspetto di solito molto secondario, non nego di averlo apprezzato al tempo. Tutti i menù e le schermate sono deliziosamente a tema romano e l’interfaccia è sinceramente perfetta. Si vede che mi piace tanto questo gioco, se parlo persino dei menù?</p>
<p>All’epoca mi ci infognai in modo pesantissimo, terminando la campagna principale e costruendo chissà quante città nella modalità libera: riempire tutta la mappa con una città che funziona come un orologio svizzero da una gran soddisfazione, non c’è che dire. E da lì, da quel Caesar III che mi resi conto di come i gestionali cittadini sanno essere un genere al contempo rilassante ma pregno di soddisfazioni, e passai a Simcity 3000, fino a giungere ai giorni nostri al fantastico Cities: Skylines. Ma di quest’ultimo ve ne parlerò in un prossimo articolo, spero.</p>
<p>L’anno dopo Caesar III, Impressions sfornò un altro capolavoro, Pharaoh (Faraon nella versione italiana) che come avrete potuto brillantemente intuire dal titolo, ci permetteva di costruire città nell’Antico Egitto, introducendo l’importanza delle piene del Nilo per la fertilità dei campi, e dei monumenti da costruire col sudore della fronte (degli schiavi) come le Piramidi e la Sfinge. Anche questo titolo fu splendido e acclamato giustamente come capolavoro, ma ci giocai solo anni più tardi; per me Caesar III rimarrà il primo e l’insostituibile. Il seguito, uscito nel 2003 ad opera di un’altra casa di sviluppo, era in 3D ma risultò, a mio avviso, incomparabile con il suo augusto predecessore, e piuttosto modesto in generale.</p>
<p>Pur avendo ormai 18 anni, penso che Caesar III sia invecchiato abbastanza bene, come anche tutti gli altri titoli city-building della Impressions, grazie alla loro bella grafica in isometrica, leggera e dettagliatissima. Se avete voglia anche voi di costruire un’immortale città romana, Caesar III lo trovate su GOG.com insieme a tutti i suoi fratelli arricchiti dalle relative espansioni. Il prezzo base è di 5 euro, si può comprare tutto il pacco risparmiando qualcosina, ma è durante le promozioni e i saldi che dovreste approfittarne: per poco più di un euro a titolo, vi portate a casa dei pezzi di storia e dei titoli divertenti all’infinito e, sono sicuro, per molti altri anni ancora.</p>
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