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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Non è un gioco per vecchi #21 &#8211; Metal Gear Solid</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 12:00:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Era il lontano 1999, si era tutti un po&#8217; più spensierati e, soprattutto, era il periodo d&#8217;oro della grande PlayStation, quella scatoletta grigia che ha rivoluzionato il concetto e il mondo dei videogiochi. All&#8217;epoca spendevo cifre esagerate &#8211; esagerate per le mie inesistenti finanze, altro che vecchio conio &#8211; per acquistare ogni mese le riviste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 958px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://lh5.googleusercontent.com/zEad1U0yR7hsEQXVMaoX4RovHR47GYzfBd2pLPlpn3Y=w958-h754" width="958" height="754" alt="La copertina di Metal Gear Solid" class /><figcaption class="wp-caption-text">La copertina di Metal Gear Solid</figcaption></figure>Era il lontano 1999, si era tutti un po&#8217; più spensierati e, soprattutto, era il periodo d&#8217;oro della grande PlayStation, quella scatoletta grigia che ha rivoluzionato il concetto e il mondo dei videogiochi. All&#8217;epoca spendevo cifre esagerate &#8211; esagerate per le mie inesistenti finanze, altro che vecchio conio &#8211; per acquistare ogni mese le riviste con i mitici CD-demo, con i quali era possibile provare i giochi prima di acquistarli, cosa che sinceramente si è un po&#8217; persa ultimamente, ma questa è un&#8217;altra storia. Un giorno, in uno dei dischi, tra gli altri era presente la demo di un certo Metal Gear Solid di un certo Hideo Kojima, terzo capitolo di una saga iniziata su di una ormai dimenticata console (MSX2, chi la conosce almeno di nome?) e che, con la potenza della Playstation, prometteva al pubblico di vivere un&#8217;esperienza degna del miglior film di spionaggio. Già all&#8217;epoca c&#8217;erano gli effetti devastanti dell&#8217;hype, innescanti le speranze dei giovani videogiocatori come me che sapevano stupirsi ancora con poco, hype che in questo caso era stato portato alle stelle da una campagna aggressiva di Konami, già sicura dell&#8217;enorme successo che avrebbe riscontrato il titolo &#8211; quando in realtà i due precedenti titoli non avevano poi così brillato. Una volta inserito il CD nella console e fatta partire la demo, fui stregato dal titolo ma soprattutto dalla fluidità del controllo di Snake, che si muoveva &#8211; per l&#8217;epoca &#8211; in una maniera decisamente perfetta e che rendeva l&#8217;esperienza di gioco godibilissima. A quel punto, fu subito acquisto compulsivo della mega-scatola del gioco completo &#8211; ricordate le mitiche confezioni multi-disco per ps1? Bellissime.</p>
<p>Solid Snake, dopo gli eventi dei primi due capitoli della saga dove si era confrontato con suo &#8220;padre&#8221; Big Boss, si è ritirato in Alaska. Tuttavia la calma viene meno a causa delle mire terroristiche del fratello, Liquid Snake, che occupa la base sull&#8217;isola di Shadow Moses con i membri dell&#8217;unità speciale FOX-HOUND, di cui faceva parte lo stesso Snake, minacciando il solito attacco nucleare nel caso in cui il governo americano non voglia restituire loro le spoglie di Big Boss. Il riluttante ma comunque ligio al dovere Solid Snake accetta la missione, nell&#8217;isola sperduta tra i ghiacci, con il supporto del colonnello Campbell e della dottoressa Naomi Hunter. Per quanto la trama di Metal Gear Solid sia arcinota, non voglio proseguire nella narrazione perché invito chiunque non abbia mai giocato a questo capolavoro di farlo, poiché lo trovo ancora un gioco attuale. Sappiate solo che vi aspetterà una storia di spionaggio degna delle migliori produzioni di Hollywood, con doppiogiochisti, personaggi che non sono chi dicono di essere, momenti particolarmente drammatici e toccanti, e una battaglia finale decisamente epica. Vi sembra poco?</p>
<p>Cos&#8217;è che ha reso Metal Gear Solid unico, a differenza di produzioni come Splinter Cell o Siphon Filter? Ciò che mi ha da sempre convinto è la possibilità di scegliere la tattica con cui affrontare il titolo. Ovviamente Kojima, se fosse stato accanto a voi durante le sessioni di gioco, vi avrebbe suggerito di utilizzare l&#8217;approccio stealth e di essere un&#8217;ombra furtiva nella notte, dotandovi infatti della capacità di strisciare, nascondersi, accovacciarsi in maniera silenziosa ed efficace. Oppure era possibile anche giocare in maniera &#8220;ignorante&#8221; a pistola spianata, facendo piazza pulita di tutto ciò che ci si sarebbe palesato e facendo passare gli allarmi per carenza di soldati mandati a cercare di sgominarvi. Eh già, gli allarmi, croce e delizia di tutti i giochi stealth; per quanto in Metal Gear Solid fosse in ogni caso cosa buona e giusta evitare i coni visivi dei soldati e delle telecamere (comodamente visualizzati in tempo reale sulla mappa in-game), non riscontrai la &#8220;forzatura&#8221; di Splinter Cell, dove uscire dall&#8217;ombra equivaleva ad una morte quasi certa. Il genere è stealth non per caso, ovvio, ma non amo i giochi frustranti &#8211; ecco perché non ho ancora iniziato Bloodborne &#8211; e sapere di avere più di una scelta ha sempre il suo fascino. L&#8217;altro grande, fondamentale elemento che mi ha fatto innamorare di Metal Gear Solid è dato dalla trama, che ho trovato ricca di &#8211; reali &#8211; colpi di scena, situazioni ribaltate, sorprese dietro l&#8217;angolo e una serie di momenti e di discorsi emozionanti che, ancora oggi, ricordo bene e non dimenticherò facilmente &#8211; Sniper Wolf vi dice qualcosa? Inoltre, last but not least, Metal Gear Solid era pieno zeppo di idee di gioco e anche meta-gioco totalmente innovative che costituivano un continuo elemento sorpresa; cito soltanto lo scontro con il membro FOXHOUND Psycho Mantis, formidabile telepate, che ogni tanto vi leggeva i contenuti della memory card e per essere sconfitto richiedeva di spostare fisicamente il cavo del joypad dalla porta del giocatore 1 a quella del giocatore 2 per evitare che tutte le nostre mosse venissero lette in anticipo! Come non gasarsi a mille di fronte a tali espedienti, come non voler continuare a giocare, ora dopo ora, partita dopo partita, per conoscere l&#8217;epico epilogo della vicenda, come non rigiocare il titolo almeno altre 2-3 volte per accedere a tutti i contenuti extra? Erano bei tempi, e sinceramente un po&#8217; mi mancano.</p>
<p>La saga di Metal Gear è poi continuata con due capitoli per PS2 &#8211; il secondo un po&#8217; così, ma comunque geniale, il terzo che faceva un salto nel passato parlando della prima missione di colui che diverrà Big Boss, uno per PS3 &#8211; pazzesco &#8211; e, proprio in questi giorni, è appena uscito Metal Gear Solid 5, sottotitolato The Phantom Pain (disponibile sia su PS4 che su Xbox One, ahimé tradimento), che ci fa nuovamente vestire i panni di Big Boss ma promette una storia e delle situazioni totalmente devastanti e coinvolgenti. TPP è sulla mensola, e aspetta solo di essere inserito nella mia PS4 per farmi catapultare ancora una volta nelle avventure di Tattica, Spionaggio e Azione partorite dalla fervida mente di Hideo Kojima: saprà emozionarmi come mi è successo nel 1999? Restate sintonizzati per scoprirlo.</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: ce ne sarebbero davvero troppe in questo gioco e soprattutto in questa saga, ma non posso non citare l&#8217;iconica scatola di cartone nella quale era possibile nascondersi e che, a patto di non farsi vedere in movimento, era in pratica capace di ingannare qualsiasi soldato nei paraggi. Geniale.</em></p>
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		<title>Prato Comics + Play 2015 &#8211; Pareri a caldo</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 12:00:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Settembre, andiamo, è tempo di partire: l&#8217;inizio di questo mese è stato particolarmente imponente in quanto a fiere ed eventi. Dopo le nostre avventure in quel di Modena al Giochi Uniti National Event e alla fortezza di Sarzanello con la prima Festa Red Glove, questo weekend io e Morgana siamo stati ospiti del Prato Comics [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 720px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="" src="https://lh5.googleusercontent.com/84qGYfktNMNEghvnxFp8hfjk8nUCrZpPc73XXY-B1vQ=w720-h405" alt="Sì, c'erano anche i Lego!" width="720" height="405" /><figcaption class="wp-caption-text">Sì, c&#8217;erano anche i Lego!</figcaption></figure>
<p>Settembre, andiamo, è tempo di partire: l&#8217;inizio di questo mese è stato particolarmente imponente in quanto a fiere ed eventi. Dopo le nostre avventure in quel di Modena al <a href="https://nerdando.com/giochi-uniti-national-event-2015-il-bello-di-esserci/" target="_blank">Giochi Uniti National Event</a> e alla fortezza di Sarzanello con la prima <a href="https://nerdando.com/festa-red-glove-alla-fortezza-di-sarzanello-pareri-a-caldo/" target="_blank">Festa Red Glove</a>, questo weekend io e Morgana siamo stati ospiti del Prato Comics + Play 2015, svoltosi sabato 12 e domenica 13, quest&#8217;anno dedicato in particolare al mondo di Star Wars, complice l&#8217;uscita ormai prossima dell&#8217;attesissimo Episodio VII. Approfitto dell&#8217;occasione per ringraziare l&#8217;organizzazione per l&#8217;accredito stampa ottenuto in tempo record &#8211; promemoria: ricordarsi di chiedere gli accrediti almeno una settimana prima. Annotato.</p>
<p>L&#8217;evento si è svolto all&#8217;interno di un complesso, le &#8220;Officine Giovani&#8221;, che è stato spesso usato come collettivo e punto di ritrovo per la gioventù della ridente Prato, ed era così diviso:</p>
<ul>
<li> Zona Games, dove erano presenti sia i vari stand dei negozi che la zona dedicata ai tornei &#8211; domenica ho partecipato al torneo di <a href="https://nerdando.com/x-wing-cronaca-di-una-scimmia-annunciata/" target="_blank">X-Wing</a> organizzato dallo Star Wars Club di Perugia &#8211; e, al di fuori di questa sezione al coperto, era stato allestito un grande tendone adibito a ludoteca, dove tre associazioni (&#8220;Chi non gioca dadi non tocca&#8221;, &#8220;Le foglie di Lorien&#8221; e &#8220;Save the Meeple&#8221;) hanno imbandito numerosi tavoli con tanti titoli e con la presenza di una nostra &#8220;vecchia&#8221; conoscenza, Francesco, autore di <a href="https://nerdando.com/misantropia-stress-e-fobie-da-tavolo/" target="_blank">Misantropia</a>, che ci ha fatto partecipare ad una demo del titolo con conseguenze esilaranti. Chiudevano la sezione Play le esibizioni dei Lego Star Wars ad opera di Toscana Brick, sempre bellissimi.</li>
