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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Fabula &#8211; Questo fumetto non è una fake news</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/05/10/fabula-questo-fumetto-non-e-una-fake-news/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2021 12:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[bufale]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>UN FUMETTO COSÌ BELLO NON LO LEGGEVO DA TEMPO E QUESTA COSA VE LA DEVO DIRE PRIMA CHE INIZI LA RECENSIONE ALTRIMENTI NON RIESCO A CONCENTRARMI E SCRIVO MALE. Okay, ora che la parte importante è stata detta, lasciate che vi illustri Fabula, il fumetto scritto da Lorenzo Ghetti, disegnato da Francesco Guarnaccia, edito da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2021/05/10/fabula-questo-fumetto-non-e-una-fake-news/">Fabula &#8211; Questo fumetto non è una fake news</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41118" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Fabula-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>UN FUMETTO COSÌ BELLO NON LO LEGGEVO DA TEMPO E QUESTA COSA VE LA DEVO DIRE PRIMA CHE INIZI LA RECENSIONE ALTRIMENTI NON RIESCO A CONCENTRARMI E SCRIVO MALE.</p>
<p>Okay, ora che la parte importante è stata detta, lasciate che vi illustri <strong>Fabula</strong>, il fumetto scritto da <strong>Lorenzo Ghetti</strong>, disegnato da <strong>Francesco Guarnaccia</strong>, edito da <strong>Saldapress</strong> e disponibile <strong>dal 6 maggio</strong>.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Fabula è la storia di Rita, un&#8217;abile e arguta streghetta che passa la vita a progettare e creare intrugli e chimere nella sua capanna sul limitar del bosco, accanto a una più grossa cittadella di stampo medievale. Fra le creazioni di Rita vi è anche Gidil, nato dall&#8217;unione fra un pesce palla e un pollo, e per questo si può proprio dire che Gidil sia un pesce palla pollo. Questi due personaggi dalle simpatiche fattezze, si ritrovano alle prese con tre bardi, i quali si recano nella piazza del paese e declamano a gran voce notizie non verificate. Il risultato? Le notizie per lo più false iniziano a circolare, seminando ignoranza fra gli abitanti e fomentandone l&#8217;odio verso le minoranze. Spetta allora alla strega e al suo fedele compagno di avventure compiere viaggi pericolosi, finanche ai confini del mondo, per trovare la verità e salvare il villaggio dalle così dette fake news.</p>
<h2>Il ruolo dei social network</h2>
<p>Sapete perché Fabula mi è piaciuto COSÌ tanto? Perché in oltre 90 pagine di fumetto, non c&#8217;è un solo dettaglio che sia casuale. Tutto ciò che vedete rappresentato ha un chiaro riferimento al mondo reale e, in particolare, alla realtà dei social network. I tre bardi che scendono in piazza a diffondere notizie di dubbia validità, altri non sono che la personificazione di <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong> e <strong>Instagram</strong>. Le persone che li ascoltano, ne diventano presto assuefatte, iniziando a sviluppare una specie di mentalità alveare grazie alla quale ogni frase pronunciata dai cantori suscita una reazione di pancia che legittima ciascuno a esternarla. &#8220;Mi piace!&#8221; urlano le persone accorse in piazza, e man mano che il tempo passa, tanto più la collettività sincronizza le proprie opinioni, rendendo il pensiero critico e la pluralità di sguardi ormai simile a un animale leggendario. &#8220;Fa ridere perché è vero&#8221;, potremmo commentare, ma la vera sottigliezza ancora non ve l&#8217;ho raccontata.</p>
<p>Ogni persona che ne frequenti altre sa (più o meno consapevolmente) di vivere in una bolla. I social network contribuiscono alla creazione e al rafforzamento di queste bolle, e se magari nel mondo reale un incontro fortuito può aiutarci a entrare in una nuova, quello virtuale, per come funziona, rema proprio nel verso opposto.</p>
