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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Ant-Man and The Wasp &#8211; Due piccoli, grandi eroi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2018 10:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Ant-Man]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/ant-man_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/ant-man_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/ant-man_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/ant-man_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/ant-man_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/ant-man_1000x600.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione E dai, lo so, potevo scegliere un titolo più audace, ma sono appena uscito dal cinema con il sorriso sulle labbra e il tenore del mio umorismo, stasera, è questo. Si, questo Ant-Man and The Wasp mi ha divertito, come d&#8217;altronde aveva fatto il primo capitolo, Ant-Man, tre anni fa, sempre d&#8217;estate. La formula [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>E dai, lo so, potevo scegliere un titolo più audace, ma sono appena uscito dal cinema con il sorriso sulle labbra e il tenore del mio umorismo, stasera, è questo.</p>
<p>Si, questo <strong>Ant-Man and The Wasp</strong> mi ha divertito, come d&#8217;altronde aveva fatto il primo capitolo, <strong><a href="https://nerdando.com/2015/08/25/ant-man-un-eroe-piccolo-piccolo/">Ant-Man</a></strong>, tre anni fa, sempre d&#8217;estate. La formula che, secondo me, lo rese una piccola sorpresa cinematografica, era quella basata sul non prendersi troppo sul serio: a fare da contraltare alle vicende cupe e ad alta tensione che avrebbero portato alla guerra civile tra i supereroi, le disavventure di Scott Lang aiutavano a rendere il quadro scanzonato e solare, come se stessimo leggendo un fumettone di tempi più ingenui.</p>
<p>Ebbene, nel decimo anno del<strong> Marvel Cinematic Universe</strong>, l&#8217;anno dell&#8217;apocalisse<a href="https://nerdando.com/2018/04/25/avengers-infinity-war-un-parere-spoiler-free/"><strong> Infinity War</strong></a>,<strong> Scott Lang</strong> torna a farci divertire con una vicenda decisamente più leggera e frizzante, adatta a distrarci dalla calura che ci attende fuori dalla sala, ma che al contempo ben si incastra nell&#8217;enorme mosaico cinematografico di mamma Marvel.</p>
<h2>Trama e personaggi</h2>
<p>Come sempre, rimaniamo nel territorio dello spoiler-free e accenniamo solamente alle vicende cardine. Quindi, non abbiate paura, non vi svelo nulla, neanche la fantastica scena post-credits.</p>
<p><strong>Scott Lang</strong> è agli arresti domiciliari dopo gli eventi di Civil War, perché il governo americano non gli ha perdonato il fatto di essersi schierato contro la legge di registrazione dei supereroi (leggasi: <strong>Accordi di Sokovia</strong>) e di essere andato in Germania a combattere al fianco del fuorilegge Capitan America.</p>
<p>Ma non è solo il governo ad avercela col nostro Scott: anche il geniale scienziato <strong>Hank Pym</strong> e sua figlia <strong>Hope Van Dyne</strong> sono infuriati con lui per non avergli chiesto il permesso di utilizzare la tuta di Ant-Man per quello scopo. Di conseguenza, sono ricercati e fuggiaschi come spalleggiatori di criminali.</p>
<p>In più assistiamo, nel flasback iniziale, al destino toccato alla <strong>Wasp</strong> originale, quella<strong> Janet Van Dyne</strong> che nell&#8217;universo a fumetti fu membro fondatore dei Vendicatori.</p>
<p>Scott sta per terminare di scontare la sua pena e Pym potrebbe aver trovato un modo per riabbracciare la moglie scomparsa da trent&#8217;anni: in quale modo pensate che queste due vicende possano non intrecciarsi in un marasma di guai?</p>
<p><strong>Ant-Man and The Wasp</strong> ci mette di fronte ad una storia piuttosto canonica, con alcune sottotrame che non brillano certo per novità: l&#8217;opera di <strong>Peyton Reed</strong> non è il film più complicato del MCU, al contrario è abbastanza lineare nello svolgimento ma sono convinto che sia una scelta deliberata.</p>
