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	<title>Ducktales - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Darkwing Duck &#8211; The Duck Knight Returns: certi amori non finiscono</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/05/24/darkwing-duck-the-duck-knight-returns-certi-amori-non-finiscono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 08:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
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<p>Recensione Io sono il terrore che svolazza nella notte. Io sono Darkwing Duck! Che emozione quando qualcosa proveniente dalla tua infanzia torna a nuova vita nella tua età adulta, come a ricordarti che il tempo potrà anche passare ma su alcune cose non ha alcun effetto. Darkwing Duck è stato una pietra miliare della mia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Darkwing Duck" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-50098" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck.jpg" alt="Darkwing Duck" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Darkwing-Duck-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p><em>Io sono il terrore che svolazza nella notte.<br />
</em><em>Io sono Darkwing Duck!</em></p>
<p>Che emozione quando qualcosa proveniente dalla tua infanzia torna a nuova vita nella tua età adulta, come a ricordarti che il tempo potrà anche passare ma su alcune cose non ha alcun effetto.<br />
<em><strong>Darkwing Duck</strong></em> è stato una pietra miliare della mia infanzia, talmente tanto da restarmi impresso nella memoria per gli anni a venire.<br />
Sono stata felicissima, quindi, di scoprire che <strong>Panini Comics</strong> avrebbe dato alle stampe <strong><em>Darkwing Duck &#8211; The Duck Knight Returns</em></strong>, volume cartonato che raccoglie le storie apparse per la prima volta in quattro puntate sul Club dei supereroi e disponibile a partire dal 28 aprile 2023.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Il crimine è sconfitto a St. Canard grazie all&#8217;efficientissima polizia robotica della Quackwerks Corporation e <strong>Drake Mallard</strong>, appesi mantello e cappellone viola al chiodo, trascorre la vita da semplice impiegato d&#8217;ufficio, rimpiangendo i giorni in cui difendeva la città dai supercriminali mascherati.<br />
Eppure la situazione potrebbe rivelarsi meno trasparente di come sembra e, complice il ritorno in attività dei Cinici <del>Cinque</del> Quattro, <strong>Darkwing Duck</strong> potrebbe trovarsi costretto a tornare in azione.</p>
<h2>Stile</h2>
<p>Dalla TV alla carta stampata in grande stile. <em>Darkwing Duck</em>, come ricorderanno i miei coetanei, nasceva per il piccolo schermo: la serie animata spin-off della popolare <strong><em>Ducktales</em></strong> (dalla quale prende anche alcuni dei personaggi di contorno) è andata in onda negli Stati Uniti a partire dal 1991, per approdare sui nostri schermi nel 1993. Creata da <strong>Tad Stones</strong>, si componeva di 91 episodi di 20 minuti circa e seguiva le avventure dell&#8217;iconico giustiziere mascherato di St. Canard.</p>
<p>Se l&#8217;idea di base vi ricorda un certo giustiziere mascherato dei fumetti di nome <strong>Batman</strong>, non vi stupirete allora di scoprire che, nel suo passaggio su carta, Darkwing Duck omaggia proprio l&#8217;uomo pipistrello. <em>The Duck Knight Returns</em>, già dalla copertina, si presenta come un tributo a <em><strong>Il ritorno del Cavaliere Oscuro</strong></em> di <strong>Frank Miller</strong> ma, a parte l&#8217;idea iniziale, si declina pienamente come un&#8217;avventura di Darkwing Duck, proprio come quelle che guardavamo in TV da bambini.</p>
<p>Abbandonati i teleschermi alla fine degli anni Novanta, infatti, Darkwing Duck approda nel panorama del fumetto nel 2010 con <em>The Duck Knight Returns</em>, ideata da <strong>Aaron Sparrow</strong> e realizzata da <strong>Ian Brill</strong> e <strong>James Silvani</strong> per Boom! Studios. In Italia la serie era arrivata in quattro episodi su Il Club dei Supereroi ma, finalmente, quest&#8217;anno arriva in volume unico grazie a Panini Comics.</p>
<p>Leggere <em>Darkwing Duck &#8211; The Duck Knight Returns</em> è stato <strong>un tuffo nei ricordi</strong> per me! Ho amato il modo in cui la storia ha saputo rispecchiare lo stile dei personaggi e delle atmosfere televisive e come ha saputo inserirsi nel continuum narrativo.<br />
