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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerDisney #28 &#8211; La Sirenetta</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/11/03/nerdisney-28-la-sirenetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2022 13:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p>Di ricordi su <strong>La Sirenetta</strong>, il celebre live action del <strong>1989</strong> in cui Ariel (<em>la sirenetta</em>, appunto) contravviene alla paterna volontà per inseguire un amore apparentemente impossibile, ne ho solo uno: l&#8217;arricciaspiccia. Che poi forse quel ricordo, più che infantile rimembranza, è contemporanea conseguenza alla lettura di post e meme su Instagram.</p>
<p>Che ricordo benissimo è invece <strong>La Sirenetta 2: Ritorno agli abissi</strong>, che ho recentemente scoperto non essere entrato a far parte dei grandi classici (perdendoci pure una scommessa). Solo che io la videocassetta l&#8217;avevo della sirenetta due, non uno, e per tanto la <em>mia</em> sirenetta è Ariel in versione madre preoccupata anziché figlia irresponsabile.</p>
<p>Detto ciò, resta <strong>la mia principessa Disney preferita</strong>: prima che arrivasse Merida è passato parecchio tempo e quando ero piccola, avere i capelli rossi era condizione necessaria e sufficiente per diventarlo.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Per chi non lo sapesse, La Sirenetta racconta la storia di Ariel, figlia di <strong>Tritone</strong>, re dei Sette Mari. La storia che ci viene raccontata pesca un po&#8217; dall&#8217;immaginario della celebre fiaba di Andersen, ma prende importanti cambiamenti (<em>in primis</em> il finale, che è lieto e non drammatico). <strong>Ariel ha un sogno: abbandonare il mare, andare sulla terra e unirsi agli umani</strong>, gruppo di creature affascinanti, deambulanti e collezionanti molteplici ammennicoli (fra cui il sopracitato <em>arricciaspiccia</em>, a noi noto come <em>forchetta</em>).</p>
<p>Il pretesto per lasciare il mare e andare sulla terra si crea quando il principe <strong>Eric</strong>, aitante giovane incrociato una sera per caso, cade in mare e lei, prontamente, lo salva. Presa da un&#8217;incontrollabile cotta adolescenziale, Ariel fa follie: si rivolge a <strong>Ursula</strong>, strega del mare, e scambia la propria voce con un paio di gambe. Ammutolita ma bipede, la fanciulla raggiunge la superficie con una missione: coronare il suo sogno d&#8217;amore entro tre giorni, pena, la perdita definitiva della propria anima (la strega del mare mette dei vincoli contrattuali parecchio rigidi).</p>
<p>Ci riuscirà? Chi l&#8217;aiuta? Cos&#8217;è un <em>soffia blo blo</em>? Per scoprirlo, (ri)guardate La Sirenetta; sta su <strong>Disney+</strong>.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>Pare non sia un caso che le figlie di Tritone siano proprio <strong>sette</strong>: voci di corridoio (virtuale) dicono che ci sia una sirenetta per ogni mare (dopo Sette spose per sette fratelli, sette sirenette per i Sette Mari).</p>
<p>Prima che il danese Hans Christian Andersen producesse la fiaba a noi tanto cara, rafforzando l&#8217;immaginario collettivo della sirena intesa come donna-pesce, allo stesso termine corrispondeva ben altro significato. In un passo dell&#8217;Odissea, <strong>Ulisse</strong> incontra le sirene e su consiglio di Circe riesce a scamparvi indenne pur ascoltandone il canto ammaliante.</p>
<p>Quel passo viene rappresentato dalla pittura su vaso dando alle creature mitologiche una forma ben lontana da quella della nostra Ariel, eppure non ci sono arrivati passi dell&#8217;Odissea con una descrizione fisica delle famigerate sirene. Pare infatti che Omero (o chi per lui) usò il termine <em>sirena</em> rivolgendosi a un palinsesto che già aveva un chiaro riferimento immaginifico della sua forma, e probabilmente ciò è dovuto alle Argonautiche di <strong>Apollonio Rodio</strong>. In un passo del poema si legge infatti una serie di versi traducibili come:</p>
