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	<title>Frictional Games - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>Frictional Games - Nerdando</title>
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		<title>Amnesia: Collection &#8211; La follia è un gioco</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/11/07/amnesia-collection-la-follia-e-un-gioco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 12:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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		<category><![CDATA[Frictional Games]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Amnesia Collection" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Uscito ormai nel lontano 2010, Amnesia si impose immediatamente come nuova pietra miliare per quanto riguarda l&#8217;esperienza horror ansiogena: una vera manna per tutti i giocatori che amano tanto saltare sulla sedia, quanto rovinare le proprie notti infarcendole con inquietudini ed incubi malsani. Amnesia: Collection riunisce in un solo gioco ben tre capitoli da cardiopalma: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/11/07/amnesia-collection-la-follia-e-un-gioco/">Amnesia: Collection &#8211; La follia è un gioco</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Amnesia Collection" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26801" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1.jpg" alt="Amnesia Collection" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia1-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Uscito ormai nel lontano 2010, Amnesia si impose immediatamente come nuova pietra miliare per quanto riguarda l&#8217;esperienza horror ansiogena: una vera manna per tutti i giocatori che amano tanto saltare sulla sedia, quanto rovinare le proprie notti infarcendole con inquietudini ed incubi malsani.</p>
<p><strong>Amnesia: Collection</strong> riunisce in un solo gioco ben tre capitoli da cardiopalma: <strong>Amnesia: The Dark Descent</strong>, <strong>Amnesia: A Machine for Pigs</strong> e il terrificante DLC: <strong>Justine</strong>.<br />
Ma andiamo con ordine.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>In <strong>Amnesia: The Dark Descent</strong> prendiamo i panni di Daniel, un uomo privo della propria memoria, come dice il titolo, che si scopre imprigionato in un antico maniero vittoriano. Qui, nel disperato tentativo di salvarsi la vita, scoprirà che c&#8217;è qualcosa di molto peggiore dell&#8217;aver perduto i propri ricordi. A strisciare nell&#8217;ombra c&#8217;è un orrore senza nome, frutto di esperimenti immondi che sembrano usciti dalla penna di Lovecraft; il povero Daniel dovrà fare tutto il possibile per mantenersi alla luce, e le risorse sono davvero scarse, e trovare una via di uscita prima di sprofondare definitivamente nella follia.</p>
<p>Il compito è tutt&#8217;altro che facile: a disposizione solo una lampada il cui olio finisce sempre troppo presto, alcuni fiammiferi con cui accendere torce e candele sparse ovunque, e tante, troppe cose da esplorare nell&#8217;ombra. E quando la luce viene meno, l&#8217;orrore torna a farsi presente, inchiodando Daniel al pavimento, distorcendo la sua percezione del mondo, mentre sussurri diabolici ne accrescono l&#8217;ansia e il senso di minaccia costante.<br />
Questo fino a quando l&#8217;orrore non si manifesta in prima persona, e allora l&#8217;unica via di salvezza e la fuga. Col rischio di perdersi nel labirintico maniero, e di perdere dettagli importanti.</p>
<p>Esplorazione e perlustrazione in condizioni proibitive, accompagnate da un comparto audio sublime che vi farà voglia di giocare con gli occhi socchiusi e chiedervi perché amiate tanto farvi del male.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26802" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia2.jpg" alt="Amnesia Collection" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia2-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Alta rigiocabilità e <em>permadeath</em> caratterizzano Justine, DLC di Amnesia, in cui la struttura è molto più lineare e il gameplay semplificato. Tuttavia, per temi trattati, <strong>Justine</strong> è per certi versi anche peggio. Dura pochissimo, una mezz&#8217;ora al massimo, ed è incentrato interamente sulla storia della protagonista: una donna priva di memoria, vittima degli esperimenti perversi di una nobildonna dal nome, appunto, Justine: una moderna <strong>Elizabeth Bathory</strong> le cui perversioni hanno dato vita ad orrori che difficilmente riusciremo a dimenticare.<br />
Il nome, dopotutto, non è casuale: ricorda da vicino la protagonista del romanzo <strong>Justine o le disavventure della virtù</strong>, scritto dal famigerato Donatien Alphonse François de Sade nel 1791. Qui da vittima Justine si fa carnefice, ma resta il tema disturbante di fondo che, anche se si esaurisce in poco tempo, difficilmente vi si scrollerà di dosso.<br />
Lo scopo, anche qui, è fuggire dalla nostra prigione. Ma per farlo dovremo superare gli immancabili enigmi ambientali o, alternativamente, far scattare delle trappole che uccideranno in modo ripugnante gli amanti di Justine. A noi la scelta.</p>
