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	<title>HC Distribuzione - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Mistfall &#8211; Luoghi perigliosi ed incontri misteriosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 13:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>I cooperativi mi piacciono un sacco, non è un mistero. Al di là di tutto ciò che riguarda infatti l&#8217;interazione fra i giocatori &#8211; ad eccezione dei giochi dove sono previsti traditori come Dead of Winter &#8211; che è di solito volta al raggiungimento della vittoria comune, ciò che mi affascina è l&#8217;ambientazione, la &#8220;giustificazione&#8221; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><div style="width: 954px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://lh3.googleusercontent.com/MkJGuCIBMOO9tsT0u6DiP6lUASzbRDF1fik_bthuZZC2mNcyv-U=w944-h629-no" width="944" height="629" alt="La scatola di Mistfall" class /><p class="wp-caption-text">La scatola di Mistfall</p></div>I cooperativi mi piacciono un sacco, non è un mistero. Al di là di tutto ciò che riguarda infatti l&#8217;interazione fra i giocatori &#8211; ad eccezione dei giochi dove sono previsti traditori come <a href="https://nerdando.com/dead-of-winter-linverno-zombie-sta-arrivando/" target="_blank">Dead of Winter</a> &#8211; che è di solito volta al raggiungimento della vittoria comune, ciò che mi affascina è l&#8217;ambientazione, la &#8220;giustificazione&#8221; che mi deve dare quella spinta in più ad intraprendere quelle avventure specifiche. Se il tutto è condito da toni epici, anche meglio. Si colloca perfettamente in quest&#8217;ambito il buon Mistfall, progetto nato da un kickstarter della NSKN, titolo per 1-4 giocatori dalla durata non eccessiva, distribuito in Italia da HC Distribuzione, che lo ha presentato quest&#8217;anno al Lucca Comics and Games assieme ad altri titoli di un certo calibro come Zena 1814 (non avete ancora letto <a href="https://nerdando.com/zena-1814-gli-mesi-di-genova/" target="_blank">il mio articolo</a>? Correte ai ripari!) e Bretagne. Apriamo il sostanzioso cartone e vediamo cosa bolle in scatola.</p>
<p>Mistfall è un gioco che si basa su un board sempre nuovo, dato da 9 tessere luogo (che sceglieremo da un pool di 22 tessere) che posizioneremo in un dato modo a seconda dell&#8217;avventura che sceglieremo di giocare, così come indicato dall&#8217;apposito manualetto. Abbiamo poi un piccolo board per ogni personaggio &#8211; ve ne sono 7 in totale, ognuno ben caratterizzato e con classe ed abilità ben distinte &#8211; e un altrettanto piccolo board che ci farà gestire il tempo rimanente allo scadere della nostra avventura e i rinforzi dei nemici che ogni turno verranno a cercare di ammazzarci con simpatia e cortesia. Completa il tutto la gestione di punti vita, abilità, ricompense, incontri, eventi temporali e nemici che è data da svariati mazzi di carte. Eh sì, Mistfall può ricordare giochi come Pathfinder, il che non è affatto male. Sostanzialmente come funziona il gioco? Ogni turno è composto da 7 fasi, dove avremo sia l&#8217;arrivo di nuovi nemici da sconfiggere che la possibilità di esplorare nuovi luoghi per procedere fino all&#8217;esplorazione del luogo finale, dove avremo un incontro speciale e la presenza del vero e proprio boss di fine gioco. Si combatte utilizzando il mazzo talenti, che rappresenta anche il numero dei nostri punti vita, che potremo man mano ricaricare grazie a dei talenti avanzati e ad una serie di ricompense che conquisteremo sconfiggendo i vari mostri, che sono davvero numerosissimi (abbiamo ben tre mazzi distinti) e che contribuiscono al non avere quel senso di <em>déjà vu</em>che può capitare in titoli del genere. I luoghi sono l&#8217;altro elemento centrale di Mistfall, essendo scelti a caso &#8211; salvo alcuni &#8220;obbligatori&#8221; &#8211; vi faranno sempre tentennare nel momento dell&#8217;esplorazione: entreremo in un luogo infestato che ci farà perdere alcune delle nostre preziose carte oppure avremo fortuna e ci potremo riposare in un ameno luogo? Infine gli incontri, che sono gli eventi che si avviano nel momento in cui entriamo in un luogo, che mi hanno ricordato un po&#8217; i vecchi jrpg quando, entrando in particolari zone della mappa, si avviavano gli incontri casuali. Ah, certo, e poi c&#8217;è il tempo che scorre sempre inesorabile e soprattutto inevitabile, e che ad ogni turno può cambiare la vostra sorte, in positivo o in negativo.</p>
