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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Due chiacchiere con: SparkeR (Pro di Valorant)</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/07/16/due-chiacchiere-con-sparker-pro-di-valorant/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo "Fedro" Fedrizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2020 12:00:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="SparkeR" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Come non tutti saprete, sono sempre stato interessato al mondo dell&#8217;Esport, in questo periodo mi sto proprio infognando con Valorant. Studiando il gioco e i giocatori in Italia mi sono imbattuto in SparkeR, un ex CS:GO proplayer che ora è finito a giocare all&#8217;FPS tattico di Riot Games. Un tizio molto simpatico, un po&#8217; ritardatario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="SparkeR" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-37302" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone.jpg" alt="SparkeR" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/sparkerone-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Come non tutti saprete, sono sempre stato interessato al mondo dell&#8217;<strong>Esport</strong>, in questo periodo mi sto proprio infognando con Valorant.</p>
<p>Studiando il gioco e i giocatori in Italia mi sono imbattuto in <strong>SparkeR</strong>, un ex CS:GO proplayer che ora è finito a giocare all&#8217;FPS tattico di Riot Games.</p>
<p>Un tizio molto simpatico, un po&#8217; ritardatario (se leggi questo articolo, dovevo citare questa piccolezza), ma è valsa la pena di aspettare per scambiarci due chiacchiere.</p>
<p><strong>Fedrizzi: Ciao, Sparker, benvenuto su Nerdando!</strong></p>
<p><strong>Sparker</strong>: Ciao, non sono mai stato bravo a fare le presentazioni, ma ci provo ugualmente: sono Marco, AKA SparkeR, pro di CS:GO, adesso sto facendo il tentativo di entrare nel progaming di Valorant e di portare anche un contenuto, uno streaming, che possa aiutare la community a crescere, soprattutto a livello competitivo, nel mondo dell&#8217;fps tattico di Riot Games. Questo sono io, così al volo proprio.</p>
<p><strong>F: Allora, partiamo dal basso, dall&#8217;antico per meglio dire, quando e come sei arrivato al proplaying di CS? </strong></p>
<p><strong>S:</strong>Bella domanda, diciamo che io <strong>sono sempre stato attratto dai videogiochi</strong> in generale, fin dalla prima PS1, da Crash Bandicoot, da Tekken 3, da Final Fantasy, ma anche da nintendo, ho addirittura pianto dopo aver finito il primo Pokémon quindi ero molto emozionato per i videogiochi. Poi, all&#8217;età di 13/14 anni, ho avuto la fortuna di conoscere degli amici che avevano già PC e linee decenti, mentre io non avevo nulla, e giocavano a questo <strong>Counter Strike Source</strong>, e io sono finito a giocare con loro, e mi divertivo un sacco, di conseguenza uno dei miei amici me lo ha regalato e ha detto &#8220;ok, provalo&#8221;. Ho fatto un mini PC con cui facevo 30 fps a pedali e mi sono messo a giocare con loro nel famoso Clan Italy e ci divertivamo, c&#8217;era una varietà di età paurosa, ma riuscivamo a divertirci comunque. Rispetto a tanti altri, però, mi sono accorto che avevo  in me una vena competitiva non ignorabile, io non volevo divertirmi, io volevo ararli e vincere le partite. Questa cosa non andava genio proprio a tutti, molti mi dicevano che ero troppo competitivo. Counter Strike Source faceva un po&#8217; schifo, perciò ci spostammo su League of    Legends, per poi tornare su CS, quando uscii Global Offensive: era un periodo in cui stavo lavorando, studiavo e avevo la ragazza, non riuscivo a dedicarci molto tempo. All&#8217;improvviso invece, dopo un anno, mi lascio e finisco di lavorare, comincio a giocare tanto a CS:GO di sera tardi e mi riparte la vena competitiva: in ogni momento della mia giornata pensavo a strategie, a come avrei potuto  giocare meglio quel round, agli errori ed alle tattiche. Sentivo proprio che quella era la mia strada, infatti da lì a un mese mi sono impegnato giocando tutti i minuti possibili, ho incontrato italiani più forti di me sulla carta, mi hanno invitato a giocare con loro in mixed, giocando con loro ho notato che li distruggevo, quindi sono iniziate le mie  vicende con diversi team italiani e dopo un anno mi sono ritrovato campione italiano, avverando il mio sogno di dominare il paese. Solo che da lì è arrivata la voglia di dominare il resto, cosa per nulla facile, soprattutto qui. Quindi mi sono ritrovato a giocare a Valorant, perché la scena italiana di CS è defunta.</p>
