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	<title>Games Week - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Doom Eternal alla Games Week 2019 &#8211; Prime impressioni</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/10/03/doom-eternal-alla-games-week-2019-prime-impressioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 12:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Bethesda Softworks]]></category>
		<category><![CDATA[Doom Eternal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete già avuto modo di leggere le nostre impressioni a caldo della appena conclusa Milan Games Week 2019, e se siete stati attenti, non vi sarà sfuggito come né io, né i colleghi di redazione abbiamo mancato di esprimere le nostre perplessità sulla fiera. Per quanto mi riguarda, però, devo ammettere di essere stato più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32621" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/doom_eternal_anteprima.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/doom_eternal_anteprima.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/doom_eternal_anteprima-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/doom_eternal_anteprima-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/doom_eternal_anteprima-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Avete già avuto modo di leggere le nostre impressioni a caldo della appena conclusa <a href="https://nerdando.com/2019/09/30/milan-games-week-2019-il-parere-della-redazione/">Milan Games Week 2019</a>, e se siete stati attenti, non vi sarà sfuggito come né io, né i colleghi di redazione abbiamo mancato di esprimere le nostre perplessità sulla fiera.<br />
Per quanto mi riguarda, però, devo ammettere di essere stato più fortunato degli altri perché, grazie ad una sveglia antelucana, ho potuto essere uno dei primi ad entrare in fiera e uno dei primissimi a provare <strong>Doom Eternal</strong>, l&#8217;atteso ritorno all&#8217;inferno firmato <strong>Bethesda Softworks</strong>, alla sua prima volta alla Games Week, e <strong>id Software</strong>.</p>
<p>Bethesda Softworks si è presentata con uno stand di tutto rispetto, arricchendolo con i giusti gadget (mi sono portato a casa un poster e le medagliette di Fallout 4) e dando la possibilità di vestire i panni di <strong>Doomguy</strong> per la classica foto di rito.<br />
Sbrigate le formalità è il mio turno di sedermi in postazione ed imbracciare il mio Shotgun, ma anche il cannone pesante, il lanciarazzi e il fucile al plasma.<br />
Spinto da un PC <em>pimpatissimo</em>, il nuovo motore grafico <strong>id Tech 7</strong>, fa la sua porchissima figura, spedendomi dritto dritto in un universo Sci-Fi semplicemente strabiliante.</p>
<p>Nella missione che ho potuto provare, mi sono trovato eiettato fuori da una base stellare con sullo sfondo un pianeta in procinto di disintegrarsi. Ma la demascellizzazione ha dovuto attendere perché un istante dopo eccomi circondato da <strong>una pioggia di fuoco frenetica</strong> che gli amanti del franchise conoscono bene: ho iniziato a falciare orde di demoni senza disdegnare le spettacolari kill corpo a corpo, varie, cruente, spassosissime.</p>
<p>Non ho i dettagli delle macchine su cui girava la demo, ma devo dire che <strong>raramente ho visto qualcosa di altrettanto spettacolare</strong>, ricco di dettagli e senza la minima sbavatura tecnica. Non un calo di frame rate, non un&#8217;incertezza. Se questo è il risultato del prodotto finito, ci sarà sicuramente da divertirsi.</p>
<p>In conclusione: la mia impressione è che <strong>Doom Eternal</strong> è e sarà sempre un buon vecchio Doom, ma più spettacolare, più frenetico e più fracassone.</p>
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		<title>Milan Games Week 2019: il parere della redazione</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/09/30/milan-games-week-2019-il-parere-della-redazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 16:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Asmodee]]></category>
		<category><![CDATA[Bethesda]]></category>
		<category><![CDATA[Cyberpunk 2077]]></category>
		<category><![CDATA[Doom]]></category>
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		<category><![CDATA[Luigi's Mansion 3]]></category>
		<category><![CDATA[milan games week]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 27 al 29 settembre 2019, si è tenuta, nell&#8217;usuale location di Rho Fiera, una nuova edizione di Milan Games Week. Un po&#8217; differente dalle precedenti, l&#8217;appuntamento di quest&#8217;anno ha lasciato scontento qualcuno e sorpreso qualcun altro. Senza indugio, quindi, eccovi il parere di alcuni membri della redazione. Morgana Quest’anno sono stata per la prima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Games-Week.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32593" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Games-Week.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Games-Week.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Games-Week-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Games-Week-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Games-Week-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Dal 27 al 29 settembre 2019, si è tenuta, nell&#8217;usuale location di <strong>Rho Fiera</strong>, una nuova edizione di <strong>Milan Games Week</strong>. Un po&#8217; differente dalle precedenti, l&#8217;appuntamento di quest&#8217;anno ha lasciato scontento qualcuno e sorpreso qualcun altro. Senza indugio, quindi, eccovi il parere di alcuni membri della redazione.</p>
<h2>Morgana</h2>
<p>Quest’anno sono stata per la prima volta alla Milan Games Week! Sono molto contenta di aver avuto la possibilità di provare video games in anteprima, come il bellissimo <strong>Pokèmon Spada/Scudo</strong> o <strong>Luigi’s Mansion 3</strong> (ebbene sì, sono una nintendofila), e di scoprire nuovi giochi indipendenti molto interessanti, come <strong>Abisso</strong>, una creazione tutta italiana alla quale auguro di sfondare.</p>
<p>Mi fa un po’ sorridere essere tornata a casa con un gioco da tavolo (<strong>Keyforge</strong>, un mazzo in omaggio a chi lo provava) invece che con un videogame, ma è andata così&#8230;</p>
<p>Per quanto riguarda la fiera in generale, forse mi aspettavo qualcosa di più mirabolante, soprattutto visto il costo del biglietto d’ingresso, invece c’erano solo 3 padiglioni, di cui uno dedicato interamente alle arene e gli altri 2 pieni di stand di case produttrici ma anche di parecchi negozi specializzati in prodotti nerd come se ne trovano in ogni fiera dedicata.</p>
<h2>jedi.lord</h2>
<p>Che dire di questa Games Week appena conclusasi?<br />
Mi viene in mente soltanto di esprimere questo pensiero: &#8220;<strong>Avevo il tempo di presenziare un solo giorno e non solo mi è bastato, ma avanzato anche</strong>&#8220;.</p>
<p>So di essere caustico, ma non mi trovo con la direzione presa dalla fiera: al di fuori dei twitcher, degli streamer e del mainstream più spinto (e intendo due o tre titoli che fanno impazzire i ragazzini sotto i 18 anni) ho trovato veramente una vuotezza imbarazzante di idee e contenuti.</p>
<p>Stand interessanti pochissimi, altri solo impressionanti dal punto di vista della scenografia (code per vedere un trailer? Nel 2019? Ma siamo seri?), avanzano le aree dedite al cibo e al merchandise.</p>
<p>Note di merito, come sempre, l&#8217;area indie e lo stand Nintendo (ma anche Playstation e XBox si attestavano sulla sufficienza), una garanzia anno dopo anno.</p>
<p>Ora, so che bastano torme urlanti di ragazzini fanboy per far guadagno, ma ciò non giustifica l&#8217;esorbitante prezzo di ingresso, in costante crescita e inversamente proporzionale alla quantità e alla qualità dei contenuti offerti.</p>
