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	<title>Dambuster Studios - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Homefront: The Revolution &#8211; Guerriglia urbana a Philadelphia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2016 11:55:24 +0000</pubDate>
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Nei mille panorami futuristici distopici e fantapolitici che da sempre affollano il mosaico videoludico, appare un nuovo tassello da lungo atteso, <strong>Homefront: The Revolution</strong> che porta la guerra direttamente sul suolo americano; una guerra d&#8217;invasione condotta, guarda caso, dallo spauracchio americano più attuale: la Corea del Nord. In questo futuro alternativo le innovazioni tecnologiche coreane hanno surclassato quelle di tutti gli altri paesi, e gli Stati Uniti, come tutti, hanno iniziato ad importare da lì tutte le tecnologie del quotidiano, armi comprese. Ma quando l&#8217;equilibrio sullo scacchiere internazionale si compromette a causa del debito contratto, ecco che i cattivoni nordcoreani invadono l&#8217;America, forti del fatto di aver inserito un dispositivo segreto in tutti gli armamenti bellici venduti che ha consentito la loro disattivazione immediata.</p>
<p>Siamo quindi su territorio occupato e, come da tradizione, emergono cellule di resistenza armata, in genere con attrezzature di fortuna, che tentano di ribaltare le sorti dell&#8217;invasione in una lotta di quartiere impari, moderni Davide contro Golia. Nulla di particolarmente originale, quindi, se non forse per il pregresso che fa da sfondo alla storia. Girare per l&#8217;open world di Homefront mi ha riportato alla mente un titolo eccelso da cui sembra aver preso più di qualche spunto: Metro 2033 (e seguito). Non tanto per l&#8217;open world, che in Metro mancava, ma per l&#8217;ambientazione sociale. Anche qui, infatti, girovaghiamo in un contesto fatto di disperazione e povertà totale, dove i volti delle persone sono intrise della (non)speranza di sopravvivere un giorno di più. Homefront manca però dello spessore trovato nelle metropolitane moscovite e, oggettivamente, i già segnalati problemi tecnici si fanno sentire eccome, nonostante la patch rilasciata al day one: cali di framerate (a cui i ragazzi di<strong> Dambuster Studios</strong> stanno ponendo rimedio in questi giorni), legnosità delle animazioni, povertà di alcune texture. Insomma: Homefront ha avuto una gestazione travagliata, passando di mano in mano e di studio in studio, e si vede, si vede tutto. Nonostante l&#8217;encomiabile lavoro di <strong>Deep Silver</strong> per portare sulle nostre console un&#8217;opera tanto attesa, oggettivamente sembra di avere a che fare con un prodotto old-gen, con modelli plasticosi, carenze di<em> lip sync</em>, caricamenti lunghissimi e comandi non sempre precisi come ci si aspetterebbe (mi son trovato a litigare con i cassetti di un mobile per riuscire ad aprirli tutti).</p>
<p>Passando alle cose positive, invece, ho apprezzato moltissimo la divisione della mappa in aree di pericolosità: dal rosso al giallo; i colori mi danno indicazioni sul tipo di resistenza che dovrò affrontare in quella particolare zona e quindi ho modo di modificare il mio approccio alla missione. Missioni che, oltretutto, ricordano da vicino dinamiche di guerriglia urbana del tipo &#8220;colpisci e scappa&#8221; davvero esaltanti: la soddisfazione provata nel pianificare un attacco, colpire di sorpresa e dileguasi nell&#8217;ombra è davvero appagante. La storia purtroppo non ha il mordente che avrei voluto e i personaggi sono davvero un po&#8217; troppo insipidi e non definiti come abbiamo visto in altri titoli (come il già citato Metro 2033. Ricordate gli spartani?); tuttavia Homefront ha molto da dire: superato il primo capitolo, si perde la linearità delle missioni e si entra in un interessante open world ove è possibile svolgere missioni disparate e nell&#8217;ordine desiderato, mischiando dinamiche di gameplay viste in franchise come Far Cry e Assassin&#8217;s Creed. La mappa non è molto vasta, e le missioni spesso suonano come ripetitive, tuttavia ho trovato questi mix davvero gustoso, capace di divertire e farmi chiudere un occhio sui difetti del titolo. Insomma: il colpo di spugna rispetto al passato c&#8217;è stato, ma c&#8217;è ancora molto lavoro da fare per dare il giusto lustro a questo filone narrativo.</p>
<hr />
<h2><strong>Nerdando in breve</strong></h2>
<p>Homefront: The Revolution non convince al 100% per problemi tecnici e mordente della trama, ma è comunque un titolo divertente.</p>
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