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	<title>Bandai Namco - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>The Blood of Dawnwalker &#8211; Vampiro a metà</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 08:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Orfani di The Witcher (o meglio, in attesa del nuovo capitolo), è il momento di provare The Blood of Dawnwalker! Gioco di debutto di Rebel Wolves, studio polacco fondato nel 2022 a Varsavia da un gruppo di veterani di CD Projekt Red, oggi cresciuto fino a 160 persone sotto la guida di Konrad Tomaszkiewicz, già [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Blood-of-Dawnwalker.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-66334 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Blood-of-Dawnwalker.png" alt="The Blood of Dawnwalker" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Blood-of-Dawnwalker.png 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Blood-of-Dawnwalker-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Blood-of-Dawnwalker-1024x576.png 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Blood-of-Dawnwalker-768x432.png 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Blood-of-Dawnwalker-747x420.png 747w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Blood-of-Dawnwalker-640x360.png 640w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/The-Blood-of-Dawnwalker-681x383.png 681w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Orfani di <em>The Witcher</em> (o meglio, in attesa del nuovo capitolo), è il momento di provare <em><strong>The Blood of Dawnwalker</strong></em>! Gioco di debutto di Rebel Wolves, studio polacco fondato nel 2022 a Varsavia da un gruppo di <strong>veterani di CD Projekt Red</strong>, oggi cresciuto fino a 160 persone sotto la guida di Konrad Tomaszkiewicz, già game director di <em>The Witcher 3</em> e co-regista/capo della produzione su <em>Cyberpunk 2077</em>. Un bel pedigree che, inutile girarci intorno, si porta dietro aspettative pesanti. Il gioco, un <strong>action RPG open</strong> <strong>world</strong> con tinte <strong>dark fantasy</strong> sviluppato in Unreal Engine 5 e pubblicato da <strong>Bandai Namco Entertainment</strong> (che ringrazio per la copia review), segna anche il primo capitolo di una saga pensata per proseguire su più episodi. Io l&#8217;ho giocato su <b>PS5 Pro</b>. Scopriamo assieme com&#8217;è essere un Dawnwalker.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Siamo nell&#8217;Europa del XIV secolo, tra guerre e Morte Nera, in <b>Valle Sangora</b>, una regione immaginaria incastonata tra i <strong>monti</strong> <strong>Carpazi</strong>. Nel caos generale i vampiri escono dall&#8217;ombra e reclamano il dominio sulla valle: al vertice c&#8217;è <b>Brencis</b>, signore vampirico che governa con il pugno di ferro insieme ai suoi fidati luogotenenti. Il protagonista è <b>Coen</b>, giovane travolto da una ribellione finita male, che viene trasformato dallo stesso Brencis in un &#8220;<strong>Dawnwalker</strong>&#8220;: non più del tutto umano, non ancora del tutto vampiro, condannato a vivere <strong>sospeso tra due nature</strong>. La sua <strong>famiglia</strong> è il fulcro emotivo del tutto: Coen ha <strong>trenta giorni e trenta notti</strong> per <strong>salvarla</strong> (o per scegliere la vendetta contro chi lo ha trasformato).</p>
<figure id="attachment_66353" aria-describedby="caption-attachment-66353" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-3.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-66353 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-3.jpg" alt="The Blood of Dawnwalker" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-3-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-3-747x420.jpg 747w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-3-640x360.jpg 640w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-3-681x383.jpg 681w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-66353" class="wp-caption-text">No, questi vampiri non sbrilluccicano&#8230;</figcaption></figure>
<p><strong>Non esiste però un’unica strada già tracciata</strong>: possiamo cercare alleati, colpire le fondamenta del potere dei vampiri, inseguire i segreti della valle o tentare di prepararci abbastanza per affrontare direttamente il suo signore.</p>
<p>L’ambizione dichiarata da Rebel Wolves è quella di costruire un <strong>vero sandbox narrativo</strong>, nel quale anche ciò che scegliamo di ignorare può modificare gli eventi. Le missioni dovrebbero quindi intrecciarsi all’obiettivo principale, mentre personaggi, alleanze e rapporti di forza possono cambiare <strong>sulla base delle azioni e delle scelte di Coen</strong>. È una promessa importante, soprattutto in un genere in cui troppo spesso il mondo sembra restare immobile in attesa del giocatore.</p>
<p>Ovviamente non aggiungo altro circa la trama, punto di forza di questo gioco assieme ai suoi personaggi principali, <strong>ben scritti</strong>. Toccherà a voi scoprire cosa riserverà il destino a Coen e alla sua famiglia!</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Il sistema più particolare di <em><strong>The Blood of Dawnwalker</strong></em> riguarda il <strong>tempo</strong>. Non si tratta di un conto alla rovescia che continua a scorrere mentre esploriamo la mappa: muoversi liberamente nella Valle Sangora non consuma minuti preziosi. Il <strong>tempo avanza</strong> in <strong>segmenti prestabiliti</strong> quando iniziamo o portiamo avanti determinate <strong>missioni</strong>, quando ci <strong>alleniamo</strong> o quando <strong>apprendiamo alcune abilità</strong>, e il gioco segnala in anticipo il costo delle nostre decisioni. In questo modo le <strong>trenta giornate</strong> diventano una <strong>risorsa</strong> da amministrare, esattamente come l’equipaggiamento o i punti abilità.</p>