<p>Dove vuole andare la Games Week? Vuole diventare davvero un evento di riferimento, o si accontenta di rimanere una scenografia vuota ed allettante che mira al cuore (ma soprattutto al portafogli) di una sola generazione di gamers?</p>
<p>Come riassumo la mia esperienza? <strong>A una fiera di videogiochi ho giocato a Keyforge e sono uscito con un boardgame</strong>.</p>
<p>&#8216;Nuff said.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Jedi.lord-e-Zeno2k.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32595" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Jedi.lord-e-Zeno2k.jpg" alt="" width="1000" height="666" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Jedi.lord-e-Zeno2k.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Jedi.lord-e-Zeno2k-300x200.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Jedi.lord-e-Zeno2k-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Zeno2k</h2>
<p>Si poteva e doveva fare di più.</p>
<p>Onestamente: forse sono finiti i soldi, forse la deriva verso gli e-Sport ha preso il sopravvento, forse è un anno di passaggio in attesa del lancio delle nuove console, a fine 2020.<br />
Non saprei: l&#8217;unica cosa di cui sono certo è che fa male vedere un unico mega stand che racchiude Sony, 2K, EA, e molte altre. Fa malissimo che una delle più grandi attese, <strong>Cyberpunk 2077</strong>, abbia uno stand dedicato con dentro un filmato (già visto, per altro); così come fa malissimo uno stand Xbox ridotto ai minimi termini, lontanissimo dall&#8217;installazione del 2018 (lo sapevamo, e se avete letto il nostro <a href="https://nerdando.com/2019/09/09/xbox-fanfest-2019-milan-xbox-e-una-festa/">pezzo sul FanFest</a> sapete a cosa mi riferisco).</p>
<p>Ad essere onesti l&#8217;unica cosa davvero interessante è stata l&#8217;anteprima di <strong>Doom Eternal</strong>, <strong>la prima volta di Bethesda alla Games Week</strong>, e lo stand dei giochi da tavolo di <strong>Asmodee</strong>. Il tutto per un prezzo di biglietto semplicemente folle.</p>
<p>Dal mio punto di vista, una Games Week 2019 davvero da dimenticare.</p>
<h2>Penny</h2>
<p>Il mio terzo anno alla Games Week è stato alquanto deludente. Per carità, complice lo sciopero dei mezzi, venerdì sono riuscita a provare <strong>Super Mario Maker 2</strong>, Luigi&#8217;s Mansion 3 (Nintendo Switch), la demo di <strong>Dreams</strong> (PlayStation 4) e qualche titolo nella zona dedicata al <strong>retrogaming</strong>.</p>
<p>Tolti questi però, non è che ci fosse molto altro da fare. Per carità, ero ben consapevole del fatto che per provare qualche demo avrei dovuto attendere ore in coda, e mi andrebbe anche bene, ma viste le precedenti edizioni mi aspettavo una maggior vastità di contenuti. L&#8217;impressione che ho avuto è che ci fossero troppi pochi stand dedicati ai videogiochi, rispetto a quelli necessari (ma di secondaria importanza) di cibo e merchandising. Se alla fiera del videogioco trovo videogiochi in parti uguali con cibo e oggettistica nerd, allora c&#8217;è qualcosa che non va.</p>
<p>Probabilmente il limite maggiore è mio, che sono appassionata di videogiochi ma non di streaming, pertanto, conoscendo solo alcuni fra i molti ospiti presenti, non ho avuto lo stesso hype di chi probabilmente li segue assiduamente.</p>
<p>Fortunatamente però, per me le fiere non sono solo un modo per immergermi in ciò che mi appassiona, ma anche un pretesto per incontrare gli amici di sempre che non vedo mai. Quindi, nonostante la fiera in sé non fosse troppo meritevole, averla girata con la compagnia giusta mi ha permesso comunque di uscire sorridente. Mi auguro che le prossime edizioni siano più sature di videogiochi fruibili e di esperienze da provare, e un po&#8217; meno incentrate sull&#8217;apparenza e sull&#8217;immagine. Che per carità, serve pure lei, ma un po&#8217; di sostanza in più non avrebbe guastato.</p>
<h2>FrankieDedo</h2>
<p>Questo è il mio secondo anno di Games Week. Da qualche anno, grazie a Nerdando ho girato parecchie fiere, vedendo sia il lato &#8220;pubblico&#8221; che quello dietro le quinte. Ho partecipato da fruitore, blogger e talvolta pure da membro dello staff. Dopo un po&#8217; si capisce quando un gruppo di persone crea un prodotto (la fiera è quello) con un&#8217;anima.</p>
<p>Questa fiera non lo è. Costi esorbitanti per un&#8217;offerta quasi autoreferenziale incentrata sugli esports dei soliti due-tre titoli, mentre il mondo dei videogiochi è ridotto a contorno se non a marchetta quasi truffaldina (file lunghissime per vedere vecchi trailer abilmente nascosti in cubicoli). Praticamente nessuna anteprima rilevante, o postazioni di prova in numeri adatti al pubblico. Una fiera dove le bancarelle del merchandising e del cibo sono le attrattive più interessanti.</p>
<p>Forse non faccio parte del target giusto, magari il problema è che questa non è più una fiera del videogioco, ma dell&#8217;esport in generale, ma in ogni caso, se sperate di passare una bella giornata a videogiocare, statevene a casa.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Maurizio De Angelis (Detective Gallo)</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/12/01/due-chiacchiere-con-maurizio-de-angelis-detective-gallo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Dec 2018 12:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27806" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>In occasione della Games Week di Milano abbiamo avuto modo di conoscere di persona i fantastici ragazzi di FootPrints Games. Il simpaticissimo Maurizio ci ha regalato questa intervista in cui parla di succose novità riguardanti i loro prodotti presenti e futuri. La collaborazione con FootPrints non si ferma qui però! Per scoprire come ottenere in regalo una copia di Detective Gallo sintonizzatevi <a href="https://www.twitch.tv/nerdando">sul nostro canale Twitch</a>, domenica 2 dicembre e ve lo riveleremo!</p>
<p><strong>Francesco: Ciao a tutti, Siamo qui oggi con Maurizio De Angelis di FootPrints Games che ha sviluppato un nuovo gioco, italiano, genere avventura grafica, chiamato Detective Gallo. Se ci leggete, </strong><a href="https://nerdando.com/2018/07/08/detective-gallo-dite-ciao-al-mio-piccolo-cactus/"><strong>avrete già visto la recensione di questo titolo molto interessante</strong></a><strong>. Un ibrido molto particolare a livello stilistico, unico nel suo genere. Adesso Maurizio ce ne parlerà e ci dirà cos’è questo Detective Gallo, chi è Detective Gallo. Ci racconterà anche l’ispirazione che lui e i suoi ragazzi hanno colto per realizzare questo interessantissimo volatile.</strong></p>
<p>Maurizio: Grazie, ciao a tutti. Principalmente il gioco è nato come un’idea mia e di mio fratello Francesco. Siamo noi gli autori del gioco. Poi abbiamo proposto questa idea, sviluppandola, al nostro publisher, Adventure Productions, che ci ha aiutato a traghettare il gioco e a migliorarlo fino a dov’è ora, quindi ci ha aiutato ad ottimizzare gli enigmi, a localizzare il progetto e a farlo uscire su PC e proprio recentemente, su console: Switch e PS4. L’idea è nata, veramente, per gioco. Siamo prima di tutto appassionati di videogiochi, prima di essere sviluppatori, quindi all’inizio volevamo fare semplicemente un videogioco che ci potesse divertire, proprio che potesse essere giocato da noi e quindi dato che siamo grandi appassionati di detective stories, vole vamo parodizzare il genere. Abbiamo subito pensato a un personaggio, un’idea uno stile, che potesse contrastare comicamente con il classico investigatore vissuto e se vogliamo un po’ antipatico, un po’ spocchioso e un po’ duro. Subito abbiamo pensato al gallo come una figura, se vogliamo, buffa, simpatica che creava immediatamente un contrasto comico. Quindi da lì, il mio stile ironico dal punto di vista del disegno, le idee di Francesco per quanto riguarda la storia, hanno creato quel mix che si è trasformato in un’avventura punta e clicca di stampo classico ma di genere comedy-noir.</p>