<p style="text-align: center;">La bella Tersicore, una delle muse, le aveva generate<br />
dopo essersi unita all’Acheloo; un tempo erano ancelle<br />
della potente Deò, quando ancora era vergine,<br />
e cantavano insieme con lei: ma ora <strong>apparivano in parte</strong><br />
<strong>simili a fanciulle nel corpo e in parte ad uccelli</strong>.<br />
Sempre appostate su una rupe munita di buoni approdi,<br />
avevano privato moltissimi uomini della gioia del ritorno,<br />
consumandoli nello struggimento.</p>
<p>E quindi la sirena che conosciamo oggi è solo il risultato di <strong>una lunga evoluzione del concetto stesso di sirena</strong>. A restare immutata, a oggi, è solo la caratteristica che lega la creatura al canto ammaliatore.</p>
<h2>Colonna sonora</h2>
<p>La colonna sonora de <em>La Sirenetta</em> è stata composta da <strong>Alan Menken</strong>, che nel 1990 ne ha vinto il rispettivo Oscar. Alla stessa premiazione il compositore ha ricevuto anche l&#8217;Oscar per la Miglior Canzone, con il singolo <em>Under the sea</em>, tratto dallo stesso film.</p>
<p>Poi per me questo è il film la cui canzone più iconica è <em>Part of your world</em>, la <em>Let it go</em> dell&#8217;89, singolo che in italiano è stato tradotto come <em>La sirenetta</em>. Me la ricordo la me preadolescente, intenta a inscenare un siparietto sotto la doccia, con shampoo e balsamo nel ruolo delle <em>cose più strane e curiose, non ho nulla da desiderar </em>e la spazzola in quello del <em>come si chiama</em>. Mi rendo conto, però, che Sebastian direttore d&#8217;orchestra abbia tutto un altro fascino.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p>Direi benino, anche perché <strong>forse più della Sirenetta, sono invecchiata io</strong>.</p>
<p>Se da una parte <strong>continuo ad ammirarla</strong> per il coraggio di trasgredire alle norme genitoriali imposte, dall&#8217;altra mi lascia un po&#8217; basita l&#8217;idea di rivolgersi alla strega del mare e barattare la propria voce solo per conquistare la persona verso cui ha una cotta.</p>
<p>Ariel idealizza il genere umano ed Eric, e se lo fa è anche grazie a tutti i divieti e le mancate spiegazioni con cui è cresciuta. Credo che questo film abbia ancora da insegnare sia ai genitori, sia ai figli: <strong>un dialogo onesto e della fiducia reciproca potrebbero prevenire innumerevoli rischi</strong> (perché, va detto, Tritone ha sempre avuto il potere di risolvere la situazione, è che si era arroccato nella propria posizione e aveva smesso di mettersi in discussione).</p>
<p>Credo che il messaggio risuoni ancora oggi molto forte: <strong>serve equilibrio</strong>. Là dove Ariel è ribelle e impulsiva, Tritone è diffidente e dogmatico: un&#8217;<strong>elasticità comprensiva da ambo le parti</strong> avrebbe risparmiato un danno potenziale, e in un mondo in cui non esiste un tridente magico per risolvere i problemi è forse il caso di <strong>trovare il coraggio di mettersi in discussione giorno dopo giorno</strong>.</p>
<h2>Live Action</h2>
<p>Il live action de La Sirenetta è <strong>in produzione</strong> da un po&#8217; e le polemiche in merito sono iniziate quando hanno annunciato il cast. Poi sono ricominciate recentemente, quando è uscito il primo trailer (che vi metto qui sotto). Non oso immaginare cosa succederà quando uscirà anche il film, ma già non ho voglia di sapere di persone che arrivano a discutere animatamente, divise sull&#8217;argomento.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/kLt-OSmLm5E" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Se avete problemi con questa rappresentazione, ricordate che siamo partiti da una donna-uccello, passati per una donna-pesce bionda (in quella di Andersen, lei si mimetizza i capelli con la spuma del mare: ne deduciamo il colore chiarissimo), arrivati alla sua versione rossa (scelta arbitrariamente dagli studi Disney) e ora eccoci qui a un altro <strong>cambio estetico</strong>.</p>
