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	<title>Disney Studios - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Tron: Ares &#8211; Così non ci siamo</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/10/08/tron-ares-cosi-non-ci-siamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 12:07:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Disney Studios]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Jared Leto]]></category>
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<p>Recensione Non esagero dicendo che, quando lo vidi nel 1982, il primo TRON mi folgorò all&#8217;istante. La sola idea che, all&#8217;interno di quelle scatolette magiche piene di luci e suoni, si nascondessero delle vite, digitali ma complesse e reali, mi portò inesorabilmente verso la via del nerdismo. Ecco: se devo dare una colpa a qualcosa, [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Non esagero dicendo che, quando lo vidi nel 1982, il primo <strong><em>TRON</em></strong> mi folgorò all&#8217;istante. La sola idea che, all&#8217;interno di quelle scatolette magiche piene di luci e suoni, si nascondessero delle vite, digitali ma complesse e reali, mi portò inesorabilmente verso la via del nerdismo.<br />
Ecco: se devo dare una colpa a qualcosa, per le mie passioni, è sicuramente a <em>TRON</em>.</p>
<p>Oggi quei meccanismi risultano ingenui, strappano un sorriso, ma <strong>resta intatto il suo fascino naif</strong>, acerbo, quando bastavano alcuni cubotti in tre dimensioni e un po&#8217; di luci al neon, a creare un universo intero. E ancora oggi, a distanza di tanti anni, le moto che lasciano la scia e i frisbee che restano ancorati nell&#8217;immaginario collettivo anche di coloro che non hanno avuto la fortuna di vivere quei primi, pionieristici passi.</p>
<p>Ho salutato quindi il ritorno su grande schermo con <strong><em>TRON: Legacy</em></strong> con trepidante attesa pur conscio che il nuovo stile, modernizzato a dovere, non avrebbe potuto nulla per regalare quel senso di sorpresa e meraviglia che mi travolse da bambino. E infatti fu una cocente delusione.<br />
Ora, a distanza di quindici anni, arriva sugli schermi la sua nuova incarnazione: <em><strong>TRON: Ares</strong></em>.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Le due principali aziende informatiche (verrebbe quasi da dire &#8220;corporazioni&#8221;), <strong>Dillinger ed Encom</strong> stanno investendo milioni nella ricerca della soluzione al loro annoso problema: far sopravvivere per più di 29 minuti tutto ciò che viene programmato nel mondo virtuale e trasportato in quello reale. Per una qualche misteriosa ragione, infatti, ogni oggetto ricreato grazie a una qualche fantascientifica tecnologia laser, si destruttura e finisce in nulla.<br />
La soluzione, però, esiste già: <strong>una doppia linea di codice</strong>, prosaicamente chiamata &#8220;persistence&#8221; che il vecchio genio dell&#8217;informatica Flynn ha nascosto da qualche parte.</p>
<p>Dillinger manda il suo <strong>master control</strong>, un&#8217;IA da battaglia chiamata <strong>Ares</strong>, alla caccia di Eve Kim, CEO della Encom, per portarla all&#8217;interno del server (il &#8220;Grid&#8221;) ed estrarre il codice dalla sua memoria. Ovviamente le cose si faranno più complesse (neanche tanto a dirla tutta) e tra inseguimenti luminosi, combattimenti all&#8217;ultimo pixel, esplosioni roboanti, assisteremo a evoluzioni e prese di coscienza, tuffi (letteralmente) nel passato e cliffhanger per futuri seguiti.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-61857 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/10/tron_ares_2.jpg" alt="TRon Ares" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/10/tron_ares_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/10/tron_ares_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/10/tron_ares_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/10/tron_ares_2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Cast</h2>
<p>Il film è diretto da <strong>Joachim Rønning</strong> e interpretato da Jared Leto, Greta Lee, Evan Peters, Jodie Turner-Smith, Hasan Minhaj, Arturo Castro e Cameron Monaghan, con Gillian Anderson e Jeff Bridges.</p>
<p>Rønning, dopo blockbuster come <strong><a href="https://nerdando.com/2017/06/02/pirati-dei-caraibi-la-vendetta-di-salazar-il-ritorno-del-depp-centrismo/"><em>Pirati dei Caraibi &#8211; La vendetta di Salazar</em></a></strong> e <strong><em><a href="https://nerdando.com/2019/10/16/maleficent-signora-del-male/">Maleficent 2 &#8211; Signora del male</a></em></strong>, si cimenta con un altro caposaldo della cinematografia. Con le sue parole: &#8220;L&#8217;asticella era davvero alta. Volevo creare qualcosa di nuovo, ma familiare. Ciò che mi ha attratto del progetto è stato il mix tra il mondo digitale e quello reale. L&#8217;idea di un Programma che potesse esistere nel mondo reale mi sembrava interessante non avevo mai visto nulla di simile prima. E l&#8217;idea che Ares scoprisse cosa significhi essere umani, cosa serva per essere umani, era affascinante&#8221;.</p>
<p>Lo stesso <strong>Jared Leto</strong> ha espresso entusiasmo, sia per il proprio personaggio che per il franchise, di cui è innamorato da sempre. Era stato avvicinato già per <em>Tron: Legacy</em> a cui non ha potuto partecipare per conflitti di agenda. Controparte femminile affidata a <strong>Greta Lee</strong> (<em>The Morning Show</em>), che interpreta la programmatrice Eve Kim, prima e unica scelta della produzione per il ruolo.</p>
<p><strong>Evan Peters</strong> (<em>Mostro: La storia di Jeffrey Dahmer</em>, <em>American Horror Story</em>), interpreta invece l&#8217;erede Dillinger e rappresenta il lato oscuro dell&#8217;IA, incentrato sui temi in cui ambizione e genio possono portare rapidamente a una deriva pericolosa.</p>
<p>Naturalmente non poteva mancare <strong>Jeff Bridges</strong> che da sempre rappresenta e incarna il volto del franchise stesso. A lui voglio dedicare la battuta di <em>Legacy</em>, quando la sua versione virtuale (immortalmente giovane) lo incontra: &#8220;The Cycles haven&#8217;t been kind, have they?&#8221;. Un po&#8217; come con tutti noi che lo abbiamo visto per la prima volta 43 anni fa.<br />
Ma fa ancora la sua dignitosissima figura. Pensare a <em>Tron</em> senza di lui sarebbe stato semplicemente assurdo.</p>
<p>Da rimarcare, infine, le musiche dei <strong>Nine Inch Nails</strong> che hanno composto pezzi originali per questa pellicola che richiamano le sonorità degli anni &#8217;80.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-61856 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/10/tron_ares_3.jpg" alt="Tron Ares" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/10/tron_ares_3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/10/tron_ares_3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/10/tron_ares_3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/10/tron_ares_3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Cosa funziona</h2>
<p><strong>Poco, a essere onesti</strong>. L&#8217;impianto grafico è oggettivamente superlativo, ho apprezzato sia lo stile nuovo che i rimandi al film originale, sia nella grafica che nelle prop di scena. Il fatto che l&#8217;ufficio del CEO Encom sia la ricostruzione della sala giochi del primo titolo è a mio avviso una delle scenografie più azzeccate della pellicola. Mi è molto piaciuta anche l&#8217;interpretazione di Greta Lee, che ha mostrato, sebbene un po&#8217; stereotipata, un&#8217;ampia gamma di emozioni, sensazioni. Non c&#8217;era molto spazio per un&#8217;evoluzione del personaggio, ma quel poco è stato sfruttato a dovere, con qualche facezia che ho trovato gustosa.</p>
<p>Ho gradito anche i rimandi, sonori e visivi, a <strong><em>Blade Runner</em></strong>. Devo però ancora decidere quanto siano stati omaggi volontari o involontari.</p>
<h2>Cosa non funziona</h2>
<p><strong>Praticamente tutto il resto</strong>.<br />
La prima metà del film è troppo lunga e mortalmente noiosa: di base è un enorme gioco dell&#8217;oca (o se preferite <em>Pac-Man</em>) con un gran girare in tondo senza arrivare mai da nessuna parte. Le cose iniziano a migliorare dopo l&#8217;incontro tra Ares ed Eve, ma la storia non decolla mai.</p>
<p>Il tema, che avrebbe dovuto essere centrale, su cosa distingua realmente un essere umano da una IA, viene affrontato ed esaurito in meno di dieci linee di dialogo. Intendiamoci: non mi aspettavo un simposio sull&#8217;etica della programmazione, ma l&#8217;evoluzione di Ares risulta troppo repentina e decisamente ingiustificata. Non c&#8217;è un reale motivo per cui il suo programma si ribelli alle direttive di Dillinger e non c&#8217;è nemmeno un reale motivo per cui debba empatizzare con una umana. Se gli sceneggiatori gli avessero regalato qualcosa in più di una chiacchierata in auto attorno alla bellezza dei <strong>Depeche Mode</strong>, il risultato sarebbe stato migliore.</p>
<p>Veniamo agli attori e partiamo con l&#8217;anello più debole di tutti, il protagonista. <strong>Jared Leto</strong> assurge definitivamente a nuovo Clint Eastwood: bello in modo assurdo, e con due espressioni, con e senza casco (da moto). Per le due ore di film dimostra zero espressioni e zero emozioni: certo, si potrebbe pensare a una scelta stilistica dovuta alla sua natura artificiale, peccato che tutti gli altri programmi dimostrino almeno le emozioni base. Il suo ruolo oscilla tra (in)volontarie facezie che strappano un sorriso o due e una piattezza recitativa che funziona alla grande come rimedio per l&#8217;insonnia.</p>
<p><strong>Evan Peters</strong> continua a fare quello che gli viene meglio: il mostro. Dillinger è un personaggio sopra le righe, vittima di se stesso e della sua ambizione, che lo porta a fare scelte scriteriate che rasentano la stupidità, e a poco servono i rimbotti di mamma <strong>Gillian Anderson</strong>, a cui viene affidato minutaggio col contagocce, e con quel poco che ha non basta la sua bravura per dare spessore al proprio personaggio.</p>