<p>Sembra che sia tutto perfetto ed oliato, in Mistfall, vero? Eppure, e mi dispiace tantissimo, c&#8217;è un aspetto negativo a rendere difficoltosa l&#8217;esperienza di gioco: il manuale delle regole. La base di tutto, il biglietto da visita di ogni gioco, ciò che prendiamo in mano non appena aperta la scatola è purtroppo scritto in maniera estremamente difficile da comprendere. Capiamoci bene: non è il gioco ad avere bug o a non essere godibile, affatto. Il problema è arrivare a capire le regole, arrivare ad apparecchiare la tavola e ad iniziare a giocare. Un regolamento di più di una decina di pagine, fitto fitto e con tanti simboli che ritroverete poi sulle carte e su ogni elemento di gioco, non è già un gran bel vedere, ma è una cosa superabile &#8211; chi ha detto Arkham Horror? -; il problema è che alcune sezioni sono senza né capo né coda e dovrete rileggerle varie volte per capire cosa fare, specie per quanto riguarda la prima partita, il turno zero. Non avrò l&#8217;esperienza di molti di voi che leggono e di molti altri colleghi, però questo è stato uno dei pochi titoli che mi ha lasciato davvero spiazzato nel momento in cui ho aperto il manuale. Per non parlare poi di alcune contraddizioni tra il setup &#8220;generico&#8221; e quello &#8220;specifico&#8221; delle avventure, oppure di errori di impaginazione che non ti permettono di capire l&#8217;anatomia di alcune carte, insomma un gran mal di testa. Che poi il gioco non è affatto brutto, per niente, lo ripeto con forza! Mi è anche venuto un dubbio: ma è solo con il regolamento in italiano che ci sono questi problemi, o no? E, curiosando qua e là su internet, ho potuto constatare invece che i problemi derivano proprio dal gioco originale, e quindi posso immaginare che se il regolamento è scritto male a monte, la responsabilità è di chi l&#8217;ha scritto e di certo non di chi l&#8217;ha tradotto ed editato. Male ma non malissimo, per fortuna.</p>
<p>Mistfall è un bel gioco, che scorre bene e che diverte; i materiali e la grafica sono eccellenti &#8211; e tanti! &#8211; ed è uno di quei titoli dove le bustine proteggi-carte sono decisamente un buon acquisto; andando a curiosare sul <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.975586535846217.1073741902.652525704818970" target="_blank">nostro album su Facebook</a> potrete vedere la mole di ottimo materiale che popola la scatola del gioco. Ciò che vi suggerisco è: don&#8217;t panic quando vi ritrovate con il regolamento in mano, con una lettura calma e attenta &#8211; e forse anche ripetuta un paio di volte &#8211; riuscirete a sbrogliare la matassa e a godervi un titolo davvero interessante e divertente. Mi danno ragione tutte le persone, infatti, che hanno provato con entusiasmo Mistfall durante il Lucca Comics and Games 2015, segno che il titolo merita successo e soprattutto merita tante partite, l&#8217;importante è non farsi scoraggiare da un regolamento lungo e complesso che, però, una volta appreso si rivela in realtà abbastanza semplice ed intuitivo. All&#8217;avventura!</p>
<p><center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/eG8wSxl52J8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: adoro i cooperativi anche perché Morgana non può battermi!</em></p>
<p>Ringrazio <strong>HC Distribuzione</strong> per il materiale.</p>
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		<title>Zena 1814 &#8211; Gli otto mesi di Genova</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/11/26/zena-1814-gli-mesi-di-genova/</link>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 13:00:03 +0000</pubDate>