<p>Infine: <strong>Amnesia: A Machine for Pigs</strong> è l&#8217;ultimo capitolo, il più debole della trilogia. Probabilmente a causa del passaggio di testimone da <strong>Frictional Games</strong> (autori anche dell&#8217;inquietante Penumbra) che erano impegnati nello sviluppo dell&#8217;interessante <a href="https://nerdando.com/2017/12/08/soma-un-abisso-terrore/">SOMA</a> ai ragazzi di <strong>The Chinese Room</strong>, autori dell&#8217;onirico <a href="https://nerdando.com/2016/09/21/dear-esther-landmark-edition/">Dear Esther</a>.<br />
Nonostante non sia al livello del capostipite, A Machine for Pigs ha il pregio di essere circondato da un&#8217;affascinante aurea grottesca, frutto di una satira graffiante sull&#8217;industrializzazione selvaggia e la perdita della dimensione umana.<br />
Molti degli elementi di The Dark Descent vengono meno, come la l&#8217;esauribilità della fonte di luce, l&#8217;inventario e il vortice di follia in cui precipita il protagonista.<br />
Resta invece il concetto di esplorazione e di lenta ricostruzione degli avvenimento, in questo caso grazie al progressivo recupero della memoria del protagonista.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26803" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia3.jpg" alt="Amnesia Collection" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia3-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/amnesia3-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Come accennato, i tre titoli sono survival horror ad esplorazione, con visuale in prima persona. Lo scopo, ovviamente, è quello di esplorare, scoprire segreti, superare enigmi ambientali trovando oggetti, spostandoli e procedendo oltre.<br />
Dal primo al terzo capitolo l&#8217;interattività va scemando: se in The Dark Descent si può interagire quasi con qualsiasi cosa, in A Machine for Pigs possiamo invece manipolare solo gli oggetti utili alla risoluzione degli enigmi.</p>
<p>Ma il punto di forza, ovviamente, è l&#8217;ambientazione: opprimente, ansiogena, permeata sempre da una sensazione di &#8220;profondamente sbagliato&#8221;. Un&#8217;inquietudine dilagante ci accompagna dal primo all&#8217;ultimo minuto di gioco, e saper di dover fare più run per scoprire tutto, non aiuta a viverla serenamente. Insomma: se amate il genere, qui c&#8217;è pane per voi.</p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>Dopo essere uscito su PC, è approdato prima su Playstation 4, alcuni anni fa, e oggi un po&#8217; a sorpresa anche su Xbox One. Naturalmente resta un gioco datato, per quanto riguarda la resa dei modelli e delle texture; tuttavia, come detto, non è questo il punto di forza di un titolo del genere.<br />
Se lo scopo è quello di gettarci un senso di panico e ansia, allora l&#8217;obiettivo è ampiamente raggiunto. Questo nonostante qualche sbavatura tecnica e qualche imprecisione nei comandi, che talvolta rendono difficoltoso aprire e chiudere porte, cassetti e passaggi vari.</p>
<p>Ma a fare da regina è sicuramente la componente audio: il sonoro è semplicemente sublime, perfetto. Musiche e suoni ambientali sono modulati con una precisione chirurgica, aumentando di ritmo, scemando, facendosi ora incalzanti, ora sottolineando i passaggi esplorativi o la fuga dai mostri. Un capolavoro da gustare con le cuffie.</p>
<p><strong>Amnesia: Collection</strong> è disponibile per PC, Playstation 4 e Xbox One ad un prezzo variabile in base alla piattaforma, che si aggira attorno ai 30,00 Euro.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Amnesia: Collection a distanza di molti anni resta un capolavoro del genere survival horror.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.8]</h2>
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		<title>SOMA &#8211; Un abisso di terrore</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/12/08/soma-un-abisso-terrore/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2017/12/08/soma-un-abisso-terrore/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2017 11:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[First]]></category>
		<category><![CDATA[Frictional Games]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/soma_1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/soma_1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="SOMA" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/soma_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/soma_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/soma_1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/soma_1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Uscito per la prima volta nel 2015 per PC, fa finalmente approdo anche su console Xbox One l&#8217;interessantissimo SOMA, sviluppato da Frictional Games, già autori degli ottimi Amnesia e Penumbra. SOMA si colloca agevolmente tra i simulativi horror in prima persona, avvicinandosi un po&#8217; al notevole Layers of Fear, ma mantenendo una propria identità [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Uscito per la prima volta nel 2015 per PC, fa finalmente approdo anche su console Xbox One l&#8217;interessantissimo <strong>SOMA</strong>, sviluppato da <strong>Frictional Games</strong>, già autori degli ottimi Amnesia e Penumbra.<br />
<strong>SOMA</strong> si colloca agevolmente tra i simulativi horror in prima persona, avvicinandosi un po&#8217; al notevole <a href="https://nerdando.com/2015/11/12/layers-of-fear-have-a-good-scare/">Layers of Fear</a>, ma mantenendo una propria identità ben distinta.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>La nostra avventura ha inizio nell&#8217;appartamento di <strong>Simon Jarret</strong>, protagonista della storia. Qui avremo modo di prendere confidenza con i controlli, che consentono un&#8217;esplorazione davvero profonda: non solo interazione con gli oggetti, ma apertura e chiusura di porte, sportelli e cassetti con tutto ciò che contengono.<br />
