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	<title>Il silenzio degli innocenti - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Un Chien Andalou &#8211; Il grande cinema surrealista si fa fumetto</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/08/19/un-chien-andalou-il-grande-cinema-surrealista-si-fa-fumetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2021 12:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/08/Un-Chien-Andalou.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/08/Un-Chien-Andalou-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Un Chien Andalou" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/08/Un-Chien-Andalou-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/08/Un-Chien-Andalou-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/08/Un-Chien-Andalou.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/08/Un-Chien-Andalou-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Un&#8217;immagine, una suggestione, uno shock visivo. Abbiamo visto qualcosa di straniante, che fatichiamo a interpretare e che allo stesso tempo ci ha colpiti profondamente: ecco a voi il surrealismo. Il cinema surrealista è uno dei cardini della Storia del cinema: l&#8217;avanguardia francese degli anni Venti del Novecento puntava ad una cinematografia in un certo [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Un&#8217;immagine, una suggestione, uno shock visivo. Abbiamo visto qualcosa di straniante, che fatichiamo a interpretare e che allo stesso tempo ci ha colpiti profondamente: <strong>ecco a voi il surrealismo</strong>.<br />
Il cinema surrealista è uno dei cardini della Storia del cinema: l&#8217;avanguardia francese degli anni Venti del Novecento puntava ad una cinematografia in un certo senso primitiva, basata sull&#8217;immagine cristallizzata al di là di un processo logico e consequenziale tipico del cinema attuale.</p>
<p>Si tratta di un movimento cinematografico francese, eppure i suoi due indiscussi protagonisti sono spagnoli: <strong>Salvador Dalì</strong> e <strong>Luis Buñuel</strong>, proprio coloro che hanno dato vita al più potente capolavoro surrealista, il criptico e visionario <strong><em>Un Chien Andalou</em></strong>.<br />
<em>Un Chien Andalou</em> è un <em>must</em> in tutte le scuole di cinema e, da oggi, è possibile gustarselo anche sotto forma di graphic novel grazie ad <strong>Andrea Cavaletto</strong>, che ne ha realizzato l&#8217;adattamento a fumetti per <strong>NPE</strong>.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>In appena 21 minuti assistiamo ad una serie di immagini apparentemente senza connessione logica ma che, a ben guardare, ci raccontano <strong>una storia metacinematografica e ricca di spunti psicanalitici</strong>.<br />
<em>Un Chien Andalou</em> si apre con quella che è diventata una delle sequenze più famose della Storia del cinema: un uomo, interpretato dal regista Luis Buñuel, sta affilando un rasoio mentre guarda la luna. Subito dopo rientra nella stanza, dove una donna lo attende seduta su una sedia. L&#8217;uomo le si fa dietro e le squarcia l&#8217;occhio con il rasoio.</p>
<p>A partire da questa <strong>dichiarazione d&#8217;intenti</strong>, con il regista colto nell&#8217;atto di aprire letteralmente l&#8217;occhio dello spettatore, assistiamo a una storia ricca di suggestioni visive potenti e che coinvolge un uomo e una donna tra passato, presente e futuro.</p>
<h2>Stile</h2>
<p>Diciamolo subito: <strong>il lavoro fatto da Andrea Cavaletto con il suo <em>Un Chien Andalou</em> è fenomenale</strong>! La sfida non era certo facile perché rendere su tavola le sfaccettature di un film del genere, mantenendone allo stesso tempo intatta la forza evocativa era quanto di più complesso. L&#8217;autore sceglie quindi la via della fedeltà: lo studio dei fotogrammi dietro la trasposizione a fumetti è più che evidente e la rende un lavoro di pregio.</p>
<p>Lo <strong>stile grafico</strong> scelto da Andrea Cavaletto, inoltre, si presta alla perfezione a rendere le atmosfere che la visione di <em>Un Chien Andalou</em> sa evocare: immagini vibranti e visionarie, in un bianco e nero a suo modo colorato, ricco di sfumature antiche ed emozionali. <em>Un Chien Andalou</em>, quello a fumetti, è una gioia per gli occhi e farà felici gli appassionati di cinema: non capita tutti i giorni di avere un film da sfogliare a disposizione, in tutto e per tutto uguale all&#8217;originale e in grado di evocare le stesse indelebili sensazioni.</p>