<p><strong>F: Grazie. La domanda ormai classica, ma che va fatta di rito, per chi non conosce il gioco è: quali sono state le principali ispirazioni, che per chiunque veda i primi minuti di gioco diventano chiare, ma che comunque sarebbe bello sentire da te da dove è venuto questo mix molto originale di ispirazioni, richiami e citazioni.</strong></p>
<p>M: Sicuramente un mix, appunto, di citazioni sia di cartoni animati, che di videogiochi. Le ispirazioni possono essere chiare a tutti, ma le rendo chiare rispondendo. Volevamo innanzitutto affrontare questa parodia con uno stile pseudo-Disneyano, quindi tutto quanto il gioco è caratterizzato, a partire dal personaggio, da questo stile fumettoso, cartoon, popolato da galli, galline e pulcini che ci piacevano come personaggi perché alzavano la cresta in un mondo noir o “finto noir”. Le citazioni, o quantomeno ispirazioni, più che citazioni, videoludiche vengono da tutti gli investigatori comedy del mondo dei videogiochi. E quindi cito Sam &amp; max, per chi conosce il classico della Lucasarts, poi diventato Telltale. Cito anche Tex Murphy della saga di Unde r a Killing Moon, The Pandora Detective come esempio di investigatore che si prende molto poco sul serio. Cito Sly Boots di Anachronox, un gioco sottovalutatissimo che per me rimane uno dei videogiochi meglio scritti in assoluto per PC. Questo mix ha creato, di fatto, Gallo: un personaggio che vuole fare il duro ma che poi oggettivamente, duro non è, perché tutti, compreso il giocatore, lo prendono in giro.</p>
<p><strong>F: Adesso che ci hai parlato un po’ del gioco, che ha come particolarità quella di essere una produzione interamente italiana, fatta da una startup italiana, è nato e cresciuto nel nostro paese. Quindi, parlaci un po’ di Footprints Games, del vostro gruppo e del vostro team creativo.</strong></p>
<p>M: Il core team di FootPrints Games è essenzialmente formato da me e da mio fratello Francesco. Lui è scripting e interfaccia di gioco. Io sono l’anima artistica, quindi disegnatore e animatore sia dei personaggi che degli sfondi che trovate nel gioco. Ci siamo avvalsi di due ottimi collaboratori: Mauro Sorghienti, color artist di tutto quanto il gioco, che ha dato l’atmosfera finale e ha caratterizzato in maniera ottima tutte quante le location e le animazioni dei personaggi. Gennaro Nocerino collaboratore musicale, quindi l’artista che ha creato l’atmosfera jazz/noir che caratterizza tutte le ambientazioni e che ha dato un valore aggiunto all’atmosfera di gioco.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/gallo3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-25452" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/gallo3.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/gallo3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/gallo3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/gallo3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>F: Quindi un team piccolo, ma molto molto prolifico dato che avete creato un intero videogioco da zero. E questo videogioco, passiamo alla notizia più fresca che è quella dell’arrivo su console, nato su pc come si confa a questo genere, delle avventure grafiche, però lo avete portato anche su console. Dicci come è stato questo arrivo, come è stato l’approdo su piattaforme diverse come console tradizionali e Nintendo Switch.</strong></p>
<p>M: L’approdo è stato facilitato sicuramente da Adventure productions che nella figura di Carlo De Rensis e Cristiano Caliendo che ci hanno aiutato rispettivamente per doppiaggio e battute hanno molto facilitato con la società Mixed Bag che si è occupata del porting. Noi avevamo già dei presentimenti positivi su Switch e Playstation 4 per quanto riguarda la resa. Il porting ha funzionato molto bene perché l’entusiasmo e, soprattutto questo posso dirlo chiaramente, più su Switch che su Playstation 4, è stato per noi lampante. Il giocatore PS4 aveva un’aspettativa forse diversa riguardo al gioco, ma comunque è stato apprezzato. Su Switch invece è stato entusiastico il feedback che abbiamo ricevuto e che ci sta portando a fare anche, lo dico per gli utenti Switch, un miglioramento dell’esperienza touch e anche l’utilizzo dei JoyCon con l’infrarosso. Quindi un’esperienza di gioco che si sta ancora più adattando alla console portatile di casa Nintendo, per far sì che Detective Gallo rimanga sé stesso, ma perfettamente fruibile per un utente Switch.</p>
<p><strong>F: Quindi è un mondo che si può esplorare con le avventure grafiche, dove questo genere ha un futuro?</strong></p>
<p>M: Sì, almeno noi nel nostro piccolo stiamo vedendo che è un mercato e un’utenza che sta rispondendo molto bene. All’inizio noi miravamo, se vogliamo, ai vecchi avventurieri di stampo classico quindi parliamo solamente di “pcisti” , ma stiamo vedendo che le nuove generazioni di giocatori Switch stanno molto apprezzando il genere e questo è molto positivo.</p>
<p><strong>F: Bene! Questa è una cosa che fa piacere anche a me, dato che adoro giocare avventure grafiche su pc e su console con sistemi di controllo innovativi.</strong><br />
<strong>Dunque, abbiamo parlato del futuro delle avventure grafiche su pc e su console e a questo punto ti faccio la domanda davvero cattiva. Chi segue il gaming ha visto la notizia: Telltale è fallita. L’azienda che ha riportato agli antichi splendori, o quasi, le avventure grafiche ha chiuso i battenti perché non è riuscita a sostenersi con le vendite di tutti i suoi titoli. Tu come sviluppatore e videogiocatore sapresti fare un’ipotesi su cos’è successo, su cosa avrebbero potuto cambiare la loro strategia e cosa avrebbero potuto fare di più per non arrivare a questo tracollo?</strong></p>
<p><em>(A questo punto, il video dell&#8217;intervista si è bloccato e quasi tutti i nostri dispositivi sembravano rifiutarsi, per un motivo o per un altro, di continuare a registrare. Dopo numerosi tentativi io e Maurizio abbiamo iniziato a sospettare che sicari assoldati da Telltale volessero impedirci di parlare della vicenda! n.d.r.)</em></p>
<p>M: Sicuramente è stato un brutto colpo per tutti, sviluppatori e appassionati di videogiochi, la risposta che posso dare è questa: secondo me Telltale ha sofferto le tante licenze che ha dovuto gestire e quindi non sappiamo quanti soldi ha dovuto dare per le royalties di queste licenze pesanti. All’inizio forse poteva essere una manovra di marketing molto interessante, ma di fatto secondo me ha minato le basi della creatività Telltale, che si poteva percepire benissimo nei loro titoli. Hanno cominciato a fare un po’ troppo la stessa struttura, soprattutto non hanno più creato nuove IP. Non hanno più dato sfogo alla creatività che poteva evitare loro di cedere alla possibilità di prendere nuove licenze. Quindi per certi versi si sono ingabbiati con le loro mani. Per noi erano un esempio di avventura grafica moderna che adesso, per me, è nelle mani dei DONTNOD, con Life is Strange. Staremo a vedere.</p>
<p><strong>F: Quindi secondo te ci sono degli eredi di questo genere e c’è possibilità di un cambiamento del concetto di avventura grafica punta e clicca?</strong></p>
<p>M: Sì, non dimentichiamo che i Telltale sono stati fra i primissimi a proporre come modello di mercato l’avventura grafica episodica. Crollando loro, sono rimasti i DONTNOT, come esempio di questo modello di business. Io sto guardando con molto interesse, anche per quanto riguarda dal punto di vista creativo, ai DONTNOD e molto anche a Wadjet Eye con Dave Gilbert. Modelli molto interessanti e più sostenibili della grande macchina Telltale, per quanto riguarda le licenze e per quanto riguarda anche il grossissimo numero di dipendenti da gestire.</p>