<h2>Le bolle e le fake news</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/04/fabula-saldapress.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-40984" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/04/fabula-saldapress.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/04/fabula-saldapress.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/04/fabula-saldapress-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/04/fabula-saldapress-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/04/fabula-saldapress-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>&#8220;Ciao, non capisco cosa intendi, potresti spiegarmelo?&#8221; Ma certo, cara persona che leggi. Con <em>bolla</em> si intende quella sfera all&#8217;interno della quale vivi e sei circondata solo da persone che la pensano come te più o meno su tutto. Potrei farti l&#8217;esempio con un diagramma di Venn o andare a scomodare quelle reminiscenze di topologia di analisi matematica (esame che non ho mai passato, <em>btw</em>) ma direi che tanta pedanteria non se la merita nessuno.</p>
<p><strong>Il bello delle bolle, è che ci isolano in un mondo fantastico all&#8217;interno del quale siamo circondati da certezze</strong>. Mediamente nella stessa bolla si condividono idee politiche, religiose, calcistiche, alimentari, ambientali e quant&#8217;altro, magari anche qualche hobby, ragion per cui (per esempio) se all&#8217;interno della mia bolla faccio una battuta, è facile che la maggior parte di chi ci sta con me, rida. Ovviamente non è un&#8217;affermazione universale valida sempre all&#8217;unanimità, ma la maggior parte delle volte, funziona così.</p>
<p>Dove sta il problema? In primis, <strong>se all&#8217;interno della mia bolla ci sono solo persone che già la pensano come me, trovare qualcuno con cui instaurare un dibattito costruttivo che mi permetta di ampliare i miei orizzonti, sarà molto difficile</strong>, e nel tempo, in quanto essere umano, tenderò a circondarmi solo di persone il più possibile simili a me, con cui non dover discutere, anziché accettare la pluralità di sguardi e punti di vista, imparando a confrontarmi e a coesistere con chi possa non condividere le mie stesse idee. Soprattutto, però, <strong>se all&#8217;interno della mia bolla sono abituata a non essere mai messa in discussione, rischio che questa tendenza si estenda anche a ogni nuovo concetto che nella bolla compare</strong>. Ragion per cui se &#8220;persona di cui mi fido ciecamente&#8221; mi racconta che il forno si può disinfettare con acqua e bicarbonato, io, che di lei mi fido, non mi interrogo sul fatto che il bicarbonato non abbia realmente proprietà disinfettanti, ma <em>mi fido</em> e da lì in avanti faccio tendenzialmente due cose: <em>disinfetto</em> il forno con acqua e bicarbonato e condivido questa fantastica scoperta con le persone che conosco, <em>che si fidano ciecamente di me</em>.</p>
<p>E proprio così, cara persona che leggi, ho appena contribuito alla diffusione delle così dette fake news.</p>
<h2>Sì ma cosa c&#8217;entra <em>tutto sto pippone</em> con Fabula?</h2>
<p><em>Tutto sto pippone</em> È Fabula.</p>
<p>In Fabula, <strong>gli antagonisti sono i social network</strong>, <strong>la protagonista (Rita) è il fact checking</strong> (per chi non sa l&#8217;inglese, <em>fact checking = andare a verificare una notizia prima di diffonderla personalmente o, meglio ancora, cercando di smentire una bufala già diffusa</em>) e <strong>l&#8217;aiutante della protagonista (Gidil) rappresenta L&#8217;ALGORITMO</strong>. Infatti, Fabula è ispirato al progetto <strong>Good News</strong> di <strong>Michael Bronstein</strong>. Il prof Bronstein ha ottenuto un PhD in Computer Science nel 2007 e dal 2010 lavora alla creazione di <strong>un codice che consenta ai social network di individuare le possibili bufale, segnalando agli utenti che la notizia</strong>, l&#8217;articolo, il video, post, tweet, storia Instagram o altra forma contenutistica fruibile, <strong>non è stata verificata e che quindi potrebbe essere una bufala</strong>.</p>
<p>Per chi ce l&#8217;ha presente, dovrebbe funzionare un po&#8217; come quella striscietta orizzontale che compare nelle storie Instagram inerenti la sicurezza in pandemia, e che rimanda direttamente alle direttive generali in merito presenti sul sito del governo. Per chi non ce l&#8217;ha presente, non importa: immaginatevelo come un piccolo adesivo segnaletico che compare in automatico.</p>