<p>Oltre alla citata Greta Lee, ho apprezzato il (poco più che) cameo di <strong>Jeff Bridges</strong>. La sua apparizione, un po&#8217; maestro jedi e un po&#8217; vecchio saggio, fa stringere il cuore ai vecchi nostalgici. A lui è affidata la chiave di volta per l&#8217;evoluzione di Ares che, ancora, avrebbe potuto essere sfruttata un po&#8217; meglio andando oltre i già ampiamente citati Depeche Mode, di cui sì: anche noi apprezziamo l&#8217;eleganza del loro digital pop.</p>
<p>Chiudiamo la carrellata degli orrori con <strong>un&#8217;ultima nota sulla trama</strong>. Non mi nasconderò dietro al classico &#8220;buco di trama&#8221;, perché non ce n&#8217;è bisogno. L&#8217;intero impianto narrativo, eccessivamente annacquato, non sta proprio in piedi. Alla fine risulta solo una scusa per mettere in scena un po&#8217; di spettacolarismo, che però si dimentica appena usciti dal cinema.<br />
Cito solo la cosa che più mi ha dato noia: Lavoisier.</p>
<p>Da dove diavolo arriva quella materia tangibile nel nostro mondo? Come fanno i mezzi digitali a muoversi? Con quale energia? Quale carburante? Da dove escono quelle fasce luminose che affettano a metà le auto?<br />
D&#8217;accordo: <strong>è fantascienza</strong>, non un documentario, ma ritengo che arrivati al primo quarto di XXI secolo, un minimo di sforzo in più si potrebbe fare. Ci sono abbondanti esempi di film di fantascienza in cui viene mantenuto un minimo di plausibilità.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p><em><strong>Tron</strong></em>, come concetto, come franchise, rappresenta un&#8217;occasione incredibile. Già negli anni Ottanta era stato capace di dare vita e corpo alle emozioni contrastanti che circondavano le scatole magiche dei computer. Eravamo ingenui, ignoranti e sognatori. Il computer rappresentava un miraggio: una possibilità di dare vita all&#8217;immateriale.</p>
<p>Oggi il panorama è molto diverso, siamo (generalmente) maturi e consapevoli non solo delle potenzialità, ma anche dei rischi. Siamo passati attraverso <strong><em>Blade Runner</em></strong> e <strong><em>Terminator</em></strong>, e anche se Skynet è ben lontano dal divenire, i recenti risvolti sull&#8217;IA stanno facendo serpeggiare le stesse paure di un tempo (di base: quelle dell&#8217;ignoto).<br />
Ecco quindi che attingendo a un franchise così immaginifico, <em><strong>Tron: Ares</strong></em> giunge nel momento migliore possibile.</p>
<p><strong>Peccato sia stato sfruttato malissimo</strong>.</p>
<p>Ringrazio <strong>Disney</strong> per l&#8217;invito all&#8217;anteprima.</p>
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<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>TRON: Ares</strong></em> è il terzo capitolo dello storico franchise Disney.</p>
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		<title>I Fantastici 4 &#8211; Gli inizi: finalmente la rinascita</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/07/22/i-fantastici-4-gli-inizi-finalmente-la-rinascita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Valeria "Morgana" Caizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 19:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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<p>Recensione I Fantastici Quattro &#8211; Gli inizi (o meglio First steps, che come capirete ha tutto un altro senso) uscirà al cinema il 23 luglio, ma noi di Nerdando abbiamo avuto il piacere di vederlo in anteprima, e lasciatemelo dire subito: questa volta ci siamo. Dopo anni di attese, reboot falliti e tante speculazioni, la [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p><b><i>I Fantastici Quattro &#8211; Gli inizi</i></b> (o meglio <i>First steps</i>, che come capirete ha tutto un altro senso) uscirà al cinema il <b>23 luglio</b>, ma noi di <b>Nerdando</b> abbiamo avuto il piacere di vederlo in anteprima, e lasciatemelo dire subito: <b>questa volta ci siamo</b>. Dopo anni di attese, <em>reboot</em> falliti e tante speculazioni, la “prima famiglia” Marvel è finalmente entrata nel <strong>Marvel Cinematic Universe</strong>, e lo ha fatto col piede giusto, con un film che riesce a essere insieme epico e intimo.</p>
<p>Il film è diretto da <b>Matt Shakman</b> e prodotto da <b>Marvel Studios</b>, con <b>Kevin Feige</b> come produttore esecutivo, e la distribuzione è affidata a <b>Walt Disney Studios Motion Pictures.</b><b></b></p>
<h2>Chi sono i Fantastici 4?</h2>
<p><strong>I Fantastici 4</strong> sono uno dei gruppi più iconici dell’universo Marvel, e anche uno dei più antichi: <b>nascono nel 1961 dalle menti di Stan Lee e Jack Kirby</b>, con la pubblicazione di <i>Fantastic Four</i> #1 per la neonata <em>Marvel Comics</em>. Questo albo ha segnato <b>l’inizio ufficiale della </b><b><i>Silver Age</i></b><b>, l’era moderna dei supereroi Marvel</b>, ed è stato il punto di svolta che ha definito lo stile della Casa delle Idee: personaggi imperfetti, con dinamiche umane, che litigano, si amano e crescono insieme.</p>
<p>Il gruppo è composto da <b>Reed Richards</b>, <b>Mr. Fantastic</b>, brillante scienziato capace di allungare il proprio corpo come un elastico, <b>Sue Storm</b>, <b>la Donna Invisibile</b>, compagna di Reed e cuore del gruppo, capace di rendersi invisibile e di generare potenti campi di forza, <b>Johnny Storm</b>, <b>la Torcia Umana, </b>il focoso fratello minore di Sue, che può volare e infiammarsi diventando più caldo di una supernova, e infine <b>Ben Grimm</b>, <b>la Cosa</b>, migliore amico di Reed, trasformato in una creatura dalla pelle di roccia, il classico gigante gentile.</p>
<p>I loro poteri sono nati dall’accidentale<b> esposizione a raggi cosmici durante una missione spaziale</b>, che li ha trasformati per sempre. Invece di nascondersi, come molti altri supereroi, i 4 hanno deciso di affrontare la loro condizione a viso aperto, rivelando al mondo i loro poteri e diventando i Fantastici 4: una squadra, una famiglia e i primi a rispondere quando il mondo è in pericolo.</p>
<p>Nel corso degli anni, i Fantastici 4 hanno affrontato minacce cosmiche, viaggiato tra dimensioni e combattuto nemici storici come il Dottor Destino, Galactus e gli Skrull. Più che supereroi, sono <b>esploratori dell’impossibile</b>, e hanno sempre incarnato la meraviglia della fantascienza più pura dentro il Marvel Universe.</p>
<h2>I precedenti cinematografici</h2>
<p>Prima del nuovo film Marvel Studios, prima del Marvel Cinematic Universe, i Fantastici Quattro hanno avuto una carriera cinematografica un po’ travagliata. I <b>due film diretti da Tim Story</b>, usciti nel <b>2005</b> (<i>Fantastic Four</i>) e <b>2007</b> (<i>Fantastic Four: Rise of the Silver Surfer</i>), non saranno certo capolavori, ma devo ammettere, <b>un po’ li amo lo stesso</b>.</p>
<p>Li ho visti da ragazza, in un periodo in cui <b>i cinecomic erano ancora pochi</b>, lontani anni luce dal dominio (e dalla potenza economica) del MCU, e ci si accontentava di quello che c’era (in particolare dei film sugli X-Men di Bryan Singer che amerò forever). Il tono era scanzonato, il cast funzionava (anche se non capirò mai il perché delle lenti a contatto azzurre di Jessica Alba), il recentemente scomparso Julian McMahon non era male come Doctor Doom, e anche se gli effetti speciali oggi fanno un po’ sorridere,<b> alla fine i film erano divertenti</b>. E a volte basta questo, stiamo sempre parlando di film sui supereroi il cui scopo deve essere semplicemente intrattenere e divertire! (Chloè Zhao, sto parlando con te.)</p>
<p>Poi è arrivato il <b>reboot del 2015</b> diretto da <b>Josh Trank</b>, che invece è stato un bel flop: il tono voleva essere più serio e “realista”, ma il risultato è stato un film che <b>non sapeva bene cosa voleva essere</b>. Nemmeno il cast, che includeva nomi importanti come Miles Teller e Michael B. Jordan, è riuscito a far brillare davvero i personaggi, e secondo me non era molto azzeccato. Insomma, <b>una delusione</b> totale.</p>
<p><b>Forse non tutti sanno che esiste anche un altro film dei Fantastici 4, girato nel 1994 ma mai distribuito ufficialmente.</b><b></b></p>
<p>Prodotto con un budget ridicolmente basso, è stato realizzato solo per mantenere i diritti cinematografici, e non è mai stato destinato al pubblico. Ovviamente però <b>una copia bootleg ha iniziato a circolare tra i fan</b>, e oggi è quasi una leggenda underground del mondo nerd. Ammetto di non averlo visto e di averne scoperto l’esistenza facendo ricerche per questo articolo, ma mi riprometto di cercarlo e guardarlo quanto prima…</p>
<h2>La trama (senza spoiler)</h2>
<p>Dimenticate le origin story (e meno male): <i>I Fantastici 4 – Gli inizi</i> ci catapulta direttamente quattro anni dopo il momento in cui Reed, Sue, Johnny e Ben hanno acquisito i loro poteri. Il mondo li conosce già, li adora e li considera veri e propri eroi planetari: bellissimi, geniali, affiatati. La loro apparentemente perfetta routine viene sconvolta dall’arrivo di una <b>misteriosa aliena argentata</b>, che porta con sé un messaggio tanto semplice quanto devastante: <b>il vostro pianeta sta per essere distrutto</b> da una forza cosmica antica e inarrestabile, <b>Galactus</b>. Da qui inizia una corsa contro il tempo tra spazio, scienza e drammi familiari, mentre i Fantastici 4 affrontano non solo l’imminente minaccia universale, ma anche un evento molto più intimo e personale: <b>Sue è incinta</b>, e il futuro della loro famiglia è in gioco, in più di un senso.</p>
<h2>Il cast</h2>