<p>La doppia natura di Coen modifica anche gli strumenti a nostra disposizione. Di <strong>giorno</strong> possiamo affidarci alla <strong>scherma</strong> e alla <strong>stregoneria</strong>, con magie offensive, effetti di controllo e potenziamenti. Di <strong>notte</strong> emergono <strong>artigli</strong> e <strong>poteri vampireschi</strong>, alimentati dalla salute e dal livello di corruzione, oltre ad abilità di movimento capaci di aprire percorsi differenti. Esperienza e punti abilità sono condivisi, ma i rami di crescita seguono regole diverse: oltre ai classici punti abilità che conquisteremo ad ogni level up, dei manuali acquistabili o reperibili in giro permettono di ampliare scherma e stregoneria, mentre nutrirsi col sangue (umano, animale, e non solo&#8230;) e <strong>accettare la corruzione</strong> sblocca capacità vampiresche più potenti. Come dicevo, anche imparare richiede tempo, e questo rende la progressione parte della stessa economia di scelte che regola le missioni.</p>
<figure id="attachment_66355" aria-describedby="caption-attachment-66355" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-66355 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-1.jpg" alt="The Blood of Dawnwalker" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-1-747x420.jpg 747w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-1-640x360.jpg 640w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-1-681x383.jpg 681w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-66355" class="wp-caption-text">Di notte gli artigli di Coen sono decisamente più efficaci di una spada</figcaption></figure>
<p>Il <strong>combattimento</strong> propone due livelli di controllo. <strong>Omniattacco</strong> e <strong>Omniblocco</strong> scelgono automaticamente la direzione del colpo o della difesa, rendendo gli scontri più accessibili a scapito di un consumo maggiore della resistenza; il sistema <strong>direzionale</strong> permette invece di leggere i movimenti avversari, <strong>scegliere l’angolo corretto</strong> e cercare parate perfette e contrattacchi utilizzando la levetta sinistra e anche le icone su schermo che ci daranno una mano. Spade corte, lunghe e a due mani cambiano la velocità delle offensive, mentre stregoneria e capacità vampiresche ampliano le possibilità attraverso abilità attive.</p>
<p><em><strong>The Blood of Dawnwalker</strong></em> prova quindi a legare esplorazione, combattimento e crescita allo stesso principio: <strong>non possiamo fare tutto</strong>, vedere tutto, imparare tutto e aiutare tutti in una sola partita. La tua partita quindi è basata anche su delle <strong>rinunce</strong>, e starà a te rendere le tue decisioni interessanti e come scegliere al meglio il tuo tempo. Aggiungo infatti che alcune missioni sono da eseguirsi entro un tot di tempo, altrimenti l&#8217;orologio del gioco andrà avanti e il mondo continuerà per la sua strada indipendentemente da noi.</p>
<p>Devo dire che questo aspetto di <em><strong>The Blood of Dawnwalker</strong></em> è particolarmente <strong>intrigante</strong>, perché mi ha fatto veramente <strong>sentire in un GdR da tavolo</strong>, dove il master fa sapientemente succedere cose mentre chi gioca passa il proprio tempo a capire se quella porta ha trappole. Qui non perderai tempo davanti a porte chiuse, ma dovrai decidere bene cosa fare e lasciar andare la voglia di completismo in una singola run. Anzi, come accennavo, qui già si pensa a una <strong>saga</strong>, pertanto un salvataggio potrà aprire strade particolari in un secondo capitolo, cosa che un approccio diverso potrebbe non fare.</p>
<p>E allora cos&#8217;è che funziona <strong>a metà</strong>? Purtroppo il gioco ha un po&#8217; di difetti specie per quanto riguarda la <strong>gestione dei combattimenti</strong>, che a volte ho trovato <strong>legnosi</strong> e un po&#8217; <strong>confusionari</strong>, così come anche il movimento di Coen, a volte <strong>poco fluido</strong> per una produzione del 2026. Il sistema di puntamento non riesce a cambiare più rapidamente il suo bersaglio, e a volte si resta scoperti quando tanti nemici attaccano assieme; a inizio gioco il nostro Coen è abbastanza debole e la curva di crescita sembra essere un po&#8217; lenta, salvo a una certa diventare forse anche troppo potente per un &#8220;neonato&#8221;.</p>
<p>Inoltre l&#8217;esplorazione <strong>open world</strong>, per quanto libera dal giogo del tempo, mi è risultata <strong>un po&#8217; confusionaria</strong>, alternando grandi spazi vuoti a missioni che quasi ti cadono addosso; il viaggio rapido funziona ma è un po&#8217; (volutamente?) macchinoso, sono state messe le classiche torri di osservazione ma scalarle a volte è un po&#8217; un dramma nonostante il &#8220;Passo d&#8217;Ombra&#8221;, fighissima abilità che ci permette di teletrasportarci a distanze più o meno ravvicinate.</p>
<h2>Audio e Video</h2>
<p>Come per il gameplay, anche sul discorso grafico siamo di fronte a un gioco a metà: <em><strong>The Blood of Dawnwalker</strong></em> ha una direzione artistica eccellente, ma non possiamo dire lo stesso della direzione e realizzazione tecnica.</p>
<p>La grafica è <strong>artisticamente molto bella</strong>, ambientazione creata veramente ad hoc, non sono mai stato sui <strong>Carpazi</strong> nel 1300 ma è così che <strong>me li immagino</strong>, pieni di boschi, paludi, villaggi marci pieni di soldati ubriaconi e popolani oppressi &#8211; insomma, un bel posticino. Anche i personaggi sono ben realizzati, in particolare modo quelli principali, e ho apprezzato alcune <strong>scelte stilistiche</strong> circa i <strong>Vrakhir</strong>, ossia i vampiri di questo mondo.</p>