<li>Zona Stand, dove all&#8217;interno di un&#8217;altra zona coperta erano presenti diversi store per gli appassionati dell&#8217;oggettistica &#8211; spade, droni, gadget, magliette e così via &#8211; e, nella zona all&#8217;aperto, diverse associazioni LARP hanno potuto mostrare il frutto delle loro passioni, con tanti ragazzi e ragazze in costume ad hoc che hanno fatto girare più di una testa, dato il loro completo calarsi nel ruolo. Necessaria la citazione del gruppo Star Wars &#8220;Legione 501&#8221;, che ha intrattenuto i presenti con dei cosplay fantastici, davvero ottimamente realizzati, e con un Darth Vader che ha pattugliato più volte i padiglioni del Prato Comics + Play, seguito da una scorta di Stormtrooper che era decisamente guardinga e pronta a proteggere l&#8217;oscuro Sith.</li>
<li>Zona Comics + PRO, dove oltre ai canonici stand delle fumetterie &#8211; dove lasciare buona parte dei proprio averi &#8211; era possibile incontrare autori, disponibili a scambiare due chiacchiere e a firmare albi ai presenti. Come non citare la presenza dei Paguri, duo creatore di Don Zauker (al secolo Emiliano Pagani e Daniele Caluri), oppure personalità del calibro di Francesco Barbieri (Disney, Looney Toones), Dany Orizio (autore delle grafiche del gioco DVGames, Dark Tales, e di numerose carte di Magic), Marco Santucci (Dampyr e non solo), Cristiano Sili (Le lepide avventure di Ser Gore, il primo ed unico fumetto moviola) e ancora altri artisti.</li>
</ul>
<p>A chiudere il tutto c&#8217;è stata la gara cosplay &#8211; nonostante la battente pioggia della domenica &#8211; e una serie di conferenze sui più disparati temi, tenute da personalità del settore, alle quali però ammetto di non aver partecipato in quanto intento a consumare la mia busta paga nei vari stand! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Infine ci tengo a citare un concertino, svoltosi il sabato pomeriggio, che ha allietato non poco le mie orecchie, dato che la band ha suonato alcuni brani provenienti da diversi videogiochi &#8211; e, fra tutti, cito la loro overture, tratta dalle colonne sonore di Final Fantasy VII e VIII, ho ancora gli occhi (o meglio le orecchie) a cuoricino.<br />
Per il resto, vi rimando all&#8217;<a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.944455192292685.1073741864.652525704818970&amp;type=3" target="_blank">album su Facebook</a>!</p>
<p>C&#8217;era di tutto, a Prato, ma qual è il consiglio che mi sento di dare all&#8217;organizzazione? Sinceramente, in alcuni momenti, si sentiva un po&#8217; di &#8220;vuoto&#8221;, perché, eventi ovviamente esclusi, non c&#8217;era molto altro da fare al di là di girare per gli stand, e dato che la struttura della fiera permetteva di compiere un giro completo nell&#8217;arco di una mezz&#8217;oretta, magari può essere il momento di fare un ulteriore salto di qualità e pensare ad espandere le attività e le proposte, magari invitando anche le case editrici ad esporre (grandi assenti, infatti, sia le case editrici come Shockdom che quelle di boardgames) oppure creare dei workshop che avrebbero potuto intrattenere anche chi non era molto interessato dall&#8217;area games, posto in cui era più facile passare del tempo ma che magari non è in cima alla lista delle priorità di tutti i visitatori. I nostri complimenti all&#8217;organizzazione, quindi, con un grande incoraggiamento a crescere e a trovare l&#8217;elemento di differenziazione all&#8217;interno del panorama fieristico italiano: si può fare!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: al torneo di X-Wing ho fatto abbastanza schifo, se vi interessa saperlo.</em></p>
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		<title>Dracomics 2015 &#8211; Pareri a caldo</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 08:00:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" src="https://lh3.googleusercontent.com/9SQX4fRvSpeyqJwcLvexvg0gCoSELjNncy6KAPYovYs=w640-h390" alt="Benvenuti nella Terra di Mezzo del Dracomics" width="640" height="390" /><figcaption class="wp-caption-text">Benvenuti nella Terra di Mezzo del Dracomics</figcaption></figure>
<p>Da quest&#8217;anno, è partito un nuovo festival del gioco e del fumetto a spiccata ambientazione fantasy, il <a href="http://www.dracomics.it" target="_blank">Dracomics</a>. Ambientato nel toscano borgo medievale di Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa, il festival è durato due giorni, sabato 16 e domenica 17 maggio. Giando e Morgana di Nerdando.com, ovviamente, c&#8217;erano! Sotto al sole a picco di domenica c&#8217;è rimasto ben poco di noi, però ce l&#8217;abbiamo fatta lo stesso.</p>
<p>Come spesso accade nelle rievocazioni medievali, l&#8217;intero centro storico è stato organizzato secondo il tema fantasy, elemento chiave del Dracomics, con numerosi figuranti in costume e diverse attività sparse nelle strutture cittadine, nella piazza centrale e lungo le mura di cinta. Nella piazza avevamo la zona mostra-mercato, con all&#8217;incirca una ventina di stand che vendevano giochi (ciao Francesco della <a href="http://www.cosplayou.com/" target="_blank">CosplaYou</a>!), fumetti (presente un grande stand <a href="http://www.shockdom.it" target="_blank">Shockdom</a>, mentre lo stand <a href="http://www.dentiblu.it/edizioni/IT/" target="_blank">Dentiblù Edizioni</a> era situato in un negozio al chiuso in un&#8217;altra zona), accessori e gadget/carte/spadearmiecosecattivissime e quant&#8217;altro. Da questo punto di vista, nulla di nuovo sotto il sole, anzi, mi aspettavo qualche prezzo, da parte di alcuni commercianti, più invitante, ma queste ovviamente sono scelte che con il Dracomics non c&#8217;entrano proprio nulla! Inoltre, sparsi per le vie della città, come dicevo, c&#8217;erano altri negozietti, alcuni molto particolari, altri in pieno stile fantasy. Molto carina la taverna medievale che, complice l&#8217;essere seminterrata, con la sua arietta fresca ha attirato numerose persone in cerca, oltre che di buon cibo preparato al momento, di un po&#8217; di riparo dalla grande calura. Infine erano presenti diverse associazioni di GDR Live (fantastico il gruppo de Il Signore degli Anelli) che hanno fatto conoscere le loro attività al pubblico, complice inoltre un&#8217;area dove personaggi in costume si picchiavano allegramente con armi di gommapiuma.</p>
<figure style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh4.googleusercontent.com/-p7X51ffKax0/VVmU0TsDdkI/AAAAAAAAHxI/IeMwVyLA1dI/w480-h640-no/FullSizeRender.jpg" alt="Adele Brandaglia alle prese con gli autografi!" width="480" height="640" /><figcaption class="wp-caption-text">Adele Brandaglia alle prese con gli autografi!</figcaption></figure>
<p>A lato della piazza principale, c&#8217;era il palco dove si tenevano i concerti ed alcuni eventi del Dracomics. Da amante della musica quale sono, ho apprezzato non poco la presenza di diversi gruppi che in serata avrebbero suonato, alcuni dei quali molto interessanti. Il palco è stato anche il luogo dove si è tenuta la premiazione della gara cosplay. C&#8217;è stato infatti un discreto numero di cosplayers, onestamente non tantissimi, ma con alcune chicche degne di nota. Sempre a proposito di eventi e di cosplay, in mattinata, presso il teatro, c&#8217;è stato il workshop sul cosplay con Adele Brandaglia (nome d&#8217;arte: <a href="https://www.facebook.com/AdeleBrandagliacosplaypage" target="_blank">Kitana&#8217;s room</a>), insegnante del <a href="http://www.scuolacomics.com/corsi/cosplay/firenze" target="_blank">Corso di Cosplay presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze</a>, che ha scambiato suggerimenti e consigli circa tecniche e materiali con un gruppo di interessati alla produzione di costumi, dimostrando che l&#8217;esperienza e la conoscenza fanno la differenza per poter fare cosplay degno di tale nome. Sempre parlando degli eventi, la zona &#8220;horror&#8221; del Dracomics ha imbastito una simpatica zombie walk nel pomeriggio; presenti poi i classici tornei di giochi di carte collezionabili (Magic e Force of Will) e di videogiochi, con un salone allestito per l&#8217;occasione, con console e PC ed un nutrito numero di ragazzi pronti a sfidarsi a suon di dribbling e di kill. Infine La Tana dei Goblin ha fornito la sua esperienza per chi si è recato in ludoteca come il sottoscritto, fornendo supporto per le regole e anche giocatori. Nella fattispecie abbiamo testato Tzolk&#8217;in, gioco ambientato nell&#8217;universo Maya, che si è rivelato essere un mix tra strategico, piazzamento e accumulo, interessante e anche impegnativo, dato che si dovevano tenere d&#8217;occhio ben 9 parti della board per decidere la strategia. Bello!</p>
<p>L&#8217;organizzazione del Dracomics, quindi, è stata buona, tutto è filato liscio e, nonostante i borghi storici siano notoriamente posti che non vanno d&#8217;accordo con la parola &#8220;parcheggi&#8221;, la presenza di zone di sosta dislocate con numerose navette gratuite a far da spola, ha fatto sì che lasciare l&#8217;auto non fosse una corsa all&#8217;ultimo centimetro disponibile, cosa non da poco. Una buona prima edizione, che ha dimostrato le potenzialità per una bella convention; l&#8217;accento sulla componente fantasy è ciò che può differenziare questo festival da altri, e sarà interessante vedere come gli organizzatori riusciranno a potenziare questo aspetto. Suggerisco inoltre di gestire un po&#8217; meglio gli spazi della zona mercato, dato che gli stand che non davano sulla parte aperta della piazza erano quasi &#8220;invisibili&#8221;, complice anche una grande tenda da campo che occupava la piazza e copriva la visuale. Inoltre, la componente &#8220;comics&#8221;, al di là dei sopracitati stand, era un po&#8217; carente, quindi anche qui è il caso di potenziare questo aspetto per aumentare il bacino d&#8217;utenza. Appuntamento al prossimo anno, quindi, con il Dracomics, per confermare le buone impressioni iniziali e scoprire le novità che verranno implementate.</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: la banda ambulante con tutti i musicisti dotati di maschera di supereroi Marvel e DC, capitanata da uno scatenato Uomo Tigre ballerino. Vedere Wolverine al trombone e Thor alla chitarra mentre Spiderman canta&#8230; non è cosa da tutti i giorni. Ed erano anche bravi! Ottima scelta.</em><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh3.googleusercontent.com/-kiMKf2raw-w/VVmXITTPW4I/AAAAAAAAHxg/fOfchavmTwo/w720-h509-no/1430714099_11182552_458295831005100_1546837432753572996_o.jpg" alt="" width="720" height="509" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/05/18/dracomics-2015-pareri-a-caldo/">Dracomics 2015 &#8211; Pareri a caldo</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Mario Sacchi (Post Scriptum Games)</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2015 12:00:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mario Sacchi è talmente tanto all&#8217;interno del mondo dei giochi che ne esiste una sua versione cartacea. Letteralmente! Titolare della Post Scriptum, che ha da pochissimo compiuto ben 10 anni, Mario è innanzitutto un giocatore, che ha, col tempo, tirato su una bella realtà e, ultimamente, è &#8220;complice&#8221; del progetto del gioco di carte di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/05/05/due-chiacchiere-con-mario-sacchi-post-scriptum-games/">Due chiacchiere con: Mario Sacchi (Post Scriptum Games)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 449px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh3.googleusercontent.com/-T_ZNvDAeROk/VUiLJ321OBI/AAAAAAAAHss/3iBZiKqI4Ao/w449-h673-no/_MG_2580.gif" alt="Mario Sacchi con la &quot;sua&quot; carta addosso!" width="449" height="673" /><figcaption class="wp-caption-text">Mario Sacchi con la &#8220;sua&#8221; carta addosso!</figcaption></figure>