A livello grafico, disegni e colori sono stupendi, in pieno stile Darkwing Duck!<br />
Interessantissime, inoltre, le note a fine volume, che ripercorrono la storia editoriale del personaggio, tra TV e fumetto.</p>
<h2>Edizione</h2>
<p><strong>Panini Comics</strong> ha colmato un enorme vuoto con la pubblicazione di <em>Darkwing Duck &#8211; The Duck Knight Returns</em> e lo ha fatto in grande stile. L&#8217;edizione speciale in uscita il 28 aprile 2023 è curatissima in ogni dettaglio e farà felicissimi gli appassionati come me.<br />
La trovate disponibile al prezzo di copertina di 11,50€. Un grazie a Panini per aver portato in Italia questa avventura e per la copia che ci ha fornito per la nostra recensione.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong><em>Darkwing Duck &#8211; The Duck Knight Returns</em></strong> porta con successo su carta le avventure televisive del terrore che svolazza nella notte. Un vero must have!</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_azzurro.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41512" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_azzurro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
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		<title>#LuccaCG19 &#8211;  Incontro con Don Rosa</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/10/30/luccacg19-incontro-con-don-rosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 15:42:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
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<p>Don Rosa Lucca Comics &#38; Games ci regala da sempre la possibilità di intervistare grandi protagonisti dell&#8217;immaginario nerd e quest&#8217;anno è toccato a Don Rosa. Nella cornice della Sala dell&#8217;Oro della Camera di Commercio di Lucca, che da sempre è quartier generale della stampa presente in fiera, si è svolto un incontro a porte chiuse [&#8230;]</p>
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<h2>Don Rosa</h2>
<p><strong>Lucca Comics &amp; Games</strong> ci regala da sempre la possibilità di intervistare grandi protagonisti dell&#8217;immaginario nerd e quest&#8217;anno è toccato a <strong>Don Rosa</strong>.<br />
Nella cornice della <strong>Sala dell&#8217;Oro</strong> della Camera di Commercio di Lucca, che da sempre è quartier generale della stampa presente in fiera, si è svolto un incontro a porte chiuse con il grande autore Disney.</p>
<p>Il nome di Don Rosa è senza dubbio legato alla saga di <strong>Paperon de&#8217; Paperoni</strong> e il disegnatore statunitense è considerato l&#8217;erede diretto del grande <strong>Carl Barks</strong>, oltre che ultimo grande autore americano in un momento storico in cui sono i disegnatori europei ed italiani a portare avanti la tradizione Disney a fumetti.</p>
<h2>Lucca</h2>
<p>Il nostro incontro si è svolto a <strong>Lucca</strong> e non poteva che aprirsi con una nota su Lucca: <strong>Don Rosa</strong> ha detto che si trova nella città toscana per i fan e non per fare il turista, quindi non ha avuto il tempo di soffermarsi troppo sulle architetture. Non si tratta del primo viaggio, il primo incontro con Lucca era avvenuto infatti <strong>26 anni fa</strong> e in quell&#8217;occasione ha avuto la possibilità per godersi appieno la città.<br />
Sulle differenze e commistioni tra cultura alta e cultura bassa, Rosa ha constatato di non aver visto abbastanza della città per poter dare una risposta esaustiva.</p>
<h2>I paperi</h2>
<p>Il nome di Don Rosa è senza dubbio legato ai <strong>paperi Disney</strong> più famosi del mondo, ultimamente protagonisti in TV della nuova serie animata <em><strong>Ducktales</strong></em>. Sul prodotto nello specifico, Don Rosa si è dimostrato molto critico, dicendosi non troppo contento che Disney prenda il suo lavoro e quello di <strong>Carl Barks</strong> per modificarlo così profondamente e trasformarlo in qualcosa di così sopra le righe e così diverso dall&#8217;originale.<br />
C&#8217;è molta differenza, secondo l&#8217;autore, tra l&#8217;Italia e gli Stati Uniti: in America sono in pochi a riconoscerlo per quello che ha disegnato, tanto che nelle convention porta con sé un cartello con scritto &#8220;<strong><em>Qui non si disegnano Ducktales</em></strong>&#8220;. Probabilmente sono pochi gli americani a sapere che Zio Paperone, Paperino e gli altri personaggi sono stati fumetti prima che cartoni animati. Per quanto la situazione lo amareggi, comunque, è consapevole che c&#8217;è ben poco che possa fare, visto che i diritti appartengono a Disney.</p>
