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	<title>First Person Shooter - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>MOUSE: P.I. For Hire &#8211; Cartoni e Pallottole</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/04/20/mouse-p-i-for-hire-cartoni-e-pallottole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 08:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoon]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[First Person Shooter]]></category>
		<category><![CDATA[FPS]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Jack Pepper è un veterano di guerra. Disilluso dalla vita e che ha visto cose troppo brutte per poter ricominciare a crederci. Torna nella sua città natale per vestire prima i panni del poliziotto, poi, per avere le mani meno legate, diventa un investigatore privato. Dopotutto qui a Mouseburg una cosa che non manca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-64600 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1.jpg" alt="Mouse P.I." width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Jack Pepper è un veterano di guerra. Disilluso dalla vita e che ha visto cose troppo brutte per poter ricominciare a crederci. Torna nella sua città natale per vestire prima i panni del poliziotto, poi, per avere le mani meno legate, diventa un investigatore privato. Dopotutto qui a <strong>Mouseburg</strong> una cosa che non manca mai è proprio il crimine.<br />
Entri in scena proprio qui, quando una serie di misteriose sparizioni apriranno una voragine sul marcio che corrompe la città nel profondo.</p>
<p>Ad essere onesti, della trama non c&#8217;è molto di più: peccato perché un ambiente così ben congegnato e costruito avrebbe meritato e sicuramente consentito una maggiore dedizione alla scrittura. Invece il gioco si limita a scalfire un po&#8217; la superficie dedicandosi quasi esclusivamente a un approccio frenetico e adrenalinico, il tutto marcato dall&#8217;ottimo doppiaggio inglese firmato dal sempre convincente <strong>Troy Baker</strong>.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p><em><strong>MOUSE: P.I. For Hire</strong></em> è un FPS solido e ben strutturato, che richiama i classici del genere. Tutto sommato non dovrebbe nemmeno sorprendere vista la scelta stilistica.<br />
Ripenso quindi a titoli che hanno fatto la storia dei first person shooter, come <a href="https://nerdando.com/2024/09/30/doom-doom-ii-ledizione-perfetta-e-anche-qualcosa-di-piu/"><em>Doom</em></a>, in cui si partiva un po&#8217; in sordina e, man mano che si avanzava, la progressione dei livelli e dei nemici trasformava ben presto l&#8217;esperienza in un bullet hell ad altissimo tasso adrenalinico, dove le chiacchiere stanno a zero quando a parlare ci pensa il piombo.</p>
<p><em><strong>MOUSE: P.I. For Hire</strong></em> è così: abbiamo la possibilità di scavare nelle quest secondarie, chiacchierando con i PNG e abbiamo persino un hub (il nostro ufficio) in cui tornare e ricollegare gli indizi. Non lasciarti ingannare, però, non è il palazzo mentale di quel capolavoro di <em><a href="https://nerdando.com/2025/01/28/nerdandoconsiglia-gennaio-2025/">Alan Wake 2</a></em>, ma più un intermezzo in cui il titolo si gioca un po&#8217; da solo prima di rituffarci nel prossimo livello carico di adrenalina e segreti da scovare.</p>
<p>In termine di progressione, devo dire che <strong>il level design è ottimo</strong>: come detto si parte in modo leggero, poco più di un <em>corridor shooter</em> con piccoli segreti e qualche minigame da sviscerare. Col passare del tempo, però, arrivano nuove armi, più platform, e un po&#8217; di backtracking per scoprire tutto quel che i diversi livelli hanno da offrire, compresi molti segreti e tanti collezionabili.<br />
Il punto è che alla fine <strong>il gioco intrattiene e diverte</strong>. E scusami se è poco.</p>
