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	<title>card battler - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Pluto &#8211; Datemi altre dita!</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/03/26/pluto-datemi-altre-dita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea "Hardcase" Ciocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="pluto" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p> &#8220;Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito&#8220; Confucio (forse) Recensione L’interno è quello di una grotta, angusta e buia come l&#8217;Inferno. L&#8217;unico appiglio in grado di riportarci a contatto con la realtà sono dei versi gutturali, organici, schiocchi di lingue e masticazioni abominevoli, cui è impossibile non associare immagini terrificanti. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="pluto" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-64295 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto.jpg" alt="pluto" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p style="text-align: right;"> &#8220;<em>Quando il saggio indica la luna,<br />
</em><em>lo stolto guarda il dito</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: right;">Confucio (forse)</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>L’interno è quello di una grotta, angusta e buia come l&#8217;Inferno</strong>. L&#8217;unico appiglio in grado di riportarci a contatto con la realtà sono dei versi gutturali, organici, schiocchi di lingue e masticazioni abominevoli, cui è impossibile non associare immagini terrificanti.</p>
<p>Il tempo di abituare gli occhi all&#8217;oscurità e il fondo della grotta partorisce i contorni di creature grottesche, quasi buffe, se non fosse per quelle bocche enormi irte di sciabole.<br />
Eppure, senti di non avere paura, sai di poterli sconfiggere perché schierate dalla tua parte ci sono dieci ferocissime… <strong>DITA</strong>!</p>
<p>Sì, lo ammetto, avrebbe fatto più effetto dire qualcosa tipo “dieci… mitragliatrici o bombe a mano“, ma la realtà di <strong><em>Pluto</em></strong> è proprio questa: la salvezza del nostro buon alter ego è tutta nelle nostre falangi, artritiche e letali al tempo stesso! Hai presente <em><strong>Ken il Guerriero</strong></em> e i punti segreti di pressione? Ecco, qualcosa di simile&#8230;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-64296 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_1.jpg" alt="pluto" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Legarsela al dito</h2>
<p>Come è mia abitudine, prima di fiondarmi su un nuovo gioco da recensire, soprattutto se non ne ho mai sentito parlare prima, <strong>mi godo un po’ gli screenshot</strong> e poi passo gradualmente ai trailer.</p>
<p>Ebbene, di solito l&#8217;idea che mi faccio del gioco si rivela piuttosto lontana da quella che è la vera essenza del gioco, non tanto per l&#8217;ingannevolezza delle immagini, quanto per la mia senilità incalzante. Nel caso di <em>Pluto</em>, va a sapere perché, <strong>mi ero fatto l&#8217;idea di un dungeon crawler vecchia scuola</strong>, dove, al posto di scudo e spada, si poteva fare affidamento su incantesimi potentissimi, e ovviamente… mi sbagliavo.</p>
<p>E già, perché <em>Pluto</em>, con un abile incantesimo mimetico, ha scelto di nascondere, sotto le vesti di un dungeon crawler, <strong>un’anima ben diversa</strong>. Come andremo a scoprire a brevissimo, infatti, non siamo di fronte a un gioco dall&#8217;ampio respiro, magari con una pletora di meccaniche rigorosamente un po’ annacquate, assolutamente no, <em>Pluto</em> è un prodotto dalla visione chiarissima, che fa del suo <strong>gameplay estremamente focalizzato</strong> la sua vera essenza.<br />
Bene, ora che penso di aver solleticato abbastanza la tua curiosità, proviamo a spiegare bene in cosa consiste il gioco.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64298 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_2.jpg" alt="pluto" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Non muovere un dito!</h2>
<p>Di fondo, <em>Pluto</em> è definibile come<strong> un gioco di combattimenti con incantesimi</strong>. Detto questo, potrei quasi chiudere la mia recensione, ma non lo faccio perché ci sono moltissime cose da dire al riguardo.</p>
<p>Se proprio volessimo paragonarlo a qualcosa di già visto, potremmo accostarlo a un card battler &#8211; deckbuilding, ma, nel fare ciò, rischieremmo di commettere un gravissimo torto a questo gioco.<br />
