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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Due chiacchiere con: Emanuele Scaringi (Pantafa)</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/04/07/due-chiacchiere-con-emanuele-scaringi-pantafa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 08:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un horror italiano che affonda le proprie radici nel folklore e nelle leggende popolari: Pantafa, la seconda opera da regista di Emanuele Scaringi, è nei cinema italiani dalla fine di marzo 2023. Per l&#8217;occasione abbiamo chiacchierato con il cineasta romano riguardo il suo film, la sua ispirazione e i progetti passati e futuri. Clack: Da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49816" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista.jpg" alt="Emanuele Scaringi" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Un horror italiano che affonda le proprie radici nel folklore e nelle leggende popolari: <strong><em>Pantafa</em></strong>, la seconda opera da regista di <strong>Emanuele Scaringi</strong>, è nei cinema italiani dalla fine di marzo 2023. Per l&#8217;occasione abbiamo chiacchierato con il cineasta romano riguardo il suo film, la sua ispirazione e i progetti passati e futuri.</p>
<p><b>Clack: Da pochissimo è al cinema <em>Pantafa</em>, il tuo secondo lungometraggio: un horror basato su una delle figure del folklore italiano e nello specifico abruzzese. Come è nata l&#8217;idea alla base del film?</b></p>
<p><strong>Emanuele:</strong> Purtroppo da poco e ancora per poco. Portare i film in sala è diventata un’impresa. Se volete vederlo al cinema, andate in questi giorni. L’idea è nata dalla lettura di uno studio scientifico sulle <strong>paralisi del sonno</strong>. Un terzo di chi ne soffre pensa dipenda da questa entità che si siede sul petto e non ti fa respirare. Non riuscivo a crederci, a volte abbiamo le storie sotto il naso e non ce ne accorgiamo!</p>
<p><b>C: Nella tradizione popolare dell&#8217;Abruzzo la Pantafica è un demone del sonno: come mai hai scelto di approfondire proprio questa figura, sconosciuta ai più? E come è nato il titolo &#8220;<em>Pantafa</em>&#8220;?</b></p>
<p><strong>E:</strong> Facendo ricerche, della Pandafeche, Pantafrica, Pantafa, Pantafica si sa pochissimo. Cambia nome a seconda della zona, è conosciuta non solo in Abruzzo ma anche nelle Marche. Così <strong>ci siamo messi a raccogliere storie</strong> e a studiare Finamore, De Nino, c’è un racconto di Buzzati sull’ultima strega d’Abruzzo e perfino in <em>Romeo e Giulietta</em> c’è un’entità molto simile. Volevamo dare vita a un nostro mostro, che non avesse nulla da invidiare a quelli che arrivano da oltreoceano, da cui siamo solitamente invasi. <strong>Volevo un nome che non venisse modificato all’estero</strong> per un mostro che impaurisce e protegge al tempo stesso.</p>
<p><b>C: Secondo la tradizione, la Pantafica arriva nel sonno e blocca il respiro del malcapitato: ti è mai successo di ricevere una sua visita?</b></p>
<p><strong>E: </strong>A me no, o meglio non precisamente. Però <strong>Tiziana Triana</strong>, la sceneggiatrice con cui ho scritto il film, ne soffre. A me capita, da buona tradizione contadina, magari quando esagero con il cibo e poi vado a dormire. A volta ho una sensazione simile, come di fame d’aria, che mi prende.</p>
<p><b>C: L&#8217;horror, soprattutto in Italia, viene spesso considerato un &#8220;genere minore&#8221;: quanto è difficile fare film horror in Italia?</b></p>