<p><strong>F:Stavi continuando a giocare a CS o lo avevi mollato del tutto? E, soprattutto, cosa è successo quando è arrivato</strong><strong> Valorant?</strong></p>
<p><strong>S:</strong> Prima di Valorant giocavo ovviamente fisso a Counter Strike, solo che non portava i risultati sperati, diciamo che la competizione estera è due spanne sopra a quella italiana, poi ad esempio, nella lega spagnola, otto giocatori su dieci prendono uno stipendio serio, da professionisti, sopra ai 1400/1500, gente che riesce a dedicare anche otto ore al giorno al teamplay, mentre noi giocavamo con uno stipendio base, davvero molto basso, dedicando al massimo quattro ore al giorno, se andava bene. Difficile dedicare più tempo, se una persona deve anche lavorare. Quindi, la novità di Valorant è stata perfetta per me soprattutto, perché era il momento giusto di cambiare, di fare il salto. Diciamolo, CS in Italia sta facendo il flop, gli streaming di CS in Italia fanno quaranta spettatori al massimo e quindi vedere un FPS tattico, sviluppato da un&#8217;azienda che nel nostro stato tira e che ci tiene, come si nota da come viene gestito il marketing e tutto il resto, l&#8217;ho vista come un&#8217;occasione imperdibile, che voglio sfruttare.</p>
<p><strong>F: Secondo te, per quello che hai visto fino ad ora, Valorant potrebbe essere la strada che porterà l&#8217;Italia a contare qualcosina di più negli Esports, almeno a livello europeo?</strong></p>
<p><strong>S:</strong> Penso proprio di sì, credo che non sarà un salto immediato, ma penso che porterà un sacco di gente a pensare il casual gaming in modo più competitivo. Sì, c&#8217;è il giocare con amici e il trollare, ma esiste anche un lato in cui la gente ride, scherza, piange, prende le botte, si rialza, compete e vince. Quello che manca all&#8217;Italia, secondo me, è questo tipo di mentalità competitiva, che farebbe davvero bene, perché è il bello degli esports. Ed è per questo che abbiamo creato il progetto di nome &#8220;la corsa&#8221;, in modo da invogliare la community a competere e arrivare Radiant prima di noi Pro.</p>
<p><strong>F: Qual è la tua voglia di giocare nel competitivo di Valorant? Esistono già dei Team o delle leghe nazionali a cui </strong><strong>saresti interessato?</strong></p>
<p><strong>S:</strong> Di team già in piedi c&#8217;è quello di Kaiden (mio ex teammate di CS), full italiano (Morphie, Omega, Kaiden, SimOZ, Lando, BardOZ) che stanno giocando scrim con team top europei e credo proprio che porteranno dei risultati, perché conosco Kaiden e so quanto si impegna. Per quanto riguarda invece il mio team a livello competitivo, ho solo creato una piccola rimpatriata di CS tra amici che giocavano con i Forge, per giocare un torneino di beneficenza spagnolo. Io spero davvero che ci facciano sapere presto, riguardo a possibili leghe nazionali, io penso che PG Esports si butterà, visto che stiamo parlando di un titolo Riot, loro gestiscono LoL, quindi penso ci metteranno un piede, e lo spero, visto che hanno dimostrato grande organizzazione. Spero che anche ESL si stacchi da CS e approdi a Valorant. Riot è stata chiara, i tornei si possono fare, basta chiedere l&#8217;autorizzazione, quindi speriamo che si crei una scena competitiva decente.</p>
<p><strong>F: Sei vissuto di Proplaying? o hai fatto anche altro?</strong></p>
<p><strong>S:</strong> Vivere e Proplayer sono due concetti che in Italia non possono coesistere, purtroppo. Io ho cercato di vivere di Proplaying, ma era più un sopravvivere: uno streamer piccolo guadagna più di un Pro, quindi ho fatto anche altro, lavori normali: il cameriere, l&#8217;addetto all&#8217;autolavaggio, però la passione è la passione, quindi preferisco provarci e fare sacrifici, piuttosto che arrivare troppo tardi e rimpiangere di non averci provato.</p>