<p><strong>F: Bene, quindi c’è un futuro per il genere. Io adesso voglio farti una domanda, anzi una doppia domanda. Voglio farne una al Maurizio videogiocatore e una al Maurizio sviluppatore. La domanda al videogiocatore è questa: qual è il titolo che più ti ha ispirato artisticamente e in generale, come fruitore dell’esperienza e invece allo sviluppatore voglio chiedere qual è il titolo, nella storia, a cui avresti voluto lavorare, a cui avresti voluto partecipare, nel team creativo o comunque alla sua realizzazione.</strong></p>
<p>M: La risposta è facilissima. Mi viene in mente un ricordo lampante, il mio primo videogioco su PC: Day of the Tentacle. Avevo un fiammante i386 a 25 megahertz che lo faceva girare egregiamente e da lì mi sono innamorato dello stile visivo e della tipologia del gioco. E da lì mi sono anche innamorato, fra virgolette, molto platonicamente, di Tim Schafer. Per me è uno degli idoli viventi per quanto riguarda il game design e il gioco successivo che ha fatto, Full Throttle, è stato il gioco che mi ha conquistato definitivamente, per quanto sia un gioco molto particolare, ibrido, se vogliamo imperfetto, io l’ho adorato e sì, avrei voluto partecipare alla sua realizzazione.</p>
<p><strong>F: Beh, quindi a tutto tondo su Tim Schafer.</strong></p>
<p>M: Assolutamente!</p>
<p><strong>F: E giustamente! Adesso direi di concludere con la domanda di rito, ovvero: lasciamoci con un’anticipazione sul futuro di FootPrints e di Gallo. Dato il successo che ha avuto io mi aspetto, e spero, che abbia un seguito o comunque un ritorno. (questa non è una domanda, ndr)</strong></p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28102" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/intervistagallo2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>M: Questa è una bellissima domanda! (lui però mi regge il gioco, ndr) Noi in questo periodo stiamo rivedendo e migliorando l’esperienza di gioco, come dicevo prima, della versione Switch di Gallo e anche la versione PlayStation sta andando avanti. Ci saranno, oltre alle copie digitali, delle copie retail. Ci stiamo aprendo anche al mercato Mac, quindi è in previsione con Mixed Bag una conversione, un porting per Mac OS X e iOS. Questo per i prossimi mesi. Ci sarà poi la possibilità, senza poter dare una data precisa perché non la abbiamo ancora, di versioni retail per PC, PlayStation e Switch e gadget fisici, che già sono stati promessi ai backer. Anche se in ritardo, stiamo cercando di realizzarli. Stiamo anche pensando a un seguito di Gallo, ma cercando di accontentare i fan, dobbiamo aspettare questo periodo di “pulizia” di Gallo, perché vogliamo raccogliere il più feedback possibili per non scontentare i fan con il prossimo gioco. Nel frattempo non vogliamo né stare fermi, e quindi stiamo già pensando a un nuovo gioco, una nuova avventura grafica, non lineare, con finali multipli, con scelte e che dà la possibilità di rigiocare il gioco, quindi completamente diverso come impostazione dalle avventure classiche, che non è Gallo, quindi un’avventura completamente diversa, ma non vogliamo lasciare nemmeno Gallo fermo, quindi stiamo tentando di diversificare il brand. Qui alla Games Week, a Game Artist, stiamo già esponendo, in esclusiva, le tavole del fumetto di Detective Gallo. Siamo in contatto con una casa editrice e quindi già dall’anno prossimo, chi ci segue o chi ci vorrà seguire, potrà leggere il fumetto di Detective Gallo che è una sorta di prequel del videogioco stesso. Abbiamo anche altri progetti, per adesso non videoludici, legati a Gallo.</p>
<p><strong>F: Quindi Detective Gallo non è più solo un personaggio ma anche un’icona, direi una mascotte, senza intenderlo come un simbolo ridicolo, ma come un portabandiera di FootPrints.</strong></p>
<p>M: Esatto.</p>
<p><strong>F: Bene! Direi che hai dato parecchie cose su cui riflettere ai nostri lettori. Ti saluto e ti ringrazio per le risposte che ci hai dato e direi di darci appuntamento sulla prossima occasione per avere nuove anticipazioni su Gallo e su tutti i giochi che ci proporrete nei prossimi mesi.</strong></p>
<p>M: Grazie a voi, ciao a tutti!</p>
<p><center><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/LmUPXEHmXFY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/12/01/due-chiacchiere-con-maurizio-de-angelis-detective-gallo/">Due chiacchiere con: Maurizio De Angelis (Detective Gallo)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>La mia prima Games Week</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 11:00:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18571" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/gamesweek17_1.jpg" alt="Games Week 2017" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/gamesweek17_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/gamesweek17_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/gamesweek17_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/gamesweek17_1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Immaginate un parco divertimenti pieno di luci, colori e giochi (ma senza clown inquietanti), in cui, grazie a un magico grimaldello che portate al collo, potete salire su ogni giostra senza aspettare e parlare con persone di una certa importanza come se nulla fosse. Immaginate, ad esempio, di avere una grandissima passione per un certo videogioco e di morire dalla voglia di sapere se continueranno a produrlo per la vostra console o se dovrete obbligatoriamente aggiornarvi. A quale profeta vi rivolgereste per scoprirlo? Solitamente, il signor Google potrebbe darvi le risposte che state cercando; ma se così non fosse? Ed ecco che nel vostro parco divertimenti compare il vate che stavate aspettando.<br />
Probabilmente con meno poesia ma certamente con le stesse sensazioni di un bambino al luna park, la mia prima <strong>Games Week</strong> è stata senza dubbio un’esperienza fenomenale.</p>
<p>Durante la giornata di <strong>sabato 30 settembre</strong> ho avuto il piacere e l’onore di incontrare svariate realtà ben distinte fra di loro, seppur con lo stesso denominatore comune: i <strong>videogiochi</strong>. Le più note case di distribuzione hanno allestito per l’occasione giganteschi stand ricchi di schermi luminosi e impianti audio ad hoc, portando avanti l’eterna lotta per la supremazia imprenditoriale, un po’ come gli americani stereotipati che gareggiano su chi meglio addobbi casa per le festività natalizie.</p>
<p>La giornata è iniziata provando in anteprima la nuova <strong>Xbox</strong> in uno stand di una certa imponenza: quattro pareti isolanti separavano le console dal resto della fiera, creando una sorta di <em>privé</em> nel quale il giocatore potesse gustarsi attimi a tu per tu con “<strong>La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra</strong>” o, come nel mio caso, con “<strong>Forza Motorsport 7</strong>”, gioco di macchine dalla grafica accurata e dalla sorprendente facilità (sono infatti riuscita a non arrivare ultima, il che è tutto dire).<br />
Non si può sfuggire al fascino del <strong>4K</strong>, che ha permesso di apprezzare al meglio tutti i dettagli minuziosi di cui si compone ogni gioco, come mostra un trailer globale presentato in anticamera a chi avrebbe poi messo mano alle piattaforme.</p>
<p>Tra autovetture modernissime dal design eccezionale, esposte per affascinare i visitatori, spiccano in un grande ossimoro i videogiochi di una volta, riportati alla luce e svecchiati accuratamente, in modo da trasformarli in un prodotto appetibile per tutto il pubblico. Ritorna così il <strong>Commodore 64</strong>, che, a 35 anni dalla sua prima apparizione, si presenta più piccolo e compatibile con i televisori del ventunesimo secolo. Risalta anche “<strong>Cuphead</strong>”, una delle ultime novità in casa <strong>Microsoft</strong> ma con lo stile grafico di un cartone anni trenta come Betty Boop.</p>
