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	<title>Dear Esther - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Caligo &#8211; Due passi dopo la morte</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/03/27/caligo-due-passi-dopo-la-morte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 09:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Dear Esther]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione E se la morte fosse solo il principio? Beh, potrebbe esserci davvero molto da scoprire su noi stessi e sulle nostre esperienze di vita. Soprattutto sarebbe l&#8217;occasione di ripensare ai temi importanti, alle decisioni prese, alle persone che ci hanno accompagnato nel nostro percorso. Ma soprattutto, secondo lo studio Krealit che lo ha sviluppato, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59073" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>E se la morte fosse solo il principio? Beh, potrebbe esserci davvero molto da scoprire su noi stessi e sulle nostre esperienze di vita. Soprattutto sarebbe l&#8217;occasione di ripensare ai temi importanti, alle decisioni prese, alle persone che ci hanno accompagnato nel nostro percorso.<br />
Ma soprattutto, secondo lo studio <strong>Krealit</strong> che lo ha sviluppato, sarebbe ben rappresentata da una continua scalata verso l&#8217;alto.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><em><strong>Caligo</strong></em> è un piccolo, piccolissimo, gioco in cui prendiamo coscienza al momento della nostra morte: uno strano traghettatore ci aiuterà a muovere i primi incerti passi fino ad incontrare una figura quanto mai pittoresca, un co-protagonista su cui non posso dire nulla per non spoilerare l&#8217;unico mistero del gioco. Da quel momento in poi, la sua voce ci accompagnerà per tutta l&#8217;ora necessaria a completare l&#8217;esplorazione del gioco e ci accoglierà in prima persona sul suo finire, invitandoci a prendere <strong>una decisione fondamentale</strong>.<br />
Ovvero scegliere che conclusione dare al nostro viaggio: tempo di fermarsi o di ricominciare una nuova storia tutta da scrivere?</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p><em><strong>Caligo</strong></em> è un classico <em>walking simulator</em>, in cui non abbiamo praticamente nessun comando e nessuna possibilità di accelerare l&#8217;andatura. L&#8217;esperienza di gioco consiste unicamente nel percorso, nel viaggio, molto più che nella meta. Così come nell&#8217;esplorazione degli ambienti e delle pittoresche figure che incontreremo.<br />
Al contrario di altri titoli celebri, come l&#8217;emozionante <a href="https://nerdando.com/2016/09/21/dear-esther-landmark-edition/"><strong><em>Dear Esther</em></strong></a>, però qui siamo davanti a un titolo sostanzialmente appena abbozzato, come un diamante grezzo di cui però è stata appena scalfita la superficie.</p>
<p><em><strong>Caligo</strong></em> consta di pochi e semplici livelli, in cui non si può fare praticamente nulla se non raccogliere una manciata di disegni (l&#8217;unico collezionabile della storia) e procedere sempre avanti e in salita fino al prossimo livello.<br />
Tutta l&#8217;esperienza di gioco si consuma in un&#8217;oretta, forse due se vorrete dare una seconda chance e perlustrare ogni anfratto alla ricerca dei disegni che non avete raccolto al primo giro. Dopodiché, duole dirlo, ma lo metterete via senza pensarci più.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59078" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_2.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/caligo_2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>In quanto produzione <em>indie</em>, siamo davanti al classico gioco dalle pochissime pretese. Nonostante questo, e nonostante la sua esiguità, <strong>è innegabile che i livelli siano ben disegnati e molto evocativi</strong>. Soprattutto quello della guerra, che risulta particolarmente ispirato e che attinge all&#8217;immaginario di artisti come Hans Giger e Zdzisław Beksiński.</p>
<p>Piuttosto gradevole anche<strong> l&#8217;accompagnamento sonoro</strong>, con musiche piacevoli e bene calate nelle atmosfere, talvolta rilassanti, altre volte disturbanti.<br />
Davvero poco ispirato, invece, il recitato, che risulta poco empatico e scarsamente coinvolgente.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Per quanto apprezzi il genere, devo dire che <em><strong>Caligo</strong></em> non si colloca tra le mie esperienze di gioco preferite: a conti fatti, se escludiamo l&#8217;<em>environment design</em>, ha davvero poco da dire: la storia è appena abbozzata, i livelli ricchi di muri invisibili e constano fondamentalmente di ambienti in cui andare sempre dritto o scalate interminabili.<br />
Per un <em>walking simulator</em> le componenti narrative e recitative sono tutto e qui, purtroppo, non ci siamo.</p>
<p>Mi sento di consigliarlo a <strong>chi è follemente innamorato del genere</strong> o vuole perdersi in ambienti evocativi e ben disegnati.<br />