<p><strong>F: Parliamo di streaming, come ha cambiato la tua carriera? Sta anche cambiando il tuo modo di giocare?</strong></p>
<p><strong>S:</strong> Diciamo che è stato un cambiamento in positivo gigantesco, io non me lo sarei mai aspettato, ho iniziato a streammare per puro caso: ero a Terracina, dovevamo fare il solito torneo settimanale spagnolo, ed improvvisamente cade la linea, senza tornare per un giorno. Così ho scoperto che la centrale di Terracina aveva preso fuoco, sul momento ho pensato fosse sfiga, invece mi ha costretto a venire in Qlash House, dove c&#8217;era Paolocannone, siamo diventati grandi amici e mi ha chiesto: &#8220;perché non provi a streammare?&#8221;, non so farlo, dicevo io, poi il giorno dopo ho iniziato e mi sono trovato molto bene. Ho questa sorta di seconda personalità che si attiva quando accendo la telecamera, da tranquillo passo a questo &#8220;secondo me&#8221; che mi piace un sacco, perché è il me che voglio essere, è il me che sta con gli amici e si diverte. Quindi sì, ha cambiato la mia carriera in maniera tale che non finirò mai di ringraziare Paolo ed i Qlash,<br />
ma anche il piromane che ha acceso la centrale di Terracina. Il modo di giocare è cambiato in maniera particolare, sono sempre competitivo, ma cerco sempre di pensare al ragazzo che passa per il mio streaming, per dargli uno scorcio di com&#8217;è la mentalità competitiva, non voglio urlare e bestemmiare, quelle cose non mi piacciono, lo streaming mi aiuta anche di più a controllarmi, se penso a chi mi guarda, mi viene molto più difficile perdere le staffe.</p>
<p><strong>F: Questo sentirti come se fossi tra amici, non ti toglie qualcosa alla concentrazione?</strong></p>
<p><strong>S:</strong> Io pensavo che lo streaming fosse una distrazione, per le prime volte lo è stato, ma solo perché dovevo capire meglio come funzionava. In realtà ho notato che il mio cervello fa questi tagli, proprio degli switch di mentalità, da quando guardo lo schermo con la chat a quando passo al gioco: da amichevole passo a concentrato e competitivo. Certo, a volte mi deconcentro, ma generalmente è perché sono cotto: sono umano, finché non cambio qualcosa.</p>
<p><strong>F: Ci siamo, ultima domanda di prassi, qualche consiglio che daresti a chi vorrebbe intraprendere la tua stessa strada: quella </strong><strong>del proplayer/streamer?</strong></p>
<p><strong>S:</strong> EH&#8230; bella domanda, consigli che posso dare, sicuramente concentrarsi prima di tutto sullo studio, prima di voler intraprendere una strada così complicata, crearsi praticamente due strade: lo studio è una strada sicura, che porterà sicuramente dei risultati, mentre questa ha tantissime buche, può stressare mentalmente, non avere un piano B pronto può farti riversare tutto lo stress nel gioco, cosa che uccide le tue performance. Anche a me è successo, quindi sconsiglio a tutti di puntare il 100% su questa strada, si inizia con due strade e si portano avanti entrambe, ad esempio, quando GUGLi è diventato top 10 mondo, stava studiando ingegneria a Londra. Diciamo che non deve esserci quel blocco del tipo: &#8220;sto giocando/studiando, quindi non posso fare altro&#8221;, si possono fare entrambe le cose. Quindi il consiglio è due strade, studiate e impegnatevi nel gioco, giocare a caso non serve a nulla, piuttosto guardate le persone forti giocare, studiate come e perché fanno determinate cose o prendono determinate decisioni. Per esempio, io mi mettevo a guardare i pro con un quadernetto e mi facevo sempre un sacco di domande.<br />
Per quanto riguarda invece lo streaming, penso, nel mio caso, sia relativo alla carriera da proplayer, iniziare con Twitch da zero, senza portare un contenuto specifico/innovativo, non porterà mai da nessuna parte.</p>
<p><strong>F: A proposito di guardare gente che sa giocare, dove possiamo trovarti?</strong></p>
<p><strong>S:</strong> Sicuramente ogni giorno su <a href="https://www.twitch.tv/sparkercs">Twitch</a> dalle 15 e dalle 21, lì ci sono sempre tranne il giovedì, anche se ultimamente non me lo sto prendendo.<br />
Più in generale potete trovarmi su <a href="https://twitter.com/SparkeRcs">Twitter</a> e <a href="https://www.instagram.com/marco_sparker/">Instagram</a>, dove dico cose e faccio sapere se sono ancora vivo.</p>