<h2>Perché trasporre Un Chien Andalou</h2>
<p><strong>L&#8217;operazione</strong> di Andrea Cavaletto <strong>è senza dubbio coraggiosa</strong>: trasporre un film muto, datato 1929, decisamente di nicchia in un fumetto? Molti l&#8217;avrebbero definita follia.<br />
Eppure si tratta di un progetto necessario perché permette di infondere nuova vita ad un pezzo fondamentale della Storia del cinema, uno di quelli che hanno contribuito a portarci dove siamo ora, e di presentarlo ad un pubblico più vasto, che magari altrimenti non sarebbe mai stato incuriosito a scoprirlo e approfondirlo.</p>
<p>È lo stesso autore, nella prefazione all&#8217;albo, a raccontarci del suo primo incontro con <em>Un Chien Andalou</em> e di come ne rimase così profondamente colpito e catturato. E d&#8217;altra parte era proprio questo l&#8217;obiettivo di Buñuel e Dalì, che <strong>volevano provocare</strong>, colpire con un forte impatto morale, trasporre su pellicola l&#8217;inafferrabilità dell&#8217;esistenza.</p>
<p>Non solo ci sono riusciti, ma <strong>hanno anche tracciato un solco nell&#8217;arte di narrare per immagini</strong>: se sfoglierete lo stupendo albo di Andre Cavaletto o guarderete <em>Un Chien Andalou</em>, vi accorgerete che c&#8217;è tanto della poetica buñuelliana nel cinema successivo. Già a partire da quella iconica sequenza d&#8217;apertura, rievocata in tutto il cinema di <a href="https://nerdando.com/2017/06/17/lucio-fulci-90-anni-del-maestro-dello-splatter-allitaliana/"><strong>Lucio Fulci</strong></a>. Nella falena testa di morto, resa celebre decenni dopo da <a href="https://nerdando.com/2021/02/22/30-de-il-silenzio-degli-innocenti-qualche-curiosita-sul-film/"><strong><em>Il silenzio degli innocenti.</em></strong></a> Ma c&#8217;è tanto di <em>Un Chien Andalou</em> anche nelle suggestioni di <strong>Cronenberg</strong> e in tutto il cinema di <strong>David Lynch</strong>.</p>
<p>A proposito, vi sarete senza dubbio chiesti il significato del titolo, che vi avrà fatto pensare a rimandi onirici insiti nella pellicola. Ebbene no, questo aspetto è saldamente legato alla realtà: il cane andaluso altri non sarebbe che il poeta <strong>Federico Garcia Lorca</strong>, ex amico del duo Buñuel-Dalì con il quale ormai si erano guastati i rapporti.</p>
<p>Insomma, da appassionata di cinema, <strong>non posso che urlare un grazie di cuore ad Andrea Cavaletto e a Edizioni NPE</strong> per aver trasposto su carta <em>Un Chien Andalou</em> e per averlo fatto con così tanta dedizione e così tanto amore. Un pezzo da collezione del cinema che diventa un pezzo da collezione in libreria: che altro chiedere?</p>
<h2>Edizione</h2>
<p><em>Un Chien Andalou</em> va ad arricchire la collana horror di NPE, che arriva così a constare di 13 pubblicazioni. Come sempre, <strong>l&#8217;edizione è curata ed elegante</strong> e quello che ci troviamo tra le mani è un volume cartonato a colori di 64 pagine e di ottima fattura.<br />
Il libro &#8211; ringraziamo NPE per avercelo fornito in anteprima &#8211; è disponibile a partire dal 19 agosto 2021 al prezzo di copertina 16,90€ (ma sul sito di NPE trovate già interessanti promozioni che includono la possibilità di avere anche sketch di Andrea Cavaletto).</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong><em>Un Chien Andalou</em></strong> è la devota trasposizione a fumetti dell&#8217;omonimo capolavoro surrealista di Buñuel e Dalì: un lavoro fantastico di Andrea Cavaletto, decisamente da non perdere.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_oro.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41514" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_oro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
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		<title>Ed Gein &#8211; La madre di tutti i serial killer: la genesi dell&#8217;orrore</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/03/19/ed-gein-la-madre-di-tutti-i-serial-killer-la-genesi-dellorrore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 13:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ed Gein - La madre di tutti i serial killer]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Inkiostro]]></category>