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<p>Chi apprezza la buona musica italiana, non può non conoscere Fabrizio De André, cantautore genovese scomparso pochi anni fa. Uno dei suoi album più iconici che ha lasciato un solco nella musica a livello mondiale è &#8220;Crêuza de mä&#8221;, interamente cantato in lingua ligure o meglio in genovese. Quale migliore colonna sonora per giocare quindi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 954px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-La8LsNzZ4TM/Vla-AK5lnDI/AAAAAAAAJbA/aiLEkzMW7z8/w944-h629-no/12249794_975116125893258_5386806499229456064_n.jpg" alt="La scatola di Zena 1814" width="944" height="629" /><p class="wp-caption-text">La scatola di Zena 1814</p></div>
<p>Chi apprezza la buona musica italiana, non può non conoscere Fabrizio De André, cantautore genovese scomparso pochi anni fa. Uno dei suoi album più iconici che ha lasciato un solco nella musica a livello mondiale è &#8220;<i>Crêuza de mä&#8221;</i>, interamente cantato in lingua ligure o meglio in genovese. Quale migliore colonna sonora per giocare quindi al genovesissimo Zena 1814? Creato da Alberto Barbieri e Luigi Cornaglia, il titolo è frutto della collaborazione tra numerosi validi elementi: se da un lato abbiamo i due giovani ideatori che hanno creato una nuova casa editrice, la Demoelâ (che in ligure significa gioco, divertimento), dall&#8217;altro abbiamo la Post Scriptum che ha svolto un ottimo lavoro di consulenza editoriale per lo sviluppo e la finalizzazione di questo bel titolo. Infine la distribuzione è stata affidata ad HC Distribuzione, che ha presentato Zena 1814 durante il Lucca Comics and Games 2015, ottenendo un buon successo per questo gioco di worker placement che ha delle meccaniche molto interessanti. Percorriamo quindi la <i>crêuza de mä</i> (via del mare) che ci farà sbarcare in quel di Zena.</p>
<p>Siamo a Genova nel 1814 e la città si prepara a vivere gli otto mesi più importanti della sua storia: con l&#8217;avvento degli inglesi, la città ha riconquistato l&#8217;autonomia dopo la cacciata dell&#8217;impero francese, e adesso deve cercare di risollevarsi per riportare la sua gloria ai fasti di un tempo. Protagoniste sono le maggiori famiglie genovesi, che se da un lato dovrebbero collaborare per potenziare l&#8217;amata Zena, dall&#8217;altro non possono non cercare di primeggiare e di far valere i loro personalissimi interessi. Ed è proprio su questo che si basa la meccanica di gioco, che prevede &#8211; perdonatemi la semplificazione quasi estrema &#8211; di giocare delle carte Azione che permettono di ottenere dei vantaggi, che siano soldi, carte aggiuntive o preziosissimi punti prestigio che sono la chiave per la vittoria finale; una volta scesa la carta e pagato il costo &#8211; e posizionato un cubetto del proprio colore! &#8211; gli altri giocatori potranno decidere se, nel caso in cui la carta lo preveda, influenzare quella carta. Cos&#8217;è l&#8217;influenza? Una malanno di stagione fastidioso. Grande simpatia del sottoscritto a parte, l&#8217;influenza è la possibilità di, a fronte di un pagamento di un costo e apposizione di relativo cubetto (ogni giocatore ne ha 10, limite imprescindibile), poter beneficiare a fine turno degli effetti di quella carta. Unico &#8220;malus&#8221; per chi influenza è il fatto che si andrà a regalare un bonus (anche qui, soldi o carte o punti prestigio) a chi ha giocato per primo la carta. Ed è qui che secondo me Zena 1814 regala tantissimo ai giocatori: ad ogni giocata di carta è fondamentale, e tremendamente divertente, cercare di capire se il regalo che si fa all&#8217;avversario sarà ben bilanciato dal bonus collettivo, oppure se non ne vale la pena, perché magari quel punto prestigio o quella carta o quel soldo che faremo guadagnare potrebbe avere effetti devastanti. E ricordiamo sempre l&#8217;eventuale incrinarsi di rapporti e relazioni.</p>