<p>È una commedia divertente con i supereroi, e in questo intento riesce alla grande, perché si ride e non ci si annoia per tutte le due ore di durata, grazie al ritmo vivace, alle scene d’azione ben realizzate e alle divertenti scene legate ai superpoteri del dinamico duo di eroi.</p>
<p>Per farvi capire l’andazzo, qui ci sono gli scienziati che parlano tra di loro in modo incomprensibile come nei vecchi fumetti, e noi siamo come Scott, che li guarda, non capisce niente, si fida e chiede se davvero abbiano l’obbligo di infilare la parola “<strong>quantistico</strong>” in ogni frase.</p>
<p>I personaggi mi sono sembrati quasi tutti ben realizzati, a partire dal trio principale, con la riconferma di <strong>Paul Rudd</strong> nel ruolo del protagonista che sembra che gliel’abbiano cucito addosso, un eroe sfigato e buono che non puoi non affezionartici, della bella <strong>Evangeline Lilly</strong> nel ruolo di una tostissima Wasp e del veterano <strong>Michael Douglas</strong>, che tira fuori un Hank Pym brontolone, arrogante e fantastico come nella prima pellicola.</p>
<p>Di cattivi veri e propri non ce ne sono: il personaggio di <strong>Fantasma</strong> diventa donna rispetto al canone fumettistico ed è convincente anche grazie allo splendido effetto di sfocatura che lo accompagna, mentre l’altro antagonista è piuttosto macchiettistico, in perfetta sintonia col tono della pellicola.</p>
<p>Divertente anche<strong> Michael Peña</strong> nel ruolo di spalla comica del protagonista.</p>
<p>Io comunque ho il tuffo al cuore quando vedo<strong> Cassie</strong>, la figlia di Scott, destinata a diventare il mio personaggio preferito degli <strong>Young Avengers</strong>, <strong>Stature</strong>.</p>
<h2>Connessioni con il Marvel Cinematic Universe</h2>
<p>Diciamo che Ant-Man and The Wasp è un film piuttosto a sé, che non racconta una vicenda che vi cambierà la vita in quanto alla visione generale del MCU.</p>
<p>Se escludiamo le connessioni con Civil War, che sono il pretesto che dà avvio alla vicenda, i piccoli richiami (progetto <strong>Golia</strong> vi dice niente?) e il cameo di <strong>Stan Lee</strong>, la scena più importante come aggancio al MCU è, paradossalmente, la fantastica scena post-credit, che vi strapperà di certo un “WOW”.</p>
<p>Quindi, se andate a vedere Ant-Man and the Wasp solo perché legato al MCU, diciamo che il non guardarlo non vi cambia la vita.</p>
<p>Guardatelo, invece, perché è un film divertente!</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Ant-Man and The Wasp è il film perfetto per l’estate, frizzante, leggero, divertente e che spezza la tensione delle drammatiche vicende raccontate nell’ultimo Avengers: Infinity War.</p>
<p>Non abbiamo di fronte a noi il film dell’anno, ma di certo un film divertente da guardare per ridere e svagarsi, in perfetta assonanza con il predecessore.</p>
<p>Per me, che sono partito con aspettative sostanzialmente basse (come accadde per il primo capitolo), è promosso; non vi cambierà la vita, ma chi lo dice che la missione di ogni pellicola sia quella?</p>
<p>Guardate questo Ant-Man and The Wasp a cuor leggero e vedrete che vi donerà un sorriso.</p>
<p><strong>Ant-Man and The Wasp</strong> vi aspetta al cinema a partire dal <strong>14 agosto</strong>!</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Ant-Man and The Wasp è un film leggero e divertente, perfetto per l&#8217;estate e per spezzare la tensione degli eventi di Avengers: Infinity War.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.6]</h2>
<h2>Trailer</h2>
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		<title>Guardiani della Galassia vol. 2 &#8211; Guasconerie e fuochi d&#8217;artificio</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/04/24/guardiani-della-galassia-vol-2-guasconerie-fuochi-dartificio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2017 07:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Bradley Cooper]]></category>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Disclaimer: Questa è una recensione cooperativa. Perciò avrete un doppio parere su ciascuno degli aspetti principali che abbiamo scelto di analizzare.</p>
