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	<title>Demoela - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Radetzky: Milano 1848 &#8211; Riconquistiamo la città!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2019 13:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Demoela]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Tematizzare un gioco da tavolo non è affatto semplice. Mi spiego meglio: a volte le meccaniche sono considerate talmente più importanti, che l&#8217;ambientazione pare essere solamente una &#8220;livrea&#8221; volta ad attrarre o ad affascinare possibili acquirenti, o a rendere semplicemente meno arido il guardare al solo motore di gioco, cosa che peraltro i più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/01/20/radetzky-milano-1848-riconquistiamo-la-citta/">Radetzky: Milano 1848 &#8211; Riconquistiamo la città!</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-28863 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p>Tematizzare un gioco da tavolo non è affatto semplice.</p>
<p>Mi spiego meglio: a volte le meccaniche sono considerate talmente più importanti, che l&#8217;ambientazione pare essere solamente una &#8220;livrea&#8221; volta ad attrarre o ad affascinare possibili acquirenti, o a rendere semplicemente meno arido il guardare al solo motore di gioco, cosa che peraltro i più fomentati del settore fanno (se vi dà fastidio l&#8217;espressione &#8220;fomentati&#8221;, sostituitela a vostro piacimento con &#8220;esperti del settore&#8221;). In altri titoli, invece, <strong>tematizzazione e meccaniche</strong> sono talmente ben amalgamate che probabilmente conoscere l&#8217;argomento ci aiuta anche a comprendere come giocare.</p>
<p>Però, la scelta del tema non deve essere un qualcosa di banale, penso.</p>
<p>Per questo, trovare un gioco con un&#8217;ambientazione così specifica come quella di <strong>Radetzky: Milano 1848</strong> mi ha prima stupito e poi immediatamente interessato (da gran nerd che sono per la Storia) ma, avendo visto che si tratta del nuovo gioco di <strong>Demoelâ </strong>(che ringraziamo insieme alla casa editrice <strong>Post Scriptum</strong> per il materiale di questa recensione), autori già del bello <strong>Zena 1814</strong>, mi sono subito fidato perché, di certo, l&#8217;ambientazione non sarebbe stato affatto qualcosa di posticcio.</p>
<p>Prima di svelarvi se il gioco di <strong>Alberto Barbieri</strong>, <strong>Marco Garavaglia</strong> e <strong>P.S. Martensen</strong> mi si piaciuto, però, concedetemi un momento per una precisazione.</p>
<h2>Contesto storico</h2>
<p>Se vi parlo delle &#8220;<strong>Cinque giornate di Milano</strong>&#8220;, quanti di voi sanno dirmi il periodo ed il contesto di questo celebre accadimento storico?</p>
<p>Scommetto quello che volete che a molti di voi verranno in mente <strong>Renzo e Lucia</strong>, la coppia di fidanzati più travagliata della letteratura italiana, e le ore passate a leggere I Promessi Sposi quando eravate dei pischelli e il vostro unico lavoro era stare seduti sui banchi di scuola a riempire il più possibile il cervello di cultura.</p>
<p>Ecco, levatevelo dalla testa, è sbagliato.</p>
<p>Io non so perché, ma è una associazione di idee più comune di quel che si possa pensare ed è, ovviamente, completamente sbagliata, frutto forse del parallelismo utilizzato da Manzoni per paragonare la situazione politica della sua epoca con la situazione di duecento anni prima, sia sul piano morale che su quello storico-politico. Ho letto certi strafalcioni a tal proposito sull&#8217;internet, che ho voluto cominciare l&#8217;articolo proprio con una puntualizzazione da maestrino, che ogni tanto le bacchettate fanno bene.</p>
<p>Così vi mettete in testa, se non lo sapete, che quello delle Cinque Giornate è un avvenimento inquadrabile nel contesto più ampio dei moti rivoluzionari che attraversarono tutta l&#8217;Europa nel biennio<strong> 1848-1849</strong> e in quello più circoscritto della <strong>Prima Guerra d&#8217;Indipendenza italiana</strong>, che si prefiggeva di liberare, appunto, l&#8217;Italia dalle dominazioni straniere e di realizzarne l&#8217;unità.</p>