<p><b><i>I Fantarici 4 &#8211; Gli inizi</i></b> è stato diretto da <b>Matt Shakman</b> (già dietro l’apprezzatissimo <i>WandaVision</i>) e segna l’arrivo dei Fantastici Quattro nel Marvel Cinematic Universe, e lo fa con un cast di stelle di prima grandezza, a cominciare da <b>Pedro Pascal</b> nei panni di <b>Reed Richards / Mister Fantastic</b>: Pascal non ha bisogno di presentazioni, amatissimo per i suoi personaggi in <i>The Last of Us</i> e <i>The Mandalorian</i>, ci regala il Reed più maturo e riflessivo di sempre. <b>Vanessa Kirby</b> è <b>Sue Storm / Donna Invisibile</b>: è riuscita a dare una “rappresentazione trasformativa” (parole sue) del personaggio, soprattutto come madre e leader, a differenza di come l’avevamo visto in precedenza al cinema. <b>Joseph Quinn</b>, l’indimenticabile Eddie Munson in <i>Stranger Things, </i>interpreta <b>Johnny Storm / Torcia Umana</b>, il fratello più giovane e infuocato di Sue, dandone una versione più consapevole e sensibile. <b>Ebon Moss‑Bachrach, </b>già vincitore di un Emmy per <i>The Bear</i>, è <b>Ben Grimm / la Cosa</b>: molto espressivo nonostante sia fatto di roccia (e qui non so se ringraziare l’attore o i tecnici della CGI, ma probabilmente più l&#8217;attore). Il divoratore di mondi <b>Galactus </b>è interpretato da <b>Ralph Ineson </b>ed è accompagnato da <b>Julia Garner</b> nei panni <b>Silver Surfer / Shalla-Bal </b>[<em>ndr.</em> Sí, cari amici nerd, lo so cosa state pensando: Shalla-Bal nei fumetti in realtà non è Silver Surfer, che è Norrin Radd, ma è la sua amante, non so perché è stato scelto di fare questo <i>swap</i>]. Nel cast troviamo anche <b>Paul Walter Hauser </b>(che adoro), <b>Natasha Lyonne </b>(sprecata)<b>, Mark Gatiss</b> e <b>Sarah Niles. </b>E<b> John Malkovic? </b>Lo abbiamo visto nel trailer settimane fa, ma alla fine è stato tagliato via (un taglio che il regista Shakman ha definito “straziante”), pare che il personaggio non funzionasse (e posso capirlo dato che interpretava Red Ghost).</p>
<h2>La colonna sonora</h2>
<p>La musica de<em><strong> I </strong><b><em>Fantastici</em> 4: Gli inizi</b></em> è firmata dall’immenso <b>Michael Giacchino</b> (Oscar, Emmy e Grammy): un nome, una garanzia. Epica e con un tocco retrò anni ‘60 perfetto per l’ambientazione del film, ha un tema principale piuttosto riconoscibile, anche se non indimenticabile quello dei film sugli Avengers. Se ascoltandolo vi verrà in mente la colonna sonora di <em>Gli Incredibili</em>, sempre di Giacchino, sappiate che non siete i soli ad aver fatto il collegamento, e in realtà pare che il richiamo fosse voluto.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><strong><i>I Fantastici 4 – Gli inizi</i> mi ha sorpresa</strong>. Mi aspettavo un film divertente, magari un po’ nostalgico, con il classico mix Marvel di azione ed effetti speciali, ma quello che ho trovato è stato molto di più. Il film è <b>intenso, emozionante, a tratti persino cupo</b>, con momenti di vero peso emotivo. L’umorismo non manca (soprattutto grazie a Johnny e Ben), ma il cuore della storia è più profondo di quanto mi aspettassi, e riesce a raccontare sia il dramma cosmico che quello personale con una maturità inedita per un film Marvel (<em>Eternals</em> ci ha provato ma non ce l&#8217;ha fatta). Il <em>villain</em>, <strong>Galactus, non era facile da portare sullo schermo</strong> data la sua natura cosmica e quasi divina, che facilmente rischiava di scadere nel ridicolo o nel troppo astratto (come è successo nel secondo film di Tim Story), invece è stato reso in modo sia imponente che coerente, e anche inquietante.</p>
<p>Insomma, come abbiamo già notato in <em>Thunderbolts</em>, anche in <em>I Fantastici 4</em> le botte e lo sfoggio di poteri sono presenti ma non troppo, e lasciano più spazio a dialoghi, relazioni personali e maturità. Se questo è l’indirizzo che ha preso il Marvel Cinematic Universe per la sua “rinascita” dopo gli scivoloni degli ultimi anni (tipo <em>Ant-Man 3</em> per dirne uno…) non posso che esserne molto contenta.</p>
<p><strong>Il cast secondo me è azzeccatissimo</strong>: non ne ero affatto convinta quando sono uscite le prime comunicazioni sugli attori scelti, ma mi sono dovuta ricredere. Pensavo che Vanessa Kirby fosse troppo fredda, e invece il suo sguardo glaciale si adatta benissimo al modo in cui ha scelto di rappresentare Sue Storm: una madre disposta a tutto pur di proteggere la sua famiglia. Joseph Quinn è perfetto, Ebon Moss-Bachrach è di una dolcezza disarmante, e poi c’è lui, Pedro Pascal: sapevo già fosse un bravissimo attore, ma mi ha molto sorpreso il modo in cui ha dato vita a un Reed Richards ansioso, vulnerabile e molto umano. Insomma, quest’uomo riesce con ogni film a farsi amare di più. Continuerò sempre a chiedermi come sarebbe stato John Krasinski se gli avessero lasciato interpretare davvero Reed Richards in un intero film invece che in una sola scena, ma purtroppo non lo saprò mai.</p>
<p><strong>Toto, ho la sensazione che non siamo più nel Kansas!</strong> Mi è piaciuta molto l’ambientazione: come intuibile già dal trailer, non ci troviamo nello stesso universo in cui è stato collocato finora il Marvel Cinematic Universe, non siamo quindi su quella che in teoria dovrebbe essere Earth-616, siamo invece su Earth-828. L’estetica di questo mondo è dichiaratamente <strong>retro-futuristica, con un look che richiama i tardi anni ’60, ma mescolato con tecnologie avanzate,</strong> veicoli impossibili, tute spaziali brillanti e luci al neon che sembrano uscite da un sogno vintage: mi ha ricordato molto i Jetson, di Hanna-Barbera, che guardavo da piccola, maglioni a collo alto inclusi. Vi consiglio però, come dovrebbe essere d’obbligo sempre in questi casi, di attuare la sospensione dell’incredulità e di non essere esigente come me sui dettagli scientifici, vi godrete sicuramente di più il film, e soprattutto ricordatevi che l’inglese è la lingua ufficiale di tutti gli universi.</p>
<p>Ovviamente come ogni film MCU che si rispetti, ci sono le scene <em>post credit</em>: la prima è molto saporita, la seconda è inutile. Se avete visto <strong><em>Thunderbolts* /</em></strong> <strong><em>*New Avengers</em></strong>, e da bravi siete rimasti in sala fino alla fine, avrete sicuramente visto la scena <em>post credit</em> dedicata ai nostri Fantastici, che… continua a non avere senso: probabilmente ne avrà quando vedremo <em><strong>Avengers: Doomsday</strong></em>.</p>
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<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Non mi aspettavo un film così intenso e cupo, ma ne sono molto soddisfatta: meno esplosioni, meno battaglie, più maturità, e nonostante ciò tanta epicità. <strong>Finalmente i Fantastici 4 hanno trovato la loro dimensione nel MCU</strong>: dopo tanti fallimenti, ci voleva.<br />
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<h2><b>Trailer</b></h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/HGE_zR8yhUE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NerDisney #56 &#8211; Oceania</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/11/30/nerdisney-56-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Valeria "Morgana" Caizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2023 09:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Classici Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Disney Studios]]></category>
		<category><![CDATA[The Rock]]></category>
		<category><![CDATA[The Walt Disney Company Italia]]></category>
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<h2>I MIEI RICORDI</h2>
<p>Sette anni fa, quando <strong><em>Oceania</em></strong> è uscito al cinema, non l&#8217;ho visto subito come al solito: per una serie di circostanze, ho atteso parecchie settimane prima di vederlo, e sinceramente non so perché ma non mi aveva attirato più di tanto. Poi finalmente sono andata al cinema e già il corto che precedeva il film, <strong><em>Lava</em></strong>, mi ha steso: pochi minuti di storia mi hanno fatto piangere come se mi fosse morto di nuovo il cane. Non guardatelo se siete persone sensibili, oppure guardatelo lo stesso perché è bellissimo ma a vostro rischio e pericolo. Ho iniziato quindi a guardare <em>Oceania</em> già in un stato d&#8217;animo provato, e purtroppo le lacrime non si sono più fermate e ho pianto diverse volte durante la visione. Ma perché, direte voi? Oceania <strong>non è un film particolarmente triste</strong>, non ci sono le classiche scene devastanti disneyane tipo morti di genitori o tragedie varie, anche se muore la nonna che però poi torna, quindi perché ho versato un oceano (è il caso di dirlo) di lacrime? Dopo 7 anni me lo sto ancora chiedendo. Probabilmente dato che le scene che mi hanno commosso di più sono quelle in cui si vedono le navi che solcano l&#8217;oceano, è <strong>il senso estremo di libertà che trasmettono</strong> che ha risvegliato qualcosa in me? Se lo capirò, ve lo farò sapere.</p>
<h2>IL CLASSICO PI<span id="Il_classico_piu_fantascientifico">Ù BAGNATO</span></h2>
<p><em>Oceania</em> <strong>è ambientato in un&#8217;isola del Pacifico chiamata Motunui</strong>, che ospita una tribù comandata dal capo Tui che ha bandito la navigazione oltre la barriera corallina in quanto da lui ritenuta troppo pericolosa. Sua figlia <strong>Vaiana si sente però attratta dal mare fin dall&#8217;infanzia e cerca in tutti i modi di salire su una barca e scoprire cosa c&#8217;è oltre il <em>reef</em></strong>. Quando l&#8217;sola comincia a dare meno frutti e il pesce comincia a scarseggiare, mettendo così a rischio la sopravvivenza dei suoi abitanti, Vaiana in quanto futura guida del suo popolo si sente in dovere di andare alla ricerca di un modo per salvare la sua terra, e <strong>grazie all&#8217;incoraggiamento dell&#8217;anziana nonna e dello stesso oceano</strong> trova una barca e parte tra le onde pur non essendo capace di navigare.</p>
<p>In un viaggio epico, Moana cerca <strong>il semidio Maui, un eroe leggendario che ha il potere della creazione ma che è anche responsabile della maledizione</strong> che ha colpito le isole: Maui infatti ha rubato il cuore della dea Te Fiti, la &#8220;madre terra&#8221; polinesiana. Inizialmente riluttante ad aiutare Vaiana, Maui acconsente a guidarla verso Te Fiti per restituirle il cuore e porre fine alla maledizione, affrontando nel frattempo vari pericoli e sfide, tra cui creature marine e tempeste, che Vaiana supera con coraggio, intelligenza e perseveranza. Nel frattempo, Maui combatte i suoi demoni personali e impara ad apprezzare il valore di Vaiana.</p>
