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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Only Murders in the Building &#8211; Un giallo breve ma bello</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/07/15/only-murders-in-the-building-un-giallo-breve-ma-bello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 12:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amanti dei gialli estivi, Only Murders in the Building fa per noi. È davvero una serie estiva? No, in realtà è ambientata in una fredda New York invernale, ma per quanto mi riguarda l&#8217;estate non è tale senza Settimana Enigmistica, frullati e detective fortuiti (e spesso un po&#8217; in su con l&#8217;età) che risolvono i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/07/only-murders-in-the-building.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46980" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/07/only-murders-in-the-building.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/07/only-murders-in-the-building.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/07/only-murders-in-the-building-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/07/only-murders-in-the-building-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/07/only-murders-in-the-building-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Amanti dei gialli estivi, <strong>Only Murders in the Building</strong> fa per noi. È davvero una serie estiva? No, in realtà è ambientata in una fredda New York invernale, ma per quanto mi riguarda l&#8217;estate non è tale senza Settimana Enigmistica, frullati e detective fortuiti (e spesso un po&#8217; in su con l&#8217;età) che risolvono i crimini più contorti sotto il naso della polizia.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Dopo Miss Marple e Poirot, il quartetto de <em>I delitti del Barlume</em>, Don Matteo o la zia dell&#8217;ispettore Rubino ne <em>Il Commissario Manara</em>, ecco altri amabili esponenti della terza età cimentarsi in indagini che altrimenti non vedrebbero soluzione.</p>
<p>In <em>Only Murders in the Building</em>, <strong>Charles-Haden Savage</strong> (<strong>Steve Martin</strong>) e <strong>Oliver Putnam</strong> (<strong>Martin Short</strong>) vestono i panni di due condòmini nella cui palazzina viene rinvenuto un cadavere. Quando nell&#8217;<strong>Arconia</strong>, questo il nome del palazzo, viene attivato l&#8217;allarme antincendio, tutti i residenti si rifugiano nel bar lì vicino ed è lì, a uno dei tavolini, che i due signori iniziano una conoscenza che li porterà a fare squadra per il resto della serie.</p>
<p>Al duo si unisce subito <strong>Mabel Mora</strong> (<strong>Selena Gomez</strong>), ventottenne aspirante artista che cerca di iniziare una nuova vita nell&#8217;Upper West Side. Cosa accomuna la giovane donna a Charles, ex attore ancora famoso, e Oliver, direttore di Broadway caduto in disgrazia finanziaria? La passione per i <strong>podcast di true crime</strong>. Il trio, ossessionato da <em>All Is Not OK in Oklahoma</em>, si ritrova in men che non si dica ad aprire un proprio podcast, <em>Only Murders in the Building</em>, in cui raccontano le proprie ricerche sull&#8217;assassino che ha seminato il panico nel palazzo.</p>
<p>Per ovvie ragioni non mi dilungherò ulteriormente sulla trama, che ogni informazione è tacciabile di spoiler, ma lasciate che vi dia tre buoni motivi per vederla.</p>
<h2>La fotografia</h2>
<p><em>Only Murders in the Building</em> ha una <strong>fotografia curata al minimo dettaglio</strong> e in più di un&#8217;occasione mi sono ritrovata a verbalizzare un &#8220;ma che bella inquadratura!&#8221; a voce alta (chiedere conferma a @FrankieDedo). Per certi versi sembra un quadro di Mondrian, con molte linee perpendicolari (dovute alla struttura dell&#8217;Arconia) i cui quadrilateri vengono riempiti di tinte sgargianti. I protagonisti sfoggiano spesso indumenti monocromatici riempiti di colori primari o secondari, saltuariamente abbinati fra complementari (per dire: se Mabel è in giallo, molto probabilmente Oliver avrà un cappotto viola).</p>
<p>A questo si aggiungono location che trasudano ricchezza, con carte da parati geometriche e mobili il cui stile rispecchia perfettamente il carattere di chi abita l&#8217;appartamento. Avete presente la teoria del<a href="https://nerdando.com/2022/06/02/nerdisney-17-la-carica-dei-100-e-1/">la Carica dei 101</a>, secondo cui ogni cane assomiglia al proprio padrone? Ecco, qui è la stessa cosa, ma con gli interni del palazzo.</p>
<h2>I punti di vista</h2>
<p>La prima stagione (che trovate interamente su <strong>Disney+</strong>) è composta da 10 episodi, ciascuno dei quali ha un <strong>narratore differente</strong>. Tolte le puntate introduttive, in cui il trio principale ci viene presentato in maniera pressoché organica, il resto porta avanti la storia mostrando un taglio via via differente.</p>
<p>C&#8217;è l&#8217;episodio la cui voce narrante è quella della Detective Williams, addetta formalmente all&#8217;indagine sull&#8217;omicidio di Tim Kono, ma anche quello in cui la voce narrante è Theo Dimas, una persona affetta da sordità. In questa puntata in particolare, i dialoghi sono ridotti all&#8217;osso e viene dato tantissimo spazio al linguaggio dei segni, a quello non verbale e a delle inquadrature che parlano da sole.</p>
<p>Onestamente trovo che la continua alternanza di punti di vista sia un dettaglio che rende l&#8217;intera serie assolutamente non banale.</p>
<h2>L&#8217;originalità</h2>
<p>Magari voi ci arrivate prima, ma ammetto di aver preso tanti granchi prima di realizzare chi fosse davvero la persona responsabile dell&#8217;omicidio. <strong>Only Murders in the Building cuce diverse chiavi di lettura e trame differenti, depistando chi guarda circa ciò che <em>davvero</em> sta avvenendo.</strong></p>
<p>Non c&#8217;è giallo migliore di quello che ti spinge a farti una tua indagine personale (non solo una caccia al colpevole, ma anche movente, prove e arma del delitto), illuderti di aver risolto il caso e poi sorprenderti sul finale.</p>