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		<category><![CDATA[serial killer]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Ed Gein" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Come molti di voi sapranno, sono tornato alla mia vecchia passione: l&#8217;horror; dopo aver recuperato un po&#8217; di film, ho cominciato a leggere anche fumetti a tema ed eccomi qui a scrivere di Ed Gein &#8211; La madre di tutti i serial killer, edito da Edizioni Inkiostro. Recensione Edward Theodore Gein, per tutti Ed, sconvolse [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/03/19/ed-gein-la-madre-di-tutti-i-serial-killer-la-genesi-dellorrore/">Ed Gein &#8211; La madre di tutti i serial killer: la genesi dell&#8217;orrore</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p>Come molti di voi sapranno, sono tornato alla mia vecchia passione: l&#8217;<strong>horror</strong>; dopo aver recuperato un po&#8217; di film, ho cominciato a leggere anche fumetti a tema ed eccomi qui a scrivere di <strong>Ed Gein &#8211; La madre di tutti i serial killer</strong>, edito da<strong> Edizioni Inkiostro.</strong></p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Edward Theodore Gein</strong>, per tutti <strong>Ed</strong>, sconvolse gli Stati Uniti tra il 1947 e il 1957, ispirando &#8211; fra l&#8217;altro &#8211; titoli come <strong>Il Silenzio degli Innocenti</strong>, <strong>Psycho</strong> e <strong>Non Aprite quella Porta</strong>.</p>
<p>Nella ridente cittadina di <strong>Plainfield</strong>, nel Wisconsin, tutti conoscevano Ed e la sua famiglia composta dal padre <strong>George</strong>, un capofamiglia brutale e alcolizzato, dalla cattolicissima madre <strong>Augusta</strong> e dal fratello maggiore <strong>Henry</strong>.</p>
<p>Anche se, essendo eventi di più di settanta anni fa, non si potrebbero definire spoiler, non vi accennerò più nulla sulla vita del protagonista di questa <strong>biografia a fumetti</strong>: sappiate solo che un particolare evento distruggerà le sicurezze di Ed e lui, da quel momento, non tornerà più indietro, entrando in un vortice di <strong>violenza, perversione e morte</strong>.</p>
<h2>Testi e disegni</h2>
<p>Le prime tavole, in cui i padroni di casa della serie <strong>The Cannibal Family</strong> &#8211; disegnati da <strong>Rossano Piccioni</strong> &#8211; ci introducono la storia di Ed Gain, ci fanno scoprire alcuni dettagli interessanti; una volta girata la pagina, lo stile del volume cambia e il tratto di <strong>Francesco Paciaroni</strong> ci traghetta dall&#8217;orrore immaginario, che è imprigionato fortunatamente solo negli albi a fumetti, nel terrore vero, puro e terso che ha colpito realmente Plainfield nello scorso secolo.</p>
<p>Il tratto di Paciaroni non lascia spazio all&#8217;immaginazione, <strong>mostrando in maniera diretta</strong> i disturbi di Edward Theodore Gein e, soprattutto, la scia di sangue che ha colpito con una forza devastante il piccolo paese statunitense.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-22806" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-2.jpg" alt="Ed Gein" width="847" height="437" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-2.jpg 847w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-2-300x155.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-2-768x396.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 847px) 100vw, 847px" /></p>
<p>I testi di <strong>Jacopo Masini</strong> sono ispirati &#8211; ho visto documentari e letto parecchi testi inerenti questo serial killer &#8211; e ripercorrono con precisione l&#8217;intera esistenza del mostro (non mi vengono in mente altre parole per descriverlo), partendo dall&#8217;adolescenza fino ad arrivare alla sua morte; mi ha inquietato e turbato: Ed Gain veniva visto da tutti come una persona normale ma, senza che nessuno sospettasse alcunché, commetteva atroci crimini in totale tranquillità, come se fossero atti naturali. Brividi, brividi veri.</p>
<p>Ho letteralmente letto tutto d&#8217;un fiato le 48 pagine del volume che <strong>vi consiglio fermamente</strong>, soprattutto se vi intrigano le personalità disturbate.</p>