<p>Quando finalmente raggiungono Te Fiti devono sconfiggere Te Ka, un lava-demonio che protegge l&#8217;isola: Moana capisce che Te Ka in realtà è Te Fiti, che era stata privata del suo cuore e si è trasformata in mostruosa creatura: <strong>in una scena molto emozionante</strong> Vaiana raggiunge Te Ka e le restituisce il cuore facendo così rinascere la dea Te Fiti e spezzando la maledizione.</p>
<h2>CURIOSIT<span id="Curiosita">À</span></h2>
<p><strong>Partiamo subito dal titolo</strong>: in tutto il mondo tranne che in Italia e pochi altri paesi europei <em>Oceania</em> si chiama in realtà <strong><em>Moana</em></strong>, che è anche il nome della protagonista (che da noi invece si chiama Vaiana che in lingua locale tahitiana significa &#8220;ragazza&#8221;): questa scelta di cambiare titolo e nome è stata presa perché a detta della produzione in alcune nazioni la parola &#8220;Moana&#8221; sarebbe stata inutilizzabile in quanto marchio registrato di non si sa cosa, si sospetta però che la reale motivazione fosse di non rischiare confusione con la famosa pornostar nostrana Moana Pozzi. Mi chiedo se ce ne fosse davvero la necessità dopo più di 20 anni dalla morte dell&#8217;attrice&#8230;</p>
<p>Non è una novità che nei film Disney vengano inserite citazioni di altri film, e succede anche in <em>Oceania</em> in particolare nella parte ambientata nella terra dei mostri: fate un po&#8217; di attenzione e noterete la comparsa di un personaggio di <a href="https://nerdando.com/2023/10/19/nerdisney-53-frozen-il-regno-di-ghiaccio/"><em><strong>Frozen</strong></em></a> (non vi dico chi).</p>
<p><em>Oceania</em> <strong>ha avuto delle critiche</strong>: secondo molti il film perpetua degli stereotipi sul popolo polinesiano poiché Maui è stato raffigurato come obeso, inoltre non è stato apprezzato il fatto che erano stati messi sul mercato dei costumi a lui ispirati con la pelle scura e i tatuaggi sacri tradizionali: i costumi sono stati ritirati dal commercio. Non è piaciuto nemmeno il fatto che nel film siano presenti delle inesattezze in quanto secondo una leggenda neozelandese Maui non ruba il cuore di Te Fiti ma della dea della notte Hine-nui-te-po.<sup id="cite_ref-49" class="reference"></sup></p>
<p>Se avrete la pazienza di aspettare la fine dei titoli di coda troverete <strong>una piccola scena <em>post-credit</em></strong>, mentre chi ha acquistato il <em>blu-ray</em> del film potrà vedere un piccolo corto in cui Vaiana fa degli scherzi a Maui.</p>
<p><strong>Il cast di doppiatori è stato scelto facendo molta attenzione alle origini degli attori</strong>, tutti provenienti dalla Polinesia: la protagonista Vaiana è doppiata in originale da <strong>Auli&#8217;i Carvalho</strong>, il semidio Maui ha la voce di <strong>The Rock</strong>, <strong>Temuera Morrison</strong>/Boba Fett doppia il padre di Vaiana, <strong>Nicole Scherzinger</strong> doppia la madre e <strong>Jemaine Clement</strong> interpreta il gigantesco granchio Tamatoa. L&#8217;immancabile e immenso <strong>Alan Tudyk</strong> (che però è inglese) doppia il divertentissimo pollo Heihei.</p>
<p>Notevole nel doppiaggio italiano la presenza di <strong>Raphael Gualazzi</strong> nel ruolo parlato e cantato del granchio Tamatoa.</p>
<p><em>Oceania</em> è stato diretto da <strong>Ron Clements</strong> e <strong>John Musker</strong>, già registi di <a href="https://nerdando.com/2023/08/24/nerdisney-49-la-principessa-e-il-ranocchio/"><em>La principessa e il ranocchio</em></a>.</p>
<h2>LA COLONNA SONORA</h2>
<p>La colonna sonora del film è stata composta da <strong>Mark Mancina</strong>, mentre le canzoni sono state scritte dal grandissimo e inimitabile <strong>Lin-Manuel Miranda</strong>, infatti sono tutte bellissime&#8230; Scusate ma per me tutto ciò che fa Miranda è oro, mi sperticherò di nuovo in lodi per lui quando tra qualche mese scriverò di <em>Encanto</em>! Miranda si è avvalso della collaborazione del musicista samoano <strong>Opetaia Foa&#8217;i</strong> per scrivere brani che fossero il più possibile adatti a rappresentare la cultura locale. La bellissima canzone &#8220;How far I&#8217;ll go&#8221; ha avuto la nomination per miglior canzone agli Oscar e ai Golden Globe ma purtroppo non ha vinto, battuta da &#8220;City of stars&#8221; (<em>La La Land</em>). Sono molto belle secondo me anche &#8220;Shiny&#8221; e &#8220;You&#8217;re welcome&#8221;.</p>
<h2>IL LIVE ACTION</h2>
<p>È stato annunciato qualche mese fa il live action di <em>Oceania</em> in cui <strong>The Rock riprenderà il ruolo di Maui</strong> mentre Auli&#8217;i Carvalho non tornerà nei panni di Vaiana/Moana. È stata annunciata anche una serie animata che uscirà nel 2024.</p>
<h2>COME È INVECCHIATO</h2>
<p>&#8220;Invecchiato&#8221; è una parola grossa dato che il film ha solo 7 anni! <strong><em>Oceania</em> ci regala un&#8217;altra protagonista femminile forte e coraggiosa</strong>, che non esita a sfidare le tradizioni e la sua stessa famiglia pur di realizzare i propri sogni e soprattutto di salvare la sua terra e le persone che ama. Il messaggio molto attuale che trasmette il film credo che sia che <strong>lo sfidare le tradizioni non più utili e l&#8217;abbracciare l&#8217;evoluzione e il cambiamento è molto importante, come anche l&#8217;attenzione all&#8217;ecologia</strong>: la mano dell&#8217;uomo, come quella di Maui che ruba il cuore di Te Fiti, è responsabile della distruzione del nostro mondo e, come Maui, dovrebbe fare ammenda e cercare di mettere a posto le cose (ma purtroppo nel mondo reale non credo che accadrà).</p>
<p>Dal punto di vista tecnico, posso solo dire che <strong>la grafica è stupenda</strong> e ho adorato il modo in cui sono stati realizzati i movimenti dell&#8217;acqua, oltre che gli incredibili colori della Polinesia.</p>
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		<title>Wish &#8211; La celebrazione di 100 anni di sogni Disney</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Valeria "Morgana" Caizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 17:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-8-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-8-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-8-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-8-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-8-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-8.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>RECENSIONE Quest&#8217;anno, in occasione delle celebrazioni per i 100 anni di Disney, uscirà al cinema il sessantaduesimo classico animato, Wish!. Abbiamo potuto vederlo in anteprima e ve lo raccontiamo senza spoiler, in attesa che possiate vederlo anche voi dal 21 dicembre 2023. Il film è stato diretto da Chris Buck, che lavora nei Walt Disney [&#8230;]</p>
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<h2>RECENSIONE</h2>
<p>Quest&#8217;anno, in occasione delle celebrazioni per <strong>i 100 anni di Disney</strong>, uscirà al cinema il sessantaduesimo classico animato, <em><strong>Wish</strong></em>!. Abbiamo potuto vederlo in anteprima e ve lo raccontiamo senza spoiler, in attesa che possiate vederlo anche voi <strong>dal 21 dicembre 2023</strong>.</p>
<p>Il film è stato diretto da <strong>Chris Buck</strong>, che lavora nei Walt Disney Studios da più di 40 anni e ha vinto il premio Oscar per <a href="https://nerdando.com/2023/10/19/nerdisney-53-frozen-il-regno-di-ghiaccio/"><em>Frozen</em></a>, e da <strong>Fawn Veerasunthorn</strong>, regista del bellissimo <em>Raya e l&#8217;ultimo drago</em>; la sceneggiatura è stata scritta da <strong>Jennifer Lee</strong>, già autrice di <em>Frozen</em> e <em>Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle</em>, e <strong>Allison Moore</strong>.</p>
<h2>TRAMA</h2>
<p><strong>Rosas è un magico regno su una bellissima isola multietnica e multiculturale</strong> nei pressi della penisola iberica, nel Mediterraneo. A Rosas, tutti vivono in armonia grazie alle amorevoli cure del grande re e mago <strong>Magnifico, che raccoglie e custodisce i sogni e i desideri dei suoi sudditi, e occasionalmente li fa diventare realtà</strong>: al compimento dei 18 anni infatti, (o subito dopo essersi trasferiti sull&#8217;isola) durante la Cerimonia del Sogno che si svolge una volta al mese, i cittadini di Rosas esprimono un desiderio che si materializza sotto forma di una sfera blu e il re Magnifico la tiene con sé fino a che un giorno, forse, deciderà di farlo realizzare, ma solo se il sogno non rappresenta un pericolo per lui o per Rosas. Dopo aver espresso il proprio desiderio però, ci si dimentica subito cosa si aveva desiderato: secondo Magnifico, ciò avviene per proteggere i propri sudditi dalla tristezza che proverebbero se non dovessero veder realizzato il proprio sogno. <strong>Che vita è quella in cui non si ha memoria dei propri sogni? È quello che si domanda Asha</strong>, una giovane ragazza che ammira Magnifico al punto da voler diventare la sua apprendista ma che, dopo aver scoperto che la maggior parte dei sogni raccolti dal re non verrà mai realizzata, decide di cambiare le cose per il bene della sua famiglia e del suo popolo. <strong>Il desiderio di Asha di aiutare chi ama è così intenso da attirare l&#8217;attenzione di una vera e propria stella</strong> che accorrerà in suo aiuto contro Magnifico, che non è così &#8220;magnifico&#8221; come vuole far credere. Ad accompagnare Asha nella sua impresa ci sono una simpaticissima capretta parlante e il suo gruppo di amici adolescenti: sono sette e ognuno di loro è ispirato a uno dei sette nani di Biancaneve, sia per le loro caratteristiche che per i colori che indossano.</p>