E sì, perché <strong>le particolarità sono molte</strong>.</p>
<p>Cominciamo col dire che ogni carta incantesimo si basa sulla successione di alcuni elementi (fuoco, fulmine, acqua ecc.) e ognuno di questi elementi viene associato, a nostra scelta, a una delle già citate dita. <strong>Se le dita rimangono “libere”</strong>, ovvero senza alcun incantesimo associato, produrranno punti scudo che ci permetteranno di ammortizzare il danno che stanno per infliggerci i demoni nostri nemici.</p>
<p>Insomma, sin dalle primissime battute è chiaro che, a seconda delle intenzioni dei nostri avversari, dovremo alternare turni più offensivi a turni più improntati alla difesa. Ma ovviamente non è finita qui, perché <strong>è nella sinergia degli incantesimi</strong> che risiede il cuore del gameplay.</p>
<p>Infatti, partendo dal presupposto che <strong>abbiamo un numero limitato di dita</strong> (se solo fossimo stati ottomani…), dovremo cercare di far combaciare gli elementi (fuoco, tuono ecc.) che concludono un incantesimo con quelli che iniziano il successivo, in questo modo un dito verrà sfruttato per dare vita a due incantesimi e i nostri effetti saranno ben più devastanti!<br />
C’è poi da considerare che alle dita possono essere associati degli <strong>anelli</strong> che potenziano alcuni elementi specifici, quindi sarà per noi quasi obbligatorio cercare di far coincidere su quelle particolari dita l&#8217;elemento rafforzato dall&#8217;anello.</p>
<p>Bene, ora dimmi, <strong>la dinamica del gioco comincia ad intrigarti?</strong> Sappi allora che a complicare ulteriormente la situazione ci si mettono anche le “maledizioni” che alcuni demoni ci infliggono e che, di fatto, ci bloccano alcune dita (in sostanza una metafora dell’artrite che avanza…). Sarà sempre possibile rimuoverle, ma l&#8217;operazione sarà spesso dolorosa e ci costerà una buona fetta dei nostri preziosi punti vita.</p>
<p>Di cose da dire, poi, ce ne sarebbero anche altre, ma, già dalla descrizione di queste prime dinamiche, puoi ben capire come, alle volte, <strong>anche solo giocare una mano può richiedere interi minuti di riflessione</strong>. Ti garantisco però che la soddisfazione che si prova nel constatare poi di aver messo su una mano devastante è davvero tanta!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64299 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_3.jpg" alt="pluto" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>C’è da leccarsi le dita!</h2>
<p>Dal punto di vista grafico, il gioco è davvero accattivante, forte di un art style, grottesco e truculento, che richiama in maniera, neanche troppo velata, le <strong>raffigurazioni medievali di demoni</strong> spesso presenti nelle incisioni antiche e nelle chiese gotiche di tutto il mondo.</p>
<p>Il <strong>senso d&#8217;angoscia</strong> che trasmettono queste entità, sebbene prive di reali animazioni, è sorprendente ed è coadiuvato da un campionario di versi gutturali e sussurri estremamente suggestivo. Anche il campionario di bestiole non è affatto male e la fantasia la fa da padrona.</p>
<p>Insomma, da questo punto di vista, pur nell&#8217;estrema semplicità dell&#8217;aspetto grafico, <strong>va fatto sicuramente un plauso agli sviluppatori per aver caratterizzato così bene il gioco</strong>, tutto a beneficio di un&#8217;atmosfera unica.</p>
<h2>Il dito nella piaga</h2>
<p>A legare le singole battaglie tra loro, ci pensa poi <strong>una struttura roguelike</strong> (o forse sarebbe meglio dire roguelite, in questo caso) piuttosto classica, col nostro stregone che avanza lungo un percorso a caselle con scelte che spaziano dalle ricompense agli eventi, sino a giungere allo scontro con i vari mini boss o boss finale.</p>
<p>Da segnalare poi che <strong>le singole run sono piuttosto brevi</strong>, e durano circa un&#8217;ora anche nel caso non si concludano con la nostra morte prematura. Forse questo aspetto, nonostante l&#8217;ottima rigiocabilità, si fa un po’ sentire sul medio-lungo termine.</p>
<p>La mia impressione, sotto questo punto di vista, è che <strong>ogni risorsa sia stata utilizzata per elaborare l&#8217;eccellente core del gameplay</strong>, relegando in secondo piano ogni altro aspetto del gioco, compresa la struttura roguelike, che, a tratti, appare appena abbozzata.</p>