<figure id="attachment_66354" aria-describedby="caption-attachment-66354" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-66354 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-2.jpg" alt="The Blood of Dawnwalker" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-2-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-2-747x420.jpg 747w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-2-640x360.jpg 640w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/09/dawnwalker-2-681x383.jpg 681w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-66354" class="wp-caption-text">Le farfalle rosse sono un tocco di classe molto elegante</figcaption></figure>
<p>E cos&#8217;è che non va, invece? Beh, ogni tanto le <strong>texture</strong> fanno i <strong>capricci</strong>, il gioco <strong>rallenta</strong>, ogni tanto alcuni elementi sono poco definiti, cosa che oggi come oggi non ti aspetteresti da un gioco così curato. Visti gli iniziali problemi di framerate, è stata rilasciata una patch al day one che dà la modalità performance a 60fps, che è quella che ho usato sulla mia PS5 Pro per questa recensione: va bene, però secondo me ogni tanto qualcosa &#8220;non torna&#8221;, e non è &#8220;giusto&#8221; relegare l&#8217;esperienza migliore a un singola modalità di visualizzazione.</p>
<p>Il gioco offre testi, sottotitoli e doppiaggio completo in <strong>italiano</strong>; il doppiaggio è buono, ma alcune voci sembrano poco ispirate. Lo so che di solito gioco sempre con il doppiaggio &#8220;originale&#8221;, e anche questa volta è in effetti possibile impostare i <strong>dialoghi in polacco</strong>: io però non ce l&#8217;ho fatta, scegliendo un più comodo italiano, questa volta. La colonna sonora, guidata dal compositore <strong>Nikola Kołodziejczyk</strong>, utilizza archi, voci e strumenti legati alla tradizione dell’Europa medievale e dell’area dei Carpazi, cercando sonorità differenti per il giorno e per la notte e riuscendo ottimamente nel suo intento, risultando gradevole e inquietante a seconda delle diverse situazioni.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><em><strong>The Blood of Dawnwalker</strong></em> è un gioco molto ambizioso e secondo me è in gran parte riuscito nel suo intento. Nonostante infatti alcuni difetti che ho elencato nelle righe sopra, mi ha preso e ho iniziato a <strong>macinare missioni</strong> una dopo l&#8217;altra, spinto dalla storia e dalla volontà di vedere come si sarebbe dipanato il tutto, sia lato <strong>trama</strong> che lato <strong>gameplay</strong>. A volte ho avuto qualche esperienza <strong>un po&#8217; frustrante</strong> (e ripetitiva a dire il vero) durante dei combattimenti; interessante comunque che il gioco ti metta da subito di fronte a minacce potenzialmente mortali di fronte alle quali è cosa buona e giusta girare i tacchi. E fai <strong>attenzione ai cinghiali</strong>!</p>
<p><strong>Rebel Wolves</strong> ha imbastito un bel progetto anche se un po&#8217; acerbo, e forse non è riuscita a ricreare &#8220;il miracolo <a href="https://nerdando.com/2025/04/23/expedition-33-clair-obscur-ce-ancora-domani/"><em>Expedition 33</em></a>&#8220;, ma ha in ogni caso prodotto un buon gioco che, con qualche patch e magari un buon seguito, può diventare qualcosa di interessante da seguire nel corso del tempo.</p>
<p>Le scelte <strong>stilistiche</strong> e <strong>artistiche</strong> sono <strong>efficaci</strong> e molto <strong>intriganti</strong>, e se ti va di passare sopra a qualche problemino tecnico e a gestire un open world non perfetto, allora ti troverai di fronte a un buon numero di ore di divertimento assieme a Coen e alla sua sete di sangue.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom" data-cmp-ab="2">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>The Blood of</strong> <strong>Dawnwalker</strong></em>, progetto d&#8217;esordio di Rebel Wolves, è un action RPG open world con <strong>un&#8217;ottima direzione artistica</strong> e qualche <strong>difettuccio tecnico</strong> che però non rovina eccessivamente il gioco.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/i-bollini" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-41543 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_oro.png" alt="Djando oro" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_oro.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_oro-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/TlTbxok5Cik?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Captain Tsubasa 2: World Fighters &#8211; Un tripudio di miccette sul campo</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/09/01/captain-tsubasa-ii-world-fighters-un-tripudio-di-miccette-sul-campo/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 08:00:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il mio rapporto con i videogiochi di Captain Tsubasa parte da lontano. In un vecchio articolo di Non è un gioco per vecchi raccontai quanto avessi consumato la mia PlayStation giocando a Captain Tsubasa J: Get in the Tomorrow, mentre nel 2020 accolsi con piacere quel titolo divertente, esplosivo e caciarone che era Rise of New [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2026/09/01/captain-tsubasa-ii-world-fighters-un-tripudio-di-miccette-sul-campo/">Captain Tsubasa 2: World Fighters &#8211; Un tripudio di miccette sul campo</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Captain-Tsubasa-II-World-Fighters.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-66259 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Captain-Tsubasa-II-World-Fighters.jpg" alt="Captain Tsubasa" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Captain-Tsubasa-II-World-Fighters.