<p><strong>F: Bene, grazie mille per questa intervista, che è stata estremamente interessante.</strong></p>
<p><strong>S:</strong> Grazie a te</p>
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		<title>Il mondo degli esports dall&#8217;interno. A 37 anni.</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/05/16/il-mondo-degli-esports-dallinterno-a-37-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 12:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[ESL]]></category>
		<category><![CDATA[Fifa]]></category>
		<category><![CDATA[Legends of Runeterra]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/tencar-pro-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/tencar-pro-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/tencar-pro-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/tencar-pro-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/tencar-pro-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/tencar-pro.jpg 1066w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Sono stato sempre incantato dal mondo degli esports e non sono uno di quei bacchettoni nostalgici che urlano la loro indignazione perché &#8220;ah, se tutto questo ci fosse stato ai miei tempi chissà come sarebbe andata&#8221;. No. Sono davvero molto felice per tutti i giovani che, in questi anni, possono vivere delle loro passioni e [&#8230;]</p>
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<strong>No</strong>.<br />
Sono davvero molto felice per tutti i giovani che, in questi anni, <strong>possono vivere delle loro passioni</strong> e competere su grandi palcoscenici con la cornice di pubblico che meritano.</p>
<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-36461" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/ifgn.jpg" alt="" width="800" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/ifgn.jpg 800w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/ifgn-300x225.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/ifgn-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h2>
<h2>Il passato</h2>
<p>Nei primi anni 2000 ho visto il mondo degli esports<strong> da spettatore</strong> e poi, con un po&#8217; di fortuna e tanto impegno, sono riuscito a ritagliarmi uno spazio in <strong>alcuni team di PES</strong>, partecipando a tornei organizzati da ESL, arrivando perfino in <strong>EPS</strong> (ESL Pro Series, praticamente la <strong>Serie A</strong> per chi giocava in quel periodo) e presenziando a eventi live che mi emozionarono tantissimo: calcare un palco, segnare gol e vincere mentre la partita andava sul maxischermo alle mie spalle fu parecchio eccitante.</p>
<p>Dopo due anni passati a giocare, ho cambiato ruolo dedicandomi <strong>all&#8217;organizzazione</strong>, diventando <strong>Team Leader</strong> della squadra di <strong>PES regionale</strong> (evviva l&#8217;Abruzzo) e di quella <strong>nazionale</strong> di <strong>FIFA 09</strong>, per poi mollare tutto a marzo 2009 perché dovevo laurearmi e cercare un lavoro, non potevo permettermi distrazioni di sorta in quei delicati mesi che avrebbero deciso il mio futuro (scelta di cui non mi sono mai pentito; se adesso sono arrivato a questo punto, devo tutto alla mia lungimiranza). C&#8217;è però qualcosa che mi ha sempre innervosito: il videogiocatore era visto come una persona che<strong> perdeva tempo in attività troppo frivole</strong> per un <em>adulto</em>.</p>
<p>Da allora, tra eventi vari e competizioni online, mi sono trasformato semplicemente in <strong>uno spettatore</strong>, non essendomi più interessato a partecipare attivamente a qualche torneo finché&#8230;</p>
<h2>Il presente</h2>
<p>&#8230;finché non ho iniziato, negli scorsi mesi, a giocare a <strong>Legends of Runeterra</strong>. La competizione mi è sempre piaciuta e mi mancava, per quello ho continuato anche a partecipare alle <strong>Weekend League</strong> di <strong>FIFA</strong> in silenzio.<br />
Scalare i vari rank partendo dal basso, pensare a carte e strategie mi ha fatto tornare in mente i tempi che furono: mi sono messo in testa di provarci, ancora una volta, nonostante l&#8217;età. Ma non volevo fermarmi ai giochi di carte perché sono sempre stato un tipo che <strong>apprezza l&#8217;azione</strong>.</p>
