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	<title>Classici - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerDisney #46 &#8211; Chicken Little &#8211; Amici per le penne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2023 08:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I miei -non- ricordi È accaduto, alla fine. Siamo arrivati ad un nuovo appuntamento di NerDisney e per la prima volta per me si tratta di una prima visione anziché di un rewatch. Quando abbiamo iniziato questa rubrica, per me si è trasformata subito in un tuffo nei ricordi di infanzia, che mi ha permesso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/07/Chicken-Little.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-50631" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/07/Chicken-Little.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/07/Chicken-Little.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/07/Chicken-Little-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/07/Chicken-Little-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/07/Chicken-Little-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></h2>
<h2>I miei -non- ricordi</h2>
<p>È accaduto, alla fine. Siamo arrivati ad un nuovo appuntamento di <strong>NerDisney</strong> e <strong>per la prima volta per me si tratta di una prima visione</strong> anziché di un rewatch.<br />
Quando abbiamo iniziato questa <a href="https://nerdando.com/2021/09/17/nerdisney-0-la-guida-ai-classici-disney/">rubrica</a>, per me si è trasformata subito in un tuffo nei ricordi di infanzia, che mi ha permesso di riscoprire con occhi nuovi i film che hanno accompagnato la me bambina attraverso la crescita.</p>
<p>Il tempo, però, passa inesorabile e anche il mio &#8220;periodo Disney&#8221;, crescendo, è andato ad affievolirsi. A partire da un certo periodo ho cominciato a mancare gli appuntamenti annuali al cinema per il nuovo classico ed è così che mi sono persa molti dei &#8220;nuovi&#8221; classici Disney. Compreso <strong><em>Chicken Little &#8211; Amici per le penne</em></strong>.<br />
Quando il 46° classico è uscito nei cinema era il 2005: io mi avviavo a concludere il liceo e mi ero appassionata ad altri generi cinematografici. Diciamo che la storia di un pulcino mi attirava ben poco da adolescente e, anche negli anni successivi, mi sono dimenticata di <em>Chicken Little</em>. Almeno, fino al nostro nuovo appuntamento con NerDisney.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><strong>Chicken Little</strong> è un giovane pulcino che, a causa di un malinteso, viene preso di mira da tutta la città. Quando infatti aveva dichiarato che il cielo stava crollando, dopo essere stato colpito da un ritaglio esagonale che si era staccato dall&#8217;alto, nessuno gli aveva creduto, nemmeno suo padre.<br />
Dopo aver compiuto molti sforzi per riuscire a far trionfare la squadra di baseball e far dimenticare così l&#8217;accaduto a tutti, Chicken Little scopre però che aveva sempre avuto ragione: un altro esagono mimetico cade dall&#8217;alto e rivela <strong>misteriose astronavi</strong> che hanno come obiettivo proprio la Terra.<br />
Con il solo appoggio del suo gruppo di outsider, Chicken Little dovrà cercare di salvare la città dall&#8217;invasione. Sempre che l&#8217;apparenza non inganni&#8230;</p>
<h2>Le mie impressioni da prima visione</h2>
<p>Devo ammettere che non avevo un&#8217;opinione molto precisa di <em>Chicken Little &#8211; Amici per le penne</em>: <strong>è sempre stato uno di quei classici che non ho mai guardato e nei confronti del quale non ho mai provato sufficiente curiosità per spingermi a guardarlo</strong>. Da questo punto di vista, NerDisney si è rivelato fondamentale perché mi ha permesso di guardare un film a cui, con tutta probabilità, non mi sarei mai avvicinata in condizioni normali.</p>
<p>Dopo averlo visto, devo dire che mi sono chiari i motivi per cui lo avevo sempre snobbato: <em>Chicken Little</em> <strong>è sicuramente un film pensato per l&#8217;infanzia</strong>, che difficilmente può catturare un adolescente o un adulto.<br />
Il messaggio di fondo, che mette in risalto l&#8217;importanza dell&#8217;inclusione, della comprensione dell&#8217;altro e della fiducia, si rivela universale e ancora incredibilmente attuale. Il modo in cui viene portato in scena, tuttavia, non mi ha catturato fino in fondo.</p>
