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	<title>Elisa Pocci Pocetta - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>Elisa Pocci Pocetta - Nerdando</title>
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		<title>Hi/Lo Volume 3 – Catarsi</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/05/10/hi-lo-volume-3-catarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 12:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Elisa Pocci Pocetta]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-24322" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/hilo-3_1.jpg" alt="Hi/Lo Volume 3" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/hilo-3_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/hilo-3_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/hilo-3_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/hilo-3_1-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Facciamo subito una premessa: questo <strong>non è un articolo come gli altri</strong>; anzi: probabilmente è la prima volta che, in quasi quattro anni, scrivo un pezzo del genere, in pratica senza dire NULLA di quello che troverete nel fumetto. Se volete sapere cosa c&#8217;è dentro, compratelo e custoditelo gelosamente. Anzi, se non lo avete ancora fatto, recuperate anche i <a href="https://nerdando.com/2016/12/14/hilo-volume-2-la-saga-continua/">volumi precedenti</a>.<br />
Qui, nel mio modesto modo di narrare, vi racconto <strong>cosa si nasconde sotto il fumetto</strong>: sotto la superficie della carta, nello spazio tra un riquadro e l&#8217;altro, immerso tra baloon, colori ed inchiostri.</p>
<p>Cercherò, insomma, di fare ordine nei pensieri e nelle emozioni del terzo volume di questa trilogia in cui tutti i nodi verranno al pettine. Allacciate le cinture.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Cosa sei disposto a perdere pur di essere felice?<br />
Innanzi tutto bisogna prima capire esattamente cosa vuol dire &#8220;essere felici&#8221;. Spesso non si tratta di una cosa soltanto e nemmeno di una condizione semplice o essenziale. La maggior parte delle volte si tratta di <strong>compiere un percorso</strong>: un percorso che ognuno di noi fa dal momento in cui è nato e che continua a fare giorno dopo giorno; anche se occorrono anni per rendersene conto, anche se talvolta non si comprende mai del tutto.</p>
<p>Uno dei punti di snodo fondamentali è quando si comprende la necessità di <strong>scendere a patti con se stessi</strong>: la propria felicità, la propria realizzazione, non è qualcosa che si può ottenere da soli, raggiungendo appunto quel particolare obiettivo. Non parlo semplicemente del conquistare la donna o l&#8217;uomo amati, l&#8217;avere accanto la persona che si desidera e per la quale si impazzisce. Perché questo, ad essere del tutto sinceri, può non essere sufficiente.</p>
<p>Mi riferisco a qualcosa di molto più profondo, ad una consapevolezza molto più radicata e molto difficile da far emergere perché ben nascosta all&#8217;interno dell&#8217;autoconservazione e dell&#8217;intrinseco egoismo della nostra mente. Ci sono volte in cui, contrariamente a quanto suggerisca il buonsenso, la nostra felicità arriva tramite quella altrui.<br />
Cosa siamo disposti a perdere, dunque, per essere felici? Siamo pronti a rinunciare alle nostre certezze? Alla nostra (come piace tanto chiamarla oggi) comfort-zone? Ma soprattutto: siamo disposti, davvero, a <strong>rinunciare alla nostra felicità per essere felici</strong>?</p>
<p>Non è un <strong>ossimoro</strong>, anche se può sembrarlo. Se nel momento in cui, dopo una disperata affannosa ricerca, riusciamo a capire di cosa abbiamo realmente bisogno e scopriamo con rammarico che per ottenerla dobbiamo far perdere la felicità a chi amiamo: siamo pronti a fare la cosa giusta? O cadremo ancora, nuovamente, nella trappola dell&#8217;egoismo, sapendo che comunque per la nostra felicità sarà stata pagata un prezzo altissimo?</p>
<p>La catarsi di <strong>Noelle</strong>, coprotagonista con <strong>Kai</strong>, ma <em>primus inter pares</em>, si sviluppa proprio su questo nodo. Tutto ciò che ha attraversato, episodio dopo episodio, volume dopo volume, non è stato altro che una fila di piccoli passi lungo il percorso della <strong>redenzione</strong>. Da quel primo momento in cui si è trovata scambiata nel corpo del più improbabile dei ragazzi, fino a quando ha dovuto finalmente sbattere la faccia contro il proprio egoismo e capire che, dopotutto, nonostante tutto, ad impedirle di essere felice era la propria stessa natura: la sua immaturità, la superficialità, l&#8217;egoismo. Tutte cose che non solo fanno parte di lei, ma fanno o hanno fatto parte di noi tutti e che con lavoro, fatica e (finalmente) la raggiunta maturità, siamo riusciti a scrollarci di dosso, almeno in parte. Per il resto ci stiamo ancora lavorando.</p>
