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	<title>Cartoon Network - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Titans, Un Remake Dark</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/02/06/titans-netflix-un-remake-dark/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2019 13:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Batman]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/titans_netflix.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/titans_netflix-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/titans_netflix-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/titans_netflix-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/titans_netflix-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/titans_netflix.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Titans è una serie distribuita in Italia da Netflix e basata sul gruppo di supereroi DC Teen Titans. Come si può facilmente evincere già dal titolo, sebbene la serie tragga ispirazione dai fumetti, le differenze dalla fonte sono tante ed evidenti, ad iniziare appunto dall’età della maggior parte dei protagonisti. Recensione Titans si compone di [&#8230;]</p>
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<p><strong>Titans</strong> è una serie distribuita in Italia da <strong>Netflix</strong> e basata sul gruppo di <strong>supereroi DC</strong> <em>Teen Titans</em>.</p>
<p>Come si può facilmente evincere già dal titolo, sebbene la serie tragga ispirazione dai <strong>fumetti</strong>, le differenze dalla fonte sono <strong>tante ed evidenti</strong>, ad iniziare appunto dall’<strong>età</strong> della maggior parte dei protagonisti.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Titans</strong> si compone di 11 episodi di durata variabile tra i 40 ed i 50 minuti e sebbene segua prevalentemente le vicende dei <strong>quattro protagonisti</strong>, spesso e volentieri spazia, dandoci la possibilità di vedere <strong>altre storie</strong>, tra cui la non trascurabile introduzione ai membri del <strong>Doom Patrol</strong>, lo <em>spin-off</em> in uscita a breve.</p>
<p>La <strong>trama</strong> è piuttosto <strong>lineare</strong> e, cosa per me sorprendente ma quantomai apprezzata, evita <strong>sottotrame inutili</strong> che esistolo al solo scopo di dare <em>screen time</em> a tutti i personaggi (ed agli attori che li interpretano). Anzi, non mancano puntate che si focalizzano interamente su uno o due personaggi con gli altri che sono solo comparse se non del tutto assenti.</p>
<p>L’<strong>azione</strong> non manca e, essendo composta prevalentemente da<strong> scazzottate</strong>, è ben coreografata anche se mancano scene prolungate, una scelta che non mi sento di condannare visto che personalmente ho avuto la sensazione che ci fosse sempre la<strong> quantità giusta</strong> in ogni episodio.</p>
<p>Nelle serie supereroistiche già viste su Netflix, a differenza dei <a href="https://nerdando.com/2015/04/30/marvel-cinematic-universe-come-seguire-la-continuity-tra-film-e-serie-tv/">film</a> dei <strong>Marvel Studio</strong>, l’atmosfera<strong> tetra ed urbana</strong> la fa da padrona. Entrambi questi elementi si possono ritrovare in Titans, sebbene in casa DC le atmosfere cupe non siano una novità.</p>
<p>Tuttavia i personaggi Marvel scelti erano così già nella <strong>versione cartacea</strong>, mentre lo stesso non si può dire dei<strong> Teen Titans</strong>, soprattutto quelli della popolare<strong> versione animata</strong> trasmessa da <em>Cartoon Network</em> nei primi anni 2000.</p>
<p>Questo ci porta quindi alla domanda più importante:<strong> com’è questa versione</strong> dei personaggi?</p>
<h2>Remake</h2>
<p>Prima di proseguire nel vacuo pigiare tasti che porta alla composizione dei miei miserevoli articoli c’è bisogno di un chiarimento importante: non ho mai letto fumetti dei <strong>Teen Titans</strong>.</p>
<p>In generale non sono un grande conoscitore dei fumetti DC e la mia pregressa conoscenza dei personaggi della serie, nonché il motivo che mi ha spinto a vedere Titans, è l’apprezzamento non solo nostalgico che mi lega alla già citata <strong>serie animata di Cartoon Network</strong>.</p>
<p>Ora, rispetto a quella versione dei personaggi, come se la cavano quelli di Titans?</p>
<p>Molte delle<strong> polemiche</strong> prima dell’uscita della serie erano legate alla scelta di un’attrice di colore per il ruolo di Starfire, oltre in generale al fatto che sia lei che Robin fossero chiaramente troppo <strong>avanti con gli anni</strong> per rientrare nella categoria<em> teen</em> (“<em>inserire scherzo legato al porno qui</em>”).</p>