<p>Mario Sacchi è talmente tanto all&#8217;interno del mondo dei giochi che ne esiste una sua versione cartacea. Letteralmente! Titolare della <a href="http://postscriptum-games.it/" target="_blank">Post Scriptum</a>, che ha da pochissimo <a href="http://blog.postscriptum-games.it/2015/05/buon-compleanno-post-scriptum.html?spref=fb" target="_blank">compiuto ben 10 anni</a>, Mario è innanzitutto un giocatore, che ha, col tempo, tirato su una bella realtà e, ultimamente, è &#8220;complice&#8221; del progetto del gioco di carte di Drizzit, sviluppato in collaborazione con lo stesso Bigio, del quale ho scritto sia <a href="https://nerdando.com/drizzit-il-gioco-di-carte/" target="_blank">sul gioco base</a> che sulla prima espansione, <a href="https://nerdando.com/drizzit-draghi-spose-e-coccole-estreme-espansione-del-card-game/" target="_blank">&#8220;Draghi, Spose e Coccole Estreme&#8221;</a>. Durante il <a href="https://nerdando.com/play-festival-del-gioco-2015/" target="_blank">PLAY Modena 2015</a> ci siamo conosciuti ed ecco a voi l&#8217;intervista che il buon Mario ci ha rilasciato.</p>
<p><strong>Giandomenico: Ciao Mario! Grazie per essere qui con gli amici di Nerdando.com. Dato che non ancora hai conquistato l’intero globo terracqueo ma sei sulla buona strada, che ne dici di un’introduzione su chi sei e che ci fai qui?<br />
Mario</strong>: Ciao Nerdando (e Giandomenico in particolare)! Beh, per sapere tutto tutto su di me consiglio di <a href="http://mariosacchi.blogspot.it/" target="_blank">leggere il mio blog</a>, in cui si racconta tutto della mia attività di editore, di organizzatore di eventi e&#8230; di appassionato di misteri <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Per chi ha invece meno tempo, posso dire che sono un editore di giochi in scatola e sono qui, credo, perché l&#8217;ultimo che ho pubblicato è il gioco di carte di Drizzit.<br />
Riguardo alla conquista del globo terraqueo&#8230; Beh, ci stiamo lavorando <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Qualcuno si ricorderà di te come “Mario di Post Scriptum”. Ma cos’è Post Scriptum?<br />
M</strong>: La risposta breve è: “una casa editrice di giochi”. In realtà è tutto un po&#8217; più complesso, perché siamo anche uno studio di consulenza e perché abbiamo fatto alcune scelte in controtendenza (una su tutte: quella di non prendere mai stand di vendita alla fiere, a parte Essen). Al momento abbiamo all&#8217;attivo 8 giochi come editori, a cui se ne aggiungono 2 di altre case editrici su licenza nostra e 13 come consulenti. Trovate tutto <a href="http://postscriptum-games.it/" target="_blank">sul nostro sito</a>.</p>
<p><strong>G: Raccontaci un po’ il tuo background e ciò che ti ha portato a fondare una casa editrice di giochi…<br />
M</strong>: Beh, come tutti ho iniziato con Risiko, Heroquest e altri giochi da supermercato. Poi, <a href="http://blog.postscriptum-games.it/2014/06/un-gioco-che-piaceva-tutti.html" target="_blank">come raccontato anche sul blog</a>, un giorno sono entrato in un negozio cercando un regalo per il mio fratellino e ne sono uscito con Carcassonne. È stata una folgorazione!  Ho subito chiamato gli amici per condividere le meraviglie di quella magica scatola blu e, fra di loro, Matteo è stato quello che più si è appassionato. Abbiamo iniziato a incontrarci molto spesso per giocare e poi, come succede a molti, abbiamo iniziato a ipotizzare di inventare un gioco nostro. Da cosa nasce cosa e, dieci anni dopo, eccoci qui.</p>
<p><strong>G: Quali sono i giochi che hai creato tu, o che comunque ti fanno sentire un po’ papà?<br />
M</strong>: L&#8217;unico gioco di cui sono ufficialmente autore è BauSquitMiao, che però posso dire di considerare un&#8217;opera giovanile, in cui si vedono molto bene le tracce dell&#8217;inesperienza. Non a caso ho chiesto agli admin di Boardgamegeek di rimuovere il badge <em>GAME DESIGNER</em> che anni fa misero sul mio profilo. Di fatto non mi considero un autore, ma penso che io e Matteo formiamo un&#8217;ottima coppia di sviluppatori, che è un ruolo simile, ma non identico. In pratica lavoriamo molto sulle regole del gioco, in modo più spietato e distaccato di come farebbe l&#8217;autore originario. In questo senso mi sento papà di praticamente tutti i giochi a cui ho lavorato. Forse quello in cima alla lista è Caligula, però davvero è difficile fare distinzioni, anche perché c&#8217;è tantissimo lavoro anche dietro a un&#8217;edizione promozionale in cui non è previsto che tocchiamo le regole (come per esempio il recente Let&#8217;s Play Different).</p>
<p><strong>G: E quali sono i 3 giochi preferiti di Mario?<br />
M</strong>: Imperial, Kingsburg e i lupi in tutte le salse (comprendo in questo genere anche The Resistance). Menzione d&#8217;onore per Battlestar Galactica.</p>
<p><strong>G: Qual è la filosofia della Post Scriptum, e come la mantieni sempre fresca ed attuale?<br />
M</strong>: Mah&#8230; Non c&#8217;è una vera e propria filosofia: negli anni ci siamo sempre evoluti, esplorando direzioni nuove ogni volta che ne abbiamo avuto la possibilità. Quello che posso dire, in tutta sincerità, è che non abbiamo mai fatto uscire un gioco senza esserne convinti al 100%. Non pretendiamo che piacciano a tutti, ma quando li rigiochiamo noi&#8230; Beh, ci divertiamo sempre moltissimo, anche perché tutte le parti che non ci piacevano le abbiamo tolte prima <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Sul tuo blog è possibile leggere di te come “boss della Post Scriptum” ma anche, e soprattutto, come giocatore. Cosa ti ha emozionato particolarmente nell’ultimo anno? Non sono valide auto-citazioni, occhio!<br />
M</strong>: Difficile da dire: ho giocato tantissimo e purtroppo molti titoli li ho provati una volta sola. Un gioco che è schizzato in testa alla classifica di partite fatte fin da subito è stato senz&#8217;altro One Night Ultimate Werewolf, per il modo in cui ha implementato le meccaniche dei lupi in un titolo brevissimo. Fra i giochi più complessi non saprei: ne ho provati tanti gradevoli, ma nessuno che mi abbia fatto innamorare.</p>
<p><strong>G: Passiamo alle vostre produzioni. Sento di poter dire che il gioco di carte di Drizzit, di cui ho recensito la versione base (<a href="https://nerdando.com/drizzit-il-gioco-di-carte/" target="_blank">qui</a>) e la nuovissima espansione (<a href="https://nerdando.com/drizzit-draghi-spose-e-coccole-estreme-espansione-del-card-game/" target="_blank">qui</a>), è di sicuro uno dei vostri fiori all’occhiello, spinto sicuramente dalla mitica produzione grafico/letteraria di Bigio <em>(Bigio, se ci leggi, che ne pensi di “produzione grafico/letteraria”, la trovi calzante per descrivere ciò che crei? ndG)</em> ma anche da meccaniche di gioco semplici ma molto efficaci e coinvolgenti. Innanzitutto, raccontaci come è nata questa collaborazione dal tuo punto di vista.<br />
M</strong>: È nata a seguito di un incontro fra me e Lucio Staiano, proprietario di Shockdom, a cui mi ero rivolto per un progetto che avevo in mente. Lui mi ha detto che il progetto non era male, ma essendo piuttosto lungo da realizzare mi ha proposto di lavorare sul gioco che Bigio stava già realizzando per conto suo. Caspita, questo era anche meglio, per me! In men che non si dica, ci siamo trovati allo stesso tavolo tutti e tre a provare il primo prototipo di Bigio, disegnato a mano su foglietti imbustati (e di cui io ho una copia qui sulla scrivania, frutto di un gran lavoro di scanner e forbici). Il gioco era acerbo, ma si vedeva già che aveva i requisiti giusti per il target a cui era rivolto, quindi io e Bigio abbiamo iniziato a scambiarci un po&#8217; di opinioni. Poco dopo, un po&#8217; per caso, ho parlato della cosa ad Andrea Chiarvesio, con cui siamo amici da tempo, e lui subito si è offerto per lavorarci. Il progetto diventava sempre più interessante di giorno in giorno! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Risulta facile mettere attorno ad un tavolo il mondo games e il mondo comics e farli collaborare fruttuosamente?<br />
M</strong>: Beh, io mi posso basare solo su Drizzit, finora (abbiamo in cantiere altre collaborazioni interessanti, ma le annunceremo a tempo debito), però devo dire che, sì, secondo me i due mondi hanno parecchi punti in comune e si possono sposare bene. Dal punto di vista pratico, lo sviluppo del gioco non hai presentato alcun problema. Io, Bigio e Andrea abbiamo avuto idee diverse su alcuni punti, ma abbiamo sempre trovato il giusto equilibrio.</p>
<p><strong>G: Da cosa avete tratto spunto per il sistema di gioco?<br />
M</strong>: Questa è una domanda per Bigio, visto che l&#8217;idea originale è sua <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Comunque è chiaro che, volendo restare fedeli al fumetto, lo spunto è stato un gruppo di avventurieri che si muove insieme e incontra nemici da sconfiggere e ostacoli da superare sulla sua strada.</p>
<p><strong>G: Con l’espansione avete implementato i Cristalli, che sono la prima vera nuova meccanica di gioco. Avete in progetto altre espansioni, ma soprattutto altre meccaniche di gioco da proporre? Mi candido per il beta testing!<br />