<p>Se siete come me degli storici appassionati dei classici Disney, <strong>impazzirete alla ricerca delle tantissime citazioni che affollano <em>Wish</em></strong>: non voglio fare spoiler per cui, a parte il riferimento ai nani di Biancaneve, non ne dirò altri, ma vi assicuro che tutto il film è un immenso omaggio ai 100 anni di Disney che celebriamo quest&#8217;anno. Già dalle prime immagini, con il classico libro di favole che si apre e inizia a raccontare la storia, verrete trasportati nelle atmosfere delle pellicole che guardavamo da piccoli come <a href="https://nerdando.com/2022/05/19/nerdisney-16-la-bella-addormentata-nel-bosco/"><em>La bella addormentata nel bosco</em></a> e tante altre. Anche lo stile grafico è stato studiato appositamente per ricordare il fascino dei libri di favole e dell&#8217;animazione in 2D di capolavori come <a href="https://nerdando.com/2021/12/16/nerdisney-5-bambi/"><em>Bambi</em></a> e <a href="https://nerdando.com/2021/10/28/nerdisney-2-pinocchio/"><em>Pinocchio</em></a>, e dare l&#8217;impressione di stare guardando un vecchio classico, con gli sfondi delicatissimi ad acquerello realizzati con tecniche innovative come il sistema di disegno in CG/2D. La scenografa <strong>Lisa Keene</strong>, storica disneyana, ha detto di essere stata molto influenzata dagli artisti che hanno lavorato sui classici del passato e di aver voluto dare a <em>Wish</em> &#8220;<strong>il look di un acquerello e una consistenza cartacea: come un’illustrazione in movimento</strong>”.</p>
<h2>LA COLONNA SONORA</h2>
<p><span style="font-size: 16px"><strong>Come nella migliore tradizione dei classici Disney, anche <em>Wish</em> è un musical</strong>. L</span>e canzoni originali sono firmate dal <strong>Julia Michaels</strong> (che è stata più volte nominata ai Grammy Awards per il suo lavoro con Disney, in particolare per <em>Frozen 1 e 2</em>) e da <strong>Benjamin Rice</strong>, mentre la colonna sonora è stata composta da <strong>Dave Metzger</strong>. Tra le canzoni spicca sicuramente &#8220;<em>This wish</em>&#8221; cantata dalla protagonista ma a me sono piaciute molto anche &#8220;<em>This is the thanks i g</em><span style="font-size: medium"><em>et</em>?&#8221; cantata dal mago Magnifico (che mi è rimasta in testa tutto il giorno) e la corale &#8220;<em>I&#8217;m a star</em>&#8220;.</span></p>
<h2>IL CAST</h2>
<p>La protagonista Asha è doppiata da <strong>Ariana de Bose</strong>, il villain Magnifico è interpretato da <strong>Chris Pine</strong> e il piccolo Valentino ha la voce di <strong>Alan Tudyk</strong>. Completano il cast Angelique Cabral (Amaya), Victor Garber (Sabino) e i 7 amici di Asha, Jennifer Kumiyama (Dahlia), Hervey Guillèn (Gabo), Niko Vargas (Hal), <strong>Evan Peters</strong> (il dolce Simon), Ramy Youssef (Safi), Jon Rudnitsky (Dario) e Della Saba (Bazeema).</p>
<p>In italiano invece, Asha ha la voce di <strong>Gaia</strong>, Valentino è interpretato da <strong>Amadeus</strong> e Magnifico da <strong>Michele Riondino</strong> (che da poco è su Disney+ con <em>I leoni di Sicilia</em>) nel parlato e da <strong>Marco Manca</strong> nel cantato.</p>
<p>Senza nulla togliere ai doppiatori italiani che sono stati molto bravi, non posso personalmente non preferire la versione originale: <strong>Chris Pine è un magnifico Magnifico</strong> (scusate il gioco di parole) sia nella recitazione che nel canto, e Ariana De Bose è una notevole cantante di Broadway (oltre ad aver vinto un Oscar per <em>West Side Story</em>). In più c&#8217;è Alan Tudyk: ormai presenza fissa di tutti gli ultimi classici Disney di solito in ruoli di animali in cui cinguetta o squittisce, stavolta oltre a belare nei panni del capretto Valentino addirittura parla! Imperdibile.</p>
<h2>CONCLUDENDO</h2>
<p><em>Wish</em> è molto molto carino, <strong>è un film gioioso e divertente</strong> che commuove pur non avendo scene particolarmente tristi e <strong>celebra il potere dei sogni e dell&#8217;amicizia</strong>. Rosas è un regno in cui tutti sono liberi di essere chi vogliono e la multiculturalità è un elemento molto importante che è stato studiato a lungo dai produttori durate la realizzazione del film. La protagonista <strong>Asha è una ragazza forte e coraggiosa che non ha paura di dire ciò che pensa, ispirata alle eroine Disney che l&#8217;anno preceduta</strong>. Mi è piaciuto particolarmente il <em>villain</em>, il bellissimo re Magnifico, molto affascinante (sarà perché ispirato a Chris Pine che gli da la voce e per il quale ho un debole&#8230;) e carismatico: avrei voluto che fosse approfondito un po&#8217; di più, la sua <em>backstory</em> comprensiva di trauma viene solo accennata e avrei voluto sapere dell&#8217;altro, soprattutto perché avrebbe potuto essere uno spunto per una sua redenzione. Forse ora che sono un po&#8217; cresciuta non mi accontento più del <em>villain</em> fine a se stesso e voglio di più, ma in questo film non potevo aspettarmelo dato che i produttori stessi hanno dichiarato di voler tornare alle origini con un cattivo che fosse come quelli dei primi film (penso a Malefica, Grimilde e così via); inoltre c&#8217;è alla fine un piccolo dettaglio riguardante Magnifico che ha scatenato la mia fantasia (e non solo la mia, come ho scoperto alla conferenza stampa). È molto interessante anche il personaggio della regina Amaya, mentre ho adorato Valentino, completamente caotico.</p>
<h2>NERDANDO IN BREVE</h2>
<p><em>Wish</em> è un film gioioso per tutta la famiglia, bellissimo da vedere e da ascoltare: Walt Disney lo avrebbe sicuramente amato. Farà impazzire gli appassionati dei classici Disney e piacerà anche a chi è meno &#8220;ferrato&#8221; sul tema e probabilmente non coglierà tutti i riferimenti (che sono davvero tanti).</p>
<h2>TRAILER</h2>
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<p style="text-align: center"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/morgana_oro.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-41551" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/morgana_oro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
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		<title>NerDisney #21 – Robin Hood</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/07/28/nerdisney-21-robin-hood/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 12:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Classici Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Disney Studios]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Robin Hood]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Animation Studios]]></category>
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<p>I miei ricordi Robin Hood, l&#8217;unico film dedicato al celebre &#8220;eroe in calzamaglia&#8221; che meriti davvero di essere visto, uscì nel lontano 1973. Sì, sono vecchio: ma non così tanto, anche io l&#8217;ho visto in VHS da bambino e correvano gli anni Ottanta. Un periodo davvero avido di film d&#8217;animazione in TV e dove ogni [&#8230;]</p>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p><strong>Robin Hood</strong>, l&#8217;unico film dedicato al celebre &#8220;eroe in calzamaglia&#8221; che meriti davvero di essere visto, uscì nel lontano 1973. Sì, sono vecchio: ma non così tanto, anche io l&#8217;ho visto in VHS da bambino e correvano gli anni Ottanta. Un periodo davvero avido di film d&#8217;animazione in TV e dove ogni lungometraggio Disney era per definizione una festa.<br />
All&#8217;epoca stavo già manifestando precocemente la mia insana e mai doma passione per medioevo e fantasy (la stessa che oggi mi fa giocare a D&amp;D a 45 anni suonati), è quindi per questo che <strong>Robin Hood è sicuramente il mio classico Disney preferito</strong>, secondo solo a <a href="https://nerdando.com/2022/06/16/nerdisney-18-la-spada-nella-roccia/">La Spada nella Roccia</a>. Non a caso credo di aver semplicemente disintegrato la videocassetta a furia di vederlo ancora ed ancora: ogni occasione era buona per rimetterlo su e godermi le spassose gag con Sir Biss, con il Re fasullo succhia-pollici e con, naturalmente, l&#8217;immensa coppia: volpe &amp; orso che ancora adesso ispira (qualcuno ha detto <a href="https://nerdando.com/2016/03/03/zootropolis/">Zootropolis</a>?) e fa sognare.</p>
<p>Non so se si è capito: ma <strong>faccio davvero fatica a trovare dei difetti in questo film</strong>, che pure sta per contare 50 candeline sulle torta ma che non cessa mai di sorprendere per brillantezza. Ma una delle cose che più mi fa (re)innamorare è vedere come all&#8217;epoca i bambini non venissero considerati dei cerebrominorati e che anzi, si sapeva utilizzare un medium così popolare per insegnare qualcosa. Mi riferisco al linguaggio parlato nel doppiaggio, che vanta termini astrusi come &#8220;avido, cupido, pavido, stupido, zotico, lepido, stolido, trepido, ladro, rapace ed incapace&#8221;: sì, proprio la canzoncina da quattro soldi sul Re fasullo d&#8217;Inghilterra era capace di farci alzare e andare a prendere un dizionario per capire cosa stesse dicendo. Trovatemi invece un film per bambini degli ultimi 10 anni che non usi un linguaggio da prima elementare.</p>
<h2>La colonna sonora</h2>
<p>A tal proposito <strong>non possiamo non acclamare la colonna sonora</strong>, con canzoni che ancora adesso mi sorprendo ad intonare: la mia preferita? Sicuramente &#8220;Non a Nottingham&#8221;, la struggente melodia intonata dal bardo Cantagallo, doppiato magistralmente dal compianto Gianni Marzocchi.<br />
Sempre lui ha regalato la sua voce alla simpatica &#8220;Urca-Urca Tirulero&#8221;, mentre la romanticissima &#8220;Resterà l&#8217;amor&#8221; (sì, il momento più noioso del film) è invece cantata da Gianna Spagnulo, una voce d&#8217;altri tempi che ci ha accompagnato in brani da solista in molti classici Disney, come <a href="https://nerdando.com/2016/11/27/kevin-smith-vuole-remake-pomi-dottone-manici-scopa/">Pomi d&#8217;ottone e manici di scopa</a> e <a href="https://nerdando.com/2022/07/14/nerdisney-20-gli-aristogatti/">Gli Aristogatti</a>.<br />