<p>Personalmente<strong> non ero minimamente d’accordo</strong> con queste lamentele: sono del parere che nel riadattare qualcosa o lo si faccia nella maniera <strong>più fedele possibile</strong> (vedi <em>300</em> di Snyder) o in maniera <strong>quasi del tutto differente</strong> (vedi i film Marvel). Ciò che <strong>rimane in mezzo</strong>, soprattutto le serie TV che iniziano seguendo una traccia e poi ne fuoriescono tipo <a href="https://nerdando.com/2017/07/13/game-of-thrones-la-tragedia-di-una-serie-tv-che-punta-al-grande-pubblico/">quell’obbrobrio</a> di<em> Game of Thrones</em>, mi lascia sempre perplesso.</p>
<p><strong>Titans</strong> sembrava essere già dal titolo molto più dal lato “<strong>tutto diverso</strong>” dell’equazione. Il passo difficile da compiere in questo senso è però lasciare che lo <strong>spirito di base</strong> dei personaggi rimanga lo stesso (di nuovo, in tal senso molti film Marvel, dai primi <em>Iron Man</em> al recente <a href="https://nerdando.com/2017/07/10/spider-man-homecoming-i-film-dei-supereroi-possono-ancora-essere-dei-capolavori/"><em>Homecoming</em></a>, sono il<em> gold standard</em>).</p>
<p>A tal proposito <em>Titans</em> in questa nuova veste <strong>molto dark e poco teen</strong> rende indubbiamente giustizia al vero protagonista, quel <strong>Dick Grayson</strong> che è anche uno dei personaggi a mio parere più interessanti del panorama DC.</p>
<p>Lo vediamo qui infatti più che mai nella sua identità da “<strong>erede di Batman</strong>”: come ogni figlio d’arte lotta per uscire dall’ombra del padre, ma fatica ad abbandonare quella figura che ha controllato la sua vita e ne ha plasmato la personalità fino ad ora.</p>
<p>Indubbiamente la svolta tetra della serie <strong>giova allo sviluppo</strong> del personaggio, ma lo stesso forse non si può dire dell’innalzamento dell’età. Quanto detto infatti si accompagnerebbe molto meglio ad un<strong> adolescente</strong> in fase ribelle ed alla ricerca di una propria unicità che ad un uomo più vicino ai 30 che ai 20.</p>
<p>Al contrario, il secondo personaggio per importanza,<strong> Raven</strong>, sebbene rimanga nella fascia d’età originaria, è quasi l’<strong>antitesi</strong> di quella che era la mia preferita nella serie animata. Se la Corvina di TT era compassata, saggia oltre i propri anni, a piena conoscenza (sebbene non controllo) dei suoi poteri ed un membro attivo del gruppo, la Rachel Roth di Titans è invece per lo più la <em>damsell in distress</em>, una <strong>ragazzina spaventata</strong> ed emotiva, ignara di ciò che porta dentro.</p>
<p>Questo<strong> non significa</strong> che sia un brutto personaggio, ma se vi aspettavate telecinesi e <em>Azrath Metrion Zinthos</em> rimarrete delusi.</p>
<h2>In Conclusione</h2>
<p>Nel complesso la<strong> versione nuova</strong> dei personaggi di <em>Titans</em> non è affatto male, ma, ad eccezione di Robin, non è <strong>nemmeno eccezionale</strong>. Ed è forse questo che si può dire della serie in generale: non mi ha mai dato chissà quali emozioni, ma nemmeno ho mai pensato di mettere in pausa e fare altro.</p>
<p>È una<strong> serie piacevole</strong> e l’assenza di sottotrame inutili è una caratteristica che apprezzo particolarmente. Non mi ha fatto cambiare idea sul fatto che le serie TV sui supereroi siano un’<strong>idea rivedibile</strong>, ma non ho mai pensato di lasciarla perdere dopo pochi episodi come avvenuto invece con <em>Daredevil</em>.</p>
<h2>Nerdando In Breve</h2>
<p><strong>Titans</strong> è una serie distribuita da <strong>Netflix</strong> e basata sui fumetti DC dei <em>Teen Titans</em>. Come si evince già dal titolo, la serie <strong>cambia molto dei personaggi</strong> e della storia ad iniziare dall’età. Si tratta di una<strong> scelta coraggiosa</strong> che ripaga in parte, rendendola una serie interessante ma non imperdibile.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.5]</h2>
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		<title>#NerdandoConsiglia: Adventure Time</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/08/26/nerdandoconsiglia-adventure-time/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2017 12:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#NerdandoConsiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Adventure Time]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoon Network]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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<p><em>&#8220;Adventure Time! Chiama i tuoi amici, andremo verso terre lontane. Con Jake il cane e Finn l&#8217;avventuriero ci divertiremo, it&#8217;s Adventure Time&#8221;</em></p>
