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	<title>Ennio Morricone - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>Ennio Morricone - Nerdando</title>
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		<title>40 anni de La Cosa &#8211; Le curiosità sul film</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/06/29/40-anni-de-la-cosa-le-curiosita-sul-film/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 12:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/06/La-cosa-1024x576.jpeg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/06/La-cosa-300x169.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="La cosa" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/06/La-cosa-300x169.jpeg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/06/La-cosa-1024x576.jpeg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/06/La-cosa-768x432.jpeg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/06/La-cosa.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Signore e signori, John Carpenter! Per gli appassionati di cinema c&#8217;è un nome che rientra a pieno titolo tra i grandi: quello di John Carpenter. Autore di pellicole culto come Halloween &#8211; La notte delle streghe, Fuga da New York, Grosso guaio a Chinatown, Essi vivono, Il seme della follia, giusto per citarne alcuni, Carpenter [&#8230;]</p>
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<h2>Signore e signori, John Carpenter!</h2>
<p>Per gli appassionati di cinema c&#8217;è un nome che rientra a pieno titolo tra i grandi: quello di <strong>John Carpenter</strong>. Autore di pellicole culto come <a href="https://nerdando.com/2018/10/25/halloween-il-cult-che-rivitalizzo-lhorror-ha-ancora-qualcosa-da-dire/"><strong><em>Halloween &#8211; La notte delle streghe</em></strong></a>, F<em>uga da New York</em>, <em>Grosso guaio a Chinatown</em>, <em>Essi vivono</em>, <em>Il seme della follia</em>, giusto per citarne alcuni, Carpenter ha saputo imprimere un timbro unico alla cinematografia e lo ha fatto anche e soprattutto con il film che oggi spegne ben 40 candeline: <em><strong>La Cosa</strong></em>.</p>
<p>Uscito nel 1982 e interpretato da <strong>Kurt Russell</strong>, <em>La Cosa</em> mescola sapientemente horror e fantascienza, ispirandosi liberamente al racconto del 1938 <em>La cosa da un altro mondo</em>, già trasposto al cinema nel 1951 nel film omonimo diretto da Howard Hawks.<br />
Per festeggiare il 40° anniversario de <em>La Cosa</em>, dunque, abbiamo pensato di raccontarvi <strong>alcune curiosità sul film</strong>!</p>
<h2>Un successo&#8230;lento</h2>
<p>Nonostante oggi sia considerato un film di culto, <em>La Cosa</em> <strong>si rivelò un gigantesco flop nel 1982</strong>. Probabilmente, a decretarne l&#8217;insuccesso fu più di un fattore: nello stesso anno era uscito <strong><em>E.T.</em></strong>, che aveva messo in evidenza un immaginario sugli alieni concepiti come amichevoli e positivi, decisamente lontano da quello portato invece in scena da Carpenter. Inoltre nel 1951 era già uscito il film di Hawks: in molti, all&#8217;uscita di <em>La Cosa</em>, lo liquidarono come un banale remake, non concedendo al film l&#8217;attenzione che invece avrebbe meritato.</p>
<p>Gli incassi si rivelarono deludenti e anche la critica lo bollò come &#8220;sciocco&#8221; o &#8220;deprimente&#8221;. È un vero peccato, perché invece <em>La Cosa</em> è un film incredibile, angosciante e dal ritmo serrato. Il tempo comunque, come succede in molti casi, è stato galantuomo: negli anni <em>La Cosa</em> è stato rivalutato molto positivamente, assurgendo al rango di cult movie per eccellenza.<br />
Una bella rivincita per <strong>John Carpenter, che lo ha sempre indicato come il suo preferito tra i film che ha girato</strong>.</p>
<h2>Colonna sonora</h2>
<p>John Carpenter ha l&#8217;abitudine di occuparsi personalmente della<strong> colonna sonora</strong> dei suoi film: lo aveva fatto, ad esempio, in <em>Halloween &#8211; La notte delle streghe</em>, dando vita a sonorità uniche e identificative del suo cinema.<br />
Per <em>La Cosa</em>, invece, desiderava un approccio più &#8220;europeo&#8221;: decise quindi di affidarsi a quello che oggi viene universalmente riconosciuto come uno dei più grandi registi di tutti i tempi, <strong>Ennio Morricone</strong>.</p>