<p>Il prode <strong>Zeno2k</strong> ha poi saputo condurmi lungo la via del gaming e dei suoi genitori, permettendomi di aiutarlo a intervistare personaggi di una certa importanza, come <strong>Paolo Bagnoli</strong>, direttore della divisione Xbox italiana e <strong>Paul Andrews</strong>, il papà del <a href="https://nerdando.com/2017/09/29/the-c64r-mini-bentornato-commodore-64/">The C64 Mini</a> (presto arriveranno le interviste). Inoltre, nell&#8217;enorme padiglione allestito da <strong>Activision</strong>, ci siamo sfidati da avversari in una demo del nuovo “<strong>Call of Duty</strong>”, la quale mi ha ricordato quanto sia difficile la modalità multi giocatore, (soprattutto data la mia scarsa dimestichezza con i comandi) e, da compagni, nel meraviglioso “<strong>Destiny 2</strong>”, del quale ho apprezzato tanto la grafica quanto il fatto di essere riuscita a sopravvivere un po’ di più rispetto al precedente sparatutto.</p>
<p>Parlando di sfide, nell’area relax predisposta da <strong>Nintendo,</strong> abbiamo colto l’occasione di sfidarci a “<strong>Fifa 18</strong>” su <strong>Switch</strong>, la quale ha confermato per l’ennesima volta la versatilità della console: su una comoda amaca rossa in un praticello (sintetico) dietro a un gigantesco Rabbid, ho aumentato le mie conoscenze calcistiche e segnato un clamoroso autogol.<br />
Nintendo ha portato numerosi prodotti in fiera, regalando intrattenimento a un’ampia gamma di pubblico: dai bambini alle prese con “<strong>Mario &amp; Luigi Superstar Saga + Scagnozzi di Bowser</strong>” e con “<strong>Super Mario Maker</strong>”, ai ragazzi con i nuovi “<strong>Metroid Samus Returns</strong>”, “<strong>Monster Hunter Stories</strong>” e “<strong>Layton&#8217;s Mystery: Katrielle e il complotto dei milionari</strong>” (del quale sono già innamorata), senza dimenticare, per tutti, “<strong>Super Mario Odissey</strong>”, “<a href="https://nerdando.com/2016/11/24/pokemon-sole-luna-lemozione-del-novizio/"><strong>Pokémon Sole e Luna</strong></a>” e “<strong>Mario+Rabbids: Kingdom Battle</strong>”, quest’ultimo frutto della collaborazione con <strong>Ubisoft</strong>.</p>
<p>Nonostante la frenesia della giornata e i molteplici impegni, i manager hanno trovato il tempo anche per noi blogger, concedendoci di scambiare quattro chiacchiere con calma. In particolare, ho avuto l’opportunità di porre alcune domande a <strong>Stefano Calcagni</strong>, brand manager Nintendo, realizzando la mia prima intervista ufficiale. Come vedrete dal video che uscirà nei prossimi giorni, l’agitazione non è stata da meno; tuttavia, dopo un’intera giornata passata a respirare nerdaggine e a perdermi nei mondi virtuali che ogni gioco porta con sé, sono riuscita a raggiungere questo nuovo traguardo con fierezza e soddisfazione (fondamentalmente, ho skillato).</p>
<p>Che dire, questa è stata la mia Games Week: due capannoni pieni di persone entusiaste, musica (c’era anche <strong>Radio 105</strong>!), sfide brevi e improvvisate o altamente impegnative e studiate, come la finale dell’<strong>Overwatch Premier Circuit</strong> nella <strong>PG Arena</strong>; e ancora giochi, euforia e quel profumo dolce di caramelle che aleggiava fra uno stand e l’altro, proprio come nel più onirico dei parchi divertimento.</p>
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		<title>Games Week 2017 – L&#8217;anno della svolta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 11:00:48 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/10/02/games-week-2017-lanno-della-svolta/">Games Week 2017 – L&#8217;anno della svolta</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18571" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/gamesweek17_1.jpg" alt="Games Week 2017" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/gamesweek17_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/gamesweek17_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/gamesweek17_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/gamesweek17_1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Sono onesto: per quanto appassionato di videogame, per quanto appassionato di fiere, la <strong>Games Week</strong> mi ha sempre lasciato un pochino perplesso. Tuttavia l&#8217;ho visitata negli ultimi quattro anni con grandissimo piacere, notando un netto miglioramento di anno in anno.</p>
<p>Mi riferisco sia all&#8217;organizzazione che stentava a conquistarmi, che ai publisher che sembravano non prenderla troppo sul serio: ricordo, ad esempio, l&#8217;anno in cui venne annunciato <a href="https://nerdando.com/2015/05/21/anteprima-the-witcher-3-samsung-district/"><strong>The Witcher 3</strong></a>, in cui la presentazione era solo uno stanzino buio con un televisore e un video di pochi minuti; o alla presentazione di <strong>Call of Duty: Advanced Warfare</strong>, che era uno stanzone con tante sedie e monitor che proiettavano lo spot televisivo.<br />
Ebbene, già a partire dal cambio location (dalla vecchia fiera di Milano City alla modernissima <strong>Fiera di Rho</strong>), ho subodorato che il cambiamento era nell&#8217;aria.</p>
<p>La prima cosa a colpirmi è stata l&#8217;imponenza degli allestimenti. <strong>Microsoft</strong> e <strong>Sony</strong>, in particolare, hanno fatto le cose davvero in grande: la prima presentava l&#8217;attesissima <strong>Xbox One X</strong> e ha dato a tutti la possibilità di verificare la spettacolarità del 4K; la seconda ha allestito uno stand letteralmente imponente, in cui sperimentare, tra i tanti, <strong>Detroit: Become Human</strong>. Ma che dire di <strong>Activision</strong>, che ha messo a disposizione decine e decine di postazioni in cui provare sia <strong>Call of Duty: WWII</strong> che <strong>Destiny 2</strong>?</p>
<p>Ma gli spazi, affollatissimi, a disposizione dei fan erano davvero moltissimi: <strong>Ubisoft</strong> ha fatto provare <a href="https://nerdando.com/2017/09/11/assassins-creed-origins-the-tour/">Assassin&#8217;s Creed: Origin</a> e l&#8217;attesissimo <strong>Far Cry 5</strong>, oltre alla pietre miliare di <a href="https://nerdando.com/2015/12/14/siege/"><strong>Rainbow Six Siege</strong></a> e l&#8217;immancabile <strong>Just Dance</strong>. <strong>Nintendo</strong> ha creato un&#8217;area semplicemente immensa in cui provare la <a href="https://nerdando.com/2017/03/22/nintendo-switch-faq/"><strong>Switch</strong></a> e tutti i device portable del catalogo, con decine di titoli su cui scatenarsi; <strong>2K</strong> ha messo in mano ai giocatori sia <a href="https://nerdando.com/2017/09/25/nba-2k18-come-migliorare-di-anno-in-anno/">NBA 2K18</a>, appena uscito, che l&#8217;atteso W2K18; e che dire del reparto <strong>Indie</strong>? Abbiamo ritrovato vecchi amici, come l&#8217;interessante <strong>Milanoir</strong>, ormai prossimo all&#8217;uscita, lo splendido <a href="https://nerdando.com/2017/02/22/the-wardrobe-unavventura-risate-nostalgia/">The Wardrobe</a>, e tante altre chicche.</p>
<p>Oltre a tutto questo, ci sono stati eventi, presentazioni, conferenze; una battle arena da oltre 900 posti a sedere per gli <strong>eSport</strong>. Insomma: la Games Week è diventata grande, gli oltre 70 titoli esposti e le 148 mila presente lo testimoniano.</p>
<p>Difficile stilare una classifica delle cose che più mi hanno impressionato, ma tenterò ugualmente di mettere ordine al volume di emozioni e raccontare cosa mi sono portato a casa da questa esperienza.<br />
Da <em>boxaro</em> convinto, al primo posto devo mettere necessariamente la <strong>Xbox One X</strong>. Inutile girarci attorno: le immagini di <strong>Cuphead</strong>, <strong>Forza 7</strong> e soprattutto <strong>La Terra di Mezzo: L&#8217;Ombra della Guerra</strong> (che ho sperimentato in prima persona) mi hanno conquistato. Le immagini in 4K sono una vera festa per gli occhi, regalano un livello di immersività totale. Sono certo che chi l&#8217;ha provata, nello scorso weekend, si è tolto molti dubbi. Per ulteriori dettagli vi rimando all&#8217;intervista (in uscita nei prossimi giorni) a <strong>Paolo Bagnoli</strong>, direttore divisione Xbox Italia.</p>