<p>Ho trovato la storia infantile e spesso confusa: probabilmente, <strong>se lo avessi guardato per la prima volta con gli occhi di una bambina, mi avrebbe fatto un effetto diverso</strong> ma visto oggi, da adulta, non mi ha preso come altri classici Disney successivi hanno saputo invece fare. Penso che molto sia dovuto al fatto che non sono il target per cui è stato pensato il progetto nella sua interezza: <em>Chicken Little</em>, almeno per me, è decisamente fuori tempo massimo.</p>
<p>Anche <strong>l&#8217;animazione</strong> <strong>non mi ha convinta fino in fondo</strong>: <em>Chicken Little &#8211; Amici per le penne</em> è <strong>il primo classico Disney interamente in computer graphic</strong> (<a href="https://nerdando.com/2023/04/06/nerdisney-39-dinosauri/"><em>Dinosauri</em></a>, infatti, era realizzato in tecnica mista): un obiettivo ambizioso per l&#8217;epoca, che però, per uno spettatore dei nostri giorni, mette in evidenza tutti i limiti dovuti all&#8217;epoca in cui è stato realizzato.<br />
L&#8217;animazione digitale procede a passo speditissimo e, sebbene nel 2005 quella utilizzata per <em>Chicken Little</em> fosse all&#8217;avanguardia, nel 2023 appare decisamente molto artificiosa.</p>
<p>Insomma, <strong><em>Chicken Little</em> sicuramente non mi ha rubato il cuore</strong>: è il peggior classico Disney di sempre, come molti affermano? Non mi sento di sbilanciarmi così tanto. Sicuramente non è tra i migliori prodotti che casa Disney abbia saputo sfornare ma non è nemmeno un progetto da buttare via totalmente. Il suo unico vero limite, a mio modo di vedere, è l&#8217;essere indirizzato in maniera palese ad un target estremamente specifico, il che lo rende decisamente poco appetibile per gli adulti.</p>
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		<title>Non puoi non averlo visto: Via col vento (1939)</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/09/19/non-puoi-non-averlo-visto-via-col-vento-1939/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 11:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Non puoi non averlo visto]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[1939]]></category>
		<category><![CDATA[Classici]]></category>
		<category><![CDATA[drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[girl power]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Via-col-vento.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32323" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Via-col-vento.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Via-col-vento.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Via-col-vento-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Via-col-vento-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Via-col-vento-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Durante un week end più solitario degli altri sono riuscita a guardare <strong>Via col Vento</strong>, il film del <strong>1939</strong> che dura ben <strong>quattro ore</strong>. Ammetto di essere partita prevenuta: me ne hanno sempre parlato benissimo (soprattutto la mia mamma, massima esperta di pellicole rosa e strappalacrime), descrivendolo come un &#8220;capolavoro romantico pieno di drammi e intrecci&#8221;. Essendo che tanto amo l&#8217;azione e l&#8217;avventura quanto non sopporto le tragedie stile &#8220;Anna dai capelli rossi&#8221;, l&#8217;idea di spendere 233 minuti a vedere gente soffrire per amore non mi allettava granché.</p>
<p>Tuttavia, sono costretta a ricredermi parecchio! <strong>Via col vento è uno dei film più moderni e audaci che abbia visto recentemente</strong>, con Rossella (<strong>Vivien Leigh</strong>) che impersonifica la voglia di vivere e urla a tutto il mondo quanto siano dannatamente inutili le convenzioni sociali. Ora vi racconto bene cosa mi ha portato a queste conclusioni, ma con calma, che magari non l&#8217;avete visto tutti e un po&#8217; di trama, su quattro ore di film, vale la pena accennarla.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Inizio.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32321" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Inizio.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Inizio.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Inizio-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Inizio-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Inizio-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Sappiate innanzitutto che Via col Vento dura sì quattro ore, ma ciascuna di esse ha un inizio, uno svolgimento e una fine, con tanto di note introduttive, così che se voleste interromperlo a metà per prendervi una bella pausa, non sareste costretti a smettere in un punto qualunque.</p>