<h2>Il ritiro</h2>
<p>Interrogato sulla possibilità di <strong>riprendere in mano matite e chine</strong> nonostante il ritiro, Don Rosa è stato categorico, rispondendo con un secco &#8220;<strong><em>No!</em></strong>&#8221; alle domande su questo argomento.<br />
L&#8217;autore ha dichiarato che nulla potrebbe riportarlo a raccontare storie. Ha raccontato di essere cresciuto con il bisogno di raccontare storie, mescolando vecchi film e fumetti trovati in casa. Al college tutte queste storie si sono evolute diventanto dapprima storie scritte con amici, poi fanzine, il tutto fatto solo per passione.</p>
<p>In Europa, finalmente, il suo sogno è diventato realtà quando gli è stato chiesto di sviluppare i personaggi creati a suo tempo da <strong>Carl Barks</strong>: un lavoro andato avanti per ben vent&#8217;anni. È stato l&#8217;amore dimostrato dai fan e il suo stesso trasporto per le storie a far sì che il progetto si protraesse tanto a lungo. Ancora una volta, Rosa non ha risparmiato fendenti a Disney, dichiarando che è stato proprio quello che ha definito &#8220;<strong>il sistema Disney</strong>&#8221; a distruggere il suo entusiasmo e non rimpiange per niente la decisione di smettere. Sono i fan, invece, tuttora a trasmettergli energia e a portarlo nelle convention a disegnare anche per dieci ore di fila.<br />
Il rapporto travagliato con Disney, ha portato Don Rosa a maturare la decisione di inserire un <strong>watermark</strong> nei suoi lavori, in modo che non potessero più essere sfruttati impunemente dalla casa. L&#8217;utilizzo del suo lavoro in moltissimi prodotti di merchandising su cui lui non aveva nessun tipo di controllo (oltre che nessun guadagno) era ciò che lo disgustava maggiormente. Apponendo il copyright, il tentativo che ha fatto è stato quello di evitare che il suo nome apparisse su prodotti che ritiene di bassa qualità.</p>
<h2>La cultura in America</h2>
<p>Alla spinosa domanda &#8220;<em>Se tu fossi ministro della cultura in America, cosa faresti per rianimarla?</em>&#8220;, Don Rosa ha risposto che è almeno dagli anni Ottanta che non si occupa di <strong>fumetti americani</strong>. Il suo pensiero è che comunque negli Stati Uniti attualmente si parli solo di <strong>supereroi</strong>, ma non legge i fumetti da anni per cui non si sente qualificato a dare un&#8217;opinione in merito. Ha dichiarato che, dall&#8217;esterno, è come se in America ci fosse ormai un solo ed unico genere, quello supereroistico. La sua impressione è che in Europa ci sia più pensiero plurale rispetto agli Stati Uniti.</p>
<h2>Zio Paperone</h2>
<p>L&#8217;incontro si è chiuso sul personaggio di <strong>Zio Paperone</strong>, forse il più iconico nella lunga produzione di Don Rosa. L&#8217;artista ha raccontato che il suo intento era quello di <strong>raccontare delle storie di avventura</strong>, come aveva fatto Carl Barks prima di lui. Gli piaceva l&#8217;idea di raccontare qualcosa su Zio Paperone e inizialmente pensava che si sarebbe trattato di una sola storia ma, visto il successo, è stata seguita da una seconda e così via. È consapevole del fatto che in Italia Zio Paperone è famoso per la caratteristica dell&#8217;avarizia ma non era quello che a lui interessava raccontare: non gli piaceva l&#8217;idea che il personaggio non avesse caratteristiche positive. Il &#8220;suo&#8221; Zio Paperone, quindi, è più interessato a collezionare trofei che ad accumulare denaro. Non voleva che Zio Paperone fosse solo un avaro, voleva approfondirlo e renderlo più interessante prima di tutto dal suo punto di vista.</p>
<h2>Il futuro</h2>
<p>&#8220;<em>Ci sono aspetti del <strong>nostro presente</strong> che vorrebbe che i nuovi autori affrontassero e approfondissero?</em>&#8221; Su questo punto Don Rosa ha dichiarato che non si pone in maniera così profonda, il suo intento è quello di intrattenere e far divertire la gente. Da autore, non ha mai ambientato delle storie nel presente ma si è sempre rifatto agli anni Cinquanta.</p>