<div id="attachment_64597" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-64597" class="wp-image-64597 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_4.jpg" alt="Mouse P.I." width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_4-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><p id="caption-attachment-64597" class="wp-caption-text">Tra i molti collezionabili abbiamo un fumetto a strisce in perfetto stile dell&#8217;epoca.</p></div>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>L&#8217;<strong>animazione &#8220;a tubo di gomma&#8221;</strong> (rubber hose) è la tipologia di animazione presente nei primi cartoni animati a schizzo di inchiostro, risalente alla metà degli anni &#8217;30. Oltre al famosissimo <em><strong>Steamboat Willie</strong></em> (Disney, 1928), è lo stile dei cartoni di Betty Boop, Popeye e il Gatto Felix.<br />
<em><strong>MOUSE: P.I. For Hire</strong></em> fa di questa animazione il suo marchio di fabbrica: linee curve prive di giunture, due colori e movimenti fluidi. Lo abbiamo già apprezzato, a colori, nel celebre <strong><em>Cuphead</em></strong>.</p>
<p>All&#8217;inizio <strong>abbiamo anche la possibilità di scegliere il livello di &#8220;sporcizia&#8221; della grana</strong>, sulla base di quanto vogliamo far apparire vecchia la &#8220;pellicola&#8221; della nostra esperienza.<br />
Il risultato finale è un vero piacere per gli occhi. L&#8217;incredibile fascino del bianco e nero, evidenziato dalla citata <em>rubber hose animation</em> crea uno splendido connubio in cui i movimenti dei personaggi risultano piacevolmente fluidi.</p>
<p>Stessa cura è stata posta nelle ambientazioni e nei fondali: visiteremo, per la quindicina di ore necessarie a completare il gioco, <strong>numerosi ambienti diversi</strong>, come la citata Mouseburg, le fogne, teatri e set cinematografici, edifici in rovina e altro. Tutto disegnato in modo da far venire voglia di spazzolare in fretta le ondate nemiche e poi dedicarsi a godersi i dettagli splendidamente <strong>disegnati a mano</strong>.</p>
<p>Occorre spendere una parola sull&#8217;<strong>accompagnamento sonoro</strong>, che si fregia di effetti audio da cartoon simili a quelli di <em>Cuphead</em>, oltre a un sottofondo musicale d&#8217;epoca a ritmo di ottoni e pianoforte, dai chiari riferimenti e sonorità jazz.<br />
Ho già citato Troy Baker, che sottolinea in modo convincente ed ironico le azioni del nostro eroe, ma anche gli altri attori non sono da meno: troverai personaggi che richiamano perfettamente lo <strong>stile crime anni &#8217;30</strong>, il tutto in salsa &#8220;topesca&#8221;.</p>
<p>L&#8217;italiano è disponibile solo per i menù e i sottotitoli, ma posso dire di aver apprezzato le traduzioni che si sono dovute adattare, e l&#8217;hanno fatto bene, ai <strong>giochi di parole onnipresenti</strong>.</p>
<div id="attachment_64598" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-64598" class="wp-image-64598 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_3.jpg" alt="Mouse P.I." width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><p id="caption-attachment-64598" class="wp-caption-text">Il contrabbando di formaggio è molto redditizio, ma anche molto pericoloso</p></div>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><em><strong>MOUSE: P.I. For Hire</strong></em> non cambia lo scenario videoludico e non aggiunge nulla di nuovo sul piano del gameplay, tuttavia regala un&#8217;esperienza divertente che si fregia di un comparto tecnico solido e soprattutto di una splendida estetica vintage e che merita di essere goduta da tutti gli amanti del genere.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64599 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_2.jpg" alt="Mouse P.I." width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/mouse_pi_2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><em><strong>MOUSE: P.I. For Hire</strong></em> è disponibile su Xbox, PS5, Nintendo Switch 2 e PC via Steam.<br />