<p>È questo uno di quei gialli? Abbastanza sì, e avendolo visto subito dopo aver terminato <em>Un té a Chaverton House</em> di Gazzola e <em>Negli occhi di chi guarda</em> di Malvaldi, la mia sete di gialli estivi può dirsi soddisfatta, almeno per un po&#8217;.</p>
<h2>In Conclusione</h2>
<p>Vale la pena di recuperare <em>Only Murders in the Building</em>? Se vi piacciono i gialli, secondo me sì.</p>
<p>L&#8217;unico difetto (se tale si può definire) è che c&#8217;è un <strong>eccessivo manierismo nell&#8217;inclusività</strong>. Per carità, bellissimo intento, ma il fatto che ci siano una persona con disabilità, una persona gay, una persona lesbica (che è anche nera e grassa) e diverse comparse con tratti somatici non occidentali, mi ha dato più l&#8217;idea di voler spuntare la checklist delle minoranze, che di aver interiorizzato la presenza delle stesse in una serie tv.</p>
<p>Se uno di quei personaggi fosse stato il protagonista della serie, probabilmente il focus della trama avrebbe girato più intorno alla diversità in questione che alle indagini vere e proprie, ed ecco che di nuovo solo i corpi conformi allo standard hanno i ruoli principali e a tutti gli altri restano quelli di comparse. Che, siamo d&#8217;accordo, almeno compaiono e già pare un passo avanti; ma possiamo accontentarci? Io dico di no, ma tant&#8217;è.</p>
<p>Manierismo a parte, <em>Only Murders in the Building</em> è davvero una serie che mi ha appassionata e coinvolta moltissimo e che quindi vi consiglio caldamente. A quando scrivo, <strong>su Diseny+ sta uscendo la seconda stagione</strong>: un nuovo episodio ogni martedì, attualmente disponibili i primi quattro. Ho già iniziato a guardarla? Ovviamente sì, e promette altrettanto bene.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em>Only Murders in the Building</em> è una serie breve ma bella: dieci episodi, tre protagonisti [di cui una è Selena Gomez e se siete di chi guardava <em>I maghi diWeaverly</em>, l&#8217;amerete], un omicidio e un podcast di true crime improvvisato ma efficace. Un eccellente giallo estivo, da gustare con occhi aperti e sguardo attento ai dettagli.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/penny_oro.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41555" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/penny_oro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/HYI9I_vjurs" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Martha is Dead &#8211; Tutto in uno scatto</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/02/24/martha-is-dead-tutto-in-uno-scatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 14:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[crime]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Investigazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Lo abbiamo atteso, sognato, desiderato per mesi. Ora finalmente è qui: Martha is Dead, opera seconda dello studio italiano LKA, ha finalmente visto la luce. Io l&#8217;ho provato a fondo a per voi, in anteprima, ed ecco cosa ho trovato. Trama Luglio 1944. Martha è morta. L&#8217;ha trovata, riversa a faccia in giù nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-45001" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_1.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Lo abbiamo atteso, sognato, desiderato per mesi.<br />
Ora finalmente è qui: <strong>Martha is Dead</strong>, opera seconda dello studio italiano LKA, ha finalmente visto la luce.<br />
Io l&#8217;ho provato a fondo a per voi, in anteprima, ed ecco cosa ho trovato.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Luglio 1944.<br />
<strong>Martha è morta</strong>. L&#8217;ha trovata, riversa a faccia in giù nel lago, sua sorella Giulia.<br />
Questo evento, tragico ma apparentemente banale, scatena una tempesta emotiva nella giovane protagonista, colei di cui fin dall&#8217;inizio prendiamo il controllo.<br />
Giulia e Martha vivono in un piccolo podere della campagna toscana con il padre, ufficiale tedesco di stanza in Italia e la madre italiana. Nella vita di Giulia anche la tata che, da piccola, le raccontava miti e leggende folkloristiche locali. Dal padre ha ereditato <strong>la grande passione per la fotografia</strong> ed è tramite questo occhio aggiuntivo, acuto ed imparziale, che Giulia decide di indagare sulla morte della sorella, che non riesce ad accettare come semplice incidente.</p>
<p>Inizia così un lungo cammino esplorativo nei meandri della casa, nei suoi dintorni, nel bosco e nel lago. Luoghi da sempre familiari e rassicuranti che improvvisamente si tingono di sfumature contorte ed inquietanti, serpeggiando nella mente di Giulia come un veleno, facendone crollare le certezze, facendo sbriciolare la realtà attorno a lei, facendola sprofondare, passo dopo passo, scatto dopo scatto, <strong>verso una dimensione onirica</strong> in cui i contorni del reale si fanno sfumati e parziali, in cui, forse, riuscirà a dare una risposta all&#8217;orrore che l&#8217;ha colpita.</p>
<p><strong>Sullo sfondo: la guerra</strong>. La terribile Seconda Guerra mondiale rimarrà per tutto il tempo la scenografia di queste vicende. Abbiamo modo di assaporarne gli orrori tramite i telegrammi, i notiziari alla radio (componente ricostruita in modo STUPENDO), le cartine, i sussurri, i pensieri, i quotidiani con vere notizie dell&#8217;epoca. L&#8217;orrore che vive la nostra protagonista saprà sormontare quello del mondo, del teatro che di lì a poco verrà colpito così duramente dalla follia dell&#8217;uomo. Fino a quel momento la guerra aveva risparmiato la campagna della Toscana, ma improvvisamente, proprio sul suo finire, l&#8217;intera area risulta compressa tra il fronte degli Alleati, che sta salendo da sud, e quello dei nazisti, che tentano di tenere le posizioni e che finiranno col battere in ritirata, lasciando dietro di loro una immonda scia di sangue e un&#8217;interminabile fila di fantasmi che ancora aspetta giustizia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-45002" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_2.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Gameplay</h2>
