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	<title>George R. R. Martin - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Game of Thrones &#8211; Quando un fenomeno di massa si conclude</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/05/26/game-of-thrones-quando-un-fenomeno-di-massa-si-conclude/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 12:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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<h2>Game of Thrones</h2>
<p>Ci siamo. Sapevamo che questo momento sarebbe arrivato ma non eravamo davvero pronti e mai avremmo potuto esserlo, d&#8217;altra parte. <strong>Game of Thrones si è conclusa</strong>, la serie che ha saputo più di ogni altra imporsi ben oltre il confine televisivo e condizionare la nostra vita a tutto tondo, la serie che ha saputo diventare un vero e proprio fenomeno di massa ha scritto la parola fine.</p>
<p>Dopo ben otto stagioni, il cerchio si chiude, quindi. E -ma c&#8217;era da aspettarselo d&#8217;altra parte- sembra non lasciare soddisfatto proprio nessuno. La serie TV ispirata ai romanzi di <strong>George R.R. Martin</strong>, diventati negli anni degli autentici best seller capaci di rilanciare a nuova vita il genere fantasy a livello letterario, si era da tempo distaccata dai libri ma nelle ultime stagioni ha preso una strada completamente sua, che non sempre gli spettatori hanno apprezzato. A tenere le redini della sceneggiatura, fin dall&#8217;inizio, è stato il duo composto da <strong>David Benioff e D.B. Weiss</strong>: i due, con questo finale, si sono attirati definitivamente l&#8217;odio di gran parte del pubblico.</p>
<p>Io ho seguito l&#8217;ottava e conclusiva stagione in diretta e, lo devo ammettere, <strong>ho avuto bisogno di un po&#8217; di tempo per metabolizzare la conclusione</strong> che gli sceneggiatori hanno deciso di dare a Game of Thrones. Mi ha soddisfatto? Mi ha lasciata indifferente? Ho voluto pensarci un po&#8217; su e, alla fine, buttare giù queste righe di commento, secondo il mio personalissimo punto di vista. Non una recensione alla stagione, quindi, ma <strong>una riflessione sul finale</strong>.<br />
Sarebbe superfluo dirlo, visto che si parla appunto dell&#8217;episodio finale, ma lo specifico: <strong>da qui in avanti troverete una marea di spoiler</strong>. Se non avete ancora concluso la visione, vi consiglio di fermarvi qui e tornare a leggere solo dopo aver guardato l&#8217;episodio in questione.</p>
<h2>Episodio conclusivo: Il Trono di Spade</h2>
<p>Dopo cinque episodi che hanno alternato fasi riflessive ad altre concitate e ricche di eventi, <strong>siamo arrivati alla resa dei conti</strong>. Le carte in tavola sono cambiate molto rapidamente, in questa stagione, e la situazione che ci troviamo davanti alla vigilia della puntata intitolata <strong>Il Trono di Spade</strong>, è molto diversa da quella che ci saremmo potuti aspettare.</p>
<p><strong>Approdo del Re</strong> è presa. O meglio, rasa al suolo. Durante la battaglia, infatti, la vena di follia che funesta da generazioni la stirpe Targaryen è esplosa in <strong>Daenerys</strong>, colpita nel profondo da più di un evento traumatico negli ultimi tempi. Molti di noi sfogano la tensione andando a correre, la Regina dei Draghi, invece, distrugge una città inerme che si è ormai arresa, abbattendo edifici e carbonizzando i cittadini terrorizzati. Una svolta che non ha convinto tutti ma che, se guardiamo con attenzione, non è così inaspettata: già nelle stagioni precedenti Daenerys aveva avuto esplosioni di rabbia incontrollata e reazioni crudeli e talvolta spropositate ai colpi che le sono arrivati. L&#8217;evoluzione del personaggio, per me, è coerente con la sua storia e con quanto ci è stato sempre mostrato di lei, per quanto posso concordare sul fatto che, in quest&#8217;ultima stagione, le tappe siano state un po&#8217; forzate.</p>
<p>Sconfitti i propri nemici e conquistata definitivamente <strong>Westeros</strong>, a Daenerys non resterebbe che regnare su quel poco che resta di Approdo del Re e su tutto il Continente Occidentale. Peccato che la sete di distruzione della nuova regina non sembri affatto placata e che i suoi alleati continuino ad abbandonarla. Il primo a farlo è <strong>Tyrion</strong>, il suo Primo Cavaliere, che vede una volta per tutte deluse le speranze che aveva sempre riposto nella giovane Targaryen e decide di abbandonare il suo ruolo di consigliere. Ma anche <strong>Jon</strong> <strong>Snow</strong> (che in realtà è Aegon Targaryen, legittimo erede al Trono) sembra nutrire preoccupazioni sul comportamento della sua Regina, nonostante l&#8217;amore sincero che prova per lei.</p>
<p>Ed è a questo punto che le cose precipitano: Jon decide di anteporre ciò che è giusto a ciò che prova e uccide Daenerys. Si prepara ad affrontare poi la fine per mano (o per meglio dire per bocca) di <strong>Drogon</strong>. Il drago è straziato dalla morte di sua Madre ma non riesce a uccidere Jon, nelle cui vene scorre sangue di drago. Indirizza quindi il potente getto di fuoco verso il Trono di Spade, fondendolo completamente, e poi vola via con il corpo senza vita di Daenerys. Gli Immacolati, guardia della Regina, fanno dunque prigioniero Jon e, dopo un salto temporale, assistiamo al <strong>concilio dei potenti di Westeros</strong>, per stabilire il da farsi.</p>
<p>Tyrion sfrutta le sue abilità oratorie per convincere il concilio a scegliere un nuovo Re, che viene individuato in <strong>Bran</strong>. Lo stesso Tyrion sarà il suo Primo Cavaliere, mentre il Nord tornerà ad essere un regno a sé stante. Jon espierà la sua colpa tornando tra i <strong>Guardiani della Notte</strong>. Una fine, quindi, che è un po&#8217; un ritorno all&#8217;inizio, anche se con un nuovo spirito: il nuovo Re ed i suoi consigliere, memori di quanto accaduto, daranno vita ad un regno più giusto e volto al bene del popolo.</p>
<p>Ammettiamolo: non è certo il finale che ci saremmo aspettati. <strong>Bran</strong>, che ha passato le ultime stagioni a ricordare a tutti quanto fosse distaccato dal mondo terreno e quanto fosse poco interessato al comando, accetta immediatamente di diventare <strong>Re di Westeros</strong>, pur mantenendo quella sua aria impenetrabile e disinteressata. Avevo fatto varie ipotesi su chi alla fine si sarebbe seduto sul Trono di Spade ma devo ammettere che mai e poi mai avrei preso in considerazione Bran, proprio per via della storyline che lo aveva visto protagonista. Ho visto questa scelta come un modo per ribadire il <strong>concetto di destino</strong>, che tanta parte aveva avuto nelle convinzioni di Daenerys, interpretato però in una chiave non di predestinazione ma di ciclicità. <strong>Quello che deve accadere, in un modo o nell&#8217;altro, finirà per accadere</strong>. Ed è proprio il personaggio di Bran a rafforzare questa interpretazione, quando dice a Jon &#8220;<em>eri esattamente dove dovevi</em>&#8220;.</p>
<h2>Jon e Daenerys</h2>
