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	<title>Héctor Oesterheld - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>L&#8217;eternauta &#8211; Apocalisse argentina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 08:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Héctor Oesterheld]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Ricordo con una certa precisione il momento in cui, da bambino, iniziai a sfogliare i Lanciostory dei miei genitori. Tra le molte, moltissime storie affascinanti, ne spiccò una che mi folgorò per la sua capacità evocativa: inquietudine, oppressione, ansia e terrore. Soprattutto terrore dell&#8217;ignoto. Che diavolo ci faceva un uomo con una maschera da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-59780 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta.jpg" alt="L'eternauta" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/05/eternauta-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Ricordo con una certa precisione il momento in cui, da bambino, iniziai a sfogliare i <strong>Lanciostory</strong> dei miei genitori.<br />
Tra le molte, moltissime storie affascinanti, ne spiccò una che mi folgorò per la sua capacità evocativa: inquietudine, oppressione, ansia e terrore. Soprattutto terrore dell&#8217;ignoto.<br />
Che diavolo ci faceva un uomo con una maschera da &#8220;sub&#8221; sotto la neve?<br />
Insomma: l&#8217;opera del maestro <strong>Héctor Oesterheld</strong>, nella sua prima edizione, illustrata da Francisco <strong>Solano López</strong>, fu capace nel corso degli anni di emozionarmi come poche.</p>
<p>Passarono anni prima di crescere abbastanza da capirne il profondo impatto sociale e culturale, la feroce critica ai regimi dittatoriali che, purtroppo, portò Oesterheld e le sue figlie ad ingrossare la lista dei <em>desaparecidos</em>, ennesima riprova di quanto folli riusciamo a essere noi umani.<br />
Ne passano ancora molti e improvvisamente scopro che <strong>Netflix</strong> decide di produrre una serie dedicata al &#8220;vagabondo dell&#8217;infinito&#8221;: grande la mia curiosità di capire come sarebbe stata adattata un&#8217;opera così complessa e profonda.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><strong>Buenos Aires</strong>, giorni nostri, estate (sì, ci sono le decorazioni natalizie, indovinate perché?). Un gruppo di amici dribla una protesta di strada e raggiunge la casa di Tano, dove danno vita a un&#8217;intensa partita di carte. Tra piccole scaramucce verbali e ordinazioni online, la serata viene interrotta da un gran baccano. Prima <strong>un blackout</strong> colpisce tutta la città, poi anche i cellulari smettono di funzionare. Sulle prime si pensa che le proteste abbiano raggiunto livelli pericolosi, ma poi una strana e improvvisa nevicata fa crollare la temperatura e, cosa più importante, uccide all&#8217;istante qualunque essere vivente animale tocchi (non è chiaro cosa faccia alle piante).</p>
<p>Sconvolti dalle cause ignote e smarcate le prime supposizioni verosimili (l&#8217;amianto, l&#8217;aria tossica), iniziano i veri problemi: chi ha lasciato la famiglia a casa o per strada, chi non riesce più a mettersi in contatto con amici e parenti a causa del blackout, chi inizia a organizzarsi per la notte. Emergono quindi, come detto all&#8217;inizio, <strong>i primi barlumi di natura umana dietro le maschere che tutti noi indossiamo nella nostra quotidianità di società civile</strong>. E la maggior parte di essi sono molto poco edificanti.</p>
<p>Tra tutti seguiamo in particolare <strong>Juan Salvo</strong> (il protagonista del fumetto si chiamava invece Khruner), interpretato da un azzeccatissimo Ricardo Darín (attore e produttore argentino) nel tentativo di ritrovare moglie e figlia. Con lui anche gli altri protagonisti che, tra tragedie personali e drammi globali, tentano di capire come sopravvivere un giorno di più chiedendosi, e chiedendoci, se quelli fortunati sono loro o quanti sorpresi dalla nevicata.</p>
<p><strong>Il paesaggio è desolante</strong> e ricorda scene di vita vera molto più di quelle finte di altri serie. Se avete dato un occhiata a qualche telegiornale, negli ultimi anni, sapete di cosa sto parlando: in questo <strong><em>L&#8217;Eternauta</em></strong> non tradisce minimamente lo spirito originale del fumetto, puntando il dito contro tutto ciò che di orribile siamo riusciti e continuiamo a farci tra simili.<br />