<p><strong>E: Molto difficile</strong>. Ti prendono per pazzo, quando non per scemo. Viene sottovalutato, non passano gli spot e i trailer, programmano il film solo negli orari serali. Anche farlo è molto complicato, abbiamo smesso di fare genere, ci stiamo tornando dopo molti anni. <strong>Richiede molta preparazione e cura dei dettagli</strong>. Il suono, la fotografia, i costumi, la scenografia, il montaggio, i VFX. Anche il pubblico va ritrovato.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49817" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista1.jpg" alt="Emanuele Scaringi" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/regista1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p><b>C: Nel tuo film la paura viaggia sul filo dell&#8217;approfondimento psicologico e delle atmosfere: è stato difficile trasformare l&#8217;idea che avevi in mente in pellicola?</b></p>
<p><strong>E: </strong>Mi piace molto la nuova ondata di horror che usano il genere per <strong>raccontare un tema sociale</strong>. Magari rinunciando a <em>qualche jump scare</em> o ad avere un risultato più facile ma che alla lunga creano un’inquietudine che ti accompagna e fa riflettere anche dopo la visione del film.</p>
<p><b>C: Nel film i riferimenti all&#8217;Abruzzo e alle sue tradizioni sono molti: che legame conservi con questa regione?</b></p>
<p><strong>E: </strong>Mio padre è di Altavilla, una frazione di Montorio al Vomano. Mia madre di Vallinfreda, al confine tra Lazio e Abruzzo. Ricordo queste feste di piazza con il ballo della pupazza. <strong>Sono molto legato all’Abruzzo</strong>. Quando posso, ne approfitto per fare tour enogastronomici, faccio di tutto per farmi venire a trovare dalla Pantafa. È una regione assurda, con delle bellezze incredibili, molto poco considerata. Andrebbe valorizzata, va aiutata a crescere. Potrebbe vivere di turismo per le materie prime che offre. Il paese immaginario di Malanotte, dove è ambientato <em>Pantafa</em>, è un non luogo. Non volevo fosse riconducibile a un paese specifico ma che rappresentasse un po’ tutti i paesi.</p>
<p><b>C: Quali sono i tuoi punti di riferimento per quanto riguarda il cinema horror? Ti sei ispirato a qualcuno per la realizzazione di <em>Pantafa</em>?</b></p>
<p><strong>E: Mi hanno influenzato molto i capolavori degli anni Settanta</strong>, anche non specificatamente horror come <em>Cane di paglia</em> e <em>Deliverance</em>. <em>Rosemary’s baby</em>, <em>Don&#8217;t Look Now</em>, <em>Amityville</em>. Un film spagnolo che si chiama <em>Ma come si può uccidere un bambino?</em> I <strong>Blumhouse</strong>: <a href="https://nerdando.com/2018/02/04/scappa-get-out-non-solito-horror/"><em>Get Out</em></a>, <em>The Visit</em>, <strong>James Wan</strong> ma anche film non americani come <em>Babadook</em> o <em>Lasciami entrare</em>. <strong>Se devo dirti i miei preferiti però ti dico <a href="https://nerdando.com/2022/02/20/90-anni-di-freaks-il-cult-maledetto-di-tod-browning/"><em>Freaks</em></a> di Tod Browning e <em>Near the dark</em> di Kathryn Bigelow</strong>, la più grande regista vivente. Fortunatamente, ancora non capisco per quale motivo, ho avuto l’onore di avere come costumista la premio Oscar <strong>Gabriella Pescucci</strong> (<em>L’età dell’innocenza</em>, <em>C’era una volta in America</em>, <em>Penny Dreadful</em> per citarne solo alcuni): è lei ad aver ideato la Pantafa. Ha un trucco abbastanza leggero, è uno spirito in sottoveste. È Nina, la bambina interpretata dalla bravissima esordiente <strong>Greta Santi</strong>, che soffre di paralisi ipnagogiche, ad immaginarla così.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/locandina.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49818" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/locandina.jpg" alt="Emanuele Scaringi" width="720" height="1029" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/locandina.jpg 720w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/locandina-210x300.jpg 210w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/locandina-717x1024.jpg 717w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p><b>C: Prima di <em>Pantafa</em> avevi diretto <em>La profezia dell&#8217;armadillo</em>, adattamento del graphic novel di Zerocalcare: cosa puoi raccontarci di questa esperienza?</b><br />