<p>La storia, in realtà, è abbastanza semplice: c&#8217;era una volta <strong>Rossella O&#8217;Hara</strong>, ambiziosa fanciulla di nobili origini, follemente innamorata di <strong>Ashley Wilkes</strong>. Ashley, altrettanto ricco rampollo, sposa però la cugina <strong>Melania Hamilton</strong> in barba a quel sentimento potenziale (ma mai approfondito) che da sempre lo lega alla sopracitata Rossella. Per tutto il film la nostra intraprendente protagonista ha due obiettivi: <strong>sopravvivere in modo dignitoso alle molteplici sventure che le capitano </strong>e <strong>conquistare l&#8217;ormai maritato Ashley</strong>.</p>
<p>Il primo scopo la obbliga a scendere a patti con realtà che avrebbe preferito evitare (coltivare la terra lei stessa, amministrare in prima persona il cotonificio di famiglia, badare alle sue sorelle e al padre malato e altri affari affini); il secondo, invece, la porta a stare molto vicino alla tanto invidiata Melania, così da avere sempre un pretesto per vedere l&#8217;oggetto del suo desiderio senza destare sospetti.</p>
<p>Purtroppo le condizioni al contorno non sono tanto a suo favore: l&#8217;intera vicenda è ambientata durante la <strong>guerra di secessione americana</strong>, ma lei è dalla parte dei dixies (quelli che verranno sconfitti), quindi ad allontanarla dai suoi due traguardi ci pensano i disagi portati dalla guerra.</p>
<p>Tuttavia, Rossella non si perde d&#8217;animo. Si sposa tre volte, perde una figlia, due mariti, un amante, entrambi i genitori, una pseudo amica e alcune persone su cui ha sempre fatto affidamento; i luoghi della sua infanzia vanno in cenere, si vede portar via ricchezza e belle vesti, il suo podere cade a pezzi e ovunque si giri ci sono solo dolore e fatica. Eppure, nessuno di questi motivi è abbastanza per distruggerla: qualunque cosa accada, si rianima e va avanti, perché, dopotutto, &#8220;<strong>domani è un altro giorno</strong>&#8220;.</p>
<h2>Rossella e Melania: due esempi di girl power</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella-e-Melania.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32324" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella-e-Melania.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella-e-Melania.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella-e-Melania-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella-e-Melania-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella-e-Melania-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Uno dei punti salienti del film è il dualismo perfetto con cui le due protagoniste femminili si dividono la scena. Da una parte l&#8217;astuta, irriverente e un po&#8217; egoista Rossella, dall&#8217;altra l&#8217;ingenua, delicata e servizievole Melania: donne estremamente diverse, unite dalle vicissitudini quotidiane (e dall&#8217;amore per Ashley).</p>
<p>&#8220;Melania Hamilton, quella pupattola smorfiosa e sciocca!&#8221; ci dice miss O&#8217;Hara nei primissimi minuti del film, mentre l&#8217;altra muore dalla voglia di conoscerla e di diventarne la migliore amica. Si presentano cordiali, sorridenti e ben vestite, ma mentre la prima sta solo indossando la sua maschera migliore, all&#8217;altra basta l&#8217;onestà del suo buon cuore per far bella figura. Ashley, dal canto suo, è immancabilmente attratto da entrambe ma (fortunatamente) prende una decisione all&#8217;inizio e la mantiene, con più o meno costanza, per l&#8217;intera durata del film. Non ci sono triangoli o intrighi amorosi, anzi: <strong>Via col vento è una storia che inizia dopo il &#8220;vissero felici e contenti&#8221; delle fiabe più classiche e ha come protagonista la sorellastra invidiosa, che non si dà pace per l&#8217;amore perduto e cerca di recuperarlo giocando d&#8217;astuzia</strong>.</p>