<p>Un ultimo plauso <strong>al titolo, davvero geniale</strong>. No, non è un refuso.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Se i serial killer vi affascinano, non lasciatevi sfuggire l&#8217;ultimo lavoro di Masini e Paciaroni: Ed Gein &#8211; La madre di tutti i serial killer <strong>saprà stupirvi piacevolmente.</strong></p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.8]</h2>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/03/19/ed-gein-la-madre-di-tutti-i-serial-killer-la-genesi-dellorrore/">Ed Gein &#8211; La madre di tutti i serial killer: la genesi dell&#8217;orrore</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Horror da Oscar: i film di genere che hanno conquistato l&#8217;Academy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 11:00:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/scappa-get-out.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/scappa-get-out-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Get Out" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/scappa-get-out-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/scappa-get-out-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/scappa-get-out-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/scappa-get-out.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Horror da Oscar È tempo di Oscar e l&#8217;inclusione di Scappa &#8211; Get Out tra le candidature a miglior film ha stupito molti: un horror in lizza sorprende, soprattutto tra le migliori pellicole dell&#8217;anno. Il film di Jordan Peele ha il pregio di avvincere e disorientare lo spettatore: questo aspetto non deve essere passato inosservato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/02/11/horror-oscar-film-genere-conquistato-lacademy/">Horror da Oscar: i film di genere che hanno conquistato l&#8217;Academy</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<h2>Horror da Oscar</h2>
<p>È tempo di <strong>Oscar</strong> e l&#8217;inclusione di <a href="https://nerdando.com/2018/02/04/scappa-get-out-non-solito-horror/"><strong>Scappa &#8211; Get Out</strong></a> tra le candidature a <strong>miglior film</strong> ha stupito molti: un horror in lizza sorprende, soprattutto tra le migliori pellicole dell&#8217;anno.</p>
<p>Il film di <strong>Jordan Peele</strong> ha il pregio di avvincere e disorientare lo spettatore: questo aspetto non deve essere passato inosservato ai membri dell&#8217;Academy, che hanno inserito la pellicola anche tra i candidati per <strong>miglior attore protagonista, miglior regia e miglior sceneggiatura originale</strong>.</p>
<p>Tuttavia non si tratta della prima incursione del genere agli Oscar: già altre pellicole, prima di Scappa &#8211; Get Out, erano riuscite nell&#8217;impresa di farsi notare dall&#8217;Academy. Se film come <strong>Psyco</strong>, <strong>Carrie &#8211; Lo sguardo di Satana</strong> o <strong>Il Sesto Senso</strong>, oggi assurti ad indiscussi capolavori del genere, non sono andati (ingiustamente?) oltre la nomination, altri film sono stati più fortunati e hanno portato a casa l&#8217;agognata statuetta.</p>
<p>Ma quali sono gli <strong>horror da Oscar</strong>? In attesa di scoprire se Scappa &#8211; Get Out entrerà a far parte della lista, ho pensato di ripercorrerli con voi.</p>
<h2>Le origini</h2>
<p>In effetti la presenza degli horror agli Oscar non è così recente, se consideriamo che il primo rappresentante del genere a vincerne uno risale alla quinta edizione del premio: si tratta del film <strong>Il dottor Jekyll</strong>, diretto nel<strong> 1931</strong> da Rouben Mamoulian. La pellicola vinse il premio per il <strong>miglior attore protagonista</strong>, assegnato ex aequo (allora era prevista questa possibilità) a <strong>Fredric March</strong>.</p>
<p>Per ritrovare un horror tra i premiati è necessario aspettare fino al <strong>1962</strong>, quando l&#8217;inquietante <strong>Che fine ha fatto Baby Jane?</strong> di Robert Aldrich vince il premio per i <strong>migliori costumi</strong> (realizzati da Norma Koch). In quell&#8217;edizione le magistrali interpretazioni di Joan Crawford e Bette Davis nei panni delle protagoniste vennero snobate dall&#8217;Academy.</p>
<p>Nel <strong>1968</strong> a vincere un Oscar è l&#8217;horror che tormenta ancora gli incubi di molti: <strong>Rosemary&#8217;s Baby</strong> di <strong>Roman Polanski</strong> ottiene la statuetta per la <strong>migliore attrice non protagonista</strong>, assegnato a Ruth Gordon.</p>