<p><strong>jedi.lord</strong></p>
<p>So che bramate di sapere se alla fine questo <strong>Guardiani della Galassia vol. 2</strong> è degno di quel filmone che è stato <a href="https://nerdando.com/2014/10/31/nerdando-al-cinema-guardiani-della-galassia/">il primo</a> tre anni fa, perché quando si parla di sequel il tarlo del dubbio è sempre lì dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>Giovedi scorso ci siamo recati all&#8217;anteprima stampa a Milano e seduti nel cinema, io ed il buon Ogariad, ci siamo posti la stessa domanda e condiviso lo stesso timore, mentre la musica dei Queen intratteneva tutti gli spettatori in fervente attesa, predisponendone l&#8217;animo alla visione.</p>
<p>Ad un certo punto le luci si sono spente, il logo della <strong>Marvel</strong> è comparso e ci siamo dimenticati di qualsiasi dubbio.</p>
<p><strong>Ogariad</strong></p>
<p><em>L</em>: &#8220;Oh Fra, vuoi andare a vedere l’anteprima dei Guardiani all&#8217;Orfeo?&#8221;</p>
<p><em>Io</em>: &#8220;Grazie Luigi.Oggi hai reso felice un uomo.&#8221;</p>
<p>Luigi non sapeva, ma io aspetto questo film da quando sono finiti i titoli di coda del precedente capitolo.<br />
L&#8217;hype era tanto, le aspettative altrettanto alte ed un eventuale fallimento mi avrebbe segnato nel profondo.</p>
<p>Così non è stato.</p>
<p>“Guardiani della Galassia vol. 2” è una <strong>BOMBA</strong>.</p>
<p>Non ci sono altri termini per descriverlo. È semplicemente favoloso.</p>
<p>Sì, forse sono corrotto dall&#8217;amore per questo franchise ma è inevitabile: è per distacco il miglior prodotto <a href="https://nerdando.com/2015/04/30/marvel-cinematic-universe-come-seguire-la-continuity-tra-film-e-serie-tv/"><strong>Marvel Cinematic Universe</strong></a> sul mercato.</p>
<p>Come mai ne sono così entusiasta mi chiederete?</p>
<p>Perché ha esattamente tutte le caratteristiche che cerco in un film di supereroi:</p>
<p>RESA VISIVA SPETTACOLARE, PERSONAGGI BEN CARATTERIZZATI, UNA BELLA STORIA (non obbligatoriamente complessa), EMOZIONI FORTI (positive e negative che siano).</p>
<p>Ora, però, ordine: analizziamole una per una.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><strong>jedi.lord</strong></p>
<p>Ci sono film che in una sola, unica scena riescono a spiegarti benissimo il loro spirito.</p>
<p><strong>Guardiani della Galassia vol. 2</strong> è proprio uno di questi.</p>
<p>Il lungo piano sequenza nel quale la squadra dei Guardiani torna in azione è assolutamente emblematico in tal senso, una scena d&#8217;azione furiosa e divertente in cui il combattimento&#8230; è lasciato sullo sfondo.</p>
<p>Non ve la spoilero perché secondo me va gustata sul momento, ma posso dirvi che lì ho trovato esattamente la descrizione di cosa avrei visto durante le successive due ore, una specie di manifesto delle intenzioni, che rappresentano a mio avviso proprio la forza di questo franchise.</p>
<p>La <a href="https://nerdando.com/2014/10/31/nerdando-al-cinema-guardiani-della-galassia/">prima pellicola</a>, uscita nel 2014, aveva rappresentato secondo me una ventata d&#8217;aria fresca nel genere supereroistico, portando sugli schermi un mix di scelte azzeccate, quali personaggi estremamente carismatici e guasconi, un look spaziale coloratissimo, tanta azione girata meravigliosamente e una colonna sonora semplicemente spettacolare, che riusciva a ribaltare completamente la mia percezione delle scene.</p>
<p>Cosa aspettarsi da un sequel è presto detto: siamo in un&#8217;epoca in cui quest’ultimi, insieme ai remake e i reboot si susseguono incalzanti, quindi anche il ritrovare un more of the same di un qualcosa che ci ha divertito uno o due anni prima è perfettamente lecito e accontenta tuttora molti.</p>
