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	<title>Fionn Whitehead - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>5 motivi per vedere Dunkirk</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/09/15/5-motivi-vedere-dunkirk/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danilo "aliquis" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 10:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Christopher Nolan]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/Dunkirk.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16788" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/Dunkirk.jpg" alt="Dunkirk" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/Dunkirk.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/Dunkirk-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/Dunkirk-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/Dunkirk-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Abbiamo già parlato di <a href="https://nerdando.com/2017/07/25/dunkirk-semplicemente-la-guerra/"><strong>Dunkirk</strong></a> con il bell&#8217;articolo di <strong>Giakimo</strong>. Se però siete ancora titubanti di fronte alla possibilità di vedere l&#8217;ultima fatica di <strong>Christopher Nolan</strong> ed i trailer visti al cinema non sono riusciti ad incuriosirvi al punto da concedere una chanche al regista de &#8220;<strong>Il Cavaliere Oscuro</strong>&#8220;, ecco qui <strong>5 motivi</strong> che potrebbero spingervi a riconsiderare le vostre posizioni<strong>.</strong></p>
<h2>Ricostruzione storica</h2>
<p>Ogni occasione è buona per narrare della <strong>S</strong><strong>econda Guerra Mondiale:</strong> questo sembrano pensare i registi. Ebbene, <strong>Dunkirk</strong> è un film per certi versi diverso. L&#8217;ambientazione storica c&#8217;è e si fa sentire, ma essa diventa soltanto un mero scenario per indagare qualcosa di più profondo: la <strong>psicologia umana</strong>. Il modo minuzioso in cui vengono riprodotti i costumi ed i mezzi dell&#8217;epoca potrebbe inizialmente fuorviare, tanto è accurato. Gli aerei, le navi e, in generale, tutto quanto viene visto durante il film è letteralmente uscito dal <strong>1940</strong>, ma il tutto diventa soltanto il necessario contesto per meglio identificare la narrazione.</p>
<h2>Non il solito film di guerra</h2>
<p>Per quello che si vede, non credo che l&#8217;ultima fatica di <strong>Nolan</strong> potrebbe essere realmente considerata come appartenente al genere dei <strong>film di guerra</strong>. Come detto sopra, la guerra non è altro che un mezzo per mostrare l&#8217;uomo durante la criticità del momento. Attraverso le tre storie che vengono a comporre i vari aspetti della trama, il regista ha voluto mostrare la reazione umana ai momenti di crisi e lo ha fatto maledettamente bene. Le scelte, le reazioni ed i comportamenti non fanno altro che evidenziare i diversi modi di affrontare <strong>l&#8217;orrore della guerra</strong>, con le debolezze, i traumi e le paure che inevitabilmente accompagnano chiunque e rischiano di far dimenticare chi si è davvero.</p>
<h2>La suspense</h2>
<p><strong>Nolan</strong> si mostra maestro dell&#8217;attesa. Nella pellicola, per una precisa scelta, il nemico non viene mostrato eppure fa sentire la propria costante presenza. Allo stesso modo, lo spettatore sa e si aspetta quello che succederà, ma non riesce ad evitare di trattenere il fiato nelle scene di più alta tensione. Una regia sapiente quanto basta regala momenti di <strong>adrenalina</strong> pura, ben più di molti film <strong>horror</strong> in circolazione, con salti sulla poltrona, partecipazione emotiva e immedesimazione psicologica da parte dello spettatore che di certo non mancano. A tutto questo, poi, contribuisce la scelta di mostrare un&#8217;ambientazione spoglia di qualsiasi elemento superfluo. La messa in scena di una spiaggia così vuota non fa altro che enfatizzare l&#8217;incredibile <strong>solitudine</strong> che si potrebbe provare nello stare lì, ad attendere un destino che ancora non si conosce, in compagnia di persone che si conoscono e, allo stesso tempo, non si conoscono.</p>
<h2>Le interpretazioni</h2>