<p>Per <em>La Cosa</em>, Morricone cerò di avvicinarsi il più possibile allo stile del regista: è così che la colonna sonora dà grande spazio a <strong>sonorità elettroniche</strong>, in pieno stile Carpenter. Purtroppo per il grande compositore italiano, il suo lavoro gli fruttò quell&#8217;anno una nomination ai <a href="https://nerdando.com/2022/02/07/razzie-awards-2022-ecco-le-nomination-del-peggio-del-cinema/"><strong>Razzie Awards</strong></a>. Quell&#8217;anno Ennio Morricone fu candidato nella stessa categoria anche per <em>Butterfly &#8211; Il sapore del peccato</em>. A vincere, comunque, fu Kit Hain per <em>Il film pirata</em>.</p>
<h2>Effetti speciali</h2>
<p>Grande importanza in <em>La Cosa</em> rivestono gli effetti speciali, curati da <strong>Rob Bottin</strong>, già collaboratore di Carpenter per <em>The Fog</em>. Le tecniche utilizzate per il film spaziavano moltissimo: animatronic, animazione a passo uno (in realtà non particolarmente amata dal regista) e perfino una grande dose di inventiva.<br />
Per dare vita ai tentacoli presenti in una scena, infatti, furono usate delle fruste manovrate a mano dallo stesso Bottin; gran parte dei materiali necessari per le <strong>scene più splatter</strong> era costituito invece da chewing gum riscaldati, crema di mais, marmellata, gelatina e altri cibi addensati.</p>
<p>Inoltre, <strong>Kurt Russell</strong> si trovò coinvolto in una scena decisamente più esplosiva del previsto: nella sequenza in cui utilizza della dinamite, infatti, l&#8217;attore non aveva previsto la forza dell&#8217;esplosione, rimanendo leggermente ferito e regalando un&#8217;interpretazione assolutamente genuina.</p>
<h2>Spoiler&#8230; norvegesi</h2>
<p>Chi ha già visto <em>La Cosa</em>, ricorderà bene come all&#8217;inizio della pellicola si senta <strong>una frase in norvegese</strong>. Sebbene alla maggior parte degli spettatori risulti incomprensibile, si tratta di uno spoiler perfettamente udibile da parte dei parlanti norvegesi, dato che recita: &#8220;Non è un cane, è una specie di Cosa!&#8221;.</p>
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		<title>David di Donatello 2021 &#8211; I vincitori della 66^ edizione</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/05/11/david-di-donatello-2021-i-vincitori-della-66-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 21:41:54 +0000</pubDate>
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<h2>L&#8217;evento</h2>
<p>È stata un&#8217;edizione turbolenta quella dei <strong>David di Donatello 2021</strong>: posticipata causa covid, anticipata dalle polemiche sollevate da <strong>Gabriele Muccino</strong> (che, giura, non concorrerà mai più con un suo film né entrerà a far parte della giuria), modificata nel regolamento per poter ammettere in gara anche le pellicole uscite direttamente in streaming (con le sale cinematografiche chiuse per gran parte dell&#8217;anno, si rischiava di gareggiare solamente con due o tre titoli).</p>
<p>La cerimonia di premiazione dei riconoscimenti assegnati dall&#8217;<strong>Accademia del Cinema Italiano</strong> si è svolta a Roma l&#8217;11 maggio 2021. L&#8217;edizione numero 66 è stata trasmessa in diretta su Rai 1 con la conduzione di <strong>Carlo Conti </strong>e si è aperta con un&#8217;incursione nel Teatro dell&#8217;Opera di Roma per l&#8217;esibizione di <strong>Laura Pausini</strong>, fresca candidata agli Oscar con <strong><em>Io sì</em></strong>, dalla colonna sonora di <strong><em>La vita davanti a sé</em></strong> e candidata anche ai David.</p>
<p>Proprio dal Teatro dell&#8217;Opera di Roma è stato trasmesso l&#8217;omaggio al Maestro <strong>Ennio Morricone</strong>, vincitore di ben 10 David di Donatello. Per l&#8217;occasione, l&#8217;orchestra diretta dal figlio <strong>Andrea Morricone</strong> ha eseguito il tema di <strong><em>Nuovo Cinema Paradiso </em></strong>e a seguire altre composizioni immortali del grandissimo musicista.<br />
Non poteva mancare, naturalmente, un omaggio al compianto <strong>Gigi Proietti</strong>: a introdurlo, Enrico Brignano per un applauso sincero e commosso da parte dei protagonisti presenti alla cerimonia.</p>
<p>Grandissimo successo per <strong><em>Volevo nascondermi</em></strong>: il film su <strong>Antonio Ligabue</strong>, che aveva fatto il pieno di candidature, riceve ben 7 statuette. Grande delusione invece per <strong><em>Favolacce</em></strong> e <strong><em>Hammamet</em></strong>, che restano invece a bocca asciutta o quasi.</p>
<h2>Miglior film e miglior produttore</h2>
<p>Era una partita apertissima quella per il <strong>miglior film</strong>, anche se l&#8217;andamento generale dei David di quest&#8217;anno lasciava immaginare chi avrebbe portato a casa la vittoria. E infatti non ci sono state sorprese: il miglior film dell&#8217;edizione numero 66 dei David di Donatello è <strong><em>Volevo nascondermi</em></strong>.</p>