<p>Così, se all&#8217;inizio il dramma era non essere accettata nella squadra di cheerleader, la cura dei capelli o non avere il vestito perfetto per l&#8217;occasione giusta, la vita le sbatte in faccia <strong>realtà molto più grandi</strong> e molto più difficili da gestire.</p>
<p>La cosa più importante che Noelle impara è che <strong>il mondo non è fatto di bianchi e neri</strong>, di buoni e cattivi, di giusto e sbagliato. Il travagliato rapporto con Candice, quello con la sorella Eve, col padre super-affettuoso (nel quale non ho fatto fatica ad identificarmi), e quello con le amiche, tutte, che sono frutto della sua immaturità sentimentale e dell&#8217;incapacità (vera o solo apparente) di gestire relazioni complesse, che vadano al di là della banalità quotidiana.</p>
<p>Noelle scopre, e noi con lei, che se giudicare per stereotipi è la cosa più facile, fermarsi a ragionare sui profondi che si nascondono dietro le nostre azioni non solo è dannatamente difficile, ma è anche l&#8217;unica cosa davvero giusta da fare.<br />
Sì, perché questo lungo percorso di maturazione è anche e soprattutto un percorso di redenzione: della necessità banalmente umana di essere accettati e perdonati per i nostri umani errori, <strong>per il peccato mortale di non essere perfetti</strong> di non poterci saldare sul viso la maschera che indossiamo, fonderci e confonderci con lo stereotipo che la società ha di noi.</p>
<p>Così, <strong>in un dramma squisitamente pirandelliano</strong>, ecco che Noelle non è più la &#8220;principessa&#8221; del padre, non è più la cheerleader desiderosa di competere per bellezza ed eleganza, ma sopratutto non è più la ragazza che gli altri hanno imparato o che credono di conoscere.<br />
E non solo perché la sua anima è trasmutata nel corpo di Kai, ma perché attraverso quel corpo, quelle relazioni, ha scoperto di essere cresciuta, e crescere è sicuramente il primo passo da compiere su quel percorso; ma il secondo e più doloroso è quello di accettarlo. Di accettare che la vita è fatta di cose che non necessariamente vanno come vorremmo, che le persone hanno un&#8217;ombra (Jung batti un colpo) e la perfezione non consiste nella luce, <strong>ma nella sintesi degli opposti</strong>.</p>
<p>La strada che Kai e Noelle fanno insieme è quella che li costringe ad <strong>aprire la mente al nuovo</strong>, al diverso. Ed è la cosa che fa più paura di tutte. Perché quando siamo meno che perfetti, la cosa più facile è prendere uno specchio e montarlo sulla faccia di chi ci circonda, così da non vedere le loro espressioni e godersi invece lo splendido riflesso dell&#8217;immagine che proiettiamo, abbagliando quindi l&#8217;anima che possiamo illuderci di tenere nascosta.</p>
<p>Scambiandosi i corpi, tuttavia, i due protagonisti sono obbligati a <strong>vedersi dall&#8217;esterno</strong>, con gli occhi dell&#8217;altro. E qui non c&#8217;è specchio che tenga, non c&#8217;è narcisismo che medichi: la verità viene loro sbattuta in faccia, e nemmeno la più profonda paura di essere scoperti per quello che siamo (piccoli, vulnerabili, fallaci) potrà essere tenuta in silenzio per sempre. E allora la cosa migliore da fare è mostrarsi per quello che si è, chiedere perdono per i propri errori, e scoprire come gli altri sapranno reagire ad essi.</p>
<p>Fa male. Molto. Ma una volta guariti ci si scoprirà più forti. E forse, finalmente, felici.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-24323" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/hilo-3_2.jpg" alt="Hi/Lo Volume 3" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/hilo-3_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/hilo-3_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/hilo-3_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/hilo-3_2-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>L&#8217;autrice</h2>