Scavallando nel prossimo paragrafo, occorre riportare alcune curiosità: il celebre tema d&#8217;apertura (quello della sfilata degli animali antropomorfi) è stato adottato dai tifosi del Liverpool per il loro capitano Steven Gerrard.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>Questo è uno dei miei capitoli preferiti, soprattutto quando riguarda i <strong>miti da sfatare</strong>.<br />
È cosa nota che buona parte dei movimenti di Robin Hood, dei modelli dei personaggi, delle danze ecc., siano state prese e copiate da classici Disney precedenti. Il più evidente è sicuramente il modello di Little John, che è chiaramente ispirato (ricalcato?) all&#8217;orso Baloo del <a href="https://nerdando.com/2022/06/30/nerdisney-19-il-libro-della-giungla/">Libro della Giungla</a> (ed è anche doppiato in italiano dallo stesso attore: sua maestà Pino Locchi); o che Sir Biss sia ispirato a Kaa; ma altrettanto evidente è che la danza nella foresta sia ricalcata su quella di <a href="https://nerdando.com/2021/10/14/nerdisney-1-biancaneve-e-i-sette-nani/">Biancaneve</a>, con una spruzzata del Libro della Giungla e un assaggio degli Aristogatti.</p>
<p>Questi elementi, uniti al fatto che il vecchio Walt fosse passato a miglior vita prima dell&#8217;inizio della produzione, ha creato la leggenda metropolitana che il film sia stato girato a basso budget e che per stare nei costi, gli animatori abbiano riciclato vecchie animazioni di altri film. Ebbene: il mito è pronto per essere sfatato. Ricalcare modelli e animazioni da altri film e poi adattarli ai nuovi personaggi è molto, molto più lungo e costoso che non ricreare le animazioni da zero. <strong>Il motivo del &#8220;riciclo&#8221; è semplice</strong>: è stata volontà della produzione di inserire elementi già noti al pubblico, presi da film molto amati, così da fungere come sorta di <em>captatio benevolentiae</em>.</p>
<p>Passiamo ad altre curiosità più semplici ma ugualmente intriganti: <strong>vi siete mai chiesti perché Sir Biss abbia gli incisivi separati?</strong> Non per giustificare il difetto di pronuncia sibilante, ma perché l&#8217;attore che lo doppia in originale (Terry-Thomas), ha la stessa caratteristica.</p>
<p>Originariamente <strong>Fra Tac avrebbe dovuto essere un maiale e lo sceriffo una capra</strong>. Si è optato di cambiare: il primo per non offendere nessun sentimento religioso, il secondo per restare ancorati al vecchio concetto del &#8220;lupo cattivo&#8221;.</p>
<p>Chiudiamo con quella che trovo più affascinante: l&#8217;idea originale di Walt Disney non era quella di un film su Robin Hood, bensì su <strong>Reynard the Fox</strong> (il Romanzo di Renart, in italiano), una raccolta di racconti medievali risalenti al 1200 con animali al posto degli umani, secondo il tema del &#8220;mondo alla rovescia&#8221; (bestie che cacciano uomini, bambini che accudiscono adulti, ecc.). Disney però era abbastanza dubbioso che Renart fosse una buona scelta per un eroe, e alla fine si optò per cambiare storia, ma Ken Anderson (lo sceneggiatore) mantenne alcuni degli elementi, come l&#8217;antropomorfizzazione degli animali e la volpe per Robin.</p>
<h2>Come è invecchiato</h2>
<p>Difficile rispondere oggettivamente: <strong>sono e resto molto affezionato alla mia infanzia e al mio legame col film</strong>. Al netto di questo, e di alcuni passaggi un po&#8217; stucchevoli, credo che Robin Hood resti un ottimo film godibile ancora adesso grazie alla sceneggiatura brillante e alla caratterizzazione spassosa.<br />
Forse può risultare un po&#8217; stringato, con una chiosa che arriva inaspettata e senza un vero legame con quanto successo fino ad un attimo prima, e credo sia l&#8217;unico vero difetto della sceneggiatura (ma questo valeva anche 40 anni fa).</p>
<h2>I live action</h2>
<p>Qui c&#8217;è poco da dire: <strong>per fortuna non esistono live action ispirati al classico Disney</strong>, e mi auguro che non esisteranno mai. Anche perché di film su Robin Hood con attori in carne ed ossa ce n&#8217;è per i beati, e sono pochi quelli che si salvano.<br />
Potrei forse immaginare un&#8217;operazione in stile <a href="https://nerdando.com/2019/07/13/anteprima-il-re-leone-una-fedele-riproduzione/">Re Leone</a>, ma mi vengono i brividi al solo pensiero.</p>
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		<title>NerDisney #17 &#8211; La carica dei 100 e 1</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/06/02/nerdisney-17-la-carica-dei-100-e-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Valeria "Morgana" Caizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 12:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Classici Disney]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/05/La-carica-dei-101-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/05/La-carica-dei-101-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/05/La-carica-dei-101-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/05/La-carica-dei-101-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/05/La-carica-dei-101-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/05/La-carica-dei-101.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>I miei ricordi La carica dei 100 e 1 è in assoluto uno dei miei classici preferiti: amo i cani e da piccola penso di averlo visto decine di volte! Crudelia De Mon mi terrorizzava, ed è &#8220;grazie&#8221; a lei e a questo cartone che sono sempre stata animalista convinta e contraria alle pellicce. Inoltre [&#8230;]</p>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p><strong>La carica dei 100 e 1</strong> è in assoluto <strong>uno dei miei classici preferiti</strong>: amo i cani e da piccola penso di averlo visto decine di volte! <strong>Crudelia De Mon mi terrorizzava</strong>, ed è &#8220;grazie&#8221; a lei e a questo cartone che sono sempre stata animalista convinta e contraria alle pellicce. Inoltre mi è sempre piaciuto molto il fatto che in questo film <strong>i ruoli sono quasi invertiti tra umani e animali,</strong> la storia è infatti raccontata in modo tale che non sembra che siano Rudy e Anita, gli umani appunto, ad essere quelli che si prendono cura dei dalmata Pongo e Peggy quanto il contrario: credo proprio che Rudy non sopravvivrebbe da solo senza il suo amato Pongo, e di sicuro non avrebbe incontrato l&#8217;amore della sua vita senza il suo intervento!</p>
<p>La trama è molto semplice: Rudy e Anita sono 2 giovani londinesi proprietari di dalmata, che proprio grazie ai loro cani si incontrano e si innamorano. Presto Peggy rimane incinta e dà alla luce 15 tenerissimi cuccioli; le loro vite scorrono felici, se non fosse per la comparsa di una vecchia amica di Anita: <strong>Crudelia De Mon, una stilista molto amante delle pellicce che decide di creare una linea di moda utilizzando come tessuto il bellissimo manto bianco macchiato di nero dei cuccioli di dalmata</strong>. Con mezzi non sempre legali riesce a procurarsi ben 99 cuccioli, tra cui gli sventurati figli di Pongo e Peggy! Saranno proprio i coraggiosi genitori canini ad andare alla ricerca dei cuccioli scomparsi e a salvarli, tra peripezie e inseguimenti nel freddo dell&#8217;inverno inglese, grazie anche all&#8217;aiuto di tanti altri animali tra cui un coraggioso gatto.</p>
<p>Da piccola c&#8217;era una cosa che non riuscivo proprio a capire, e non riguarda il film in sé quanto il suo merchandising: mi capitava infatti di vedere nei negozi di giocattoli i peluche ispirati al film, soprattutto riproduzioni di Pongo e Peggy, che avevano al collo un collare con la classica targhetta con il nome. Cosa c&#8217;è di strano direte voi? Il fatto che <strong>sulla targhetta di Peggy non c&#8217;era mai scritto Peggy: c&#8217;era scritto invece Perdita</strong>. Sono riuscita a svelare l&#8217;arcano molti anni dopo, quando all&#8217;università ho letto il romanzo di Dodie Smith da cui il film è tratto: nel libro, quando Peggy partorisce i 15 cuccioli non è in grado di allattarli tutti da sola, per cui i suoi padroni Rudy e Anita accolgono in casa una dalmata a macchie marroni che ha da poco perso i suoi cuccioli ed ha quindi molto latte da donare. Indovinate che nome le danno? Perdita, perché ha perso appunto i suoi figli (che si scoprirà poi che sono stati anch&#8217;essi rubati da Crudelia De Mon). Sulle targhette dei peluche c&#8217;era scritto Perdita perché nella versione originale del film è proprio così che gli autori hanno scelto di chiamare quella che invece noi italiani conosciamo come Peggy. I misteri delle traduzioni e degli adattamenti&#8230;</p>
<h2>Il classico più peloso</h2>
<p><em>La carica dei 100 e 1</em> è <strong>il diciassettesimo classico Disney</strong>, uscito al cinema nel <strong>1961</strong> ed è stato tratto da un <strong>romanzo dallo stesso titolo scritto dalla scrittrice inglese Dodie Smith</strong> nel 1956: si dice che fu Jack Warner in persona a darne una copia a Walt Disney! Consiglio agli appassionati di recuperarlo perché si tratta di un piccolo gioiellino, breve e ben scritto, ancor più bello del film (come sempre). C&#8217;è una scena in particolare molto divertente che adoro, e che non è stata inserita nel cartone, in cui Pongo e Peggy dimostrano di essere molto intelligenti: cercano infatti di comunicare ai loro sciocchi padroni umani dove hanno scoperto che si trovano i loro cuccioli, e lo fanno cercando di abbaiare parole umane! Ovviamente Rudy e Anita non capiscono niente, ed è a quel punto che i dalmata decidono di prendere la situazione nelle loro zampe e di partire al salvataggio dei loro 15 piccoli. Vi invito a leggere il romanzo anche per scoprire le tante piccole differenze che ci sono rispetto al film e soprattutto <strong>i personaggi in più, come Perdita e Prince</strong>.</p>