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		<title>Nerdando Awards 2017 &#8211; Serie TV</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2017 13:00:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nerdando Awards" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Oggi è la volta di premiare le migliori serie TV. Vi ricordo che ogni membro della redazione ha votato per una serie TV con la quale è venuto in contatto quest&#8217;anno ma non necessariamente uscita nel corso del 2017. Il titolo vincitore assoluto è quello che ha ricevuto più awards o, in caso di pareggio, è [&#8230;]</p>
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<p>Oggi è la volta di premiare le migliori serie TV. Vi ricordo che ogni membro della redazione ha votato per una serie TV con la quale è venuto in contatto quest&#8217;anno ma non necessariamente uscita nel corso del 2017. Il titolo vincitore assoluto è quello che ha ricevuto più awards o, in caso di pareggio, è stato scelto – dopo una nuova discussione – dalla redazione.</p>
<h3>aliquis &#8211; Gomorra</h3>
<p>La categoria in cui la scelta risulta più ardua. Personalmente ho amato la seconda stagione di <strong>Stranger Things</strong> e, se non ci fosse stato un certo <strong>Gomorra</strong>, probabilmente avrei scelto proprio la serie Netflix come award di quest&#8217;anno. Si impongono, invece, le vicende della famiglia <strong>Savastano</strong>, che continuano a portare qualità e pathos sul piccolo schermo. Menzione speciale per <strong>The Punisher</strong> che si dimostra, per me, una delle migliori serie Marvel prodotte finora.</p>
<h3>Clack &#8211; Legion</h3>
<p>Settore particolarmente ricco, quello del piccolo schermo, che ha regalato nell&#8217;ultimo anno più di una serie memorabile. Tra tutte, però, quella che mi ha colpito di più è sicuramente <b>Legion</b>, basata sull&#8217;omonimo personaggio Marvel e scritta da <strong>Noah Hawley</strong>. Colorata, smaccatamente pop, intricata, ricca di dettagli rivelatori e colpi di scena, Legion è un prodotto estremamente curato, come accade raramente per una serie TV.<br />
Menzione d&#8217;onore per <b>Stranger Things</b>, perché questa serie, già dalla prima stagione, mi ha conquistata inesorabilmente.</p>
<h3>FrankieDedo &#8211; Twin Peaks</h3>
<p>Non poteva essere altrimenti. Il gigantesco film da 18 ore di <strong>David Lynch</strong> è un capolavoro. Non so da dove cominciare, l&#8217;ultima volta che ne ho parlato ne è uscito fuori <a href="https://nerdando.com/2017/09/23/twin-peaks-il-ritorno-chi-e-il-sognatore/">un articolo chilometrico</a>. Il ritorno alla città di confine è un&#8217;esperienza sensoriale e mentale unica. Questa è LA serie, un qualcosa di così potente e immenso che quasi sconfina nel mondo reale e ci condiziona attivamente. Forse la miglior serie degli ultimi 10 anni (escludendo Scrubs, ovviamente).</p>
<h3>Gattiveria &#8211; Westworld</h3>
<p>Anche in questo caso grande annata: <strong>Stranger Things</strong> o <strong>Penny Dreadful</strong>?<br />
<strong>Discovery</strong> è un capolavoro assoluto: nuove idee e puro spirito trek.<br />
Ho adorato<strong> The Crown</strong> (soprattutto per la presenza del mio amato undicesimo dottore), ma forse quello che più mi ha trasmesso la scimmia è <strong>Westworld</strong> per originalità della sceneggiatura e capacità attoriale di tutti i protagonisti.</p>
<h3>Giakimo &#8211; DuckTales</h3>
<p>Pochi preamboli qui, vedo poche serie tv, non seguo nessuna delle serie fenomeno come <strong>Game of Thrones</strong> o <strong>Stranger Things</strong> e, tranne le serie Marvel/Netflix, raramente guardo qualcosa appena uscita.<br />
Per cui, nel probabile disinteresse generale, dico che la serie dell’anno per me è <strong>DuckTales</strong>. Da mega-fan Disney fremevo per questo reboot e nonostante la grafica poco disneyana, la promuovo a pieni voti, che peraltro è appena all&#8217;inizio. Ci sono tutti gli ingredienti delle storie classiche di <strong>Carl Barks</strong> ma anche di <strong>Don Rosa</strong>, aggiornate al mondo contemporaneo (quindi cellulari, ragazzini distratti e disinteressati ecc), con un già grande Paperone e finalmente un Paperino più simile alla sua controparte cartacea piuttosto che a quella animate.</p>
<h3>Giando &#8211; Legion</h3>