<p>Il cast vanta grandi nomi quali <strong>Kenneth Branagh</strong>,<strong> Cillian Murphy</strong> e<strong> Tom Hardy</strong>, che sono già una garanzia per qualsiasi esigente cinefilo. Tuttavia non sono soltanto loro a reggere sulle proprie spalle il peso di una pellicola molto incentrata sulla caratterizzazione dei personaggi. <strong>Fionn Whitehead</strong> regala al pubblico una grande interpretazione nei panni di <strong>Tommy</strong>, pur restando praticamente muto per gran parte del film, così come un insospettabile <strong>Harry Styles</strong> (membro dei <strong>One Direction</strong>, per capirci) mostra una maturità attoriale notevole in un ruolo niente affatto facile. Un cast che, quindi, la fa da padrone e costituisce senza alcun dubbio uno dei punti di forza di tutta la pellicola, che, con attori meno capaci o meno ispirati, avrebbe perso molta qualità e, in fondo, anche molto senso.</p>
<h2>Premi Oscar</h2>
<p>Un film che potrà piacere o non piacere ma che, per quanto riguarda la realizzazione, ha qualcosa da dire. Sono quasi certo che troveremo <strong>Dunkirk</strong> tra le diverse candidature (soprattutto nelle categorie tecniche) dei prossimi <strong>Academy Awards</strong>. Ho già detto della minuziosa ricostruzione che ha accompagnato  la realizzazione della pellicola, ma anche la fotografia e (a tratti) la regia sono in grado di regalare emozioni. Non sono un grande fan di <strong>Christopher Nolan</strong>, quindi non posso osannarne la direzione, tuttavia, il regista ha delle frecce nel proprio arco e, in questa occasione, non esita ad usarle.</p>
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		<title>Dunkirk &#8211; Semplicemente, la guerra</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/07/25/dunkirk-semplicemente-la-guerra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2017 12:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Christopher Nolan]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16788" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/Dunkirk.jpg" alt="Dunkirk" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/Dunkirk.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/Dunkirk-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/Dunkirk-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/Dunkirk-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p>Una persona normale potrebbe chiedersi, &#8220;ma che vuol dire <strong>Dunkirk</strong>? Perché il nuovo film di <strong>Christopher Nolan</strong> si chiama così?&#8221;.<br />
Allora, Dunkirk (o Dunkerque in italiano) è una <strong>città dell’estremo nord della Francia</strong>, vicinissima al confine con il Belgio, che è poi la ragione per cui ci sono stato qualche mese fa (ed è anche per questo che <strong>il film l’ho già visto</strong>, perché qui in Belgio è uscito il <strong>19 luglio</strong>).<br />
Tornando alla domanda iniziale, dubito che Nolan realizzi pellicole basate sulle mie vacanze, quindi il motivo è un altro ed è <strong>la guerra</strong>.</p>
<h2>La storia siamo noi</h2>
<p>All&#8217;inizio della<strong> Secondo Guerra Mondiale</strong> i tedeschi avevano sconfitto e conquistato mezza Europa, compresa la Francia. Tutta? No! Una piccola città vicina al Belgio resiste ancora all&#8217;invasione: <strong>Dunkerque</strong> (scusate la citazione di Asterix). Lì si era ammassato tutto l’<strong>esercito britannico</strong> ancora nel continente.</p>
<p><strong>400.000 uomini</strong> da evacuare prima che i tedeschi finissero la conquista della Francia. Bisognava, in sostanza, <strong>salvare l’esercito britannico</strong> che rischiava di essere annientato prima ancora che potesse effettivamente combattere.</p>
<h2>I’m a survivor</h2>
<p>Su questo <strong>avvenimento storico famosissimo nel Regno Unito</strong> si basa il film. Dico subito che la pellicola sta <strong>tutta qui</strong>, nell&#8217;avvenimento storico descritto sopra. Non ci sono wormholes, sogni dentro sogni o altri cose irreali. C’è solo la guerra e il tentativo di salvarsi dei soldati. Delusi? Non dovreste esserlo.</p>