<p>Ma come funziona, nello specifico, questo algoritmo? Lungi da me entrare nello specifico, lascio la parola direttamente a Gidil:</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Gidil.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41115" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Gidil.jpg" alt="" width="1000" height="676" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Gidil.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Gidil-300x203.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Gidil-768x519.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>&#8220;[&#8230;] è facile da capire: <strong>quando le storie piacciono sempre allo stesso gruppo di persone, probabilmente non sono verificate. Quando gruppi diversi esprimono entusiasmo, invece, è più probabile che siano concrete</strong>.&#8221;</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>E questo è quanto. <strong>Fabula è un fumetto disegnato davvero molto bene, che al suo interno racconta una verità narrata affinché chiunque possa afferrarla</strong>, anche chi non bazzica il mondo dei social network. La storia è originale e avvincente e ricca di spunti comici, dovuti soprattutto a una realtà assurda frutto delle più strampalate idee partorite dal duo Ghetti-Guarnaccia (per amor del vero, come ci hanno raccontato nell&#8217;<a href="https://nerdando.com/2021/04/24/lorenzo-ghetti-e-francesco-guarnaccia-raccontano-fabula/">intervista che trovate qui</a>, soprattutto dal disegnatore). Molto di quanto trovate in questa recensione, effettivamente, già ve lo avevo raccontato in quell&#8217;occasione: non vogliatemene. Chi invece non l&#8217;avesse letta e volesse saperne di più circa quanto riguarda la collaborazione con ERCcOMICS e il progetto di divulgazione della ricerca scientifica (e non della scienza, che è ben diverso), beh, dovrebbe leggerla.</p>
<p>A ogni modo, quando ho scritto di quell&#8217;incontro, di Fabula avevo letto solo il PDF. Ora che ho fra le mani anche la versione cartacea posso però aggiungere quanto sia effettivamente ben fatto: la copertina è un cartonato rigido, il colore è OVUNQUE. Sgargiante, carico ma senza penalizzare mai la lettura che anzi è chiara e comoda, complice un font particolarmente leggibile e una disposizione delle vignette nella pagina, che favorisce l&#8217;immedesimazione nelle avventure di quell&#8217;amorevole pesce palla pollo e di quella poveretta della sua creatrice. Insomma, Fabula è un piccolo gioiellino da tenere in libreria e non posso fare altro che consigliarvelo caldamente.</p>
<p>E comunque ora voglio un peluche a forma di Gidil, sappiatelo.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Fabula è un bel fumetto sulle fake news, sull&#8217;importanza del fact checking e, implicitamente, su quanto sia necessario uscire dalla propria bolla per rimanere di mentalità aperta. Fossi in voi, lo leggerei.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 5.0]</h2>
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		<title>Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia raccontano Fabula</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/04/24/lorenzo-ghetti-e-francesco-guarnaccia-raccontano-fabula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2021 10:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
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<p>Il 6 maggio per Saldapress esce Fabula, il divertente fumetto di Lorenzo Ghetti illustrato da Francesco Guarnaccia, che si occupa di raccontare lo spinoso tema delle fake news in un mondo fantasy. Per l&#8217;occasione, la casa editrice ha organizzato un incontro virtuale grazie al quale abbiamo avuto l&#8217;occasione di scambiare quattro chiacchiere con i creatori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2021/04/24/lorenzo-ghetti-e-francesco-guarnaccia-raccontano-fabula/">Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia raccontano Fabula</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p>Il 6 maggio per <strong>Saldapress</strong> esce <strong>Fabula</strong>, il divertente fumetto di <strong>Lorenzo Ghetti</strong> illustrato da <strong>Francesco Guarnaccia</strong>, che si occupa di raccontare lo spinoso tema delle <em>fake news</em> in un mondo fantasy.</p>
<p>Per l&#8217;occasione, la casa editrice ha organizzato un incontro virtuale grazie al quale abbiamo avuto l&#8217;occasione di scambiare quattro chiacchiere con i creatori del fumetto.</p>
<h2>L&#8217;incontro</h2>