<p>Guardiani della Galassia vol. 2 è proprio un perfetto capitolo “di mezzo” in una ideale trilogia (in effetti già si sa che i Guardiani torneranno, e lo stesso <strong>James Gunn</strong> ha da poco confermato che sarà lui stesso a scrivere e dirigere il sequel) perché non si sforza tanto ad evolvere la macrotrama, ma quanto a porre le basi per il futuro, chiudendo innanzitutto alcune questioni rimaste in sospeso dal film precedente, consolidando la nostra conoscenza dei personaggi tramite il dovuto approfondimento e gettando alcune basi per il futuro prossimo.</p>
<p>Un film, insomma, che è ben consapevole nella sua costruzione di partire da un ottimo primo capitolo e che sfrutta in modo molto intelligente tutti quelli che ne erano i punti di forza e batte esattamente su quegli aspetti.</p>
<p>Azione frenetica e fracassona: l’abbiamo.</p>
<p>Guasconeria e spacconeria: le abbiamo.</p>
<p>Momenti comici: li abbiamo.</p>
<p>Sense of wonder legato a fighissime avventure spaziali: l’abbiamo.</p>
<p>Citazioni anni &#8217;80: le abbiamo.</p>
<p>Colonna sonora da urlo: l’abbiamo.</p>
<p>Questi sono gli ingredienti principali e il resto è allo stesso, ottimo livello. Purtroppo non posso raccontarvi nulla perché voglio lasciarvi il gusto di ogni battuta, ogni scazzottata, ogni battaglia e ogni canzone. Mi ringrazierete.</p>
<p>Un appunto in realtà mi sento di farlo ed è il doppio taglio dell’arma dell’essere il film di mezzo: la trama è essenzialmente abbastanza esile. Principalmente incentrata sul grande “mistero” che ci trasciniamo dal primo episodio sulla discendenza di Star Lord, ad un certo punto si biforca e la scena si divide a metà con una sottotrama che però culminerà in un finale decisamente più toccante e adatto alla coloritura “familiare” ed “introspettiva” che si è voluta dare al volume 2. Notare le virgolette, eh, che sono importanti.</p>
<p>L’analisi di questa scena voglio lasciarla ad Ogariad, che l’ho visto particolarmente toccato. Mentre leggete questa frase, premete play e fate pure partire <strong>Father and son</strong>, prego.</p>
<p>Può essere considerato l&#8217;essere esile della trama un difetto? Dipende. Io il film l&#8217;ho trovato gradevolissimo così, senza troppi arzigogoli ed inutili complicazioni o voli pindarici (ehm ehm, <strong><a href="https://nerdando.com/2016/05/04/la-parte-giusta-captain-america-civil-war/">Civil War</a></strong> ti fischiano le orecchie?), perché qui è altro che conta.</p>
<p>Come ultimo stuzzichino, vi getto un amo per stimolarvi la curiosità: le citazioni di cui vi parlavo mi hanno fatto morire. Anche in un contesto che sembra non c&#8217;entri nulla, ci stanno da dio. Vedrete.</p>
<p><strong>Ogariad</strong></p>
<p>LE STORIE NELLA STORIA.</p>
<p>Il film è diviso in tante microstorie tutte a tema famigliare che riescono a risolversi in un epilogo spettacolare.</p>
<p>Il rapporto padre-figlio tra Peter e il ritrovato padre Ego in primis.</p>
<p>Il complicato rapporto tra Rocket e gli altri membri della ciurma (un po’ alla “Red &amp; Toby: Nemici Amici&#8221;).</p>
<p>La combattuta relazione tra Gamora e sua sorella.</p>
<p>Le storie di pirateria di Yondu e i suoi vecchi amici Ravagers.</p>
<p>Il tutto non risulta pasticciato ma molto lineare nella sua struttura.</p>
<p>EMOZIONI FORTI.</p>
<p>Qui si arriva al piatto forte.</p>
<p>Il film è un turbinio di emozioni: felicità, onore, amore, rivalsa,<strong> redenzione </strong>(scusa ma dovevo metterla in grassetto, ndr). C’è tutto.</p>
<p>La bravura degli attori riesce a valorizzare ancora di più questa componente rendendola ancora più forte agli occhi (e al cuore) dello spettatore.</p>
<p>Non nascondo che, in un paio di scene, qualche lacrimone è sceso lungo le mie barbute guance. La tipica lacrima del guerriero che rimane impassibile anche se nel suo cuore impazza una tempesta.</p>
<p>Il tono di tutta la pellicola rimane quello scanzonato che ha reso famoso il primo capitolo non risultando mai forzato o eccessivo.</p>
<h2>Personaggi</h2>
<p><strong>jedi.lord</strong></p>
<p>I Guardiani ora sono una squadra, una famiglia che tanto mi ricorda quell&#8217;equipaggio della <strong>Firefly</strong> che mai dimenticherò. E questa non può che essere un’ottima cosa secondo me: una squadra eterogenea, personaggi che sono interessanti sia da soli che insieme e che in questo seguito confermano la bontà del team scelto, compresi i nuovi inserimenti.</p>
