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	<title>Clementine - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>The Walking Dead: A New Frontier, Episodio 1 &#8211; Il ritorno di Clementine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2016 12:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Clementine]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/twd_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/twd_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/twd_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/twd_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/twd_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/twd_1000x600.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Finalmente. Finalmente la terza stagione. La serie di Telltale Games dedicata al franchise di The Walking Dead è una di quelle che aspetto con più fermento e voglia, vuoi perché sono un assiduo lettore del fumetto, vuoi perché le vicende di Clementine e di tutti gli sventurati sopravvissuti all&#8217;apocalisse zombie immaginata da Robert Kirkman mi hanno [&#8230;]</p>
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<p>Finalmente.</p>
<p>Finalmente la terza stagione. La serie di <strong>Telltale</strong> <strong>Games</strong> dedicata al franchise di <strong>The Walking Dead</strong> è una di quelle che aspetto con più fermento e voglia, vuoi perché sono un assiduo lettore del fumetto, vuoi perché le vicende di <strong>Clementine</strong> e di tutti gli sventurati sopravvissuti all&#8217;apocalisse zombie immaginata da <strong>Robert Kirkman</strong> mi hanno tenuto incollato davanti al mio pc sin dal primissimo episodio, rubandomi l&#8217;anima, facendomi commuovere e scioccandomi oltre misure in due stagioni dense di colpi di scena.</p>
<p>E ora, finalmente, siamo tornati.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Questo articolo lo sto scrivendo a caldo, avendo appena terminato il primo dei cinque episodi della nuova stagione, che già fa presagire cambiamenti a partire dal titolo, <strong>A New Frontier</strong>. Quindi sono impressioni di getto, influenzate sicuramente dalle emozioni appena provate. Non ci ho riflettuto una notte, insomma.</p>
<h2>I personaggi e la trama</h2>
<p>Il primo sconvolgimento sarà il protagonista che controlleremo: veniamo quindi introdotti a <strong>Javier</strong> e alla famiglia Garcia, nel giorno in cui tutto iniziò. Ovviamente non vi dico nulla perché la vicenda è tutta da gustare e le abilità narrative degli scrittori Telltale risaltano in tutta la loro bravura nel sorprendere, intrigare ed irretire, tenendo alta la tensione e delineando personaggi sempre interessanti, cui ci si affeziona in tempo zero. Il prologo è davvero ben fatto, forse il migliore mai scritto da Telltale.</p>
<p>Clementine, il fil rouge che unisce tutti gli episodi e le serie di The Walking Dead secondo Telltale l&#8217;avete vista tutti nei trailer e si sa che ci sarebbe stata. A voi scoprire come e quando incrocerà la strada del buon Javier, ma non è un mistero che questa Clementine, cresciuta rispetto alla stagione precedente, sia veramente molto badass, in modo che non mi aspettavo affatto ed è tutto perfettamente coerente alla crescita nella quale l&#8217;abbiamo accompagnata negli scorsi episodi.</p>
<p>Come vi dicevo, l&#8217;abilità degli scrittori di Telltale con i personaggi è anche questa.</p>
<p>Altra abilità viene chiaramente dimostrata nella &#8220;regia&#8221; di questo episodio, sicuramente in continuo miglioramento episodio dopo episodio, serie dopo serie. Il confine con le serie TV si fa molto, molto più labile e il ritmo e in coinvolgimento ne guadagnano.</p>
<h2>Il gameplay</h2>
<p>Non vi aspettate grossi sconvolgimenti dal punto di vista del gameplay perché qui non ne troverete: classici dialoghi a tempo, quick time event, interazione limitata ai pochi hot-spot. In questo primo episodio è evidente il focus dato alla narrazione, tanto che mi è sembrato che l&#8217;interattività sia stata anche minore rispetto al passato. I momenti in cui bisogna compiere scelte però mi sono sembrati più netti, e mi mettono una certa dose di curiosità nel sapere &#8220;cosa sarebbe successo se&#8230;&#8221;, forse più delle altre volte. Lo so che alla fine la trama va a parare comunque dove deve, ma qui forse le scelte sono più intriganti.</p>