<strong>E: </strong>Anche lì era uno dei primi tentativi di adattare al cinema un fumetto. Diciamo che <strong>cerco sempre delle sfide</strong> e che essere in anticipo sui tempi spesso è un grande rischio. <strong>È un film a cui sono molto legato</strong>. Leggevo Zerocalcare quando era ancora solo un blog. Vengo dalla stessa periferia: per la prima volta la generazione cresciuta negli anni Novanta, quella dei primi esclusi dal mercato del lavoro, dei figli che guadagnano meno dei padri e sono condannati ad essere degli eterni studenti, veniva raccontata con disincanto. Penso che sia come certe bottiglie di Montepulciano, <strong>magari non viene capito subito ma invecchia bene negli anni</strong>.</p>
<p><b>C: Sei un lettore di fumetti? Quali sono i tuoi preferiti?</b><br />
<strong>E: </strong>Sono un lettore schizonfrenico: Gipi, Burchielli, Churubusco, Fior, Cosma &amp; Mito, Buzzati, Palmiotti, Ennis, ma nessuno scrive il <em>crime</em> come <strong>Ed Brubaker</strong> e Jason Aaron. <strong><em>Malanotte</em></strong> di Taddei e La Came, uno dei possibili prequel della Pantafa ispirato al film. <strong>Mi piacerebbe molto portare al cinema Baru</strong>.</p>
<p><b>C: Hai esplorato il &#8220;cinecomic&#8221; e l&#8217;horror: qual è il genere che ti piacerebbe approfondire in veste di regista in futuro?</b><br />
<strong>E: </strong>Mi piacciono le storie, il genere è il modo in cui provare a raccontarle al meglio. <strong>Credo il <em>crime</em></strong>.</p>
<p><b>C: Ci sono altri miti e leggende abruzzesi che ti piacerebbe portare sullo schermo?</b><br />
<strong>E: </strong>In realtà la leggenda della Pantafa non è stata svelata: ci sono solo degli accenni, sia nel film che nel fumetto <em>Malanotte</em>. Mi piacerebbe prima o poi tornare a raccontarne le origini. <strong>Farla diventare una saga,</strong> dove appaiono anche i mazzamurelli.</p>
<p><b>C: Qualche progetto futuro che puoi svelarci? Stai lavorando a qualcosa attualmente?</b><br />
<strong>E: </strong>Sto lavorando a un film su <strong>Donato Bilancia</strong> tratto dal libro di Ilaria Cavo e a un progetto sul <strong>Totonero</strong> che è stato appena selezionato al festival di Berlino.</p>
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		<title>Freaks Out &#8211; La rivincita degli ultimi</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/11/05/freaks-out-la-rivincita-degli-ultimi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2021 13:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/Freaks-Out.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-43454" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/Freaks-Out.jpeg" alt="Freaks Out" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/Freaks-Out.jpeg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/Freaks-Out-300x169.jpeg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/Freaks-Out-1024x576.jpeg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/Freaks-Out-768x432.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Ci siamo: <strong>Gabriele Mainetti è tornato</strong>. E con <strong><em>Freaks Out</em></strong> ha deciso di sognare in grande.</p>