<p><strong>Martha is Dead</strong> è un thriller psicologico: un&#8217;avventura in prima persona che ci porta ad esplorare il mondo attorno alla protagonista interagendo con una moltitudine di oggetti in molti modi differenti. Sulle prima può ricordare un <i>walking simulator</i>, ma ben presto ci si rende conto di quale profondità aggiuntiva abbia la sua meccanica.<br />
Partiamo dall&#8217;esplorazione: si può interagire con un numero limitato di oggetti, ma ben presto avremo modo di raccogliere elementi che andranno ad arricchire l&#8217;inventario e che potremo usare sia per sbloccare elementi altrimenti non raggiungibili, sia per &#8220;attivare&#8221; obiettivi secondari che ci aiuteranno a sviscerare i segreti di questo titolo.</p>
<p>Molti sono gli elementi che fanno avanzare la trama, ma tantissimi sono quelli di corredo, che aiutano ad immergersi nell&#8217;atmosfera, e <strong>sono proprio questi gli elementi che più impreziosiscono il titolo</strong>: penso alla radio, grazie alla quale potremo percepire i messaggi &#8220;speciali&#8221; di Radio Londra (quelli in codice); penso ai quotidiani, riportanti notizie reali, o ai telegrammi e ai dispacci di guerra. <strong>Esplorare è fondamentale</strong> quindi per calarsi nella splendida ricostruzione storica allestita per noi da LKA; ma a questo si aggiunge la componente della macchina fotografica: partendo da una vera Rolleicord (in commercio dagli anni &#8217;30 fino ai &#8217;70) gli sviluppatori hanno ricostruito le dinamiche dei vecchi scatti che potevamo ottenere il secolo scorso, dalla scelta della pellicola al suo sviluppo in camera oscura.</p>
<p><strong>La macchina fotografica</strong> sarà una componente fondamentale per far avanzare il gioco, effettuando scatti a soggetti ben precisi; tuttavia abbiamo la possibilità di fotografare (e sviluppare) qualsiasi cosa susciti il nostro interesse, e vi assicuro (come sarà chiaro nel prossimo paragrafo) che gli scorci da fotografare sono praticamente infiniti.<br />
Il gioco è ricco di collezionabili, tra cui diverse skin per la nostra macchina fotografica, così come di elementi nascosti da scoprire: indagare, quindi, è l&#8217;altro perno attorno a cui ruota l&#8217;esperienza di <strong>Martha is Dead</strong>, ma non si tratta di un&#8217;esperienza facile da vivere.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-45003" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_3.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Se con <a href="https://nerdando.com/2016/04/06/the-town-of-light-luce/">The Town of Light</a> avevamo ricevuto dei bei pugni nello stomaco per la crudezza delle immagini e della storia, con <strong>Martha is Dead</strong> è bene prepararsi per un altro livello di angoscia e turbamento. Non solo nelle immagini, ma i temi trattati sono capaci di far rivoltare l&#8217;anima e squassare nel profondo, mettendoci di fronte a paure ed ossessioni profonde, ataviche, immutabili. Prende una chiave rovente e ce la ficca nelle serrature dell&#8217;inconscio, scardinando le nostre armature e le maschere con cui siamo soliti proteggerci, mettendoci a nudo davanti ad orrori senza fine, che vorremmo pensare lontani e remoti ma che, nostro malgrado, sono più vicini di quanto non vorremmo.</p>
<p>Giocando a <strong>Martha is Dead</strong> proveremo orrore, paura e <strong>profondo senso di disturbo. </strong>Niente jump scare, nemmeno uno: personalmente li trovo un mezzo banale e detestabile per scatenare scariche di adrenalina nello spettatore. Qui, invece, l&#8217;orrore arriva mutuato dall&#8217;approfondimento psicologico dei personaggi, grazie ad una precisa scelta stilistica e di game design. Non solo: l&#8217;incedere lento e ragionato fa parte sia del gameplay che del percorso narrativo; lo vediamo ad esempio con l&#8217;utilizzo della macchina fotografica, che ci costringe a tempi di lavoro e attesa tipici dell&#8217;epoca, tutto il contrario di quanto siamo abituati a fare oggi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-45004" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_4.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p><strong>Martha is Dead</strong> è un gioco dalle due facce: una bellissima, l&#8217;altra stupenda.<br />
Partiamo dalla prima: <strong>l&#8217;aspetto visivo è semplicemente incredibile</strong>, chi è mai stato nella campagna toscana, non farà fatica a riconoscere la bellezza dei suoi scorci, delle colline e dei vigneti baciati dal sole, le morbide vallate che declinano lentamente verso il basso e, in questo caso, verso il famigerato lago.<br />
Ogni immagine, da quelle più poetiche e solari, a quelle più cupe e disturbanti, è dipinta con una cura di dettaglio, una ricchezza di particolari, un amore assoluto per l&#8217;estetica come davvero raramente ho visto in un videogioco, soprattutto negli Indie. Non mi riferisco solo agli ambienti aperti (chi ha camminato in un bosco vero non faticherà a riconoscere come reale quello del gioco), ma anche e soprattutto dell&#8217;oggettistica, frutto di un lavoro di ricerca certosino, quasi maniacale, che meriterebbe un articolo intero ad esso dedicato.</p>
<p>Aggirarsi per casa, soffermarsi a sbirciare i soprammobili, le foto, i dipinti, gli oggetti di uso comune (piatti decorati, pentole di rame, i giocattoli, ecc). Se avete un nonno o un bisnonno ancora in vita, e che magari vive in campagna, provate ad andare a trovarlo: scoprirete <strong>un&#8217;infinità di piccoli dettagli</strong> che potreste dare per scontati ma che, nelle città di oggi, sono semplicemente spariti.</p>
<p>I controlli sono semplici, ma efficaci: il fulcro del titolo è l&#8217;esplorazione del mondo che circonda Giulia, esplorazione che avviene a piedi o in bicicletta; tramite occhi e naturalmente tramite la macchina fotografica. <strong>Questo è uno degli aspetti più curati e vincenti del titolo</strong>, e in cui ritroviamo la cura maniacale di cui vi parlavo prima: abbiamo a disposizione diverse macchine fotografiche, diverse pellicole e filtri. Chi mastica un po&#8217; di fotografia amerà ritrovarsi tra le mani dei veri pezzi d&#8217;antiquariato usciti dagli anni &#8217;40: se è entusiasmante scegliere la giusta pellicola per catturare i misteri altrimenti celati alla vista, è semplicemente fantastico dover correre alla camera oscura e seguire i passaggi (opportunamente semplificati per ragioni di giocabilità) per sviluppare le pellicole.</p>