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Captain-Tsubasa-II-World-Fighters-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Captain-Tsubasa-II-World-Fighters-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Captain-Tsubasa-II-World-Fighters-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Captain-Tsubasa-II-World-Fighters-747x420.jpg 747w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Captain-Tsubasa-II-World-Fighters-640x360.jpg 640w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Captain-Tsubasa-II-World-Fighters-681x383.jpg 681w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Il mio rapporto con i videogiochi di Captain Tsubasa parte da lontano. In un vecchio articolo di <a href="https://nerdando.com/2015/04/14/non-e-un-gioco-per-vecchi-captain-tsubasa-j-get-in-the-tomorrow/"><i>Non è un gioco per vecchi</i></a> raccontai quanto avessi consumato la mia PlayStation giocando a <em><strong>Captain Tsubasa J: Get in the Tomorrow</strong></em>, mentre nel 2020 accolsi con piacere quel titolo divertente, esplosivo e caciarone che era <em><strong><a href="https://nerdando.com/2020/08/31/captain-tsubasa-rise-of-new-champions-holly-benji-2020/">Rise of New Champions</a></strong></em>. Sei anni dopo, <strong>Tamsoft</strong> e <strong>Bandai Namco</strong> tornano con <em><strong>Captain Tsubasa 2: World Fighters</strong></em>, disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC. L’ho provato su PlayStation 5 grazie a una copia recensione inviata da Bandai Namco, che <strong>ringrazio</strong>. Avevo aspettative piuttosto alte, proprio per il mio legame con la serie, ma questa volta l’entusiasmo si è affiancato a un po&#8217; di confusione.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><em><strong>Captain Tsubasa 2: World Fighters </strong></em>riprende gli eventi successivi al torneo Junior Youth raccontato nel primo capitolo e accompagna Tsubasa Ozora (il nostro Holly) e la nazionale giapponese verso il World Youth. Il percorso parte dal Brasile, passa attraverso il ritorno in Giappone e le qualificazioni asiatiche, fino ad arrivare al grande confronto con le migliori nazionali giovanili del mondo.</p>
<p>Il punto di vista principale è quello di <strong>un calciatore creato da noi</strong> nella modalità <strong>New Stars</strong>. Possiamo personalizzarne aspetto, fisico, ruolo e tecniche, scegliendo questa volta anche di giocare come portiere. Il nostro alter ego entra in contatto con i protagonisti della serie, stringe legami con loro e <strong>ne apprende le mosse</strong>, seguendo una struttura che conserva quella componente <strong>leggermente ruolistica</strong> che avevo apprezzato in <i>Rise of New Champions</i>.</p>
<figure id="attachment_66258" aria-describedby="caption-attachment-66258" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-66258 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-2.jpg" alt="Captain Tsubasa" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-2-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-2-747x420.jpg 747w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-2-640x360.jpg 640w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-2-681x383.jpg 681w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-66258" class="wp-caption-text">Chi riconosce la divisa che indossa la Nazionale del Giappone?</figcaption></figure>
<p>La storia <strong>alterna</strong> <strong>eventi tratti dal manga a sviluppi originali</strong> supervisionati da <strong>Yoichi Takahashi</strong>. Gli appassionati troveranno parecchi personaggi conosciuti, rivalità storiche e una generosa quantità di fan service (calcistico, eh!). Alcune scene si attivano direttamente durante le partite e possono persino modificarne l’andamento, mentre specifici obiettivi permettono di ottenere tecniche, elementi cosmetici e sequenze aggiuntive. Completata la campagna si aprono anche episodi dedicati ai rivali e scenari alternativi che immaginano incontri diversi da quelli dell’opera originale.</p>
<p>Il problema è che il nostro personaggio rimane spesso un <strong>invitato dentro una storia appartenente agli altri</strong>. Le scelte nei dialoghi aggiungono un po’ di personalità, ma non cambiano davvero il percorso, e molte sequenze seguono una struttura da visual novel piuttosto statica. Le ore di gioco ci sono, soprattutto volendo sbloccare ogni contenuto, ma il <strong>single player</strong> procede lungo un <strong>binario ben definito</strong> e offre poca libertà. Considerando quanto mi fosse già dispiaciuto vedere l’offline del primo capitolo passare in secondo piano, speravo sinceramente in un’evoluzione più coraggiosa.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Come scrissi anche nel 2020, scordati EA Sports FC o eFootball. Qui il <strong>calcio</strong> serve come <strong>terreno di scontro</strong> per tiri capaci di <strong>incendiare l’erba</strong>, scivolate lunghe diversi metri e <strong>portieri</strong> che devono essere <strong>lentamente demoliti</strong> prima di lasciar passare il pallone. Questa identità sopra le righe continua a essere il principale elemento distintivo della serie.</p>
<p>Tamsoft ha però modificato profondamente il sistema di gioco. Nel <strong>primo capitolo</strong> dribbling e contrasti funzionavano attraverso una dinamica abbastanza leggibile, simile a un <strong>sasso-carta-forbici</strong>. In <em><strong>World Fighters</strong></em> ogni calciatore possiede una barra della <strong>resistenza</strong>, consumata dalle azioni offensive e difensive. Un normale dribbling permette di mantenere il pallone finché rimane energia sufficiente; quando il contrasto azzera la resistenza, il difensore conquista il possesso.</p>
<p>A questa base si aggiungono <strong>Dribbling Max </strong>e<strong> Contrasto Max</strong>, manovre più lente da preparare ma capaci di superare automaticamente le azioni normali. Quando si affrontano due mosse Max, prevale quella attivata per ultima. Esiste poi il <strong>Dribbling Perfetto</strong>, eseguito premendo il comando con il giusto tempismo poco prima dell’impatto, che consente di evitare anche gli interventi più pericolosi.</p>