<p>Premessa: io <a href="https://nerdando.com/2016/02/13/lo-chiamavano-jeeg-robot/"><strong><em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em></strong></a> l&#8217;ho adorato, con la sua carica dirompente, innovativa e sognatrice. In quell&#8217;occasione avevo avuto anche la possibilità di intervistare il regista, <a href="https://nerdando.com/2016/02/25/due-chiacchiere-con-gabriele-mainetti/">Gabriele Mainetti</a>, scoprendo una persona cortese, amante del cinema e disponibile. E allora potete immaginare quanto aspettassi <em><strong>Freaks Out</strong></em>. Con quel misto di trepidazione e anche paura, ché il rischio di deludere le aspettative c&#8217;era eccome. E invece <em>Freaks Out</em> è pura meraviglia: ci porta a sognare, ci diverte e ci emoziona. E non potremmo chiedere di più.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Siamo nel pieno della <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>, a Roma. Il circo itinerante di Israel è composto da <strong>fenomeni da baraccone</strong>: Matilde, Fulvio, Cencio e Mario hanno tutti capacità straordinarie ma la società li considera dei veri e propri mostri, emarginandoli. Quando il divampare della guerra si fa inarrestabile e mette in seria difficoltà l&#8217;attività lavorativa, il gruppo decide di trasferirsi negli Stati Uniti. Ma per farlo, occorrono documenti: Israel parte quindi alla volta della Capitale, promettendo di tornare la sera stessa con le salvifiche carte d&#8217;identità.</p>
<p>Quando però non fa ritorno, Matilde e gli altri temono che sia stato rastrellato in quanto ebreo. All&#8217;assortito gruppo non resta quindi che tentare di ritrovarlo nella Roma devastata dai combattimenti. Sarà l&#8217;inizio di <strong>un viaggio che porterà tutti loro</strong>, Matilde per prima, <strong>a fare i conti con chi sono</strong> e con quello che sono in grado di fare.</p>
<h2>Stile</h2>
<p>Che Gabriele Mainetti (in coppia con <strong>Nicola Guaglianone</strong>, insostituibile partner di sceneggiatura) fosse uno con tante idee e un amore smisurato per il cinema, si era già capito con <em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em>, il film in grado di mostrare un nuovo volto (ancora inesplorato) del cinema italiano e di farci innamorare di un attore incredibile come <strong>Luca Marinelli</strong>.<br />
Ebbene, con <em>Freaks Out</em> l&#8217;autore fa un passo in più: l&#8217;amore per il cinema c&#8217;è ancora tutto, la scrittura è ancora ispiratissima ma stavolta si fa in tutto in grande. <strong>Quello che ci troviamo davanti è uno spettacolo pirotecnico</strong> che nasconde però tantissima emozione dietro le luci scintillanti. Un po&#8217; come la sua protagonista, Matilde, che dietro una luce accecante cela un grande cuore.</p>
<p>E proprio il personaggio di Matilde, interpretato da una sorprendente <strong>Aurora Giovinazzo</strong>, fa da centro nevralgico di tutta la storia e della ragnatela di protagonisti che le girano attorno. Da ricordare, sotto la fitta peluria del personaggio di Fulvio, <strong>Claudio Santamaria</strong>, che continua il suo felice sodalizio artistico con Mainetti e <strong>Pietro Castellitto</strong>, incredibile nel ruolo di Cencio. Ma meritano anche una menzione <strong>Giorgio Tirabassi</strong> nel ruolo di Israel, <strong>Max Mazzotta</strong> in quello del Gobbo e <strong>Franz Rogowski</strong> nel dare vita al terrificante antagonista Franz.</p>
<p>Luci ma anche ombre nell&#8217;universo narrativo tratteggiato da <em>Freaks Out</em>, che ci mostra <strong>una guerra crudele</strong>, in cui nulla è solo bianco o nero ma ogni persona che incontriamo è di fatto una scala di grigi. Tutti, comunque, hanno il loro percorso, il loro vissuto con cui fare i conti e i loro obiettivi: ciascuno farà le sue scelte e ne affronterà poi le conseguenze.</p>
<p>E poi c&#8217;è il cinema, lo dicevamo prima, che in <em>Freaks Out</em> è meraviglia allo stato puro. La messa in scena è lussureggiante e lascia tutti a bocca aperta. E i rimandi, per chi voglia coglierli, sono infiniti: c&#8217;è <strong>la Seconda Guerra Mondiale in chiave western</strong> (un po&#8217; come aveva fatto <strong>Quentin Tarantino</strong>, ma con un percorso stilistico differente rispetto a <em>Bastardi Senza Gloria</em>, con il quale le affinità finiscono qui), c&#8217;è il <strong>Neorealismo</strong>, imprescindibile in Italia quando si voglia tratteggiare il periodo bellico e c&#8217;è il circo, reso immortale da <strong>Federico Fellini</strong>, sognante e misterioso come ce lo aspetteremmo. E poi ci sono loro, i Freak, il vero motore della vicenda ed è impossibile non cogliere una strizzatina d&#8217;occhio al classico <strong><em>Freaks</em></strong> del 1932 di <strong>Tod Browning</strong> (con esiti diversi -per fortuna-).</p>