<p>La cosa sorprendente è che mentre il mondo intorno viene messo a ferro e fuoco, nulla sembra sconvolgere quella paladina di Melania. Fa l&#8217;infermiera volontaria in ospedale, perché &#8220;quest&#8217;uomo ferito potrebbe essere Ashley, chissà se è ancora vivo&#8221;, dà da mangiare ai foresti e agli sfollati, perché &#8220;chissà se Ashley riesce a trovare da mangiare&#8221;, e via così. Con lo spirito della buona samaritana, la donna perfetta del secondo 800 deve essere devota al marito, caritatevole, altruista, gentile e umile, e la nostra <em>pupattola</em> non è altro che questo.</p>
<p>Contemporaneamente, Rossella piange e si dispera perché in guerra è morto il tizio semi-sconosciuto che ha sposato solo per far dispetto ad Ashley. Il motivo di tanto sconforto non è ovviamente il tragico incidente, quanto più le conseguenze: una donna vedova deve indossare il lutto, che comporta l&#8217;evitare feste ed eventi pubblici, il rimanere mesta e, soprattutto, il vestirsi di nero. Tutte caratteristiche che Rossella, amante delle stoffe colorate e dei piaceri concreti della vita, si rifiuta categoricamente di abbracciare.</p>
<p>Proprio qui sta il punto chiave: là dove Melania è portata <em>per natura</em> a seguire le leggi dettate dal buon costume e dalla morale comune, lei <em>per natura</em> tende a soddisfare soltanto il suo piacere, ignorando l&#8217;opinione degli altri. Per questo entrambe vincono sempre, ciascuna a modo suo: perché <strong>entrambe assecondano soltanto la loro essenza</strong>.</p>
<p>Un po&#8217; come se un legale buono facesse squadra con un caotico malvagio. Non c&#8217;è un <em>modo di essere</em> &#8220;migliore&#8221; o &#8220;peggiore&#8221;, uno giusto o uno sbagliato: semplicemente, <em>si è</em>. A fare la differenza è il modo in cui ciascuno sfrutta la propria natura per trarne il vantaggio maggiore.</p>
<p>Se Melania è servizievole e aiuta tutti &#8220;dal basso&#8221;; Rossella prende in mano la situazione e si assicura che tutti siano nutriti, sani e vivi, &#8220;dall&#8217;alto&#8221;. Anche se a volte può sembrare, quest&#8217;ultima non è l&#8217;antagonista né la cattiva, anzi! Semplicemente, <em>è fatta così</em> e non c&#8217;è nulla di sbagliato nell&#8217;essere sé stessa, in barba a tutta l&#8217;etica che il fare dell&#8217;epoca ci voleva ricamare sopra.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32322" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Rossella-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Come molti di voi sapranno, Via col Vento è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di <strong>Margaret Mitchell</strong>, uscito appena tre anni prima del film. La storia, come abbiamo visto, è ambientata nella Georgia dei confederati, ossia da quella fetta di popolazione che campava grazie ai cotonifici, per i quali aveva bisogno di tantissima manodopera (possibilmente gratuita). Per questo i confederati lottarono a lungo per non abolire la schiavitù, ma fortunatamente gli unionisti ebbero la meglio e le catene vennero spezzate.</p>
<p>Tuttavia, per raccontare una storia che fosse il più verosimile possibile, Margaret non si fece problemi a usare la parola &#8220;nigger&#8221; (l&#8217;ho contata un centinaio di volte in tutto il libro). Quel termine però costò parecchio al romanzo, che venne infatti considerato <strong>razzista</strong>. Stando a <a href="https://www.elle.com/it/showbiz/cinema/g26059614/via-col-vento-film-curiosita/">Elle.com</a>, inoltre, la sceneggiatura fu rivista proprio per rimuovere la famigerata &#8220;N-word&#8221;: inizialmente era infatti stata inserita, utilizzata dai diretti interessati come epiteto reciproco. Poi, in seguito a una lettera che accusava il produttore di essere filo-colonialista, venne rimossa del tutto.</p>
<p>Spulciando per la rete ho trovato anche parecchie curiosità circa la vita privata di alcuni membri del cast, dal bipolarismo di Vivien Leigh alla scenata furibonda di Gary Cooper (colui che <span style="text-decoration: underline;"><strong>non</strong></span> interpretò la parte di <strong>Rhett Butler</strong>). Tuttavia, a me il gossip di questo tipo proprio non interessa; se invece a voi sì, sono sicura che Google saprà aiutarvi.</p>