<p>Apre l&#8217;incontro Jacopo Masini, responsabile ufficio stampa Saldapress, il quale si dichiara particolarmente soddisfatto dell&#8217;opera, in quanto i due autori hanno trovato un modo molto originale, sovvertendo le regole comuni, per raccontare il tema delle bufale. A tal proposito ci tiene a far notare una peculiarità del titolo: il fumetto si chiama Fabula, che è proprio l&#8217;anagramma della parola <em>bufala</em>.</p>
<p>Visto che non è ancora uscito, eccovi due righe di <strong>trama</strong>. Nel magico mondo fantasy in cui è ambientata l&#8217;avventura di <strong>Rita</strong> e <strong>Gidil</strong>, non esistono i social network, tuttavia l&#8217;informazione al grande pubblica viene fatta dai <strong>bardi</strong>, cantori che diffondo notizie sulla base dei consensi che raccolgono. In questo contesto facciamo la conoscenza di <strong>Umbra</strong> e <strong>Mania</strong>, gli scagnozzi del principale villain per conto del quale gestiscono la diffusione delle bufale, nello stesso modo in cui esse vengono diffuse nel mondo reale. <strong>Il modo di diffusione delle bufale è l&#8217;unico elemento attinente alla realtà, tutto il resto è sovvertito</strong>. Nel fumetto, i vaccini sono una bufala, perché tutti sanno che sono i magici braccialetti delle fate a salvarti dalle malattie; la terra non è tonda, come vorrebbero indurti a pensare, ma un biscotto al cioccolato poggiato su Criceto cosmico, e così via. In un contesto simile, Rita e Gidil si occuperanno di fare fact checking nel modo più rischioso e rocambolesco possibile: andando a verificare o smentire personalmente ogni fake news, girando a piedi l&#8217;impervio mondo in cui vivono.</p>
<h2>Il target di Fabula? Chiunque.</h2>
<p>Nel fumetto compaiono molto i social network, sotto forma di bardi ma pur sempre con un sacco di riferimenti alla realtà. ci si potrebbe quindi aspettare che sia rivolto a una ben precisa fascia di pubblico, e invece no. <strong>Fabula è partito come webcomic in inglese</strong>, quindi in fase di scrittura è stato letto da un pubblico specifico, che per via del format è limitato. Lorenzo ci racconta che la sua famiglia ha letto la storia man mano che ne venivano pubblicati i capitoli, e di volta in volta gli facevano i complimenti, dimostrando così di capirne il contenuto, che quindi è adatto a un pubblico adulto. Contemporaneamente però, un cuginetto di otto anni che parla meglio l&#8217;inglese dell&#8217;italiano, ha sempre preteso di leggere in sua compagnia ogni episodio e ogni volta si è dimostrato incuriosito ed entusiasta perciò, per quella che è la sua esperienza, <strong>Fabula è adatto a un pubblico dall&#8217;ampio spettro di età</strong>. Francesco aggiunge che nella composizione dell&#8217;opera si sono concentrati più sul lato narrativo che su quello contenutistico, di modo che, anche chi non sapesse nulla dell&#8217;argomento centrale, comunque potrebbe apprezzare la storia che <em>fila perfettamente e regge così com&#8217;è</em>.</p>
<p>Va detto infine che entrambi sono appassionati dei cartoni animati alla Cartoon Network (citano Steven Universe e Adventure Time), e quel tipo di programmi, che sicuramente ha influenzato il taglio di Fabula, piace addirittura più ai grandi che ai piccoli, per cui non c&#8217;è davvero da preoccuparsi: il fumetto è per tutti.</p>
<h2>Influenze esterne: la genesi creativa dell&#8217;opera</h2>
<p>Leggendo Fabula il primo elemento che salta all&#8217;occhio sono le immagini bizzarre e surreali, al limite del no sense, che ne costellano le pagine sgargianti. <strong>Chiedendo quale sia stato il processo creativo che ha portato alla creazione del fumetto, Francesco si indica la testa.</strong> &#8220;È stato un po&#8217; un rimbalzarsi le idee&#8221;, ci spiega Lorenzo: &#8220;le pagine a taccuino sono tutte idee di Francesco, sia come concept sia come scritte.&#8221; Le fake news invece sono opera di Lorenzo, ma Francesco ci ha messo del suo aggiungendo qualche battuta qua e là. A tal proposito, Guarnaccia ci svela un comodo trucco per capire chi dei due abbia scritto quale parte: &#8220;Se le battute vi fanno ridere e pensare, le ha fatte Lorenzo; se sono solo <em>puttanate</em>, è opera mia:&#8221;</p>