<p>A lasciarmi meno soddisfatta, comunque, è stato il percorso scelto per i due personaggi di <strong>Jon e Daenerys</strong>. Il ciclo di romanzi si intitola &#8220;<strong>Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco</strong>&#8220;, per cui non mi sembra azzardato definire i due come i protagonisti (di quello che comunque si configura come un racconto corale) e anche nella serie sono loro ad essere emersi come personaggi principali.</p>
<p>Avevo già storto il naso, lo devo ammettere, nella scorsa stagione, alla scelta di farli innamorare. A visione ultimata, comunque, capisco il significato di quella decisione: rende tutto più drammatico. E, in fondo, i due si delineano perfettamente come <strong>personaggi tragici</strong>, in tutto e per tutto, con questa conclusione. Prendiamo <strong>Daenerys</strong>: l&#8217;abbiamo seguita in un percorso di crescita fenomenale,  che l&#8217;ha vista maturare profondamente e diventare una donna coraggiosa e motivata, pronta a schierarsi in prima linea nelle sue battaglie, incurante dei rischi, e a farsi carico del destino del mondo e del suo benessere. In tante traversie a sorreggerla c&#8217;è sempre stato un obiettivo: il Trono di Spade. Anche in questa stagione Daenerys ha dovuto assorbire duri colpi, prendere decisioni difficili, affrontare sfide complesse. E alla fine è arrivata a un passo dal suo sogno, ha potuto perfino sfiorarlo con le dita. Ma tutto si è tramutato in cenere per mano dell&#8217;uomo che amava. Non riesco a immaginare una parabola più tragica, nel senso classico del termine.</p>
<p>Anche <strong>Jon</strong> ha subito una metamorfosi profonda nel corso delle stagioni e ha dovuto fronteggiare situazioni che avrebbero fatto impazzire chiunque. Cresciuto nei saldi principi di <strong>Ned Stark</strong>, comunque, il Lupo Bianco è riuscito sempre a mettere il dovere prima di tutto e a sacrificare addirittura se stesso per il bene comune. Tutte doti che ne farebbero un ottimo regnante, ora che è stata resa pubblica la sua vera origine. Jon non è interessato al potere e anche questo è un aspetto che lo renderebbe il pretendente perfetto per il trono. Sarebbe un sacrificio per lui, ma gliene viene chiesto uno ancora più grande: uccidere il tiranno a cui non solo ha giurato fedeltà ma che è anche la donna che ama. È una decisione pesantissima, ma ancora una volta Jon mette prima di tutto il dovere e porta a termine il terribile compito.<br />
E poi? E poi per lui c&#8217;è <strong>la fine più ingrata</strong>: condannato all&#8217;anonimato, all&#8217;esilio e all&#8217;oblio per aver fatto quello che tutti speravano facesse.</p>
<p>Personalmente non ho amato un epilogo così privo di spiragli per i personaggi che ho imparato a conoscere ed apprezzare nel corso di 8 stagioni. Poi ci ho pensato su e ho capito che, <strong>forse, un finale del genere è in linea con lo spirito di fondo di Game of Thrones</strong>: la vita non è giusta e i buoni, spesso, perdono. Lo avevamo visto con  Ned Stark, il personaggio più integerrimo che si possa immaginare, già nella prima stagione ma lo abbiamo visto accadere più volte nel corso degli anni. Jon è un giusto e, alla fine, è lui a rimetterci. Daenerys ha più sfumature, non è pienamente né bianco né nero, ma alla fine viene travolta e condannata da un sentimento puro e positivo: l&#8217;amore. Non c&#8217;è speranza per i singoli ma c&#8217;è un futuro roseo per il Regno all&#8217;orizzonte. In fondo, Game of Thrones è questo e non ha mai cercato di nascondere la sua natura.</p>
<p>Un finale, quindi, che non mi soddisfa, anche per la marea di questioni non risolte, ma che comprendo se mi pongo nell&#8217;ottica di fondo della serie.<br />
<strong>E adesso?</strong> Adesso non resta che aspettare i libri, per scoprire anche quell&#8217;epilogo. Ma, ne sono sicura, la parola fine è ancora lontana dal mondo di Westeros e, presto, avremo modo di tornare nel fantastico Continente con nuove avventure.</p>
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		<title>Netflix &#8211; Le novità di febbraio 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2019 15:46:25 +0000</pubDate>
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<p>Succose novità nel catalogo Netflix per quanto riguarda il mese di febbraio 2019, tra film e serie TV originali e nuovi titoli interessanti. Si comincia con l&#8217;attesa seconda stagione di Suburra, serie italiana che ha convinto molto all&#8217;esordio e che ora è pronta a portarci nuovi intrighi, inedite alleanze e spietate strategie. Dal 22 febbraio [&#8230;]</p>
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<p>Succose novità nel catalogo <strong>Netflix</strong> per quanto riguarda il mese di <strong>febbraio 2019</strong>, tra film e serie TV originali e nuovi titoli interessanti.</p>
<p>Si comincia con l&#8217;attesa <strong>seconda stagione</strong> di <strong>Suburra</strong>, serie italiana che ha convinto molto all&#8217;esordio e che ora è pronta a portarci nuovi intrighi, inedite alleanze e spietate strategie. Dal 22 febbraio 2019.</p>
<p>Gli originali Netflix sono spesso ricchi di fascino, e sembra promettere bene il nuovo <strong>The Umbrella Academy</strong>, in catalogo dal 15 febbraio 2019. Tratta dalle graphic novel di <strong>Gerard Way</strong>, la serie racconta la storia di sette bambini nati tutti lo stesso giorno in diverse parti del mondo, adottati da un miliardario ed educati nella visionaria scuola del titolo.</p>
<p>Grande attesa anche per <strong>Nightflyers</strong>, in arrivo il 1 febbraio. Ispirata al racconto di <strong>George R.R. Martin</strong>, Dieci piccoli umani, la serie è ambientata nel futuro a bordo della nave spaziale che dà il titolo al prodotto.</p>
<p>Il 1 febbraio arriva anche un&#8217;altra serie: <strong>Russian Doll</strong>, che segue le vicende di Nadia, giovane donna rimasta intrappolata nel tempo.</p>
<p>Serie crime antologica ispirata ad un podcast è poi <strong>Dirty John</strong>, in arrivo dal 14 febbraio. Ossessione e inquietudine in un thriller ispirato a una storia vera.</p>
<p>Tra le produzioni originali Netflix non mancano i lungometraggi: <strong>Velvet Buzzsaw</strong> arriva il 1 febbraio ed è un thriller ambientato nel mondo dell&#8217;arte contemporanea di Los Angeles.</p>
<p>Risate e romanticismo, invece, con <strong>Non è romantico?</strong>, interpretato da <strong>Liam Hemsworth e Rebel Wilson</strong> e in arrivo il 28 febbraio.</p>
<p>Il catalogo cinematografico si arricchisce inoltre di <strong>American Sniper</strong> (dal 4 febbraio), <strong>Vi presento Joe Black</strong> (15 febbraio), <strong>Billy Elliot</strong> (15 febbraio), <strong>Smetto quando voglio Masterclass</strong> (2 febbraio), <strong>Liberaci dal male</strong> (1 febbraio), <strong>Frankenstein di Mary Shelley</strong> (1 febbraio).</p>
