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	<title>Il Laureato - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Pennichelle &#8211; Dolci sogni cinematografici</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/02/11/pennichelle-dolci-sogni-cinematografici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 09:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Bakemono Lab]]></category>
		<category><![CDATA[C.J. Merana]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/Pennichelle-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/Pennichelle-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Pennichelle" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/Pennichelle-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/Pennichelle-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/Pennichelle-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/Pennichelle.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Sono una grandissima fan dei racconti brevi, che hanno finito per rappresentare nel tempo la mia forma di scrittura preferita. Sono anche una inguaribile appassionata di cinema, mi piace viverlo ed esplorarlo in lungo e in largo. Sono stata quindi subito attratta da Pennichelle di Emanuele Rauco, raccolta di racconti brevi originali ispirati al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2025/02/11/pennichelle-dolci-sogni-cinematografici/">Pennichelle &#8211; Dolci sogni cinematografici</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Sono una grandissima fan dei racconti brevi, che hanno finito per rappresentare nel tempo la mia forma di scrittura preferita. Sono anche una inguaribile appassionata di cinema, mi piace viverlo ed esplorarlo in lungo e in largo.<br />
Sono stata quindi subito attratta da <em><strong>Pennichelle</strong></em> di Emanuele Rauco, raccolta di racconti brevi originali ispirati al mondo del cinema.<br />
Grazie a Bakemono Lab, che me ne ha inviata una copia, ho potuto leggerlo e perdermi in un viaggio onirico tra le pellicole più famose e amate di sempre.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><strong>Otto brevi racconti</strong>, collegati dall&#8217;unico <em>fil rouge</em> di essere ispirati ad altrettanti <strong>celebri film</strong>, si dipanano sotto i nostri occhi.<br />
Ci ritroveremo a riconoscere accenni a personaggi e ambientazioni che ci saranno molto familiari ma anche a scoprire inedite possibilità che si aprono dopo i titoli di coda.<br />
Che cosa sarà successo dopo? E ancora: chissà cosa pensava quel personaggio che si intravede sullo sfondo, che vita conduceva?<br />
Emanuele Rauco prova a dare la sua personale risposta, con grazia e competenza.</p>
<h2>Stile</h2>
<p><em>Pennichelle</em> è un esperimento davvero <strong>molto interessante e gradevole!</strong> Partendo dal presupposto che &#8220;<em>i film migliori sono quelli in cui ci addormentiamo</em>&#8220;, assioma citato in apertura di volume, <strong>Emanuele Rauco</strong> lascia andare la fantasia e dà vita a otto sogni a occhi aperti, che si divertono a immaginare un dopo ad alcuni dei film più amati e conosciuti di sempre.</p>
<p>Il risultato è una lettura che coinvolge fin dal primo rigo, in grado di dare la giusta voce a ciascuna personalità presente. Mi ha colpito molto la capacità dell&#8217;autore di realizzare ogni volta racconti mai uguali ai precedenti, né nella trama né nello stile. Dalle pagine di <em>Pennichelle</em> traspare, oltre che una <strong>grande capacità di scrittura</strong>, un <strong>amore smisurato per il cinema</strong> e una conoscenza approfondita dei film scelti. (Non vi dico quali sono quelli citati nel libro, divertitevi a scoprirli tutti! Vi dico solo che ce ne sono alcuni che figurano tra i miei preferiti di sempre).</p>
<p>La forma del racconto breve, così spesso sottovalutata eppure così complessa da utilizzare al meglio, si dimostra perfetta per un progetto come <em>Pennichelle</em>:<strong> le storie che ci troviamo davanti ricordano proprio sogni</strong>, brevi suggestioni oniriche che si susseguono nella nostra mente.<br />
Insomma, me ne sono innamorata: se amate il cinema e volete farvi un regalo, non lasciatevi sfuggire <em>Pennichelle</em>!</p>
<h2>Edizione</h2>
<p>La versione cartacea di <em>Pennichelle</em>, per la quale ringrazio <strong>Bakemono Lab</strong>, è compatta e accurata. Perfetta per essere portata con sé ovunque. La copertina, illustrata da <strong>C.J. Merana</strong>, inoltre, è davvero stupenda ed evocativa.<br />
La versione cartacea del libro, che vi consiglio, è disponibile in fiera o sul sito di Bakemono Lab al prezzo di copertina di 10,00€.<br />
La versione ebook è acquistabile invece al prezzo di 3,99€.</p>
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<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>Pennichelle</strong></em> è un meraviglioso viaggio onirico oltre i titoli di coda di otto famosissimi film. Una raccolta di racconti brevi da non perdere.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_azzurro.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41512" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_azzurro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
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		<title>Maniac &#8211; Pasticcio folle o poesia visionaria?</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/10/15/maniac-pasticcio-folle-o-poesia-visionaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2018 12:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Blade Runner]]></category>
		<category><![CDATA[Cary Fukunaga]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Stone]]></category>