<p>Spiegato così sembra tutto piuttosto logico. Sul campo, <strong>almeno durante le prime partite</strong>, l’impressione è molto diversa. Tra indicatori, barre, distanze di attivazione e brevi animazioni, <strong>ho faticato a capire</strong> perché un avversario riuscisse a fermarmi e quale fosse il momento corretto per reagire. Alcuni interventi, specialmente quelli speciali o effettuati da lontano, sembrano quasi inevitabili. Il gioco mette a disposizione diversi tutorial, ma spiegare separatamente ogni regola non equivale a rendere immediatamente leggibile una partita. La difficoltà iniziale nasce quindi dalla comprensione del sistema più che dalla bravura degli avversari, e non è una sensazione particolarmente piacevole.</p>
<p>Il sistema <strong>Chain</strong> prova ad aggiungere una componente tattica: concatenando dribbling, recuperi, passaggi e mosse speciali si aumenta un contatore che velocizza la carica dei tiri e ne amplifica l’efficacia. La catena, curiosamente, <strong>passa all’avversario quando perdiamo il pallone</strong>, rendendo ogni possesso potenzialmente decisivo. Anche le <strong>super mosse sono state estese a passaggi, contrasti e blocchi</strong>, trasformando buona parte dei giocatori in protagonisti di brevi sequenze spettacolari.</p>
<figure id="attachment_66255" aria-describedby="caption-attachment-66255" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-66255 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-4.jpg" alt="Captain Tsubasa" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-4-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-4-747x420.jpg 747w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-4-640x360.jpg 640w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-4-681x383.jpg 681w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-66255" class="wp-caption-text">Non c&#8217;è che dire, nel campo succede davvero di tutto!</figcaption></figure>
<p>Interessante anche la nuova gestione dei portieri. Al momento del <strong>tiro</strong>, attaccante ed estremo difensore <strong>scelgono una direzione</strong> tra sei possibilità. Indovinare consente una Parata Perfetta, mentre una lettura sbagliata comporta una perdita maggiore di resistenza. Continuare a bombardare la porta rimane una strategia valida, ma ora esiste almeno un confronto più attivo rispetto al semplice svuotamento della barra visto in <i>Rise of New Champions</i>.</p>
<p>Tutte queste aggiunte rendono il gameplay <strong>più stratificato</strong>, ma anche <strong>meno spontaneo</strong>. Le animazioni speciali interrompono spesso l’azione e, quando più difensori intervengono consecutivamente, il ritmo si spezza di continuo. Il primo episodio poteva diventare ripetitivo, ma era più facile da prendere in mano; questo seguito cerca maggiore profondità e finisce per risultare un po&#8217; più macchinoso.</p>
<p>Fuori dalla campagna troviamo allenamento, partite contro la CPU, multiplayer locale e modalità online regolari o classificate. Il <strong>baricentro competitivo è evidente</strong>, anche se non è più possibile assemblare liberamente una squadra dei sogni come nel precedente capitolo: <strong>si utilizzano le formazioni ufficiali</strong>, eventualmente inserendo il proprio avatar. Le 22 nazionali vengono sbloccate avanzando nella storia. Chi ama la competizione online potrà investire tempo nel padroneggiare sistemi e tempismi, mentre chi preferisce giocare da solo rischia di esaurire abbastanza presto gli stimoli una volta conclusi gli episodi narrativi.</p>
<p>Un aspetto però negativo è che alla fine non c&#8217;è mordente nello scegliere una squadra palesemente inferiore al Giappone, alla Germania, al Brasile e in generale alle nazionali: perché darsi la zappa sui piedi, al netto di voler <strong>aumentare il livello di sfida</strong>?</p>
<h2>Audio e Video</h2>
<p>Dal punto di vista visivo, <em><strong>Captain Tsubasa 2: World Fighters</strong></em> sa ancora come attirare l’attenzione. Il <strong>cel shading</strong> riproduce bene i personaggi di Takahashi e le oltre 150 sequenze dedicate alle mosse riescono a <strong>trasformare ogni tiro importante in una scena da anime</strong>. Il <strong>roster</strong> supera i <strong>110 calciatori</strong> e la varietà di tecniche permette di incontrare a lungo nuove animazioni, anche se quelle legate ai contrasti finiscono inevitabilmente per ripetersi.</p>
<p>Su PlayStation 5 le partite risultano generalmente <strong>fluide</strong> e il gioco punta ai 60 fotogrammi al secondo. Il vero <strong>limite tecnico</strong> riguarda la <strong>leggibilità</strong>: effetti, indicatori e movimenti speciali affollano lo schermo, mentre <strong>la telecamera non sempre aiuta</strong> a capire da dove stia arrivando un avversario. Le sequenze narrative sono molto più semplici rispetto a quelle sul campo, con ambientazioni poco dettagliate e personaggi spesso fermi durante i dialoghi.</p>
<figure id="attachment_66256" aria-describedby="caption-attachment-66256" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-66256 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-3.jpg" alt="Captain Tsubasa" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-3-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-3-747x420.jpg 747w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-3-640x360.jpg 640w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/world-fighters-3-681x383.jpg 681w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-66256" class="wp-caption-text">Sì: c&#8217;è la catapulta infernale dei gemelli Tachibana (Derrick), impossibile mancarla!</figcaption></figure>
<p>Il comparto sonoro può contare su <strong>oltre cento brani</strong> composti da <strong>Tadayoshi Makino</strong>, comprese riuscite <strong>rielaborazioni delle musiche della serie</strong>. Il doppiaggio è disponibile in giapponese e inglese, mentre testi e sottotitoli sono tradotti in italiano. Personalmente continuo a preferire le voci giapponesi: sentire i calciatori chiamarsi durante i passaggi e urlare le proprie tecniche conserva ancora una buona parte del fascino di <em>Captain Tsubasa</em>.</p>