<p>In compenso sappiate che una delle battute più celebri, in italiano tradotta con &#8220;<strong>Francamente, cara, me ne infischio</strong>!&#8221; (detta da Rhett a un&#8217;implorante Rossella), in passato ha suscitato le ire dei perbenisti. La battuta originale è infatti &#8220;My dear, I don&#8217;t give a damn.&#8221; e visto che &#8220;to give a damn&#8221; è una forma idiomatica che sta per &#8220;fregarsene&#8221;, potremmo tradurre quel &#8220;damn&#8221; con &#8220;accidente&#8221; (<em>non me ne importa un accidente</em>). Tuttavia, benché oggi il tono e il termine non facciano scalpore, nel &#8217;39 quel <em>damn</em> era considerato un&#8217;imprecazione a tutti gli effetti e, per lasciarlo nella pellicola, il produttore dovette pagare una multa di 5 mila dollari (quasi 9 milioni delle vecchie lire, circa). Fortunatamente, pare proprio ne sia valsa la pena.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Forse che Via col Vento sarà il Galeotto che mi porterà verso altri film romantici e drammatici? Presto per dirlo, sicuramente ora sono meno scettica a riguardo.</p>
<p>Comunque sia, davvero, <strong>io Via col Vento mi sento di consigliarvelo</strong>. Anche perché la fotografia è maniacalmente curata, tanto che moltissime inquadrature sembrano proprio tramonti dipinti incollati sullo schermo. Certo, gli effetti speciali sono quello che sono, fra un&#8217;esplosione e l&#8217;altra la gente cammina nel fuoco incurante delle fiamme e ci sono un sacco di cavilli che potremmo andare a sottolineare. Eppure è così pieno, così ricco di vesti pompose e ville maestose, uomini, soldati, emozioni, sentimenti forti e opinioni contrastanti; c&#8217;è così tanto dissidio in ogni istante del film che non posso fare a meno di suggerirvelo.</p>
<p>Poi ci sta che non vi piaccia, che le quatto ore vi pesino e chissà che altro. Comunque, se lo guardate, poi fatemi sapere con un commento cosa ne pensate, che sono curiosissima di conoscere punti di vista diversi dal mio. Soprattutto: siete #teamRossella o #teamMelania?</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/09/19/non-puoi-non-averlo-visto-via-col-vento-1939/">Non puoi non averlo visto: Via col vento (1939)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>L&#8217;incubo di Hill House &#8211; Dove tutto ebbe inizio</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/01/30/lincubo-di-hill-house-dove-tutto-ebbe-inizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2019 13:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Classici]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ghost Stories]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noto anche con il (deplorevole) titolo de La casa degli invasati, L&#8217;incubo di Hill House (The Haunting of Hill House) è un romanzo scritto nel 1959 dall&#8217;autrice Shirley Jackson ed è universalmente considerato un classico della lettura horror, al pari di Dracula e Frankenstein. Nell&#8217;aria e sui social risuonano ancora prepotenti i molti e meritati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/01/30/lincubo-di-hill-house-dove-tutto-ebbe-inizio/">L&#8217;incubo di Hill House &#8211; Dove tutto ebbe inizio</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p>Noto anche con il (deplorevole) titolo de <strong>La casa degli invasati</strong>, L&#8217;incubo di Hill House (<em>The Haunting of Hill House</em>) è un romanzo scritto nel 1959 dall&#8217;autrice <strong>Shirley Jackson</strong> ed è universalmente considerato un classico della lettura horror, al pari di Dracula e Frankenstein.<br />
Nell&#8217;aria e sui social risuonano ancora prepotenti i molti e meritati plausi alla <strong>serie Netflix</strong>: Hill House, con <strong>Carla Gugino</strong>, che recentemente è stata sviscerata dall&#8217;<a href="https://nerdando.com/2019/01/27/hill-house-quando-lincubo-e-in-casa/">articolo di Gattiveria</a>.<br />
Essendone rimasto affascinato anche io, e pur non essendo il mio genere di punta, ho deciso di cimentarmi anche con la lettura del romanza da cui è (molto) liberamente tratto.<br />
Ecco cosa ho scoperto tra le pagine.</p>