<p>Credo che <strong>Legion</strong> sia una delle poche serie tv che, alla fine di ogni puntata, mi ha fatto imprecare e desiderare una macchina del tempo per vedere la puntata seguente. Una regia totalmente fuori di testa, una colonna sonora pazzesca, personaggi e ambientazioni folli assieme ad una trama veramente mai scontata, la serie sul figlio del Professor Xavier mi ha soddisfatto appieno e ha rubato il podio alla fantastica <strong>American Gods</strong> perché ha saputo mantenersi su ottimi livelli per tutta la sua durata, anzi, è andata sempre in crescendo. Menzione di DISonore: <strong>Game of Thrones</strong>. Perché 6 stagioni con 2 puntate interessanti su 10 a stagione e poi una stagione con 7 puntate, una meglio dell’altra? Allora lo fate apposta.</p>
<h3>JayJay &#8211; Mindhunter</h3>
<p>Non è una serie immediata. In molti, dopo il primo episodio, hanno mollato il colpo reputandola “lenta” o banalmente “noiosa”. Ora, com’è riduttivo definire un libro dalla copertina, lo è definire una serie dal pilot.<br />
Questa serie evolve, cresce, i personaggi cambiano radicalmente tra la prima e l’ultima puntata perché la loro umanità è costantemente messa alla prova. E così inevitabilmente noi spettatori con loro saremmo chiamati a porci le stesse domande e affrontare gli stessi dubbi. Insomma è una serie estremamente stimolante e rilevante, al pari forse di <strong>13 Reasons Why</strong>, ma dai toni più maturi.</p>
<h3>jedi.lord &#8211; Twin Peaks</h3>
<p>Penso che il 2017 sia l&#8217;anno in cui ho guardato più serie TV in assoluto. Penso anche che, nonostante la quantità, io sia stato attento anche alla qualità: <strong>Stranger Things</strong>, <strong>Westworld</strong>, <strong>Sherlock</strong>, <strong>Vikings</strong>, il nuovo meraviglioso <strong>Ducktales</strong>. Ma purtroppo per tutte loro, quest&#8217;anno è stato anche l&#8217;anno in cui ho scoperto, assaporato e goduto quel fenomeno bizzarro, magnetico e surreale che corrisponde al nome di <strong>Twin Peaks</strong>.<br />
Tutto di seguito, dal primo episodio del 1990, passando per Fuoco cammina con me, fino ad arrivare alla spasmodica attesa settimanale per i nuovi episodi del revival. Twin Peaks mi è entrato nel cuore, mi ha incasinato il cervello, mi ha intrippato in un modo che pensavo non potesse più essere possibile.<br />
Pollicione in su per Mr. <strong>David Lynch</strong>.</p>
<h3>LC &#8211; Samurai Jack</h3>
<p>Forse qualcuno saprà che <a href="https://nerdando.com/2017/01/23/non-guardo-serie-tv/" target="_blank" rel="noopener">non guardo serie TV</a>, che mi annoiano terribilmente nel 99% dei casi.<br />
Voto quindi una serie animata (il Giudice Supremo della Nerdando Academy Tencar ha detto che è<br />
lecito): la serie conclusiva di <strong>Samurai Jack</strong>.<br />
Come dissi a maggio nella recensione, trovo che sia stata una splendida conclusione ad una storia<br />
fantastica. È stata azzeccatissima l’idea di passare ad una produzione più adulta, così come la<br />
scelta di aspettare tutti questi anni piuttosto che dare un finale insoddisfacente. <strong>Genndy Tartakovsky</strong>, hai tutto il mio rispetto, per quel niente che vale.</p>
<h3>Morgana &#8211; Legion</h3>
<p>Serie tv dedicata ad alcuni X-Men, senza però essere collegata con i film Fox, <strong>Legion</strong> è stata una sorpresa: assurdo, delirante, psichedelico. Recitato benissimo, in particolare da <strong>Dan Stevens</strong> e <strong>Aubrey Plaza</strong>.</p>
<h3>Ogariad &#8211; Rick and Morty</h3>
<p>Quando pensi che il livello massimo di black humour sia stato raggiunto con la secondo stagione e vieni totalmente zittito come fece Zlatan con la curva Nord.<br />
La terza stagione di <b>Rick and Morty </b>mi ha folgorato dal primo all&#8217;ultimo episodio e si è dimostrata ben sopra le mie aspettative.<br />
La genialità di far uscire il primo episodio l&#8217;1 Aprile spacciandolo per uno scherzo poi&#8230;Incredibile.</p>
<h3>Penny &#8211; Stranger Things</h3>
<p>Senza tanto pensarci, vado a colpo sicuro: <strong>Stranger Things</strong>, stagione 2. L&#8217;ho adorata tantissimo, mi ha colpita ed entusiasmata, attratta e portata al binge watching. Dall&#8217;evoluzione dei personaggi a tutto ciò che caratterizza la cittadella di Hawkins, per non parlare del Sottosopra, dell&#8217;alone di mistero che avvolge la vicenda e dell&#8217;aria nerd che i protagonisti non cercano mai di nascondere.</p>
<h3>Solidea &#8211; Bates Motel</h3>
<p>Quest’anno di serie tv ne ho viste davvero tante, tantissime. Probabilmente come mai prima d’ora ho mandato giù stagioni di ogni genere, puntate su puntate, però la serie che più mi è rimasta impressa è stata <strong>Bates Motel</strong>.<br />