<p>Ciò, come sappiamo, non avvenne prima della fine della Seconda Guerra di Indipendenza nel 1861, anche se le Cinque Giornate rimangono uno degli episodi di maggior gloria per i patrioti italiani, che tra il <strong>18 ed il 22 Marzo del 1848</strong>, dopo cinque giorni di aspri combattimenti,  riuscirono a cacciar fuori dalla città di Milano le truppe austriache del <strong>maresciallo Radetzky</strong>, seppur in modo temporaneo, a causa della scelta del re Carlo Alberto di Savoia di firmare un armistizio con gli austriaci.</p>
<h2>Meccaniche</h2>
<p>Fatto lo spiegone, andiamo finalmente a vedere come si gioca!</p>
<p>Innanzitutto specifichiamo che si tratta di un <strong>cooperativo</strong>, ovvero di un titolo nel quale i giocatori collaborano per giungere alla vittoria. Il numero di giocatori è <strong>da 1 a 5</strong>, è compresa quindi la modalità per giocatore singolo (d&#8217;altronde, un collaboratore più collaborativo di voi stessi, a meno che non siate schizofrenici, vi sfido a trovarlo).</p>
<p>In secondo luogo, specifichiamo che esistono <strong>due modalità di gioco</strong>, una base e l&#8217;altra avanzata, che introduce alcuni concetti in più ed è adatta a chi già ha preso confidenza con il gioco base (che di suo è facile nelle regole ma difficile da vincere). Inoltre, è specificato nel manuale come rendere ciascuna di queste modalità di gioco più semplice o più difficile.</p>
<p>La plancia di gioco rappresenta la <strong>città di Milano</strong> nel 1800 (prima che abbattessero la cinta muraria, ndr) divisa in 16 zone, più il Castello Sforzesco, ovvero il quartier generale delle truppe austriache.</p>
<figure id="attachment_28860" aria-describedby="caption-attachment-28860" style="width: 903px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46389062_2319553814782809_5550586167348428800_o_903x600.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-28860" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46389062_2319553814782809_5550586167348428800_o_903x600.jpg" alt="" width="903" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46389062_2319553814782809_5550586167348428800_o_903x600.jpg 903w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46389062_2319553814782809_5550586167348428800_o_903x600-300x199.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46389062_2319553814782809_5550586167348428800_o_903x600-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 903px) 100vw, 903px" /></a><figcaption id="caption-attachment-28860" class="wp-caption-text">La plancia di gioco, che rappresenta la città di Milano nel 1800.</figcaption></figure>
<p>Su tale plancia si disporranno i soldati austriaci (che sono cubetti neri), i patrioti (ovvero, i meeple che rappresentano i giocatori) e il segnalino di <strong>Radetzky</strong> che, a differenza di quanto accadde in realtà, durante il gioco verrà a terrorizzarvi in giro per la città.</p>
<p>Ciascun patriota avrà con sé <strong>una mano di 4 carte</strong> rappresentanti un simbolo tra spada, palla di cannone e mappa, che serviranno soprattutto per i combattimenti e che fanno il verso alla triade forbici-sasso-carta. Le carte in mano ai giocatori si pescano dal mazzo &#8220;Italia&#8221;; l&#8217;altro mazzo di carte &#8220;Austria&#8221;, invece, serve per i combattimenti, come vedremo tra poco.</p>
<p>All&#8217;inizio del turno di gioco, viene rivelata una carta che rappresenta <strong>una delle aree di Milano</strong>: tale area sarà disponibile per esser &#8220;liberata&#8221;. Nei turni successivi, altre aree diverranno disponibili.</p>
<p>Lo <strong>scopo del gioco</strong> è presto spiegato: i patrioti dovranno liberare dalla presenza austriaca (e quindi conquistare) almeno 5 zone della città, prima che le truppe austriache facciano lo stesso.</p>
<p>E come si fa, direte voi?</p>
<p>Ad ogni turno ciascun patriota avrà<strong> 3 &#8220;azioni&#8221; da compiere</strong>, anche ripetibili fino al numero limite, tra le seguenti:</p>
<ul>
<li>Muovere da un&#8217;area ad un&#8217;altra adiacente;</li>
<li>Liberare una zona (ovvero conquistarla), se è disponibile e se non è occupata da unità austriache;</li>
<li>Attaccare unità nemiche</li>
<li>Combattere contro Radetzky</li>
<li>Pescare carte per ripristinare la propria mano (a quattro).</li>
</ul>