<p>È poi nel <strong>1973</strong> che uno dei capolavori indiscussi del genere horror viene riconosciuto dai membri dell&#8217;Academy: <strong>L&#8217;Esorcista</strong> di <strong>William Friedkin</strong> si aggiudica la statuetta per la <strong>migliore sceneggiatura originale</strong>. Negli anni Settanta, comunque, sembra essere la colonna sonora l&#8217;elemento che colpisce maggiormente i giurati: <strong>Lo squalo</strong> di <strong>Steven Spielberg</strong> si aggiudica nel 1975 l&#8217;Oscar per la <strong>migliore colonna sonora</strong> (insieme a quelli per il <strong>sonoro</strong> e per il <strong>montaggio</strong>), seguito a ruota, nel 1976, da<strong> Il presagio</strong> di <strong>Richard Donner</strong>.</p>
<p>Anche negli anni Ottanta non mancano incursioni degli horror agli Oscar. Nel 1981 <strong>Un lupo mannaro americano a Londra</strong>, diretto da <strong>John Landis</strong> vince, grazie al lavoro di <strong>Rick Baker</strong>, il premio per il <strong>miglior trucco</strong>. Il 1986 vede invece una presenza doppia del genere: <strong>Aliens &#8211; Scontro finale</strong> di <strong>James Cameron</strong> vince nelle categorie <strong>montaggio sonoro</strong> ed <strong>effetti speciali</strong> mentre <strong>La Mosca</strong> di <strong>David Cronenberg</strong> in quella del <strong>trucco</strong>.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-21801" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti.jpg" alt="Horror da Oscar" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/il-silenzio-degli-innocenti-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>La svolta</h2>
<p>Se però in questa prima fase gli horror da Oscar sono stati relegati alle cosiddette categorie minori, è negli <strong>anni Novanta</strong> che il genere viene finalmente sdoganato tra i premi maggiori.</p>
<p>La strada viene aperta nel <strong>1990</strong> da <strong>Misery non deve morire</strong> di <strong>Rob Reiner</strong>: l&#8217;attrice protagonista, <strong>Kathy Bates</strong>, vince la statuetta come <strong>migliore attrice protagonista</strong>. Per il ruolo, la Bates è stata anche inserita al 17° posto dei 50 migliori cattivi del cinema dall&#8217;American Film Institute.</p>
<p>Ma il film dei record è un altro: <strong>Il silenzio degli innocenti</strong>, diretto nel <strong>1991</strong> da <strong>Jonathan Demme</strong> è infatti il primo film del genere ad essere inserito nella categoria miglior film, oltre che il terzo in assoluto ad aver vinto cinque premi nelle categorie più importanti. La pellicola vince come <strong>miglior film</strong>, <strong>miglior regia</strong>, <strong>miglior attore protagonista</strong> (Anthony Hopkins), <strong>miglior attrice protagonista</strong> (Jodie Foster) e <strong>miglior sceneggiatura non originale</strong>.</p>
<p>Nel <strong>1992</strong> l&#8217;horror è ancora presente agli Oscar con un film elegante come <strong>Dracula di Bram Stoker</strong>, diretto da <strong>Francis Ford Coppola</strong>. Il film vince nelle categorie <strong>miglior trucco</strong>, <strong>migliori costumi</strong> e <strong>miglior montaggio sonoro</strong>.</p>
<p>Doppia presenza anche nel <strong>2010</strong>: <strong>Wolfman</strong> di Joe Johnston vince l&#8217;Oscar per il <strong>miglior trucco</strong> e <strong>Il cigno nero</strong> di <strong>Darren Aronofsky</strong> si aggiudica l&#8217;ambita statuetta per la <strong>migliore attrice protagonista</strong> (Natalie Portman).</p>
<h2>Tim Burton</h2>
<p>Se avete notato delle lacune in questa cronologia, non preoccupatevi: sono volute. Ho infatti voluto concludere il discorso raggruppando le pellicole di un regista spesso ignorato dall&#8217;Academy nelle categorie maggiori ma capace di creare un immaginario immenso e fortemente caratterizzato: <strong>Tim Burton</strong>.</p>
<p>Il particolarissimo cineasta californiano, infatti, sebbene non abbia mai vinto nelle categorie maggiori, è stato presente agli Oscar ben <strong>tre volte</strong>, sempre con film di genere horror. Tutto è iniziato con <strong>Beetlejuice</strong>, che nel 1988 vince il premio per il <strong>miglior trucco</strong>.</p>
<p>Burton torna poi tra i candidati, vincendo, anche nel <strong>1999</strong> con l&#8217;apprezzato <strong>Il mistero di Sleepy Hollow</strong>, che vince per la <strong>migliore scenografia</strong>, e nel <strong>2007</strong> con il troppo spesso sottovalutato <strong>Sweeney Todd &#8211; Il diabolico barbiere di Fleet Street</strong>, che vince di nuovo per la <strong>scenografia</strong>.</p>
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