<p>Categoria fondamentale quella del <strong>miglior produttore</strong>, che ha visto vincitori <strong>Marta Donzelli</strong> e <strong>Gregorio Paonessa</strong> per Vivo Film con Rai Cinema per <strong><em>Miss Marx</em></strong>. I due produttori hanno ritirato il premio anche a nome dei colleghi Joseph Rouschop e Valerie Bournoville per Tarantula Belgique.</p>
<h2>Regia e sceneggiatura</h2>
<p>Sguardo ai giovani nella <strong>categoria miglior regista esordiente</strong>: non ci sono troppe sorprese e la statuetta se la porta a casa <strong>Pietro Castellitto</strong> per il suo <strong><em>I predatori</em></strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda la scrittura, il premio per la <strong>migliore sceneggiatura originale</strong> è andato a <strong>Mattia Torre</strong> per il film <strong><em>Figli</em></strong>.<br />
Per la <strong>sceneggiatura adattata</strong> a incassare il premio sono invece <strong>Marco Pettenello</strong> e <strong>Gianni Di Gregorio</strong> per <strong><em>Lontano lontano</em></strong>.</p>
<p>Gara aperta tra grandi nomi e nuovi protagonisti nella categoria <strong>miglior regista</strong>: a prevalere, alla fine, è <strong>Giorgio Diritti</strong> per <strong><em>Volevo nascondermi</em></strong>, che batte la concorrenza di Fabio e Damiano D&#8217;Innocenzo, Gianni Amelio, Emma Dante e Susanna Nicchiarelli.</p>
<h2>Attori</h2>
<p>Ad aprire le danze della cerimonia di premiazione è stata la categoria <strong>migliore attrice non protagonista</strong>: c&#8217;erano performance interessanti in gara e a spuntarla è stata infine <strong>Matilda De Angelis</strong> per il ruolo interpretato ne <strong><em>L&#8217;incredibile storia dell&#8217;isola delle rose</em></strong>, produzione <strong>Netflix</strong>.<br />
Il film Netflix ha poi bissato il successo nella categoria <strong>migliore attore non protagonista</strong> con la vittoria di <strong>Fabrizio Bentivoglio</strong>.</p>
<p>Tra le candidate come migliore attore protagonista, come da pronostico, ha vinto <strong>Sophia Loren</strong> per <strong><em>La vita davanti a sé</em></strong> battendo la concorrenza di Vittoria Puccini, Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti e Alba Rohrwacher.</p>
<p><strong>Migliore attore protagonista</strong> è risultato infine <strong>Elio Germano</strong> per l&#8217;intensa interpretazione in <strong><em>Volevo Nascondermi</em></strong>. L&#8217;attore ha prevalso su Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Kim Rossi Stuart e Renato Pozzetto.</p>
<h2>Premi tecnici</h2>
<p>Il premio per la <strong>migliore scenografia</strong> è stato consegnato da uno spiritoso <strong>Valerio Mastandrea</strong> nelle mani di <strong>Ludovica Ferrario</strong>, che ha ritirato il David anche per conto delle colleghe <strong>Paola Zamagni</strong> e <strong>Alessandra Mura</strong> per l&#8217;eccellente lavoro svolto in <strong><em>Volevo Nascondermi</em></strong>.</p>
<p>A rivelare il nome del miglior costumista è <strong>Claudia Gerini</strong>: il premio va a <strong>Massimo Cantini Parrini</strong> che ritira il David assegnatogli per il lavoro fatto con <strong><em>Miss Marx</em></strong> in collegamento dal teatro dell&#8217;opera di Roma.</p>
<p>Il <strong>miglior montatore</strong> è stato decretato essere <strong>Esmeralda Calabria</strong> per <strong><em>Favolacce</em></strong>, uno dei film rivelazione dell&#8217;ultima stagione cinematografica.<br />
Il premio per il <strong>migliore autore della fotografia</strong> è stato consegnato da <strong>Kim Rossi Stuart</strong> ed è stato assegnato a <strong>Matteo Cocco</strong> per <strong><em>Volevo nascondermi</em></strong>.</p>
<p>Risultato a sorpresa nella categoria <strong>migliore canzone</strong>, in cui <strong>Luca Medici</strong>, in arte <strong>Checco Zalone</strong> ha portato a casa il David per la sua <strong><em>Immmigrato</em></strong> dal film <strong><em>Tolo Tolo</em></strong> battendo la decisamente più quotata Laura Pausini.<br />
Come <strong>migliore compositore</strong> ad ottenere il David è stato poi <strong>Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo e Downton Boys</strong> per la colonna sonora di <strong><em>Miss Marx</em></strong>.</p>
<p>Come <strong>miglior acconciatore</strong> è stato premiato <strong>Aldo Signoretti</strong>, acconciatore nel film <em><strong>Volevo Nascondermi</strong></em>.<br />
