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	<title>Gabriel Byrne - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Maniac &#8211; Pasticcio folle o poesia visionaria?</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/10/15/maniac-pasticcio-folle-o-poesia-visionaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2018 12:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Maniac" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/Maniac.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Maniac</strong> non è una serie semplice. L&#8217;ho capito dal fatto che ho concluso la visione già da qualche giorno e ancora non sono riuscita a capire se l&#8217;ho adorata o se mi ha profondamente delusa.</p>
<p>Ho preferito, prima di esprimere un&#8217;opinione, prendermi qualche giorno per assimilare ed elaborare quello che ho visto, per cercare di comprendere meglio il complesso mosaico realizzato da <strong>Cary Fukunaga</strong> con questa serie. Un po&#8217;, in effetti, ci sono riuscita ma credo che Maniac sia uno di quei prodotti che non comprendi davvero mai fino in fondo.</p>
<p>Cary Fukunaga è l&#8217;ideatore, sceneggiatore e regista di questa <strong>miniserie</strong> disponibile dal 21 settembre scorso su <strong>Netflix</strong> ed è anche il motivo che mi ha inizialmente avvicinata alla visione: ho adorato la prima stagione di <strong>True Detective</strong>, i ritmi, la profondità, la costruzione della storia e delle immagini. Con lo stesso artefice dietro al progetto Maniac e con l&#8217;ambizioso obiettivo di fondere fantascienza e psicanalisi alla base, non potevo che essere incuriosita ed attratta.</p>
<p>E, in fin dei conti, non posso certo dire che la visione mi abbia delusa, semmai mi ha spiazzata: <strong>Maniac non è una serie semplice</strong> e, per comprenderla appieno, occorre approfondire almeno un po&#8217; i temi della <strong>psicanalisi</strong>. Sicuramente, una seconda visione può aiutare a cogliere un maggior numero di dettagli e, probabilmente, permette di apprezzare di più il lavoro di Fukunaga, nel quale nulla è stato lasciato al caso e c&#8217;è stata una maniacale attenzione ai dettagli.</p>
<p>Maniac è un <strong>cubo di Rubik</strong> (senza spoiler: guardatela e capirete l&#8217;analogia), in cui ogni faccia presenta il suo disegno ma, allo stesso tempo, tutte concorrono a una visione di insieme; è una miniserie che va decodificata e &#8220;risolta&#8221; per poter regalare grandi emozioni.</p>
<p>Chi è appassionato di psicanalisi sicuramente riuscirà a cogliere immediatamente il ricorrere e il mescolarsi continuo dei punti cardine intorno cui ruota la serie, ma anche chi ama il grande cinema non resterà deluso (personalmente, ho notato citazioni di <strong>Shining</strong> e de <strong>Il Laureato</strong>, ma l&#8217;ambientazione futuristica mi ha ricordato più volte <strong>Blade Runner</strong>).</p>
<p>Il lavoro di Fukunaga è accurato, elegante, ambizioso e articolato: forse addirittura troppo e il risultato è una serie che lascia leggermente perplessi ma, allo stesso tempo, riesce a vivere di una sua identità, seppure di ardua decifrazione in alcuni punti.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Non è facile parlare della trama di <strong>Maniac</strong> senza incorrere in spoiler, tanto è intricata la matassa di connessioni all&#8217;interno della vicenda.<br />
Senza rovinare la sorpresa, posso dirvi che i due sconosciuti <strong>Annie Landsberg</strong> e <strong>Owen Milgrim</strong>, ognuno per i suoi motivi personali, legati ad un passato traumatico, decidono di prendere parte alla sperimentazione di un nuovo farmaco. Non tutto, però, sembra andare secondo i piani.</p>
<h2>Cast</h2>
<p>Se la storia si rivela fin troppo complessa per riuscire a convincere pienamente, l&#8217;aspetto più riuscito di Maniac è senza dubbio rappresentato dal <strong>cast</strong>. A partire dai due protagonisti: <strong>Emma Stone</strong> e un irriconoscibile <strong>Jonah Hill</strong> non solo riescono a dare vita perfettamente ai due tormentati protagonisti, ma riescono a calarsi con altrettanta naturalezza e credibilità nelle variegate incarnazioni che via via si susseguono negli episodi, contribuendo in maniera incisiva alla riuscita della serie.</p>
<p>Tra i comprimari, da sottolineare l&#8217;interpretazione di <strong>Justin Theroux</strong>, sopra le righe senza eccedere come si addice al suo personaggio, e quella dei due &#8220;mostri sacri&#8221; <strong>Gabriel Byrne</strong> e <strong>Sally Field</strong>.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Mi sento di definire Maniac un po&#8217; come il progetto farmaceutico al centro della sua narrazione: <strong>un esperimento ambizioso e visionario</strong>, forse eccessivo, che è ancora presto per decidere se sia riuscito o miseramente fallito.</p>
<p>Sicuramente è una visione che non può lasciare indifferenti, che sceglie coraggiosamente un argomento difficile e poco televisivo e lo sviluppa senza sensazionalismi. Elegante e formalmente accurata, la miniserie risulta in alcuni punti forse un po&#8217; troppo macchinosa ma vive di un <strong>indubbio fascino</strong>, non solo visivo ma anche narrativo.</p>
<p>Particolarmente gustoso, comunque, il <strong>gioco di rimandi</strong> all&#8217;interno dei vari episodi: sicuramente una seconda visione, da questo punto di vista, può regalare ancora maggiori emozioni.</p>
<p>Nel complesso è <strong>una serie che consiglio, anche se non a tutti</strong>: di difficile comprensione, va vista nella giusta disposizione d&#8217;animo perché, a seconda del momento in cui la guarderete, potrà farvi schifo o farvi innamorare.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Maniac</strong> è un esperimento ambizioso, complesso e non sempre al top. Non è una visione in grado di convincere tutti indiscriminatamente, ma ha un indubbio fascino.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.2]</h2>
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<h2>Trailer</h2>
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