<p>Capita che il 7 aprile 2020 viene rilasciato da <strong>Riot</strong> (e sì, sempre loro) <strong>Valorant</strong>, FPS tattico competitivo che mi ha ricordato da vicino <strong>Counter-Strike</strong>, i tempi dell&#8217;università e le prime partite online con gli amici.<br />
Vedendo le live di famosi streamer, sentivo la febbre crescere dentro. Volevo nuovamente scendere in campo.</p>
<p>Certo, stavolta non sono partito completamente da zero &#8211; anzi &#8211; dato che Nerdando ha una <strong>bella community</strong> composta da player appassionati e così, in men che non si dica, mi sono ritrovato a capo di un team che avrà l&#8217;onore di partecipare al <strong><a href="https://nerdando.com/2020/05/06/valorant-revolt-un-torneo-dedicato-al-nuovo-fps-di-riot/">Valorant Revolt</a></strong>, importante torneo organizzato dal nostro network <strong>Dive Esports</strong> e supportato da <strong>Logitech</strong>, che arriva proprio pochi giorni dopo il Twitch Rivals a cui ho assistito e nel corso del quale ho sentito, soltanto guardando i match, l&#8217;adrenalina tornare a pompare.</p>
<p>Adesso, da qualche giorno, ho iniziato <strong>gli allenamenti con la mia squadra</strong>. Allo stato attuale, non so come andrà la manifestazione, d&#8217;altronde ci troveremo di fronte dei professionisti di lungo corso, ma sono certo che mi emozionerò come è capitato quando ero ragazzino. Si torna nel mondo dei pro. <strong>A 37 anni</strong>.</p>
<p>D&#8217;altronde, mi sento anacronistico anche <a href="https://www.twitch.tv/nerdando"><strong>su Twitch</strong></a>, perché non dovrei vedere cosa vuol dire adesso competere con giocatori di alto livello?<br />
Certo, devo imparare le mappe, i termini, stare dietro a gente più giovane e che va a mille rispetto a me, che dovrà stare però attenta alle mille domande che porrò per capire basi e meccanismi che mi permettano di avere delle performance quantomeno decenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-36462" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/tencar-pro-1.jpg" alt="" width="1066" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/tencar-pro-1.jpg 1066w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/tencar-pro-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/tencar-pro-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/tencar-pro-1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1066px) 100vw, 1066px" /></p>
<h2>Il futuro</h2>
<p>Come mi piace dire sempre, in questi casi, &#8220;<strong>chi vivrà, vedrà</strong>&#8220;.</p>
<p>Dopo l&#8217;annuncio della nostra partecipazione al Valorant Revolt abbiamo avuto tanti contatti e molti nuovi ingressi nel <strong><a href="https://nerdando.com/discord">server Discord</a></strong> che ci lasceranno organizzare qualcosa nei prossimi mesi.</p>
<p><strong>Stay tuned</strong>, dunque: questo è solo l&#8217;inizio!</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/05/16/il-mondo-degli-esports-dallinterno-a-37-anni/">Il mondo degli esports dall&#8217;interno. A 37 anni.</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Aki (Proplayer di LoL)</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/08/23/due-chiacchiere-con-aki-proplayer-di-lol/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo "Fedro" Fedrizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 12:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[Team Forge]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Aki League of Legends" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Di solito, vivendo in paesi come il mio, in montagna e lontano da tutti, non si è vicini a centri E-sportivi importanti o a gaming houses, ma questa volta, ho avuto la fortuna di conoscere, per caso, ad una festa, il signor Daniel Lauri (alias Aki) un giocatore professionale di League of Legends, un noto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Aki League of Legends" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31763" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki.jpg" alt="Aki League of Legends" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Di solito, vivendo in paesi come il mio, in montagna e lontano da tutti, non si è vicini a centri E-sportivi importanti o a <em>gaming houses</em>, ma questa volta, ho avuto la fortuna di conoscere, per caso, ad una festa, il signor <strong>Daniel Lauri</strong> (alias <strong>Aki</strong>) un giocatore professionale di League of Legends, un noto MOBA.</p>
