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	<title>HBO Max - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Censurare la storia o cambiare il futuro? I casi Hollywood e Via col vento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 12:00:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Hollywood-e-via-col-vento.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Hollywood-e-via-col-vento-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Hollywood e Via col vento" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Hollywood-e-via-col-vento-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Hollywood-e-via-col-vento-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Hollywood-e-via-col-vento.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Hollywood-e-via-col-vento-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>La questione razziale Nelle settimane che stiamo vivendo gli Stati Uniti sono a ferro e fuoco e, come mai prima d&#8217;ora, la questione razziale è (finalmente) al centro dell&#8217;attenzione pubblica. La scintilla è scattata a causa della morte di George Floyd, avvenuta a Minneapolis il 25 maggio scorso in seguito all&#8217;arresto: è l&#8217;ennesima vicenda che [&#8230;]</p>
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<h2>La questione razziale</h2>
<p>Nelle settimane che stiamo vivendo gli Stati Uniti sono a ferro e fuoco e, come mai prima d&#8217;ora, la <strong>questione razziale</strong> è (finalmente) al centro dell&#8217;attenzione pubblica.<br />
La scintilla è scattata a causa della morte di <strong>George Floyd</strong>, avvenuta a Minneapolis il 25 maggio scorso in seguito all&#8217;arresto: è l&#8217;ennesima vicenda che mette in evidenza come le forze di polizia negli Stati Uniti spesso abusino del loro potere e ha dato il via a manifestazioni in tutti i 50 Stati.</p>
<p>La questione razziale, che covava da tempo sotto la cenere, è esplosa, portandosi all&#8217;attenzione di tutti a livello politico, sociale, civile e istituzionale. Ma anche il <strong>mondo dello spettacolo</strong> negli ultimi tempi ha affrontato l&#8217;argomento e continua a prendere provvedimenti in questo senso sempre più spesso.<br />
È proprio di quest&#8217;ultimo aspetto che intendo parlarvi; non entrerò nel merito delle questioni politiche ma mi limiterò al campo che conosco meglio: quello del <strong>cinema</strong>. E lo farò attraverso mie <strong>riflessioni personali</strong>, condivisibili o meno, che non hanno la pretesa di ergersi a verità assoluta ma attraverso le quali spero di dare uno spunto di riflessione a un dibattito più che mai aperto.</p>
<p><strong>È giusto censurare la storia</strong>, riscrivendola attraverso i film, eliminando i prodotti realisti a favore di quelli di fantasia? O piuttosto non sarebbe meglio conoscere il passato, imparando da esso e creando un futuro diverso e più equo?</p>
<h2>Il caso Hollywood</h2>
<p>Riflessioni, queste, che avevano già affollato la mia mente il mese scorso, quando su <strong>Netflix</strong> è uscita <strong><em>Hollywood</em></strong>, miniserie creata da <strong>Ryan Murphy</strong> e ambientata nello scintillante mondo dello star system del secondo dopoguerra.<br />
Una serie sul cinema e sulla storia, per di più creata da Ryan Murphy (di cui mi ero artisticamente innamorata ai tempi di <a href="https://nerdando.com/2016/09/09/scream-queens/"><strong><em>Scream Queens</em></strong></a>): come potevo perdermela? E infatti mi sono tuffata immediatamente nella visione, senza nemmeno aspettare il doppiaggio e, inizialmente, la serie mi stava anche piacendo molto.<br />
<em>Hollywood</em> (di cui vi ha già parlato approfonditamente <strong>Gattiveria</strong> <a href="https://nerdando.com/2020/05/30/nerdandoconsiglia-hollywood/">qui</a>) è stata apprezzata da molti ma ha fatto storcere il naso ad altrettanti spettatori per la sua<strong> revisione storica</strong>. E io faccio parte di quest&#8217;ultima fetta di pubblico.</p>