M</strong>: Beh, la prudenza suggerisce di aspettare i dati di vendita di questa prima espansione prima di metterci a lavorare attivamente sulla prossima, comunque sì, ci sono già delle idee in cantiere e, soprattutto, storie già pubblicate nel fumetto e non ancora approdate nel gioco. Per quanto riguarda il beta testing, buono a sapersi <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Qual è il vero punto di forza dell’esperienza di gioco di Drizzit?<br />
M</strong>: Quello che ho visto, avendo fatto giocare ormai tantissimi gruppi di persone, è che il gioco pone il gruppo di fronte a scelte mai banali o scontate. Di fatto, chi gioca bene ha molte più possibilità di riuscita rispetto a chi gioca male, nonostante ci siano carte e dadi a rendere il tutto, volutamente, aleatorio. Inoltre, il gioco è inserito nel mondo Drizzit al 100%, quindi chi ama il fumetto ne può apprezzare le sfumature&#8230; E le battute sulle carte <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Ho visto che sei diventato un personaggio di Drizzit: Mario Scriptum, con tanto di poteri, oggetto e alleato. Dove posso trovare questa carta e tutte le carte extra prodotte da Bigio?<br />
M</strong>: Questa è facile: il mio set personale è <a href="https://www.facebook.com/mario.post.scriptum/media_set?set=a.10203991440893723.1073741830.1454072122&amp;type=3" target="_blank">sul mio profilo Facebook</a>, visto che lo posso usare solo io, mentre tutte le carte print&amp;play, inclusa la guida strategica scritta da Bigio, sono <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.573964206041744.1073741827.143378642433638&amp;type=3" target="_blank">sulla pagina di Post Scriptum</a>. Mi raccomando, tenetela d&#8217;occhio perché arriveranno altre carte in continuazione!</p>
<p><strong>G: Ora abbandoniamo Gulfingar e procediamo con gli altri progetti Post Scriptum. Cosa bolle in pentola?<br />
M</strong>: Tante cose: entro la fine di quest&#8217;anno, se tutto va bene, dovrebbero uscire altri cinque o sei giochi, fra edizioni e consulenze. Alcuni saranno semplici e per famiglie come Fun Farm, mentre altri più complessi come Florenza. Non c&#8217;è mai il tempo per riposarsi, qui!</p>
<p><strong>G: Come procede il “tour” delle convention e delle fiere in tutta Italia? Quali i prossimi eventi dove, con santa pazienza come ti ho visto fare, spiegherai ai giocatori come affrontare le nuove avventure targate Post-Scriptum?<br />
M</strong>: Come detto sopra, noi di norma non abbiamo mai uno stand di vendita in fiera, però io cerco di visitarne il più possibile, sia per mettermi a disposizione di chi ha le mie scatole per fare demo (come nel caso di Raven a Play, o di Shockdom a Romics l&#8217;anno scorso), sia per provare nuovi prototipi per giochi futuri.</p>
<p><strong>G: Questa domanda la faccio spesso agli amici coinvolti nelle produzioni di giochi: com’è, nel 2015 digitalizzatissimo, rimanere ben ancorati a qualcosa di analogico come i giochi su carta?<br />
M</strong>: Premetto che io sono una persona molto digitalizzata: difficilmente mi trovo in condizioni di non poter accedere a internet, e quando succede mi sento sperduto. Però ormai si è abbondantemente visto che i giochi da tavolo non risentono troppo della concorrenza dei videogiochi, perché vanno incontro a esigenze diverse, come quella di essere intorno a un tavolo con i tuoi amici e interagire direttamente con loro. Inoltre, non sottovalutiamo il fatto che spesso i genitori comprano giochi come Fun Farm ai propri figli proprio perché smettano di giocare col tablet <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Un elemento davvero caratteristico della Post Scriptum è la possibilità di fungere da consulente per chi vuole produrre un gioco. Sul sito sono presenti diversi consigli, così come sul blog, e noto che incoraggiate chiunque abbia delle buone idee a contattarvi. Da cosa nasce questa – purtroppo rara, se posso aggiungere  – volontà di fornire aiuto e supporto a chi ha nuovi progetti?<br />
M</strong>: Mah, in realtà è nato tutto un po&#8217; per caso. I primi due progetti, Salvanèl e Isla Chupita ci erano stati richiesti da persone che conoscevamo in momenti in cui avevamo tempo per seguirli. Lo abbiamo fatto e ci siamo resi conto che quel tipo di lavoro ci piaceva e ci dava soddisfazione. Abbiamo iniziato a pubblicizzare questo tipo di servizio e addirittura per quattro anni, dal 2009 al 2013, non abbiamo fatto altro, complici alcuni ritardi a nostri giochi programmati. Diciamo che è una bella sfida lavorare su progetti e direttive altrui, ed è bello rendersi conto che alla fine, le persone che si sono rivolte a noi sono soddisfatte del prodotto ottenuto.</p>
<p><strong>G: Ci puoi fornire qualche esempio di progetto che hai conosciuto con una simile richiesta e che poi è andato a buon fine?<br />
M</strong>: Beh, il miglior biglietto da visita, in questo senso, sono i giochi di <a href="http://www.placentiagames.it/Joomla2.5/index.php?lang=it" target="_blank">Placentia Games</a>: Florenza, Ark &amp; Noah e Florenza Card Game. Il fatto stesso che si siano rivolti a noi per tutti (compresi espansione, ristampa e nuovo gioco in uscita a ottobre) significa che abbiamo lavorato bene, tutto sommato <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: E cosa sconsiglieresti, invece, a chi si avvicina a questo mondo?<br />
M</strong>: Quello che dico a tutti è che la fretta è davvero una PESSIMA consigliera in questo settore. Ogni gioco è il frutto di mesi di lavoro, che vanno pianificati al meglio. Meglio uscire un anno dopo con un prodotto adeguato che non farsi travolgere dall&#8217;entusiasmo e immettere sul mercato un gioco malfatto. Vi assicuro che la differenza si vede <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f641.png" alt="🙁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Credo che questa intervista sia stata più che soddisfacente, e che sia durata più di una sessione di D&amp;D con un master palloso! Ti ringrazio ancora, Mario, per la tua disponibilità e il tuo tempo, e ci diamo appuntamento per le prossime uscite della Post Scriptum! Nel frattempo ribadisco che, alla prima occasione utile, voglio fare una partita al gioco di carte di Drizzit con te e Bigio! Grazie e ciao!<br />
M</strong>: Vedremo di organizzarci <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Grazie a te per l&#8217;entusiasmo e per avermi dato la possibilità di scrivere alcune cose a cui tengo <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ciao!</p>
<figure style="width: 604px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh6.googleusercontent.com/--ZFZzLita4I/VUiLJ8WFtWI/AAAAAAAAHsw/tp_Pq7np7jA/w604-h688-no/_MG_2578.gif" alt="Mario Sacchi con la &quot;sua&quot; carta addosso!" width="604" height="688" /><figcaption class="wp-caption-text">Mario, durante il PLAY Modena 2015, spiega con passione (e pazienza) a due ragazzi le meccaniche del gioco di carte di Drizzit</figcaption></figure>
<p>Armatevi di bustine proteggi-carte, quindi, perché è arrivato il momento di giocare! Vi suggerisco caldamente di cercare la presenza della Post Scriptum presso la prossima convention che visiterete: il buon Mario sarà pronto a giocare, e lo riconoscerete dalla maglietta con la &#8220;sua&#8221; carta stampata. Un grande!</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/05/05/due-chiacchiere-con-mario-sacchi-post-scriptum-games/">Due chiacchiere con: Mario Sacchi (Post Scriptum Games)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Romics (edizione primaverile) 2015 &#8211; Pareri a caldo</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/04/13/romics-2015-pareri-a-caldo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2015 15:00:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta ho &#8211; finalmente! &#8211; fatto parte del pubblico del Romics, in questa edizione primaverile del 2015, nella giornata di sabato 11 aprile. Grande curiosità da parte mia circa l&#8217;evento e le sue caratteristiche, in quanto è risaputo che, in quanto ad aspettative e portata, il Romics è, o almeno si propone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/04/13/romics-2015-pareri-a-caldo/">Romics (edizione primaverile) 2015 &#8211; Pareri a caldo</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 1315px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh5.googleusercontent.com/-kA4Z-lvGgxA/VSuvtxDcdYI/AAAAAAAAHjs/I5MuzDaiwGE/w1316-h877-no/unnamed.png" alt="Tanta gente al Romics" width="1315" height="877" /><figcaption class="wp-caption-text">Tanta gente al Romics</figcaption></figure>
<p>Per la prima volta ho &#8211; finalmente! &#8211; fatto parte del pubblico del <a title="Romics" href="http://www.romics.it" target="_blank">Romics</a>, in questa edizione primaverile del 2015, nella giornata di sabato 11 aprile. Grande curiosità da parte mia circa l&#8217;evento e le sue caratteristiche, in quanto è risaputo che, in quanto ad aspettative e portata, il Romics è, o almeno si propone, come la prima alternativa al ben noto LuccaComicsAndGames (scriverlotuttoattacatoèdivertente). Agli occhi di un &#8220;neofita&#8221; come il sottoscritto, come sarà apparsa questa convention a volte oggetto di commenti controversi? Andiamo a scoprirlo (Alberto Angela mode: ON).</p>
<p>Il Romics, giunto alla sua diciassettesima edizione, si svolge all&#8217;interno della nuova fiera di Roma. Fortunatamente il traffico non è stato un problema, anzi, in 3 ore quasi precise sono riuscito a togliere la macchina dal parcheggio sotto casa a Firenze e a tirare il freno a mano in quel del parcheggio Nord del Romics. Abbastanza scorrevoli le file &#8211; anche se a volte lo staff ha bloccato, saggiamente, parte della folla per far defluire lo spazio antistante le biglietterie &#8211; ma, avendo il pass stampa, non posso quantificare i reali tempi di attesa, che comunque, ripeto, non sembravano maggiori di un 15-20 minuti. Per chi non lo sapesse, la fiera di Roma ha &#8220;due piani&#8221;: abbiamo una camminata sopraelevata dalla quale si può accedere dall&#8217;alto ai padiglioni, mentre al piano terra c&#8217;è la diretta continuazione dell&#8217;ingresso inferiore, dove si accede ai padiglioni dal basso. Il desk per gli accrediti era al piano superiore, e la quasi totale assenza di indicazioni in loco ha reso un po&#8217; difficile orientarsi &#8211; mettendoci nei panni di chi è lì per la prima volta, ovvio. I padiglioni utilizzati per la convention sono 4, di cui uno interamente adibito ad auditorium per gli spettacoli (ho assistito a quello sul Korean-Pop, simpatico nonostante la palese natura trash del K-Pop) e tre per il resto, divisi in padiglione Games, padiglione Comics e padiglione Movie.</p>
<p>Inutile fare tanti giri di parole: la fiera mi ha dato l&#8217;impressione di avere una forte impronta &#8220;commerciale&#8221;. Se dovessi esaminare la composizione dei tre padiglioni, direi che:</p>