<p>La carica dei 100 e 1 è stato prodotto dai Disney Studios subito dopo <a href="https://nerdando.com/2022/05/19/nerdisney-16-la-bella-addormentata-nel-bosco/"><em>La bella addormentata nel bosco</em></a> che purtroppo (non lo avrei mai detto) fu un flop al botteghino, tanto da far quasi chiudere gli Studios stessi che non riuscivano più ad affrontare le spese di produzione dei film animati. È stato grazie all&#8217;intervento di Ub Iwerks (il responsabile dei processi speciali presso gli Studios), che stava sperimentando l&#8217;utilizzo della <strong>xerografia applicata all&#8217;animazione</strong>, che gli animatori sono stati in grado di realizzare il film dimezzando i costi di produzione.</p>
<p><em>La carica dei 100 e 1</em> ha avuto una serie animata nel 1997 (65 episodi in totale) e un seguito ufficiale (nel 2003) dal titolo <em>La carica dei 101 &#8211; Macchia, un eroe a Londra</em>.</p>
<h2>La colonna sonora</h2>
<p>A differenza di altri classici precedenti, in <em>La carica dei 100 e 1</em> ci sono <strong>pochissime canzoni</strong>, solo 3: la più famosa è ovviamente &#8220;Crudelia De Mon&#8221;, scritta da Mel Leven, mentre le altre 2 sono solo accennate (una è il jingle che si sente in TV e l&#8217;altra, &#8220;Dalmatian Plantation&#8221;, cantata da Rudy alla fine del film).</p>
<h2>Come è invecchiato</h2>
<p>Rivedere <em>La carica dei 100 e 1</em> qualche giorno fa è stato estremamente piacevole: non ricordavo tanti dettagli tra cui ad esempio i cuccioli che guardano la televisione estasiati, il fatto che i cani di Londra e dintorni comunichino tra loro <strong>abbaiando la sera per raccontarsi le ultime notizie e i pettegolezzi</strong>, e soprattutto l&#8217;ingegnosità dei dalmata che addirittura si travestono da labrador neri per riuscire a sfuggire agli scagnozzi di Crudelia, Orazio e Gaspare! Bellissima inoltre la scena in cui si vedono molti umani a passeggio con i loro cani ai quali assomigliano!</p>
<p>Un&#8217;altra cosa che ho notato ora che sono adulta e sicuramente mi era sfuggita da piccola è il doppiaggio: sia in originale che in italiano <strong>per dare vita ai cani sono stati scelti famosi attori del periodo</strong> che avessero una voce particolarmente profonda e intensa, tipicamente anni &#8217;60, per dare agli animali un&#8217;aria molto distinta e particolarmente affascinante! Della voce di Pongo infatti è stato incaricato Rod Taylor, famoso attore degli anni &#8217;50-&#8217;60, mentre la grande Betty Lue Gerson ha doppiato Crudelia: è da questo film che è diventata abitudine degli Studios scritturare attori famosi per doppiare i film animati.</p>
<h2>I live action</h2>
<p>Esistono<strong> 3 diversi live action</strong> ufficiali de <em>La carica dei 100 e 1</em>: il primo, <em>La carica dei 101 &#8211; Questa volta la magia è vera</em>, è uscito nel 1996 e vede Glenn Close nei panni della terribile Crudelia, mentre il secondo ne è il seguito, uscito nel 2000, si intitola <em>La carica dei 102 &#8211; Un nuovo colpo di coda</em>. Più recentemente invece è stato fatto un film dedicato interamente alla storia di Crudelia De Mon, <em>Cruella</em>: ve ne abbiamo parlato <a href="https://nerdando.com/2021/05/26/crudelia-il-fascino-della-cattiveria/">qui</a>.</p>
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		<title>NerDisney #6 &#8211; Saludos Amigos</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/12/30/nerdisney-6-saludos-amigos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 13:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Aquerela do Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[Boettiger]]></category>
		<category><![CDATA[Classici Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Condorito]]></category>
		<category><![CDATA[Disney Studios]]></category>
		<category><![CDATA[El Guacho Goofy]]></category>
		<category><![CDATA[José Carioca]]></category>
		<category><![CDATA[Paperino]]></category>
		<category><![CDATA[Pedro]]></category>
		<category><![CDATA[Pippo]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>C&#8217;era una volta il Sud America Il nostro viaggio tra i classici Disney oggi ci porta in America Latina per scoprire il classico numero sei, Saludos Amigos. Il mediometraggio a episodi del 1942 è un lavoro collettivo e apre la strada in casa Disney a una serie di lavori di questo tipo che gli Studios [&#8230;]</p>
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<h2 class="p1">C&#8217;era una volta il Sud America</h2>
<p class="p1">Il nostro viaggio tra i classici Disney oggi ci porta in America Latina per scoprire il classico numero sei, <strong><em>Saludos Amigos</em></strong>.<br />
Il mediometraggio a episodi del 1942 è un lavoro collettivo e apre la strada in casa Disney a una serie di lavori di questo tipo che gli Studios porteranno avanti nel corso degli anni Quaranta.</p>
<p class="p1">Composto da <strong>quattro episodi</strong>, <em>Saludos Amigos</em> vede come protagonisti personaggi famosi della Casa del Topo, come Pippo e Paperino e alcuni personaggi originali, come l&#8217;aeroplanino Pedro e il cocorita José Carioca, che ritroveremo anche nel prossimo appuntamento.</p>
<p class="p1">Il primo segmento, <strong><em>Paperino visita il Lago Titicaca</em></strong>, è diretto da Bill Roberts ed esplora gli spazi tra Perù e Bolivia in compagnia del celebre papero. Subito dopo troviamo <strong><em>Pedro</em></strong>, la storia del coraggioso piccolo aereo cileno, diretta da Hamilton Luske. Il terzo episodio ha per protagonista Pippo, alle prese con una delle sue strampalate avventure, questa volta ambientata nella pampa argentina: <strong><em>El gaucho Goofy</em></strong> è diretto da Jack Kinney. Infine, il film si chiude con <strong><em>Aquerela do Brasil</em></strong>, che introduce il personaggio di José Carioca ed è diretto da Wilfred Jackson.</p>
<h2 class="p1">I miei ricordi</h2>
<p class="p1">La mia esperienza con <em>Saludos Amigos</em> risale alla <strong>primissima infanzia</strong> e, devo ammetterlo, non ne conservavo un ricordo particolarmente nitido. Mentre con molti classici più vicini alla mia generazione mi è capitato di guardarli più e più volte fino a conoscere quasi a memoria ogni scena e ogni dialogo, con <em>Saludos Amigos</em> non è andata allo stesso modo e, negli anni, mi è capitato pochissime volte di guardarlo nuovamente.</p>
<p class="p1">I miei ricordi, quindi, erano piuttosto vaghi e confusi e si limitavano a un aeroplanino tenero di cui però non riuscivo a ricordare il nome e a <strong>José Carioca</strong>, personaggio che mi era capitato di incontrare nel corso dell&#8217;infanzia anche in altri media.</p>
<p class="p1">Proprio per questo, guardare oggi <em>Saludos Amigos</em> è stata per me <strong>quasi un&#8217;esperienza totalmente nuova</strong>. Come mi era già successo all&#8217;epoca sono stata colpita di più dai due segmenti <em>Pedro</em> e <em>Aquerela do Brasil: </em>proprio quest&#8217;ultimo, vivace e colorato, secondo me è <strong>il momento migliore del film</strong> e contagia con il suo ritmo brasilero.<br />
Al di là di tutto, comunque, <em>Saludos Amigos</em> si porta tutti i suoi 79 anni e, come non mi ha stregato da bambina, non riesce a rubarmi il cuore neanche ora, nonostante alcune sequenze davvero ben fatte per l&#8217;epoca in cui è stato girato.</p>
<h2 class="p1">Colonna sonora</h2>
<p class="p1"><em>Saludos Amigos</em> vanta una colonna sonora originale davvero interessante che omaggia i ritmi della terra che racconta. Non a caso il film fu <strong>candidato a tre premi Oscar</strong> (senza tuttavia vincerne nessuno) e tutti collegati alla musica: miglior colonna sonora, miglior canzone originale (<em>Saludos Amigos</em>) e miglior sonoro.</p>
<p class="p1">Tra le tracce troviamo anche <em>Aquerela do Brasil</em>, scritta qualche anno prima, nel 1939, dal cantautore brasiliano <strong>Ary Barroso</strong> per l&#8217;interpretazione di <strong>Aloysio de Oliveira</strong>. Nonostante all&#8217;epoca il brano non avesse ottenuto un grande successo fu rivalutato proprio dopo l&#8217;uscita di <em>Saludos Amigos</em>, diventando un successo internazionale e raggiungendo il primato di canzone brasiliana trasmessa più di un milione di volte alla radio americana.</p>
<h2 class="p1">Curiosità</h2>
<p class="p1"><em>Saludos Amigos</em> è stato realizzato a ridosso dell&#8217;entrata nella <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong> da parte degli Stati Uniti e non si può certo dire che fosse un progetto avulso dai piani americani.<br />
Il Governo, infatti, commissionò a Walt Disney <strong>un tour promozionale in America Latina</strong>: Disney, personaggio molto popolare, aveva il compito di realizzare un film da proiettare sia negli Stati Uniti che in Sud America per rinsaldare il legame di buon vicinato tra i paesi,  in modo da neutralizzare i legami con la Germania nazista che caratterizzavano molti paesi dell&#8217;America Latina.</p>
<p class="p1">La lavorazione di <em>Saludos Amigos</em>, di conseguenza, <strong>fu notevolmente appoggiata dal Governo americano</strong>, che concesse anche a Walt Disney garanzie sui prestiti federali per far fronte alla situazione di crisi portata dal conflitto bellico e da problematiche interne agli Studios.<br />
Il mediometraggio, che comprende anche scene live action che mostrano la vita di tutti giorni nelle metropoli sudamericane, contribuì a cambiare la visione che i cittadini americani avevano dei loro vicini.</p>
<p class="p1">Lo storico del cinema <strong>Alfred Charles Richard Jr.</strong> scrisse a questo proposito: &#8220;<em>Saludos Amigos ha fatto di più per cementare una comunità di interessi tra i popoli delle Americhe in pochi mesi di ciò che il Dipartimento di Stato aveva fatto in cinquant&#8217;anni</em>&#8220;.</p>