<p><strong>Come si attaccano le truppe austriache?</strong> Il funzionamento è molto semplice: si gira una carta Austria alla volta (una per ciascun soldato presente) e tale carta va sconfitta con una delle carte in mano al giocatore che ha attaccato recante il simbolo opposto, proprio come nella morra cinese. Se nella zona dove avviene il combattimento c&#8217;è più di un patriota, potrà contribuire in egual misura al combattimento.</p>
<figure id="attachment_28861" aria-describedby="caption-attachment-28861" style="width: 909px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46439074_2319554061449451_4226372265941401600_o_909x600.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-28861" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46439074_2319554061449451_4226372265941401600_o_909x600.jpg" alt="" width="909" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46439074_2319554061449451_4226372265941401600_o_909x600.jpg 909w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46439074_2319554061449451_4226372265941401600_o_909x600-300x198.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46439074_2319554061449451_4226372265941401600_o_909x600-768x507.jpg 768w" sizes="(max-width: 909px) 100vw, 909px" /></a><figcaption id="caption-attachment-28861" class="wp-caption-text">Le carte per il combattimento: quelle sopra sono italiane, e recano anche i simboli degli Aiuti; quelle sotto sono le austriache.</figcaption></figure>
<p>Il combattimento può terminare a discrezione del giocatore (e in tal caso si rimuovono dalla plancia i soldati sconfitti) oppure brutalmente con la sconfitta dello stesso: in tal caso, tutti i soldati sconfitti in quel combattimento tornano in gioco. Gli esperti del settore mi dicono che questa dinamica si chiama &#8220;<strong>push your luck</strong>&#8220;, che più o meno sta per &#8220;sfida la sorte, ma non esagerare che sennò poi so&#8217; cavoli&#8221;.</p>
<p>Se avessimo l&#8217;ardire di attaccare Radetzky, invece, dovremmo sconfiggere ben tre carte Austria tutte insieme: va da sé che senza collaborazione questa possa risultare una mossa folle. Picchiare il generalissimo, però, avrà dei <strong>vantaggi immediati</strong>, quali la rimozione di soldati e rinforzi per il turno successivo.</p>
<p>Quando avremo ripulito una zona dalla presenza austriaca e solo se la carta relativa alla zona sarà presente sul tavolo, <strong>potremo rivendicare la zona come libera</strong> ed italiana!</p>
<p>Quando tutti i giocatori avranno terminato le loro azioni, toccherà agli austriaci, che rimpinzeranno le loro fila con <strong>nuovi soldati</strong> provenienti dal Castello Sforzesco, andando a rinforzare le aree dove già presenti, soprattutto nei dintorni di Radetzky.</p>
<p>Se al primo turno tutto sembra gestibile con calma serafica, già al secondo turno la vicenda si scopre esser complicata: gli austriaci cominceranno ad essere ovunque e <strong>avremo bisogno di ottima coordinazione</strong> per cercare di rivendicare le zone prima che lo facciano gli austriaci. Ah, certo: sappiate che una volta che una zona è stata rivendicata, è perduta per sempre, giusto per semplificarci la vita.</p>
<figure id="attachment_28862" aria-describedby="caption-attachment-28862" style="width: 932px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/20181129_204238_932x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-28862" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/20181129_204238_932x600.jpg" alt="" width="932" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/20181129_204238_932x600.jpg 932w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/20181129_204238_932x600-300x193.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/20181129_204238_932x600-768x494.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px" /></a><figcaption id="caption-attachment-28862" class="wp-caption-text">Al terzo turno è già dramma.</figcaption></figure>
<p>Questo per quanto concerne la modalità base; la <strong>modalità</strong> <strong>avanzata</strong>, invece, è un altro paio di maniche di giacca da soldato, ed è pensata per giocatori più attenti e smaliziati, nonché meno sbilanciata, a mio avviso, circa il fattore fortuna.</p>