<ul>
<li> Il padiglione Games è composto per il 50% da stand di vendita giochi da tavolo/giochi di carte, con un po&#8217; di tavoli per le demo, un 30% è occupato dall&#8217;area videogame con la presenza di postazioni per Lan Party e altri giochi più o meno recenti, e il 20% rimanente era occupato da un palco (e dalla relativa folla accalcata) dove ci sono state le &#8220;esibizioni&#8221; di alcuni YouTuber videogiocatori famosi che hanno intrattenuto la platea con delle sovreccitate partite a Fifa. Sinceramente non pensavo che un evento del genere potesse avere tanto appeal tra il pubblico, ma le urla e i boati mi hanno smentito. De gustibus!</li>
<li>Il padiglione Comics è composto al 70% da stand che vendono di tutto, e da un &#8220;misero&#8221; 30% dagli stand delle case editrici, dove ho purtroppo riscontrato l&#8217;assenza di un discreto numero di autori, ad eccezione dello stand <a title="Shockdom" href="http://www.shockdom.it" target="_blank">Shockdom</a>, ormai una vera e propria garanzia di presenza e vicinanza degli autori (e dello staff della casa editrice stessa &#8211; ciao Teresa!), con la gioia di grandi e piccini che si accalcavano per un disegno di Sio o degli altri creativi del gruppo. Bello trovare allo stand <a title="Panini Comics" href="http://www.paninicomics.it/" target="_blank">Panini Comics</a> la mitica Silvia Ziche, storica disegnatrice Disney e non solo.</li>
<li>Il padiglione Movie è composto al 50% dai soliti stand, dal 20% dal palco dove si è tenuto, ad esempio, il talk-show degli autori Shockdom, un altro 15% occupato dall&#8217;esposizione di alcune armature di Iron Man (belle!) e da poche case cinematografiche, e il restante 15% occupato da mostre, secondo me non molto valorizzate &#8211; come non citare alcune meravigliose opere di Bruno Brindisi e Paolo Barbieri, purtroppo posizionate in una zona un po&#8217; marginale del padiglione -.</li>
</ul>
<p>Non serve avere una laurea in matematica per capire che più della metà di ogni padiglione è occupato da &#8220;bancarelle&#8221; più o meno grandi: ottimo sia per i venditori sia per gli acquirenti &#8211; e confermo che alcuni prezzi si sono rivelati davvero competitivi ed interessanti, a differenza dell&#8217;esosità di Lucca &#8211; però forse non basta questa impronta commerciale per smuovere uno zoccolo duro di appassionati che, magari, avrebbe voglia di vedere qualcosa di importante, e in maniera più organica, non solo piccoli assaggi. Ammetto e sottolineo che sono stato presente in fiera solo un giorno, e so bene che la domenica c&#8217;è stato molto più fermento, quindi di sicuro sarebbe utile vivere un&#8217;esperienza lunga almeno un weekend. Farsi tutti e quattro i giorni, eventi a parte, forse invece sarebbe un po&#8217; eccessivo.</p>
<p>Il cosplay è uno dei punti di forza del Romics, è ormai risaputo che l&#8217;evento romano è nel circuito del World Cosplay Summit, e il livello di sfida è alto, altissimo. Davvero tanti i cosplayer, anche se ormai si percepisce una bella spaccatura tra chi lo fa con serietà e dedizione, con risultati eccellenti, e chi lo fa principalmente per avere il biglietto ridotto &#8211; anche se ho apprezzato la &#8220;selezione all&#8217;ingresso&#8221; da parte di una mini-giuria. Sinceramente, non considero cosplay indossare un frontino con la gemma verde di The Sims, oppure vedere un Solid Snake in tuta e protezioni da skateboard, o ancora un Naruto con scarpe da ginnastica&#8230; Ci sono poi le eccezioni simpatiche: ho riso non poco vedendo ragazzi con le maschere di noti politici (politicanti) italiani, oppure dei costumi &#8220;transgender&#8221; simpatici come un MaleficO oppure un ElsO di Frozen. Inquietanti ma divertenti!</p>
<p>Probabilmente, ed è un suggerimento personale, eviterei la sovrapposizione col PLAY Modena, che non ha permesso alle case produttrici/editrici di essere presenti in prima persona al Romics. Peccato perché sarebbe stata una grande vetrina! Imponente però la presenza della <a title="Dal Tenda" href="http://www.daltenda.com/" target="_blank">Dal Tenda</a>, decisamente MASSICCIA, che ha occupato la maggior parte dell&#8217;area games più &#8220;commerciale&#8221; con degli enormi e fornitissimi stand &#8211; gestiti da ragazze e ragazzi simpaticissimi, guardate <a title="Photobombing" href="https://www.facebook.com/RomicsOfficial" target="_blank">i loro photobomb ai cosplayer su Facebook</a>! &#8211; dove era possibile acquistare di tutto, in ambito card games, board games, rpg e quant&#8217;altro. Mi ha fatto molto piacere avere la possibilità di parlare (intervista is coming!) con Francesco Marcantonini, autore di uno dei primi giochi distribuiti della Dal Tenda, <a title="Ciak!" href="https://www.facebook.com/ciak.ilgiocodicarte" target="_blank"><em>CIAK!</em></a>, edito da <a title="CosplaYou" href="http://www.cosplayou.com" target="_blank">CosplaYou</a>, coinvolto anche nella pubblicazione di <a title="Pizza, Spaghetti e Mandolino" href="https://www.facebook.com/pizzaspaghettiemandolino" target="_blank"><em>Pizza, spaghetti e mandolino</em></a>, stessi editori e distributori. Soddisfatto quindi di aver conosciuto un nuovo autore e una nuova realtà editoriale e distributiva tutta italiana, e quanto prima avremo modo di parlarne in maniera approfondita!</p>
<p>Tirando le somme, infine, il Romics in questa edizione primaverile è stato di sicuro un buon evento, con spunti interessanti e un forte appeal commerciale che, inutile negarlo, ha il suo perché. Mi sarebbe piaciuto avere un&#8217;esperienza più completa e forse più volta agli aspetti artistici di tutto questo mondo che include fumetti, giochi e quant&#8217;altro. Per fortuna la gestione logistica è stata all&#8217;altezza &#8211; ho apprezzato moltissimo i numerosi stand di porchettari e di cibi siciliani, ottimi &#8211; e, almeno per quanto riguarda sabato, la folla non era eccessiva, anche se ho saputo che domenica l&#8217;affluenza è stata decisamente maggiore, del resto sono stimate 200.000 presenze, davvero niente male. Ringrazio l&#8217;ufficio stampa, infine, per il supporto, e concludo ponendomi un obiettivo: ci vediamo ad ottobre!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: di solito utilizzo questo spazio per delle cazzate che spero siano divertenti, ma questa volta, inaspettatamente, sarò serio. La mia menzione d&#8217;onore va all&#8217;esposizione di 150 Okiagari Koboshi, bamboline &#8220;sempreinpiedi&#8221; di cartapesta, tutte decorate diversamente da tante celebrità giapponesi e non solo, in onore del popolo di Fukushima, vittima del tremendo tsunami/terremoto dell&#8217;11 marzo 2011 con conseguente incidente nucleare. Gambatte (trad: Buona Fortuna), Fukushima.</em></p>
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		<title>Killzone Shadow Fall &#8211; Demo o potenziale inespresso?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 12:00:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Killzone Shadow Fall è l&#8217;ultimo capitolo di una delle esclusive Sony più amate dai giocatori. First Person Shooter sviluppato da Guerrilla Games, fa parte di una saga che si basa sulla guerra tra gli abitanti del pianeta Vekta (i &#8220;buoni&#8221;) e gli Helgast (i &#8220;cattivi&#8221;), e vanta tre capitoli spalmati tra Ps2 e Ps3, oltre a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 958px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh4.googleusercontent.com/ZK8YbaPxzhHHXx5rfFmCOXJiCuY_Owqq0ecm6s0NWiQ=w958-h539-no" alt="Sei nel mirino!" width="958" height="539" /><figcaption class="wp-caption-text">Sei nel mirino!</figcaption></figure>
<p>Killzone Shadow Fall è l&#8217;ultimo capitolo di una delle esclusive Sony più amate dai giocatori. First Person Shooter sviluppato da Guerrilla Games, fa parte di una saga che si basa sulla guerra tra gli abitanti del pianeta Vekta (i &#8220;buoni&#8221;) e gli Helgast (i &#8220;cattivi&#8221;), e vanta tre capitoli spalmati tra Ps2 e Ps3, oltre a qualche spinoff per console portatili Sony, ed il quarto capitolo &#8211; Shadow Fall, per l&#8217;appunto &#8211; è il primo gioco ad essere stato annunciato per la console next-gen, la Ps4. Come potevo esimermi dal comprarlo a malapena dopo due settimane dall&#8217;acquisto al day one (!) della nuova console Sony, considerando che la nuova arrivata stava assumendo le sembianze di un costoso soprammobile, data la carenza di giochi particolarmente interessanti al lancio? Ps Store, ti odio per la facilità con cui si può acquistare dalle tue parti.</p>
<p>La trama, elemento ben rappresentato nella saga, è ambientata ben 30 anni dopo il terzo capitolo (chiamato con notevole fantasia Killzone 3), e vede gli Helgast costretti a rifugiarsi sul pianeta Vekta &#8211; quello dei &#8220;buoni&#8221;, per intenderci &#8211; poiché in fuga dal loro pianeta Helgan, sull&#8217;orlo del collasso in seguito alla guerra avvenuta durante il terzo capitolo. Inspiegabilmente, questo comporta la deportazione dei legittimi abitanti di Vekta, che devono letteralmente sloggiare dalle case per far spazio agli Helgast. Ora, una domanda: ma se la diaspora degli Helgast è stata accettata dai capi di Vekta, che hanno dato il permesso al trasferimento, mi spiegate perché gli abitanti, precedentemente insediati nella zona ora dedicata ai nuovi &#8220;inquilini&#8221;, devono scappare per non essere ridotti ad un colabrodo dai poco simpatici Helgast? Avranno anche i loro motivi per essere incazzati, per carità, ma qualcosa mi sfugge. Comunque, il giovane Lucas Kellan, indovinate un po&#8217;, deve fuggire da casa sua perché è in uno dei quartieri destinati agli Helgast, e scappa assieme al padre, che, come in ogni buon cliché che si rispetti, perirà durante la fuga e lascerà in affidamento il giovane Lucas allo Shadow Marshall di nome Sinclair. Ovviamente (altro cliché), il militare non farà altro che trasformare il ragazzo in uno Shadow Marshall a sua volta, dando quindi modo a Lucas di diventare il protagonista dell&#8217;ennesima guerra tra gli abitanti di Vekta e i sempre poco carini Helgast, anche se (cliché n.3) non sempre il confine tra buoni e cattivi è chiaro. Durante lo svolgimento di Killzone Shadow Fall ci saranno dei colpi di scena, alcuni scontati, altri decisamente meno, con l&#8217;arrivo di un&#8217;aiutante inaspettata e un tripudio di miccette, botti e tricchettracche che ci accompagneranno fino al gran finale con annesso colpo di scena e potenziale cliffangher. Nulla di impressionante nel caso in cui abbiate seguito la serie Lost, ovviamente.</p>