<p>Da divoratore di libri quale sono, ho sempre avuto in altissima considerazione il rapporto che si genera tra me stesso e l&#8217;autore di ciò che sto leggendo. Spesso dalle pagine arriva moltissimo della persona che le ha realizzate e con quella persona è facile stabilire un rapporto complesso e articolato. Difficilmente, però, capita di poter superare il divario dato dallo scaffale in cui riponiamo il libro una volta terminato; in questo caso, invece, ho la fortuna di poterlo fare e arrivare direttamente a scambiare due chiacchiere con l&#8217;autrice di <strong>Hi/Lo</strong>: <a href="https://nerdando.com/2015/12/21/due-chiacchiere-con-elisa-pocci-pocetta-hilo/"><strong>Elisa &#8220;Pocci&#8221; Pocetta</strong></a>, che ho cordialmente odiato come tutti gli autori che sono stati capaci di farmi rimescolare lo stomaco.</p>
<p>Elisa mi regala un po&#8217; del suo tempo grazie nel quale vado a sviscerare alcuni punti cruciali di questa saga, e accetta di buon grado di aprire il pentolone e mostrarmi quello che normalmente non è dato sapere: <strong>quanto c&#8217;è di lei in questi personaggi</strong>. Noelle e Kai sono entrambi, ma parzialmente, l&#8217;alter ego dell&#8217;autrice: se Noelle ne raccoglie il senso di amicizia e di inadeguatezza, Kai invece porta con sé la lingua tagliente e il realismo. Ma anche e soprattutto l&#8217;incapacità di perdonare se stesso: come detto in precedenza, questo è un percorso di redenzione, nella ricerca costante di essere compresi e perdonati per i nostri errori. Ma nessuno, probabilmente, è in grado di farlo da solo: e così è solo grazie all&#8217;appoggio e alla vicinanza di qualcuno che ci ama per come siamo (pregi e difetti) che possiamo trovare la forza necessaria di accettare noi stessi, e alleggerirci il carico dalle spalle.</p>
<p>Allo stesso modo appaiono evidenti le <strong>iniezioni di vita vissuta</strong> all&#8217;interno del rapporto tra Noelle e la sorella: da sorella maggiore, Elisa ha provato ad immaginare come deve essere invece vivere dall&#8217;altra parte; ne è nato il rapporto che conosciamo: nonostante si vogliano bene non riescono a comunicare appieno e appoggiarsi l&#8217;una all&#8217;altra. Più nel caso di Evangeline, che per non gravare sulla sorella e giudicandola ancora immatura, tiene tutto dentro; ma lo stesso Noelle, che inizialmente, in modo infantile e un po&#8217; egoista, dà per scontato che sua sorella non si confidi con lei perché non abbia problemi di sorta.<br />
Saranno poi gli eventi di questo volume a costringerle a fare i conti con se stesse e a portare il loro rapporto su un livello più alto.</p>
<p>Nel bene e nel male, <strong>tutto cambia</strong>: i personaggi, come le persone, non sono immobili nel tempo, ma evolvono costantemente a volte avvicinandosi, a volte perdendosi per sempre.</p>
<p>A non cambiare, invece, è il suo <strong>stile</strong> che indugia spesso su una componente di eros appena accennata, che non mostra mai troppo e non scende mai a livelli espliciti: dopotutto è la mente umana l&#8217;afrodisiaco più potente, e il lavoro dell&#8217;artista più capace sta nello stimolare quella del lettore, gettare degli spunti, delle idee, piccoli ammiccamenti e lasciare che sia il fruitore a fare il resto, a compiere quel passo in più che rende affascinante una situazione, o una tavola come nel caso del fumetto.</p>
<p>Resta un po&#8217; di tempo per alcune domande più specifiche. <strong>La Rete è semplicemente impazzita per questa saga</strong> e per questo finale così emozionante. Elisa mi rivela che scrivere una storia che riesca a toccare il cuore dei lettori è il suo obiettivo principale: vedere persone che hanno letto Hi/Lo ridere dopo il primo volume, affezionarsi ai personaggi dopo il secondo e letteralmente scoppiare a piangere dopo l&#8217;ultimo, non poteva che essere il più grande dei riconoscimenti. Ci sono state diverse persone che, immedesimandosi in uno dei personaggi, le hanno confidato di aver pianto davvero, ed Elisa ci tiene a ringraziare di cuore queste persone, per aver permesso a questa storia di toccare le corde della loro sensibilità.</p>
<p>Un&#8217;ultima domanda riguarda <strong>la fluidità di genere e l&#8217;identità sessuale</strong>, grazie anche ad un personaggio sul quale non posso mio malgrado spendere parole per non rovinare la sorpresa a chi ancora non l&#8217;ha letto. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un&#8217;evoluzione del fumetto erotico, con tante giovani autrici che si sono avvicinate e che stanno esplorando questa fluidità con una serenità impensabile fino al decennio scorso. Anche Elisa pensa che il fumetto possa esprimere al meglio le sfaccettature della comunità LGBT, sia la difficoltà dell&#8217;accettazione di sé, sia da parte degli altri. E il modo giusto sia esprimerlo in modo naturale e delicato, e il fumetto è il medium giusto per veicolare queste tematiche.</p>