<p>Credetemi: sono abbastanza vecchio da ricordare cosa vuol dire riempire un rullino di scatti e dover aspettare per scoprirne il risultato: nel mondo moderno, mordi e fuggi, fatto di fotocamere portatili e miniaturizzate, si è perso completamente il gusto del <strong>cercare lo scatto perfetto</strong>. È fin troppo semplice sparare migliaia di pose noncuranti di apertura focale, diametro, ASA (la sensibilità della pellicola, assimilabile agli ISO); ma io ho vissuto quelle esperienze sulla mia pelle: sono stato in camera oscura e ho sviluppato le foto da me scattate. Ebbene: il motore di sviluppo foto di <strong>Martha is Dead</strong> mi ha riportato alla mente quei lontani momenti della mia infanzia. Sviluppare le foto in camera oscura è come mettere temporaneamente in pausa il gioco; attendere con pazienza che la carta fotografica si impressioni, passare quindi dal fissativo e veder apparire lentamente l&#8217;immagine che abbiamo creato noi, è un processo magico quasi mistico. Mette temporaneamente in pausa anche la nostra vita, mentre con fiato sospeso aspettiamo di scoprire cosa siamo stati in grado di riprodurre.</p>
<p>Aggiungiamo anche <strong>un breve excursus dedicato alle bambole</strong>. Spero non vi terrorizzino, perché anche loro sono parte dell&#8217;economia del gioco: il teatro della marionette verrà utilizzato come mezzo per rievocare memorie apparentemente perdute e ricordi sepolti, in modo non dissimile a come effettivamente viene fatto con alcuni pazienti psicotici.<br />
Personalmente ne sono affascinato, ma sono certo che su alcuni di voi queste marionette potrebbero aumentare a dismisura il senso di angoscia.</p>
<p>Infine una nota personale: io, come molti altri dopotutto, ho una viscerale adorazione per <strong>le illustrazioni di Gustave Doré</strong>: non solo quelle celeberrime dedicate alla Divina Commedia, ma anche quelle un po&#8217; meno note dedicate invece ad alcune delle favole della nostra infanzia. Beh, senza rovinarvi la sorpresa, posso dirvi che se anche voi ne siete appassionati, non resterete certamente delusi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-45005" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_5.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_5.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_5-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_5-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/02/martha_is_dead_5-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Vi ho parlato, però, di una seconda faccia, quella stupenda. Parlo del <strong>comparto audio</strong>. Ve ne ho accennato in molti degli Indie che ho recensito, soprattutto dei <i>walking simulator</i>, dove se la storia rappresenta la spina dorsale, l&#8217;accompagnamento musicale, come il recitato, è la struttura muscolare che fa muovere il tutto: senza un buon accompagnamento, ispirato e capace di sottolineare la trama, il gioco diventa noioso. Ebbene: <strong>Martha is Dead</strong> vanta un comparto audio semplicemente incredibile.</p>
<p>Iniziamo dalla voce della protagonista: Giulia è interpretata (molto più che doppiata) dalla talentuosa <strong><a href="https://nerdando.com/2022/02/17/due-chiacchiere-con-joy-saltarelli-martha-is-dead">Joy Saltarelli</a></strong>, che ho avuto il privilegio di intervistare proprio in merito alla sua partecipazione in questo titolo. Voluta fortemente da <strong>Luca Dalcò</strong>, mai scelta potrebbe dirsi più azzeccata. Joy ha messo tutta se stessa, tutta la sua anima, nelle mille sfaccettature di Giulia: ha contribuito attivamente a creare la protagonista nelle intenzioni, nelle emozioni, nei sentimenti più disparati. Credetemi: <strong>è stata la prima volta in cui non ho saltato neanche un dialogo</strong>, per godermi ogni singolo momento della sua interpretazione.<br />
Aggiungiamo, a tutto questo, che il master del gioco è stato fatto interamente in italiano, cosa davvero rara per un publisher inglese, Wired productions, che ha dimostrato lungimiranza e capacità di dare a LKA una fiducia più che meritata.</p>
<p>Veniamo alla colonna sonora. Come ci ha raccontato <a href="https://nerdando.com/2021/04/26/due-chiacchiere-con-luca-dalco-lka/">Luca Dalcò</a> nell&#8217;intervista rilasciata mesi fa, per le musiche originali è stata ingaggiata un&#8217;artista eccezionale: <strong>Francesca Messina</strong> (nota anche come Femina Ridens), che ha inciso musiche originali che richiamassero alla perfezione lo stile e le sonorità degli anni &#8217;40. Non mi credete? Provate ad ascoltare la tracklist del gioco, oppure la sua versione di Bella Ciao. Da brividi.<br />
Le tracce sono state anche prodotte in tre vinili a tiratura limitata, a cui si accompagna il lavoro evocativo della band danese <strong>Between Music</strong>: un gruppo di pazzi furiosi che incide i brani sott&#8217;acqua. Ditemi voi se si poteva trovare qualcosa di più adatto per questo gioco.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Chi si aspettava un semplice walking simulator resterà piacevolmente sorpreso. <strong>Questo è gioco dalle mille sfumature</strong>, profondo e coinvolgente, impreziosito da una ricostruzione storica dell&#8217;Italia della Seconda Guerra che fa impallidire l&#8217;Istituto Luce: è una dichiarazione d&#8217;amore per la Toscana e l&#8217;Italia, ma anche e soprattutto per le belle storie, la narrativa ed il folklore, la realtà e la finzione, la sanità mentale e la follia.</p>
<p>Con The Town of Light, questo titolo condivide il setting geografico e storico, così come<strong> l&#8217;attenzione alla psiche umana</strong>; ma le similitudini finiscono lì: il primo era un racconto storico, che gettava la luce su una piaga, quella dei manicomi, che ha flagellato per anni il nostro Paese. Il secondo, invece, è più intimista e personale: è la storia privata di Giulia, delle sue fragilità e della sua emotività. E per questo riesce ad essere ancor più disturbante del primo.</p>