<p>Non sono un fanatico degli FPS, ma non li disdegno neanche, ed ero quindi contento di poter provare la prima grande esclusiva Sony. Devo dire che Killzone Shadow Fall non è del tutto deludente, anche se si vede che la storia è stata un po&#8217; trascurata per far largo a ciò che realmente era nelle corde della casa nipponica: far vedere a tutti i muscoli della Ps4, lasciare a bocca aperta i giocatori e marcare il territorio nei confronti della meno potente (su carta) Xbox One. Ed è ciò che effettivamente succede! Ambientazioni da urlo, profondità di campo davvero sconfinata specie in alcuni livelli ambientati all&#8217;aperto o comunque con scorci mozzafiato, effetti di luce e particellari davvero belli, esplosioni e scontri a fuoco realistici: insomma, grafica di altissimo livello a tutto spiano. Questo è però accompagnato da una leggera &#8220;superficialità&#8221; del gameplay, che non convince fino in fondo, da una trama che è molto altalenante e da una sostanziale ripetitività di base che, in alcuni livelli, può annoiare. Bello invece il multiplayer, peccato che c&#8217;è gente che perde la propria vita a giocare ad FPS online e quindi non è carino essere ripetutamente killato senza molte possibilità di replica &#8211; ok, magari sono io quello scarso, ma che ci vogliamo fare se ho anche altri hobby?</p>
<p>Insomma, ritornando al titolo dell&#8217;articolo: Killzone Shadow Fall è sostanzialmente una grandiosa demo tecnica, che delizia davvero tanto gli occhi, ma che purtroppo non ha alle spalle un gioco eccezionale a supportarla. C&#8217;è da dire che ce lo aspettavamo tutti, che non si poteva desiderare molto da un gioco di lancio, che i giochi veramente completi sarebbero arrivati in seguito &#8211; e per fortuna sta accadendo&#8230; Però occasione sprecata, perché forse bastava poco per trasformarlo da gioco godibile a gran gioco. Helgast permettendo.</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: il robottino/drone, controllabile (in maniera interessante, in verità) tramite il touchpad presente sul pad Ps4, che vi accompagnerà lungo l&#8217;avventura. A volte vi salverà da morte certa, altre volte avrà l&#8217;utilità di una bomboniera di una prima comunione. E che vi scorderete più e più volte di avere a disposizione per cavarvi d&#8217;impaccio. </em></p>
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		<title>Perché ho comprato la PlayStation 4 (senza punto interrogativo)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 13:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Beatles o Rolling Stones? Batman o Superman? La vita di un uomo è da sempre piena di dilemmi e dualismi, e se siete dei nerd come il sottoscritto, le domande non fanno che aumentare vertiginosamente ogni volta che Sony e Microsoft sfornano una console. Oddio, in realtà sono dell&#8217;opinione che questa scelta è un qualcosa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 787px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh5.googleusercontent.com/-3m5lfLEhFvY/VQlojOFR3PI/AAAAAAAAHWw/bPoGHUksn60/w787-h300-no/Banner_PlayStation4_787.jpg" alt="Playstation 4: adesso Nerdando.com ha anche un sonaro" width="787" height="300" /><figcaption class="wp-caption-text">Playstation 4: adesso Nerdando.com ha anche un sonaro</figcaption></figure>
<p>Beatles o Rolling Stones? Batman o Superman? La vita di un uomo è da sempre piena di dilemmi e dualismi, e se siete dei nerd come il sottoscritto, le domande non fanno che aumentare vertiginosamente ogni volta che Sony e Microsoft sfornano una console. Oddio, in realtà sono dell&#8217;opinione che questa scelta è un qualcosa di più atavico, nel senso che noi videogiocatori siamo stati invitati a schierarci da un bel po’ di tempo a questa parte, ossia dalla nascita della prima console di casa Microsoft, la ben nota XBox, che si propose prepotentemente come alternativa alla seconda console di casa Sony, la ancor più nota PlayStation 2: siamo tra 2000 e 2001, l’odissea nello spazio non si intravede all’orizzonte e il mondo deve decidere come rinchiudersi in casa per passare serate e pomeriggi davanti ad uno schermo &#8211; e, lasciatemelo aggiungere, YouPorn non era un&#8217;opzione disponibile.</p>
<p>Non ho mai apprezzato Microsoft – colpa delle schermate blu di Windows – e, reduce dall’esperienza più che positiva con la mitica PsOne, decisi di non cambiare piattaforma, principalmente per non perdere quelle saghe che erano totalmente Sony: Gran Turismo, Tekken, Metal Gear Solid, Resident Evil e Final Fantasy erano solo alcuni tra i titoli che mi convinsero a scegliere il monolite nero al posto del cassettone nero con la X sopra. Ho quindi perpetrato la mia scelta anche nel momento in cui ho dovuto rivendere il mio rene sinistro per comprare la Ps3, tant’è che scelsi di prendere il modello da 60gb, l’unico retrocompatibile coi titoli Ps2, proprio per non perdere il continuum videoludico, nel caso in cui avessi voluto rigiocare qualche titolo che mi aveva emozionato durante la precedente generazione.</p>
<p>Detto ciò, potrete capire le mie braccia rotolate a terra nel momento in cui ho saputo che la Ps4 non era retrocompatibile con una beata mazza.</p>
<p>Però! “Perché ho comprato la Playstation 4” è il titolo di questo articolo, e ho il piacere di tirare giù una piccola lista che mi ha indirizzato nuovamente verso la console di casa Sony, abbandonando per l’ennesima volta la XBox:</p>
<ul>
<li>Avevo l’abbonamento al Ps Plus già attivo, e sono sempre stato molto contento dei titoli regalati ogni mese. Sapevo benissimo che con la nuova console non avrei di certo ottenuto dei titoli tripla A il mese dopo il lancio, ma l’ho considerato come un investimento per il futuro – e, in effetti, ora la scelta sta iniziando a darmi ragione. Inoltre ormai il Ps Plus, come il Live, serve per il multiplayer online, e quindi…</li>
<li>Sono fermamente convinto che le esclusive fanno la differenza, anzi, fosse per me taglierei di netto tutta una serie di scelte multipiattaforma. Ho quasi pianto quando ho saputo che le saghe di Final Fantasy e di Metal Gear Solid sarebbero diventate multipiattaforma, ma capisco più che bene le motivazioni di marketing legate a questa scelta; ho quindi deciso di tenermi ben stretto alle saghe esclusive che so bene che non cambieranno bandiera (Uncharted, Gran Turismo, God of War, The Last of Us, giusto per esempio) e mi hanno notevolmente allettato le nuove esclusive annunciate per la Ps4, come ad esempio The Order 1886 e i futuri titoli della Quantic Dream, che con Heavy Rain e Beyond: Two Souls mi hanno davvero davvero emozionato.</li>
<li>La potenza non è tutto, però non dispiace avere qualcosa di decisamente performante sotto lo chassis della console made in Japan</li>
<li>Non mi sono mai trovato bene col pad Microsoft, che ho considerato da sempre troppo grande e scarsamente ergonomico – pur avendo mani belle grandi – mentre quello PlayStation ha sempre rappresentato una grande comodità</li>
<li>Se compro una console non mi interessa avere un ibrido fra un pc con Windows 8 e un Lumia con Windows Phone: la scelta di infarcire di app e programmini vari la XBox One non rappresenta un plus ma un ipotetico fattore di confondimento</li>
<li>Ho già detto Uncharted?</li>
</ul>
<p>Infine, voglio fare un po&#8217; l&#8217;emozionale: quando credi in un brand, nelle sue scelte e nei suoi valori, ne abbracci pregi e difetti. Ormai sono affezionato alla PlayStation e a ciò che rappresenta, e ho deciso di scommettere su questa piattaforma; la cosa bella è che finora, e parliamo di una storia che va avanti da ben 17 anni, mi posso ritenere decisamente soddisfatto, nonostante momenti di piattume e un online non sempre al top. Certo, la scelta di avere una Playstation 4 non aiuta quando quasi tutta l&#8217;intera redazione di Nerdando.com si è buttata a pesce sull&#8217;Xbox One, ma pazienza, nessuno è perfetto.</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: tutta per Nintendo, che in realtà esula da questa scelta, in quanto in ogni casa una console Nintendo c&#8217;è e ci deve essere sempre, a prescindere dal dilemma Sony/Microsoft. Del resto, ho regalato alla mia compagna una fiammante Wii U ben prima di comprare la mia Ps4!</em></p>
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		<title>Sherlock Holmes: tre novità ludiche e chiacchierata con Stefano Carnevali</title>
		<link>https://nerdando.com/2014/11/20/sherlock-holmes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 13:00:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siete, come me, degli inguaribili ed inossidabili ammiratori di Sherlock Holmes, l&#8217;infallibile investigatore inglese nato nel 1887 dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle? Allora tenetevi forte, perchè quest&#8217;anno, nel mondo dell&#8217;intrattenimento, avrete molte soddisfazioni. Durante il recente Lucca Comics &#38; Games, abbiamo partecipato alla conferenza &#8220;Sherlock Holmes: the game is afoot&#8221;, tenuta da Stefano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 644px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh4.googleusercontent.com/-tiSR3jCeyLA/VGSdwmYt6OI/AAAAAAAAGcY/EGvbnMyZxUc/w644-h362-no/10419438_10205197933057295_5640677937315155075_n.jpg" alt="Stefano Carnevali" width="644" height="362" /><figcaption class="wp-caption-text">Stefano Carnevali</figcaption></figure>
<p>Siete, come me, degli inguaribili ed inossidabili ammiratori di Sherlock Holmes, l&#8217;infallibile investigatore inglese nato nel 1887 dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle? Allora tenetevi forte, perchè quest&#8217;anno, nel mondo dell&#8217;intrattenimento, avrete molte soddisfazioni.</p>
<p>Durante il recente Lucca Comics &amp; Games, abbiamo partecipato alla conferenza &#8220;Sherlock Holmes: the game is afoot&#8221;, tenuta da Stefano Carnevali e volta a illustrarci le ultime novità ludiche incentrate sul famoso investigatore di Baker Street. Abbiamo, così, potuto apprendere come quest&#8217;anno il personaggio di Holmes non sia stato affatto trascurato ma, anzi, venga utilizzato in diversi settori, con ben tre uscite a lui dedicate.</p>