Con la popolazione decimata, i pochi sopravvissuti, divisi, confusi e terrorizzati, cercano di trovare il modo di sopravvivere e soprattutto di scoprire cosa stia realmente accadendo e se mai un qualche tipo di aiuto verrà in soccorso.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Partiamo subito col dire che la partenza è molto lenta e la descrizione delle prime tre puntate si condensa davvero molto bene con una battuta di uno dei protagonisti: &#8220;siamo finiti in una di quelle serie di merda che ti piacciono tanto&#8221;. In effetti sembra una nuova variante sul tema di <a href="https://nerdando.com/2024/01/22/the-last-of-us-parte-ii-remastered-i-walk-through-the-valley/"><strong><em>The Last of Us</em></strong></a> o <a href="https://nerdando.com/2023/01/16/clementine-libro-uno-ladolescenza-ai-tempi-di-the-walking-dead/"><strong><em>The Walking Dead</em></strong></a>: <strong>apocalisse sullo sfondo usata come pretesto per raccontare storie di uomini e donne in condizioni disperate</strong>, e di come diversamente reagiscono (in base alla loro cultura, estrazione sociale, contesto storico) davanti a condizioni estreme. Un&#8217;ottima occasione per approfondire virtù e miserie umane.</p>
<p>Insomma: meccaniche già viste, sempre interessanti, ma lontane dalla profonda critica sociale dei regimi sudamericani degli anni &#8217;50 e &#8217;60. Vero anche che la serie viene traghettata ai giorni nostri, una scelta per altro già operata dagli stessi autori originali che, nella riedizione del 1969 disegnata da <strong>Alberto Breccia</strong>, vedeva comparire sia riferimenti espliciti alla situazione geopolitica del continente, che elementi grafici più moderni.<br />
Spostare la storia ai nostri giorni è una scelta quasi obbligata per ragioni di <em>audience</em>, tuttavia presenta sfide aggiuntive.</p>
<p>Mi spiego meglio: negli anni &#8217;50 la <strong>neve tossica</strong> era sufficiente a bloccare tutto e tutti, oggi abbiamo bisogno di qualcosa di più per creare quel senso di claustrofobico isolamento che attanaglia i protagonisti. Il <strong>blackout generale</strong>, lo spegnimento di tutto ciò che è elettronico, ha ovviato il problema, lasciando ai nostri la possibilità di utilizzo di sistemi ormai vetusti. L&#8217;espediente del <strong>campo magnetico terrestre</strong> dà un&#8217;altra mano però mi ha lasciato un po&#8217; perplesso: non sono un fisico, ma credo che se dall&#8217;oggi al domani il campo magnetico sparisse (non è chiaro come) avremmo dei bei grattacapi (impossibili) da risolvere. Il vento solare, non più schermato, potrebbe spazzare via l&#8217;atmosfera e, se anche non succedesse, le radiazioni ci annienterebbero in poco tempo. Insomma: Marte non ha campo magnetico e lì non ce la si passa esattamente bene.</p>
<p>Ma torniamo a noi: dopo i primi tre episodi la serie decolla. Il lavoro fatto da <strong>Bruno Stagnaro</strong>, regista e cosceneggiatore, è semplicemente sublime: più per <strong>capacità evocativa</strong> che per fedeltà stretta alla <em>graphic novel</em>. La regia è pulita, quasi asettica, scevra di manierismi eccessivi che distrarrebbero dalla cruda realtà del momento. Lo stile quasi documentaristico punta l&#8217;accento sull&#8217;importanza della resistenza, sulla resilienza umana: non ci sono eroi solitari e, da solo, nessuno è capace di vincere. Si resiste solo se si lotta tutti insieme e spesso lo si fa contro un nemico ignoto, quasi impalpabile, eppure capace di coprire tutto e tutti col suo manto mortale.</p>
<p><strong>Una splendida metafora del potere del regime</strong>.</p>
<p>Insomma: non aspettatevi una cosa alla Michael Bay, anche perché avrebbe fatto esplodere Buenos Aires nei primi cinque minuti ricoprendo tutto di fuoco e fiamme invece che di<strong> un candido e mortale strato di silenziosa neve</strong>.</p>
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<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>L&#8217;eternauta</strong></em> è la serie Netflix dedicata al celebre fumetto.</p>
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