<p><strong>Martha is Dead</strong> ci prende per mano e ci accompagna in universo sfaccettato, con tanto da fare e tantissimo da scoprire: soprattutto quanto può essere fragile e sfumata la linea che divide la luce dall&#8217;oscurità, l&#8217;amore dall&#8217;odio.</p>
<p><strong>Martha is Dead</strong> è disponibile a partire dal 24 febbraio 2022 per PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S al prezzo di €29.99<br />
Ringrazio di tutto cuore Luca, Joy e tutto il team di LKA e Wired Productions per avermi coinvolto nel loro incredibile progetto.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Martha is Dead</strong> è il thriller psicologico che vi turberà nel profondo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41565" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/zeno2k_azzurro.png" alt="" width="200" height="194" /></p>
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		<title>Sulle tracce di Amalia &#8211; L&#8217;indagine impossibile</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/01/26/sulle-tracce-di-amalia-lindagine-impossibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2022 13:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Bibi Book]]></category>
		<category><![CDATA[crime]]></category>
		<category><![CDATA[Investigazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Apolloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Sono una grande appassionata di crime in tutte le sue forme, non mi lascio scappare nessuna indagine o mistero da risolvere, in particolare per quanto riguarda i romanzi. Ecco perché ero davvero curiosa di leggere Sulle tracce di Amalia, scritto da Marco Apolloni e pubblicato da Bibi Book. Al centro della vicenda, un&#8217;indagine vecchio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/01/Sulle-tracce-di-Amalia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-44507" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/01/Sulle-tracce-di-Amalia.jpg" alt="Sulle tracce di Amalia" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/01/Sulle-tracce-di-Amalia.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/01/Sulle-tracce-di-Amalia-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/01/Sulle-tracce-di-Amalia-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/01/Sulle-tracce-di-Amalia-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Sono una grande appassionata di <em>crime</em> in tutte le sue forme, non mi lascio scappare nessuna indagine o mistero da risolvere, in particolare per quanto riguarda i romanzi. Ecco perché ero davvero curiosa di leggere <strong><em>Sulle tracce di Amalia</em></strong>, scritto da <strong>Marco Apolloni</strong> e pubblicato da <strong>Bibi Book</strong>.<br />
Al centro della vicenda, un&#8217;indagine vecchio stile su una bambina scomparsa da parte di un assortito duo di investigatori privati. A complicare ulteriormente le cose, il fatto che dal tragico evento siano trascorsi la bellezza di vent&#8217;anni.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><strong>Fortunato</strong> è costretto sulla sedia a rotelle fin dalla tenera età, a causa di un incidente che, oltre a portargli via l&#8217;autonomia per sempre, gli ha tolto anche i genitori. Nonostante questa situazione, non è uno che si piange addosso e, insieme all&#8217;amico di sempre <strong>Pacifico</strong>, ha dato vita all&#8217;agenzia investigativa Lucky &amp; Peace.</p>
<p>Fortunato è la mente, Pacifico il braccio: gli affari vanno bene ma, un giorno, arriva sulle loro scrivanie <strong>il caso della vita</strong>, presentato dalla loro nuova cliente, Susanna Palmieri. La donna ha un compito che molti riterrebbero impossibile ma per il quale è disposta a pagare una cifra esorbitante, che farebbe gola a chiunque: ritrovare la figlia scomparsa vent&#8217;anni prima, che lei è sicurissima essere ancora viva.</p>
<p>In molti rifiuterebbero un&#8217;indagine così difficile ma la ricompensa offerta motiverebbe chiunque e quindi Fortunato e Pacifico si preparano a mettersi sulle tracce di Amalia. L&#8217;investigazione, a partire da Tolentino, li porterà in lungo e in largo e <strong>li costringerà a giocare tutte le loro carte</strong>.</p>
<h2>Stile</h2>
<p><em>Sulle tracce di Amalia</em> si rivela <strong>una lettura incalzante</strong>, ricca di colpi di scena e dal ritmo serrato. La storia è appassionante e costringe il lettore a proseguire spedito nella lettura delle 368 pagine, ansioso di scoprire la successiva svolta del caso.<br />
A funzionare perfettamente è la coppia di investigatori: sfaccettati, ricchi di sfumature e decisamente ben assortiti, i loro botta e risposta rendono tutto più realistico e gustoso per il lettore.</p>
<p>Non posso fare a meno di segnalare alcuni errori che potrebbero disturbare il lettore più esigente e che si sarebbero potuti tranquillamente evitare con una revisione del testo. Al di là di questo, comunque, <em>Sulle tracce di Amalia</em> è <strong>un&#8217;indagine ben congegnata</strong>, che soddisferà sicuramente le aspettative di tutti gli appassionati del genere investigativo.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong><em>Sulle tracce di Amalia</em></strong> è un thriller investigativo ricco di svolte e con protagonista una coppia irresistibile di detective privati.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_bronzo.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41513" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_bronzo.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
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		<title>L&#8217;Immortale &#8211; Mo &#8216;o munno è cagnato.</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/12/19/limmortale-mo-o-munno-e-cagnato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danilo "aliquis" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 13:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Di Marzio]]></category>
		<category><![CDATA[crime]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[film italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Gennaro Savastano]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Vastarella]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Aiello]]></category>