<p>Dato che gli amici di Post Scriptum e Demoelâ hanno pensato anche a chi si vuole avvicinare per la prima volta ad un boardgame del genere, c&#8217;è la possibilità di giocare sia con la versione più &#8220;base&#8221; (che comprende la meccanica sopra descritta e il posizionamento su tabellone, ma ne parliamo fra poco) sia con la versione &#8220;full&#8221; di Zena 1814, che contempla anche le carte Obiettivo (utilissime, tra l&#8217;altro, per conquistare punti prestigio extra a fine partita) e due altre zone della città, tra le quali spicca il Forte dove si &#8220;combatte&#8221; a suon di Sfide, abilità che ci permetterà di tentare la sorte per conquistare il bonus, assieme all&#8217;aiuto degli altri giocatori che influenzando ci daranno un +1 al lancio dado e godranno del bonus assieme a noi nel caso in cui l&#8217;alea sia dalla nostra parte. Oltre a queste meccaniche extra, per le partite a 2-3 giocatori esperti è data la possibilità di piazzare due cubi dello stesso colore sulle carte, così da aumentare i bonus che si possono ottenere e arginare l&#8217;influenza degli altri.</p>
<p>Completa Zena 1814 il tabellone che, come detto su, presenta una faccia da usare per il gioco base (dove due zone della città non sono evidenziate) e l&#8217;altra per la versione full. Come usiamo il tabellone se finora abbiam parlato di carte? Al di là del computo dei punti prestigio, il tabellone è dove i nostri quattro meeples (Capofamiglia, Dama e due Rampolli) si sposteranno tra le varie zone colorate per cercare di conquistarle. La conquista di una zona, ottenuta tramite il piazzamento delle pedine e il conteggio dei relativi punti, ci darà a fine turno i bonus segnati sulla stessa. Diventa importante, quindi, scegliere bene che zona andare a conquistare a seconda di ciò di cui abbiamo bisogno &#8211; per soldi extra andremo in banca, mentre presso il palazzo del Doge potremo barattare soldi per punti prestigio, ad esempio. Agganciandomi al discorso tabellone, colgo l&#8217;occasione per lodare l&#8217;eccellente lavoro grafico e sui materiali, con la presenza di disegni originali dell&#8217;epoca a colorare le nostre partite, e l&#8217;impiego della lingua ligure per i nomi delle carte, che costituisce un fantastico contorno per l&#8217;ambientazione di questo gioco, che svolge un ruolo chiave nell&#8217;ambito della differenziazione, pressoché unica, di Zena 1814. Date un&#8217;occhiata all&#8217;unboxing e all&#8217;<a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.975116015893269.1073741901.652525704818970&#038;type=3" target="_blank">album su Facebook per capire meglio di cosa stiamo parlando.</a></p>
<p>Ci si diverte tanto con Zena 1814, e le partite, non appena apprese le meccaniche, scorrono rapidamente senza tempi morti né &#8220;sequestri di persona&#8221;. Vi invito a leggere con attenzione il regolamento per comprendere appieno le meccaniche, specie nel caso in cui non foste giocatori già avvezzi a questo tipo di giochi, ma è proprio questo uno dei punti di forza di Zena: può soddisfare sia le richieste di chi vuole avvicinarsi al mondo dei &#8220;tedeschi&#8221; con un titolo che non definirei entry level ma qualcosa di più, e soddisfa anche i più scafati che si sfideranno a suon di strategie di influenze e piazzamento meeples. Un ottimo lavoro su un altrettanto ottimo boardgame che vi lascerà soddisfatti e che si farà giocare piacevolmente anche in due-tre giocatori, con (ma anche senza) l&#8217;impiego delle regole extra. Tutti promossi!</p>
<p><center><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/_hOOQOdd0wg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: anche questa volta, Morgana batte Giando e jedi.lord senza troppa difficoltà. Belìn.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/11/26/zena-1814-gli-mesi-di-genova/">Zena 1814 &#8211; Gli otto mesi di Genova</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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