<p>E poi diciamocelo: questi sono i supereroi che possono fare tutto quello che gli altri seriosissimi supereroi della Marvel impegnati a discutere di questioni del governo o a litigare tra loro non possono fare.</p>
<p>Questi sono guasconi, sono gli sbruffoni che ti fanno ridere anche con una battuta sulla cacca, sono quelli che ti citano roba anni ’80 andando in giro su di un&#8217;astronave per combattere mostri cosmici ma fanno sembrare tutto perfettamente naturale.</p>
<p>Sono quelli che ti piazzano la battuta stupida in un momento altamente drammatico, sono quelli che per combattere hanno bisogno di ascoltare la musica.</p>
<p>Sono, in parole povere, fieri di essere cazzari e a noi piacciono esattamente così.</p>
<p>La palma di migliore in questo film mi sento di darla a <strong>Drax</strong> questa volta, perché ha una presenza scenica fantastica e mi fa semplicemente morire dal ridere con la sua inopportunità ed insensibilità, soprattutto nelle scene in cui duetta con <strong>Mantis</strong>, che sono veramente spassose.</p>
<p>Ottima coppia anche quella formata <strong>Yondu</strong> e <strong>Rocket Racoon</strong>, protagonisti di una delle scene cinematograficamente più belle del film. Anche questa non posso dirvela, ma ancora una volta l’accoppiata musica-regia trascina come non mai e risulta la marcia in più di <strong>Gunn</strong>.</p>
<p>Molto chiacchierato è stato il ruolo (che non vi svelo) di <strong>Kurt Russell</strong>, che compare immediatamente nella prima scena con un sorrisone che è tutto un programma e sembra che sia perfettamente a suo agio tra mercenari stellari e pianeti lussureggianti. Che uomo fantastico.</p>
<p>E secondo voi non parlavo del piccolo <strong>Groot</strong>? Ma certo che sì. Perché lui è Groot. Cioè, in realtà è baby-Groot, tenero, irascibile e come ci si poteva attendere, protagonista di scene memorabili, compresa una di quelle post-titoli di coda. Groot è una vera superstar.</p>
<p><strong>Ogariad</strong></p>
<p>LA FAMIGLIA DEI GUARDIANI SI ALLARGA.</p>
<p>I personaggi sono perfetti dal primo all&#8217;ultimo non limitandosi alle loro caratteristiche più evidenti ma esplorando alcune sfaccettature fino al quel momento tenute celate.</p>
<p>Un Drax super burlone (nettamente il personaggio più spassoso del film), un Rocket molto più sensibile ed &#8220;umano&#8221; ed una <strong>Gamora</strong> innamorata fanno parte delle sorprese di questo film ma non voglio svelarvi altro.</p>
<p>I nuovi personaggi come Mantis ed <strong>Ego</strong> (Kurt Russel sembra nato per fare questo ruolo) sono funzionali allo sviluppo della storia e allo stesso tempo risultano ben caratterizzati riuscendo ad integrarsi perfettamente con gli altri protagonisti.</p>
<p><strong>Nebula</strong> e Yondu, che vince il mio personalissimo premio come miglior personaggio del film, vengono maggiormente approfonditi rispetto al precedente film aggiungendo ulteriore pepe ad un gruppo già molto valido.</p>
<h2>Stile</h2>
<p><strong>jedi.lord</strong></p>
<p>Ho dovuto aggiungere un paragrafo sullo stile, perché questo è un film stilosissimo. A partire dagli attori, passando per le battute e arrivando, anzi culminando, con la musica, tutto concorre a strapparci un sorriso da ebeti, un “quanteffigo” e contribuisce a farci alzare dalla sedia soddisfatti al termine della visione.</p>
<p>Guardiani della Galassia vol. 2 è coloratissimo, quasi quanto un cartone animato: dalle facce, ai vestiti, agli scenari. Ho letto che un giornalista americano ha scritto che c’è troppa CGI e forse ha ragione. Ce n’è tanta, ma non è quello il punto: piuttosto, è forse fastidiosa? No, perché è il tono della pellicola essere caciarone, e quindi va bene anche che lo sia con i colori.</p>
<p>Esplosione di colori ma soprattutto di suoni: non poteva essere altrimenti dopo il primo capitolo, dato che la colonna sonora (<strong>“Awesome mix vol. 2&#8243;</strong>, la seconda cassetta del walkman Sony di Star Lord) era tra gli aspetti più attesi di questa pellicola.</p>