<p><strong>La sostanza, però, mi pare sia sempre la stessa</strong>: una creatura in parte umana e in parte marina che con il suo canto ammalia e seduce, incontra una persona su una nave. Poi ognuno racconta la sua storia, che siano Argonautiche, Odissea, Andersen, film d&#8217;Animazione Disney o Live Action.</p>
<p>Evidentemente <strong>non si tratta della stessa storia riprodotta in diversi media</strong>, ma solo di una nuova interpretazione di una storia simile. Magari l&#8217;elasticità richiesta a Tritone potrebbe tornare utile anche a noi, almeno in questi casi, che arroccarsi su posizioni rigide legate ad argomenti che non inficiano la vita di tutti i giorni, potrebbe comportare un dispendio di energie un po&#8217; eccessivo.</p>
<p>Comunque <a href="https://nerdando.com/2019/07/10/opinione-di-una-redhead-su-una-sirenetta-alternativa/">la mia personalissima opinione in merito</a> l&#8217;avevo scritta all&#8217;epoca: se vi interessa, dateci un occhio; da allora ho cambiato modo di scrivere, ma <strong>il pensiero di fondo è pressoché invariato</strong>. La <em>nostra</em> Sirenetta, non sparisce.</p>
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		<title>NerDisney #24 &#8211; Red e Toby Nemiciamici</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/09/08/nerdisney-24-red-e-toby-nemiciamici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 12:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p>Di <strong>Red e Toby Nemiciamici</strong> ho due ricordi, entrambi vaghi: uno di quando ero piccina, l&#8217;altro di qualche estate fa. Il primo è molto semplice: il divano di casa della nonna, una tv cubica e un po&#8217; sgranata, la videocassetta inserita nel lettore e un volpino che viene abbandonato. Probabilmente qualche lacrimuccia, ma sono molto più sensibile oggi che ai tempi delle elementari, quindi non è nemmeno così scontato l&#8217;avessi versata.</p>
<p>Il secondo, io che mostro alla genitrice un cartone animato &#8220;di cui non ricordo molto bene la trama ma sono sicura ci siano un cane e una volpe, ti va di guardarlo con me?&#8221;. Circa un&#8217;oretta e mezza dopo, madre era commossa davanti al suddetto film d&#8217;animazione del <strong>1981</strong>.</p>
<p>Dovendone scriverne per NerDisney ho ben pensato di rivederlo per la terza volta, e continuo a pensare che <strong>forse io Red e Toby non l&#8217;abbia mai capito</strong>. Sfortunatamente, per spiegarvi cosa non mi convince sono costretta a entrare nei dettagli: se volete evitare <strong>spoiler</strong>, non proseguite la lettura senza aver prima recuperato la pellicola su <strong>Disney+</strong>.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>Red e Toby Nemiciamici è l&#8217;ultimo classico Disney che finisce semplicemente con la scritta <em>The End; Walt Disney Productions</em>; dal successivo, <strong>Taron e la pentola magica</strong>, i credits verranno spostati dopo i titoli di cosa anziché essere lasciati in apertura.</p>
<p>Il lungometraggio è anche uno dei primi a mostrare la <strong>morte della madre di un protagonista</strong>: secondo solo a <a href="https://nerdando.com/2021/12/16/nerdisney-5-bambi/">Bambi (1942)</a>, la cui perdita materna ha traumatizzato generazioni, Red e Toby Nemiciamici mette in scena un dramma analogo. In comune i due lutti hanno anche il fatto che la morte non sia indotta da cause accidentali o naturali, ma dall&#8217;inequivocabile volontà di un cacciatore.</p>
<p>Il dramma, fra l&#8217;altro, avrebbe potuto essere ben peggiore. Il personaggio di <strong>Fiuto</strong>, secondario ma pur sempre rilevante, a un certo punto cade dai binari di una ferrovia, sospesi su un ponte. In origine quella avrebbe dovuto essere la sua <strong>ultima scena</strong>: la caduta avrebbe dovuto comportare la morte della creatura (un incrocio tra un levriero irlandese e un cane lupo cecoslovacco). Tuttavia, alcuni degli sceneggiatori hanno pensato che la scena avrebbe reso la pellicola eccessivamente drammatica. L&#8217;hanno risolta con una convalescenza prolungata, la quale ha comunque istigato Toby a dichiarare vendetta al non-più-così-amico Red.</p>