<p>Sempre in tema di note stonate, ho volutamente sorvolato sulla &#8220;storia&#8221; del gioco, perché qui siamo ad di là del futile. Insomma, capita, soprattutto quando si parla di roguelike e quindi di titoli che fanno della rigiocabilità il loro principale obiettivo, di trovare al posto della storia <strong>meri spunti narrativi</strong>, ma qui siamo al di sotto del minimo sindacale.</p>
<p>Capisci bene che, se <strong>l’obiettivo ultimo della nostra missione</strong> è riuscire a partecipare al compleanno di nostra nipote, per quanto la si possa buttare sull&#8217;ironia spiccia, in fondo in fondo non siamo messi proprio benissimo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64300 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_4.jpg" alt="Pluto" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Trovandoci a tirare le somme, bisogna riconoscere che <strong><em>Pluto</em> è tutto fuorché un gioco semplice da giudicare</strong>. Da un lato, il binomio dita &#8211; incantesimi riesce a confezionare uno dei sistemi di combattimento più strategici e appaganti degli ultimi anni (e scusami se è poco), dall&#8217;altro però, anche considerando il prezzo di lancio, siamo davanti a un gioco con davvero pochi contenuti, quantomeno per il momento.</p>
<p><strong>Le cose, però, potrebbero evolversi positivamente</strong>, considerando che, poco prima di questa recensione, gli sviluppatori hanno pubblicato un aggiornamento attraverso il quale hanno anticipato un ricca e interessante roadmap. Insomma, tra qualche mese, se tutto va come previsto, alzate il giudizio che vedete qua sotto almeno di un livello!<br />
Chiudo dicendo che, semmai questo gioco dovesse avere uno spin-off, io avrei almeno un paio di nomi da suggerire, ma temo che la Disney me li boccerebbe subito…</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p><em><strong>Pluto</strong></em> lo trovi su Steam al prezzo di € 14.39. Un grazie a Siege Wizard Interactive per avermelo inviato!</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Sublime e ristretto</strong>, proprio come un vero caffè espresso. Difficile resistergli!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63174" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/_68sdPWhIFo?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dead Grid &#8211; Quando la resa non è un&#8217;opzione</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/02/06/dead-grid-quando-la-resa-non-e-unopzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea "Hardcase" Ciocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 09:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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<p>&#8220;Come ha detto Bertrand Russell, l&#8217;unica cosa che riscatta il genere umano è la collaborazione. E so che adesso faremo nostre queste parole! Le hai lette su un sotto-bicchiere? Sì, della Guinness doppio malto&#8221; L’Alba dei Morti Dementi &#8211; 2004 Recensione Era un piovoso weekend di ottobre del lontano 1968 quando, per la prima volta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Dead Grid" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63678 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1.jpg" alt="Dead Grid" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p style="text-align: right;"><em>&#8220;Come ha detto Bertrand Russell,<br />
</em><em>l&#8217;unica cosa che riscatta il genere umano è la collaborazione.<br />
</em><em>E so che adesso faremo nostre queste parole!<br />
</em><em>Le hai lette su un sotto-bicchiere?<br />
</em><em>Sì, della Guinness doppio malto&#8221;</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>L’Alba dei Morti Dementi &#8211; 2004</em></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Era un piovoso weekend di ottobre del <strong>lontano 1968</strong> quando, per la prima volta nelle sale americane, veniva proiettato il film di uno sconosciuto ragazzo, poco meno che trentenne, realizzato col ridicolo budget di 10.00 dollari. A dispetto di ogni previsione, questa pellicola sarebbe diventata, nell’arco di pochi mesi, un vero e proprio cult, ponendo addirittura le basi per un’autentica rivoluzione del genere horror. Stiamo parlando, ovviamente, de <strong><em>La notte dei morti viventi</em></strong>.</p>
<h2>Lo zombie è un&#8230; &#8220;evergreen&#8221;</h2>