Un grazie a Sometimes You per il codice inviato per questa recensione.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>Caligo</strong></em> è un breve viaggio sui significati della vita.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41564" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/zeno2k_bronzo.png" alt="" width="200" height="194" /></p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/zJexsWcY8EA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Dear Esther &#8211; Significato nascosto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 08:40:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
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		<category><![CDATA[Curve Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Dear Esther]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Dear Esther: Landmark Edition" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Enigmatico, poetico, misterioso, onirico. Abbiamo parlato di Dear Esther nel momento della sua uscita per console e lo abbiamo lodato per la sua poetica visionaria. Tuttavia siamo qui di fronte a qualcosa di artistico che deve necessariamente essere dipanato, per non cadere nella banale classificazione dei walking simulator. Abbiamo giocato d&#8217;un fiato questo titolo, esplorando ogni anfratto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Dear Esther: Landmark Edition" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10312" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther.jpg" alt="Dear Esther: Landmark Edition" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/dear_esther-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Enigmatico, poetico, misterioso, onirico. Abbiamo parlato di <a class="row-title" href="https://nerdando.com/dear-esther-landmark-edition/">Dear Esther</a> nel momento della sua uscita per console e lo abbiamo lodato per la sua poetica visionaria. Tuttavia siamo qui di fronte a qualcosa di artistico che deve necessariamente essere dipanato, per non cadere nella banale classificazione dei <strong><em>walking simulator</em></strong>.</p>
<p>Abbiamo giocato d&#8217;un fiato questo titolo, esplorando ogni anfratto dell&#8217;isola in cui siamo prigionieri, e abbiamo disperatamente tentato di capire chi sono i protagonisti di questa storia. Chi è Esther? Chi Paul? Chi Donnelly? Chi siamo noi?</p>
<p>Partiamo dalle cose certe: il protagonista è innamorato di Esther. Esther è morta, probabilmente in un incidente stradale: il passaggio sull&#8217;autostrada allagata, i letti da ospedale sparsi qua e là tra i rifiuti, lasciano pochi dubbi al caso. Ma chi l&#8217;ha uccisa? Probabilmente Jakobson, di cui viene accennato il fatto che &#8220;non fosse ubriaco&#8221;. Quindi l&#8217;ha investita lui? Jakobson viene però citato spesso anche in riferimento ai calcoli renali, di cui sembra soffrire anche il protagonista. Ma chi è esattamente costui? A rispondere a questa domanda è la voce narrante in una delle sue ultime lettere prima di prendere il volo: &#8220;<em>[&#8230;] Mi sporgerò a sinistra e vedrò Esther Donnelly volarmi accanto. Mi sporgerò a destra e vedrò Paul Jakobson volarmi accanto. [&#8230;]</em>&#8221;</p>
<p>Questo aiuta molto a capire che i personaggi in gioco, in realtà sono due: Paul ed Esther, Jakobson e Donnelly. A questo punto non resta che chiarire un punto cruciale: il protagonista è Paul, che scrive le lettere, o Esther che se le sente leggere nel letto di ospedale? In poche parole il gioco sembra essere la manifestazione di una esperienza di pre-morte. Nel primo caso abbiamo Paul, che ha investito e ucciso l&#8217;amata Esther e che crolla nel buio della follia a causa del troppo dolore. I calcoli renali fanno il resto e lo portano verso la morte. Nel secondo caso, invece, Esther non è ancora morta ma è in coma, o in stato vegetativo, e Paul le siede accanto, leggendole le lettere che troviamo nel gioco e condizionando la sua esperienza di coma. Questo, naturalmente, poco prima che i calcoli uccidano anche Paul.</p>
<p>Insomma: Dear Esther è ambientato in un limbo di attesa per il ricongiungimento, di espiazione e liberazione della parte corporea, che si realizza con l&#8217;ultima scena, in cui gettandosi dal faro il protagonista diventa gabbiano (sempre alla fine viene detto &#8220;<em>un giorno i gabbiani torneranno e s&#8217;annideranno nelle nostre ossa e nella nostra storia</em>&#8220;) e lascia definitivamente questa vita per volare verso l&#8217;aldilà.</p>
<p>Questa è, almeno, la mia interpretazione dei fatti. Qual è la vostra?</p>
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		<title>Dear Esther: Landmark Edition &#8211; La struggente bellezza della solitudine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 11:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Cara Esther, talvolta ho come la sensazione di averla partorito io quest&#8217;isola. Da qualche parte, tra la longitudine e la latitudine, s&#8217;è aperto un varco ed è remotamente approdata qui. Poco importa quanto mi sforzi di ragionare, essa rimane una singolarità, un punto alfa della mia vita che rifugge qualsiasi ipotesi. A ogni mio passaggio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full" src="https://lh5.googleusercontent.com/-MqSL6hCo_QQ/V-I7OgyETrI/AAAAAAAAMLk/EbXQeSGt-YMq61xOynRJIBl00trrGSHjgCL0B/w958-h539-no/dear_esther1.png" alt="" width="958" height="539" /></em></p>