<h2>Il comparto audiovisivo</h2>
<p>Si sa che i giochi Telltale non brillino affatto in potenza del motore grafico, e che a questo cerchino di supplire con l&#8217;art direction: la serie di The Walking Dead è sempre stata caratterizzata da un effetto cel-shading che dà sostanzialmente l&#8217;effetto graphic novel, un richiamo all&#8217;origine del franchise e un modo per giocare in un fumetto in movimento. Pur con questo effetto, alcune magagne erano ben visibili ed erano una delle maggiori critiche mosse agli sviluppatori. Per questa terza stagione si è scelto di adottare un nuovo motore grafico e devo proprio dire di esserne soddisfatto; l&#8217;effetto cel-shading è sempre presente, ma già soltanto andando a guardare il menù delle opzioni grafiche ci rendiamo conto di come qualcosa sia cambiato: personaggi meglio definiti e meglio animati, effetti migliori, e così via.</p>
<p>Il doppiaggio in italiano, come sempre, potete anche scordarvelo, così come i sottotitoli nell&#8217;idioma di Dante: Telltale prosegue la sua politica di ignorare i videogiocatori italiani meno avvezzi all&#8217;inglese (che utilizza idiomi e slang e quindi non è proprio base), che tanto quanto prima arriverà la traduzione amatoriale di gente che lo fa gratis. Non correttissimo, ma ormai sono passati anni e quindi ci si deve accontentare.</p>
<h2>Longevità</h2>
<p>Qui tocchiamo una nota dolente: ho terminato il primo episodio in un&#8217;oretta, e pur essendo già disponibile il secondo episodio, fatto inedito, il tempo mi è letteralmente volato. Ora, mi ricordo che gli episodi della stagione due non è che fossero lunghissimi, ma un&#8217;ora, per quanto ben fatta, tesa e piena di momenti WOW non è un po&#8217; risicata?</p>
<p>Spero sinceramente che già dal secondo episodio si riesca ad avere qualcosa di più sostanzioso, senza per questo stiracchiare gli avvenimenti in punti non necessari, come successo in passato.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>La terza stagione di The Walking Dead parte alla grande, con una storia dal ritmo incalzante che introduce un ottimo nuovo cast brillantemente presentato da un prologo da incorniciare. Inoltre, Clementine torna in versione badass, e ci sono già due episodi disponibili. Non speravo in un esordio così, sinceramente!</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Clementine e i morti viventi di Telltale sono tornati per la terza volta e l&#8217;esordio è davvero oltre le attese. Ora non resta che attendere i nuovi episodi!</p>
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		<title>Girl Power: i videogiochi contro il sessismo</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/07/08/girl-power-i-videogiochi-contro-il-sessismo/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2015/07/08/girl-power-i-videogiochi-contro-il-sessismo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2015 12:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Bioshock Infinite]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Quante accuse sono state rivolte ai videogiochi da quando essi sono stati inventati? Come ogni nuovo media prima di esso, l&#8217;élite culturale (o presunta tale) della nostra società non può proprio fare a meno di demonizzarlo come una sorta di imprescindibile gavetta intellettuale. Cinema, fumetto, internet: ogni nuovo mezzo di espressione, non appena diviene diffuso, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><div style="width: 566px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh4.googleusercontent.com/dpH1ZlW-fZq05HGZHPDWID522hLW_uDeXpTgzf_I-28=w556-h360" width="556" height="360" alt="Girl power" class /><p class="wp-caption-text">Girl power</p></div>Quante accuse sono state rivolte ai videogiochi da quando essi sono stati inventati?</p>
<p>Come ogni nuovo media prima di esso, l&#8217;élite culturale (o presunta tale) della nostra società non può proprio fare a meno di demonizzarlo come una sorta di imprescindibile gavetta intellettuale. Cinema, fumetto, internet: ogni nuovo mezzo di espressione, non appena diviene diffuso, fruibile e popolare si vede piombare addosso le chiose accusatrici dei signoroni che decidono cosa sia giusto e cosa sbagliato a livello culturale. E ovviamente le accuse il più delle volte suonano francamente ridicole a chiunque voglia guardare giusto qualche centimetro più in là del suo naso.</p>