<p>Da quel momento in poi <strong>gli zombie ci hanno fatto compagnia con cadenza periodica</strong> attraversando, nei decenni, tutti i media possibili, diventandone spesso protagonisti assoluti. In questo contesto i videogiochi non hanno fatto certo eccezione.</p>
<p>Così, per pura curiosità, ho fatto un esperimento, ho digitato la parola zombie nel campo di ricerca di <strong>Steam</strong> e mi sono comparsi <strong>oltre 5.000 titoli</strong>… e temo si tratti di una stima per difetto. Insomma, la tentazione di sbuffare davanti all’ennesimo videogioco a tema zombie è alta, ma quasi mai superiore al nostro bisogno più intimo di tornare a sterminare torme di “mortacci” famelici.</p>
<p>Sul perché non vediamo tutti l’ora di farne fuori a centinaia si potrebbero spendere fiumi d’inchiostro, ma facciamola semplice, in fondo è anche un po&#8217; colpa loro: stanno li a ciondolarsi tutto il giorno, puzzano terribilmente e manifestano una spiccata aggressività. Insomma <strong>qualche giustificazione per odiarli ce l’abbiamo pure</strong>, no?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63679 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-1.jpg" alt="Dead Grid" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Carta vince, carta perde</h2>
<p>Si, va bene, ma tutto questo che c’entra con <em><strong>Dead Grid</strong></em>?</p>
<p>C’entra, perché gli sviluppatori di <strong>Atom Void</strong> hanno scelto di esordire proprio in un questo settore di certo inflazionatissimo, ma non per questo privo di opportunità. E hanno deciso di farlo con un gioco che, già a prima vista, appare “atipico”.</p>
<p>Insomma vai a guardare il trailer ufficiale del gioco e prova a farti un’idea. Fatto? Ecco, dimenticatetela perché <em>Dead Grid</em> <strong>è tutt’altro</strong>. Sebbene, infatti, a una prima occhiata possa sembrare una sorta di card battler come ce ne sono tanti, magari uno <em>Slay the Spire</em> pieno di morti putrescenti, di fatto, mouse alla mano, <strong>il gameplay è di tutt’altro tipo</strong>. Di fondo, può essere immaginato come <strong>un grosso mesh up di generi</strong> che spazia dal gestionale al gioco di ruolo, ma su cui alla fine emerge preponderante la natura da board game.</p>
<p>Insomma <strong>le carte ci sono</strong>, certo, ma il loro ruolo e il modo in cui le usiamo ricorda più una partita a <em>Monopoli</em> (e qui gli sviluppatori sparerebbero a me, anziché agli zombie…) piuttosto che una ad <em>Across the Obelisk</em>.</p>
<p>Ma <strong>andiamo con ordine</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63680 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2.jpg" alt="Dead Grid" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Io zombo, tu zombi, lei zomba (Film del 1979)</h2>
<p>Il gioco si svolge su <strong>una grossa mappa</strong>, solo all’apparenza completamente aperta. A limitare il nostro girovagare ci pensano sia la portata limitata del nostro raggio d’azione, sia il livello di <strong>difficoltà crescente delle missioni</strong>, man mano che ci spostiamo dal lato sinistro della mappa al lato destro. Insomma, avremo sì un po’ di libertà nel decidere quale missione affrontare, ma la scelta si limiterà solitamente a 2/3 missioni vicine a noi, nulla di più.</p>
<p>Scelta la destinazione, dovremo passare alla <strong>selezione dei componenti della nostra squadra</strong> in un modo simile a quanto siamo abituati a fare con X-Com e figli. Ogni personaggio appartiene a una classe specifica, col suo bell’inventario e le sue abilità speciali. Ma attenzione, io ve la faccio facile, ma vi garantisco che <strong>il gioco</strong>, dietro una facciata un po&#8217; sbarazzina, <strong>nasconde una fitta trama di regole</strong> e statistiche che a digerirle tutte di primo impatto ce n’è da restarci secchi. Insomma, a voler fare delle scelte ponderate, già solo in questa fase preparatoria ci sarebbe da trascorrerci parecchio tempo.</p>
<p>Per fortuna le prime missioni sono di tutorial e tutte piuttosto semplici, il che ci consente di arrivare alla fase successiva senza troppi patemi d’animo. Scelto l’equipaggiamento e la squadra, <strong>si passa a una mappa ristretta dell’area</strong>, dove, anche in questo caso, non sono certo la libertà e la varietà a farla da padrone. Si tratterà di muoversi su uno dei “blocchi” selezionabili per attivare uno scontro sino a giungere al nostro obiettivo finale. Non ci sono eventi alternativi, come accade in molti roguelike, ma solo “Una battaglia dopo l’altra” (si capisce che sono un fan del citazionismo spinto?), il che, lasciatemelo dire, è una delle poche feature di cui ho sentito un po’ la mancanza.</p>