<p>E non delude, proprio no, anzi: protagonista intima e preponderante delle scene del film, diviene protagonista anche in alcuni dialoghi importanti, roba da mandare in brodo di giuggiole chiunque ami la buona musica.</p>
<p>In un momento che proprio meglio non si poteva parte <strong>My Sweet Lord</strong> di George Harrison, e tutto si ammanta di Eden, di Paradiso e la CGI diventa luce messianica.</p>
<p>Qualche minuto dopo, Kurt Russell e Chris Pratt cominciano a parlare e ne esce fuori un dialogo molto importante per il film. Ebbene, ciò che si dicono parte da qui. Questa è <strong>Brandy</strong>, dei Looking Glass:</p>
<p><em>&#8220;What a good wife you would be&#8221; (such a fine girl)</em><br />
<em>&#8220;But my life, my lover, my lady is the sea&#8221;</em></p>
<p>Magistrale.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/DVx8L7a3MuE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>Sono assolutamente convinto che con una colonna sonora diversa Guardiani della Galassia vol. 2 (e il suo predecessore) non avrebbero ottenuto lo stesso successo. Di certo, l’impatto sarebbe stato enormemente differente. Alcune scene d’azione sono perfette proprio perché c’è la canzone giusta a sottolinearle, o a smorzare completamente la gravità della situazione. Vi ricordate di quando vi parlavo della scena che è il manifesto di questo film? Ecco, senza la musica varrebbe zero.</p>
<p>Gunn sa benissimo quanto questa colonna sonora sia importante e per questo si permette anche di giocare a tal proposito con lo spettatore in una delle scene finali, una di quelle epicissime in cui la telecamera gira intorno al gruppo di eroi e parte l’orchestra. Non vi dico di più, ma notatelo.</p>
<p>Io ve lo dico: sono giorni che ascolto solo <strong>Awesome Mix vol. 1 e 2</strong>. E lo sto facendo anche ora mentre scrivo. E un po’ ballo sulla sedia, sì. Lo farete anche voi, ci scommetto quello che volete.</p>
<p>Poteva mancare la scena post titoli di coda dedicata ad una protagonista così importante? Ma certo che no.</p>
<p><strong>Ogariad</strong></p>
<p>UN&#8217;ESPLOSIONE DI COLORI.</p>
<p>A livello visivo il film è strepitoso. Gli straordinari effetti speciali riescono a coinvolgere e trascinare lo spettatore in un mondo vivo e pieno di colori. La battaglia ad inizio film e le scene descrittive del pianeta di Ego sono strabilianti e valgono, solo esse, il prezzo del biglietto.</p>
<h2>Scene post-titoli</h2>
<p><strong>jedi.lord</strong></p>
<p>O dovremmo dire piuttosto inter-titoli, perché sono inframezzate con i titoli di coda, come da tradizione. Solo che questa volta sono più del solito e lo sanno anche i muri.</p>
<p>Avete forse paura che ve le spoileri? Non lo farò mai.</p>
<p>Mi limito a dirvi che n&#8217;è per tutti i gusti e sì, sono cinque: c&#8217;è  quella importante e che fomenta il Marvel-fan, quelle che fanno ridere, quella cameo.</p>
<p>Rimanete lì seduti, eh.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p><strong>jedi.lord</strong></p>
<p>Guardiani della Galassia vol. 2 ha fugato qualsiasi dubbio potessi avere in merito qualche secondo dopo l&#8217;inizio: un film esplosivo, divertentissimo, epico a suo modo e coloratissimo. Sinceramente è questo il seguito che speravo, ed è questo il film di supereroi che Guardiani della Galassia deve essere. Applausi ai Marvel Studios.</p>
<p><strong>Ogariad</strong></p>
<p>Guardiani della Galassia vol. 2, per quanto mi riguarda, è un prodotto straordinario.</p>
<p>Alza l’asticella, rispetto al suo predecessore, aggiungendo tematiche più mature pur mantenendo la sua consueta freschezza.</p>
<p>La favolosa colonna sonora e alcune geniali citazioni fanno da contorno a quello che è il miglior film Marvel fino a questo momento.</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Filmone. I Guardiani sono tornati. Se il primo film vi è piaciuto, correte immediatamente al cinema.</p>
<h2>Trailer</h2>