<p>Innanzi tutto una doverosa premessa. Il libro compie proprio quest&#8217;anno sessant&#8217;anni e un po&#8217; li dimostra. Questo non vuol dire che un classico sia da buttar via, anzi, vuol solo dire che tanto lo stile di scrittura quanto la rappresentazione della società risente di questi sei decenni. Un esempio pratico sono i ragionamenti e i dialoghi tra le due protagoniste, <strong>Eleanor Vance</strong> (<strong>Nell</strong>) e <strong>Theodora</strong>, che alle nostre orecchie di uomini e donne del XXI secolo suonano aliene, se non addirittura insensate.<br />
Non dobbiamo però dimenticarci che siamo in un&#8217;ambientazione dell&#8217;America degli anni &#8217;60, con tutto quello che ne consegue: visione del mondo femminile compreso.</p>
<p>Una volta superati certi ragionamenti, che ci sembrano <em>de facto</em> assurdi, possiamo invece goderci quella che è una delle più belle e celebri <em>ghost story</em> della letteratura americana, al punto che autori del calibro di Ray Bradbury e Stephen King ne hanno riconosciuto la profonda influenza. King, oltretutto, ne ha diffusamente parlato nel suo saggio <strong>Danse macabre</strong>.<br />
La trama, molto diversa da quanto visto nella serie TV, vede Nell protagonista di un misterioso evento di <em>poltergeist</em> quando era bambina: per questa ragione lei, ed altri personaggi legati in qualche modo al paranormale, vengono contattati dal misterioso <strong>dottor Montague</strong>, un antropologo, con l&#8217;invito a passare l&#8217;estate nella dimora di Hill House.</p>
<p>Ad accettare l&#8217;invito, oltre a Nell, sono l&#8217;artista <strong>Theo</strong> (probabilmente lesbica) con un modo di fare del tutto diverso dall&#8217;altra, e <strong>Luke</strong> <strong>Sanderson</strong>: erede di Hill House che ha il compito di vigilare sugli esperimenti del professore.<br />
Dopo alcune giornate tranquille, in cui il dottor Montague accoglie gli ospiti raccontando loro la storia ricca di lutti della casa, i tre giovani si sistemano come meglio possono nell&#8217;edificio che presenta alcune stranezze, alcuni elementi architettonici che gettano su tutti loro un certo senso di inquietudine.</p>
<p>Forse il segreto risiede proprio <strong>nell&#8217;architettura della casa</strong>, che presenta angoli irregolare ed inclinazioni per le quali gli abitanti subiscono costantemente un senso di disorientamento. A rendere la situazione ancor più opprimente è la governante, che vittima di una rigidità eccessiva e apparentemente ingiustificata, sembra sposarsi bene con la dimora in cui serve. Così come sembra conoscere qualcosa sui suoi segreti e per i quali non ha intenzione di rimanere oltre il tramonto.</p>
<p>Ma <strong>a subire maggiormente gli influssi della dimora è proprio Nell</strong>, la cui già fragile psiche è soggiogata dal senso di colpa per la madre morta e per una vita insoddisfacente che la porta a creare nella sua mente mondi fantastici e colorati che sono però destinati a infrangersi contro la dura realtà. Tutto ciò la porta a sviluppare un astio feroce nei confronti di Theo, per la quale ha una velata attrazione, e dello stesso Luke.<br />
La situazione peggiora con l&#8217;arrivo della moglie di Montague, convinta di essere una medium, e della sua <em>planchette</em> con cui cerca di comunicare con gli spiriti che infestano la casa.</p>
<p>Il <strong>crollo psicotico di Nell</strong>, nel finale, farà sì che sia lei stessa la principale vittima della suggestione e della dimora, dalla quale viene allontanata per il suo stesso bene.</p>
<p><strong>Un finale che non rivelerò</strong>, nel caso decidiate di approfondire dedicandovi alla lettura, ma che è sicuramente uno dei migliori che mi siano capitati nella lettura dei classici. L&#8217;autrice rinuncia, per tutta la durata del libro, a facili <em>escamotage</em>: la sensazione di disagio è costante, ma l&#8217;orrore non è mai sbattuto in faccia al lettore.<br />
La conclusione, quindi, si presta ad una <strong>doppia chiave di lettura</strong>. In una, più semplice forse, è che la casa non sia davvero infestata e che le manifestazioni non siano dovute ad altro che alla suggestione degli abitanti. Di Nell, in particolare, che finisce con incarnarle in prima persona senza rendersene conto.<br />
La seconda è invece più metafisica, e dà al libro una struttura circolare, anche grazie alla celebre introduzione (&#8220;Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà [&#8230;]&#8221;) che funge sia da cappello che da chiusura del romanzo. In questa interpretazione gli spiriti ci sono: prima, dopo e durante la permanenza di Nell nella casa, e in un modo del tutto particolare.</p>