<p>In compenso <strong>gli scontri</strong>, che sono di fondo l’anima del gioco, <strong>sono davvero intriganti</strong>, soprattutto dopo che i tuoi personaggi saranno riusciti a salire di livello e avranno cominciato ad ampliare il loro repertorio di abilità speciali. E sì, perché, come ogni buon RPG che si rispetti, qui <strong>ogni personaggio</strong>, nemico o, persino, oggetto, <strong>è letteralmente subissato di statistiche</strong> e, col tempo, può evolversi in qualcosa di molto più potente.</p>
<p>Credimi, insomma, da questo punto di vista il <strong>senso di progressione</strong> della propria squadra è ottimamente reso!</p>
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<h2>Secondo me, la morte è sopravvalutata&#8230;</h2>
<p>Ma non perdiamo il filo, si diceva degli <strong>scontri</strong>. Questi si svolgono su una sorta di tavolo virtuale dove, come è prassi, nella parte bassa troviamo i nostri disperati eroi e sopra i nemici o gli oggetti interattivi dell’area, quali contenitori, barili esplosivi, mucchi di cadaveri cui appiccare il fuoco (!) e così via. A turno, ognuno dei nostri personaggi può, non solo compiere un’azione principale, attaccando o interagendo con gli oggetti, ma può anche pescare una carta speciale (avete presente gli Imprevisti e le Probabilità del <em>Monopoli</em> di cui sopra?) oltre che utilizzare un’abilità estratta a caso dal mazzo di cui dispone.</p>
<p>Il tutto è reso molto più intrigante non solo dall’<strong>interazione tra le molte variabili</strong>, ma anche all’impatto che ogni scelta ha su fattori come il rumore. Se, ad esempio, decidiamo di lanciare una granata, faremo sì saltare allegramente per aria un bel po’ di morti non-più-viventi, ma aumenteremo, nel contempo, anche il livello di allerta che potrebbe attirare in zona altri nemici. Questo ci impone di <strong>mantenere sempre un precarissimo equilibrio</strong> fra armi melee (solitamente più silenziose) e bocche da fuoco.</p>
<p>Terminate le missioni ce ne potremo tornare alla base dove troveremo le solite sezioni dove <strong>gestire il personale</strong>, migliorare le armi e così via.</p>
<p>In generale, mi sento di dire che questo gran miscuglio di generi, al netto di qualche ingenuità, <strong>funziona egregiamente</strong> ed è in grado di regalare grandi soddisfazioni, soprattutto quando comincerai a vedere crescere la potenza offensiva della tua squadra.</p>
<p><strong>Sotto il profilo visivo c’è davvero poco da dire</strong>. Il gioco ha deliberatamente optato per uno stile retrò, e la grafica, fatta salva la rappresentazione delle fasi salienti degli scontri in un 3D primitivo ma simpaticissimo, è in prevalenza “statica”. Insomma <strong>semplice, ma funzionale.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63682 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-4.jpg" alt="Dead Grid" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Che dire di questo <em>Dead Grid</em>? <strong>A me</strong>, lo confesso, <strong>è piaciuto parecchio</strong>. Nelle sue molte anime riesce a trovare un miracoloso punto di equilibrio che spinge il giocatore ad andare avanti, anche se il loop di gioco può risultare alla lunga ripetitivo. Se nel corso delle missioni fossero stati inseriti eventi alternativi allo scontro duro e puro, la varietà di gioco ne avrebbe certamente guadagnato, ma anche così, considerando il profilo molto ”indie” del prodotto e il budget per lo sviluppo non certo faraonico, il gioco funziona egregiamente.</p>
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<h2>Prezzo</h2>
<p><em>Dead Grid</em> è disponibile per PC, su <strong>Steam</strong>, al prezzo di 12,50 €.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong><em>Dead Grid</em></strong> è la ragione per cui continuo a guardare al mondo degli “indie” con grande ottimismo: pochi mezzi, poca pubblicità, ma grandi idee col dono dell’originalità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63173" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<h2>Trailer</h2>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2026/02/06/dead-grid-quando-la-resa-non-e-unopzione/">Dead Grid &#8211; Quando la resa non è un&#8217;opzione</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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