<p>Chiariamoci subito: la fantastoria esiste da sempre e non ho nulla in contrario. Qui però si maschera da versione storica, con tanto di personaggi realmente esistiti, <strong>una rilettura completamente fantasiosa degli Stati Uniti e della Hollywood degli anni Quaranta</strong>. Sarebbe stato bello vedere davvero un&#8217;attrice protagonista di colore, in un film in cui il personaggio principale non doveva necessariamente esserlo, vincere un Oscar in quell&#8217;epoca. Sarebbe stato bello vedere una donna a capo di uno studio cinematografico di punta. Sarebbe stato bello vedere un progetto cinematografico ambizioso e in anticipo sui tempi avere un successo clamoroso. Sarebbe stato bello vedere l&#8217;omosessualità sdoganata liberamente già all&#8217;epoca, per di più durante la notte degli Oscar.<br />
Sarebbe stato bello. <strong>Ma nella realtà non è andata così</strong>. E dimenticarlo è pericoloso.</p>
<p>Nella realtà avremmo dovuto aspettare il 2001 per vedere un&#8217;attrice nera vincere l&#8217;Oscar come migliore interprete principale (<strong>Halle Berry</strong>, per <em>Monster Ball</em>. La prima afroamericana a vincere nella categoria non protagonista, invece, era stata <strong>Hattie McDaniel</strong> nel 1939 per il ruolo di Mami in <strong><em>Via col vento</em></strong>). Nella realtà <strong>Rock Hudson</strong>, attore apprezzato e amato, ha sofferto tutta la vita per la propria omosessualità, che era costretto a tenere nascosta. Ma è stata proprio la sua morte per AIDS a scuotere l&#8217;opinione pubblica nei confronti di questa malattia.</p>
<p><strong>Cambiare il ricordo di anni di sofferenza e lotte</strong>, cancellarlo per sostituirlo con un passato idilliaco e perfetto, in cui le ingiustizie non sono mai esistite, a mio modo di vedere <strong>non aiuta ad appianare le criticità che viviamo ancora oggi</strong> ma, anzi, mi suona più come un lavarsi la coscienza, spostando l&#8217;attenzione dal problema. Un <strong>guardare il dito e non la luna</strong>, cosa che oggi avviene troppo spesso.</p>
<h2>Il caso Via col vento</h2>
<p>In <em>Hollywood</em> un&#8217;ottima <strong>Queen Latifah</strong> interpreta <strong>Hattie McDaniel</strong>, prima afroamericana a vincere un premio Oscar per il ruolo interpretato in un kolossal indiscusso: <strong><em>Via col vento</em></strong>.<br />
È curioso che proprio in questi giorni sia questo grande classico ad essere sotto le luci della ribalta a proposito della questione razziale.</p>
<p><em>Via col vento</em>, diretto nel 1939 da <strong>Victor Fleming</strong> e interpretato da <strong>Clark Gable</strong> e <strong>Vivien Leigh</strong> si è dimostrato un film dal grandissimo e duraturo successo, vincitore di ben 8 premi Oscar.<br />
La storia è ambientata durante la <strong>Guerra di Secessione</strong> americana e Rossella, la protagonista, vive in uno stato del Sud, la Georgia. Non solo, la sua famiglia è proprietaria di una piantagione di cotone: come è prevedibile aspettarsi, i personaggi di colore che compaiono nel film, tra cui la già citata Mami, sono rappresentati realisticamente rispetto l&#8217;epoca di ambientazione, tramite <strong>stereotipi antiquati</strong> non solo per lo spettatore di oggi ma già per uno del 1939 (uno che fosse particolarmente progressista, a dirla tutta: gli Stati Uniti del 1939, in effetti, non brillavano per uguaglianza sociale).</p>
<p>Ha fatto discutere molto la decisione di <strong>HBO Max</strong>, servizio di streaming disponibile negli Stati Uniti, che in questi giorni ha &#8220;<strong>momentaneamente rimosso</strong>&#8221; <em>Via col vento</em> dal proprio catalogo per &#8220;<strong>contenuti razzisti</strong>&#8220;. La piattaforma ha chiarito che il film verrà reintrodotto (in un futuro imprecisato) con l&#8217;aggiunta di una discussione sul suo contesto storico.<br />