		<category><![CDATA[Gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[Gomorra - La serie]]></category>
		<category><![CDATA[Marco D'Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore D'Onofrio]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Esposito]]></category>
		<category><![CDATA[thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Premessa: il film è strettamente legato alle vicende di Gomorra &#8211; La serie, per cui, se non siete in pari con le puntate o dovete ancora iniziarne la visione, consiglio caldamente di saltare la sezione dell&#8217;articolo relativa alla storia; solo in questo modo, infattti, riuscirete ad evitare di incorrere in inevitabili spoiler. Già da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/12/ciro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-34300 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/12/ciro.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/12/ciro.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/12/ciro-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/12/ciro-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/12/ciro-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p>Premessa: il film è strettamente legato alle vicende di <strong>Gomorra</strong> &#8211; <strong>La serie</strong>, per cui, se non siete in pari con le puntate o dovete ancora iniziarne la visione, consiglio caldamente di saltare la sezione dell&#8217;articolo relativa alla storia; solo in questo modo, infattti, riuscirete ad evitare di incorrere in inevitabili spoiler.</p>
<p>Già da tempo in cantiere, <strong>L&#8217;Immortale</strong> è l&#8217;ambizioso progetto di <strong>Marco D&#8217;Amore</strong>, che, già durante l&#8217;interpretazione di <strong>Ciro Di Marzio</strong> all&#8217;interno di <strong>Gomorra</strong>, ha iniziato a sviluppare l&#8217;idea dietro al film.<br />
Un personaggio tanto amato dai fan ed in grado di diventare un vero e proprio fulcro narrativo, diventa in questo modo l&#8217;oggetto di un&#8217;indagine che ne ripercorre la storia e solleva importanti domande sul suo futuro.</p>
<h2>Storia</h2>
<p>Avete letto bene&#8230;sul suo futuro: <strong>Ciro Di Marzio</strong> (se davvero eravate riusciti ad evitare questa notizia, rimbalzata ovunque su internet, fino a questo momento) è davvero vivo.</p>
<p>Sopravvissuto al colpo ricevuto da <strong>Gennaro Savastano</strong>, costretto a giustiziare il fraterno compagno nel finale della terza stagione di <strong>Gomorra</strong>, <strong>Ciro</strong> viene ripescato dal mare e portato al cospetto di <strong>Don Aniello</strong>. Questo personaggio, noto ai fan, decide di proteggere e, allo stesso tempo, utilizzare il protagonista per i propri traffici e così, segretamente, lo invia in <strong>Lettonia</strong>.<br />
Proiettato nel mezzo di una guerra che non gli appartiene, l&#8217;<strong>Immortale</strong> si ritrova a gestire gli affari del boss campano insieme a dei compatrioti esodati e a <strong>Bruno</strong>, un misterioso personaggio del suo passato.</p>
<h2>Regia</h2>
<p>Alle prese con una pellicola crossmediale, <strong>Marco D&#8217;Amore</strong> si dimostra estremamente abile nel gestire la natura del film: se da un lato, infatti, è inevitabile che le atmosfere debbano richiamare quelle di <strong>Gomorra</strong>, è pur vero che il film non rinuncia alla propria identità. Interessante come il regista sia riuscito, quindi, a rispettare lo stile tipico della serie (si pensi al sapiente uso delle tipiche inquadrature) e, al tempo stesso, abbia saputo adattarsi al differente mezzo filmico. Grazie al maggior minutaggio a disposizione, <strong>D&#8217;Amore</strong> riesce a muoversi con disinvoltura tra passato e presente e, con questo gioco di alternanza temporale, riesce a costruire con calma e pazienza una storia che, tuttavia, non risente mai del ritmo a volte lento e compassato che le appartiene.</p>
<p>Il ritmo, che riesce a cambiare anche repentinamente, è prevalentemente dettato dalla natura stessa di <strong>Ciro Di Marzio</strong> che, così apparentemente calmo e freddo, si dimostra un personaggio sì d&#8217;azione, ma soprattutto riflessivo e freddo.</p>
<h2>Interpretazioni</h2>
<p>Se di certo non si avevano dubbi sulla capacità di <strong>Marco D&#8217;Amore</strong> di rendere adeguatamente sul grande schermo il personaggio che lo ha consacrato al grande pubblico, di certo il film non manca di stupire con interpretazioni convincenti e riuscite anche da parte dei comprimari.</p>
<p>A stupire particolarmente è la prova del giovanissimo <strong>Giuseppe Aiello</strong>, interprete del <strong>piccolo Ciro</strong>, che, oltre ad una oggettiva somiglianza fisica con il protagonista adulto, riesce, con un ottimo uso del linguaggio non verbale e l&#8217;adozione della giusta mimica, ad abbattere qualsiasi tipo di scetticismo. Il giovane attore si dimostra indispensabile per la riuscita del film e, complice la buona scrittura del personaggio, è vitale per spiegare la trasformazione dietro l&#8217;uomo che vediamo poi proiettato sullo schermo.</p>
<p>Altra prova convincente viene da <strong>Giovanni Vastarella</strong> e <strong>Salvatore D&#8217;Onofrio</strong>, rispettivamente <strong>Bruno</strong> da giovane e da anziano, e da <strong>Gennaro di Colandrea</strong>, che mette in scena un credibilissimo e riuscito <strong>Virgilio</strong>.</p>
<p>Meno convincente la prova di <strong>Marianna Robustelli</strong>, che, nei panni della moglie di <strong>Virgilio</strong>, non si dimostra sempre a proprio agio.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>Caratterizzandosi come un prodotto solido e decisamente ben fatto, <strong>L&#8217;Immortale</strong> si presenta come un altro indispensabile capitolo della serie <strong>Gomorra</strong>.<br />
Tuttavia, pur essendo il film direttamente connesso con il serial cui fa riferimento, l&#8217;avventura in solitaria di <strong>Ciro</strong> brilla di luce propria e niente affatto riflessa.<br />
Il film è valido e questo si vede fin dai primi minuti, così come la mano di <strong>D&#8217;Amore</strong> si dimostra davvero abile nel gestire con disinvoltura una storia che poteva mettere in difficoltà davvero chiunque.</p>