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		<title>Fuoco &#038; Sangue, la Storia dei Targaryen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2019 13:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Game of Thrones]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/Cronicas-de-Gelo-e-Fogo.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/Cronicas-de-Gelo-e-Fogo-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/Cronicas-de-Gelo-e-Fogo-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/Cronicas-de-Gelo-e-Fogo-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/Cronicas-de-Gelo-e-Fogo-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/Cronicas-de-Gelo-e-Fogo.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Fuoco &#38; Sangue (o Fire &#38; Blood se preferite il titolo originale) è un libro pubblicato a Novembre 2018 più o meno in contemporanea in Europa ed America, scritto da George R.R. Martin in collaborazione con Elio M. Garcia Jr., già autore di World of Ice &#38; Fire. Come si può evincere dal titolo, è [&#8230;]</p>
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<p><strong>Fuoco &amp; Sangue</strong> (o <em>Fire &amp; Blood</em> se preferite il titolo originale) è un libro pubblicato a Novembre 2018 più o meno in contemporanea in Europa ed America, scritto da <strong>George R.R. Martin</strong> in collaborazione con Elio M. Garcia Jr., già autore di <em>World of Ice &amp; Fire</em>.</p>
<p>Come si può evincere dal titolo, è un libro che si ambienta nel popolare setting delle <strong>Cronache di Fuoco &amp; Ghiaccio</strong> e si focalizza sulle vicende della <strong>casa Targaryen</strong>, dalla conquista di Westeros fino al metà della loro storia come regnanti (si tratta infatti solo del <strong>primo volume</strong>, con un secondo che non è nemmeno stato iniziato a scrivere e che quindi probabilmente vedrà la luce in un futuro remoto, se mai).</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Fuoco &amp; Sangue</strong> segue la traccia di <em>World of Ice &amp; Fire</em> nell’essere prima di tutto una <strong>cronostoria dei fatti</strong>, esposti come se fossero narrati da uno studioso che vivesse nello stesso mondo in cui si svolgono.</p>
<p>La differenza con <em>World of Ice &amp; Fire</em> è però che <em>Fuoco &amp; Sangue</em> non è solamente più concentrato, ma è anche meno enciclopedico e più “romanzato”, con <strong>dialoghi e dettagli</strong> più presenti.</p>
<p>Di fatto, se <em>World of Ice &amp; Fire</em> era più simile alle <em>Storie</em> di Erodoto,<em> Fuoco &amp; Sangue</em> si rifa molto più all’<em>Ab Urbe Condita</em> di Livio, includendo anche <strong>giudizi e commenti</strong> da parte dell’autore fittizio dell’opera.</p>
<p>Si tratta di una <strong>lettura interessante</strong>, che scorre rapida e senza intoppi, perlomeno per me. Specifico la cosa perché credo che per apprezzare <em>Fuoco &amp; Sangue</em> sia fondamentale essere interessati innanzitutto alla <em>lore</em> (di Westeros, ma in generale degli <strong>universi immaginari</strong> che vengono plasmati in libri, fumetti o giochi che sia), ma non solo.</p>
<p><em>Fuoco &amp; Sangue</em> è sostanzialmente un<strong> tomo di Storia</strong> ed è comprensibile come alcuni l’abbiano giudicato un “compito a casa di 700 pagine”. C’è chi però, come me, <strong>adora la Storia</strong> e trova questo tipo di racconto storiografico estremamente interessante, nonostante l’assenza di <em>plot twist</em>.</p>
<p>Il punto infatti per me si può ricondurre a questo: se siete fan di Martin in modo quasi del tutto esclusivo per <strong>i personaggi e le vicende</strong> inaspettate degli stessi, <em>Fuoco &amp; Sangue</em> non può che deludervi.</p>
<p><strong>Non è un romanzo</strong> e le storie, se avete letto <em>World of Ice &amp; Fire</em>, sono bene o male tutte note. Si possono trovare qua e là tracce dei <strong>dialoghi sarcastici</strong> che contraddistinguono l’opera di Martin, ma sono in secondo piano rispetto alla narrazione puntigliosa dei fatti.</p>
<p>Non vengono nemmeno rivelati chissà quanti <strong>fatti nuovi</strong> con conseguenze sulle vicende dei libri principali o sulla <em>lore</em> in generale, una cosa che ammetto essere stata<strong> un po’ deludente</strong>.</p>
<p>Tuttavia <em>Fuoco &amp; Sangue</em> è un<strong> trattato di Storia</strong> di Westeros già di suo interessante, per chi come me è appassionato della materia, che ci fornisce una <strong>quantità sterminata di dettagli</strong> sulla personalità e gesta di numerosi personaggi che fino ad ora erano poco più che nomi.</p>
<p>Inoltre non manca dello<strong> stile di Martin</strong>: per quelli che hanno approcciato i romanzi dalla serie TV staranno pensando ai vari <em>plot twist</em>, che però solo solo un <strong>aspetto secondario</strong> della sua narrativa (e che è stato stressato all’inverosimile dalla <a href="https://nerdando.com/2017/07/13/game-of-thrones-la-tragedia-di-una-serie-tv-che-punta-al-grande-pubblico/">tragica versione televisiva</a>).</p>
<p>L’autore del New Mexico è infatti sempre stato prima di tutto interessato a raccontare una <strong>versione cruda e dissacrante del fantasy</strong>, un’operazione che compie a pieno in <em>Fuoco &amp; Sangue</em>, dove le morti eroiche scarseggiano e gli atti di viltà, barbarie e violenza la fanno da padrone.</p>
<p>Infine, una menzione a lato per le<strong> illustrazioni</strong> di Doug Wheatley: sono numerose e, sebbene in bianco e nero, per niente male. Alcune però son <strong>le stesse di <em>World of Ice &amp; Fire</em> </strong>e quelle che non lo sono soffrono il confronto con le splendide illustrazioni a colori dell’altro libro.</p>
<h2>In Conclusione</h2>
<p><strong>Fuoco &amp; Sangue</strong> non è il libro che tutti si aspettavano da Martin nel 2018 e non è nemmeno un libro che farà saltare di gioia la maggior parte dei fan. Storiografico al punto dall’essere <strong>quasi un testo scolastico</strong> e scarno di dettagli con implicazioni alle vicende principali, non è il romanzo ricco di colpi di scena e dialoghi memorabili che hanno appassionato mezzo mondo.</p>
<p>Allo stesso tempo però è una <strong>cronaca interessante</strong> della Storia di Westeros, che ci mostra gli aspetti più crudi e prettamente umani dei Re dei draghi dei Sette Regni e degli altri uomini e donne della loro era.</p>
<h2>Nerdando in Breve</h2>
<p><strong>Fuoco &amp; Sangue</strong> è il nuovo libro di George R.R. Martin ambientato a Westeros. Non si tratta di un romanzo della serie principale, ma di una <strong>cronaca storiografica</strong> della prima metà della dinastia Targaryen.</p>
<p>Il libro, un tomo illustrato di circa 700 pagine, approfondisce le vite dei <strong>Re dei Sette Regni</strong>, da Aegon il Conquistatore fino ad arrivare a metà del dominio dei Targaryen su Westeros.</p>
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		<title>Il mondo del ghiaccio e del fuoco: compendio su Westeros</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/08/07/il-mondo-del-ghiaccio-e-del-fuoco-compendio-su-westeros/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Aug 2018 12:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Elio M. Garcìa]]></category>
		<category><![CDATA[George R. R. Martin]]></category>
		<category><![CDATA[Il trono di spade]]></category>
		<category><![CDATA[Linda Antonsson]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[Targaryen]]></category>
		<category><![CDATA[Westeros]]></category>