<p>Non c&#8217;è più tempo, ma confesso che avrei passato l&#8217;intera giornata a chiacchierare con Pocci della sua opera. A me non resta che invitarvi a lasciarvi trasportare dall&#8217;opera di Elisa e aspettare con ansia i suoi prossimi lavori.</p>
<p>Un ringraziamento speciale a <strong>Shockdom</strong> per il materiale e a Pocci, naturalmente, per avermi fatto commuovere con la sua arte.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Il terzo volume di <strong>Hi/Lo</strong> conclude la storia di Noelle e Kai, tanti colpi di scena e una trama che vi terrà incollati dalla prima all&#8217;ultima pagina. Per poi ricominciare tutto da capo ancora e ancora.</p>
<h2>Nerdandometro: 4,7/5</h2>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/05/10/hi-lo-volume-3-catarsi/">Hi/Lo Volume 3 – Catarsi</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Hi/Lo Volume 2 &#8211; La saga continua</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/12/14/hilo-volume-2-la-saga-continua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2016 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Elisa Pocci Pocetta]]></category>
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		<category><![CDATA[HI/LO]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-11800" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_1.jpg" alt="Hi/Lo Volume 2" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_1-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Torna, a distanza di un anno, l&#8217;interessante fumetto di <strong>Elisa &#8220;Pocci&#8221; Pocetta</strong>, talentuosa artista abruzzese che abbiamo avuto modo di <a href="https://nerdando.com/due-chiacchiere-con-elisa-pocci-pocetta-hilo/">intervistare</a> in occasione del suo debutto, con <a href="https://nerdando.com/hilo-chi-ha-rubato-il-mio-corpo/">Hi/Lo</a>, edito da <strong>Shockdom</strong>.</p>
<h2>La trama</h2>
<p>Per chi non conoscesse il tema di questo fumetto, il mio consiglio è di correre a recuperare il primo volume in modo da seguire per bene le vicende dei due protagonisti: Noelle e Kai. Partendo da un vecchio pretesto narrativo come quello dello scambio di corpi, Pocci coglie l&#8217;occasione di approfondire le dinamiche uomo-donna nel panorama post adolescenziale dei primi anni universitari, dove a persone già mature si contrappongono altre che non riescono a superare la sindrome di Peter Pan, con psicodinamiche in eterno movimento che chiunque abbia vissuto i vent&#8217;anni non faticherà a riconoscere nei propri trascorsi.</p>
<p>Con <strong>Hi/Lo Volume 2</strong>, riprendiamo la storia proprio lì dove l&#8217;avevamo lasciata l&#8217;anno scorso. Noelle e Kai sono avvinghiati in una situazione altamente imbarazzante nel momento in cui fa capolino Candice, la fidanzata di Kai. Da qui partono situazioni paradossali al limite del grottesco con Noelle che deve fare buon visto a cattivo gioco per non rovinare il rapporto tra i altri due (che per altro detesta senza remore) e con Kai che inizia a far la conoscenza con l&#8217;universo femminile. Il tutto nel disperato tentativo di trovare un modo per riappropriarsi dei propri legittimi corpi.</p>
<p>L&#8217;occasione è ghiotta per iniziare a conoscere le dinamiche dell'&#8221;altro&#8221; sesso e iniziare così a scoprire che le cose non sempre sono come ce le si immagina.<br />
Pocci non lesina sulla satira sociale, sempre ben celata sotto un bel sorriso e dalla leggerezza che la contraddistingue, ma non si lascia sfuggire l&#8217;occasione di regalare numerose stoccate <em>bipartisan</em>: dalla scarsa sopportazione del dolore maschile alle dinamiche da vipere delle <em>gang</em> femminili. E se per caso vi siete sempre chiesti come reagirebbe un uomo se dovesse affrontare le mestruazioni, qui avete finalmente la risposta ai vostri dubbi.</p>