<p>Al secondo posto un altro mio grande amore: <strong>Far Cry 5</strong>. Questo è un franchise che non sente stanchezza: nonostante i pilastri del gioco siano sempre gli stessi, è ancora capace di regalare un magico mix di azione, fps ed esplorazione. Davvero un prodotto unico che non vedo l&#8217;ora di giocare a pieno.</p>
<p>Terzo posto per la sorpresa che mi ha regalato: non è assolutamente il mio genere, ma <strong>Destiny 2</strong> mi ha divertito moltissimo. Questo genere di giochi tendenzialmente finisce per annoiarmi in breve tempo, ma complice forse la vittoria schiacciante che abbiamo ottenuto contro la squadra avversaria, sono rimasto davvero molto impressionato.</p>
<p>Menzione d&#8217;onore per <a href="https://nerdando.com/2017/09/29/the-c64r-mini-bentornato-commodore-64/"><strong>THEC64 Mini</strong></a>, sviluppato da Retro Games Ltd. e distribuito da <strong>Koch Media</strong>: ho avuto il piace di incontrare <strong>Paul Andrews</strong>, producer e Managing Director di Retro Games. Mi sono fatto raccontare un po&#8217; di retroscena (troverete l&#8217;intervista nei prossimi giorni) e devo dire che ho trovato il progetto davvero molto interessante, sia per i nostalgici che per le nuove generazioni. Sicuramente è un prodotto di cui avremo modo di parlare in futuro.</p>
<p>Ma la cosa che in fin dei conti mi ha colpito di più è stata l&#8217;aria di festa, la voglia di staccare la spina per un giorno ed immergersi nel colorato e sfavillante universo del gaming: tra anteprime, postazioni di prova, musica a tutto volume e cosplayer, sembrava di essere veramente in un universo parallelo.<br />
Insomma: sono rimasto molto soddisfatto di questa <strong>Games Week 2017</strong>. Quanto manca alla prossima?</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/10/02/games-week-2017-lanno-della-svolta/">Games Week 2017 – L&#8217;anno della svolta</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Games Week 2016 &#8211; La prima volta non si dimentica</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/10/17/games-week-2016-prima-volta-non-si-dimentica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 14:00:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le edizioni 2014 e 2015, ho deciso di presenziare personalmente alla Games Week 2016 per cazzeggiare in allegria per seguire l&#8217;evento con i ragazzi della redazione milanese. L&#8217;impatto è stato devastante, i padiglioni 3 e 4 di FieraMilanoCity erano strapieni ma, comunque, riuscivo a muovermi abbastanza rapidamente. Ho apprezzato in particolar modo la suddivisione delle aree, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/10/17/games-week-2016-prima-volta-non-si-dimentica/">Games Week 2016 &#8211; La prima volta non si dimentica</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p>Dopo le edizioni <a href="https://nerdando.com/un-trentenne-alla-games-week/">2014</a> e <a href="https://nerdando.com/games-week-2015-pareri-a-caldo/">2015</a>, ho deciso di presenziare personalmente alla <strong>Games Week 2016</strong> <del>per cazzeggiare in allegria</del> per seguire l&#8217;evento con i ragazzi della redazione milanese.</p>
<p>L&#8217;impatto è stato devastante, i padiglioni 3 e 4 di <strong>FieraMilanoCity</strong> erano strapieni ma, comunque, riuscivo a muovermi abbastanza rapidamente.<br />
Ho apprezzato in particolar modo la suddivisione delle aree, ovvero l&#8217;<strong>Expo Area</strong> (dove ho passato la maggior parte del tempo) e la <strong>MGW Arena</strong> dove si esibivano i principali Youtuber e venivano giocati i tornei.</p>
<p>L&#8217;allegra ciurma composta da JayJay, jedi.lord, Ogariad, Zeno2k ed il sottoscritto ha quindi invaso civilmente la <strong>Games Week</strong> pronta a <del>fare cose, conoscere gente,</del> stringere rapporti, provare titoli nuovi e scoprire indie interessanti di cui vi parleremo nei prossimi giorni.</p>
<p>Sono rimasto estremamente soddisfatto della manifestazione che, come dicevo poc&#8217;anzi, grazie ad un&#8217;ottima <strong>gestione degli spazi</strong> è stata facilmente fruibile e mi ha permesso di giocare parecchio, come non accadeva da tempo.</p>
<p>Ecco a voi la mia personalissima <strong>TOP 3</strong>:</p>
<p><strong>3 &#8211; Battlefield 1</strong></p>
<p>In uscita il <strong>21 ottobre 2016</strong>, Battlefield 1 mi ha lasciato con la bocca aperta: grafica da togliere il respiro ed ambientazione perfetta. Peccato che io sia una chiavica in questo tipo di giochi e che, durante la prova, sia stato arrotato più e più volte dai miei avversari. È un titolo che venderà tantissimo e che verrà giocato altrettanto.</p>
<p><strong>2 &#8211; Dead Rising 4</strong></p>
<p>Zombie, zombie, zombie: tonnellate di non morti sullo schermo, da uccidere nei migliori modi possibili, senza cali di frame rate? Cavolo, se già prima ero interessato al nuovo capitolo di Dead Rising, dopo averlo testato ho addosso una scimmia che non se ne andrà fino al <strong>6 dicembre 2016</strong>: FRANK IS BACK!</p>
<p><strong>1 &#8211; Cuphead</strong></p>
<p>Di Cuphead se n&#8217;è parlato abbondantemente praticamente in ogni luogo. Vi informo solo che, in dieci minuti, mi ha conquistato, sedotto (ed abbandonato perché purtroppo dovevo lasciare il pad agli altri visitatori). Una data d&#8217;uscita precisa non c&#8217;è ma &#8211; ve lo assicuro &#8211; questo videogame sarà un capolavoro.</p>
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		<title>Games Week 2015 – Pareri a caldo</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/10/26/games-week-2015-pareri-a-caldo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 13:04:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Torna il dinamico duo formato da JayJay e Zeno2k e lo fa in gran stile, andando ad invadere i padiglioni del Games Week di Milano! JayJay: Io sono un videogiocatore anomalo: non ho mai amato rincorrere la novità in questo mondo. Per cui mi sono sempre ritrovato a giocare titoli “da tripla A”, in media, a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 958px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh5.googleusercontent.com/-VQZlftnchYI/Vi3szq0NrzI/AAAAAAAAJG0/gOKnrJzs1o8/w958-h719-no/12038464_963258050412399_9097669270943413740_n.jpg" alt="Il dinamico duo alla Games Week 2015" width="958" height="718" /><figcaption class="wp-caption-text">Il dinamico duo alla Games Week 2015</figcaption></figure>
<p>Torna il dinamico duo formato da JayJay e Zeno2k e lo fa in gran stile, andando ad invadere i padiglioni del Games Week di Milano!</p>
<p><strong>JayJay: </strong>Io sono un videogiocatore anomalo: non ho mai amato rincorrere la novità in questo mondo. Per cui mi sono sempre ritrovato a giocare titoli “da tripla A”, in media, a sei mesi di distanza dall&#8217;uscita, quando cioè per tutti era una questione trita e ritrita (rappresentativo l&#8217;esempio di Assassin&#8217;s Creed in cui io prendevo un capitolo all&#8217;uscita del successivo).<br />
<span style="color: #000000;">Data questa premessa, capite che alla Games Week di quest&#8217;anno io sia arrivato abbastanza diffidente e disinteressato: “Sì, vabbè tanto ci giocherò la prossima estate&#8230; inutile scaldarsi troppo ora&#8230;”.<br />
</span><span style="color: #000000;">Invece come sempre ho dovuto ricredermi e in pochissimo tempo mi sono trasformato in un bambino eccitato in un negozio di giocattoli. Del resto la mia lungimiranza è diventata ormai proverbiale (per non dire una barzelletta).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Già dall&#8217;anteprima del prossimo Fallout mi è salita la voglia di giocarci il prima possibile: l&#8217;ambientazione futurista-anni-&#8217;50-postapocalittica-con-i-cani è tutto ciò che ho sempre voluto, se poi è sostenuta da una grafica eccezionale come quella vista nell&#8217;anteprima, potete capire che le mie aspettative sono molto alte (da notare la tuta del protagonista durante i movimenti, la resa delle pieghe del tessuto è sorprendente).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">A mio modestissimo parere però, la cosa più eclatante che ho avuto il piacere di provare venerdì è stata il nuovo controller pro per Xbox: vi dico solo che l&#8217;aperitivo offerto dalle ragazze Microsoft non è stato abbastanza per distrarmi. E chi mi conosce può confermarvi che è una roba grossa.<br />