<p>Innanzitutto, le barricate visibili sulla plancia di gioco diverranno effettive, costringendo a <strong>pianificare le mosse in modo molto più accurato</strong>; dal punto di vista storico, le barricate furono una delle caratteristiche salienti delle Cinque Giornate, risultando l&#8217;ennesima meccanica mutuata dal contesto storico e perfettamente sfruttata ai fini del gioco.</p>
<p>I simboli sulle carte di combattimento avranno finalmente un loro utilizzo: rappresentano infatti delle <strong>abilità particolari</strong> che potremo sfruttare durante il turno per aiutarci nella lotta contro il nemico, chiamate Aiuti.</p>
<p>Anch&#8217;esse sono estremamente tematizzate e sono tranquillamente ritrovabili nelle cronache dell&#8217;epoca: basti pensare ai <strong>martinitt</strong>, i ragazzini orfani utilizzati come messaggeri dei ribelli, o le <strong>mongolfiere</strong>, utilizzate dagli insorti per mandare messaggi e notizie verso la campagna, rompendo l’assedio degli Austriaci. Sono anche presenti le <strong>Nobildonne</strong> (come la celebre Cristina di Belgioioso), i fucili e le immancabili barricate.</p>
<p>Compare inoltre <strong>una nuova plancia</strong>, quella del combattimento, che va sia a modificare il meccanismo delle zone disponibili per la conquista, sia a potenziare gli Aiuti in funzione delle vittorie ottenute.</p>
<p>La <strong>modalità base</strong> di Radetzky è perfetta, a mio avviso, anche per i neofiti che si avvicinano al mondo dei giochi da tavolo, coinvolgendoli, posso scommetterci, nel giro del primo turno.</p>
<p>Mi ricorda ciò che accadde a me con il classico <strong>Pandemia</strong>, le cui meccaniche sono in qualche modo simili: un turno, e fu subito amore.</p>
<p>La <strong>modalità avanzata</strong>, invece, aggiunge un livello di sfida che piacerà di certo anche ai giocatori più svezzati.</p>
<p>In definitiva, <strong>un titolo ottimo per una vasta platea</strong>, da quelli che non hanno mai giocato da tavolo a chi è un <em>habitué</em> di pedine, carte e cubetti di legno. E anche, ricordiamolo, per chi al momento è sprovvisto di compagni di gioco.</p>
<h2>Grafica e componenti</h2>
<p>Radetzky: Milano 1848 si presenta con un <strong>ottimo aspetto</strong>, a partire dalla plancia, in stile mappa di due secoli fa, per arrivare alle illustrazioni che decorano le carte, tutta farina nel sacco di <strong>Simone Murgia e Sara Gioria</strong>.</p>
<p>Tanti cubetti di legno nero a rappresentare i soldati austriaci e dei grandi meeple, anch&#8217;essi di legno per i patrioti completano la dotazione, insieme alla plancia aggiuntiva di cartone, ai cartoncini per i miglioramenti e le bandiere per le zone conquistate.</p>
<p><strong>Una dotazione semplice, ma ricca</strong>, che merita di essere riposta per bene nella scatola: apprezzo moltissimo il fatto che nella fornitura fossero comprese molte ziplock, anche più di quelle necessarie, per organizzare il tutto al meglio.</p>
<p>Se volete dare un&#8217;occhiata più approfondita al contenuto della scatola di Radetzky: Milano 1848, seguendo <a href="https://www.facebook.com/pg/nerdandocom/photos/?tab=album&amp;album_id=2319553624782828">questo link</a> troverete l&#8217;album relativo al nostro <strong>unboxing</strong>.</p>
<p>Il<strong> manuale</strong>, multilingua, merita un encomio per la qualità e l&#8217;esaustività delle spiegazioni, nonché per le parentesi di approfondimento storico cui Demoelâ sembra tenere particolarmente e anche il sottoscritto apprezza moltissimo.</p>
<p>Giocare ed imparare è un binomio da non sottovalutare.</p>
<p>E ho fatto pure la rima baciata, tiè.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Mi sono reso conto di aver scritto veramente molto, e non l&#8217;avrei fatto se <strong>Radetzky: Milano 1848</strong> non mi fosse piaciuto.</p>
<p><strong>È un gioco che funziona a più livelli e con più tipi di giocatori</strong>, diverte e le meccaniche sono ottimamente contestualizzate con l&#8217;ambientazione scelta, che di suo è già molto ma molto interessante. La bella grafica, la semplicità delle regole e i livelli di difficoltà sono un surplus non da poco, e c&#8217;è da congratularsi con Demoelâ per essere riusciti a tirar fuori un titolo veramente meritevole per le vostre serate.</p>
<p>Divertente, teso, intelligente: si può chiedere altro come base per un ottimo gioco da tavolo?</p>