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		<title>Kingsman &#8211; Secret Service: quando british e gore si incontrano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2015 13:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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<p>Si può parlare male di un film che si apre con scene di guerra sulle note di &#8220;Money for nothing&#8221; dei Dire Straits? Si può parlare male di un film che inserisce una delle più epiche sequenze di lotta del decennio, per di più ambientata in una chiesa protestante e accompagnata dalla stupenda &#8220;Free bird&#8221; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 690px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-cZKtxXqSlXk/VPMrpAi4s_I/AAAAAAAAHOQ/fQVWC7UPGyI/w680-h544-no/kingsman-3106948277-n.jpg" alt="Kingsman - The secret service" width="680" height="544" /><p class="wp-caption-text">Kingsman &#8211; The secret service</p></div>
<p>Si può parlare male di un film che si apre con scene di guerra sulle note di &#8220;Money for nothing&#8221; dei Dire Straits? Si può parlare male di un film che inserisce una delle più epiche sequenze di lotta del decennio, per di più ambientata in una chiesa protestante e accompagnata dalla stupenda &#8220;Free bird&#8221; dei Lynyrd Skynyrd? Del film che ha convinto Matthew Vaughn a rinunciare alla saga degli &#8220;X-men&#8221; pur di dirigere una produzione inglese? E di un film che riunisce Colin Firth, Mark Strong e Micheal Caine, in pratica l&#8217;elite del cinema inglese, e ci aggiunge due super americani come Samuel L. Jackson e Mark Hamill? No, oggettivamente non si può. E allora non si può parlare male di &#8220;Kingsman &#8211; Secret Service&#8221;.</p>
<p>Il film inglese dell&#8217;anno si ispira alla miniserie a fumetti firmata Mark Millar e Dave Gibbons intitolata &#8220;Secret Service&#8221;. Da noi era praticamente sconosciuta prima dell&#8217;uscita della pellicola nelle sale, ma chi apprezza lo stile di Millar non faticherà a riconoscerne l&#8217;impronta dietro alle immagini che scorrono sul grande schermo. Uno dei grandi pregi del film, infatti, è quello di non snaturare, come spesso accade, il materiale fumettistico da cui trae spunto ma di rimanergli fedele e riuscire a valorizzarlo al meglio.</p>
<p>La storia ruota intorno al giovane Eggsy Unwin, classico ragazzo dei bassifondi londinesi che si ritrova tra le reclute dei Kingsman, un&#8217;organizzazione supersegreta di spie costituita da moderni cavalieri (i nomi in codice degli agenti sono tutti quelli dei personaggi del ciclo arturiano) che, anziché indossare l&#8217;armatura, indossano impeccabili completi su misura e si comportano da perfetti gentlemen britannici: agenti letali ed in grado di non perdere il loro <em>à plomb</em> nemmeno nelle situazioni più intricate. Naturalmente i Kingsman vengono di norma reclutati tra l&#8217;elite inglese ma Eggsy ottiene un&#8217;opportunità grazie a Galahad (Colin Firth), fermamente convinto che la nobiltà non derivi da un diritto di nascita ma dalle capacità personali. Durante l&#8217;addestramento di Eggsy, i Kingsman si trovano alle prese con una terribile minaccia mondiale: il ricchissimo magnate americano Richmond Valentine (Samuel L. Jackson) ha infatti architettato un piano che, nell&#8217;intento di salvare il pianeta dal parassita umano che lo abita, eliminerà la maggior parte della popolazione della Terra ed è pronto a tutto pur di metterlo in atto.</p>
<p>Nel momento in cui l&#8217;icona del cinema inglese, 007, subisce un restyling in chiave più moderna e meno snob, &#8220;Kingsman &#8211; Secret Service&#8221; sceglie la strada opposta e rende onore ai Bond del passato in un film spiccatamente anni &#8217;70, in cui le spie sono <em>full british</em> e fiere di esserlo. Questa è stata una delle scelte che mi ha più convinta nel film di Vaughn e che mi proiettata immediatamente in un clima di nostalgia positiva. Guardando la pellicola, infatti, non si può fare a meno di pensare ai vecchi film di 007 con Roger Moore, pieni di gadget immaginifici, cattivi sopra le righe (la Gazelle di &#8220;Kingsman&#8221;, armata di letali protesi alle gambe, non ha nulla da invidiare ai villain del James Bond anni &#8217;70) e protagonisti