<p>L&#8217;elemento che più mi ha colpito è stato il risvolto inatteso nelle sottotrame: Noelle e Kai iniziano per forza di cose a conoscersi in profondità, vanno oltre quell&#8217;aspetto terribilmente superficiale che li legava ad un (non) velato odio reciproco. Scopriamo quindi che c&#8217;è un motivo per ogni cosa, e non si tratta di motivazioni banali o scontate; alle spalle dei protagonisti (ma non è forse così per ognuno di noi?) ci sono storie non raccontate, spesso messe sotto chiave e segregate in angolini nascosti della memoria, dalle quali siamo però fortemente ed irrimediabilmente condizionati. Ecco che quindi ogni persona diventa personaggio: indossa una maschera, quella più comoda e facile, pur di nascondere le proprie frustrazioni e debolezze. Kai nei panni di Noelle sarà costretto a rendersi conto che essere donne non è banale come sembra e che i traumi del proprio passato spesso non sono sufficienti per tenersi lontano da situazioni sgradevoli e da compagnie insopportabili: anzi, spesso sono proprio la ragione dell&#8217;affannarsi quotidiano, in un disperato bisogno di accettazione che oscilla pericolosamente tra il junghiano e il pirandelliano.<br />
Noelle, nei panni di Kai, dovrà confrontarsi con la difficoltà di essere uomo, di mantenere fede alle aspettative altrui, e soprattutto di non mostrare mai le proprie debolezze.<br />
Veniamo così a scoprire retroscena dolorosi e inquietanti; non appena si inizia a grattare il primo strato ecco emergere gli orrori del vaso di Pandora, ed è qui che il fumetto a mio avviso acquista quello spessore che lo fa emergere rispetto ad altri a cui sarebbe facile accostarlo. Fumetto per ragazze? Certamente. Comico, leggero, spensierato? Sì, nettamente. Eppure anche profondo: non troppo da renderlo pesante, ma abbastanza per far rizzare le antenne ad un vecchio nerd come me, che secondo i canoni standard non dovrebbe avere il minimo interesse in questo genere di fumetto.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-11801" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/hilo_vol2_2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Lo stile</h2>
<p>Solo apparentemente vicino al manga, lo stile di Pocci ricorda molto di più il fumetto francese. Assolutamente splendida la qualità grafica del suo tratto, pulito ma ricco di dettagli, soprattutto nei fondali; esplosivo nella dinamica delle vignette, mai uguale tavola dopo tavola, con personaggi che emergono dirompenti, distruggendo gli spazi prefissati e andando a fondersi con sfondi appartenenti ad altri spazi; ma grande punto di forza sono testi e dialoghi: rapidi, scattanti, che si rincorrono senza sosta in un crescendo pagina dopo pagina. Hi/Lo è un vero piacere da leggere, incolla alle pagine e rende quasi impossibile fermarsi; al punto che ho dovuto rileggerlo una seconda volta per dedicarmi ai dettagli del disegno.<br />
Infine c&#8217;è l&#8217;erotismo, satirico anch&#8217;esso, onnipresente eppure mai volgare, mai esagerato: Pocci avrebbe potuto cedere alle lusinghe delle fantasie erotiche di un contesto tanto intrigante, invece sceglie di mantenere fede al proprio stile, alla propria visione dell&#8217;eros, lasciando alla fantasia del lettore il compito di fare il resto.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Forse è vero: Hi/Lo non è il fumetto adatto a me; nulla nella trama, nello stile, nelle scelte del soggetto avrebbero dovuto attirarmi. Eppure sono rimasto folgorato dall&#8217;articolo scritto un anno fa da Clack e non ho esitato un attimo nel leggerlo: la sensazione d&#8217;istinto è stata quella corretta. Ho amato il primo volume e semplicemente adorato il secondo. Non vedo l&#8217;ora che esca il terzo.</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p>Hi/Lo Volume 2 è venduto al prezzo di 12,00 euro ed è acquistabile sul sito dell&#8217;editore.</p>
<p>Grazie a <strong>Shockdom</strong> per avermi dato la possibilità di leggere questo appassionante seguito.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Hi/Lo Volume 2</strong> è bello, fresco e, soprattutto, profondo. Un fumetto che non può mancare nelle librerie degli amanti del genere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/12/14/hilo-volume-2-la-saga-continua/">Hi/Lo Volume 2 &#8211; La saga continua</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Elisa Pocci Pocetta (Hi/Lo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 13:00:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Elisa Pocci Pocetta]]></category>