Il film diretto da Giorgio Diritti continua la scia positiva portando a casa anche il premio per il <strong>miglior suono</strong>.<br />
Nella categoria del <strong>miglior truccatore</strong> si prende una rivincita <strong><em>Hammamet</em></strong>, premiato nella figura di Luigi Ciminelli, Andrea Leanza e Federica Castelli.</p>
<p>Infine i <strong>migliori effetti visivi</strong> sono stati riconosciuti quelli realizzati da <strong>Stefano Leoni</strong> ed <strong>Elisabetta Rocca</strong> per <strong><em>L&#8217;incredibile storia dell&#8217;isola delle rose</em></strong>.</p>
<h2>Documentario, cortometraggio e film straniero</h2>
<p>Il David al miglior documentario è stato assegnato ad <strong>Alex Infascelli</strong> per l&#8217;apprezzato <strong><em>Mi chiamo Francesco Totti</em></strong>. Il riconoscimento è stato consegnato da Pierfrancesco Favino.</p>
<p>Il <strong>miglior cortometraggio</strong> è stato riconosciuto <strong><em>Anne</em></strong>, di <strong>Domenico Croce</strong> e <strong>Stefano Malchiodi</strong>.<br />
Come <strong>miglior film straniero</strong> ha trionfato <em><strong>1917</strong></em> di <strong>Sam Mendes</strong>.</p>
<h2>David Speciali</h2>
<p>I riconoscimenti speciali di questa edizione hanno riguardato <strong>Monica Bellucci</strong>, vincitrice del <strong>David Speciale </strong>alla luce della sua grande carriera internazionale e <strong>Diego Abatantuono</strong>, grande protagonista del cinema di casa nostra, in grado di spaziare dalla commedia al film impegnato.</p>
<p>Il <strong>David alla carriera</strong> è stato assegnato ad una commossa <strong>Sandra Milo</strong>, riconosciuta come un autentico pezzo vivente della storia del cinema italiano. L&#8217;attrice ha avuto modo di ricordare il suo pigmalione Federico Fellini e i momenti più emozionanti della sua carriera.</p>
<p>Il <strong>David Giovani</strong>, il premio assegnato dagli studenti ogni anno è andato a <strong><em>18 regali</em></strong> di <strong>Francesco Amato</strong>.</p>
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		<title>In ricordo di Ennio Morricone</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/07/06/in-ricordo-di-ennio-morricone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 12:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricky Tognazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Leone]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>In un maledetto lunedì mattina, arriva un fulmine a ciel sereno: a 91 anni è morto Ennio Morricone. Probabilmente il più famoso compositore di colonne sonore al mondo, con tanti riguardi a John Williams ma consentiteci un occhio di riguardo patriottico, iniziò come arrangiatore per il cinema e per la musica pop. A cambiarne per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-37245" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/p1a5hebume1ldn7tr1e4u4b61cfq1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>In un maledetto lunedì mattina, arriva un fulmine a ciel sereno: a 91 anni è <strong>morto Ennio Morricone</strong>. Probabilmente il più famoso compositore di <strong>colonne sonore</strong> al mondo, con tanti riguardi a John Williams ma consentiteci un occhio di riguardo patriottico, iniziò come arrangiatore per il cinema e per la musica pop.</p>
<p>A cambiarne per sempre la carriera fu <strong>Sergio Leone</strong>, suo compagno di scuola alle elementari (!), che lo volle per un film di discreto successo, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=i_UD-zxgRUs"><em>Per un pugno di dollari</em></a>. Da allora deliziò il mondo con colonne sonore sempre bellissime e <strong>indimenticabili</strong>. Cambiò per sempre come &#8220;suona&#8221; un Western, lavorò con tutti i più <strong>grandi registi</strong> del suo tempo e per film diventati indimenticabili anche per la sue colonne sonore.</p>
<p>Di seguito, noi di Nerdando vogliamo ricordare il grande maestro con <strong>alcuni pezzi</strong> che ci hanno fatto emozionare negli anni.</p>
<h2>Morgana</h2>
<p>Le opere del grande Maestro sono tutte<strong> meravigliose</strong>, ma ce ne sono due in particolare che mi sono rimaste nel cuore, le uniche che ho ascoltato più e più volte negli anni.</p>
<p>La prima è la colonna sonora del bellissimo film di Giuseppe Tornatore <em>La Leggenda del Pianista sull&#8217;oceano</em>: in particolare ho amato il tema d&#8217;amore <a href="https://www.youtube.com/watch?v=MUIgReYNMac"><strong>Playing Love</strong></a>, dolce e commovente, e il pezzo pazzesco con il quale il protagonista vince la sfida musicale al pianoforte.</p>