<p>Insomma, <em>Freaks Out</em> è <strong>una gioia per gli occhi e per il cuore</strong>. Fatevi un regalo e andate al cinema a guardarlo, non resterete delusi.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>Freaks Out</strong></em> è pura magia, un film in grado di far sognare e di emozionare: fidatevi, è il momento di tornare al cinema.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_oro.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41514" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_oro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
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		<title>5 film classici da recuperare su Amazon Prime Video</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/06/24/5-film-classici-da-recuperare-su-amazon-prime-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 12:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Film classici Lo sapevamo già e durante la quarantena abbiamo avuto modo di rendercene conto ancora di più: viviamo in un&#8217;epoca fortunata, a livello cinematografico, perché i servizi di video streaming on demand ci danno accesso ad un catalogo pressoché infinito di pellicole di ogni genere. Questa grandissima opportunità ci permette di fruire di moltissime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Film-classici.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-37075" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Film-classici.jpg" alt="Film classici" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Film-classici.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Film-classici-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Film-classici-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/06/Film-classici-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Film classici</h2>
<p>Lo sapevamo già e durante la quarantena abbiamo avuto modo di rendercene conto ancora di più: viviamo in <strong>un&#8217;epoca fortunata</strong>, a livello cinematografico, perché i servizi di video streaming on demand ci danno accesso ad <strong>un catalogo pressoché infinito di pellicole</strong> di ogni genere.</p>
<p>Questa grandissima opportunità ci permette di fruire di moltissime novità ma ci permette anche di recuperare <strong>film classici</strong> che, per una questione temporale (magari sono usciti prima che nascessimo), non abbiamo mai avuto l&#8217;occasione di guardare prima.<br />
Tra tutti, <strong>Amazon Prime Video</strong> è il servizio che più di ogni altro rivela un&#8217;anima cinefila: presenta in catalogo autentiche chicche, infatti, che non possono mancare nella vostra esperienza di spettatori. Soprattutto considerando che vi basta un click dal divano di casa per gustarvi la visione.<br />
Tra tutti, ho selezionato <strong>5 film classici dal catalogo Amazon Prime Video</strong> che secondo me non potete proprio lasciarvi scappare!</p>
<h2>Metropolis</h2>
<p>Diretto nel <strong>1927</strong> da <strong>Fritz Lang</strong>, questo titolo è considerato un vero e proprio pilastro del cinema di tutti i tempi.<br />
Siamo ancora nell&#8217;ambito del muto e del bianco e nero, in pieno espressionismo: <strong><em>Metropolis</em></strong> si ambienta nel futuro e offre scenografie in grado di influenzare il cinema di fantascienza a venire fino ai giorni nostri (la città di <a href="https://nerdando.com/2017/10/02/blade-runner-curiosita-da-sapere-prima-del-sequel/"><em>Blade Runner</em></a>, per dirne una, attinge a piene mani da qui).<br />