<p>Il nostro caro mondo videoludico, a parte addestrare serial killer, terroristi e la peggior feccia che l&#8217;umanità possa annoverare, si vede rivolgere l&#8217;accusa, sempre verde, di sessismo.</p>
<p>Eh già, perché a quanto è dato vedere a tutti coloro che di videoludo palesemente non sanno nulla, non ci sarebbero altro che principesse indifese da salvare grazie alla superiorità maschile (che è un cliché che sussiste da ben prima dell&#8217;invenzione dell&#8217;elettronica) o stupide maggiorate da esibire come trofeo o come specchietto per allodole per allupati quindicenni.</p>
<p>Per anni, l&#8217;unico esempio che il generalismo giornalistico associava alle quote rosa in quest&#8217;ambito è stata la signorina Croft: la bella e giunonica archeologa inglese, per un certo periodo, faceva discutere più per i suoi abbondanti poligoni che per ciò che realmente le sue avventure offrivano, guadagnandosi un posto nell&#8217;olimpo delle pin-up senza cervello (cosa che non era neanche parte del concept del personaggio, ma tant&#8217;è…).</p>
<p>Sono anni ormai che il mercato dei videogiochi è cresciuto tanto da diventare irriconoscibile rispetto ai tempi in cui la signorina Lara (poco) timidamente si affacciava sulla scena: il media è maturo e tenta disperatamente di invocare una sua identità culturale ancor più di prima, e bisogna esser ciechi o disinteressati per ignorare come le forze e la creatività profuse in certe opere facciano sfigurare alcune osannate e vuotissime pellicole hollywoodiane e non (non parliamo dell&#8217;intellettualismo forzato di buona parte del cinema italiano, che andiamo fuori tema).</p>
<p>Anche Lara non è più la Lara di un tempo.</p>
<p>Siamo qui quindi per parlare del gentil sesso, e invochiamo il diritto di chiamare in causa non una ma ben tre donzelle che non sono affatto rispondenti allo stereotipo che questi ignoranti impostori vorrebbero propagandare per spalar letame sul nostro hobby.</p>
<p>Chiamo a testimoniare Elizabeth, Clementine ed Ellie, tre dei personaggi femminili più belli che io abbia mai trovato nell&#8217;ambito dei videogiochi, dotate di personalità, carisma e carattere tali da elevarsi anche rispetto al ruolo di comprimarie loro assegnato.</p>
<p>Le giovin fanciulle in questione rappresentano tre differenti fasce d&#8217;età, e tre differenti modi d&#8217;essere che rendono uniche le avventure vissute in loro compagnia, e snaturano completamente le accuse di sessismo verso il nostro media preferito.</p>
<p>Non andiamo in ordine d&#8217;età, che l&#8217;età delle signore e delle signorine non si chiede, né si dice, partendo da Miss Elizabeth, l&#8217;ultima delle mie conoscenze, co-protagonista e fulcro della trama del meraviglioso e mai troppo lodato Bioshock: Infinite. L&#8217;ultimo lavoro di Ken Levine l&#8217;ho giocato in ritardo rispetto al resto del mondo, avendolo prima snobbato e poi recuperato grazie al prezioso suggerimento dei due ottimi Zeno2k e Ogariad che mi hanno intimato di godermelo. E li ringrazio pubblicamente.</p>
<p>In un meraviglioso trip di fantascienza, steampunk, critica alla società, dimensioni parallele e viaggi temporali che intrigano e intrippano a livello di Fringe, il momento in cui incontrerete la signorina Elizabeth Comstock non lo dimenticherete facilmente, perché da quel punto in poi saprà sbalordirvi con la sua ingenuità, la purezza, la rabbia e la grinta nonché la tenacia che i suoi creatori le hanno donato, una donna fortissima e fragilissima al tempo stesso, che regala emozioni con un solo sguardo dei suoi grandi occhi azzurri.</p>
<p>Sentirla cantare, guardarla ballare al tramonto sulla spiaggia e ascoltarla mentre, incantata, racconta del suo ingenuo desiderio da ragazzina sognante di raggiungere Parigi, e di contro vederla scatenare il suo tremendo potere che può piegare lo spazio-tempo, sono momenti forti proprio perché sono la gentilezza e la poeticità del personaggio a renderli tali, e azzardo che senza di lei Bioshock: Infinite perderebbe molta della sua carica emotiva. Pensate soltanto al suo rapporto assurdo con il carceriere Songbird. Da brividi.</p>