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<p>Recensione Premessa: sono appassionata di storia e da sempre divoratrice di cronache, cosmogonie e saggi in materia. Naturale, quindi, che fossi attratta da Il mondo del ghiaccio e del fuoco: l&#8217;argomento è di fantasia, ma lo stile è pienamente storiografico e in grado, quindi, di conquistare all&#8217;istante la mia curiosità. Il mondo del ghiaccio e [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Premessa: sono appassionata di <strong>storia</strong> e da sempre divoratrice di cronache, cosmogonie e saggi in materia. Naturale, quindi, che fossi attratta da <strong>Il mondo del ghiaccio e del fuoco</strong>: l&#8217;argomento è di fantasia, ma lo stile è pienamente storiografico e in grado, quindi, di conquistare all&#8217;istante la mia curiosità.</p>
<p>Il mondo del ghiaccio e del fuoco, scritto da  <strong>Elio M. Garcìa</strong> e <strong>Linda Antonsson </strong>con l&#8217;attenta supervisione di <strong>George R. R. Martin</strong>, porta come sottotitolo &#8220;<strong>La storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade</strong>&#8220;, il che è un ottimo riassunto del suo contenuto.</p>
<p>Vi ricordate quando a scuola studiavate i <strong>Promessi Sposi</strong>? Per il suo romanzo più celebre, <strong>Alessandro Manzoni</strong> aveva utilizzato l&#8217;espediente narrativo di trascrivere un fantomatico manoscritto che aveva recuperato fortunosamente, che naturalmente in realtà non esisteva. Bene, con <strong>Il mondo del ghiaccio e del fuoco</strong> gli autori fanno esattamente la stessa cosa: il narratore, infatti, è un certo <strong>Maestro Yandel</strong>, che compila il manoscritto che leggiamo in onore di Re Tommen, primo del suo nome.</p>
<p>Lo spunto ci regala un interessante <strong>compendio storico su Westeros</strong> e i Sette Regni ma anche sulle terre più lontane, che nello show televisivo sono solo comparse brevemente o addirittura non hanno trovato posto.</p>
<p>La parte relativa al Continente Occidentale è, ovviamente, quella più corposa: dopo un <em>excursus</em> sulla storia antica della regione e di <strong>Valyria</strong>, lo scritto passa ad un&#8217;analisi approfondita della <strong>dinastia Targaryen</strong>, da Aegon il conquistatore al Re Folle. Dopo di che, vengono passati in rassegna i Sette Regni, analizzandone casa regnante, peculiarità, usanze ed eccellenze.</p>
<p>Gli ultimi capitoli ci permettono poi di conoscere meglio le <strong>Città Libere</strong>, i territori di <strong>Essos</strong> e anche quelli più lontani ancora, ai confini del mondo conosciuto. Un lavoro storiografico, insomma, dettagliato ed estremamente realistico, che ci permette di conoscere a fondo territori e popolazioni che abbiamo visto sullo schermo e comprendere ancora meglio le motivazioni e i pregressi delle vicende mostrate nella serie TV.</p>
<h2>Edizione</h2>
<p>Quella che ho letto io è l&#8217;<strong>edizione Mondadori illustrata e cartonata</strong>, dal formato decisamente non tascabile ma estremamente curato e pregiato. La preziosa copertina, il tipo di carta e di carattere scelti, le stupende illustrazioni, le colorazioni usate: tutto <strong>riproduce fedelmente un antico manoscritto</strong>, nello stile quanto nell&#8217;impaginazione.</p>
<p>Unici nei dell&#8217;edizione sono la <strong>carta lucida</strong>, che in alcune condizioni di luce può rendere difficoltosa la lettura, e <strong>qualche piccolo refuso di stampa</strong> di tanto in tanto. Nulla che comprometta eccessivamente la fruizione, comunque.</p>
<p><strong>Il mondo del ghiaccio e del fuoco</strong> non è un romanzo, quanto più un&#8217;opera di approfondimento storiografico: è una <strong>lettura interessante</strong>, a patto che vi poniate nel giusto punto di vista, senza aspettarvi azione serrata a ogni pagina. Quello che troverete, invece, è una appassionante e precisa ricostruzione di civiltà antiche e ampie e dettagliate. descrizioni.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Il mondo del ghiaccio e del fuoco</strong> è un utile compendio storico che vi svelerà tutti i segreti dei territori e delle civiltà del <strong>Trono di Spade</strong>.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.5]</h2>
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		<title>Il popolo del tappeto: per la prima volta in edizione integrale con Kappalab</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/03/20/il-popolo-del-tappeto-per-la-prima-volta-in-edizione-integrale-con-kappalab/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 11:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[George R. R. Martin]]></category>
		<category><![CDATA[Kappalab]]></category>
		<category><![CDATA[Neil Gaiman]]></category>
		<category><![CDATA[Terry Pratchett]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Il popolo del tappeto" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Grandi novità per gli amanti del fantasy: arriva infatti, finalmente in edizione integrale, Il popolo del tappeto, portato in Italia da Kappalab. Il romanzo è opera di un autore che non sarà certamente sconosciuto ai più: Terry Pratchett, scomparso nel 2015, è stato infatti uno dei più prolifici ed apprezzati scrittori del nostro secolo, attivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Il popolo del tappeto" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-22473" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto.jpg" alt="Il popolo del tappeto" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/il-popolo-del-tappeto-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Grandi novità per gli amanti del fantasy: arriva infatti, finalmente in edizione integrale, <strong>Il popolo del tappeto</strong>, portato in Italia da <strong>Kappalab</strong>.</p>
<p>Il romanzo è opera di un autore che non sarà certamente sconosciuto ai più: <strong>Terry Pratchett</strong>, scomparso nel 2015, è stato infatti uno dei più prolifici ed apprezzati scrittori del nostro secolo, attivo soprattutto nell&#8217;ambito del <strong>fantasy umoristico</strong>.</p>
<p>Pratchett, uno dei maggiori autori britannici, ha scritto nel corso della propria vita <strong>oltre settanta romanzi</strong> tradotti in trentotto lingue, per un totale di oltre ottantacinque milioni di copie vendute in tutto il mondo. È stato, di fatto, <strong>l&#8217;autore più venduto degli anni Novanta</strong> e molte delle sue opere sono poi state adattate per il teatro, il cinema e la televisione (arriverà a breve, per esempio, la trasposizione per piccolo schermo di <strong>Buona apocalisse a tutti!</strong>, scritto a quattro mani con Neil Gaiman).</p>
<p>Definito &#8220;maestro indiscusso&#8221; da <strong>Neil Gaiman</strong> e &#8220;Uno dei nostri più grandi autori fantasy, e senza dubbio il più divertente&#8221; da<strong> George R.R. Martin</strong>, Terry Pratchett ha ricevuto numerosi riconoscimenti ufficiali nel corso della propria carriera, tra cui il Cavalierato per il servizio reso alla letteratura del suo Paese.</p>
<p><strong>Il popolo del tappeto</strong> è il suo primo romanzo, pubblicato nel 1981 e, se avete pressappoco la mia età e una passione per il fantasy, è probabile che nel corso della vostra infanzia vi siate imbattuti nella versione italiana dell&#8217;opera che, tuttavia, era fortemente lacunosa e semplificata.</p>