<p>L&#8217;altra colonna sonora che adoro è quella di un altro <strong>bellissimo film</strong> che secondo me purtroppo non ha avuto il riconoscimento che meritava, <em>Canone Inverso</em> di Ricky Tognazzi: questa volta lo strumento protagonista è il violino, e il pezzo che prende il titolo del film mi fa venire i <strong>brividi</strong> ogni volta che lo ascolto.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/aA916Iv2Hic?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2><strong>Zeno2K</strong></h2>
<p>Ci sono questi <strong>tre uomini</strong>, mezzi avanzi di galera, mezzi poveri diavoli risputati da un inferno che stava ricevendo troppe anime per ospitare anche le loro. Scoprono che da qualche parte c&#8217;è un bel <strong>gruzzolo</strong> che aspetta solo di essere recuperato e portato via. E così si mettono in viaggio, pestandosi i piedi l&#8217;un l&#8217;altro, attraversano chilometri e chilometri di un Paese martoriato dalla guerra civile. Finché, bene o male, riescono ad arrivare ad un <strong>vecchio cimitero</strong> dove è sepolto l&#8217;agognato denaro.</p>
<p>A quel punto uno dei tre, il <strong>più brutto</strong> diciamo, nonostante fosse allo stremo delle forze, riesce chissà come ad alzarsi, ed entrando in quella che sembra una bolgia dantesca, trova le energie per mettersi a correre, in un turbine di immagine che gli vorticano attorno, sospinto da questa irrefrenabile <strong>estasi dell&#8217;oro</strong>.</p>
<p>L&#8217;intera sequenza, che trasuda di genialità registica e ricca di quella potenza visiva che solo <strong>Sergio Leone</strong> sapeva regalare ad un film, è accompagnata attimo dopo attimo da quella che è a mio avviso la <strong>più bella</strong> delle colonne sonore di Ennio Morricone e senza la quale la scena avrebbe avuto molto, molto meno efficacia.</p>
<p>L&#8217;emozione più grande? Averlo sentito dal vivo e averlo visto dirigere il pezzo due volte durante la serata.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/fX2rcRkSIQE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Gattiveria</h2>
<p>Immagino sia capitato anche a voi di pensare almeno <strong>una volta</strong> nella vita &#8220;Non devo perdermi uno spettacolo dal vivo di quell&#8217;artista straordinario&#8230;&#8221; A me è successo con i Guns &#8216;N Roses (quelli del periodo d&#8217;oro), Freddie Mercury, Madonna, Michael Jackson. L&#8217;opportunità di assistere alla magia di un<strong> musicista</strong> o gruppo che sai rimarrà nella Storia, e non solo nella tua.</p>
<p>In tutti gli altri casi ho perso l&#8217;attimo, ma per fortuna nel caso del <strong>maestro</strong> Morricone sono riuscita ad esserci, in occasione dei suoi <strong>60 anni di attività</strong> e me lo sono goduta in compagnia di Zeno2K e JediLord.</p>
<p>Vedere questo vecchietto che saliva tremolante le scale per arrivare al palco fragile come una foglia e poi suonare e dirigere <strong>senza alcuna esitazione</strong> e con l&#8217;energia di un ventenne è stato meraviglioso. Ancora più tenera l&#8217;immagine della moglie Maria che lo aspettava in piedi <strong>sotto al palco</strong> per tutta la durata della rappresentazione. Immenso musicalmente e come esempio di vita.</p>
<p>70 milioni di dischi venduti, 2 Oscar, 5 nomination, 3 Grammy, 10 David di Donatello, 11 Nastri d&#8217;argento, il Leone d&#8217;oro alla carriera e la capacità di rimanere un uomo semplice.</p>
<p>Ci mancherai, maestro.</p>
<h2>Clack</h2>
<p>Ennio Morricone è una di quelle personalità <strong>fondanti</strong> della storia del cinema, quelle che lasciano un segno indelebile e tracciano la via per le generazioni a venire.</p>
<p>Ogni colonna sonora composta dal Maestro è un <strong>pezzo d&#8217;arte</strong> ma, tra le innumerevoli, quelle a cui sono più affezionata restano senza dubbio le note che accompagnano la <strong>Trilogia del Dollaro</strong> di Sergio Leone.</p>
<p>Si tratta di musiche entrate di diritto nella <strong>memoria collettiva</strong>, in grado di rendere alla perfezione la tensione, il deserto, il selvaggio west. Un capolavoro.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/zTDDLlEbLi4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>jedi.lord</h2>
<p>Sono un grande <strong>appassionato</strong> di colonne sonore, e come tale non posso rimanere indifferente al fascino immortale dell&#8217;enorme lavoro di Ennio Morricone.</p>
<p>Oltre alle sue incredibili <strong>partiture</strong>, del Maestro conservo tre ricordi indelebili che in un certo qual modo esulano dal campo prettamente musicale.</p>