<p>Non proprio la solita pin-up, vero?</p>
<p>Di giovin fanciulla in giovin fanciulla, facciamo la conoscenza di Ellie, la coprotagonista del capolavoro dei Naughty Dogs, The Last of Us.</p>
<p>Opera che non ha bisogno di presentazione perché uno dei picchi assoluti di Playstation 3, The Last of Us ci metteva nei panni di Joel, un uomo disilluso in un mondo devastato da una terribile epidemia, impegnato nella missione di compiere una consegna speciale che potrà mutare la sorte dell&#8217;umanità. Questa “consegna” risponde al nome di Ellie, quattordicenne temprata da lutti e tragedie che si rivela, pian piano, un personaggio sfaccettato e costruito in modo meraviglioso. In un mondo così rude, si diventa adulti presto, o si muore: perciò la nostra fanciulla, oltre al linguaggio da scaricatore di porto, sfoggia una dose di letalità e spirito di sopravvivenza non indifferenti.</p>
<p>Il meglio però Ellie ce lo dona con l&#8217;evolversi del suo rapporto con Joel, e man mano che la fiducia cresce, vengono fuori i lati adolescenti impossibili da sopire. Con le sue barzellette, il suo fischiettare, le sue domande a volte ingenue da far tenerezza, il legame che si stabilirà con la ragazzina ce la farà sentire come molto più che una semplice comprimaria digitale, ma come un personaggio a tutto tondo a cui ci si affeziona moltissimo, ed a cui daremo davvero il cuore per proteggere, persino impersonandola in una parte della storia in cui dovrà cavarsela da sé.</p>
<p>Non proprio l&#8217;immagine della ragazzina svampita tutta trucchi, selfie e pettegolezzi con le amiche, insomma.</p>
<p>Ultima, ma non ultima, se non per fascia d&#8217;età, una comprimaria assurta al ruolo di protagonista della vicenda che la coinvolge: chi non ha ancora sentito parlare della dolce Clementine?</p>
<p>Clementine, star assoluta della serie The Walking Dead della Telltale è, ancora una volta, un personaggio pazzesco. Nella prima stagione la conosciamo come una tenera bambina spaurita che ha perduto i genitori ed è evidentemente indifesa in un mondo alla rovina in balia dell&#8217;apocalisse zombie: oltre ad affezionarci (noi ed il protagonista Lee), noteremo come gradualmente Clementine diverrà sempre più forte, scaltra, attenta ed in grado di dire la sua in un ambiente non certamente adatto ai bambini, anche grazie all&#8217;aiuto di Lee con il quale si stabilirà un rapporto quasi parentale che tutti vorremmo con i nostri (eventuali) figli.</p>
<p>Ma abbandonando la sua fanciullezza, Clementine imparerà e si confronterà con realtà molto più grandi e terribili di lei, cavandosela grazie ad una forza d&#8217;animo incredibile, ma anche mostrando un lato che non è solo dei bambini, ma di tutti noi di fronte a continue tragedie.</p>
<p>“Cosa faresti per Clementine?” recitava la campagna pubblicitaria Telltale per la sua fortunata serie. La mia risposta? Qualsiasi cosa.</p>
<p>Fatto sta che nella seconda stagione sarà proprio Clem la protagonista della vicenda, leggermente più cresciuta e consapevole, messa di fronte a scelte dure ove sarà sempre o quasi in grado di scegliere con il cuore ma anche con la mente, e che se sbaglia lo fa per giusta ingenuità.</p>
<p>Non proprio una principessa inerme da salvare insomma, vero?</p>
<p>Questi piccoli esempi volevano essere semplicemente un piccolo monito per far capire come forse il pregiudizio abbia un po&#8217; rotto le scatole: nei confronti di un media che ha molto da dire e che alla fine è il più giovane tra tutti, ma soprattutto nei confronti delle donne, dato che alla fine siamo noi a crearlo, questo sessismo. Ovviamente l&#8217;argomento non si esaurisce assolutamente qui, né pretendo di essere esaustivo.</p>
<p>Basta con i generalismi, basta demonizzare qualunque cosa ci voglia parlare con un linguaggio nuovo. Basta con i soliti servizi giornalistici e le solite campagne mediatiche anti-videogioco adducendo qualunque motivazione scritta a caso con le lettere dello Scarabeo.</p>
<p>Oh, se i videogiochi possono aiutare nel loro piccolo ad abbattere barriere culturali, ben vengano, no?</p>
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