Ringrazio <strong>Fumi Games</strong> per il codice review.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>MOUSE: P.I. For Hire</strong></em> è l&#8217;adrenalinico FPS che combina romanzi <em>hard boiled</em> e cartoni anni &#8217;30.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41564" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/zeno2k_oro.png" alt="" width="200" height="194" /></p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/TX8RCkQg3Gw?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Wolfenstein II: The New Colossus &#8211; A caccia di Nazi</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/11/03/wolfenstein-ii-the-new-colossus-a-caccia-di-nazi/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2017/11/03/wolfenstein-ii-the-new-colossus-a-caccia-di-nazi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 11:38:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Bethesda]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Wolfenstein II: The New Colossus" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Sono passati ormai più di sessant&#8217;anni dalla fine della Seconda Guerra mondiale, eppure ci sono poche cose che continuano ad affascinare le menti ed ammaliare la comunità quanto la perversa ideologia nazista. Ne rimase colpito anche il celebre autore Philip Dick, al punto da dare vita ad uno dei più celebri romanzi ucronici, The Man [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Wolfenstein II: The New Colossus" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19423" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1.jpg" alt="Wolfenstein II: The New Colossus" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Sono passati ormai più di sessant&#8217;anni dalla fine della Seconda Guerra mondiale, eppure ci sono poche cose che continuano ad affascinare le menti ed ammaliare la comunità quanto la perversa ideologia nazista. Ne rimase colpito anche il celebre autore <strong>Philip Dick</strong>, al punto da dare vita ad uno dei più celebri romanzi <em>ucronici</em>, The Man in the High Castle (La svastica sul sole), in cui ipotizzava come si sarebbe evoluta la nostra società se le cose fossero andate diversamente, con la vittoria della Svastica.</p>
<p>La celebre serie di videogame <strong>Wolfestein</strong>, iniziata nel lontano 1981, fa della lotta ai nazisti il proprio cuore pulsante; mentre a partire dal reboot <strong>The New Order</strong> del 2014, a farla da padrone è proprio l&#8217;ucronia: ambientato in una timeline differente in cui la Germania ha vinto la guerra, seguiamo le vicende di William &#8220;B.J.&#8221; Blazkowicz, nella propria opera di annientamento del regime nazista.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Anno 1961. <strong>Wolfenstein II: The New Colossus</strong> parte là dove avevamo abbandonato il nostro eroe. Sfuggito miracolosamente alla morte e trasportato in un sottomarino della Resistenza chiamato <strong>Martello di Eva</strong>, ripercorreremo grazie ad un lungo filmato iniziale le vicende di The New Order, a vantaggio di quanti non lo avessero mai giocato, riproponendo oltretutto la scelta morale su chi sacrificare e salvare tra Fergus o Wyatt. La scelta non è puramente narrativa, infatti da qui si dipanerà una diramazione imponente, con impatti sui dialoghi, vicende e armamento.</p>
<p>Scopriremo quindi come B.J. sia sfuggito alla morte, ma costretto su una sedia a rotelle; condizione che tuttavia abbandoneremo presto, una volta acquisito un esoscheletro che ci consentirà di mietere nuove vittime in tutta libertà.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Iniziamo subito col dire che <strong>Wolfenstein II: The New Colossus</strong> è un&#8217;esperienza squisitamente single player, una rarità ormai per quanto riguarda gli fps. Personalmente la considero una scelta davvero coraggiosa, dato che ormai la tendenza è quella di confezionare titoli interamente improntati al multiplayer o in cui la campagna giocatore è poco più che una palestra per prepararsi al massacro online.<br />
Data questa premessa, era facile aspettarsi un lavoro di fino eccezionale e i ragazzi di <strong>MachineGames</strong> non hanno deluso le aspettative, confezionando un titolo eccezionale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19424" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_2.jpg" alt="Wolfenstein II: The New Colossus" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><strong>Wolfenstein II: The New Colossus</strong> è un gioco frenetico, fatto di sangue, morte e violenza. Se la combinazione vi ricorda il celebre Bastardi senza gloria di Tarantino, la citazione non è per niente casuale. Armato di tutto punto, e con la novità di imbracciare due armi differenti, il nostro bad boy mieterà tonnellate di vittime in lungo e largo per l&#8217;America occupata.<br />