Il merito va a <strong>Freddie Highmore</strong> che, dopo avermi attirata verso la serie grazie alla visione del suo viso conosciuto tra i tanti volti nel catalogo Netflix, mi ha conquistata con la sua recitazione incredibilmente convincente nel ruolo di goffo ragazzino con profondi disturbi mentali.<br />
Bates Motel è composta da 5 stagioni da 10 puntate l’una, anche se su Netflix al momento sono disponibili solo le prime 4. La cura nella caratterizzazione dei personaggi è fantastica, e gli sfortunati eventi che si susseguono mi hanno portata a provare un non indifferente disagio davanti alle loro difficoltà.<br />
Se vi piacciono i thriller con pennellate dark e qualche tocco horror dovete vederla. Per forza.</p>
<h3>Tencar &#8211; Twin Peaks</h3>
<p>Dopo Lost, nulla è stato più come prima. Mi ricordo che passavo il tempo tra una puntata e l&#8217;altra a fare congetture e tirare fuori ipotesi insieme a un manipolo di (pazzi) appassionati.<br />
Nulla è stato più come prima, sì. Fino all&#8217;avvento della terza stagione di <strong>Twin Peaks</strong> che mi ha fatto uscire di testa.<br />
L&#8217;ottava puntata è un capolavoro, qualcosa di mai visto in TV. Non mi era mai venuta la pelle d&#8217;oca guardando una serie: grazie, Lynch.<br />
Menzione d&#8217;onore per un&#8217;altra serie che mi ha fatto pensare tanto, ovvero <strong>Legion</strong>.</p>
<h3>Wiwo &#8211; Adventure Time</h3>
<p>Questa serie è geniale e diventa sempre più geniale con ogni nuova stagione. Azione, avventura, caramelle, malvagi lich, amore, vampiri, cani magici, armi di distruzione di massa, minielefanti amanti delle mele e molto altro, il tutto in puntate da dieci minuti l’una, che continuano a sorprendere con svolte di trama inaspettate. La cosa più sorprendente? L’unità e la coerenza della storia, ben presenti nonostante la mole di personaggi e le ben nove stagioni uscite finora. Inutile dire che sto aspettando i nuovi episodi con trepidazione!</p>
<h3>Zeno2k &#8211; Stranger Things</h3>
<p>Davvero dura scegliere, quest&#8217;anno sono state davvero tante le serie che meriterebbero la palma d&#8217;oro. Una menzione d&#8217;onore va a <strong>Mindhunter</strong>, che mi ha appassionato sia per il taglio che per i temi trattati. Il grande ritorno di <strong>Star Trek</strong>, che aspettavo veramente da tantissimi anni, la mette direttamente in pole position: il mio franchise preferito svecchiato, rimodernato e ripensato per il gusto attuale. Un capolavoro da tutti i punti di vista.<br />
E sicuramente Discovery avrebbe vinto, se non ci fosse stata la seconda stagione di <strong>Stranger Things</strong> chem dopo un avvio che mi ha lasciato perplesso, si è dimostrata persino superiore alla prima.<br />
Una menzione anche per la decima stagione di <strong>Doctor Who</strong>, l&#8217;ultima di Capaldi è la sua migliore a mio avviso.</p>
<h2>And the winner is&#8230; Twin Peaks</h2>
<p>Anche qui un ex aequo, ma abbiamo deciso di premiare Twin Peaks perché il lavoro del duo Lynch-Frost è davvero encomiabile.</p>
<h2>Premio del pubblico: Stranger Things</h2>
<p>I lettori che hanno votato all&#8217;interno del <a href="https://www.facebook.com/groups/nerdandocom">nostro gruppo Facebook</a> non hanno avuto dubbi: Stranger Things è la loro serie dell&#8217;anno!</p>
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		<title>Qual è la migliore sigla di un cartone animato?</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/08/03/qual-la-migliore-sigla-un-cartone-animato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Aug 2017 12:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/animenight.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/animenight-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Anime Night" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/animenight-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/animenight-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/animenight-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/animenight.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Anche questa settimana abbiamo voluto innescare un rissone redazionale interrogandoci su quale sia la migliore sigla di sempre di un cartone animato. Zeno2k Corri ragazzo laggiù, corri tra lampi di blu. Call me lazy. Call me crazy. I don&#8217;t want to go to planet O. Si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille [&#8230;]</p>