<p>Il primo, una sua conferenza a <strong>L&#8217;Aquila</strong>, dove studiavo all&#8217;epoca, durante la quale compresi che essere una <strong>leggenda vivente</strong> del cinema non vuol dire essere arroganti e campare di rendita, ma piuttosto fare di umiltà, schiettezza e impegno profondo la base della propria carriera. Un incontro davvero <strong>ispirante</strong>, del quale gelosamente conservo un autografo su CD.</p>
<p>Il secondo, la notte degli <strong>Oscar del 2016</strong>, e l&#8217;iconico abbraccio con l&#8217;altra leggenda vivente del cinema, il Maestro John Williams. Due miei miti assoluti, insieme, da commuoversi.</p>
<p>Il terzo, il <strong>concerto</strong> cui assistetti nel dicembre di tre anni fa, in occasione del tour per i 60 anni di carriera. Due ore di <strong>direzione d&#8217;orchestra perfette</strong>, a 88 anni. Ma ciò che mi stupì, ancor più della meravigliosa musica, fu la tenerezza del rapporto con la moglie, sempre accanto a lui lì, dietro al palco.</p>
<p>Grazie, Maestro.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/2gPxdk55J7Q?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Giakimo</h2>
<p>Non voglio ridurre Morricone solo ai <strong>suoi film</strong> con Sergio Leone, ma è difficile non farlo. D&#8217;altronde parliamo di musiche stupende che <strong>hanno cambiato</strong> per sempre il genere e la musica da film. Musiche che <strong>emozionano</strong> anche senza l&#8217;uso di parole, come il tema di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=FiP-6bx-8Hc"><em>C&#8217;era una volta il West</em></a>.</p>
<p>Morricone non è stato solo Leone, nemmeno nel genere <strong>Western</strong> &#8211; le colonne sonore di <em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=eXlnAGccwj8&amp;list=PLDmdF1ma6cZq0LcUzFbDoeIJeNyXbBqIT">Tepepa</a></em>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=iGZDKuDl3jc"><em>Il mio nome è Nessuno</em></a> e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=tpFVxlisWFM"><em>Il mercenario</em></a> sono belle tanto quanto quelle dei film di Leone &#8211; ma per una volta dovendo indicare un pezzo solo, cambio genere.</p>
<p>Anni fa al <strong>Flaiano Film Festival</strong> di Pescara vidi la versione restaurata di <em>Sacco &amp; Vanzetti</em>, film di <strong>Giuliano Montaldo</strong> sulla storia vera di due<strong> immigrati italiani</strong> ingiustamente condannati a morte negli USA. La colonna sonora è manco a dirlo splendida, mi rimase immediatamente <strong>impressa</strong>. In particolare ho sempre amato molto la canzone <em>Here&#8217;s to you</em>, cantata nel film da <strong>Joan Baez</strong>. Impossibile non commuoversi.</p>
<p><em>Here&#8217;s to you, rest forever here in our hearts</em>.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/prLAcKnlb9Q?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Approfondimento: Clint Eastwood</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/05/31/approfondimento-clint-eastwood/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2020 12:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Dirty Harry]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio Morricone]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<category><![CDATA[Gli spietati]]></category>
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		<category><![CDATA[Tim Robbins]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Clint Eastwood" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Clint Eastwood Proprio oggi, 31 maggio 2020, Clint Eastwood compie 90 anni: quale occasione migliore per ripercorrere la carriera di questa icona del cinema? Attore simbolo dello spaghetti-western, regista due volte premio Oscar in grado di dare un&#8217;impronta personale e rappresentativa alla cinematografia mondiale, perfino protagonista di una canzone (dei Gorillaz, intitolata appunto a lui), [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/05/31/approfondimento-clint-eastwood/">Approfondimento: Clint Eastwood</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Clint Eastwood" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-36777" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood.jpg" alt="Clint Eastwood" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/Clint-Eastwood-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Clint Eastwood</h2>
<p>Proprio oggi, 31 maggio 2020, <strong>Clint Eastwood compie 90 anni</strong>: quale occasione migliore per ripercorrere la carriera di questa icona del cinema?<br />