Ma sebbene la frenesia la faccia da padrona, non aspettativi un banale corridor shooter in cui scaricare un caricatore via l&#8217;altro. La bellezza di questo titolo consiste nella libertà di approccio al gioco: se siete amanti dello stealth avrete pane per i vostri denti; alcune sezioni infatti possono essere quasi interamente superate facendo affidamento a percorsi alternativi e uccisioni furtive con la nostra fida accetta. Anzi: l&#8217;uso dell&#8217;ascia vi farà accedere a sequenze spettacolarmente brutali nello stile <strong>Glory Kill</strong> di <a href="https://nerdando.com/2016/05/16/doom/">Doom</a>.<br />
Insomma: amputazioni e smembramenti saranno all&#8217;ordine del giorno, per una spirale di sadismo e violenza che crescerà dentro di voi minuto dopo minuto.</p>
<p>In perfetto stile <strong>Bethesda</strong> avremo modo di potenziare le abilità del nostro equipaggiamento e del nostro personaggio. Grazie a kit trovati lungo la strada potremo modificare rispettivamente caricatore, precisione, potenza, ecc.<br />
Per quanto riguarda B.J. invece, sono i Talenti a definire come il nostro eroe evolverà: tutto dipende dal tipo di approccio che vorremo dare al gioco, prediligendo tattica, furtività e caos. Per migliorare i talenti sarà sufficiente (un po&#8217; come nella serie Elder Scroll) utilizzare quelle stesse abilità lungo l&#8217;avventura.</p>
<p>Completa il quadro il sistema di collezionabili: a bordo del Martello di Eva, che fungerà anche da hub di gioco, avremo modo di interagire con molti compagni della resistenza, approfondendo la loro conoscenza e soprattutto accedendo a missioni secondarie grazie alle quali rintracciare i codici Enigma e avere accesso ad ulteriori gustosissime missioni.</p>
<p>Una volta completato il gioco è possibile mettere alla prova le nostre abilità con il livello Mein Leben (a cui è dedicato anche un obiettivo da sbloccare): in pratica occorre riaffrontare tutto il titolo in un&#8217;unica sessione senza l&#8217;uso di salvataggi né checkpoint, con molti più nemici e il gioco settato alla difficoltà massima.</p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>Come accennato, un titolo prettamente improntato sull&#8217;esperienza single player, deve essere eccelso sotto molti punti di vista, soprattutto quello tecnico.<br />
Nei miei test ho vissuto esperienze frenetiche con i celebri 60fps quasi costanti, nonostante alcuni cali di tanto in tanto. A fronte di questa pecca, tuttavia, il motore <strong>id Tech 6</strong> (lo stesso di Doom e <a href="https://nerdando.com/2016/11/14/dishonored-2-stealth-allennesima-potenza/">Dishonored 2</a>) fa un lavoro assolutamente egregio: gli ambienti sono caratterizzati alla perfezione, uno spettacolo da vedere ed esplorare. L&#8217;ambientazione ucronica ha decisamente ispirato i game designer che hanno dato vita ad un affascinante connubio tra reminiscenze anni &#8217;40 e &#8220;innovazioni&#8221; anni &#8217;60.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19427" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_3.jpg" alt="Wolfestein 2" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_3-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wolfe2_3-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il comparto audio, le cui musiche sono state composte dal celebre <strong>Mick Gordon</strong> (Doom), è di primissima qualità. Anche il doppiaggio italiano svetta per immedesimazione e accompagna le oltre 40 ore di filmati nei quali ben 100 attori si sono prestati a sessioni di motion capture per regalare una trama profonda ed emozionate, da seguire dall&#8217;inizio alla fine.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Uno dei classici nei degli fps è la longevità del titolo. Una volta terminata l&#8217;avventura, difficilmente si torna a rigiocarla ancora.<br />
<strong>Wolfenstein II: The New Colossus</strong> si completa mediamente, in base alla difficoltà scelta, in una quindicina di ore. Tuttavia, come ricorderete dall&#8217;inizio della recensione, durante il flashback viene fatta una scelta morale fondamentale: questo ci assicurata un&#8217;intera nuova run per gustarsi il diverso arco narrativo.</p>