<p>Anche perché, diciamocelo, se mettessi la telecronaca <strong>in italiano vorrei ritrovare il telecronista del &#8220;cartone animato&#8221;</strong> che chiama i personaggi con i nomi ai quali siamo abituati noi ragazzini un po&#8217; troppo cresciuti, e forse è chiedere tanto.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><em><strong>Captain Tsubasa 2: World Fighters</strong></em> è un seguito <strong>più ricco</strong> di sistemi, mosse e personaggi, ma non necessariamente più divertente in maniera esponenziale. Tamsoft ha cercato di correggere la semplicità del primo capitolo introducendo <strong>nuove variabili in ogni fase della partita</strong>. Il risultato, almeno per me, è stato un gioco un po&#8217; confusionario, soprattutto nelle prime ore, in cui troppo spesso non riuscivo a capire come evitare interventi avversari apparentemente inevitabili e come mantenere la palla il tempo giusto per effettuare un tiro con successo.</p>
<p>Gli appassionati dell’anime troveranno una rappresentazione fedele e spettacolare del <strong>World Youth</strong>, mentre chi desidera studiare il sistema e confrontarsi online potrebbe apprezzarne maggiormente la profondità. Gli amanti del <strong>single player</strong> devono invece tenere conto di una <strong>campagna molto guidata</strong> e di poche alternative realmente sostanziose.</p>
<p>Da un seguito di Rise of New Champions speravo in un’esperienza capace di recuperare quella <strong>semplicità immediata</strong> che mi aveva fatto amare il vecchio <em>Get in the Tomorrow</em>. Ho trovato un titolo più complesso e tecnicamente più ambizioso, ma anche meno naturale da giocare e, alla fine, un po&#8217; meno coinvolgente.</p>
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<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Spettacolare e fedele all’anime, <em><strong>Captain Tsubasa 2: World Fighters</strong></em> arricchisce il gameplay, ma confusione iniziale e offerta single player limitata ne frenano un po&#8217; il tiro.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/i-bollini" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-41543 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_oro.png" alt="Djando oro" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_oro.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_oro-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/RInbauXzGjI?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Sword Art Online: Echoes of Aincrad – Il sogno infranto</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/08/18/sword-art-online-echoes-of-aincrad-il-sogno-infranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo "Fedro" Fedrizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Anime]]></category>
		<category><![CDATA[Bandai Namco]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Kayaba Akihiko]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Si ringrazia Bandai Namco per l&#8217;invio della key di recensione. Te lo devo confessare, a costo di farmi ritrovare sul fondo delle acque del Lago di Garda con un NerveGear scoppiato in testa: Sword Art Online è stato in assoluto il primo anime che ho guardato con vera cognizione di causa, dall&#8217;inizio alla fine, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-Cover.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-66017 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-Cover.jpg" alt="Sword Art Online: Echoes of Aincrad" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-Cover.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-Cover-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-Cover-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-Cover-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p>Si ringrazia <strong>Bandai Namco</strong> per l&#8217;invio della key di recensione.</p>
<p>Te lo devo <strong>confessare</strong>, a costo di farmi ritrovare sul fondo delle acque del Lago di Garda con un <strong>NerveGear scoppiato</strong> in testa: <em><strong>Sword Art Online</strong></em> è stato in assoluto il primo anime che ho guardato con vera cognizione di causa, dall&#8217;inizio alla fine, quando ero un <strong>neoliceale</strong> pieno di speranze e sogni virtuali e l&#8217;ho <strong>amato alla follia</strong>.</p>
<p>Capisci bene, quindi, con quale livello di <strong>hype sproporzionato</strong> mi sia approcciato a <em><strong>Sword Art Online: Echoes of Aincrad</strong></em>. Ero pronto a gridare &#8220;<strong>Linku Starto!</strong>&#8221; a squarciagola, a farmi travolgere dalla magia dell&#8217;incantevole castello volante e a vivere la mia personale<strong> odissea digitale</strong>.</p>
<p>Purtroppo, però, la realtà virtuale sa essere una spietata maestra e la <strong>delusione</strong>, stavolta,<strong> è stata cocente</strong>.</p>
<h2>Un’illusione che parte col piede giusto</h2>
<p>Le premesse per farmi battere il cuore c&#8217;erano tutte. L&#8217;<strong>incipit narrativo</strong> è indubbiamente uno dei punti di forza del titolo firmato <strong>Bandai Namco</strong>. Il gioco ci scaraventa direttamente nella<strong> fase Beta</strong> del famigerato MMORPG di Kayaba Akihiko per poi accompagnarci al tragico giorno del lancio ufficiale, ma lo fa adottando una <strong>prospettiva inedita e fresca</strong>.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/20260713133014_1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-66013 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/20260713133014_1.jpg" alt="Sword Art Online" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/20260713133014_1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/20260713133014_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/20260713133014_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/20260713133014_1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Vedere gli eventi canonici della storia originale intrecciarsi con<strong> il punto di vista del nostro avatar</strong> e con i volti storici della serie crea un gancio narrativo fortissimo. C&#8217;è<strong> tensione</strong>, c&#8217;è il <strong>senso di meraviglia</strong> iniziale e la voglia di scoprire come questo nuovo filone narrativo andrà a ramificarsi.</p>