<p>&#8220;È stato semplice&#8221; riprende Lorenzo: &#8220;prendi una fake news normale (vaccini come scusa per iniettare un chip, Terra piatta, immigrati che ci rubano il lavoro, &#8230;) e le inverti, trasformandola in quella che nel mondo magico è la realtà.&#8221; Per questo <strong>il tema di insieme è la questione delle creature magiche</strong>: al tempo in cui si stava stendendo la sceneggiatura, il trend che andava per la maggiore era quello per cui l&#8217;altro, il diverso, lo straniero erano visti come una minaccia, al fine di distrarre il grande pubblico da questioni per alcuni più scomode. In quest&#8217;ottica risulta particolarmente importante il discoro alla <em>panem et circens</em> di Giovenale che tiene il re: &#8220;<strong>Le persone sono per natura infelici. Io do loro solo qualcosa da incolpare.</strong>&#8221;</p>
<h2>Il ruolo dei bardi</h2>
<p>Viene un po&#8217; da chiedersi se i social siano effettivamente nati affinché gli utenti potessero mostrarsi come gli irripetibili fiocchi di neve che sono, o se invece l&#8217;intento inziale fosse diverso e questo aspetto è un accidente successivo. Per riflettere sul tema, Francesco cita lo spettacolo <strong>Make Happy</strong> dello stand up comedian <strong>Bob Burnham</strong> (lo trovate su Netflix), in cui il comico dice che <em>noi siamo la generazione delle performance</em>. In virtù di ciò, i social non possono che essere la risposta del mercato a questo impulso, di conseguenza ora non sono altro che l&#8217;estremizzazione di quell&#8217;idea originaria.</p>
<p>I bardi di Fabula ne sono la perfetta rappresentazione (es. Il bardo Facebook non può cancellare nulla senza una smentita provata) e l&#8217;approccio della folla che si raduna in piazza per ascoltare i bardi è esattamente quella che l&#8217;utente medio ha sui social. Per questo il fumetto risulta simpatico, quasi assurdo: il senso di protezione che nasce dallo schermo, in conseguenza del quale molte persone si sentono in diritto di dire la qualunque sotto un post più o meno gradito, nel mondo reale manca completamente, per cui, solitamente, si tace. In Fabula invece la gente scende in piazza e urla &#8220;Mi piace!&#8221;, oppure si indigna pubblicamente, mettendosi a discutere con sconosciuti, sovvertendo completamente ciò che accade in un mondo non virtuale.</p>
<h2><strong>La genesi di questi bardi</strong></h2>
<p>Ma insomma, come sono nati questi fantomatici bardi di cui abbiamo parlato finora? Tutto è iniziato quando Lorenzo e Francesco si sono confrontati con il professor <strong>Michael Bronstein</strong> circa <strong>Good News</strong>. Quest&#8217;ultimo è <strong>un progetto</strong>, gestito proprio da Bronstein, <strong>con l&#8217;obiettivo di creare un algoritmo capace di rilevare notizie false nei social media.</strong> Insieme i tre hanno cercato di estrapolare le idee migliori e renderle reali.</p>
<p>Da quel brainstorming, Francesco ha pensato di usare la classe del bardo per personificare i social media, mentre è toccato poi a Lorenzo creare un bardo per ogni social, focalizzandosi sul modo di comunicare tipico di ciascuna piattaforma e riflettendolo nei tratti peculiari di ogni cantore. A questo punto la palla è tornata nelle mani di Francesco, che ha ricevuto una <em>sceneggiatura pigra</em> (così Ghetti si riferisce al materiale passato al collega) &#8220;e poi è lui che fa le sue magie&#8221;.</p>
<p>Di fatto, quindi, Lorenzo ha indicato cosa ogni bardo avrebbe dovuto dire, Francesco ha preso le indicazioni, ha creato il concept dei personaggi, ha aggiunto qualche balloon e ha fatto, appunto, <em>la sua magia</em>. <strong>Guarnaccia comunque dichiara che queste fantomatiche <em>sceneggiature pigre</em> sono proprio quelle con cui preferisce lavorare, perché in generale permettono di ottenere una buona coesione fra tutte le persone che lavorano a un&#8217;opera, ottenendo un risultato fluido e consequenziale</strong>.</p>
<h2>Fumettisti e social: odi et amo</h2>
<p>Dopo tutto il parlare che si è fatto di questi invadentissimi social, viene chiesto ai due artisti quale sia il loro rapporto con le ineluttabili piattaforme: dopo un approccio apparentemente opposto, i due si sono ritrovati a concordare su un aspetto chiave.</p>