<p>Grazie a questo fortuito incontro ho, successivamente, avuto l&#8217;opportunità di intervistarlo, per capire un po&#8217; meglio il mondo di cui fa parte.</p>
<p><strong>Lorenzo: Ciao a tutti, oggi siamo qui con Aki. La prima domanda che volevo farti è chi sei? qual è la tua storia?</strong><br />
<strong>Aki</strong>: Ciao a tutti, mi chiamo Daniel, ho 20 anni e sono un ragazzo di Bolzano e sono un giocatore di <strong>League of Legends</strong>. Diciamo che la mia passione per i videogiochi è iniziata dalla tenera età. Fin da quando avevo cinque o sei anni, mi è sempre interessato il computer e tutto ciò che ci girava intorno. La prima passione è arrivata attorno alle medie, quando mi sono interessato di grafica 3D, grazie a questo interessamento sono entrato in una community di MMORPG e con quelli mi sono interessato sempre di più al mondo dei videogiochi, finché ho incominciato a giocare a League of Legends, grazie a mio fratello, che mi ha instillato la passione. Ora sono qui a giocare, in questo ambito che si sta allargando sempre di più.</p>
<p><strong>L: Come mai il tuo nickname? come mai proprio Aki?</strong><br />
<strong>A</strong>: Beh è una storia molto molto lunga, allora, il nome che usavo sui MMORPG (tra cui Metin 2) era Yuxe , ma c&#8217;era questa moda, di quel periodo, in cui si usavano un sacco di nomi  secondari, denominati AKA, e io ne usavo un sacco di diversi per non farmi riconoscere da altri giocatori, e ne avevo così tanti che ho deciso di chiamarmi Aki (come plurale italianizzato di AKA).</p>
<p><strong>L: Ecco, tu prima mi hai detto che sei un giocatore, diciamo <em>proplayer</em> di League of Legends, vuoi spiegare il concetto di E-sport e, in particolare, la correlazione con il tuo LoL?</strong><br />
<strong>A</strong>: E-sports: eh, beh la mia definizione è, domanda molto difficile. Sicuramente nell&#8217;E-sport c&#8217;è competizione, però c&#8217;è anche, nel caso di LoL, gioco di squadra, ma anche miglioramento ed allenamento continuo. Ovviamente ci sono altre discipline di E-sport, come Starcraft II o simili, dove, ovviamente, questa componente non è per nulla rilevante, però non so esattamente se si può dare una definizione corretta di E-sport. Per quanto riguarda LoL, è un MOBA (Multiplayer Online Battle Arena), in questo gioco ci sono dieci campioni, cinque per squadra, ci sono due squadre. Questi campioni si combattono per raggiungere l&#8217;obiettivo finale che è il Nexus (posizionato nella base nemica). Il primo team che distrugge la base nemica vince, è un gioco di strategia, un gioco che richiede riflessi, tanto allenamento mentale e un grande lavoro di squadra.</p>
<p><strong>L: Bene, ora che mi hai raccontato tutte queste cose, tu come hai scoperto di essere portato per questo gioco?</strong><br />
<strong>A</strong>: Aaah, beh diciamo che, come ti dicevo, ho iniziato a giocare con mio fratello e il suo gruppo di amici, tutti più grandi di me di circa due anni, quando sono arrivato mi pare che i ragazzi fossero bronzo o argento.<br />
(<em>nota dell&#8217;autore: i rankings su LoL sono in ordine: Ferro, Bronzo, Argento, Oro, Platino, Diamante, Master, Granmaster e Challenger</em>).<br />
Dopo il primo anno di gioco, che mi pare fosse metà o fine stagione 3, ho subito notato che riuscivo a distaccarmi, dal punto di vista del rank, dai miei amici e da mio fratello. Infatti li ho subito raggiunti ed sono arrivato anche in lega oro e poi in lega platino, da quel momento questo gruppo di amici si è sciolto, perché ero troppo forte per giocare con loro. Per ora sono sempre arrivato a Granmaster in tutte le stagioni che ho giocato e, diciamo, che sto cercando di migliorarmi ed arrivare Challenger, però diciamo che è molto complesso, a causa della grande quantità di giocatori e il loro livello.</p>