Attore simbolo dello <strong>spaghetti-western</strong>, regista <strong>due volte premio Oscar</strong> in grado di dare un&#8217;impronta personale e rappresentativa alla cinematografia mondiale, perfino protagonista di una canzone (dei <strong>Gorillaz</strong>, intitolata appunto a lui), Clint Eastwood è una di quelle figure che lasciano il segno.</p>
<p><strong>Nato a San Francisco il 31 maggio 1930</strong>, Clint Eastwood è molto <strong>attivo politicamente</strong>: è stato sindaco di Carmel-by-the-Sea tra il 1986 e il 1988 e si autodefinisce di orientamento repubblicano sebbene, come emerge chiaramente dai suoi film da regista, le sue idee sui temi etici siano decisamente aperte.</p>
<p>L&#8217;interesse principale, comunque, è per il <strong>cinema</strong>: Eastwood inizia la carriera di attore negli anni Cinquanta con piccoli ruoli secondari, conquistando il primo ruolo da protagonista in TV, nella serie <strong><em>Gli uomini della prateria</em></strong>. La fama, però, la raggiunge in Italia, grazie alla collaborazione con <strong>Sergio Leone</strong>.<br />
Recitare gli interessa ma la sua vera strada è <strong>dietro la macchina da presa</strong>, come dimostra prediligendo sempre più spesso il ruolo di regista e dirigendo, in particolare negli anni Duemila, film entrati di diritto nella storia.</p>
<h2>Attore</h2>
<p>Dopo diversi piccoli ruoli nel corso degli anni Cinquanta, la carriera di attore di Clint Eastwood subisce una svolta in seguito all&#8217;incontro con il regista <strong>Sergio Leone</strong>: Eastwood diventa protagonista di alcuni dei suoi più famosi <strong>spaghetti-western</strong>, genere cinematografico tanto amato da <strong>Quentin Tarantino</strong> ed entrato nella storia del cinema.<br />
A partire da <strong><em>Per un pugno di dollari</em></strong>, girato nel 1964, Eastwood sarà il protagonista dell&#8217;apprezzata e conosciuta <strong>Trilogia del dollaro</strong> di Sergio Leone, completata da <strong><em>Per qualche dollaro in più</em></strong> (1965) e <strong><em>Il buono, il brutto e il cattivo</em></strong> (1966) e famosa anche per le stupende colonne sonore firmate da <strong>Ennio Morricone</strong>.<br />
Remake di <em>La sfida del samurai</em> di <strong>Akira Kurosawa</strong>, <em>Per un pugno di dollari</em> reinventa il genere western, ridefinendone gli archetipi.<br />
Nella Trilogia, il cui più compiuto esemplare è il terzo film, Eastwood interpreta la solitaria figura dello <strong>Straniero senza nome</strong>.</p>
<p>Tornato negli Stati Uniti, Clint Eastwood continua a recitare inizialmente in pellicole western, come <strong><em>Impiccalo più in alto</em></strong>, diretto nel 1968 da Ted Post e primo film prodotto dalla <strong>Malpaso Company</strong>, casa di produzione di proprietà dell&#8217;attore.</p>
<p>Un&#8217;ulteriore svolta arriva grazie al <strong>genere poliziesco</strong>: nel 1971 interpreta il ruolo di protagonista in <strong><em>Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!</em></strong>, diretto da Don Siegel e primo episodio della serie cinematografica dedicata a <strong>Dirty Harry</strong>. Ispirato liberamente al caso reale del serial killer<strong> Zodiac</strong>, il film è considerato una pietra miliare di questo genere cinematografico.<br />
Il successo è tale da dare vita a quattro seguiti, tutti con Clint Eastwood nei panni di Harry Callaghan: <strong><em>Una 44 Magnum per l&#8217;ispettore Callaghan</em></strong> (1973), <strong><em>Cielo di piombo</em><em>, ispettore Callaghan</em></strong> (1976), <strong><em>Coraggio&#8230;fatti ammazzare</em></strong> (1983) e in cui riveste anche il ruolo di regista e <strong><em>Scommessa con la morte</em></strong> (1988).</p>
<p>L&#8217;Eastwood attore resterà sempre legato a ruoli simili a quello dell&#8217;ispettore Callaghan, interpretando anche <strong><em>Una calibro 20 per lo specialista</em></strong> di <strong>Micheal Cimino</strong> nel 1974 e <strong><em>Nel centro del mirino</em></strong> di <strong>Wolfgang Petersen</strong> nel 1993.<br />
Da segnalare anche la sua interpretazione in <em><strong>Fuga da Alcatraz</strong></em>, particolarmente elogiata dalla critica, e diretto nel 1979 da Don Siegel.</p>
<h2><strong>Regista &#8211; Gli inizi</strong></h2>
<p>L&#8217;esordio di Clint Eastwood dietro la macchina da presa avviene nel 1971, quando dirige <strong><em>Brivido nella notte</em></strong>, pellicola sullo stalking in cui interpreta anche il ruolo del protagonista.</p>