<h2>Colonna sonora</h2>
<p>La colonna sonora di Red e Toby Nemiciamici è complessivamente composta da <strong>cinque canzoni</strong>, di cui la prima, <em>Best of Friends</em>, apre e chiude il film. Il tema dell&#8217;amicizia fra volpe e cane da caccia viene ripreso più volte in tutta la pellicola, così come altri, però; è solo con l&#8217;ultima battuta, pronunciata con le voci dei protagonisti ancora bambini, che viene incoronato come quello portante.</p>
<h2>Un film drammatico</h2>
<p>Se da una parte rimane una bella storia di amicizia, di quelle vere e non romanticizzate a tutti i costi, dall&#8217;altra racconta di una storia di abbandoni continui che <strong>lascia l&#8217;amaro in bocca</strong>.</p>
<p>Credo che Red e Toby Nemiciamici sia forse l&#8217;unico film Disney (fra quelli che ho visto finora) <strong>che non direi abbia un lieto fine</strong>.</p>
<p>Red affronta prima la perdita della madre e dopo qualche tempo quella del migliore amico, cresciuto e cambiato durante l&#8217;estate. Come se non bastasse, la madre adottiva (o &#8220;padrona&#8221;, che dir si voglia), lo abbandona per salvarlo dalla furia di un vicino violento e arrogante. L&#8217;unica gioia di Red è che l&#8217;ex migliore amico gli salva la vita in diverse occasioni (anche se la maggior parte, più che salvataggi, sono omissioni di omicidio).</p>
<p><strong>Come finisce il film?</strong> Con i cani e gli uomini che condividono la più perfetta delle armonie, mentre Red, in compagnia della sua compagna volpe, non può fare altro che guardarli dall&#8217;alto di un promontorio lontano. L&#8217;esclusione dalla vita comunitaria e la reclusione a una vita in disparte, un <strong>esilio salvifico</strong> la cui sola alternativa sarebbe stato diventare pelliccia. Il tutto perché chi se l&#8217;è preso in carico da cucciolo ha poi deciso di abbandonarlo anziché fronteggiare fermamente la prepotenza del vicino di casa.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p>Alla luce di ciò <strong>non saprei dire se è invecchiato bene o male</strong>. Il fatto che mi scateni molte rimostranze indica che nonostante siano passati anni, abbia ancora un&#8217;<strong>eccellente potenza narrativa</strong>. Tuttavia, complici i valori contemporanei, fatico a deglutire una morale per cui la salvezza risieda nell&#8217;allontanamento di chi è diverso o debole, anziché nella sua integrazione.</p>
<p>Sicuramente però quel finale rende Red e Toby Nemiciamici uno dei film Disney con <strong>protagonisti animali fra i più verosimili che ci siano</strong>. Certo, anche qui gli animali parlano, ma contrariamente ad altri classici: non cantano, non indossano vestiti, non camminano su due zampe e non abbandonano mai del tutto quei tratti distintivi che li rendono delle effettive creature appartenenti alla propria specie. Eccezion fatta per i personaggi secondari (tasso, istrice o pennuti che siano), il cane da caccia, è un cane da caccia; la volpe, checché ne dica Il Piccolo Principe, non si addomestica; gli umani, sono pieni di contraddizioni e cambi di opinione.</p>
<h2>Live Action</h2>
<p>Attualmente non risultano live action, tuttavia nel 2006 è uscito un <strong>midquel</strong>!</p>
<p>Dall&#8217;originalissimo titolo <strong>Red e Toby 2 &#8211; Nemiciamici</strong>, il film approfondisce l&#8217;amicizia fra i due, durante l&#8217;infanzia di entrambi.</p>
<p>Proprio perché so come si evolverà quell&#8217;amicizia dolce amara di reciproco rispetto, ma altrettanto silenzio e isolamento, ho accuratamente evitato di guardarlo. Forse, se non avessi visto il primo, l&#8217;avrei apprezzato parecchio. Non lo sapremo mai.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2022/09/08/nerdisney-24-red-e-toby-nemiciamici/">NerDisney #24 &#8211; Red e Toby Nemiciamici</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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