<p><strong>L: Dopo averti chiesto come ti sei avvicinato a LoL ora è il momento di capire come sei entrato nel parco competitivo italiano e cosa significa, attualmente, essere un&#8217;atleta nel mondo di LoL.</strong><br />
<strong>A</strong>: Diciamo che la mia avventura è iniziata due anni fa per un provino per l&#8217;Academy dei Forge (team storico italiano, ora sotto il nome di Qlash 4g, squadra di nascita di Jizuké, unico italiano ad aver giocato ai mondiali di LoL fino ad ora). Il provino andò bene, giocai il mio primo campionato ESL, ma il team non tirò a lungo e, per un motivo o per l&#8217;altro ci lasciammo, ma oramai mi ero già fatto notare all&#8217;interno della scena. Mi sono fatto prima prendere dagli Impact, dopodiché dai Racoon (dove nacque il meme Aki&gt;Moba), poi Moba, poi IDomina e di nuovo Moba. Per quanto riguarda l&#8217;essere un <em>Proplayer</em> in Italia, diciamo che non è ancora sostenibile come lavoro, ecco, parliamo di una buona somma ma abbastanza, forse, per sopravvivere, non per vivere, ciò che intendo è che non può permetterti di comprare una casa o di avere una macchina, non è un sostegno economico da &#8220;lavoro normale&#8221;. Tante persone, tra cui me, oltre a giocare lavorano oppure studiano. Certo, altre magari hanno completato i loro studi e fanno solo questo di professione, ed è giusto che facciano ciò che gli piace fare, però al momento non è una situazione sostenibile, ma la situazione si sta evolvendo ed è possibile che in uno, due o tre anni gli stipendi possano aumentare, ai livelli di altre leghe come quella spagnola, quella francese o quella tedesca.</p>
<p><strong>L: Parliamo ora del parco competitivo italiano in generale, com&#8217;è rispetto alle altre regioni? C&#8217;è possibilità di crescita?</strong><br />
<strong>A</strong>: Beh io credo che, nei due anni in cui ci sono stato dentro, il livello della lega italiana è cresciuto, e anche di molto, la competizione  si è fatta, tipo almeno cinque volte più difficile, che è una cosa molto positiva. Al momento l&#8217;Italia, come nazione, rispetto alle altre si trova uno o due gradini sotto. Come le vedo io, le leghe nazionali sono come in classifica, al primo <em>tier</em> ci sono Spagna, Francia, Inghilterra, Polonia e Germania al secondo<em> tier</em> <em> </em>ci sono Italia e le altre nazioni.</p>
<p><strong>L: E tu hai mai pensato di andare a giocare all&#8217;estero?</strong><br />
<strong>A</strong>: È un&#8217;opzione a cui sto lavorando, ma ci sono delle condizioni: avere una buona esperienza nel parco competitivo e un buon rank in classifica. Al  momento sono nella media dei<em> Proplayers</em>, per quanto riguarda il rank, ma il mio stile di gioco non è mai stato volto al salire. Ultimamente sto cercando di cambiare per arrivare in alto. Quindi si, è un pensiero che ho, ma non è ancora fattibile, probabilmente lo sarà tra quattro/otto mesi. Ma sicuramente l&#8217;obiettivo di ogni <em>player </em>in Italia è andare all&#8217;estero a giocare, a parte quelli che non vogliono fare carriera e si sono affezionati al panorama.</p>
<p><strong>L: Bene, pensavo di concludere chiedendoti un messaggio che vorresti lasciare a chi sta intraprendendo o vuole intraprendere una carriera nel mondo dell&#8217;E-sport.</strong><br />
<strong>A</strong>: Ok, diciamo che non è facile, perché comunque ci vuole tanto tempo e tanta pazienza. Il talento che viene percepito come &#8220;a<em>pri il gioco e ti ritrovi Challenger</em>&#8221; non esiste, diciamo che puoi avere un enorme talento (anche se io non credo al talento, personalmente), ma ci metterai sempre un sacco di tempo per far fruttare questo talento, perché senza impegno e senza pazienza non si arriva da nessuna parte. Ad esempio, idealmente, ci si allena circa dieci ore al giorno, al momento io, personalmente, ne faccio otto, ma alcuni giorni ci si prende anche una pausa per non andare un <em>burnout.</em></p>
<p><strong>L: Grazie mille per la fantastica intervista!</strong><br />
<strong>A</strong>: Grazie a voi!</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/08/23/due-chiacchiere-con-aki-proplayer-di-lol/">Due chiacchiere con: Aki (Proplayer di LoL)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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