<p>Bene, adesso avete la possibilità di rimediare al problema: <strong>Il popolo del tappeto</strong> arriva finalmente anche in Italia in <strong>edizione integrale</strong>, grazie a <strong>Kappalab</strong>. La versione attuale, infatti, è interamente rivista e corretta e, soprattutto, integra tutte le parti del testo che, negli anni Novanta, erano state cassate, riassunte o semplificate.</p>
<p>Di fatto, quindi, anche se avete già letto il libro vi troverete di fronte ad un <strong>romanzo del tutto nuovo</strong>, con diverse sezioni che non avete mai potuto leggere prima d&#8217;ora.</p>
<p>Ma di cosa parla Il popolo del tappeto? Si tratta di un <strong>fantasy per ragazzi</strong>, un romanzo d&#8217;avventura che infrange con intelligenza ed ironia i canoni del fantasy classico.</p>
<p><em>In principio c&#8217;era solo il più infinito, assoluto piattume.<br />
Poi venne il Tappeto e lo ricoprì.<br />
Dalla polvere, il Tappeto intessé i Morrunghi, ossia La Gente, o I Veri Esseri Umani.<br />
È così che la maggior parte della gente chiama se stessa, tanto per cominciare. Finché un giorno s&#8217;incontra dell&#8217;altra gente e le si affibbia un nome tipo l&#8217;Altra Gente o, se si è di cattivo umore, il Nemico. Se a qualcuno venisse in mente un nome tipo Un Altro Po&#8217; Di Veri Esseri Umani, tutti si risparmierebbero un sacco di guai. Ma ora che una forza misteriosa spazza il Tappeto radendo al suolo villaggi e città, due fratelli decidono di intraprendere un viaggio verso l&#8217;ignoto alla ricerca di una soluzione&#8230;<br />
</em></p>
<p><strong>Il popolo del tappeto</strong> arriva in edizione brossurata, di 176 pagine, al prezzo di 15.00€. Potete trovare maggiori informazioni sul <a href="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.kappalab.it/libri/132-il-popolo-del-tappeto-9788885457089.html&amp;source=gmail&amp;ust=1520441987385000&amp;usg=AFQjCNGDj3Pw-mEDFwk2VlBgFAmHfGbnZg">sito di Kappalab</a>.</p>
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		<title>Quale personaggio di Game of Thrones vorreste essere?</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/08/10/quale-personaggio-game-of-thrones-vorreste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 12:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>
		<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[A Game of Thrones]]></category>
		<category><![CDATA[AGOT]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache del Ghiaccio e del Fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Game of Thrones]]></category>
		<category><![CDATA[George R. R. Martin]]></category>
		<category><![CDATA[GoT]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/gotpersonaggio.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/gotpersonaggio-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Personaggio di Game of Thrones" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/gotpersonaggio-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/gotpersonaggio-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/gotpersonaggio-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/gotpersonaggio.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Con l&#8217;uscita della settima stagione di Game of Thrones, torniamo a girovagare coi nostri personaggi preferiti (e non) per le terre di Westeros, ormai un po&#8217; freddine per l&#8217;inverno che è infine arrivato. E con esso è giunta anche una domanda: chi, dei personaggi della serie, vorreste essere? Zeno2k Non c&#8217;è nemmeno da scegliere: chi è [&#8230;]</p>
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<p>Con l&#8217;uscita della settima stagione di <strong>Game of Thrones</strong>, torniamo a girovagare coi nostri personaggi preferiti (e non) per le terre di <strong>Westeros</strong>, ormai un po&#8217; freddine per l&#8217;inverno che è infine arrivato. E con esso è giunta anche una domanda: chi, dei personaggi della serie, vorreste essere?</p>
<h3>Zeno2k</h3>
<p>Non c&#8217;è nemmeno da scegliere: chi è l&#8217;unico personaggio che ha carisma da vendere, brillantezza mentale, acume, passione, intelligenza, correttezza morale, e (sotto sotto) grande bontà d&#8217;animo?</p>
<p>Ovviamente <strong>Tyrion</strong>, l&#8217;unico capace di voltare le spalle persino alla propria famiglia, per un bene superiore: la pace.</p>
<h3>Tencar</h3>
<p><strong>Eddard Stark</strong>.</p>
<p>Ok, fa una fine del cavolo, ma la fa perché è fedele ai suoi principi.</p>
<p>Perché ha degli ideali.</p>
<p>Perché crede in qualcosa.</p>
<p>Proprio come il sottoscritto (nella speranza di non fare una brutta fine).</p>
<h3>Clack</h3>
<p>Quale personaggio di <strong>GoT</strong> vorrei essere? Ammetto di essere indecisa tra tre scelte, ma opto per <strong>Arya</strong>.</p>
<p>Ragazzina ribelle, indipendente, spadaccina provetta: non posso che scegliere lei. In più l&#8217;evoluzione che la riguarda risulta approfondita e credibile, nel corso delle stagioni Arya impara ad affrontare le sue paure e le sue incertezze, acquisendo consapevolezza fino a scoprire la persona che vuole essere e le proprie potenzialità.</p>
<p>Mi rispecchio molto nel suo desiderio di libertà e di andare oltre le convenzioni sociali che vogliono attribuirle un ruolo che non sente suo, oltre che nella sua passione per l&#8217;arma bianca e nella sua determinazione.</p>
<p>P.s. curiosi di conoscere gli altri due personaggi con cui ero indecisa? Il &#8220;Maestro di danza&#8221;<strong> Syrio Forel</strong> e la <strong>Vipera Rossa Oberyn Martell</strong>.</p>
<h3>jedi.lord</h3>
<p><strong>Drogon</strong>.</p>
<p>Vorrei essere Drogon.</p>
<p>O anche <strong>Viserion</strong> o <strong>Rhaegal</strong>.</p>
<p>Mi basterebbe soltanto che qualcuno, ogni tanto, mi urlasse &#8220;<strong>Dracarys</strong>&#8220;.</p>
<p>Dato che non si parla di personaggi preferiti, mi fermo qui.</p>
<h3>LC</h3>
<p><strong>Oberyn Martell</strong>. Varrà la pena morire come uno scemo dopo aver vissuto una vita come la sua? La risposta per me è sì. E poi mi piace pensare che magari non farei la stessa fine al posto suo.</p>
<h3>Wiwo</h3>
<p>Premessa doverosa: avendo abbandonato la serie alla quarta stagione, quando scrivo ho in mente i libri. Detto ciò, non so se davvero vorrei essere un personaggio de <strong>Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco</strong>, tendono ad avere un tasso di mortalità un po&#8217; troppo elevato per i miei gusti.</p>
<p>Se dovessi scegliere, però, credo che vorrei essere <strong>Oberyn Martell</strong>, la <strong>Vipera Rossa</strong>. È fantastico: è un figo da paura, ha un&#8217;amante figa da paura, ha delle figlie fighe da paura, vive in quel posto meraviglioso che deve essere <strong>Dorne</strong> e non è contrario ai threesome. Per essere nei <strong>Sette Regni</strong>, mi sembra che non se la passi male. Come dite? È morto malissimo? Dai, su, questi dettagliucci&#8230;</p>
<h3>Gattiveria</h3>