Finalmente un controller pesante! Hai la sensazione di avere in mano qualcosa, qualcosa di metallico e non un oggettino leggero che scricchiola se ci metti troppa foga. E le levette posteriori! Totalmente personalizzabili e associabili ai tasti che preferite (come ogni tastiera da gaming che si rispetti), in pochi minuti di gioco vi chiederete come facevate a giocare a qualsiasi cosa prima di questa epifania. Tornando alla mia lungimiranza, vorrei portare a esempio la mia prima domanda al PR Microsoft: “E queste a cosa servirebbero? Non sono d&#8217;impaccio? Bah sembra un volante da F1&#8230;” e lui saggiamente si è limitato ad accennarmi di provarlo abbozzando un mezzo sorrisetto sornione. Aveva ragione lui.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">The last but not the least, un ringraziamento tutto speciale a Giada Robin che ci ha concesso una foto in barba ai suoi numerosissimi fan neoadolescenti scalpitanti, svelandoci in anteprima il suo nuovo costume da assassina. </span><span style="color: #000000;">Ci tenevo a rivelarvi che non mi emozionavo così a parlare con una ragazza da quando frequentavo la seconda media. Aah, l&#8217;amore&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Insomma, in generale questa Games Week è stata soddisfacente; fiera dalle dimensioni contenute, ma piena di postazioni in cui provare tutto, anteprime e non, ma soprattutto sono lieto di aver trovato tanta professionalità e gentilezza da parte di tutti gli addetti ai lavori degli stand delle aziende più importanti e affermate.<br />
</span><span style="color: #000000;">Tutto benissimo.</span></p>
<p><strong>Zeno2k: </strong>Colmo di grandi speranze, e titubante dopo la <a href="https://nerdando.com/un-trentenne-alla-games-week/" target="_blank">delusione del 2014</a>, affronto la Games Week di quest&#8217;anno con l&#8217;entusiasmo del bambino (poco) nascosto in me e mi tuffo nel delirio del venerdì pomeriggio.<br />
I padiglioni della fiera di Milano City mi danno subito un&#8217;ottima impressione e la girandola di colori, suoni e folla umana mi travolge come una piena. Mi lascio trasportare dall&#8217;istinto, getto via la mappa degli espositori e mi dirigo verso il primo dei miei appuntamenti mentali: <strong>Ubisoft</strong>.</p>
<p>Lo stand presenta l&#8217;immancabile <strong>Assassin&#8217;s Creed</strong><wbr />, di cui a breve troverete un&#8217;analisi approfondita sulle nostre pagine, ma anche (e finalmente) <strong>Tom Clancy&#8217;s: The Division</strong>. Mi cimento in una sfida 3VS3 in cooperativa e faccio fatica a non lanciare il controller a causa dell&#8217;impatto visivo. Ho giocato una breve demo di soli dieci minuti, ma se non ci fosse stata un&#8217;intera fiera da guardare, mi sarei rimesso in coda subito per farla di nuovo. Le attese, a mio avviso, saranno assolutamente ripagate: siamo di fronte ad un&#8217;opera eccezionale.</p>
<p>Seconda tappa del mio viaggio è lo stand di <strong>Koch Media</strong>, che ha messo a nostra disposizione alcune anteprime assolutamente eccezionali. Una su tutte: <strong>Fallout 4</strong>, che aspetto ormai da oltre 5 anni. Sfortunatamente si trattava solo di una serie di video e non una prova hand-on, ma è stato sufficiente a far salire ancor più la febbre. Splendide invece le postazioni per <strong>Just Cause 3</strong>, con i tipici paracaduti su cui accomodarsi per sperimentare il titolo. A disposizione dei fan anche l&#8217;interessantissimo <strong>Homefront: The <wbr />Revolution</strong> e naturalmente <strong>Deus Ex</strong>, che si annuncia con tutti i numeri per essere il nuovo punto di riferimento per il <em>cyberpunk</em>.</p>
<p>La tappa successiva non poteva che essere la mia amata <strong>Xbox</strong>. Ho avuto modo di giocare ad <strong>Halo 5</strong> (saga che cordialmente snobbo da sempre) ma con in mano il <strong>Controller Elite</strong>&#8230; ed è stata una sensazione incredibile. Fino a quel momento consideravo assolutamente esagerato pagare 150 euro per un controller, ma dopo averlo sperimentato devo riconoscere che il lavoro di usabilità fatto dagli ingegneri è stato eccelso. Aumentano le personalizzazioni e i pulsanti, con quattro nuove leve comandabili con anulari e mignoli e, per la prima volta, ho sperimentato la sensazione di smaterializzazione del mezzo, trovandomi direttamente dentro al gioco.<br />
Non poteva mancare anche una demo di <strong>Rise of the Tomb Raider</strong> che mi sono goduto accanto a JJ intento a sviscerare gli enigmi di una tomba. Anche in questo caso posso dire che le attese verranno ampiamente ripagate per il secondo capitolo di questo reboot.</p>
<p>Non poteva poi mancare una partitina a <strong>Star Wars Battlefront</strong>, presso lo stand EA, in co-op nella mappa da 6 wave ho avuto modo di giocare per la prima volta con una PlayStation 4. Non me ne vogliano gli appassionati, ma a fronte di una resa grafica sicuramente eccelsa (e superiore a quella di Xbox), la sensazione del controller in mano è stata quella di attaccare un bottone con indosso i guantoni da boxe.</p>
<p>Infine, una menzione d&#8217;onore va al cosplay, non tanto alle immancabili gare tra appassionati, ma sicuramente per l&#8217;ospite d&#8217;onore dell&#8217;evento: <strong>Giada Robin</strong>, bellissima cosplayer livornese che ci ha regalato 10 minuti del suo tempo per fare quattro chiacchiere, otto foto e per farsi strappare la promessa di un&#8217;intervista per Nerdando.com.</p>
<p>In conclusione, devo dire che questa Games Week è stata addirittura superiore alle mie aspettative: organizzazione nettamente migliore rispetto a quella dello scorso anno, molte di più le anteprime (ricordo ancora l&#8217;imbarazzo delle 2 ore di coda per vedere il medesimo trailer di Advanced Warfare passato in TV il mese precedente) e le possibilità di sperimentare i titoli che ci allieteranno nei prossimi mesi.</p>
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		<title>Un trentenne alla Games Week</title>
		<link>https://nerdando.com/2014/11/13/un-trentenne-alla-games-week/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2014 13:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il “vorrei ma non posso” di una fiera da ripensare L’idea di un evento italiano che sia centrato soltanto sullo sfavillante mondo del videogame, è stata per molto tempo la classica idea che tutti pensavano, ma nessuno era stato così coraggioso da proporre. Così, quattro anni fa, finalmente è nata a Milano la Games Week, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/_GBFlPcGwnxhSLM2Y9f6Oko9qkyImACBMK2PMoF5k9Y=w460-h305" alt="Games Week con jedi.lord" width="460" height="305" /><figcaption class="wp-caption-text">Games Week con jedi.lord</figcaption></figure>