<p><strong>Siete pronti a liberare Milano</strong> e ad innalzare la bandiera italiana sul Duomo (come 170 anni fa fece il Conte Luigi Torelli, ndR)?</p>
<p><strong>Radetzky: Milano 1848</strong> è sviluppato da Demoelâ, pubblicato da Post Scriptum e lo trovate nei negozi fisici ed online ad un prezzo indicativo di <strong>30 €</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Radetzky: Milano 1848</strong> è un ottimo gioco da tavolo, adatto a tutti i tipi di giocatori e splendidamente ambientato in una pagina di storia italiana che tutti dovremmo conoscere.</p>
<h2>Nerdandometro: 4/5</h2>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/01/20/radetzky-milano-1848-riconquistiamo-la-citta/">Radetzky: Milano 1848 &#8211; Riconquistiamo la città!</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Zena 1814 &#8211; Gli otto mesi di Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 13:00:03 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/11/26/zena-1814-gli-mesi-di-genova/">Zena 1814 &#8211; Gli otto mesi di Genova</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 944px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-La8LsNzZ4TM/Vla-AK5lnDI/AAAAAAAAJbA/aiLEkzMW7z8/w944-h629-no/12249794_975116125893258_5386806499229456064_n.jpg" alt="La scatola di Zena 1814" width="944" height="629" /><figcaption class="wp-caption-text">La scatola di Zena 1814</figcaption></figure>
<p>Chi apprezza la buona musica italiana, non può non conoscere Fabrizio De André, cantautore genovese scomparso pochi anni fa. Uno dei suoi album più iconici che ha lasciato un solco nella musica a livello mondiale è &#8220;<i>Crêuza de mä&#8221;</i>, interamente cantato in lingua ligure o meglio in genovese. Quale migliore colonna sonora per giocare quindi al genovesissimo Zena 1814? Creato da Alberto Barbieri e Luigi Cornaglia, il titolo è frutto della collaborazione tra numerosi validi elementi: se da un lato abbiamo i due giovani ideatori che hanno creato una nuova casa editrice, la Demoelâ (che in ligure significa gioco, divertimento), dall&#8217;altro abbiamo la Post Scriptum che ha svolto un ottimo lavoro di consulenza editoriale per lo sviluppo e la finalizzazione di questo bel titolo. Infine la distribuzione è stata affidata ad HC Distribuzione, che ha presentato Zena 1814 durante il Lucca Comics and Games 2015, ottenendo un buon successo per questo gioco di worker placement che ha delle meccaniche molto interessanti. Percorriamo quindi la <i>crêuza de mä</i> (via del mare) che ci farà sbarcare in quel di Zena.</p>
<p>Siamo a Genova nel 1814 e la città si prepara a vivere gli otto mesi più importanti della sua storia: con l&#8217;avvento degli inglesi, la città ha riconquistato l&#8217;autonomia dopo la cacciata dell&#8217;impero francese, e adesso deve cercare di risollevarsi per riportare la sua gloria ai fasti di un tempo. Protagoniste sono le maggiori famiglie genovesi, che se da un lato dovrebbero collaborare per potenziare l&#8217;amata Zena, dall&#8217;altro non possono non cercare di primeggiare e di far valere i loro personalissimi interessi. Ed è proprio su questo che si basa la meccanica di gioco, che prevede &#8211; perdonatemi la semplificazione quasi estrema &#8211; di giocare delle carte Azione che permettono di ottenere dei vantaggi, che siano soldi, carte aggiuntive o preziosissimi punti prestigio che sono la chiave per la vittoria finale; una volta scesa la carta e pagato il costo &#8211; e posizionato un cubetto del proprio colore! &#8211; gli altri giocatori potranno decidere se, nel caso in cui la carta lo preveda, influenzare quella carta. Cos&#8217;è l&#8217;influenza? Una malanno di stagione fastidioso. Grande simpatia del sottoscritto a parte, l&#8217;influenza è la possibilità di, a fronte di un pagamento di un costo e apposizione di relativo cubetto (ogni giocatore ne ha 10, limite imprescindibile), poter beneficiare a fine turno degli effetti di quella carta. Unico &#8220;malus&#8221; per chi influenza è il fatto che si andrà a regalare un bonus (anche qui, soldi o carte o punti prestigio) a chi ha giocato per primo la carta. Ed è qui che secondo me Zena 1814 regala tantissimo ai giocatori: ad ogni giocata di carta è fondamentale, e tremendamente divertente, cercare di capire se il regalo che si fa all&#8217;avversario sarà ben bilanciato dal bonus collettivo, oppure se non ne vale la pena, perché magari quel punto prestigio o quella carta o quel soldo che faremo guadagnare potrebbe avere effetti devastanti. E ricordiamo sempre l&#8217;eventuale incrinarsi di rapporti e relazioni.</p>