<p>Non posso proseguire oltre senza rovinarvi il gusto di questa rapida lettura che sinceramente vi consiglio, che abbiate o meno visto la serie <strong>Netflix</strong>. Una cosa è certa: questo romanzo è una pietra miliare della letteratura fantastica americana e i molti film tratti da esso ne sono la prova.</p>
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		<title>Nove sfumature di Nerd #35 – I migliori classici Disney</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/19/nove-sfumature-di-nerd-35-i-migliori-classici-disney/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Danilo "aliquis" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Mar 2017 13:08:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nove sfumature di Nerd]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Classici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;uscita nei cinema del nuovo film Disney “La bella e la bestia”, il live action tratto dal classico del 1991, i cuori degli appassionati hanno fatto un bel tuffo nel passato. Ognuno è stato spettatore di avventure fantastiche nei film della casa del topo e, a partire dal 1937 col mitico “Biancaneve e i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/03/19/nove-sfumature-di-nerd-35-i-migliori-classici-disney/">Nove sfumature di Nerd #35 – I migliori classici Disney</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/waltdisney.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13656" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/waltdisney.jpg" alt="Walt Disney" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/waltdisney.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/waltdisney-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/waltdisney-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/waltdisney-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Con l&#8217;uscita nei cinema del nuovo film <b>Disney “</b><i><b><a href="https://nerdando.com/2017/03/08/la-bella-e-la-bestia-stiaconnoi/">La bella e la bestia</a>”</b></i>, il <b>live action</b> tratto dal classico del 1991, i cuori degli appassionati hanno fatto un bel tuffo nel passato. Ognuno è stato spettatore di avventure fantastiche nei film della casa del topo e, a partire dal <b>1937</b> col mitico “<i><b>Biancaneve e i sette nani”</b></i>, intere generazioni hanno avuto il loro grande film d&#8217;animazione, quello che ti resta dentro e ti accompagna per sempre.<br />
Ma se si dovesse fare una classifica, quali sarebbero i 9 migliori film <b>Disney</b> di sempre?</p>
<p><b>1. Le follie dell&#8217;imperatore</b></p>
<p>Il mio preferito in assoluto.<br />
Questo film d&#8217;animazione è semplicemente perfetto. A cominciare dai disegni ispirati e particolari, tutta la pellicola trasuda personalità. Lo humour abbonda, con battute sempre divertenti e mai banali, e i personaggi (i più ispirati di sempre) riescono a conquistarti come pochi altri (<b>Izma</b> e <b>Kronk</b> su tutti, ovviamente). Da vedere, rivedere e rivedere all&#8217;infinito, imparando a memoria ogni frase in modo da poterla prontamente riutilizzare al momento giusto ed in modo da poter stupire il proprio interlocutore con citazioni come “No, troppi francobolli” o “E&#8217; una splendida, splendida, splendida idea!” o ancora (e giuro che è l&#8217;ultima) “Ma ceeeeeerto”, il <b>Classico n. 40</b> è per me il miglior film della <b>Disney</b> e può seriamente creare dipendenza. Sul serio, ho perso il conto di tutte le volte che l&#8217;ho visto.</p>
<p><b>2. Il re leone</b></p>
<p>Una pellicola in grado di alternare momenti divertenti e attimi di sublime poesia, in cui vengono trattate tematiche come lo scontro generazionale, la crescita e l&#8217;amore con un&#8217;immediatezza che ha dell&#8217;incredibile. Le musiche di <b>Elton John</b>, i colori della savana, <b>Timon e Puba</b>, <b>Rafiki</b> e <b>Scar</b> non si possono dimenticare. La scena del cielo stellato resta nell&#8217;anima, punto. Ah, giusto per chiarire, io tifavo per <b>Scar</b>.</p>
<p><b>3. Aladdin</b></p>