<p>Ma non è tutto: la trama, che spesso viene ad essere l&#8217;anello debole, qui è curata con grandissima attenzione e l&#8217;approfondimento psicologico di B.J. è una vera perla nel mare magnum dei personaggi stereotipati a cui si ispira; ma non solo: nonostante sia un titolo votato al massacro, le sequenze narrative sono ricche di ironia e umanizzazione, non un semplice riempitivo, quasi un film da gustarsi tra un livello e quello successivo.</p>
<p><strong>Wolfenstein II: The New Colossus</strong> è un titolo classico, quasi remoto rispetto a quelli a cui siamo abituati in questi ultimi anni.<br />
Il lavoro fatto da <strong>MachineGames</strong> e <strong>Bethesda</strong> dà nuova vita a questo genere, apre le porte per un seguito che inizierete ad aspettare nel momento stesso in cui lo completerete e riesce nell&#8217;impresa di unire una trama avvincente ad un gameplay da shooter frenetico. Il tutto anche grazie ad un villain davvero ben riuscito: <strong>Frau Engel</strong> sarà capace di farvi prudere le mani ad ogni apparizione.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Wolfenstein II: The New Colossus</strong> è il degno successore di The New Order, un fps dannatamente divertente.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.8]</h2>
<p>[amazon_link asins=&#8217;B07214VTH2,B072JZ6KN5&#8242; template=&#8217;ProductCarousel&#8217; store=&#8217;nerdandocom-21&#8242; marketplace=&#8217;IT&#8217; link_id=&#8217;02ed91ba-bd70-11e7-8cba-3bde1a0db5f5&#8242;]</p>
<h2>Trailer</h2>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/11/03/wolfenstein-ii-the-new-colossus-a-caccia-di-nazi/">Wolfenstein II: The New Colossus &#8211; A caccia di Nazi</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Get Even &#8211; Nel vortice della follia</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/06/24/get-even-nel-vortice-della-follia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2017 10:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Bandai Namco]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[First Person Shooter]]></category>
		<category><![CDATA[The Farm 51]]></category>
		<category><![CDATA[Walking Simulator]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Get Even" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Cole Black è un ex militare riconvertitosi al ruolo di security. Non sappiamo molto di lui, in partenza, se non che si trova nei pressi di un manicomio abbandonato dove una ragazza è stata rapita ed è tenuta prigioniera con una bomba legata al collo. Cole tenterà un&#8217;azione di infiltrazione per liberarla e salvarla, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Get Even" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16117" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1.jpg" alt="Get Even" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Cole Black</strong> è un ex militare riconvertitosi al ruolo di security. Non sappiamo molto di lui, in partenza, se non che si trova nei pressi di un manicomio abbandonato dove una ragazza è stata rapita ed è tenuta prigioniera con una bomba legata al collo. Cole tenterà un&#8217;azione di infiltrazione per liberarla e salvarla, ma non tutto va esattamente come previsto e la bomba esplode.<br />
Da questo momento inizia un vortice di follia fatto di ricordi frammentati, indizi da scovare e analizzare, ambienti opprimenti da esplorare e nemici da abbattere; il tutto nel disperato tentativo di ricomporre un intricato puzzle mnemonico, cercando di dare un senso a quanto Cole vive e rivive in prima persona, sperando infine di comprendere cosa sia realmente accaduto.<br />
In questo viaggio, fisico e mentale, Cole viene &#8220;aiutato&#8221; o per meglio dire &#8220;pilotato&#8221; da un misterioso figuro di nome <strong>Red</strong>, che ha innestato nel suo cervello un dispositivo che gli consente di esplorare i ricordi; sfortunatamente si tratta di un marchingegno prototipale e le tempeste mnemoniche, disorientanti già di per sé, spingono Cole verso un abisso di follia ed emozioni travolgenti, intaccando le convinzioni del protagonista, facendolo dubitare di cosa sia reale e cosa no, mescolando i propri ricordi con quelli altrui, annientandolo sotto il peso di sentimenti opprimenti come la colpa, il terrore, lo smarrimento.<br />
