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	<title>Il cinema ritrovato - Nerdando</title>
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		<title>90 anni di Freaks &#8211; Il cult maledetto di Tod Browning</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/02/20/90-anni-di-freaks-il-cult-maledetto-di-tod-browning/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Feb 2022 13:00:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/Freaks-1024x576.jpeg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/Freaks-300x169.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Freaks" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/Freaks-300x169.jpeg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/Freaks-1024x576.jpeg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/Freaks-768x432.jpeg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/Freaks.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Gli anni Trenta e i fenomeni da baraccone Ci sono film destinati a lasciare un segno indelebile nella storia del cinema e Freaks, diretto nel 1932 da Tod Browning, è senz&#8217;altro uno di questi. Decisamente in anticipo sui tempi, il film è stato incompreso nella sua epoca, ha stroncato per sempre la carriera del suo [&#8230;]</p>
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<h2>Gli anni Trenta e i fenomeni da baraccone</h2>
<p>Ci sono film destinati a lasciare un segno indelebile nella storia del cinema e <strong><em>Freaks</em></strong>, diretto nel 1932 da <strong>Tod Browning</strong>, è senz&#8217;altro uno di questi. Decisamente in anticipo sui tempi, il film è stato incompreso nella sua epoca, ha stroncato per sempre la carriera del suo regista ed è stato rivalutato molti anni dopo, raggiungendo la status di cult. E infatti, 90 anni dopo dalla prima proiezione il 20 gennaio 1932, siamo ancora qui a parlarne.</p>
<p><em>Freaks</em> è, ancora oggi, <strong>un film come non ce ne sono altri</strong>, unico nel suo genere. Anticonvenzionale e spiazzante, non poteva che essere frainteso nel clima culturale in cui è nato. Quando Browning decide di girare <em>Freaks</em>, infatti, siamo <strong>negli anni Trenta</strong>: i fenomeni da baraccone, i disabili, <strong>i &#8220;diversi&#8221; in genere vengono guardati con sospetto, diffidenza e addirittura paura</strong> e un film in cui non solo vengono resi protagonisti ma sono anche mostrati in tutta la loro normalità di esseri umani non può che generare reazioni controverse, come infatti è stato.</p>
<p>Eppure in <em>Freaks</em> c&#8217;è molto di più che &#8220;<strong>un assalto oltraggioso ai sentimenti, ai sensi, al cervello e allo stomaco degli spettatori</strong>&#8221; come scrisse The Hollywood Reporter nella sua recensione dell&#8217;epoca. E infatti, a partire dagli anni Sessanta, il film è stato protagonista di una <strong>progressiva rivalutazione</strong>, che ne ha evidenziato il valore artistico e metaforico.</p>
<h2>La storia</h2>
<p><em>Freaks</em> si ambienta in un circo itinerante popolato da artisti circensi e fenomeni da baraccone. L&#8217;avvenente acrobata <strong>Cleopatra</strong>, in combutta con il forzuto <strong>Ercole</strong>, sfrutta il sincero amore che il nano <strong>Hans</strong> prova per lei per circuirlo. Il suo piano è di sposarlo, ucciderlo con il veleno e appropriarsi delle sue ricchezze. Quando il gruppo di &#8220;freaks&#8221; amici di Hans scoprirà l&#8217;inganno, però, darà il via ad una crudele vendetta.</p>
<h2>La realizzazione</h2>
<p>Nel 1932 <strong>Tod Browning</strong> era una stella a Hollywood, reduce dell&#8217;enorme successo del suo <strong><em>Dracula</em></strong>, interpretato da <strong>Bela Lugosi </strong>e uscito l&#8217;anno prima. La MGM, casa di produzione dove il regista era tornato dopo l&#8217;esperienza in Universal, era pronta quindi ad offrirgli letteralmente qualunque film. Il regista, però, scansò ogni tipo di proposta, perfino un <em>Arsenio Lupin</em> con John Barrymore, pur di realizzare l&#8217;unica pellicola che aveva davvero in mente: <em>Freaks</em>.</p>
<p>Browning lavorava al film da anni ed era deciso a portarlo al cinema, nonostante i molti pareri negativi: <strong>la MGM da lui si aspettava un horror degno di <em>Dracula</em></strong> e, alle prese con una storia circense di fenomeni da baraccone, pensò ad una storia dell&#8217;orrore e scommise sulla visione del regista. Quello che non sapevano, però, era che Browning non avrebbe diretto un horror e che si sarebbero trovati per le mani uno dei più colossali flop a livello di incassi che la storia del cinema ricordi.</p>