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		<category><![CDATA[HI/LO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Solare, simpatica e disponibile: Elisa Pocci Pocetta è la giovane autrice del fumetto Shockdom Hi/Lo, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo, dopo aver letto i primi capitoli. Ho avuto modo di incontrare di persona l&#8217;autrice, abruzzese come me, durante la presentazione del suo volume presso il Games Academy Pescara dove, tra la folla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/12/21/due-chiacchiere-con-elisa-pocci-pocetta-hilo/">Due chiacchiere con: Elisa Pocci Pocetta (Hi/Lo)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh3.googleusercontent.com/3wPzlkfbWTaIKFUwToUngfFgMtqC_ZIj_3VUizEwCUjcB6WO-ptC2VsudPM_BOfRV6nII7CqrZEt=w958-h639" width="958" height="639" class="aligncenter" />Solare, simpatica e disponibile: <strong>Elisa Pocci Pocetta</strong> è la giovane autrice del fumetto <strong>Shockdom</strong> <strong><em>Hi/Lo</em></strong>, di cui vi abbiamo parlato <a href="https://nerdando.com/hilo-chi-ha-rubato-il-mio-corpo/" target="_blank">in questo articolo</a>, dopo aver letto i primi capitoli.<br />
Ho avuto modo di incontrare di persona l&#8217;autrice, abruzzese come me, durante la presentazione del suo volume presso il <strong>Games Academy Pescara</strong> dove, tra la folla accorsa per una dedica o un disegno, ho potuto scambiare due chiacchiere con lei per conoscerla meglio.</p>
<p><strong>Claudia: Cominciamo parlando di te: chi è Pocci e com&#8217;è nata la sua passione per il disegno?<br />
Pocci:</strong> Ciao a tutti! Dunque, Pocci è il soprannome e nome d’arte di <strong>Elisa Pocetta</strong>, cioè la sottoscritta! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ho iniziato a disegnare da quando ne ho memoria, ma la vera passione credo sia nata alle elementari, quando mi drogavo di cartoni animati anni ’90 e riproducevo i miei episodi preferiti in quelle che solo successivamente avrei identificato come “vignette”. Si può dire quindi che ho iniziato a disegnare fumetti da prima di sapere cosa effettivamente fossero! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> La mia passione si è poi sviluppata alle medie, in cui oltre al classico “<strong><em>Minni e Company</em></strong>” iniziai ad acquistare i <strong>manga</strong>, che sono stati la mia ispirazione principale anche durante gli anni del liceo e che mi hanno spinta a muovere i passi verso la creazione di storie interamente mie. <strong><em>Hi/Lo</em></strong> fu proprio una di queste.</p>
<p><strong>C: Quando ti sei resa conto di volere che la tua passione diventasse il tuo lavoro?<br />
P:</strong> Penso di essermene accorta molto presto, cioè appena ho capito quanto mi piacesse disegnare e raccontare, soprattutto. Una volta uscita dal liceo classico, avevo già deciso da tempo di imparare a disegnare professionalmente e capire come funzionasse questo mestiere, per cui seguii il mio cuore e mi iscrissi alla <strong>Scuola Internazionale di Comics</strong>. Fu un bel lavoraccio per me che non avevo mai fatto studi artistici partire dall’anatomia e prospettiva! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>C: Quali autori ritieni siano stati fondamentali per la tua formazione, per il tuo stile e per la tua ispirazione?<br />
P:</strong> Sicuramente, come forse si può intuire dal mio stile, l’influenza principale è stata <strong>Alessandro Barbucci</strong>. Dopo averlo conosciuto ho iniziato a “muovere i primi passi” verso un disegno più personale e che non fosse un’imitazione dei cartoni che vedevo e dei manga che leggevo al liceo. Poi da lì mi si è aperto un mondo, e ho conosciuto altri grandi artisti che mi hanno influenzata anche non avendo a che fare con lo stile “<strong>euromanga</strong>”. Attualmente la prima su tutti è <strong>Mirka Andolfo</strong>, che ha artisticamente una dinamicità, freschezza e sensualità che poche hanno, secondo me. Poi per ispirarmi ho tantissimi riferimenti: da <strong>Moebius</strong> a<strong> Loisel</strong>, da <strong>Alex Alice</strong> a <strong>Margaux Kindhauser</strong>, da <strong>Frezzato</strong> ad <strong>Aurore</strong>. Ultimamente mi dà tantissimo Nesskain. E, non in ultimo di importanza, i tantissimi esordienti iperbravi che sono in giro sul web! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>C: Sappiamo che hai iniziato dal web: com&#8217;è nata la tua collaborazione con Shockdom e come hai vissuto il passaggio dal digitale al supporto cartaceo?<br />