<p><em>Cara Esther, talvolta ho come la sensazione di averla partorito io quest&#8217;isola. Da qualche parte, tra la longitudine e la latitudine, s&#8217;è aperto un varco ed è remotamente approdata qui. Poco importa quanto mi sforzi di ragionare, essa rimane una singolarità, un punto alfa della mia vita che rifugge qualsiasi ipotesi. A ogni mio passaggio stendo delle pennellate fresche, sperando che, nel frattempo, sotto la luce accecante della mia disperazione, saranno sbocciate in nuove congetture.</em></p>
<p>Criptico? Eppure non è che il primo degli indizi che <strong>Dear Esther: Landmark Edition</strong> ci mette di fronte per dipanare una strana e complessa matassa.</p>
<p>Mettiamolo subito in chiaro: questo non è un gioco. Non nel senso stretto del termine. C&#8217;è un&#8217;isola misteriosa da esplorare e un uomo dal passato da scoprire, tutto qui. Non possiamo correre, non possiamo saltare, non possiamo interagire con l&#8217;ambiente. In poche parole, non possiamo fare assolutamente nulla, se non camminare. Ed è proprio in questo <strong><em>nulla</em> </strong>che si concentra il <strong><em>tutto</em> </strong>del gioco: senza distrazioni di alcun tipo, il giocatore può dedicare il 100% della sua attenzione ai dettagli, agli infiniti particolari curati in modo maniacale, dai panorami mozzafiato ai resti di qualcosa che è stato ed ora non è più, case abbandonate, navi arenate, figure spettrali che ci scrutano di sfuggita.</p>
<p>Chi conosce e ama il lavoro del maestro <em><strong>Jirō Taniguchi</strong></em> e del suo capolavoro <strong><em>L&#8217;uomo che cammina</em></strong>, sa di cosa parlo. Questo manga, pubblicato in un unico <em><strong>Tankōbon</strong></em>, mostra la passeggiata di un uomo che torna a casa dal lavoro. Non c&#8217;è trama, non c&#8217;è storia, solo un lento fluire di milioni di immagini spettacolari, da assaporare poco per volta, nel minimi dettagli. Con <strong>Dear Esther</strong> assistiamo a qualcosa di molto simile, ma con un background e un medium differente. Le (non) possibilità date dal gameplay possono essere altamente frustranti se non si sa a cosa si sta andando incontro, altrimenti sono una vera rampa di lancio per entrare in un universo poetico, accompagnati da una colonna sonora delicata e avvolgente, dove la voce del protagonista (recitata in modo magistrale dall&#8217;attore britannico <em><strong>Nigel Carrington</strong></em>, prova che gli è valsa una nomination ai BAFTA del 2013) si fonde in un tutt&#8217;uno con la natura e l&#8217;ambiente circostante.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full" src="https://lh5.googleusercontent.com/-lPZnm1ehHg8/V-I7Og2Hu6I/AAAAAAAAMLg/wWQNr8pOO-MTyqkTfhJ7xxDjp5eoWJnVgCL0B/w958-h539-no/dear_esther2.png" alt="" width="958" height="539" /></p>
<p><strong>Dear Esther</strong> va giocato al buio e con le cuffie, per ampliare al massimo il livello di immersività. Quando nuovi spezzoni di memoria arrivano, bisogna posare il controller e dedicare l&#8217;attenzione ai frammenti di storia, perché il puzzle è complesso e articolato e richiede il massimo impegno da parte del giocatore per essere colto nella sua interezza. Cosa è successo? Chi è l&#8217;uomo solitario? Di cosa parla il libro dell&#8217;esploratore morente? Ma soprattutto: dove ci troviamo? Che posto è questo?</p>
<p>L&#8217;etichetta di <em><strong>walking simulator</strong></em>, che molti hanno appioppato a questo titolo, è a mio avviso assolutamente limitativo, se non denigratorio. Si riferisce unicamente al gameplay, ma trascura l&#8217;esperienza che lo accompagna. Probabilmente siamo di fronte al punto di contatto più vicino tra industria videoludica ed arte. Arte visiva, sonora, recitata. Una perla assoluta.</p>
<p>Un difetto, però, ce l&#8217;ha. Non dura abbastanza: come un buon libro, che lascia l&#8217;amaro in bocca quando finisce e regala al lettore un senso di vuoto incolmabile, così <strong>Dear Esther</strong> sembra giungere troppo presto a termine. Fortunatamente, in questa versione abbiamo la possibilità di rigiocarlo con il commento dei registi e, sono convinto, che per quanta attenzione abbiate messo nel vostro primo playthrough, ci saranno comunque sempre nuovi particolari da scoprire e che erano sfuggiti ad un primo passaggio.</p>
<p><strong>Dear Esther: Landmark Edition</strong> è disponibile per PlayStation 4, Xbox One, Microsoft Windows, Linux e Mac OS.</p>
<hr />
<h2><strong>Nerdando in breve</strong></h2>
<p><strong>Dear Esther</strong> è un titolo strano, che rompe gli schemi. Sicuramente per pochi, sicuramente per palati raffinati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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