<p>Se l&#8217;intero gioco avesse mantenuto questo ritmo, ora sarei qui a <strong>cantare vittoria</strong>.</p>
<h2>Spade, martelli e tanto vuoto: la routine di Aincrad</h2>
<p>Superata la luna di miele delle prime ore, ci si scontra con <strong>la cruda realtà del gameplay</strong>.</p>
<p>L&#8217;esplorazione si basa su <strong>ampie aree open map</strong>, la cui nebbia si dirada interagendo con appositi &#8220;checkpoint&#8221; posizionati in punti strategici dell&#8217;area,<strong> una dinamica abbastanza banale</strong>, che mi ha ricordato fin troppo da vicino i punti di sincronizzazione alla <em>Assassin&#8217;s Creed</em>. Il vero problema, però, non è lo sblocco della mappa, ma quello che ci si trova dentro: <strong>lande sconfinate e tragicamente semivuote</strong>.</p>
<p>Il loop principale consiste nel<strong> vagare per questi spazi desolati</strong> e affrontare una fauna locale decisamente<strong> ripetitiva</strong>. I nemici si riducono a una manciata di <strong>modelli riciclati</strong> all&#8217;infinito con cambi di colore e minime variazioni di statistiche. Sconfiggendo questi mostri ed esplorando gli anfratti delle mappe si ottengono <strong>materiali e ricette per il sistema di crafting</strong>, fondamentale per forgiare e migliorare l&#8217;equipaggiamento.</p>
<p>Il nostro vestiario si compone di quattro pezzi di armatura e da un&#8217;arma a scelta tra<strong> sei archetipi</strong>: spada, fioretto, mazza, spada a due mani, ascia a due mani e pugnale. Sebbene <strong>le armi offrano statistiche semplici</strong>, introducono un meccanismo di <strong>&#8220;affinità&#8221;</strong>: più utilizzi una specifica tipologia di arma, più sale il relativo<strong> livello di maestria</strong>.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-66014 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-2.jpg" alt="Sword Art Online" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Aumentare l&#8217;affinità sblocca <strong>modificatori passivi e nuove skill attive</strong> dedicate. Il sistema di combattimento in sé risulta inizialmente dinamico e persino <strong>divertente</strong>, ma la tragica mancanza di varietà degli avversari e dei pattern d&#8217;attacco trasforma ogni scontro nell&#8217;ennesima fotocopia del precedente, rendendo il tutto <strong>inevitabilmente noioso</strong> sul lungo periodo.</p>
<h2>L&#8217;Endgame è una passeggiata di salute</h2>
<p>Se speravi che la <strong>sfida seria</strong> arrivasse una volta finiti i titoli di coda, ti conviene <strong>ridimensionare le aspettative</strong>. Attualmente, in attesa dei promessi contenuti post-lancio, l&#8217;endgame di <em>Echoes of Aincrad</em> appare fin troppo <strong>permissivo e, soprattutto, povero</strong>.</p>
<p>Una volta assemblato <strong>un equipaggiamento decente</strong> e sbloccate le skill chiave della propria arma preferita,<strong> i boss finali e i contenuti avanzati si sciolgono</strong> come neve al sole.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-66015 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-3.jpg" alt="Sword Art Online" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Manca del tutto quel senso di urgenza e di pericolo mortale che dovrebbe caratterizzare la scalata ai piani di Aincrad, lasciando il giocatore con <strong>la sensazione di aver completato un compito</strong> invece che un&#8217;impresa epica.</p>
<h2>Accessibilità: un passo avanti per tutti</h2>
<p>In mezzo a diverse ombre, va comunque<strong> spezzata una lancia a favore delle opzioni di accessibilità</strong> inserite dagli sviluppatori:</p>
<ul>
<li><strong>Regolazione dei font e dell&#8217;interfaccia</strong>: È possibile ingrandire i testi e gli elementi dell&#8217;HUD per facilitare la lettura su qualsiasi schermo.</li>
<li><strong>Gestione degli effetti visivi</strong>: Opzioni dedicate per ridurre o disattivare completamente lo screen shake (il tremolio della telecamera) e i flash luminosi più intensi, minimizzando l&#8217;affaticamento visivo.</li>
<li><strong>Mappatura dei comandi</strong>: Ampia libertà nel riassegnare i tasti e attivare assistenze al combattimento, rendendo l&#8217;esperienza fruibile anche a chi ha difficoltà con i riflessi o con l&#8217;uso intensivo dei dorsali.</li>
</ul>
<h2>Dov&#8217;è finita la magia?</h2>
<p><strong>È davvero un peccato</strong>. Sul piano puramente <strong>estetico e d&#8217;atmosfera</strong>, il gioco fa centro: la direzione artistica della grafica, il comparto sonoro avvolgente e la caratterizzazione dei personaggi riescono davvero a <strong>restituire il feeling autentico dell&#8217;Aincrad</strong> che abbiamo amato nell&#8217;anime.</p>
<p>I <strong>volti noti</strong> sono realizzati con<strong> cura</strong> e la sensazione iniziale di trovarsi dentro quel mondo è <strong>fortissima</strong>.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-66016 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-4.jpg" alt="Sword Art Online" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/08/Echoes-of-Aincrad-4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Tuttavia, <strong>tolto l&#8217;involucro di carta dorata</strong>, ci si rende conto che manca la sostanza. <em><strong>Sword Art Online: Echoes of Aincrad</strong></em> si riduce a un&#8217;esperienza vuota: un<strong> correre continuo tra una mappa deserta e l&#8217;altra</strong>, premere i soliti tasti per abbattere nemici riciclati e creare equipaggiamento senza che ci sia una vera ispirazione a sostenere il tutto. Non serve altro per trarre una conclusione: le informazioni bastano per dipingere il quadro di <strong>un&#8217;opera con un grande potenziale narrativo, ma intrappolata in un loop di gameplay privo di anima</strong>.</p>