<p>Con una trama ben congegnata, che presenta qualche sbavatura soltanto nel finale (di cui non parlo per ovvie ragioni) a mio avviso troppo affrettato e leggermente semplicistico, <strong>L&#8217;Immortale</strong> offre <strong>116 minuti</strong> di totale immersione e immedesimazione. Il tempo scorre davvero veloce durante la visione ed è facile, una volta terminata la proiezione, ritrovarsi ad aspettare smaniosi il proseguo della storia.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Ciro Di Marzio</strong> è il protagonista di questa coinvolgente pellicola direttamente collegata agli avvenimenti di <strong>Gomorra &#8211; La serie</strong>. Irrinunciabile per qualunque appassionato, si dimostra anche un ottimo punto di partenza per chiunque volesse iniziare ad appassionarsi alla grande narrazione ispirata al libro di <strong>Roberto Saviano</strong>.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,9/5</h2>
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		<title>Luther &#8211; Analisi della quinta stagione</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/04/29/luther-analisi-della-quinta-stagione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2019 14:47:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[bbc one]]></category>
		<category><![CDATA[crime]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Idris Elba]]></category>
		<category><![CDATA[John Luther]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Ruth Wilson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ruvido, disperato, ispettore capo John Luther è tornato per la sua quinta volta. Una stagione dura, difficile da digerire e con una trama che a mio avviso è risultata meno brillante che in passato. Ma andiamo con ordine. Creata da Neil Cross per BBC One, Luther segue le vicende dell&#8217;ispettore di polizia interpretato dall&#8217;eccezionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-30210" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/04/luther5_1000x600.jpg" alt="Luther" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/04/luther5_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/04/luther5_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/04/luther5_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/04/luther5_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il ruvido, disperato, ispettore capo <strong>John Luther</strong> è tornato per la sua quinta volta.<br />
Una stagione dura, difficile da digerire e con una trama che a mio avviso è risultata meno brillante che in passato.<br />
Ma andiamo con ordine.</p>
<p>Creata da <strong>Neil Cross</strong> per BBC One, Luther segue le vicende dell&#8217;ispettore di polizia interpretato dall&#8217;eccezionale <strong>Idris Elba</strong>. Caratterizzato da una fotografia intensa e da una colonna sonora convincente, <a href="https://nerdando.com/2018/07/15/luther-il-volto-tormentato-delle-serie-crime/">Luther</a> si distingue per la sua capacità di mostrare un volto di Londra sporco e malato.<br />
Mettendo in scena crimini efferati, senza indugiare sui particolare più raccapriccianti, veniamo proiettati in una dimensione di passione e dolore, di regole e leggi violate in cui la giustizia classica, quella a cui siamo abituati dai <em>crime</em> americani, lascia il posto ad una più grezza e sporca.</p>
<p><strong>Luther</strong> è uno con le mani macchiate da azioni che farebbero perdere il senno a chiunque: dilaniato tra senso del dovere e bisogno di ritrovare se stesso, lo vediamo agire con metodi poco ortodossi, mettendo in pericolo tutto e tutti, al fine di raggiungere il proprio scopo.<br />
Ma una delle chiavi di lettura principali della serie è che questo &#8220;scopo&#8221; non viene mai chiarito o esplicitato. Da un lato c&#8217;è il serial killer di turno che Luther riuscirà ad incastrare grazie al suo intuito eccezionale; dall&#8217;altra, però, c&#8217;è la vita privata. Se quella professionale è chiara, quella intima è un disastro di emozioni contrastanti, di pensieri e azioni senza un apparente filo logico di cui noi siamo spettatori. Spesso senza riuscire a raccapezzarci.</p>
<p>La sua amicizia/passione per l&#8217;aberrante Alice Morgan (una splendida <strong>Ruth Wilson</strong> capace di terrorizzare chiunque con uno sguardo), lo porta a violare più leggi di quante non ne segue. E nessuno sembra riuscire a fermarlo, perché oltre ad essere un ottimo detective, è anche un abile manipolatore, che riesce a piegare tutto e tutti alla sua volontà.</p>
<p>Venendo a questa <strong>quinta stagione</strong>, troviamo i temi che hanno attraversato tutta la saga: dall&#8217;omicida fuori di testa al disastro personale di Luther. Due filoni paralleli che alla fine di questi quattro episodi non lasceranno scampo. Se mai ci sarà una sesta stagione, sarà sicuramente qualcosa di nuovo perché (senza spoilerare) è impossibile che tutto resti come prima.</p>
<p>Le dinamiche ci sono tutte, a non funzionare del tutto però è che si tratta di quattro episodi sullo stesso serial killer (normalmente la cosa si risolve con due) e sulle diatribe con il criminale George Cornelius. Davvero troppo: troppo tirato in lungo e risolto, ahimè, in modo davvero poco convincente. Nemmeno l&#8217;iniezione del volto nuovo <strong>Wunmi Mosaku</strong> (il sergente Catherine Halliday) riesce a spezzare un ritmo fatto di meccanismi ormai visti tante e tante volte.</p>
<p>La mia speranza per il futuro è che ci sia un bel colpo di spugna e si torni alla freschezza delle prime tre stagioni, altrimenti vorrà dire che Luther ha dato tutto che aveva.<br />
Nonostante questa stanchezza nella trama, la quinta stagione resta comunque un ottimo prodotto che spezza i normali canoni e appassiona e coinvolge, lasciando gli spettatori un bel nodo allo stomaco.</p>
<p><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&#038;bc1=000000&#038;IS2=1&#038;bg1=FFFFFF&#038;fc1=000000&#038;lc1=0000FF&#038;t=nerdandocom-21&#038;language=it_IT&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as4&#038;m=amazon&#038;f=ifr&#038;ref=as_ss_li_til&#038;asins=B07CFY42LZ&#038;linkId=de52e0c8db9ec9817fc41ff52d3b3e7d"></iframe></p>