impeccabili, che non perdono mai la calma o il controllo della situazione. L&#8217;operazione, comunque, non viene tenuta nascosta: nel corso della pellicola non si contano i riferimenti, più o meno diretti, alla spia più famosa del mondo. Ma anche ai suoi colleghi più giovani, come Jason Bourne o il televisivo Jack Bauer. Il film cita e gioca con i capisaldi del genere e lo fa in modo fresco, pienamente consapevole della strada intrapresa. Ma non c&#8217;è solo questo in &#8220;Kingsman &#8211; Secret Service&#8221; e, d&#8217;altronde, non poteva essere altrimenti se Matthew Vaughn, sulla cresta dell&#8217;onda dopo aver diretto &#8220;X-men &#8211; L&#8217;inizio&#8221;, ha scelto di rinunciare a &#8220;Giorni di un futuro passato&#8221; e ad un cachet stellare per aggiudicarsi la regia di questa produzione inglese. Alla componente british, infatti, si aggiunge quella gore, immancabile nelle opere di Millar e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i due elementi, così agli antipodi, si sposano benissimo all&#8217;interno del film, grazie soprattutto all&#8217;ottimo lavoro di Vaughn. James Bond che incontra Quentin Tarantino? Più o meno, in pratica e, senza alcun dubbio, è stato questo a conquistarmi e convincermi che sì, &#8220;Kingsman&#8221; è un gran bel film. La perfetta commistione di <em>à plomb </em>britannico e gore allo stato puro è un&#8217;idea geniale, che mi ha letteralmente tenuta incollata allo schermo. C&#8217;e violenza, in &#8220;Kingsman&#8221;, tanta violenza. Ci sono moltissimo sangue e scene estremamente cruente ma il tutto è presentato in chiave eclettica, fumettistica e quasi divertente, e non stona nell&#8217;atmosfera generale del film, anzi bilancia perfettamente il resto delle immagini. In particolare, c&#8217;è una scena che già da sola vale tutto il costo del biglietto: una sequenza di lotta perfettamente coreografata, che ricorda da vicino lo stile di Guy Ritchie (e non è un caso, Vaughn ha lavorato con lui a &#8220;Lock &amp; Stock&#8221; e a &#8220;The Snatch&#8221;) e mescola al meglio le due componenti di cui parlavamo, sia tra loro che con la colonna sonora, azzeccatissima, guadagnandosi così di diritto un posto negli annali del cinema d&#8217;azione (e nella lista delle mie scene preferite in assoluto).</p>
<p>Ulteriore freccia all&#8217;arco di &#8220;Kingsman &#8211; Secret Service&#8221; sono le interpretazioni dei protagonisti. Ad un praticamente esordiente Taron Egerton, ottimo attore principale, si uniscono mostri sacri del cinema e ciascuno di loro aggiunge il proprio, fondamentale, apporto al film. Colin Firth, in particolare, già incarnazione del perfetto gentleman inglese, smentisce coloro che pensavano non fosse adatto a film d&#8217;azione, dimostrandosi convincente ed a suo agio nella parte. Mark Strong, finalmente in un ruolo non da cattivo, e Micheal Caine sono all&#8217;altezza della situazione e conferiscono spessore a due personaggi che, in mani diverse, rischiavano di non risaltare a sufficienza. Un irriconoscibile Mark Hamill si presta ad un interessante cameo in un ruolo inconsueto per chi lo ricorda nei panni di Luke Skywalker. Menzione d&#8217;onore, comunque, per Samuel L. Jackson, che continua a potersi scegliere le parti migliori che il cinema è pronto a regalargli. In &#8220;Kingsman &#8211; Secret Service&#8221;, si diverte a tratteggiare un antagonista insolito, sopra le righe e molto ben caratterizzato.</p>
<p>In conclusione, un prodotto molto valido e godibile, che regala nuova linfa ad un genere, quello dei film d&#8217;azione, che appariva ormai stanco e ripetitivo. A me è piaciuto molto per l&#8217;originalità e la confezione senza sbavature, che lo rende avvincente e perfetto per perdersi per un paio d&#8217;ore in un mondo fantastico e diverso, che è poi l&#8217;obiettivo che il cinema dovrebbe centrare sempre. Consigliato non solo agli amanti di Millar e dei cinecomic ma anche ai nostalgici delle vecchie spystories e agli innamorati dell&#8217;intramontabile stile britannico.</p>
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