P:</strong> È nato tutto in modo molto fortuito, nel senso che non mi aspettavo davvero mi potessero notare. Avevo iniziato questo fumetto, <strong><em>Hi/Lo</em></strong>, per esercitarmi, fare pratica e crescere artisticamente, perché penso tuttora che se si ha bisogno di migliorare come fumettista niente ti fa crescere come macinare tavole. Scelsi questa commedia che avevo abbozzato anni prima, la rimaneggiai e iniziai a disegnarla. Col mio ragazzo aprimmo la pagina e iniziammo a caricare i nostri rispettivi webcomics, e vedemmo che c’era diversa gente che si stava appassionando. Quando avevo circa una decina di pagine online, <strong>Shockdom</strong> contattò la pagina per il cartaceo, ma avevo davvero poche pagine che dapprima furono inserite nell’antologia “<strong><em>Yin</em></strong>”. Qualche mese più tardi fui ricontattata per il volume monografico. Per me fu un sogno… Finalmente avrei avuto tra le mani il primo volume di una mia storia. Potete immaginare come mi sentii quando lo strinsi tra le mani e lo sfogliai la prima volta. Ancora mi emoziono. Il digitale è bello per avere le opinioni e le emozioni dei lettori, ed è un mezzo stupendo. Ma personalmente lo vedo come, appunto, un mezzo per il “fine” che è il cartaceo.</p>
<p><strong>C: Parliamo di <em>Hi/Lo</em>: prima di tutto, come mai la scelta di questo titolo? Com&#8217;è nata l&#8217;idea di base?<br />
P:</strong> Come anticipato prima, l’idea è nata alle scuole medie, quando ero ammaliata dalla commedia strampalata di “<strong><em>Ranma ½</em></strong>”. Dopo aver letto il libro “<em><strong>Freaky Friday</strong></em>”, una mia amica ed io avevamo iniziato a pensare che sarebbe stato divertente se uno scambio di corpo fosse avvenuto tra un ragazzo e una ragazza diametralmente opposti e che non potevano in nessun modo sopportarsi, ed ancora di più se intorno a loro c’era un nutrito gruppo di personaggi di contorno che avrebbero pagato le conseguenze. Certo, allora non potevo sapere quante produzioni c’erano e ci sarebbero state sullo scambio di corpo tra due ragazzi, ma anche se la storia e alcuni personaggi erano molto diversi, e alcune dinamiche che oggi ci sono tra loro nel fumetto erano addirittura invertite, la ‘sostanza’ c’era già. Così, quando due anni fa decisi di mettermi a disegnare un intero fumetto, volli partire con qualcosa di semplice come una commedia, scelsi questa storia, la rimodellai in modo coerente e partii con questa avventura. Mancava solo il titolo, che trovai nell’espressione anglofona ‘<strong>hi-lo</strong>’, abbreviazione di ‘high’ (al massimo) e ‘low’ (al minimo). In molti mi chiedono il senso del titolo, ed io rispondo che rappresenta i due protagonisti e il modo in cui Noelle e Kai vedono e vivono la vita, come a rimarcare l’essere completamente agli opposti. Oltretutto sono due termini che vengono usati principalmente nell’elettronica (come le manopole del volume, ad esempio) e più in generale nelle ‘sensazioni’. Proprio per questo ho deciso che ogni volume dovrebbe avere un titolo che riguardi l’elettricità ma che sintetizzi il contenuto del volume stesso: a partire dal primo, che in “<strong>Body Electricity</strong>” racchiude la tensione tra loro due prima e dopo lo scambio. Ma queste sono comunque percezioni mie, magari al lettore possono sembrare poco coerenti! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>C: La storia ha una tematica vicina agli adolescenti ma il modo in cui viene raccontata rende l&#8217;albo godibile anche per un pubblico più maturo: a chi è destinato, nelle tue intenzioni, <em>Hi/Lo</em>?<br />
P:</strong> Nelle mie intenzioni <strong><em>Hi/Lo</em></strong> è per chiunque voglia rilassarsi e farsi una risata con una commedia sentimentale strampalata, a prescindere dall’età, dal sesso e dal genere che si predilige solitamente. D’altro canto mi piace inserire dinamiche e comportamenti nei personaggi che possano dare al lettore quello spunto di riflessione, quel piccolo suggerimento più profondo della battuta scema che lo spinga ad andare avanti e leggere a un livello più introspettivo la vicenda. E devo dire che sono a dir poco felice sapendo di persone che lo fanno e apprezzano <em>Hi/Lo</em> per questo!</p>
<p><strong>C: L&#8217;incontro al Games Academy di Pescara ha avuto molto successo, con una grande presenza di pubblico: ti aspettavi un riscontro del genere? Cosa si prova ad avere un contatto di persona con i lettori?<br />