<p>Spesso una critica che si fa a Nolan è quella di creare <strong>film belli da vedere ma con poco da dire</strong>, o quantomeno goffi nel dirlo (Inception è quasi paradigmatico in questo). Qui Nolan decide di eliminare praticamente del tutto <strong>qualsiasi backstory</strong> e <strong>qualsiasi distrazione</strong> per concentrarsi unicamente su quello che succede nel corso della ritirata.</p>
<p>L’azione è divisa in <strong>tre tronconi</strong>. Il primo e fondamentale è quello dei soldati a Dunkerque. Seguiamo <strong>quasi esclusivamente</strong> i tentativi del soldato Tommy (Fionn Whitehead) di salvarsi. Nelle altre due linee narrative vediamo uno squadrone di <strong>Spitfire</strong> difendere il canale della Manica e <strong>una nave di civili</strong> che cerca di arrivare a Dunkerque per salvare dei soldati (fatto storico).</p>
<p>Tutti i tronconi sono complementari e collegati e servono principalmente a Nolan per allargare <strong>l’affresco narrativo della ritirata</strong>. Dunkirk infatti <strong>non ha un vero protagonista</strong>, ma non è nemmeno <strong>un film corale</strong>, nonostante la presenza di tanti attori anche famosi (come Tom Hardy, Cillian Murphy, Kenneth Branagh, Mark Rylance e Harry Styles degli One Direction). Ci sono molti personaggi, ma poche situazioni e pochissimi dialoghi.</p>
<p>Eppure non annoia neanche per un secondo, anzi.</p>
<p>Abbandonando quasi del tutto gli <strong>orpelli narrativi</strong> (tranne uno che non vi svelo), il film si concentra unicamente sulla <strong>sopravvivenza</strong> dei soldati e sul terrore nel quale stanno vivendo. La tensione è praticamente <strong>senza sosta</strong>, dal primo fotogramma fin quasi alla fine. Certo, aiuta la corta <strong>durata della pellicola</strong> (solo 106 minuti, è la più breve di Nolan), ma non è un risultato scontato. Ho passato tutta la visione in ansia e in tensione e, come me, anche gli amici che mi hanno accompagnato al cinema.</p>
<p>Perché Dunkirk non parla <strong>della guerra</strong>, Dunkirk ti butta <strong>nella guerra</strong>.</p>
<h2>Terrore senza volto</h2>
<p>Sapete da chi scappavano i soldati a Dunkirk? Ecco se non lo sapete, <strong>non lo saprete guardando questo film.</strong> I tedeschi non si vedono mai. Eppure ci sono e sono terrorizzanti. Perché in guerra non vedi chi ti colpisce, ma lo senti. E quando sei bloccato su una spiaggia nel nord della Francia non puoi nemmeno provare a combattere, <strong>devi solo nasconderti</strong>.</p>
<p>Nolan lo sa e ci mostra <strong>la guerra ad altezza zero</strong>. Niente tattica, niente stanza dei bottoni, niente stacco sui nemici, niente mamma che aspetta a casa. Per 106 lunghissimi minuti siamo bloccati su una spiaggia o siamo nel canale della Manica e non sappiamo nient’altro. <strong>Manca qualsiasi retorica</strong>, sia contro che a favore della guerra (tranne che per gli ultimi cinque minuti che per me infatti stonano un po’, ma in confronto a certi prodotti americani non è niente).</p>
<p>In sostanza, Nolan ha realizzato <strong>un film di guerra</strong>, ma in pratica è quasi più <strong>un film dell’orrore</strong> con il nemico invisibile che potrebbe essere un mostro o una colonia di alieni, ma siccome siamo nel 1940 in Europa, sono i tedeschi.</p>
<p>Per realizzare tutto questo non <strong>basta una grande regia</strong> (che c’è), ma ci vuole anche un comparto tecnico all&#8217;altezza e tra gli aspetti che più mi hanno colpito c’è stato un uso del <strong>sonoro</strong> e della <strong>musica</strong> (del solito Hans Zimmer) incredibile, che praticamente da soli creavano tensione e ansia.</p>
<p>Inoltre, non solo il film non ci mostra mai i nemici, ma essendo un PG-13 (cioè per tutti) non è <strong>nemmeno violento</strong>, cosa che all&#8217;inizio mi fece storcere il naso ma che non pesa assolutamente. Non è il sangue o lo sbudellamento che terrorizzano o descrivono al meglio la guerra. Basta semplicemente saper mostrare (o non mostrare) quello che serve.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Il film più minimalista di Nolan, <strong>Dunkirk</strong> stupisce e colpisce perché non c’è niente di più angoscioso della battaglia per la sopravvivenza.</p>
<h2>Trailer</h2>
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