<p><strong>Francesco</strong> ammette di amarli molto: la sua carriera digitale è infatti iniziata su DeviantArt, dalla quale è poi passato a Facebook e Instagram non appena è stato possibile farlo. Per lui i social sono un punto di accumulazione di cose particolarmente stupide e/o un di lavoro, ma manifesta un forte disagio in quanto a oggi pare che da strumenti di svago si siano trasformati in elemento imprescindibile per chi lavora nel mondo dell&#8217;arte o della musica. <strong>Molto spesso gli editori delegano all&#8217;autore la parte di promozione delle nuove uscite, ma ciò consiste in un lavoro vero e proprio, per il quale sono necessarie competenze completamente differenti</strong> da quelle che caratterizzano la professione del fumettista &#8220;standard&#8221;. Quindi belli i social, ma per svago, non per obbligo.</p>
<p><strong>Lorenzo invece</strong> si sta convertendo quanto più possibile alle newsletter, o a YouTube, che permettono di ritrovare più facilmente dei contenuti in cui ci si può imbattere in qualunque momento ma che si vorrebbero esperire in un secondo momento. A lui dà fastidio il fatto che i social siano molto trasversali, quindi prima di pubblicare qualcosa pensa a quale parte del suo pubblico, evidentemente eterogeneo, interesserebbe un certo tipo di contenuto. Si dichiara infastidito da questa <em>promiscuità di dati</em>, sia dal punto di vista del content creator, sia da quello del fruitore.</p>
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<p>&#8220;Dite cheese&#8221; &#8211; Foto scattata durante la round table digitale</p>
<h2>Fabula e la sua parte scientifica</h2>
<p><strong>Fabula è stato realizzato nell’ambito di ERCcOMICS</strong> (dove ERC sta per <em>European Research Council</em>), un progetto finanziato dall’Unione Europea che si pone l&#8217;obiettivo di raccontare la ricerca scientifica attraverso la narrazione a fumetti. Lo scopo è intuitivo: avvicinare il grande pubblico al mondo accademico, sfruttando il potenziale della dimensione artistica nella sua interezza. Per farlo sono stati creati sedici webcomic, fra cui Fabula, che come tutti gli altri ha visto una collaborazione stretta fra fumettisti e ricercatori (nel nostro caso Lorenzo, Francesco e il già citato professor Michael).</p>
<p>In questo caso ci si è focalizzati sul <em>fact checking</em>, in quanto il prof Bronstein sta lavorando proprio a un algoritmo in merito. Fun fact: poiché il <em> machine learning</em> usato dal ricercatore si chiama GDL, la sua trasposizione nel fumetto, il personaggio del pesce palla pollo, è stato chiamato proprio Gidil. Emblematica del personaggio è una riflessione che fa verso metà del racconto: &#8220;<strong>Quando le storie piacciono sempre allo stesso gruppo di persone, probabilmente non sono verificate. Quando gruppi diversi esprimono entusiasmo, invece, è più probabile che </strong><strong>siano concrete.</strong>&#8221; I social creano tante piccole bolle che non comunicano fra loro, per cui ciò che è universalmente vero all&#8217;interno di una bolla soltanto, è possibile che sia una notizia falsa. Invece se la stessa informazione è sostenuta da più bolle diverse e non comunicanti, allora è possibile che sia esatta. È stato proprio Michael a far notare questo aspetto ai due artisti, visto che è proprio il metodo con cui fa ricerca; poi Lorenzo e Francesco hanno trasformato quest&#8217;idea in un fumetto e così è nato Fabula.</p>
<h2>Il rischio di essere fraintesi</h2>
<p>Come anticipato, il fumetto conta delle parti no sense che potrebbero però essere fraintese. Per esempio, Rita sconsiglia i vaccini, una fake news, in quanto nella logica al contrario del mondo in cui è ambientato Fabula ciò che ti salva da brutte malattie è il magico braccialetto delle fatine. Non si corre il rischio di far passare il messaggio sbagliato? &#8220;Forse sì&#8221; dice Lorenzo, che ammette di averci pensato e di aver cercato di collegare le fatine in questione all&#8217;equivalente del medico nel mondo reale. Va detto però che quella è proprio una delle scene d&#8217;esordio del fumetto, proseguendo con la lettura, si chiarisce il messaggio che l&#8217;opera vuole trasmettere.</p>
<p>Il motivo per cui si è adottata questa prospettiva accettando di correre il rischio è perché si voleva mettere il lettore nella parte di chi crede alle fake news, doveva trovarsi nei panni di chi crede davvero a quelle cose.</p>