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<p>Anche questa settimana abbiamo voluto innescare un rissone redazionale interrogandoci su quale sia la migliore sigla di sempre di un cartone animato.</p>
<h3>Zeno2k</h3>
<p>Corri ragazzo laggiù, corri tra lampi di blu.<br />
Call me lazy. Call me crazy. I don&#8217;t want to go to planet O.<br />
Si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole.<br />
Fantaman, Fantaman, la bacchetta si alzerà e più magica del magico sarà.<br />
Teki wo azamuku kage kage kage Ore wa hariken Hariken Polimar.<br />
Arriva Bem, nemico del mal che in bocca tien mille pugnal.<br />
Mai, mai, scorderai&#8230; l&#8217;attimo, la terra che tremò&#8230;</p>
<p>No, davvero: come si fa a sceglierne solo una?<br />
Sono cresciuto con queste sigle: canzoni con voci, strumentazioni ed arrangiamenti pazzeschi che, se non fosse stato per il tema, non avrebbero sfigurato davanti a nessun altro pezzo.<br />
Se proprio devo scegliere la preferita, tuttavia, faccio ricadere la mia decisione su <strong>Jeeg Robot d&#8217;acciaio</strong>, per mere ragioni sentimentali e per il fatto che è stato il mio primissimo album di figurine Panini.</p>
<p>Ah già: e anche perché anche arrivato a 40 anni, appena parte la canzone salto sulla poltrona a fare air guitar.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/LfjDbZo4bpw?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h3>Clack</h3>
<p>Qual è la mia sigla preferita di un cartone animato? Ecco un&#8217;altra domanda da un milione di dollari! Sono cresciuta (come tutti, immagino) guardando miriadi di cartoni animati di ogni genere e le sigle di apertura restano parte integrante della mia infanzia: collezionavo gli album di Fivelandia e passavo praticamente ogni viaggio in macchina, anche per il tragitto più breve, canticchiandone le tracce.<br />
Le canzoni cui resto affezionata sono moltissime (solo per citarne alcune: Pollon, Memole, i Cavalieri dello Zodiaco, Una spada per Lady Oscar, Sailor Moon&#8230;) e, faticando a sceglierne una, ho deciso di affidarmi all&#8217;istinto. Segnalo, quindi, la sigla che, posta di fronte alla domanda, mi è venuta automaticamente in mente: <strong>Il mistero della Pietra Azzurra</strong>! Adoravo la canzone e anche la serie animata, direi che merita di essere la vincitrice!</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/AC9S92mvb-Y?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h3>Tencar</h3>
<p>Ci ho pensato a lungo e la risposta è una sola: la sigla della seconda stagione di Ken Shiro, ovvero <strong>Tough Boy</strong>.<br />
Ma quanto era rock? Ricordo che mi serviva per fomentarmi prima della puntata, davvero micidiale!</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/di7IvMqGRhE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h3>jedi.lord</h3>
<p>Ho visto tantissimi cartoni animati nella mia vita e, a volte continuo, a farlo.<br />
Spesso mi accade di canticchiarne le sigle, soprattutto quelle che ti entravano in testa per tutto il pomeriggio con il loro motivetto accattivante e la vocina di Cristina D&#8217;avena (Mila e Shiro, per esempio, o Occhi di Gatto).</p>
<p>Ci sono sigle cui sono legato da un forte affetto, quelle dei cartoni animati che non aspettavi altro che guardare la prossima puntata: uno su tutti, D&#8217;Artagnan e i moschettieri del Re.<br />
Ma quello è affetto, non è che fosse un capolavoro quella sigla.</p>
<p>Ho deciso di sceglierne due per questo Discutendo, ma avrei potuto sceglierne almeno dieci. Poi mi dicono che sono prolisso e quindi a malincuore ho dovuto tagliare.</p>
<p>La prima è quella dei <strong>Ducktales</strong>, perché Ducktales era un grandissimo cartone animato, da piccolo lo adoravo (e da amante dei personaggi Disney come potevo non amarlo?), perché è una sigla che ti rimane in testa per secoli e perché la parte &#8220;visiva&#8221; di quella sigla è ormai patrimonio dell&#8217;umanità. E perché non vedo l&#8217;ora di vedere la nuova serie, sto letteralmente sbavando al solo pensiero.</p>
<p>La seconda l&#8217;ho scelta perché per me rappresenta la sigla più gasante della storia dei cartoni animati: quella di <strong>Ken Il Guerriero</strong>.<br />
Ditemi se riuscite a non gasarvi quando comincia il &#8220;Mai mai scorderai / l&#8217;attimo / la terra che tremò&#8221;. Io mi eccito in tempo zero e inizio a cantarla a squarciagola.<br />