<p>Il secondo lungometraggio da regista vede l&#8217;attore tornare al suo genere di maggiore successo, il <strong>western</strong>. Nel 1973 dirige e interpreta <strong><em>Lo straniero senza nome</em></strong>, che si rivela una sorta di thriller di ambientazione western.<br />
Le incursioni nel genere continueranno poi nel 1976 con <strong><em>Il texano dagli occhi di ghiaccio</em></strong>, nel 1985 con <strong><em>Il cavaliere pallido</em></strong> e nel 1992 con <strong><em>Gli spietati</em></strong>, che gli regala il suo primo <strong>Oscar</strong> in veste di regista.</p>
<p>Gradualmente, Eastwood si cimenta in nuovi generi: è del 1982 <strong><em>Firefox &#8211; Volpe di fuoco</em></strong>, che mescola fantascienza e spionaggio mentre nello stesso anno dirige anche <strong><em>Honkytonk Man</em></strong>, che esplora Grande Depressione e musica country.</p>
<h2>Regista &#8211; I grandi successi</h2>
<p>La svolta dal punto di vista registico, quella che lo fa notare in maniera più decisa dalla critica, è nel 1994 con<strong><em> I ponti di Madison County</em></strong>, interpretato dallo stesso Clint Eastwood e da <strong>Meryl Streep</strong>. Tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Robert James Waller, si dimostra uno dei più apprezzati e conosciuti film romantici di sempre.</p>
<p>Nel 1997 Eastwood abbandona momentaneamente il ruolo di attore per dirigere un cast di primo piano in <strong><em>Mezzanotte nel giardino del bene e del male</em></strong>, thriller drammatico in cui recitano <strong>John Cusack</strong>, <strong>Kevin Spacey</strong> e <strong>Jude Law</strong>.<br />
Nel 2000 torna invece a dirigere e recitare contemporaneamente con <strong><em>Space Cowboys</em></strong>, avventura ambientata nello spazio in cui è affiancato da <strong>Tommy Lee Jones</strong> e <strong>Donald Sutherland</strong>.</p>
<p>La critica e il pubblico apprezzano i suoi lavori ma a consacrarlo definitivamente sono le pellicole dirette a partire dagli anni Duemila. È in questo periodo, infatti, che Clint Eastwood dirige i suoi film migliori.<br />
Nel 2003 realizza <strong><em>Mystic River</em></strong>, il mio preferito tra i titoli da lui diretti: cupo dramma sul concetto di colpa splendidamente interpretato da <strong>Sean Penn</strong>, <strong>Tim Robbins</strong> (entrambi premiati con l&#8217;Oscar) e <strong>Kevin Bacon</strong>.</p>
<p>Nel 2004 realizza invece quello che viene considerato il suo capolavoro: <strong><em>Million Dollar Baby</em></strong>, interpretato dallo stesso Eastwood e da <strong>Hilary Swank</strong>, è una storia di redenzione che mette in evidenza le idee progressiste del regista in fatto di eutanasia. La pellicola ottiene ben <strong>4 premi Oscar</strong>: miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista e miglior attore non protagonista, assegnato a <strong>Morgan Freeman</strong>.</p>
<p>Nel 2006 Clint Eastwood passa al genere storico di guerra con l&#8217;audace progetto di due film gemelli: <strong><em>Flags of our Fathers</em></strong> e <strong><em>Lettere da Iwo Jima</em></strong> raccontano la stessa battaglia, l&#8217;uno dal punto di vista degli americani, l&#8217;altro da quello dei giapponesi.</p>
<p>Nel 2008, poi, l&#8217;attore regista si cimenta con <strong><em>Gran Torino</em></strong>, che si rivelerà uno dei suoi film migliori e più ispirati in assoluto. A partire dal 2009, poi, Clint Eastwood si concentra su un altro dei suoi generi preferiti, la biografia. In quell&#8217;anno dirige <strong><em>Invictus</em></strong>, con <strong>Morgan Freeman</strong> e <strong>Matt Damon</strong> e incentrato sulla figura di <strong>Nelson Mandela</strong> e sulla Coppa del Mondo di rugby del 1995.<br />
Nel 2011 racconta invece la vita del diretto della CIA <strong>John Edgar Hoover</strong> in <strong><em>J.Edgar</em></strong>, interpretato da <strong>Leonardo Di Caprio</strong>.</p>
<p>Nel 2014 è molto apprezzato il suo <strong><em>American Sniper</em></strong>, che si ispira all&#8217;autobiografia del Navy Seal Chris Kyle e viene interpretato da <strong>Bradley Cooper</strong> e <strong>Sienna Miller</strong>.<br />
L&#8217;ultimo film finora diretto da Clint Eastwood è poi ancora una biografia: <a href="https://nerdando.com/2020/01/14/richard-jewell-eroe-clint-eastwood/"><strong><em>Richard Jewell</em></strong></a> è uscito nel 2019.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/05/31/approfondimento-clint-eastwood/">Approfondimento: Clint Eastwood</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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