<p>Ehhh, non è una domanda così banale. Potendo guardare <strong>Tyrion</strong> dritto negli occhi e vista l’assonanza con il mio nome direi <strong>Daenerys</strong>, ma la vista del fuoco mi genera sempre una certa tensione e non credo volare su un drago mi farebbe sentire a mio agio. Non essendo capace di mentire o mantenere un segreto senza esplodere, la <strong>regina</strong> <strong>Lannister</strong> non mi assomiglia di certo.</p>
<p>Ritengo di avere uno spirito abbastanza guerriero (che manifesto senza grosse remore, spesso in veste di pedone non tutelato nei suoi diritti) ma non sarei capace di votarmi ad una causa in maniera cieca al punto di annullarmi completamente, quindi <strong>Brienne</strong> è fuori discussione.</p>
<p>Sono determinata nelle mie convinzioni e testarda come poche creature al mondo, ma preferisco ferire di lingua più che di spada e sono pigra: l’estenuante allenamento fisico non fa per me. <strong>Arya</strong> esclusa. Non sono dotata di grandissima spiritualità e anche se il rosso mi dona un casino, <strong>Melisandre</strong> non è il mio genere. Amo le mie figlie, moltissimo, ma non insegnerei mai loro come diventare dure e competitive, il che mette fuori gioco <strong>Ellaria Sand</strong>.</p>
<p>Sono capace di tollerare con grande pazienza e soffrire silenziosamente, ma non ho né la diplomazia né l’eleganza che hanno tenuto in vita <strong>Sansa</strong>, almeno finora. Ritengo di essere arguta e pronta a qualunque cosa per difendere chi amo, non so tenere a freno la lingua né riesco a controllare le mie opinioni in nome delle buone maniere. Ma non ho neanche la lungimiranza di considerare le conseguenze delle mie azioni&#8230;</p>
<p>Peccato perché<strong> Olenna Tyrell</strong> mi piace un sacco. Di sua nipote <strong>Margaery</strong> non ho né l’avvenenza né l’arrivismo. E i toy boy non mi piacciono granché. Sono estremamente territoriale per quanto riguarda il mio nucleo familiare e cerco, nel limite delle mie possibilità di essere sempre presente.</p>
<p>Seguirei la mia prole ovunque, anche in battaglia se necessario. Ma non sarei mai capace di stare con un uomo che non mi dice tutta la verità. Non lo sopporterei, come invece fa <strong>Catelyn</strong>. I personaggi femminili succubi in un modo o nell&#8217;altro come <strong>Selyse</strong> <strong>Florent</strong> o<strong> Lysa Tully</strong> non mi si addicono. Ricapitolando: istintiva, testarda, passionale, difficile da convincere e bisognosa di un compagno che mi tenga testa a cui poter dire ogni tanto che non sa niente&#8230; direi <strong>Ygritte</strong>, la bruta!</p>
<h3>aliquis</h3>
<p>La mia scelta, in quanto amante e praticante della scherma, non può che ricadere su di lui: <strong>Syrio Forel</strong>! Il braavosiano assunto dal compianto <strong>Ned</strong> per iniziare <strong>Arya</strong> all&#8217;arte del combattimento con l&#8217;arma bianca non ha un ruolo così importante all&#8217;interno della narrazione della serie, ma le sue indimenticabili frasi entrano nel cuore più di una delle sue affilate lame. “Ragazzo, ragazza&#8230; per me sei una lama, nient&#8217;altro”.</p>
<p>Come ogni settimana, ecco anche gli interventi dei nostri lettori, direttamente dal gruppo Facebook!</p>
<h3>Aldo Piddiu</h3>
<p><strong>Il</strong> <strong>mastino</strong>.<br />
Il perché non sono fatti che vi riguardano, come direbbe lui</p>
<h3>Cristian Thaal Plevano</h3>
<p>Io vorrei essere <strong>Gendry</strong>&#8230; Più che altro per sapere che fine ha fatto!</p>
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		<title>Chi sarà il prossimo a morire in Game of Thrones?</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/07/13/chi-sara-il-prossimo-a-morire-in-game-of-thrones/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2017/07/13/chi-sara-il-prossimo-a-morire-in-game-of-thrones/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2017 12:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>
		<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[A Game of Thrones]]></category>
		<category><![CDATA[Game of Thrones]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/discutendogot.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/discutendogot-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="prossima morte Game of Thrones" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/discutendogot-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/discutendogot-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/discutendogot-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/discutendogot.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Ormai conosciamo l&#8217;andazzo. Ad ogni stagione de Il Trono di Spade qualcuno fa una brutta fine. La cosa è diventata quasi proverbiale e con la deriva presa, ormai necessariamente, dalla serie di libri non è più così semplice sapere chi resta e chi parte. Ci siamo quindi chiesti, a chi tocca stavolta? Ecco le nostre [&#8230;]</p>
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<p>Ormai conosciamo l&#8217;andazzo. Ad ogni stagione de <strong>Il Trono di Spade</strong> qualcuno fa una brutta fine. La cosa è diventata quasi proverbiale e con la deriva presa, ormai necessariamente, dalla serie di libri non è più così semplice sapere chi resta e chi parte. Ci siamo quindi chiesti, a chi tocca stavolta? Ecco le nostre risposte.</p>
<h3>Clack</h3>
<p>Come ogni anno da quando è iniziata la serie <strong>Game of Thrones</strong>, ci ritroviamo a chiederci, prima della messa in onda, a quale personaggio dovremo dire addio. Gli autori ed il buon Martin ci hanno abituati da tempo a non affezionarci troppo a nessuno: il mondo di GoT è molto realistico da questo punto di vista e non risparmia gli eroi ed i protagonisti, come decenni di cinema e tv ci hanno invece insegnato.</p>
<p>Pensando alla nuova stagione, il primo che mi viene in mente come possibile prima vittima è senz&#8217;altro <strong>Ditocorto</strong>. <strong>Lord Baelish</strong> ha vissuto di intrighi dall&#8217;inizio della serie ma stando sempre sul filo del rasoio, prima o poi, dovrà cadere e, data la piega che hanno preso gli eventi, mi sembra il momento propizio.</p>
<p>Mi rendo conto, però, che avendo in antipatia il personaggio, probabilmente la morte di Ditocorto è quello che mi auguro, più che quello che mi aspetto. Perciò, cercando di mantenere l&#8217;oggettività, mi sento di fare il nome del <strong>Mastino</strong>. <strong>Sandor Clegane</strong> è stato protagonista di una vera e propria redenzione nell&#8217;ultima stagione e, si sa, i personaggi positivi in GoT non hanno mai vita lunga. Temo proprio che sarà lui il primo a lasciarci.</p>
<h3>LC</h3>
<p>Direi &#8220;la coerenza&#8221; ma è <a href="https://nerdando.com/?p=16531&amp;preview=true">già morta da tempo</a>, lo stesso dicasi per il mio interesse.</p>
<h3>Wiwo</h3>
<p>Ho smesso di guardare GoT verso la fine della quarta stagione per motivi vari (tra cui il timore di vedere su schermo la morte di <strong>Oberyn Martell</strong>, ho lo stomaco delicato), quindi darò due risposte.</p>
<p>Risposta 1, ovvero: tirare a cogliere da quanto sono venuta a sapere della serie da <strong>Facebook</strong>.<br />