<p>Questa, che avete appena letto, è forse la sigla più fuorviante mai creata per un cartone animato, perché quello di cui vi voglio parlare è tutt&#8217;altro che spensierato e infantile. Se grattate la superficie di dolciumi e faccine carine, scoprirete che <strong>Adventure Time</strong> è lisergico e oscuro e non proprio adatto ai bambini.</p>
<p>Ciò si dovrebbe capire proprio dai primi fotogrammi della sigla d&#8217;apertura che mostra un territorio devastato dalle armi atomiche che però passa velocemente ad una carrellata dei colorati personaggi e paesaggi della serie, come a voler nascondere in fretta le fondamenta dell&#8217;ambientazione post-apocalittica.</p>
<p>Creato da <strong>Pendleton Ward </strong>per <strong>Cartoon Network</strong>, Adventure Time ci mostra le peripezie di <strong>Finn</strong> e <strong>Jake</strong> nella terra di <strong>Ooo</strong> e nei vari regni disseminati su di essi, principalmente quello di <strong>Dolcelandia</strong>. Finn è un bambino umano adottato dalla famiglia di cani parlanti di Jake, che è a tutti gli effetti suo fratello adottivo. I due vivono insieme alla console portatile senziente <strong>BMO</strong> in una casa ricavata all&#8217;interno di un gigantesco salice e per vivere compiono avventure e raid nei dungeon.</p>
<p>Eh sì, perché grande ispirazione Adventure Time la trae proprio dai giochi di ruolo. Il protagonista verrà visto spesso cambiare spada in favore di una migliore, molte puntate girano intorno al compiere quest e spesso ci saranno mercanti che sembrano usciti da un videogioco da cui acquistare oggetti utili. Il tutto è tenuto insieme da una colonna sonora quasi interamente realizzata con uno stile a &#8220;16-bit&#8221; che sembra uscito dritto dritto da un titolo per SNES. Lo stile del disegno è a prima vista sempliciotto, se ci fermiamo al character design, ma raggiunge dei notevoli livelli di dettaglio nel suo complesso, sia come tratto che come studio a livello artistico.</p>
<p>Se accetterete di inoltrarvi nell&#8217;abisso di questa serie animata inizierete a scoprirne la struttura a strati, dove quelli più interni diventano visibili solo a uno spettatore attento. Nonostante l&#8217;età del protagonista <strong>Finn</strong> (12 all&#8217;inizio della prima stagione) nel corso delle 9 stagioni sono affrontati molti temi, alcuni più comuni, come la perdita dei genitori, del proprio scopo nella vita, della gestione dei rapporti interpersonali e altri che non vengono spesso affrontati, figuriamoci in un cartone animato, fra cui la legittimazione della violenza, la dittatura e i disturbi mentali.</p>
<p>Ancora più assurdo pensare che tutto questo viene stipato in puntate della durata di 10 minuti (dieci!) che lo rendono ottimo anche per una visione saltuaria. Questo runtime ridotto all&#8217;osso rende ogni scena essenziale e fa sì che il ritmo sia serratissimo. Niente dialoghi riempitivi o gag ripetute nel tempo. Ogni episodio è essenziale ma corposo, come se fosse quasi un &#8220;estratto di serie TV&#8221;. Anche questo è uno dei pregi che questo show tiene in serbo. In 10 minuti si può solo mostrare la sostanza, niente elementi inutili, ogni scena è un contenuto di valore sotto l&#8217;aspetto dell&#8217;estetica, della trama o dei dialoghi.</p>
<p>Altro grande punto di forza di <strong>Adventure Time</strong> è la caratterizzazione dei personaggi, in particolare <strong>Jake </strong>(dichiaratamente ispirato al <strong>Bill Murray</strong> del film <strong>Polpette</strong>), senza lasciare da parte tutti i comprimari del duo principale, ognuno caratterizzato a dovere e più sfaccettati di tanti protagonisti di altre serie. Menzione speciale per <strong>BMO</strong>, il conte <strong>Limoncello</strong> e il dannatamente disturbante <strong>Omino Magico</strong>. Il forte carattere surreale, inquietante e a tratti onirico, insieme a diversi elementi violenti e riferimenti sessuali mette l&#8217;ultima pietra sulla tomba del &#8220;cartone per bambini&#8221; facendolo avvicinare più a <strong>Twin Peaks</strong> (somiglianza riconosciuta da molti, soprattutto per la gestione di trama e personaggi) che a <strong>Scooby-Doo</strong>. Questa sua natura &#8220;stratificata&#8221; lo ha reso vittima di innumerevoli censure in Italia, che hanno portato addirittura al taglio totale di alcune puntate ritenute troppo scomode, soprattutto per motivi relativi ad amputazione di arti e relazioni omosessuali.</p>