<p style="text-align: left;"><strong><i>Il “vorrei ma non posso” di una fiera da ripensare</i></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">L’idea di un evento italiano che sia centrato soltanto sullo sfavillante mondo del videogame, è stata per molto tempo la classica idea che tutti pensavano, ma nessuno era stato così coraggioso da proporre. Così, quattro anni fa, finalmente è nata a Milano la Games Week, una tre giorni fieristica che si vuol proporre come evento leader in Italia per quanto riguarda il videoludo.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">L’idea mi ha sempre parecchio attratto ed incuriosito ed ero anche abbastanza dispiaciuto dal non aver mai potuto presenziare e realizzare se l’evento funzionasse oppure no.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Quest’anno, risiedendo a Milano, ho approfittato per saziare la mia curiosità ed ho scelto la giornata di sabato (quella centrale fra le tre dell’evento) pensando potesse esserci meno ressa che di domenica. Sbagliando clamorosamente, ma ci arriveremo.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Già da prima di entrare in fiera (localizzata nella “vecchia” Fiera di Milano in zona Lotto) l’organizzazione è apparsa scricchiolante su tutti i versanti fondamentali: una coda mostruosa fuori dalle biglietterie, addetti della security e dell’evento preposti a gestire la coda mal coordinati sia dall’alto che tra loro, con persone sballottate da un lato all’altro del marciapiede, rimbalzate tra le file dedicate a chi avesse già pre-acquistato il biglietto e chi no, in un malnato tentativo di snellire il flusso di visitatori. Prima litigata.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Litigata che si è riproposta anche di fronte alle casse, quando un addetto della fiera ha chiuso una delle code per aprirne un’altra senza comunicarlo, con una nonchalance incredibile e quasi maleducata: seconda litigata.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Dopo aver perso un’ora abbondante soltanto per entrare, finalmente la fiera.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Prima impressione: un carnaio e spazi sfruttati malissimo, un padiglione intero con stand a volte troppo vicini e troppo risicati per gestire quella fiumana di gente, con apice apocalittico toccato dallo spazio Unieuro, sponsor tecnico della fiera.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Avevo letto il giorno prima delle grandiose offerte riservate dalla <strong><em>Unieuro</em></strong> per la Games Week, ma nessuno mi aveva preparato ad una rievocazione del girone dantesco dei golosi: persone accalcate che nuotavano sopra altre persone, cestoni irraggiungibili, casse quasi una chimera. Le offerte effettivamente c’erano eccome, con titoli appena usciti o in prenotazione a prezzi ridicoli e console next-gen ribassate anche di 200 €, ma emergere in quel caos non era una faccenda per vecchi. Da ripensare completamente come area.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Gli stand, dicevo, mi sono sembrati troppo modesti rispetto alla folla presente e provare un qualsivoglia gioco richiedeva l’attesa in coda con tempi dilatatissimi e una pazienza proverbiale per sopportare le orde di ragazzini in gruppetti da sette-otto che si passavano i joypad tra loro, neanche fosse una canna di fronte ad un falò estivo. Emblematico lo stand Namco-Bandai, che proponeva di giocare in anteprima tra gli altri titoli <strong><em>Lords of the Fallen</em></strong>, un action rpg tutto europeo dal sapore darksoulistico. Vi dico solo che sono riuscito a provarlo soltanto alle 18 e arrivato a quel punto ero talmente stanco che non l’ho neanche apprezzato. Il problema? Oltre alle già citate orde, lo stand Namco era accanto a quello Nintendo, che ha avuto la brillante idea di piazzare il palco nel bel mezzo della fiera e di invitare una decina di youtuber. Il massacro.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Altra delusione, la fila immonda per provare l’<strong><em>Oculus Rift</em></strong>: ero partito eccitatissimo dall’idea di farci un giro ma si era al livello di dover tagliare cose da vedere in una fiera che, in una mezz’oretta, si girava senza affanno, e quindi nulla.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Plauso invece per lo stand della Sony che ha portato in fiera molte anteprime succulente, come ad esempio <strong><em>Bloodborne</em></strong>, <em><strong>The Order 1886</strong></em>, <em><strong>Battlefield: Hardline</strong></em>, che saranno disponibili soltanto all’inizio del nuovo anno. In particolare io ero scimmiatissimo per il titolo della From Software, erede next-gen della serie Souls. Per gestire il caos, la prova era permessa per dieci minuti a testa e per entrare bisognava fare la fila. Peccato, ma qui Sony non c’entra, che da bravi italiani non siamo proprio in grado di stare in coda ordinatamente: quindi tra persone che entravano da sotto le transenne, spintoni, screzi, alla fine Bloodborne si è fatto attendere un’oretta e mezza (ma forse ho perso il conto delle ore). Come primo impatto posso dire che è un titolo che colpisce tanto già a partire dalla Alpha, e forse potrebbe diventare uno dei motivi per acquistare una Playstation 4. Ma se ne riparlerà a febbraio.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Al di là del marasma mainstream, fatto di Ubisoft, Warner Bros. (molto carino <strong><em>L’ombra di Mordor</em></strong>, unico titolo provabile senza invecchiare in coda) e Activision, ho apprezzato tanto la sezione retrogaming: oltre ad una piccola esposizione di svariate chicche del passato, in un apposito spazio era possibile provare e giocare con la maggior parte delle console del passato, tutte munite rigorosamente di TV a tubo catodico! Peccato o forse per fortuna, i maggiori frequentatori di questo stand non superavano i dieci anni d’età, o non erano sotto i cinquanta, in barba al vicino fracassonissimo baraccone (con annessa fila chilometrica) del “nuovo”, “nuovissimo”, “superinnovativissimo” capitolo di <em>Còllovdiùti</em>.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Altra area interessante, quella dedicata al mondo Indie, adiacente all’area conferenze, dove parecchie software house (e molte erano italiane, ma non lo sa nessuno) mostravano il frutto delle loro fatiche su PC e console alla modesta quantità di avventori che non si accalcavano sui tripla A. Lacrimuccia nostalgica per l’incarnazione digitale delle avventure di <strong><em>Lupo Solitario</em></strong>, famosissimo libro-game che i piccoli nerdini degli anni ’80 ricorderanno con gioia, che fa la sua gran figura anche sui monitor. Eh si, arriva su Steam a fine mese! (27 novembre).</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Esausto e provato da una giornata stancante più per la calca, le code e la disorganizzazione che per le attività vere e proprie, mi sono concesso un’ultima tappa allo stand della gadgettistica dedicata a molti titoli di successo della storia dei videogame: personale bottino la tazza con i vault boy di Fallout, impossibile da lasciar lì, ma erano molte le chicche che meritavano attenzione (la superpecora di Worms era clamorosa).</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Alla fin fine il tutto mi ha lasciato un enorme amaro in bocca, sia per l’organizzazione, a mio avviso fallimentare nel gestire l’immondo flusso di persone, sia nel non rendersi conto che oramai esistono differenti fasce di età e di maturità tra gli appassionati di videogiochi: parlando con persone in fiera, mi sono reso conto di quanto si stia sdoganando la questione della cultura videoludica, intesa anche come hobby e passione, e non più solo come “giochini passatempo” o perditempo, come la generazione dei nostri genitori era abituata ad additarli; lo spazio per creare qualcosa di alto livello c’è.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Altrimenti c’è sempre Lucca e la sezione gaming lì mi è sembrata decisamente migliore, più ricca e meglio gestita; trattasi comunque di una fiera non specifica del solo settore, quindi figuriamoci un po’.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Perciò Games Week, secondo me così proprio non ci siamo! Non potete rimanere nel limbo dell’essere né carne, né pesce: l’anno prossimo o fate il salto di qualità (e le cifre delle presenze lo permettono) o perdonatemi, ma è meglio lasciar perdere e dedicarsi solo ai brufolosi adoratori degli youtuber, che in effetti erano gli unici che hanno poi lasciato commenti entusiasti sui social network riguardanti l’evento. Fossi in voi un’occhiatina al feedback generale la darei eccome. O forse sono io che sto invecchiando…</p>
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