Così a senso, mi sento di nominare <strong>Cersei Lannister</strong>. Non so cosa ancora abbia combinato nella serie TV rispetto ai libri, ma prima o poi i nodi devono venire al pettine e mi sembra probabile che la nostra bella bionda avrà qualche problemino. Credo. Forse. Bah, prima o poi forse mi rimetto in pari.</p>
<p>Risposta 2, ovvero: chi morirà male nel prossimo libro?<br />
Al di là di eventuali spoiler della serie TV (che poi spoiler non sono, visto che la trama è pesantemente diversa e alcuni personaggi pure), tipo la fine di <strong>Ramsay Bolton</strong>, che comunque non mi stupirebbe, ci sono parecchi nomi in ballo. C&#8217;è un nome in particolare che voglio dire, però. È più una speranza che una previsione, è quanto mi auguro succeda. È il mio messaggio per un personaggio che non tollero da quando è apparso. È un&#8217;esortazione a levarsi di torno. Insomma, <strong>Catelyn Stark</strong> potrebbe anche schiantare sul serio, a una certa!</p>
<h3>Tencar</h3>
<p>È una speranza, più che una previsione: <strong>Ditocorto</strong>. Mi sono stancato di vedere quel sorrisino da facciadimerda.</p>
<h3>Gattiveria</h3>
<p>Chi sarà il prossimo a saltare? Difficile per me rispondere a questa domanda. Perché sono combattuta tra il pensiero di chi non vorrei assolutamente morisse perché mi piace troppo come personaggio e chi penso realisticamente, gli sceneggiatori e lo scrittore più sadici della TV, potrebbero aver deciso di eliminare.</p>
<p><strong>Tyrion</strong> non può morire, è il cardine di GoT. Stesso dicasi per <strong>Jon Snow</strong>, che peraltro ha già sperimentato il trapasso e per <strong>Daenerys</strong>, che nemmeno se bruciata, arresterà il suo cammino verso la libertà. <strong>Sansa</strong> ne ha passate già troppe e farla morire in un momento in cui potrebbe finalmente raggiungere un po’ di serenità, sarebbe banale. Il colpo davvero eclatante potrebbe essere il trapasso di <strong>Cersei</strong>, sempre capace riemergere, anche quando infangata dal peggiore degli scandali.</p>
<p>D’altra parte va considerato anche il fatto, che eliminati <strong>Tywin</strong>, <strong>Ramsay</strong> e <strong>Joffrey</strong> e moderate le diaboliche facoltà del <strong>Ragno Tessitore</strong> e di <strong>Ditocorto</strong>, facendo sparire anche la regina delle crudeltà, di veri cattivi ne rimarrebbero pochini…</p>
<p>Personalmente spero che la soffocata passione tra la cavallona <strong>Brienne</strong> e <strong>Jaime</strong> veda finalmente la luce (e confido nella terza puntata della settima stagione, in cui a quanto pare il bel <strong>Lannister</strong> imparerà dai propri errori). Potrebbe essere la volta buona che si rende conto di quanto la sua vita sia stata condizionata negativamente dalla presenza della gemella e che decida di liberarsene. Ho deciso, punto sulla Regina!</p>
<h3>Zeno2k</h3>
<p>Insomma, ormai lo sappiamo: GoT è una ecatombe di personaggi memorabili di cui tutti si sono più o meno innamorati.<br />
Credo che nemmeno il cuore più sensibile, giunti ormai alla settima stagione, possa trovarsi turbato davanti al massacro dei propri beniamini, per cui nemmeno io faccio eccezione e attendo l&#8217;arrivo dell&#8217;Inverno ben sapendo che a breve saluterò qualche personaggio a me molto caro.</p>
<p>I miei preferiti, tra quelli ancora in vita, sono <strong>Tyrion</strong>, <strong>Baelish</strong> e <strong>Davos</strong>. Considerando che il primo è de facto l&#8217;alter ego di <strong>Martin</strong> (e se mai morirà sarà nell&#8217;ultimo episodio dell&#8217;ultima stagione) e che il secondo è troppo smart per morire di alcunché, opto per il <strong>Cavaliere delle Cipolle</strong>: credo che il suo personaggio abbia fatto il suo ciclo, terminato il suo scopo (tranne impalare <strong>Melisandre</strong>) e che quindi sia pronto a partire per il regno dei morti.<br />
Vedremo.</p>
<p>E ora, come sempre, la parola ai nostri lettori!</p>
<h3>Luca Sulfureo Bonora</h3>
<p>Uno dei gemelli <strong>Lannister</strong>, anche se non saprei dire quale. Spero lui ma temo lei.</p>
<h3>Roberto Barabino</h3>
<p>Non ha senso perdere ore della propria esistenza guardando storie inconcludenti di persone che vanno e vengono (morendo, più che altro). Sono l&#8217;unico a pensarla così? Che messaggio arriva da questa serie?</p>
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		<title>Game of Thrones: la tragedia di una Serie TV che punta al grande pubblico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2017 10:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Polemizzando]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[A Game of Thrones]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Game of Thrones]]></category>
		<category><![CDATA[George R. R. Martin]]></category>
		<category><![CDATA[HBO]]></category>
		<category><![CDATA[Il trono di spade]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="polemica Game of Thrones" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<p>Quando <strong>Game of Thrones</strong> uscì nell’aprile del 2011 ricordo bene la mia eccitazione: erano passati quasi cinque anni da quando avevo iniziato a leggere la saga di<strong> George R. R. Martin</strong> (che tra l’altro aveva da poco annunciato l’uscita del nuovo libro per quel luglio, bei tempi) e me ne ero appassionato come poche altre cose; tuttavia, le <strong>Cronache del Ghiaccio e del Fuoco</strong> erano incredibilmente sconosciute tra le persone che frequentavo, persino tra quelle più interessate al fantasy.</p>
<p>Insomma, era uno di quei casi in cui avevo dentro di me questa grande passione, ma non avevo quasi nessuno con cui condividerla. Se c’era una cosa che però poteva cambiare questa situazione, e che effettivamente l’ha fatto, era l’adattamento a medium più fruibili di cinque libri (dodici nella discutibile versione italiana) come appunto una serie TV, che nel 2011 stavano iniziando a spopolare sempre più.</p>
<p>Di certo non mi aspettavo l’incredibile successo che una storia con quest’ambientazione e queste tematiche ha avuto, ma d’altronde nemmeno mi dispiaceva: i costi della produzione erano elevatissimi e solo un grande successo di pubblico avrebbe potuto mantenere in vita la serie, senza contare che, nella mia tenera illusione, pensavo che il puntare i riflettori sulla sua storia avrebbe spinto <strong>Martin</strong> a scrivere più rapidamente i rimanenti libri.</p>
<p>Ad ogni modo, le prime dieci puntate erano uscite e ne ero pienamente soddisfatto. Casting, costumi, scenografie, musiche: tutto era eccellente. Mi sorgeva solo un dubbio legato al fatto che la gran quantità di nomi e riferimenti potesse confondere chi si approcciava per la prima volta al mondo di <strong>Martin</strong>. Ad ogni modo, trovavo fosse un buon adattamento.</p>
<p>Questa prima impressione si andò deteriorando negli anni successivi, finché, giunti alla quarta serie, mi resi conto di che obbrobrio incoerente ed insensato stava diventando la storia della serie TV.</p>
<p>So cosa state pensando: “sei uno di quelli che ha letto i libri e la serie non è uguale e quindi ti lamenti!” “Vuoi solo vantarti del fatto che hai letto i libri prima che diventassero famosi!” “Stai rosicando che la serie ha passato i libri!” Consentitemi quindi di divagare un attimo e parlare degli adattamenti più in generale.</p>