<p>Il primo film che ho visto al cinema non poteva che occupare la parte alta della mia personale classifica. Con un genio splendidamente doppiato da <b>Gigi Proietti</b> e un <b>Jafar</b> terrificante, il film riuscì a rimanermi impresso che avevo appena un anno e queste cose non si possono sottovalutare. In grado di stregare con la propria atmosfera arabeggiante, <b>Aladdin</b> racconta le ambizioni di tutti, con romanticismo, avventura e&#8230; <b>Abu</b>!</p>
<p><b>4. Robin Hood</b></p>
<p><b>Robin Hood</b> e <b>Little John</b> van per la foresta&#8230;<br />
Una canzone che ti entra nella testa e che non esce più. Il <strong>ventun</strong><b>esimo Classico Disney</b> è, credo, uno dei più visti di sempre. Primo film del post <b>Walt Disney</b>, la casa cinematografica sceglie di raccontare la leggenda dell&#8217;eroe/fuorilegge attraverso l&#8217;uso di animali antropomorfi.<br />
Anche in questo caso, il successo della pellicola passa soprattutto dalla grande caratterizzazione dei personaggi. Al di là del protagonista (che per me è proprio il personaggio meno particolare), l&#8217;antagonista in primis ed i comprimari poi contribuiscono a creare un mondo estremamente vitale e divertente. Nel mio cuore, come si può capire, restano in particolare le canzoni, anche se ruolo non secondario ricopre il mitico <b>Sir Biss</b>.</p>
<p><b>5. Basil l&#8217;investigatopo</b></p>
<p>Dai, già dal titolo un film del genere dovrebbe conquistare&#8230;<br />
Ok, per chi fosse di palato difficile, abbiamo semplicemente una grande rilettura del personaggio di <i><b>Sherlock Holmes</b></i> in chiave animalesca. Il film spacca e sostiene il peso degli anni come pochi. Intrighi, rapimenti, suspance e azione fanno della trama di questo classico un semplice capolavoro e, come se non bastasse, uno dei cattivi migliori di sempre, <b>Rattigan</b>, riesce come ogni antagonista che si rispetti, ad essere un degno avversario per un eroe senza macchia e senza paura.</p>
<p><b>6. Gli aristogatti</b></p>
<p>Le avventure di <b>Duchessa</b>, <b>Romeo</b> e gattini non può mancare in una classifica del genere.<br />
La pellicola ha segnato la vita di tante e tante persone già soltanto quando ci si trovava nell&#8217;arduo computo di scegliere i nomi per i gatti.<br />
Dal <b>1970</b> ad oggi, il <b>ventesimo</b> <b>Classico</b> è uno dei più amati dai fan. Ci sarà un motivo, no?</p>
<p><b>7. Hercules</b></p>
<p>Le <b>muse</b>, <b>Ade</b>, <b>Zeus</b> in una delle sue vesti meno gloriose, <b>Filottete</b> ed i falsi mitologici!<br />
Poche pellicole riescono a stravolgere la mitologia greca con tante classe e di questo bisogna per forza di cose prendere atto.<br />
Anche qui ci si ritrova a fare il tifo per uno scioltissimo e carismatico antagonista, che, in opposizione ad un eroe perfetto “alla <b>Superman</b>” oppone una sfortuna degna di <b>Paperino</b>.</p>
<p>Ps. Il pupazzo che gonfia i pettorali è tutto.</p>
<p><b>8. Zootropolis </b></p>
<p>Uno dei più recenti, vincitore nell&#8217;ultima edizione degli <i><b>Oscar</b></i>, mi ha conquistato grazie alla propria freschezza e alla propria originalità. La <b>Disney</b> si dimostra ancora una volta in grado di trattare argomenti delicati (in questo caso la diversità) con tatto e profondità. Un&#8217;ottima sceneggiatura riesce, per quanto mi riguarda, a riportare su il livello dei <b>Classici</b> dopo il grande scivolone di <b>Frozen</b> e, dopo l&#8217;ottimo <b>Big</b> <b>Hero</b> <b>6</b> (che non è in questa classifica grazie alla colonna sonora di Rocco Hunt), permette di avere ottime speranze per il futuro. Ah, sì, poi hanno fatto <i><b>Oceania</b></i>&#8230;</p>
<p><b>9. Taron e la pentola magica</b></p>
<p>Chiude la nostra classifica il film che ebbe meno successo in quanto a critica e pubblico di tutta la storia dei Classici.<br />
Nel <b>1985</b> è il primo film in cui venne utilizzato il logo della <b>Walt Disney Pictures</b> con il castello bianco su sfondo celeste e, per come la vedo io, già questo dovrebbe garantirgli un posto in classifica. A questo, però, si aggiunge l&#8217;ottima storia, l&#8217;ambientazione horror e la partecipazione di <b>Tim Burton </b>come art director.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/03/19/nove-sfumature-di-nerd-35-i-migliori-classici-disney/">Nove sfumature di Nerd #35 – I migliori classici Disney</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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