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		<title>La casa di carta &#8211; Il colpo più ambizioso di sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2018 10:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Action]]></category>
		<category><![CDATA[crime]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dimenticate gli assalti alla diligenza, il great train robbery di Glasgow, dimenticate i vari Ocean&#8217;s con le loro minuscole ambizioni di furto. Questi nove criminali sono gente che sa davvero cosa vuol dire puntare in alto: il loro obiettivo è quello di impossessarsi nientemeno che di 2400 milioni di Euro, e il tutto senza rubare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-22793" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/casa_carta_1000x600.jpg" alt="La casa di carta" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/casa_carta_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/casa_carta_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/casa_carta_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/casa_carta_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Dimenticate gli assalti alla diligenza, il great train robbery di Glasgow, dimenticate i vari Ocean&#8217;s con le loro minuscole ambizioni di furto.<br />
Questi nove criminali sono gente che sa davvero cosa vuol dire puntare in alto: il loro obiettivo è quello di impossessarsi nientemeno che di <strong>2400 milioni di Euro</strong>, e il tutto senza rubare a nessuno un solo euro. Possibile?</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Grazie a <strong>Netflix</strong> arriva in Italia una serie TV spagnola di genere crime/drama dal titolo: <strong>La casa di carta</strong>.<br />
La &#8220;casa&#8221; in questione è la <strong>Zecca di Stato spagnola</strong>, e la carta a cui si fa riferimento, ovviamente, è quella filigranata su cui vengono stampate le banconote. Dopo una pianificazione durata ben 5 mesi, ma congegnata da anni, un gruppo di otto banditi mascherati da Dalì fa irruzione nella Zecca, mette sotto sequestro 62 persone e si barrica dentro; il tutto nel silenzio e nella tranquillità più totale.</p>
<p>Dopo qualche ora sono loro stessi a far scattare l&#8217;allarme ma i negoziati non vanno per il verso giusto e qualunque cosa accada lì dentro, lo scopo dei rapinatori sembra sfuggire alle <strong>normali logiche</strong> a cui è abituata la polizia.<br />
L&#8217;ispettore <strong>Raquel Murillo</strong>, tanto eccezionale come segugio quanto imbranata nella vita personale, non riesce a districare la matassa ordita dal misterioso <strong>Professore</strong>, autentico genio del male dall&#8217;eloquio forbito, con cui inizia una tesissima partita a scacchi a cui ogni mossa sembra essere stata già da tempo studiata la relativa contromossa.</p>
<p>Le cose, però, all&#8217;interno della Zecca non vanno tutte come avrebbero dovuto. <strong>Gli equilibri tra i rapinatori</strong> si sfaldano a causa delle tante, troppe licenze che gli stessi si sono presi rispetto al Piano del Professore, e sebbene questi riesca a porre rimedio a quasi tutti i problemi che si generano ora dopo ora, inizia per i rapinatori una <strong>lenta ma inesorabile discesa</strong> verso quello che sembra essere un disastroso fallimento, il tutto a pochi giorni dal termine del Piano.</p>
<p>Qui termina la prima stagione ed è un bene che la seconda sia in arrivo a brevissimo giro, perché <strong>La casa di carta</strong> è uno di quei prodotti che ti prendono e ti incollano alla poltrona. Ritmo serrato dal primo all&#8217;ultimo del <strong>13 episodi</strong>; mai noioso, mai banale: i colpi di scena si susseguono a ritmo vertiginoso e in ogni momento in cui mi sono trovato a pensare &#8220;no, questo è assurdo&#8221;, oppure &#8220;da questa situazione non si esce&#8221;, sono stato immediatamente smentito da una <strong>sceneggiatura tra le più brillanti</strong> che io ricordi tra i prodotti <em>crime</em>.</p>
<p>I volti che affollano lo show (possiamo contare non meno di <strong>quindici personaggi principali</strong>) non sono troppo noti dalle nostre parti e vantano esperienze principalmente in produzioni spagnole, ma non per questo non si tratta di <strong>attori di grandissimo livello</strong> e caratura. Supportati, come detto, da una sceneggiatura sempre brillante, i personaggi sono credibilissimi, concreti, veri: non mi è mai capitato di pensare alla macchietta o all&#8217;esagerazione scenica; gli stessi <strong>concetti di bene e male</strong> finiscono col confondersi, col vivere in una zona d&#8217;ombra intermedia in cui le nostre convinzioni vengono a mancare e si finisce col non sapere più con chi parteggiare: proviamo empatia per i rapinatori e biasimo per i rapiti, tifiamo per il Professore, sapendo che è un criminale, perché ne ammiriamo l&#8217;incredibile genio e la capacità tanto di pianificare quanto di improvvisare; proviamo antipatia per il capo banda, che appare nettamente squilibrato, ma appena ne scopriamo i segreti ci troviamo costretti a scendere a patti con noi stessi.</p>
<p>Un&#8217;ultima nota la dedico all&#8217;emozione provata nell&#8217;ultima puntata della stagione, intitolata &#8220;Bella Ciao&#8221;. Sì, proprio la NOSTRA &#8220;<strong>Bella Ciao</strong>&#8220;, quella che racconta dei nostri partigiani durante l&#8217;occupazione nazifascista; quella che ci hanno insegnato alle elementari quando eravamo ancora piccoli, ingenui e credevamo che il mondo fosse divisibile nettamente in bene contro male; quella che quando la stonavamo davanti ai nostri nonni, li scoprivamo con le lacrime agli occhi senza capire il perché.<br />
<strong>La casa di carta</strong> omaggia Bella Ciao in un episodio emotivamente intenso: ci spiega perché i nove rapinatori sono &#8220;la resistenza&#8221; e lo fa in un modo così toccante che trattenere le lacrime è davvero un&#8217;impresa.</p>
<p>Insomma, fatevi un regalo: guardate questo capolavoro.</p>
<h2>Nerdandometro: 4,7/5</h2>
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