Esplorando queste simulazioni mnemoniche, guidati a far congetture dalla voce di Red, arriveremo a dubitare di noi stessi: <strong>chi è il paziente del manicomio, Cole o Red?</strong> Chi è la vittima e chi il carnefice? Sequenze altamente disturbanti ed emotivamente ricche di pathos ci accompagneranno per le 10/15 ore necessarie per completare questo titolo dall&#8217;altissimo potenziale emotivo.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p><strong>Get Even</strong> è un titolo che sfugge dalle normali classificazione dei videogame: è di base un <strong>gioco esplorativo</strong>, ma non disdegna le sezioni stealth né le contaminazioni da corridor shooter. In pratica è un sofisticato <strong>walking simulator</strong> in cui avremo modo di concentrarci sulla storia, grazie ad una narrazione solida ed intrigante, realizzata con grandissima cura ed attenzione per i dettagli.<br />
Una delle cose che caratterizzano il titolo in modo positivo è l&#8217;<strong>implementazione dello smartphone</strong> come strumento di analisi ed esplorazione. Potremo infatti usare il device, alternandolo alle armi, per consultare la mappa, illuminare il percorso, seguire tracce ematiche e soprattutto scannerizzare gli indizi, così da aiutarci nella nostra indagine e ricostruire la mappa mentale di quanto accaduto: accedendo ad un <em>loci et imagines</em> in cui vengono raccolti i frammenti mnestici, potremo rivedere i ricordi esplorati e, nel caso in cui riuscissimo a rintracciare tutti i frammenti, accedere ad nuovo livello mnemonico in cui scoprire ulteriori retroscena.<br />
A fronte degli aspetti esplorativi narrativi, che sono il cuore pulsante di <strong>Get Even</strong>, abbiamo come accennato la possibilità di scegliere come affrontare i nemici. Il titolo suggerisce un approccio stealth, ma nulla ci vieta di dar fuoco alle polveri e iniziare a sparare come forsennati. A tal proposito è interessante l&#8217;introduzione dell&#8217;arma &#8220;curva&#8221; che ci consente di colpire gli avversari da dietro gli angoli, sfruttando quindi comodi ripari e un&#8217;AI dei nemici decisamente poco accurata.<br />
Un&#8217;ultima parola va spesa per il protagonista del gioco, o meglio: i protagonisti. Quando tutto sembra ormai consolidato, infatti, ci troveremo a giocare nei panni di Red, e a rivivere i medesimi ricordi da un altro punto di vista. Scelta davvero intrigante, segno che gli sviluppatori non sono obbligati a seguire i soliti canoni prefissati e che esplorare nuove vie, sperimentare, è ancora possibile. Ed è altamente premiante.</p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>Tecnicamente parlando, <strong>Get Even</strong> è un titolo dalle due facce. Dal punto di vista grafico nulla da dire: gli ambienti sono ben disegnati e anche se talvolta il rendering non è di primissima qualità, stiamo comunque parlando di un titolo low budget, per il quale non si può certo storcere il naso. Anzi, alcuni scorci del manicomio sono davvero intriganti e lasciano il segno.<br />
Ma il vero punto di eccellenza per questo gioco sviluppato dai polacchi di <strong>The Farm 51</strong>, è sicuramente il <strong>comparto audio</strong>. La colonna sonora, composta dall&#8217;artista <strong>Olivier Derivière</strong> (Obscure, Alone in the Dark, The Technomancer, Remember me) è di primissimo ordine, superiore persino a tanti Tripla A con cui ho avuto a che fare. La soundtrack ha la capacità di farci immergere al 100% nell&#8217;orrore viscerale che il nostro protagonista sta vivendo. Un mix di musica elettronica ed orchestrale che sottolinea in modo perfetto i momenti più concitati, così come quelli esplorativi in cui ci stiamo avvicinando al clou e riesce a far salire l&#8217;ansia nel giocatore, scatenando scariche di adrenalina; per poi, magari, sparire di colpo con un sapiente mix cinematografico davvero da manuale.<br />
Da gustare rigorosamente in cuffia, senza distrazioni di sorta.<br />
Dopo le giustissime lodi, viene ora il momento di parlare di quelli che sono difetti macroscopici che affliggono questo titolo distribuito da <strong>Bandai Namco</strong>.<br />