P:</strong> Non mi aspettavo assolutamente questo successo, io stessa non mi capacito delle persone che sono venute da me per farsi fare un disegno sul volume, tutte sorridenti e dolcissime. Non posso che inchinarmi davanti a loro ed essere incredibilmente riconoscente, perché se vado avanti e supero momenti un po’ più difficili è solo grazie a chi ama quello che faccio, e posso solamente trasmettere tutta la mia gratitudine a chi legge <strong><em>Hi/Lo</em></strong> impegnandomi al massimo per il seguito (e stritolare di abbracci riconoscenti chi mi viene a conoscere :D)!</p>
<p><strong>C: puoi raccontarci qualche richiesta particolare che hai ricevuto durante la sessione di autografi?<br />
P:</strong> Penso la richiesta più divertente finora è stata quella di un ragazzo che mi chiese di disegnargli <strong>Candice</strong>, non tanto per il personaggio quanto perché “<em>non è che Noelle mi sta sulle scatole, ma Candice è più fica. Cioè, sì, un po’ Noelle mi sta sulle scatole, dai, è la classica ragazzetta stupida. Candice è molto meglio. Forza Candice</em>.” Insomma, io ve l’ho raccontato con eufemismi, ma è stato divertentissimo per me. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>C: quanto è importante, per te, il rapporto con i tuoi lettori? I loro feedback ti sono utili per sviluppare le tue idee?<br />
P:</strong> Assolutamente. Per me, oltre il fatto che da una critica, un pensiero o anche un’osservazione intelligente può nascere uno spunto per migliorare o sviluppare meglio un passaggio o una tecnica di disegno o colore, è di fondamentale importanza sapere come reagiscono i lettori a determinate scelte che faccio, e più in particolare ad alcuni aspetti dei personaggi che si muovono nella vicenda.</p>
<p><strong>C: raccontaci qualcosa della realizzazione di <em>Hi/Lo</em>: cosa ti è stato più semplice durante il percorso creativo e cosa è stato invece difficilissimo?<br />
P:</strong> La cosa più semplice penso sia stata creare i protagonisti, sia nel design che nella caratterizzazione, e più specificatamente Noelle: lei è più di tutti quella che mi viene più facile da disegnare e da far muovere e parlare, e mi aiuta tantissimissimo nell’approcciarmi al corpo maschile quando è dentro Kai. E’ grazie a lei se mi sto impratichendo con l’anatomia maschile con la quale all’inizio (insieme agli sfondi) avevo enormi difficoltà, anche se devo ammettere che pure Kai esce fuori da solo il più delle volte. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> La cosa più difficile invece credo sia avere un numero di pagine limitato, per ogni capitolo. Dovrebbero avere una lunghezza costante e a volte mi tocca tagliare o ridimensionare alcuni argomenti che mi piacerebbe invece tantissimo approfondire. Credo sia l’aspetto un po’ più negativo di pubblicare un albo cartaceo.</p>
<p><strong>C: hai dei rituali o delle abitudini che ami ripetere quando disegni?<br />
P:</strong> Rituali veri e propri forse no, ma di abitudini ne ho molte, e tutte cattive: non tempero le matite, cancello moltissimo e sono parecchio disordinata sul tavolo da lavoro! Ma in compenso per quanto concerne il fumetto e come lavorarlo mentalmente sono ordinatissima; per cui sono un cattivo esempio nell’esecuzione ma non nel prodotto finale, non preoccupatevi! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>C: in genere da cosa trai ispirazione per la creazione di un nuovo lavoro?<br />
P:</strong> L’ispirazione per nuove idee, spunti o progetti interi mi vengono da immagini, trailer, concept che vedo e che mi colpiscono, che trovo istantaneamente evocativi e stimolanti. Persino da palette particolari di colori… Penso la mia mente ragioni moltissimo ‘a colori’, più di ogni altra cosa.</p>
<p><strong>C: progetti futuri?<br />
P:</strong> Per il momento il mio scopo è terminare <strong><em>Hi/Lo</em></strong> come l’ho concepito e come ce l’ho in testa, nella speranza che venga fuori un’opera non dico superba, ma quantomeno piacevole e divertente! ^_^ Dopo ciò, ci sono almeno altri due progetti che mi piacerebbe realizzare, uno in particolare di genere che io definisco fantascienza/fiaba, ma non sono ancora pronta ad affrontarlo come si deve per rendere giustizia a ciò che ho in mente! Spero che <em><strong>Hi/Lo</strong></em> mi aiuti soprattutto in questo: a diventare un giorno la fumettista che sogno di essere da sempre! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Ringraziamo Elisa per la bella chiacchierata e le auguriamo ancora tanti successi!</p>
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