<p class="p1">Non tutti però furono contenti dell&#8217;immagine che <em>Saludos Amigos</em> dava all&#8217;esterno del Sud America: il fumettista cileno <strong>René Rìos Boettiger</strong> considerava infatti Pedro come un insulto al Cile e al suo popolo e, per dare una visione differente del paese, avviò <strong><em>Condorito</em></strong>, diventato poi uno dei più famosi fumetti latino-americani.</p>
<h2 class="p1">Com&#8217;è invecchiato?</h2>
<p class="p1">Diciamocelo subito: <em>Saludos Amigos</em> <strong>non è invecchiato bene</strong> e i rimaneggiamenti e le polemiche che lo hanno accompagnato negli anni non lo hanno certo aiutato. Il film è fortemente connotato nell&#8217;epoca in cui è stato realizzato, il che a dirla tutta sicuramente lo penalizza se guardato con gli occhi di oggi.<br />
Già un primo ritocco per l&#8217;uscita in DVD aveva interessato il segmento <strong><em>El Gaucho Goofy</em></strong>, in cui è stata rimossa una scena in cui Pippo fuma una sigaretta, considerata un cattivo messaggio per i bambini di oggi.</p>
<p class="p1">Più di recente, in occasione dell&#8217;inserimento del mediometraggio nel catalogo <strong>Disney+</strong>, si è resa necessaria l&#8217;aggiunta di un <strong>disclaimer</strong> a inizio film per spiegare come le immagini stereotipate rappresentante vadano collocate nel diverso contesto storico in cui <em>Saludos Amigos</em> è uscito per la prima volta.</p>
<p class="p1">In ogni caso, se siete dei completisti, <em>Saludos Amigos</em> non può mancare in nessun rewatch cronologico che si rispetti. Soprattutto <strong>se amate le atmosfere e i ritmi del Sud America</strong>. E poi <em>Aquerela do Brasil</em> vale da sola tutto il film.</p>
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		<title>Encanto &#8211; Disney e la magia della Colombia</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/11/15/encanto-disney-e-la-magia-della-colombia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Valeria "Morgana" Caizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2021 14:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Classici Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Disney Plus]]></category>
		<category><![CDATA[Disney Studios]]></category>
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		<category><![CDATA[Lin-Manuel Miranda]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/37543_encanto_coming_soon_page_xtb-2-1024x576.jpeg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/37543_encanto_coming_soon_page_xtb-2-300x169.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Encanto" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/37543_encanto_coming_soon_page_xtb-2-300x169.jpeg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/37543_encanto_coming_soon_page_xtb-2-1024x576.jpeg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/37543_encanto_coming_soon_page_xtb-2-768x432.jpeg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/11/37543_encanto_coming_soon_page_xtb-2.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Il 24 novembre uscirà al cinema il nuovo lungometraggio animato Disney, Encanto! Noi di Nerdando.com abbiamo potuto vederlo in anteprima e oggi ve lo raccontiamo! Encanto è il 60° classico Disney, è stato prodotto tra il 2016 e il 2021 dai Walt Disney Animation Studios e sarà distribuito da Walt Disney Studio Motion Pictures. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2021/11/15/encanto-disney-e-la-magia-della-colombia/">Encanto &#8211; Disney e la magia della Colombia</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Il 24 novembre uscirà al cinema <strong>il nuovo lungometraggio animato Disney</strong>, <em><strong>Encanto</strong></em>! Noi di Nerdando.com abbiamo potuto vederlo in anteprima e oggi ve lo raccontiamo! Encanto è il <strong>60° classico Disney</strong>, è stato prodotto tra il 2016 e il 2021 dai <strong>Walt Disney Animation Studios</strong> e sarà distribuito da <strong>Walt Disney Studio Motion Pictures</strong>.</p>
<p>Dal 24 dicembre sarà disponibile gratuitamente su <strong>Disney+</strong>.</p>
<h2>La trama</h2>
<p>Nascosta tra le montagne della <strong>Colombia</strong> c&#8217;è una casa molto speciale: <strong>Casa Madrigal</strong>, la <em>casita</em> viva e dalla frizzante personalità che accoglie tra le sue magiche mura una famiglia altrettanto speciale, i <strong>Madrigal</strong>. Tutti i Madrigal sono dotati di un potere magico unico (non vi descriverò i poteri per non rovinarvi la sorpresa di scoprirli tutti) che ricevono raggiunta una certa età insieme ad una specialissima stanza personale che rispecchia le caratteristiche del loro dono. <strong>Mirabel</strong>, la protagonista di <em>Encanto</em>, è l&#8217;unica a non aver ricevuto un dono, con grande delusione della capofamiglia, la <em>abuela, </em>che richiede a tutti i suoi familiari un grande impegno nel renderla orgogliosa e nell&#8217;aiutare la piccola comunità che è cresciuta attorno alla <em>casita</em>. La magia e la <em>casita</em> sono state donate alla <em>abuela</em> da una magica candela quando era una giovane mamma che si è trovata a dover abbandonare la sua casa e a scappare tra le montagne a causa della guerra civile colombiana.</p>
<p>Avere un potere sembra essere una cosa meravigliosa&#8230; ma ne siamo poi così sicuri? Mentre per cause sconosciute la magia della famiglia Madrigal comincia ad affievolirsi, <strong>Mirabel dovrà fare i conti con il suo essere &#8220;normale&#8221;</strong>, indagando sul mistero della candela magica e ricucendo i rapporti tra i suoi familiari.</p>
<h2>Le musiche</h2>
<p><em><strong>Encanto</strong></em>, come i migliori classici Disney, ha moltissime parti cantate, anche più di quante ne abbiamo viste nei lungometraggi degli ultimi anni, per cui voi non amanti dei musical siete avvisati! Io che invece li amo ne sono stata davvero felice (e mi fa piacere aver visto il film in lingua originale, avendo potuto apprezzare le doti canore degli attori/cantanti). L&#8217;autore delle canzoni è <strong>il grandissimo e pluripremiato Lin-Manuel Miranda</strong>, che ha già collaborato in passato con Disney occupandosi delle canzoni di <em>Oceania</em> e interpretando il simpatico Jack in <em>Il ritorno di Mary Poppins</em>; soprattutto però Miranda è famoso nel mondo per essere il creatore (e interprete) del musical più premiato di sempre, <em><strong>Hamilton</strong></em> (che trovate su Disney+) e di <em><strong>In the Heights</strong></em> (musical vincitore del Tony Award che ha avuto di recente una trasposizione cinematografica). L&#8217;impronta musicale di Lin-Manuel è molto riconoscibile, e si sente che le canzoni sono profondamente studiate e che sono molto &#8220;da musical&#8221;, con le armonie vocali e i temi ripetuti, inoltre Miranda è di origine sudamericana (per l&#8217;esattezza portoricana) per cui si vede che ha messo tutto il cuore nello scrivere per un film ambientato in Sud America.</p>
<h2>Il cast</h2>
<p>Mirabel, la protagonista, è interpretata dalla brava <strong>Stephanie Beatriz</strong>, nota soprattutto per il ruolo della detective Rosa Diaz in <em>Brooklyn Nine-Nine</em> ma anche per una lunga serie di ruoli nel doppiaggio di cartoni animati (<em>Ducktales</em>, <em>Family Guy</em>, <em>Central Park</em>, <em>Elena di Avalor</em>&#8230;). <strong>John Leguizamo</strong> interpreta lo zio Bruno, <strong>Maria Cecilia Botero</strong> la abuela capofamiglia dei Madrigal; gli altri Madrigal invece sono Mauro Castillo, Jessica Darrow, Angie Capeda, Carolina Gaitan, Diane Guerrero, Wilmer Valderrama e Rhenzhy Feliz. Il mitico <strong>Alan Tudyk</strong> presta la voce (o sarebbe meglio dire i versi) ad un tucano, come aveva fatto per il pollo in <em>Oceania</em>.</p>
<p>Alla regia troviamo ben 3 persone: <strong>Jared Bush</strong>, già autore della sceneggiatura di <a href="https://nerdando.com/2016/03/03/zootropolis/"><em>Zootropolis</em></a> e di <em>Oceania</em> oltre che dello stesso <em>Encanto</em>, <strong>Byron Howard</strong>, regista di <em>Zootropolis</em> e <em>Rapunzel: L&#8217;intreccio della torre</em>, e <strong>Charise Castro Smith</strong> che invece ha lavorato in <a href="https://nerdando.com/2021/07/21/raya-e-lultimo-drago-il-classico-dirompente/"><em>Raya e l&#8217;ultimo drago</em></a>.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><strong>I lungometraggi Disney non mi deludono mai</strong>, ogni volta che ne vedo uno torno bambina e finisco per commuovermi e piangere in sala! <em>Encanto</em> racconta <strong>una storia intima che parla di rapporti familiari</strong> e di quanto le aspettative dei genitori pesino sui figli, ma parla anche di <strong>auto realizzazione</strong> e di <strong>accettare sé stessi per come si è</strong>, e soprattutto parla di <strong>amore</strong>. Non spaventatevi, detto così sembra un po&#8217; pesante ma è invece molto allegro e molto colorato! La <strong>bellezza della natura, dell&#8217;arte e delle tradizioni sudamericane</strong> esplode sullo schermo, grazie a disegni e animazioni di altissimo livello.</p>
<p>Attenzione al piccolo corto animato che viene proiettato prima del film: <em><strong>Far from the tree</strong></em> è un gioellino dai disegni pastello vecchio stile, dolce e commovente; come al solito, agli autori Disney basta davvero poco per toccarci il cuore con personaggi ai quali non serve nemmeno la parola.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Il nuovo classico Disney <strong><em>Encanto</em></strong> è un film adatto tutte le età, che scalderà il cuore e aiuterà a riflettere su sé stessi e sulla famiglia; le canzoni sono coinvolgenti, allegre e molto presenti, con un ritmo sudamericano che si sente ma non è eccessivo.</p>
<h2>Trailer</h2>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/morgana_oro.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-41551" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/morgana_oro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
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