Puntualmente mi viene in mente sotto la doccia e qualche mese fa ho convinto i miei compagni di squadra a metterla all&#8217;improvviso durante l&#8217;allenamento di scherma: gambe che partono a 300 km/h e spadate a destra e manca manco fossimo alle Crociate.<br />
Oh, è uno che con il pugno suo più forte ha messo KO la morte, eh. Non poteva non avere la sigla più tosta dell&#8217;universo.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/1Crm94eMuPE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h3>Giakimo</h3>
<p>La prima sigla che mi è venuta in mente è <strong>L’incorreggibile Lupin</strong>, a cui va il mio voto. Era la sigla della terza serie, quella con la giacca rosa, ma ebbe talmente tanto successo che fu riutilizzata per anni tutte le volte che programmavano il cartone. Con quel coretto e quel “Lupin” detto con due -p e pronunciato male (Luppen, invece di Lupèn, lo so sono pignolo), però cavolo era orecchiabile da morire e adesso non riesco a togliermela dalla testa. E credo non ci riuscirete nemmeno voi.<br />
Menzione speciale per questioni affettive a due sigle, quella delle <strong>DuckTales</strong> (in italiano o in inglese non fa differenza), talmente iconica che anche la nuova serie la riutilizza, e quella di <strong>Spider-Man TAS</strong>, con le schitarrate e la voce meccanica tamarra.</p>
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<h3>Gattiveria</h3>
<p>La mia sigla dei cartoni preferita?<br />
Premetto che per quanto mi riguarda, della sigla non fa solo parte la canzoncina, ma anche la storia raccontata attraverso le immagini. Per intenderci, ho apprezzato moltissimo su MTV video di canzoni terrificanti, che però raccontavano un fatto o una sensazione con una bella trama.<br />
Classe ’74, quindi posso dire di aver vissuto da ragazzina un periodo in cui di sigle dei cartoni belle ce n’erano davvero parecchie. Mi piaceva moltissimo L’uomo tigre, che sto cercando di insegnare alle mie figlie (ma che al momento preferiscono i Teen Titans o Doraemon). Trovavo molto malinconica anche se davvero suggestiva, quella di Capitan Harlock. Devo alla sigla di Lady Oscar le prime occasioni di riconoscere in una figura femminile qualità come il coraggio e l’abnegazione. Detestavo nella maniera più totale Candy Candy e le sue gigantesche code a ricciolo ai lati della testa. E amavo, moltissimo, <strong>Pollon</strong>. Graficamente divertente, orecchiabile, originale e dedicata ad un tema &#8211; quello della mitologia greca &#8211; che mi ha sempre affascinato. Sicuramente è la mia preferita.</p>
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<h3>LC</h3>
<p>Ce ne sono tante, ma veramente tante. Cercherò di sceglierne solo una, ma prima menzioni d’onore a Ken il Guerriero, Death Note, Trigun e Cowboy Bebop.<br />
Scelgo la sigla italiana di Dragon Ball Z, perché l’eccitazione senza senso che mi causava quand&#8217;ero piccolo era immensa. Anche ora ogni volta che la vedo e la sento mi prendo a bene come non mai, soprattutto al momento di “la tua fiamma oramai” con Goku che combatte con Vegeta. Ci sarebbe da citare Sborropippo.</p>
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<p>E ora, come al solito, spazio ai lettori direttamente dal <a href="https://www.facebook.com/groups/nerdandocom/">nostro gruppo Facebook</a>.</p>
<h3>Federico Cortonesi</h3>
<p>Come robot era brutto in maniera importante (la serie invece era decisamente godibile), ma la sigla di <strong>Godam</strong> per me è il miglior pezzo di Riccardo Zara e dei Cavalieri del Re.<br />
Anche se pure quella de &#8220;I Predatori del Tempo&#8221; è tanta tanta roba, ogni volta che le ascolto mi danno un leggero brivido <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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<h3>Massimiliano Sabatelli</h3>
<p>Io non ho dubbi: <strong>Capitan Harlock</strong>. Musica di Vince Tempera, cantanta dalla Banda dei Bucanieri. Per chi ha la mia età non sarà difficile ricordare lo splendido 45 giri blu (e per dirla tutta era ancora più bella la canzone sul lato B &#8220;I corsari delle stelle&#8221;, un riff di basso degno di Jaco Pastorius).</p>
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<h3>Alessio Lori Ssl</h3>
<p>La prima di <strong>Bleach: Asterisk &#8211; Orange Range.</strong><br />
Nota di merito anche alla opening di Tokyo Majin: Acid &#8211; 0:00am</p>
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