Ho già accennato alla IA degli avversari: in effetti gli scontri sono piuttosto banalotti e ripetitivi, non è raro vedere i nemici alzarsi e abbassarsi dai ripari mettendosi a disposizione come avversari; oltretutto non hanno strategia di attacco o accerchiamento, si limitano a stare più o meno in zona, magari dietro qualche riparo.<br />
In queste sessioni, oltretutto, capita di vedere degli enormi cali di framerate, davvero un peccato.<br />
Alla luce di questi elementi, mi viene da domandarmi se non sarebbe stata una scelta migliore eliminare questa componente shooter e magari investire ancora un po&#8217; di risorse extra nel potenziamento della parte investigativa.<br />
Alla fine lo spara-spara non aggiunge nulla all&#8217;economia del titolo e anzi, risulta indubbiamente il suo lato più debole.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16118" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_2.jpg" alt="Get Even" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/get-even_2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Get Even</strong> è disponibile per PC, PlayStation 4 ed Xbox One al prezzo di 29,99 Euro.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Get Even</strong> è un first person shooter narrativo ed esplorativo, dalle tinte cupe e disturbanti. Un ottimo titolo da avere, anche se con qualche difetto tecnico su cui è comunque possibile chiudere un occhio.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.0]</h2>
<h2>Trailer</h2>
<iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/E9qQz0X7QYM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
<p>[amazon_link asins=&#8217;B06XXYHXB3,B06XZPPK18&#8242; template=&#8217;ProductCarousel&#8217; store=&#8217;nerdandocom-21&#8242; marketplace=&#8217;IT&#8217; link_id=&#8217;7216e08c-5827-11e7-aaab-55adf84a4bf1&#8242;]</p>
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		<title>Killzone Shadow Fall &#8211; Demo o potenziale inespresso?</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/04/02/killzone-shadow-fall-demo-o-potenziale-inespresso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 12:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[First Person Shooter]]></category>
		<category><![CDATA[FPS]]></category>
		<category><![CDATA[Games]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Killzone Shadow Fall è l&#8217;ultimo capitolo di una delle esclusive Sony più amate dai giocatori. First Person Shooter sviluppato da Guerrilla Games, fa parte di una saga che si basa sulla guerra tra gli abitanti del pianeta Vekta (i &#8220;buoni&#8221;) e gli Helgast (i &#8220;cattivi&#8221;), e vanta tre capitoli spalmati tra Ps2 e Ps3, oltre a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 968px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh4.googleusercontent.com/ZK8YbaPxzhHHXx5rfFmCOXJiCuY_Owqq0ecm6s0NWiQ=w958-h539-no" alt="Sei nel mirino!" width="958" height="539" /><p class="wp-caption-text">Sei nel mirino!</p></div>
<p>Killzone Shadow Fall è l&#8217;ultimo capitolo di una delle esclusive Sony più amate dai giocatori. First Person Shooter sviluppato da Guerrilla Games, fa parte di una saga che si basa sulla guerra tra gli abitanti del pianeta Vekta (i &#8220;buoni&#8221;) e gli Helgast (i &#8220;cattivi&#8221;), e vanta tre capitoli spalmati tra Ps2 e Ps3, oltre a qualche spinoff per console portatili Sony, ed il quarto capitolo &#8211; Shadow Fall, per l&#8217;appunto &#8211; è il primo gioco ad essere stato annunciato per la console next-gen, la Ps4. Come potevo esimermi dal comprarlo a malapena dopo due settimane dall&#8217;acquisto al day one (!) della nuova console Sony, considerando che la nuova arrivata stava assumendo le sembianze di un costoso soprammobile, data la carenza di giochi particolarmente interessanti al lancio? Ps Store, ti odio per la facilità con cui si può acquistare dalle tue parti.</p>