<strong>Non un vero e proprio episodio di censura</strong> (il film esiste ancora, non è che ne sia stata data alle fiamme la pellicola, come in un fin troppo celebre rogo di libri di storica memoria e contestualizzare il periodo storico per uno spettatore che non lo conosca è senz&#8217;altro una buona idea) ma sicuramente un segnale su cui riflettere. L&#8217;operazione di HBO Max, per quanto compiuta in buona fede, non può che portare alla mente episodi di <strong>censura</strong> tristemente appartenenti al nostro passato e che non sono mai giustificati, in nessun caso, quando si tratti di arte.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>E quindi? Non possiamo più sognare? Aboliamo completamente le opere di fantasia? Certo che no, non è questo che dico. Dico solamente che <strong>non possiamo eliminare o rimaneggiare film realisti quando raccontano parti della Storia che non ci fa piacere ricordare</strong>.<br />
Prendiamo il caso di <em>Via col vento</em>: il film rappresenta un&#8217;epoca in cui il razzismo negli Stati Uniti era una solida realtà e la schiavitù praticata senza problemi. Edulcorarne la rappresentazione nella pellicola non cambierebbe quello che è avvenuto.<br />
Prendiamo il caso di <em>Hollywood</em>: negli anni Quaranta (e talvolta ancora adesso) lo star system hollywoodiano non lasciava spazio a minoranze. Fingere che non fosse così non aiuta in nessun modo le lotte per il raggiungimento dell&#8217;uguaglianza nel mondo dello spettacolo. Anzi, sembra il classico &#8220;contentino&#8221; per tutti gli attori e attrici che rivendicano di essere considerati per il proprio talento e non per l&#8217;aspetto fisico.</p>
<p>Ma non solo: <strong>la censura sull&#8217;arte non è mai tollerabile</strong>. Eliminare un film storico, che racconta un&#8217;epoca che era davvero razzista, perché razzista non ha nessuna giustificazione. Per lo stesso ragionamento, allora, dovremmo eliminare tutti i film sul Nazismo perché il Nazismo era sbagliato? Dovremmo eliminare tutti i film di <strong>Roman Polanski</strong> perché condannato per stupro su minore? Dovremmo privarci del talento di un attore come <strong>Kevin Spacey</strong> per via delle accuse che lo hanno coinvolto? (oh, aspetta&#8230;)<br />
Ogni volta che si sceglie di censurare un&#8217;opera d&#8217;arte si intraprende <strong>una china scivolosa</strong>, che ci avvicina pericolosamente all&#8217;immagine che con quel gesto cerchiamo invece di sopprimere.<br />
La rappresentazione artistica di qualcosa che abborriamo, da sempre, è spesso lo stimolo ad eliminare dalla nostra vita certi comportamenti e idee.</p>
<p>E inoltre, per come la vedo io, <strong>il nostro passato è importantissimo</strong> nei suoi aspetti piacevoli ed eroici quanto in quelli negativi e terrificanti: tutto quello che è accaduto può e deve lasciarci un insegnamento affinché non ripetiamo certi errori e non reiteriamo certi atteggiamenti.<br />
Per lo stesso motivo per cui smettere di ricordare gli orrori del Nazismo sarebbe catastrofico, riscrivere il passato ci può far sentire più leggeri e con la coscienza a posto, fingere che certe cose non siano mai accadute può farci sentire meglio; ma rimuovere completamente gli eventi negativi non ci permette di migliorare, farne tesoro e <strong>scrivere un futuro migliore</strong>. <strong>Dimenticare non permette di progredire</strong>. E cancellare persone ed eventi che ci hanno permesso di arrivare alle conquiste etiche ed egualitarie che abbiamo oggi, ne offende la memoria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/06/11/censurare-la-storia-o-cambiare-il-futuro-i-casi-hollywood-e-via-col-vento/">Censurare la storia o cambiare il futuro? I casi Hollywood e Via col vento</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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