<p>Ciò che rende grande questa serie è l&#8217;unione di tutti questi elementi che non sono solo realizzati con qualità, ma anche tenuti insieme da una forte coerenza di continuity. Ogni avvenimento non è casuale e se vi sembra che certi eventi siano inconcludenti è solo perché torneranno quando meno ve lo aspettate. Sebbene durante le varie stagioni si susseguano diversi archi, vi è una storyline di fondo che anno dopo anno, si evolve e si avvia ad una fine, come tutte le cose belle, prevista per il <strong>2018</strong> con la fine della nona stagione.</p>
<p>Pronti per lanciarvi nel misterioso e assurdo mondo di <strong>Ooo</strong>?</p>
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<h2>Trailer</h2>
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		<title>Samurai Jack, la degna conclusione di un capolavoro</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/05/28/samurai-jack-la-degna-conclusione-di-un-capolavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 May 2017 10:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Adult Swim]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoon Network]]></category>
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		<category><![CDATA[Samurai Jack]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="samurai jack" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Molto tempo fa, in una terra lontana, io, Paolo, il maestro dei cagacazzi, vidi un cartone bellissimo. Ma uno stupido Network, brandendo fogli di bilancio, si fece avanti per cancellarlo. Prima che potesse sferrare il colpo decisivo, io aprii una porta nel tempo e lo mandai nel futuro, dove Adult Swim esiste. (Conoscevate già Samurai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="samurai jack" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15327" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack.jpg" alt="samurai jack" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/samurai-jack-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
<em>Molto tempo fa, in una terra lontana, io, Paolo, il maestro dei cagacazzi, vidi un cartone bellissimo. Ma uno stupido Network, brandendo fogli di bilancio, si fece avanti per cancellarlo. Prima che potesse sferrare il colpo decisivo, io aprii una porta nel tempo e lo mandai nel futuro, dove Adult Swim esiste.</em></p>
<p>(Conoscevate già <strong>Samurai Jack</strong>? Altrimenti <a href="https://nerdando.com/2017/02/23/nerdandoconsiglia-samurai-jack/">leggete qui</a> e poi correte a recuperarlo)</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Quando vidi l’annuncio di una nuova e conclusiva stagione di<strong> Samurai Jack</strong> provai quell&#8217;emozione di speranza mista a felicità e soddisfazione tipica dei bambini e che spero di non perdere mai nella vita.<br />
Da anni attendevo la possibilità di vedere nuove puntate di quello che è, a mio parere, indubbiamente uno dei migliori prodotti dell’animazione statunitense degli ultimi 20 anni. Anzi, voglio essere sincero: Samurai Jack, già da prima di quest’ultima stagione, era per me forse una delle migliori opere d’animazione di sempre e sullo stesso piano di opere come <a href="https://nerdando.com/2017/04/11/martedi-sera-lanime-night-8-cowboy-bebop/">Cowboy Bebop</a>. Mancava però di una conclusione, con l’autore e Cartoon Network che non avevano programmato stagioni dopo la quarta. Provarono in seguito a fare un film, ma per ben tredici anni rimase tutto in uno stallo che mi aveva ormai visto rassegnare al fatto che non avremmo mai avuto una conclusione all&#8217;eterno vagare di Jack ed alla sua sfida con Aku.</p>
<p>Invece, tanto inaspettanto quanto felice, lo scorso autunno giunse l’annuncio che una quinta stagione sarebbe stata prodotta e trasmessa su <strong>Adult Swim</strong>, il canale per adolescenti e “giovani-adulti” (per usare un termine da Draconomicon) di Cartoon Network.<br />
La decisione di optare per questo passaggio è stata quantomai lieta: da un lato perché accompagnava l’idea che gli appassionati delle stagioni precedenti erano ormai cresciuti e dall&#8217;altro perché l’uscire dal paradigma del cartone per bambini (sebbene con tutte le straordinarie particolarità, le quattro stagioni di Jack si rivolgevano ad un pubblico giovane), indirizzandosi così verso sviluppi narrativi inediti.</p>