<p>La trama, elemento ben rappresentato nella saga, è ambientata ben 30 anni dopo il terzo capitolo (chiamato con notevole fantasia Killzone 3), e vede gli Helgast costretti a rifugiarsi sul pianeta Vekta &#8211; quello dei &#8220;buoni&#8221;, per intenderci &#8211; poiché in fuga dal loro pianeta Helgan, sull&#8217;orlo del collasso in seguito alla guerra avvenuta durante il terzo capitolo. Inspiegabilmente, questo comporta la deportazione dei legittimi abitanti di Vekta, che devono letteralmente sloggiare dalle case per far spazio agli Helgast. Ora, una domanda: ma se la diaspora degli Helgast è stata accettata dai capi di Vekta, che hanno dato il permesso al trasferimento, mi spiegate perché gli abitanti, precedentemente insediati nella zona ora dedicata ai nuovi &#8220;inquilini&#8221;, devono scappare per non essere ridotti ad un colabrodo dai poco simpatici Helgast? Avranno anche i loro motivi per essere incazzati, per carità, ma qualcosa mi sfugge. Comunque, il giovane Lucas Kellan, indovinate un po&#8217;, deve fuggire da casa sua perché è in uno dei quartieri destinati agli Helgast, e scappa assieme al padre, che, come in ogni buon cliché che si rispetti, perirà durante la fuga e lascerà in affidamento il giovane Lucas allo Shadow Marshall di nome Sinclair. Ovviamente (altro cliché), il militare non farà altro che trasformare il ragazzo in uno Shadow Marshall a sua volta, dando quindi modo a Lucas di diventare il protagonista dell&#8217;ennesima guerra tra gli abitanti di Vekta e i sempre poco carini Helgast, anche se (cliché n.3) non sempre il confine tra buoni e cattivi è chiaro. Durante lo svolgimento di Killzone Shadow Fall ci saranno dei colpi di scena, alcuni scontati, altri decisamente meno, con l&#8217;arrivo di un&#8217;aiutante inaspettata e un tripudio di miccette, botti e tricchettracche che ci accompagneranno fino al gran finale con annesso colpo di scena e potenziale cliffangher. Nulla di impressionante nel caso in cui abbiate seguito la serie Lost, ovviamente.</p>
<p>Non sono un fanatico degli FPS, ma non li disdegno neanche, ed ero quindi contento di poter provare la prima grande esclusiva Sony. Devo dire che Killzone Shadow Fall non è del tutto deludente, anche se si vede che la storia è stata un po&#8217; trascurata per far largo a ciò che realmente era nelle corde della casa nipponica: far vedere a tutti i muscoli della Ps4, lasciare a bocca aperta i giocatori e marcare il territorio nei confronti della meno potente (su carta) Xbox One. Ed è ciò che effettivamente succede! Ambientazioni da urlo, profondità di campo davvero sconfinata specie in alcuni livelli ambientati all&#8217;aperto o comunque con scorci mozzafiato, effetti di luce e particellari davvero belli, esplosioni e scontri a fuoco realistici: insomma, grafica di altissimo livello a tutto spiano. Questo è però accompagnato da una leggera &#8220;superficialità&#8221; del gameplay, che non convince fino in fondo, da una trama che è molto altalenante e da una sostanziale ripetitività di base che, in alcuni livelli, può annoiare. Bello invece il multiplayer, peccato che c&#8217;è gente che perde la propria vita a giocare ad FPS online e quindi non è carino essere ripetutamente killato senza molte possibilità di replica &#8211; ok, magari sono io quello scarso, ma che ci vogliamo fare se ho anche altri hobby?</p>
<p>Insomma, ritornando al titolo dell&#8217;articolo: Killzone Shadow Fall è sostanzialmente una grandiosa demo tecnica, che delizia davvero tanto gli occhi, ma che purtroppo non ha alle spalle un gioco eccezionale a supportarla. C&#8217;è da dire che ce lo aspettavamo tutti, che non si poteva desiderare molto da un gioco di lancio, che i giochi veramente completi sarebbero arrivati in seguito &#8211; e per fortuna sta accadendo&#8230; Però occasione sprecata, perché forse bastava poco per trasformarlo da gioco godibile a gran gioco. Helgast permettendo.</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: il robottino/drone, controllabile (in maniera interessante, in verità) tramite il touchpad presente sul pad Ps4, che vi accompagnerà lungo l&#8217;avventura. A volte vi salverà da morte certa, altre volte avrà l&#8217;utilità di una bomboniera di una prima comunione. E che vi scorderete più e più volte di avere a disposizione per cavarvi d&#8217;impaccio. </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/04/02/killzone-shadow-fall-demo-o-potenziale-inespresso/">Killzone Shadow Fall &#8211; Demo o potenziale inespresso?</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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