<p>I primi problemi iniziarono già in fase di lavorazione: Browning insistette per scritturare veri freaks, scovati nei circhi itineranti. Il regista proveniva dal mondo del circo, dove aveva mosso i primi passi artistici prima di approdare al cinema: per lui, i fenomeni da baraccone non erano altro che persone con le quali imbastire un normale rapporto di lavoro. <strong>Non era così per tutti i componenti del cast tecnico però</strong>: molti non nascondevano il proprio disagio per quell&#8217;ambiente di lavoro e la produzione fu addirittura costretta ad allestire un secondo locale mensa dove sistemare gli attori &#8220;più particolari&#8221; del film.</p>
<p>La prima versione di <em>Freaks</em> era più lunga di quella che possiamo guardare adesso e decisamente più cruenta. <strong>Nel finale venivano mostrate le sevizie a cui i membri del circo sottoponevano Ercole e Cleopatra</strong> per vendicarsi ed era assente la scena della riconciliazione finale tra i nani Hans e Frida. Colpito da pesanti tagli e censure, il film raggiunse infine una durata di appena 64 minuti e <strong>le scene escluse dal montaggio finale sono oggi irrimediabilmente perdute</strong>, distrutte o smarrite.</p>
<h2>L&#8217;accoglienza</h2>
<p>I problemi di <em>Freaks</em> si manifestarono già nelle visioni di prova: quando la prima versione del film, quella senza tagli, fu mostrata ad un pubblico campione <strong>si registrarono reazioni disgustate, svenimenti, malori</strong> e &#8211; si vociferava &#8211; perfino un aborto spontaneo. Proprio questi primi commenti negativi portarono la MGM a pretendere i tagli, per cercare di salvare il proprio investimento.<br />
Nel tentativo di catturare l&#8217;attenzione e la curiosità del pubblico, <em>Freaks</em> venne pubblicizzato come il nuovo horror di Tod Browning, anche se di horror aveva poco o niente e si scelse di calcare la mano sugli aspetti bizzarri dei protagonisti, stimolando la morbosità del pubblico nei loro confronti.</p>
<p>Non funzionò: <strong><em>Freaks</em> si rivelò un disastro a livello di incassi</strong>, unica pellicola MGM ad essere ritirata da cinema prima del previsto. Inondato di critiche negative, <strong>il film</strong> venne accolto con repulsione per le immagini mostrate sullo schermo e <strong>fu vietato</strong> in Germania, Gran Bretagna, nella città di Cleveland e anche in Italia (dove fu trasmesso per la prima volta direttamente in TV nel 1983).</p>
<p>Da quel momento in poi <strong>la carriera di Tod Browning</strong>, che solo un anno prima aveva il mondo del cinema ai suoi piedi, <strong>fu definitivamente distrutta</strong>: isolato da Hollywood, lavorò solo a pochi film mediocri prima di ritirarsi definitivamente dalle scene nel 1942. Dimenticato e incompreso, il regista morì in solitudine vent&#8217;anni dopo, nel 1962. Ironia della sorte, è proprio in quegli anni che <strong>il suo film maledetto inizia ad essere rivalutato</strong>, a partire dagli ambienti della controcultura.</p>
<p>Apprezzato per la sua visione sul tema della diversità <strong>decisamente in anticipo sui tempi</strong>, in cui i fenomeni da baraccone vengono mostrati nella loro normalità e i cosiddetti normali mettono in luce tutta la propria meschinità, <strong><em>Freaks</em> viene gradualmente considerato un film cult</strong>, inserito per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti e nella rassegna Il cinema ritrovato della Cineteca di Bologna.</p>
<p><strong>Un film ancora oggi sconvolgente</strong>, anche se non per i motivi che portarono a bollarlo come inaccettabile negli anni Trenta e che, a distanza di 90 anni, ha ancora molto da dire al pubblico disposto a guardarlo senza pregiudizi. Se volete scoprire in prima persona il sogno che costò la carriera al suo ideatore, <em>Freaks</em> è disponibile in Italia nella sua versione superstite di 64 minuti (in lingua originale con sottotitoli italiani) nel catalogo di <strong>Amazon Prime Video</strong>.</p>
<h2>Trailer</h2>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2022/02/20/90-anni-di-freaks-il-cult-maledetto-di-tod-browning/">90 anni di Freaks &#8211; Il cult maledetto di Tod Browning</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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