<p>Iniziamo dall&#8217;ambito videoludico, parlando di &#8220;Sherlock Holmes: crimes and punishments&#8221;, gioco multipiattaforma sviluppato dalla Frogwares e distribuito da Focus Home Interactive. Il titolo è l&#8217;ultimo nato in casa Frogwares all&#8217;interno della collana dedicata al personaggio di Conan Doyle (erano già usciti &#8220;Sherlock Holmes: Il mistero della mummia&#8221;, &#8220;Sherlock Holmes: L&#8217;orecchino d&#8217;argento&#8221;, &#8220;Sherlock Holmes &#8211; L&#8217;avventura&#8221;, &#8220;Sherlock Holmes versus Arsène Lupin&#8221;, &#8220;Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore&#8221; e &#8220;Il testamento di Sherlock Holmes&#8221;) ma si differenzia dai precedenti per una serie di innovazioni; a partire dal protagonista che, se nei capitoli precedenti era molto simile a quello presentato nei film degli anni Cinquanta, qui è molto più vicino all&#8217;immagine attuale, più bohemienne e spocchiosa. Rinnovata appare anche la dimanica di gioco che viene notevolmente svecchiata. Dal classico punta e clicca delle avventure precedenti, in questo capitolo possiamo muovere il nostro personaggio utilizzando il pad, per uno stile di gioco più dinamico ed intuitivo. Grande importanza, naturalmente, è data alla componente esplorativa ma viene lasciato largo spazio anche all&#8217;investigazione ed al ragionamento. Durante i sei casi che compongono l&#8217;avventura impersoneremo Sherlock Holmes in single player, come accadeva già nei capitoli precedenti. La novità è nell&#8217;aggiunta dell&#8217; &#8220;elemento morale&#8221;: a fine capitolo, infatti, possiamo decidere, rifacendoci al personale codice etico di Holmes, se assolvere o condannare il nostro colpevole e mettere a confronto la nostra scelta con quella degli altri utenti. Da segnalare, riguardo a questo titolo, anche una accurata ricostruzione delle ambientazioni dell&#8217;epoca a livello grafico ed un&#8217;efficace resa del mondo creato da Conan Doyle e dei personaggi (tuttavia un po&#8217; bloccati nei rispettivi ruoli), che l&#8217;appassionato non mancherà di riconoscere. In particolare, il gusto della citazione si fa evidente in due dei sei casi del videogioco, tratti direttamente da racconti del canone Holmesiano. Tuttavia, la scelta di inserire, sotto forma di sottoindagini o false tracce, dinamiche non presenti nel racconto originale, si dimostra vincente e scongiura il rischio di rendere l&#8217;avventura banale per chi abbia letto i romanzi.</p>
<p>La seconda uscita dedicata a Sherlock Holmes è il gioco da tavolo &#8220;Sherlock Holmes consulente investigativo&#8221;, pubblicato in Italia da Asterion. Il gioco ci offre la possibilità di confrontarci con dieci casi, ciascuno rappresentato da un fascicolo e si sviluppa più o meno come un librogame, ma lasciando grande libertà al giocatore. Le istruzioni sono scritte sotto forma di conferenza che Sherlock Holmes tiene ai suoi ipotetici collaboratori ed infatti, durante l&#8217;investigazione, i giocatori non vestiranno i panni di Holmes ma quelli dei suoi discepoli, intenti a venire a capo del mistero utilizzando i metodi del Maestro. L&#8217;aspetto più interessante è la possibilità di condurre l&#8217;indagine in modalità competitiva o collaborativa. Nel primo caso, come in qualunque gioco da tavolo, il vincitore sarà colui che riesce a risolvere il mistero nel minor numero di tappe possibili. Decisamente più intrigante la modalità collaborativa, nella quale gli sforzi dei giocatori sono uniti per raggiungere la soluzione con il minor numero possibile di step, in una sfida con Sherlock Holmes in persona (che, ovviamente, ha il punteggio più alto in tutti e dieci i casi proposti). L&#8217;impressione generale riguardo il gioco è, secondo Stefano Carnevali, quella di un buon apocrifo, nel quale l&#8217;atmosfera dei romanzi è resa bene ma si incontrano pochi personaggi canonici.</p>
<p>L&#8217;ultima uscita presentata è stata &#8220;Sherlock Holmes &#8211; il fumetto gioco&#8221;, molto apprezzato dal relatore, in particolare per il continuo gioco di citazioni e rimandi ai romanzi presente al suo interno. Il titolo è edito da Cranio Creations e sviluppato in collaborazione con la Società Sherlockiana Francese e si presenta, con il suo tratto molto caricaturale ma efficace, come un prodotto fruibile da tutti ma particolarmente godibile da parte di un appassionato. Il funzionamento è quello classico di un librogame, con numeri che ci guidano, a seconda delle scelte che facciamo, ad una pagina piuttosto che ad un&#8217;altra ed a conclusioni differenti. A questa dinamica di gioco si aggiunge anche l&#8217;importanza della componente visiva e del colpo d&#8217;occhio.</p>
<p>In conclusione, tre prodotti diversi ma, secondo Stefano Carnevali, tutti funzionali: il personaggio di Sherlock Holmes, infatti, pur così definito nelle sue caratteristiche, è, allo stesso tempo, diverso nell&#8217;immaginario di ognuno. Ciascuno di noi, quindi, potrà ritrovare il proprio Holmes in ognuna delle anteprime di cui abbiamo parlato, ce n&#8217;è davvero per tutti i gusti. Al termine della conferenza, tuttavia, la nostra fame di conoscenza riguardo all&#8217;investigatore di Baker Street non era ancora saziata. Così ho contattato il disponibilissimo Stefano Carnevali per porgli qualche domanda in più:</p>
<p><strong>C: <span class="im"><span style="font-family: arial,sans-serif;">Di Sherlock Holmes si potrebbe parlare per ore: la sua figura ha esercitato e continua ad esercitare sul pubblico un fascino magnetico. Quali sono, secondo te, le ragioni di tanto successo?<br />
</span></span></strong>S: <span style="font-family: arial,sans-serif;">Risposta molto difficile. Io credo che, anzitutto, ci sia la versatilità del personaggio. Ogni appassionato ha il &#8220;suo&#8221; Sherlock Holmes. Posto che ci sono verità NON sindacabili (per esempio: non ha mai detto &#8220;Elementare, Watson!&#8221;), ciascuno può &#8220;calcare la mano&#8221; sulle caratteristiche di Holmes che più lo affascinano. Per me, per esempio, è un eroe di positivismo e razionalità che, però, per quanto ci provi, non riesce a perdere la propria straordinaria umanità. </span><span style="font-family: arial,sans-serif;">A livello più &#8220;concreto&#8221;, credo che la forte caratterizzazione &#8220;fisica&#8221; (di atteggiamenti, setting, vestiario) del personaggio abbia dato una grande mano a favorirne la riconoscibilità.</span></p>
<p><strong>C: <span class="im"><span style="font-family: arial,sans-serif;">Sicuramente il personaggio di Holmes ha lasciato, fin dalla sua creazione, un segno indelebile nell&#8217;immaginario collettivo ma è innegabile che, in questo periodo, sia &#8220;tornato di moda&#8221; grazie alla serie BBC &#8220;Sherlock&#8221;, che traspone le avventure del celebre detective ai giorni nostri. Qual è la tua opinione su questa serie?<br />
</span></span></strong>S: <span style="font-family: arial,sans-serif;">Opinione ottima! Caratterizzazione fedele, dinamiche credibili, cast di qualità. Soprattutto, però, fa respirare un Holmes (per quanto alle prese con il mondo moderno) plausibile. </span><span style="font-family: arial,sans-serif;">Piace anche lo sforzo di continuare a inserire rimandi al canone, nelle varie puntate della serie. </span><span style="font-family: arial,sans-serif;">Personalmente, credo che le prime due stagioni siano superbe. La terza, invece, mi pare un po&#8217; troppo &#8220;manierista&#8221;: molto più godibile in termini registici e di clima/humor, perde non poco, però, dal punto di vista &#8216;giallo&#8217;.</span></p>
<p><strong>C: <span class="im"><span style="font-family: arial,sans-serif;">Molto del successo di &#8220;Sherlock&#8221; è dovuto al suo protagonista, Benedict Cumberbatch, che vive, peraltro, un momento d&#8217;oro al cinema: è un buono Sherlock Holmes?</span></span></strong><br />
S: <span style="font-family: arial,sans-serif;">Benedict Cumberbatch è un buono Sherlock Holmes, gli manca giusto il naso aquilino. Movenze, postura, tono e fisico sono quelli giusti. Anche se, per quanto visto fin qui, è ancora uno Sherlock Holmes poco &#8220;evoluto&#8221;, fermo alla condizione sociopatica. Sherlock Holmes, infatti, nel corso della propria carriera, vive una grande evoluzione verso una decisa &#8220;umanizzazione&#8221;.<b> </b></span></p>
<p><strong>C: <span class="im"><span style="font-family: arial,sans-serif;">Se n&#8217;era già parlato in conferenza ma mi piacerebbe approfondire il tuo pensiero a riguardo per i nostri lettori: qual è, a tuo parere, il miglior interprete su schermo di Sherlock Holmes e per quali ragioni?<br />
</span></span></strong>S: <span style="font-family: arial,sans-serif;">Credo di andare sul sicuro dicendo Jeremy Brett. I motivi sono numerosi: dalla sua somiglianza, alla sua gestualità perfetta (frutto di grande studio). La serie della Granada in cui recita ripropone quasi tutto il Canone (si bloccò proprio per il crollo della salute di Brett). Non è sempre ben ritmata o propriamente &#8220;scoppiettante&#8221;, ma Brett da solo vale il prezzo del biglietto.    </span></p>
<p><strong>C: <span class="im">Per concludere, cosa ti aspetti per il futuro di Sherlock Holmes nel mondo dell&#8217;intrattenimento?<br />
</span></strong>S:<span style="font-family: arial,sans-serif;"> Difficile a dirsi: Sherlock Holmes, come anticipato, è estremamente amato, conosciuto e versatile. Sappiamo che &#8220;Sherlock&#8221; continuerà, che lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie tornerà in sala e che Frogwares non interromperà la propria appassionante saga videoludica. Il recente fumetto-game edito da Cranio ha un finale aperto e il board game pubblicato da Asterion possiede non poche espansioni che attendono di essere portate in Italia. </span><span style="font-family: arial,sans-serif;">Le strade da percorrere, quindi, sono tante e, a quanto pare, sembrano anche avere una costante buona risposta da parte del pubblico. Direi che, da appassionato, posso stare piuttosto tranquillo. E per tutti quelli che &#8220;ne vogliono di più&#8221;, la valvola di sfogo &#8220;naturale&#8221; non può che essere l&#8217;iscrizione all&#8217;Associazione Sherlockiana Italiana. Trovate &#8220;Uno Studio in Holmes&#8221; sia su Facebook, sia sul Web: per entrare nel &#8220;grande gioco&#8221;, basta davvero pochissimo!</span></p>
<p>Ringraziamo Stefano Carnevali per la sua disponiblità e competenza e vi lasciamo con una piccola nota conclusiva. In conferenza non se n&#8217;è parlato, anche perché è notizia di questi giorni, ma c&#8217;è un&#8217;ulteriore chicca per i fan di Holmes: è in uscita, infatti, un cofanetto dedicato ai quattordici film interpretati da Basil Rathbone tra il 1939 ed il 1946. La lista di titoli, quindi, comprenderà sia i due film prodotti dalla 20th Century Fox nel 1939, sia i restanti prodotti da Universal che, pur mantenendo cast e regista, optò per una, mai digerita dai puristi, inedita ambientazione anni &#8217;40, con Sherlock Holmes in lotta nientemeno che con i Nazisti. La collezione, presentata il Blu Ray su sette dischi, sarà acquistabile dal 4 dicembre e comprenderà tutti i film, accuratamente restaurati per l&#8217;occasione dalla University of California.</p>