In un futuro distopico in cui la società è fortemente gerarchizzata, si consuma la lotta tra i più umili e i vertici che vogliono schiacciarli.<br />
Accompagnati dalle stupende musiche di <strong>Giorgio Moroder</strong>, è un viaggio che non potete perderevi.</p>
<h2>Freaks</h2>
<p>Anche in questo caso siamo di fronte a un classicone imperdibile, con l&#8217;aggiunta che questo film non è mai stato doppiato in italiano e finora era praticamente introvabile nel nostro paese.<br />
<strong><em>Freaks</em></strong> è stato diretto nel <strong>1932</strong> da<strong> Tod Browning</strong> ed è ambientato in un circo di &#8220;fenomeni da baraccone&#8221;, tutti interpretati da veri disabili, i &#8220;freaks&#8221; del titolo, appunto.<br />
In appena un&#8217;ora di film, Browning mette al centro i freaks non per deriderli o shoccare ma per mostrare la loro estrema normalità nonostante la differenza fisica.<br />
<strong>Una pellicola ancora tremendamente attuale</strong>, osteggiata dai distributori nel corso degli anni. Recuperarla vale decisamente la pena! Su Amazon Prime Video è in versione originale sottotitolata in italiano.</p>
<h2>Il settimo sigillo</h2>
<p>Restiamo nel bianco e nero e voliamo fino in Svezia:<strong><em> Il settimo sigillo</em></strong> è stato diretto nel <strong>1957</strong> da <strong>Ingmar Bergman</strong> ed interpretato da <strong>Max von Sydow</strong>. Al centro della pellicola, la più famosa partita a scacchi mai giocata: quella tra il cavaliere Antonius Block e la Morte.<br />
<em>Il settimo sigillo</em> non è l&#8217;unico film di Bergman presente su Amazon Prime Video (io stessa conto di recuperare presto <em>Il posto delle fragole</em>) ma è senz&#8217;altro quello che vi consiglio se vi avvicinate per la prima volta al regista: citatissimo, elegante e introspettivo.</p>
<h2>Il cielo sopra Berlino</h2>
<p>Nel <strong>1987</strong> il colore al cinema era ampiamente sdoganato ma c&#8217;era chi utilizzava il bianco e nero come scelta non solo stilistica ma concettuale: <strong>Wim Wenders</strong> sceglie nel suo film proprio questa tonalità per rappresentare visivamente il punto di vista degli angeli che vivono sopra la città di Berlino e osservano il fluire della vita dei suoi abitanti.<br />
Ispirato dalle poesie di <strong>Rainer Maria Rilke</strong> e interpretato da <strong>Bruno Ganz</strong>, <em>Il cielo sopra Berlino</em> è un classico sognante che merita di essere riscoperto in ogni generazione.</p>
<h2>Bellissima</h2>
<p>Anche per l&#8217;ultimo suggerimento non posso che restare fedele al filo conduttore di questo articolo: il bianco e nero.<br />
L&#8217;ultimo film che vi consiglio di recuperare su Amazon Prime Video è l&#8217;italiano <strong><em>Bellissima</em></strong>, diretto nel <strong>1951</strong> da <strong>Luchino Visconti</strong> e interpretato da <strong>Anna Magnani</strong> e <strong>Walter Chiari</strong>.<br />
La povertà e il mito della fama a tutti i costi, per raggiungere la quale si è disposti a qualunque sacrificio: argomenti dei giorni nostri, senza dubbio, eppure qui siamo sul finire del Neorealismo.<br />
Anna Magnani interpreta una madre disposta a tutto pur di ottenere per la figlioletta Maria un ruolo nel nuovo film del regista <strong>Alessandro Blasetti</strong> (qui interpretato da se stesso).<br />
Non il titolo più iconico del <strong>Neorealismo</strong> italiano ma senza dubbio una visione meritevole, non fosse altro che per l&#8217;estrema attualità della trama e la stupenda Anna Magnani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/06/24/5-film-classici-da-recuperare-su-amazon-prime-video/">5 film classici da recuperare su Amazon Prime Video</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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