Grazie a questa fase di tutorial avremo anche modo di scoprire un po&#8217; del background di Simon. Scopriamo così che ha di recente subito un brutto incidente d&#8217;auto, nel quale è morta una sua collega e carissima amica. Ma il trauma ha avuto effetti anche su di lui: sebbene sopravvissuto, il suo cervello ha subito importanti danni e per questo ha accettato di partecipare ad una cura sperimentale.</p>
<p>Giunto nello studio del dottore e indossato un casco per la scansione encefalica, Simon si troverà proiettato all&#8217;interno di una base sottomarina apparentemente abbandonata, dove inizierà un percorso sia fisico che spirituale che lo porterà (e noi con lui) ad interrogarsi a lungo sul significato della parola <em>vita</em> e di come sia applicabile a contesti sofisticati come quello dell&#8217;intelligenza artificiale.<br />
Ma la base non è davvero del tutto deserta: qui fanno capolino creature abissali capaci di regalare qualche bel tuffo al cuore, e l&#8217;incontro con quelle creature è ineluttabilmente fonte di morte certa. Starà a noi scoprire i punti deboli dei mostri: non per abbatterli, cosa impossibile, ma per meglio nascondersi, e valutare la migliore strategia per procedere con la nostra esplorazione.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Come accennato siamo di fronte ad un&#8217;<strong>avventura esplorativa</strong> in prima persona di genere <strong>fantascientifico</strong> in cui le tinte horror sono state pennellate con una maestria che raramente ho trovato in altri gioco di origine Indie. Ci sono i <em>jumpscare</em>, ovviamente, ma non siamo davanti ad un filmetto di bassa lega: il senso di oppressione costante, l&#8217;ansia data da immagini disturbarti e profondamente &#8220;sbagliate&#8221; aiutano a calarci immediatamente nella parte. Giocare a <strong>SOMA</strong> è un&#8217;esperienza totalizzante, che mi ha dilaniato tra l&#8217;incredibile curiosità di scoprire i segreti di una trama ottimamente scritta, e il terrore di spingermi troppo oltre e andare a ficcare il naso dove sarebbe stato più prudente non metterlo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20278" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/soma_2.jpg" alt="SOMA" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/soma_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/soma_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/soma_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/soma_2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>I comandi si apprendono in un attimo, e rispondono sempre molto bene alle pressioni sul controller. Davvero apprezzabile, a mio avviso, la scelta di mettere mostri invincibili da cui doversi nascondere. Niente a che vedere con l&#8217;orrore di Alien Isolation, in cui la sensazione di essere costantemente braccati era opprimente, ma resta il pathos di un ambiente malsano, in cui l&#8217;ansia sale grazie alla trama e all&#8217;ambientazione perfettamente disegnata, senza però scadere mai nella frustrazione di non riuscire a superare un particolare punto.</p>
<p>Una cosa importante da rimarcare, nella versione Xbox One che ho provato, è la possibilità di rendere i mostri del tutto innocui; grazie al <strong>safe mode</strong>, possiamo trasformare SOMA de facto in un <em>walking simulator</em>. Se volete godervi la storia e perlustrare ogni anfratto con la cura che si merita, senza aver paura di essere falciati da un momento all&#8217;altro, questa modalità è quella che fa per voi.<br />
Personalmente una scelta da parte degli sviluppatori che ho molto apprezzato.</p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>A farla da padrona, come in tutti i prodotti incentrari sull&#8217;ambientazione, sono le luci e il comparto sonoro. <strong>SOMA</strong> è un gioco da vivere al buio, con un paio di ottime cuffie sulla testa. Fatelo, ed in men che non si dica vi renderete conto che ad accompagnarvi sarà anche il martellare incessante del vostro cuore.<br />
I ragazzi di Frictional Games hanno posto davvero una grandissima cura nel design delle ambientazioni e l&#8217;hanno arricchito con un sistema di luci più che degno. Ma il colpo da maestro è sicuramente dato dalla colonna sonora: magistrale. Perfetta in ogni momento e capace di sottolineare con estrema efficacia tutto il vostro incedere nell&#8217;avventura.</p>
<p>Per finire una nota sulla localizzazione. L&#8217;ottimo parlato è interamente in inglese, ma menù, sottotitoli e tutti gli oggetti da esplorare, sono correttamente tradotti in italiano, per cui non c&#8217;è rischio di perdersi il gusto della storia.</p>
<p><strong>SOMA</strong> è disponibile per <strong>PC</strong> su <strong>Steam</strong> a <strong>27,99 €</strong>; <strong>PlayStation 4</strong> a <strong>28,49 €</strong> e <strong>Xbox One</strong> al prezzo di <strong>29,99 €</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>SOMA</strong> ha una storia affascinante che vi terrà incollati dal primo all&#8217;ultimo minuto. Un&#8217;esperienza horror da non perdere.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 2.6]</h2>
<h2>Trailer</h2>
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