<p>Dato che gli amici di Post Scriptum e Demoelâ hanno pensato anche a chi si vuole avvicinare per la prima volta ad un boardgame del genere, c&#8217;è la possibilità di giocare sia con la versione più &#8220;base&#8221; (che comprende la meccanica sopra descritta e il posizionamento su tabellone, ma ne parliamo fra poco) sia con la versione &#8220;full&#8221; di Zena 1814, che contempla anche le carte Obiettivo (utilissime, tra l&#8217;altro, per conquistare punti prestigio extra a fine partita) e due altre zone della città, tra le quali spicca il Forte dove si &#8220;combatte&#8221; a suon di Sfide, abilità che ci permetterà di tentare la sorte per conquistare il bonus, assieme all&#8217;aiuto degli altri giocatori che influenzando ci daranno un +1 al lancio dado e godranno del bonus assieme a noi nel caso in cui l&#8217;alea sia dalla nostra parte. Oltre a queste meccaniche extra, per le partite a 2-3 giocatori esperti è data la possibilità di piazzare due cubi dello stesso colore sulle carte, così da aumentare i bonus che si possono ottenere e arginare l&#8217;influenza degli altri.</p>
<p>Completa Zena 1814 il tabellone che, come detto su, presenta una faccia da usare per il gioco base (dove due zone della città non sono evidenziate) e l&#8217;altra per la versione full. Come usiamo il tabellone se finora abbiam parlato di carte? Al di là del computo dei punti prestigio, il tabellone è dove i nostri quattro meeples (Capofamiglia, Dama e due Rampolli) si sposteranno tra le varie zone colorate per cercare di conquistarle. La conquista di una zona, ottenuta tramite il piazzamento delle pedine e il conteggio dei relativi punti, ci darà a fine turno i bonus segnati sulla stessa. Diventa importante, quindi, scegliere bene che zona andare a conquistare a seconda di ciò di cui abbiamo bisogno &#8211; per soldi extra andremo in banca, mentre presso il palazzo del Doge potremo barattare soldi per punti prestigio, ad esempio. Agganciandomi al discorso tabellone, colgo l&#8217;occasione per lodare l&#8217;eccellente lavoro grafico e sui materiali, con la presenza di disegni originali dell&#8217;epoca a colorare le nostre partite, e l&#8217;impiego della lingua ligure per i nomi delle carte, che costituisce un fantastico contorno per l&#8217;ambientazione di questo gioco, che svolge un ruolo chiave nell&#8217;ambito della differenziazione, pressoché unica, di Zena 1814. Date un&#8217;occhiata all&#8217;unboxing e all&#8217;<a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.975116015893269.1073741901.652525704818970&#038;type=3" target="_blank">album su Facebook per capire meglio di cosa stiamo parlando.</a></p>
<p>Ci si diverte tanto con Zena 1814, e le partite, non appena apprese le meccaniche, scorrono rapidamente senza tempi morti né &#8220;sequestri di persona&#8221;. Vi invito a leggere con attenzione il regolamento per comprendere appieno le meccaniche, specie nel caso in cui non foste giocatori già avvezzi a questo tipo di giochi, ma è proprio questo uno dei punti di forza di Zena: può soddisfare sia le richieste di chi vuole avvicinarsi al mondo dei &#8220;tedeschi&#8221; con un titolo che non definirei entry level ma qualcosa di più, e soddisfa anche i più scafati che si sfideranno a suon di strategie di influenze e piazzamento meeples. Un ottimo lavoro su un altrettanto ottimo boardgame che vi lascerà soddisfatti e che si farà giocare piacevolmente anche in due-tre giocatori, con (ma anche senza) l&#8217;impiego delle regole extra. Tutti promossi!</p>
<p><center><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/_hOOQOdd0wg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: anche questa volta, Morgana batte Giando e jedi.lord senza troppa difficoltà. Belìn.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/11/26/zena-1814-gli-mesi-di-genova/">Zena 1814 &#8211; Gli otto mesi di Genova</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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