<p>A marzo è quindi finalmente iniziata la nuova stagione , di sole dieci puntate, anche questa una scelta azzeccata, essendo infatti il numero giusto per mantenere un ritmo ed una tensione alti senza però dover affrettare nulla.<br />
La stagione inizia ben cinquant&#8217;anni dopo la fine della precedente e già dall&#8217;inizio ci mostra l’atmosfera diversa che permeerà queste nuove puntate: l’iconica sequenza iniziale malamente citata all&#8217;inizio del presente articolo è sostituita da un Jack in versione narratore, che spiega come il suo corpo abbia smesso di invecchiare e che questa eterna giovinezza è però solo fonte di ulteriore frustrazione dato che il dominio di Aku su passato, presente e futuro continua imperterrito. “<strong>La speranza è perduta</strong>” ci dice il Samurai per poi aggiungere con un tono nervoso che deve ad ogni costo tornare indietro nel tempo.<br />
Questa versione disperata di Jack, rassegnato al fallimento della sua missione ed al fatto che non riuscirà mai a sconfiggere Aku, è quella che ci viene proposta nella prima metà della stagione. È un Jack molto diverso da quello a cui siamo abituati: è aggressivo, incapace di apprezzare le gioie dei suoi viaggi come faceva prima.</p>
<p>È già da questo che possiamo iniziare ad vedere la bontà del passaggio su Adult Swim. Già nelle stagioni precedenti le puntate erano sempre velate da una certa malinconia, con Jack che nonostante superasse ogni ostacolo e sconfiggesse ogni avversario non riusciva mai a raggiungere il suo obiettivo finale, tornare indietro nel tempo, o ad avere una vittoria decisiva contro Aku, tant&#8217;è che gli episodi di solito si concludevano con il Samurai che si allontanava solitario.<br />
Nonostante ciò, all&#8217;inizio di ogni episodio rivedevamo il solito samurai pronto a sorridere davanti alla bellezza della natura o ad incuriosirsi per qualche strano avvenimento. Non più. Il nuovo Jack è<strong> oppresso dai suoi fallimenti ed è isolato,</strong> anziché solitario, ed i suoi nemici non sono più fatti solo di bulloni e lamiere, ma di carne e sangue. La sua stessa mente inizia a giocargli brutti scherzi e la sua depressione è magnificamente rappresentata da un cavaliere nella nebbia che lo chiama a sé, invitandolo a compiere l’ultimo passo della rassegnazione.</p>
<p>In Samurai Jack una delle caratteristiche è stata sempre <strong>l’alternanza molto netta di azione ed inazione, silenzio e rumore</strong>. Quest’ultima stagione riassume perfettamente questo concetto: il protagonista sprofonda nell&#8217;inazione, intesa come incapacità di generare desiderio, a sua volta frutto della speranza, ed ha bisogno di ritrovare l’ispirazione per poter tornare ad agire.<br />
Dopo essere sceso sempre di più verso il baratro, Jack però riesce a riprendersi ed a ritrovare lo spirito che eventualmente lo porterà allo scontro finale con Aku nell&#8217;ultima puntata grazie all&#8217;intervento di fattori esterni. La conclusione, per quanto molto diversa da quello che mi aspettavo, ha il giusto tono ed è un degnissimo finale per una serie stupenda e che se fossi una persona migliore mi avrebbe portato alle lacrime.</p>
<p>Durante le varie puntate <strong>non mancano i ritorni</strong> dei tanti personaggi che Jack ha aiutato durante le stagioni passate, come i 300 Spartani, gli arcieri ciechi e, ovviamente, lo Scozzese. Non sfigurano affatto nemmeno <strong>i nuovi personaggi</strong>, soprattutto Scaramouche, né la versione a sua volta depressa di Aku, da sempre la valvola di sfogo comica della serie e che in questo caso sembra uno specchio ironico della condizione del suo avversario.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Nel complesso, tenendo conto anche dell’arte da sempre eccellente e di una colonna sonora che a volte è un po’ pacchiana ed a volte sublime (esempio: la seconda metà della seconda puntata è forse tra i migliori 10 minuti che io abbia mai visto in un cartone), questa nuova stagione di Samurai Jack non solo è una grandiosa conclusione per un’opera dal valore assoluto, ma riesce anche ad andare oltre le limitazioni e la semplicità che il target originario imponevano sfruttando a pieno la nuova libertà narrativa.</p>
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<h2>Trailer</h2>
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