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		<category><![CDATA[Justine Theraux]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Maniac" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Maniac non è una serie semplice. L&#8217;ho capito dal fatto che ho concluso la visione già da qualche giorno e ancora non sono riuscita a capire se l&#8217;ho adorata o se mi ha profondamente delusa. Ho preferito, prima di esprimere un&#8217;opinione, prendermi qualche giorno per assimilare ed elaborare quello che ho visto, per cercare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/10/15/maniac-pasticcio-folle-o-poesia-visionaria/">Maniac &#8211; Pasticcio folle o poesia visionaria?</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Maniac" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26859" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac.jpg" alt="Maniac" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Maniac</strong> non è una serie semplice. L&#8217;ho capito dal fatto che ho concluso la visione già da qualche giorno e ancora non sono riuscita a capire se l&#8217;ho adorata o se mi ha profondamente delusa.</p>
<p>Ho preferito, prima di esprimere un&#8217;opinione, prendermi qualche giorno per assimilare ed elaborare quello che ho visto, per cercare di comprendere meglio il complesso mosaico realizzato da <strong>Cary Fukunaga</strong> con questa serie. Un po&#8217;, in effetti, ci sono riuscita ma credo che Maniac sia uno di quei prodotti che non comprendi davvero mai fino in fondo.</p>
<p>Cary Fukunaga è l&#8217;ideatore, sceneggiatore e regista di questa <strong>miniserie</strong> disponibile dal 21 settembre scorso su <strong>Netflix</strong> ed è anche il motivo che mi ha inizialmente avvicinata alla visione: ho adorato la prima stagione di <strong>True Detective</strong>, i ritmi, la profondità, la costruzione della storia e delle immagini. Con lo stesso artefice dietro al progetto Maniac e con l&#8217;ambizioso obiettivo di fondere fantascienza e psicanalisi alla base, non potevo che essere incuriosita ed attratta.</p>
<p>E, in fin dei conti, non posso certo dire che la visione mi abbia delusa, semmai mi ha spiazzata: <strong>Maniac non è una serie semplice</strong> e, per comprenderla appieno, occorre approfondire almeno un po&#8217; i temi della <strong>psicanalisi</strong>. Sicuramente, una seconda visione può aiutare a cogliere un maggior numero di dettagli e, probabilmente, permette di apprezzare di più il lavoro di Fukunaga, nel quale nulla è stato lasciato al caso e c&#8217;è stata una maniacale attenzione ai dettagli.</p>
<p>Maniac è un <strong>cubo di Rubik</strong> (senza spoiler: guardatela e capirete l&#8217;analogia), in cui ogni faccia presenta il suo disegno ma, allo stesso tempo, tutte concorrono a una visione di insieme; è una miniserie che va decodificata e &#8220;risolta&#8221; per poter regalare grandi emozioni.</p>
<p>Chi è appassionato di psicanalisi sicuramente riuscirà a cogliere immediatamente il ricorrere e il mescolarsi continuo dei punti cardine intorno cui ruota la serie, ma anche chi ama il grande cinema non resterà deluso (personalmente, ho notato citazioni di <strong>Shining</strong> e de <strong>Il Laureato</strong>, ma l&#8217;ambientazione futuristica mi ha ricordato più volte <strong>Blade Runner</strong>).</p>
<p>Il lavoro di Fukunaga è accurato, elegante, ambizioso e articolato: forse addirittura troppo e il risultato è una serie che lascia leggermente perplessi ma, allo stesso tempo, riesce a vivere di una sua identità, seppure di ardua decifrazione in alcuni punti.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Non è facile parlare della trama di <strong>Maniac</strong> senza incorrere in spoiler, tanto è intricata la matassa di connessioni all&#8217;interno della vicenda.<br />
Senza rovinare la sorpresa, posso dirvi che i due sconosciuti <strong>Annie Landsberg</strong> e <strong>Owen Milgrim</strong>, ognuno per i suoi motivi personali, legati ad un passato traumatico, decidono di prendere parte alla sperimentazione di un nuovo farmaco. Non tutto, però, sembra andare secondo i piani.</p>
<h2>Cast</h2>
<p>Se la storia si rivela fin troppo complessa per riuscire a convincere pienamente, l&#8217;aspetto più riuscito di Maniac è senza dubbio rappresentato dal <strong>cast</strong>. A partire dai due protagonisti: <strong>Emma Stone</strong> e un irriconoscibile <strong>Jonah Hill</strong> non solo riescono a dare vita perfettamente ai due tormentati protagonisti, ma riescono a calarsi con altrettanta naturalezza e credibilità nelle variegate incarnazioni che via via si susseguono negli episodi, contribuendo in maniera incisiva alla riuscita della serie.</p>
<p>Tra i comprimari, da sottolineare l&#8217;interpretazione di <strong>Justin Theroux</strong>, sopra le righe senza eccedere come si addice al suo personaggio, e quella dei due &#8220;mostri sacri&#8221; <strong>Gabriel Byrne</strong> e <strong>Sally Field</strong>.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Mi sento di definire Maniac un po&#8217; come il progetto farmaceutico al centro della sua narrazione: <strong>un esperimento ambizioso e visionario</strong>, forse eccessivo, che è ancora presto per decidere se sia riuscito o miseramente fallito.</p>
<p>Sicuramente è una visione che non può lasciare indifferenti, che sceglie coraggiosamente un argomento difficile e poco televisivo e lo sviluppa senza sensazionalismi. Elegante e formalmente accurata, la miniserie risulta in alcuni punti forse un po&#8217; troppo macchinosa ma vive di un <strong>indubbio fascino</strong>, non solo visivo ma anche narrativo.</p>
<p>Particolarmente gustoso, comunque, il <strong>gioco di rimandi</strong> all&#8217;interno dei vari episodi: sicuramente una seconda visione, da questo punto di vista, può regalare ancora maggiori emozioni.</p>
<p>Nel complesso è <strong>una serie che consiglio, anche se non a tutti</strong>: di difficile comprensione, va vista nella giusta disposizione d&#8217;animo perché, a seconda del momento in cui la guarderete, potrà farvi schifo o farvi innamorare.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Maniac</strong> è un esperimento ambizioso, complesso e non sempre al top. Non è una visione in grado di convincere tutti indiscriminatamente, ma ha un indubbio fascino.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.2]</h2>
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<h2>Trailer</h2>
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