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		<title>Girando con Tencar &#8211; Lucca Comics &#038; Games 2014</title>
		<link>https://nerdando.com/2014/11/07/lucca-comics-games-2014-con-tencar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2014 13:01:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un Lucca Comics &#38; Games 2014 all&#8217;insegna delle cazzate, passato in compagnia di Clack, Falloppa e dei simpatici Ciuovas. Se non l&#8217;avete ancora letto, ecco un breve estratto dell&#8217;articolo che ho pubblicato a questo link riguardo quest&#8217;esperienza! Quattordicesima edizione consecutiva del Lucca Comics &#38; Games, seconda volta con un viaggio organizzato, prima volta come redattore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><center><br />
<iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/O6cZMEjbR0Y" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center><br />
Un Lucca Comics &amp; Games 2014 all&#8217;insegna delle cazzate, passato in compagnia di Clack, Falloppa e dei simpatici <a title="Ciuovas" href="http://www.shockdom.com/webcomics/ciuovas/" target="_blank">Ciuovas</a>.</p>
<p>Se non l&#8217;avete ancora letto, ecco un breve estratto dell&#8217;articolo che ho pubblicato <a title="Lucca Comics &amp; Games 2014 – Tencar version" href="https://nerdando.com/lucca-comics-games-2014-tencar-version/" target="_blank">a questo link</a> riguardo quest&#8217;esperienza!</p>
<blockquote><p>Quattordicesima edizione consecutiva del Lucca Comics &amp; Games, seconda volta con un viaggio organizzato, prima volta come redattore di Nerdando.com: sono un amante delle statistiche e mi sembrava giusto buttare all&#8217;inizio dell&#8217;articolo dei dati a caso.<br />
Questa volta, complici l&#8217;età che avanza, le 100000 persone che hanno assaltato la città nella sola giornata di sabato e la scelta di presenziare solo nel weekend, mi sono stancato più del solito e porterò i postumi per almeno una settimana.</p>
<p>Momento nostalgia: negli anni dal 2001 al 2006 ho adorato la fiera, sono riuscito sempre a godermi gli stand ed a vedere TUTTO, ma proprio TUTTO; da qualche anno non riesco più a portare a termine questo obiettivo a causa della calca nella quale mi perdo, tra ascelle pezzate e scorregge indicibili, e che mi costringe a trovare, al più presto, vie di fuga per evitare una morte lenta e dolorosa.</p>
<p>Tornando alla gradita attualità, mi godo il fatto di aver concluso gli obiettivi prefissati in mezza mattinata e con una notevole combo di botte di culo entusiasmanti!<br />
In compagnia della fida moglie, ci siamo recati in primis allo stand dei Games per poter ritirare l&#8217;edizione angolare del libro di Farenz &#8220;Press play on tape&#8221;, per poi rubare una firma all&#8217;autore, incontrato casualmente dopo cinque minuti, fuori dalle mura di Lucca.<br />
Abbiamo partecipato alla conferenza di Masakazu Katsura e, successivamente, siamo andati a fare un rapido salto al <span data-sheets-value="[null,2,&quot;Padiglione Napoleone&quot;]" data-sheets-userformat="[null,null,17149,[null,0],null,[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],1,1,null,0,null,null,null,null,1]">Padiglione Napoleone, portando a casa gli autografi di buona parte dell&#8217;Hammer Team sul numero 4 di &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; Hammer e quindi abbiamo passato la giornata a girare la città, perché entrare in qualsiasi zona della fiera era impossibile a causa del muro umano presente in ogni dove.<br />
Rapida cena in ristorante e, una volta arrivato in hotel, ho fatto in tempo ad infilarmi il pigiama: sono svenuto fino alle 6.30, regalandomi ben 7 ore consecutive di sonno!</span></p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2014/11/07/lucca-comics-games-2014-con-tencar/">Girando con Tencar &#8211; Lucca Comics &#038; Games 2014</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Lucca Comics &#038; Games 2014 &#8211; Tencar version</title>
		<link>https://nerdando.com/2014/11/04/lucca-comics-games-2014-tencar-version/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2014 10:02:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quattordicesima edizione consecutiva del Lucca Comics &#38; Games, seconda volta con un viaggio organizzato, prima volta come redattore di Nerdando.com: sono un amante delle statistiche e mi sembrava giusto buttare all&#8217;inizio dell&#8217;articolo dei dati a caso. Questa volta, complici l&#8217;età che avanza, le 100000 persone che hanno assaltato la città nella sola giornata di sabato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2014/11/04/lucca-comics-games-2014-tencar-version/">Lucca Comics &#038; Games 2014 &#8211; Tencar version</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh4.googleusercontent.com/-Ik4xtqvItMs/VFdJdCODthI/AAAAAAAAGUs/nZPkJB-kSQI/w750-h400-no/tencar.png" alt="Tencar version" width="750" height="400" /><figcaption class="wp-caption-text">Tencar version</figcaption></figure>
<p>Quattordicesima edizione consecutiva del Lucca Comics &amp; Games, seconda volta con un viaggio organizzato, prima volta come redattore di Nerdando.com: sono un amante delle statistiche e mi sembrava giusto buttare all&#8217;inizio dell&#8217;articolo dei dati a caso.<br />
Questa volta, complici l&#8217;età che avanza, le 100000 persone che hanno assaltato la città nella sola giornata di sabato e la scelta di presenziare solo nel weekend, mi sono stancato più del solito e porterò i postumi per almeno una settimana.</p>
<p>Momento nostalgia: negli anni dal 2001 al 2006 ho adorato la fiera, sono riuscito sempre a godermi gli stand ed a vedere TUTTO, ma proprio TUTTO; da qualche anno non riesco più a portare a termine questo obiettivo a causa della calca nella quale mi perdo, tra ascelle pezzate e scorregge indicibili, e che mi costringe a trovare, al più presto, vie di fuga per evitare una morte lenta e dolorosa.</p>
<p>Tornando alla gradita attualità, mi godo il fatto di aver concluso gli obiettivi prefissati in mezza mattinata e con una notevole combo di botte di culo entusiasmanti!<br />
In compagnia della fida moglie, ci siamo recati in primis allo stand dei Games per poter ritirare l&#8217;edizione angolare del libro di Farenz &#8220;Press play on tape&#8221;, per poi rubare una firma all&#8217;autore, incontrato casualmente dopo cinque minuti, fuori dalle mura di Lucca.<br />
Abbiamo partecipato alla conferenza di Masakazu Katsura e, successivamente, siamo andati a fare un rapido salto al <span data-sheets-value="[null,2,&quot;Padiglione Napoleone&quot;]" data-sheets-userformat="[null,null,17149,[null,0],null,[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],1,1,null,0,null,null,null,null,1]">Padiglione Napoleone, portando a casa gli autografi di buona parte dell&#8217;Hammer Team sul numero 4 di &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; Hammer e quindi abbiamo passato la giornata a girare la città, perché entrare in qualsiasi zona della fiera era impossibile a causa del muro umano presente in ogni dove.<br />
Rapida cena in ristorante e, una volta arrivato in hotel, ho fatto in tempo ad infilarmi il pigiama: sono svenuto fino alle 6.30, regalandomi ben 7 ore consecutive di sonno!<br />
</span></p>
<p id=":oa" dir="ltr"><span data-sheets-value="[null,2,&quot;Padiglione Napoleone&quot;]" data-sheets-userformat="[null,null,17149,[null,0],null,[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],[null,[[null,2,0,null,null,[null,2,0]],[null,0,0,3],[null,1,0,null,1]]],1,1,null,0,null,null,null,null,1]">Il secondo giorno è stato quello della maturità, in cui ho raggiunto il &#8220;passo successivo&#8221;, godendo della fiera in un modo nuovo, sedendomi nella Sala Ingellis alle 10 ed alzandomi cinque ore dopo, assistendo a tante conferenze che mi hanno divertito ed arricchito ma di cui parleremo approfonditamente in seguito.</span><br />
In precedenza, avevo girato per un&#8217;ora il padiglione semi deserto dei Games, restando colpito da Evolve: il gioco parrebbe, alla lunga, monotono, ma l&#8217;idea di poter distruggere o addirittura interpretare dei mostri giganti mi intriga e non poco.<br />
Nel pomeriggio mi sono rinchiuso nel mio locale preferito di Lucca, <a title="L'enoteca" href="http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187898-d5494781-Reviews-L_enoteca_Birreria_Paninoteca-Lucca_Province_of_Lucca_Tuscany.html" target="_blank" rel="noopener">L</a><span id=":oa" dir="ltr"><a title="L'enoteca" href="http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187898-d5494781-Reviews-L_enoteca_Birreria_Paninoteca-Lucca_Province_of_Lucca_Tuscany.html" target="_blank" rel="noopener">&#8216;enoteca</a>, ed ho avuto una gradita sorpresa da Falloppa che mi ha procurato </span>il primo numero di &#8220;Adam Wild&#8221;, di &#8220;Orfani: Ringo&#8221; (autografato da <span class="st">Mammucari </span>con dedica), il 337 di &#8220;Dylan Dog&#8221; (tutti e tre con copertine variant) ed il volumetto speciale &#8220;John Ghost&#8221;.<br />
Questa è stata la parentesi più rilassata, in cui mi sono sbracato ed ho dato, insieme ai compagni di viaggio dell&#8217;autobus, il peggio di me, mangiando e bevendo allegramente, ma tanto allegramente che qualcuno ha anche perso lo smartphone. Abbiamo dunque atteso brilli le 17, ora fissata per la partenza verso le nostre sicure case.</p>
<p dir="ltr">Una volta sfilato il pass dal collo, la magia del Lucca Comics &amp; Games 2014 è finita: sono tornato il Tencar noioso di tutti i giorni.</p>
<p dir="ltr">Finiamo in bellezza, con i soliti &#8220;ringrazio&#8221;:</p>
<p dir="ltr">&#8211; Fabio di Games Academy che, da quando mi porta con sé nei sui viaggi organizzati, mi risparmia tantissimo stress;<br />
&#8211; Clack che, da più di due anni, mi supporta in ogni progetto;<br />
&#8211; Falloppa che deve prendersi di continuo vagonate di sfottò e, nonostante questo, è il compare più fedele;<br />
&#8211; Bob che mi procura i posti al pub;<br />
&#8211; il gruppo di Heroclix che, anche se non gioco da anni, mi accoglie sempre come un fratello e mi fa ridere di gusto;<br />
&#8211; tutti gli autori che ho incrociato, che sono stati disponibilissimi;<br />
&#8211; Lucca, di cui mi sento cittadino onorario (dati i soldi che ho sperperato in questi quattordici anni).</p>
<p dir="ltr">Appuntamento, dunque, al prossimo anno con l&#8217;idea di tornare alle origini e restare per TUTTA la fiera: Lucca Comics &amp; Games 2015, non ti temo!</p>
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