<p>Adattare libri e fumetti in film, serie TV o cartoni non è un compito semplice ed in alcuni casi riportare perfettamente l’opera originale è impossibile, soprattutto quando l’opera originale è un libro di più di mille pagine (oltre alle<strong> Cronache del Ghiaccio e del Fuoco</strong> basti pensare a <strong>Il Signore degli Anelli</strong>). I cambiamenti sono quindi naturali e da me ben accetti, anche se dovessero essere profondi, come ad esempio in <strong>Watchmen</strong>.</p>
<p>Quello che però <strong>Game of Thrones</strong> fa di continuo è snaturare l’opera originale (sì, nonostante <strong>Martin</strong> stesso collabori con gli autori): al cuore delle <strong>Cronache</strong>, più che la storia in sé, che procede lentamente e spesso sottotraccia, vi sono i personaggi. Questo è dovuto prevalentemente alla scelta di <strong>Martin</strong> di utilizzare una narrazione interamente fondata sulla prospettiva individuale.</p>
<p>Qual è la conseguenza di ciò? Che non esiste una visione precisa e perfetta, tipo narratore manzoniano, e nemmeno una prospettiva univoca su ciò che accade: ci sono sempre nuovi dettagli da scoprire, ragioni per cui qualcuno fa qualcosa e non qualcos’altro. Non ci sono i cattivi che sono cattivi perché sono cattivi e i buoni che sono buoni perché sono buoni.</p>
<p>Tutto ciò è chiaramente molto difficile da rappresentare in una serie TV, dove non possiamo vedere i pensieri dei personaggi che elucubrano sulle loro ragioni o dilungarci sui loro ricordi. Tuttavia, questo significa che gli autori dovevano fare uno sforzo ancora più grande nel cercare di mantenere coerenti i personaggi come ci venivano presentati, giustificando i loro cambiamenti, le loro scelte e le loro motivazioni.</p>
<p>Con il passare delle serie e con il progressivo distaccarsi dell’opera di <strong>Benioff</strong> e <strong>Weiss</strong> da quella di <strong>Martin</strong>, però, questa coerenza viene sempre meno. Vediamo sempre più personaggi comportarsi in maniere inspiegabili per quanto si era visto fino ad ora, spesso senza una vera giustificazione. Personalmente ho una spiegazione per ciò, ma ci tornerò dopo.</p>
<p>È invece ora di parlare di come queste incoerenze non influenzino il successo di <strong>Game of Thrones</strong>. Com’è possibile che uno scenario come quello che ho descritto non schifi i più? Ebbene, il motivo a mio parere è nel modo in cui la maggior parte della gente segue le serie TV, soprattutto quelle come GoT, con poche puntate e grandi distanze temporali tra una stagione e l’altra.</p>
<p>Io ho l’enorme difetto di essere una persona esageratamente avvinghiata ai dettagli, che cerca di metabolizzare tutto il possibile da quanto vede. Per fortuna dell’umanità e di <strong>HBO</strong>, il resto del mondo non è così: ho avuto modo di sperimentare quanto anche molti fan accaniti della serie (ma non lettori dei libri) non si ricordassero di moltissimi eventi avvenuti nelle prime stagioni, quando veniva ancora seguito più o meno fedelmente quanto scritto da <strong>Martin</strong>, e che poi vengono completamente sovvertiti nelle stagioni successive.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16545" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/gotlc2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>In altre parole, personaggi ed eventi vengono snaturati e riadattati con il passare delle puntate non rispetto ai libri, ma rispetto a quanto la stessa serie ci aveva fatto vedere. È questo il “crimine” più grande degli autori: sono partiti con un’intenzione (ripercorrere la storia dei libri, ma con i dovuti adattamenti) per poi deviare totalmente, affidandosi alla smemoratezza degli spettatori.</p>
<p>Avessero fatto questa scelta dall’inizio, non avrei trovato niente da ridire, fintanto che la loro versione si fosse mantenuta coerente con sé stessa, un po’ come avviene nel film di<strong> V for Vendetta</strong>.</p>
<p>Ma perché questa scelta? Ebbene, come detto in precedenza, <strong>Game of Thrones</strong> ha avuto un successo incredibile e le ragioni sono fondamentalmente rintracciabili in quelli che sono due elementi di attrazione da sempre: il sesso e la violenza. Tralasciando il primo, il motivo per cui la “violenza” in GoT tira così tanto non è tanto perché c’è di per sé (d’altronde c’è in milioni di serie TV e film), quanto per il fatto che i bersagli di questa violenza siano i personaggi principali, senza deus ex machina pronti a salvarli all’ultimo. Tutti ricordano lo stupore al momento della morte di <strong>Eddard Stark</strong>: quello che sembrava il protagonista della storia, interpretato da un attore di prima punta, non poteva certo morire così, senza nemmeno arrivare alla fine della prima stagione?</p>
<p>Questo shock, dovuto al fatto che per una volta si vedeva come nessuno fosse mai veramente al sicuro, è stato senza dubbio uno dei motivi per cui GoT ha riscosso così tanto successo (ed uno dei motivi che rende così avvincenti le storie di <strong>Martin</strong> d’altronde).</p>
<p>Il problema è che ad <strong>HBO</strong> se ne sono accorti ed hanno quindi deciso di fondare molta della trama esclusivamente su questo principio: c’era bisogno di accoppare quanti più personaggi importanti possibile il più spesso possibile, al diavolo la coerenza narrativa, chissenefrega di mantenere dei personaggi fedeli a sé stessi. L’importante è lo shock emotivo di vedere personaggi principali morire in modo cruento.</p>
<p>A questo si può aggiungere il fatto che le serie TV hanno limitazioni intrinseche, dovute ai costi di produzione, alla durata delle puntate, ai contratti degli attori e così via. Il risultato è arrivare ad aberrazioni come la parte di <strong>Dorne</strong>, dove, pur di risparmiare un’ambientazione (con tutti i costi connessi) e di mettere una scena violenta già nelle prime puntate, gli autori decidono di cancellare totalmente un concetto che è alla base di tutta la storia (l’importanza della discendenza legittima rispetto alla discendenza di sangue).</p>
<p>Quando iniziò il tutto nel 2011 ero contento e pieno di aspettative. Speravo che tutti potessero scoprire questa gemma che sono i libri di Martin. Oggi <strong>Game of Thrones</strong> è una delle serie più famose al mondo, quando provo ad usare nickname come “<strong>Jon Snow</strong>” o “<strong>Jaime Lannister</strong>” su forum e videogiochi, come avevo fatto per anni, li trovo invece sempre occupati.</p>
<p>Tuttavia, il prodotto che è diventato celebre ed ha il focus dell’attenzione di tutti è ben lontano dalla qualità originale, è cresciuto in una versione corrotta e deviata, più adatta a meme e video-reaction che come rappresentazione di un mondo fantasy crudelmente realistico. Il messaggio di <strong>Martin</strong>, di come status quo, odio e violenza siano il vero male del mondo, di come in fondo sia tutto una questione di prospettive, è smarrito. L’unica cosa che conta: “chissà chi morirà per primo in questa serie”.</p>
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