<h2>È giusto censurare?</h2>
<p>C&#8217;è poi il problema della censura, che è un dibattito attuale: è meglio avere qualcuno che deicide per tutti cosa si può dire e cosa no (tipo l&#8217;editore o un algoritmo) oppure lasciare a tutti la totale libertà di parola, col rischio di lascar circolare notizie false? Ovviamente non c&#8217;è una risposta secca e univoca, ci sono delle opinioni, ma il momento in cui Gidil si ritrova a chiedersi se la sua missione di fact cheching non si stia invece trasformando in censura è uno degli svolti chiave di Fabula.</p>
<p>Ciò che conta non è trovare una risposta alla domanda, ma interrogarsi sul tema: per questo, pur fornendo una chiave di lettura, Lorenzo e Francesco hanno preferito non scrivere la &#8220;loro&#8221; risposta nel libro ma anzi, lasciarla aperta, come quei quesiti pedagocici che accompagnano le grandi opere letterarie.</p>
<h2>Scrivere in un mondo che cambia velocemente</h2>
<p>È indubbio che con il passare del tempo, il lessico si evolva, e certamente l&#8217;utilizzo frequente di social netwok acceleri tale processo evolutivo. Un&#8217;altra domanda aperta che ci protiamo a casa dall&#8217;incontro è quella in merito l&#8217;uso di inglesismi (non farò spoiler, ma in Fabula ce n&#8217;è UNO solo, nella parte bonus dopo la storia principale, che però ha del genio).</p>
<p>Parlando dell&#8217;argomento, <strong>Francesco cita un episodio speciale di Rick e Morty</strong> in cui Rick, che si è sempre dichiarato contrairio ai viaggi nel tempo, si decide a spiegarne il perché. &#8220;<strong>È inutile andare indietro nel tempo a cambiare ciò che è stato con l&#8217;ambizione di modificare il presente, per farl, è sufficiente cambiare la memoria collettiva</strong>&#8220;. Il senso è chiaro: se chiunque si ricorda che un determinato fatto si è svolto in un certo modo, quella <em>diventa la verità</em>.</p>
<p>Lo stesso discorso vale per l&#8217;evoluzione del linguaggio: la lingua è fluida, è naturale che si modifichi. Il linguaggio in sé ha un impatto ingente sulla realtà: appena viene scoperto qualcosa di nuovo, la prima cosa che si fa è assegnare un nome alla scoperta. A quale fine? Perché è grazie al nome, al termine con cui la si indica, che una novità entra nella collettività (e in quest&#8217;ottica diventa importante il discorso sullo schwa: l&#8217;introduzione di un carattere che vuole indicare un genere neutro, prova, con la sua esistenza, che esiste anche un gruppo di persone che necessita proprio di quel simbolo, per sentirsi rappresentata nel suo individualismo, senza doversi continuamente accontentare di rimanere nascosto in una lingua che lo ingloba in altri generi).</p>
<p><strong>Se internet sta diventando una mente alveare forse è un problema, oppure una cosa utile? Di nuovo, non c&#8217;è riposta.</strong> Lorenzo tiene molto al linguaggio, soprattutto nel fumetto. Una sua amica una volta gli ha detto che deve smettere di pensare che italiano scritto e parlato siano la stessa cosa, mentre invece lui preferisce usare una parlata verosimile, lontana da quella da fumetto classico. Il potere delle parole è gigantesco: in tedesco, per esempio, &#8220;Luna&#8221; è maschile e &#8220;Sole&#8221; è femminile, e secondo lui questa piccola differenza marginale contiene invece una potenzialità di implicazioni enorme. Ci sono poi termini che nelle altre culture non esistono: &#8220;arrangiarsi&#8221;, in molte culture straniere, non c&#8217;è, per questo Lorenzo è pro &#8220;lotte su tutto ciò che è parola&#8221;.</p>
<p>&#8220;Siamo creature verbali, è giusto che la lingua si evolva, e la lingua si evolve sempre nel verso giusto: a un certo punto vengono introdotti nuovi termini e questi diventano quelli della collettività&#8221;.</p>
<p>E con questo punto di vista, condivisibile o meno, ma che sicuramente alimenta un dibattito costruttivo circa temi non più ignorabili, si chiude l&#8217;incontro su Fabula, un fumetto che in poco meno di cento pagine ha davvero molto, molto da raccontare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2021/04/24/lorenzo-ghetti-e-francesco-guarnaccia-raccontano-fabula/">Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia raccontano Fabula</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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