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<h2 data-path-to-node="20"><b data-path-to-node="20" data-index-in-node="0">Nerdando in Breve</b></h2>
<p data-path-to-node="21"><em><b data-path-to-node="21" data-index-in-node="0">Sword Art Online: Echoes of Aincrad</b></em> prova a riaccendere la scintilla della celebre saga con una premessa narrativa intrigante e un comparto audiovisivo che trasuda l&#8217;atmosfera originale di Aincrad da ogni poro. Purtroppo, una struttura di gioco vuota, mappe desolate e un ciclo di gameplay piatto e ripetitivo trasformano la scalata al castello volante in un&#8217;esperienza soporifera e priva di mordente.</p>
<ul>
<li data-path-to-node="22,0,0"><b data-path-to-node="22,0,0" data-index-in-node="0">Pro:</b> Grafica, sonoro e personaggi perfettamente fedeli all&#8217;anime; incipit narrativo originale e coinvolgente; buone opzioni di accessibilità.</li>
<li data-path-to-node="22,0,0"><b data-path-to-node="22,1,0" data-index-in-node="0">Contro:</b> Mappe semivuote e poco ispirate; nemici riproposti continuamente con semplici reskin; combattimento noioso sulla lunga distanza; endgame privo di vera sfida.</li>
<li data-path-to-node="22,0,0"><b data-path-to-node="22,2,0" data-index-in-node="0">Consigliato a:</b> Solo ai fan duri e puri dell&#8217;anime che desiderano respirare l&#8217;aria di Aincrad a prescindere dalla qualità del gameplay sottostante.</li>
</ul>
<p><a href="https://nerdando.com/i-bollini" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-47498 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/fedro_bronzo.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/fedro_bronzo.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/fedro_bronzo-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/fedro_bronzo-100x100.png 100w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/fedro_bronzo-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2026/08/18/sword-art-online-echoes-of-aincrad-il-sogno-infranto/">Sword Art Online: Echoes of Aincrad – Il sogno infranto</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Patapon 1+2 Replay &#8211; PON PON PATA PON!</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/07/29/patapon-12-replay-pon-pon-pata-pon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 08:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Bandai Namco]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Japan Studio]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[psp]]></category>
		<category><![CDATA[Rhythm Game]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diciamolo subito: Patapon 1+2 Replay è una di quelle rare perle che riescono a far commuovere anche il giocatore più smaliziato. Quando ho saputo che Bandai Namco aveva messo le mani sui diritti di questa serie che ha contribuito a caratterizzare la mia amatissima PSP, ho provato la stessa sensazione che si prova quando si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/Patapon.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-60865 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/Patapon.jpg" alt="Patapon" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/Patapon.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/Patapon-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/Patapon-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/Patapon-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Diciamolo subito: <em><b>Patapon 1+2 Replay</b></em> è una di quelle rare perle che riescono a far commuovere anche il giocatore più smaliziato. Quando ho saputo che <strong>Bandai</strong> <strong>Namco</strong> aveva messo le mani sui diritti di questa serie che ha contribuito a caratterizzare la mia amatissima <strong>PSP</strong>, ho provato la stessa sensazione che si prova quando si ritrova un qualcosa ormai dimenticato nel cassetto. E dopo averci giocato per qualche tempo, posso dire che la sensazione non mi ha tradito. Andiamo quindi a scoprire di più su questo titolo che (ri)porta sui vostri schermi il primo e il secondo capitolo della saga.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p class="my-0">Per chi non fosse mai venuto a contatto con questa strampalata serie, <em><strong>Patapon</strong></em> è un ibrido che non dovrebbe funzionare sulla carta ma che, nell&#8217;atto pratico, risulta essere geniale<span class="whitespace-nowrap">.</span> Siamo nel <strong>2007</strong>, io dovevo ancora laurearmi, la PSP aveva bisogno di titoli che dimostrassero le sue potenzialità e Japan Studio ci regalò questo <strong>mix di <em>rhythm game</em> e strategico</strong> che sembrava uscito da un sogno febbrile dopo una serata di sushi e sakè, di quello che ti colpisce quando meno te lo aspetti<span class="whitespace-nowrap">.</span></p>
<p class="my-0">La premessa è semplice quanto folle: vestiamo i panni dell&#8217;<strong>Onnipotente</strong>, una divinità che deve guidare la tribù dei Patapon &#8211; simpatici ciclopi dalla forma di occhio gigante &#8211; verso la misteriosa <strong>Fineterra</strong>, dove si dice viva &#8220;Quella Cosa&#8221; leggendaria<span class="whitespace-nowrap">.</span> Il tutto utilizzando quattro tamburi sacri che, tradotti in termini videoludici, corrispondono ai quattro tasti frontali del nostro controller. Andiamo a vedere come comandare le nostre tribù.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Qui sta la genialità dell&#8217;operazione: <strong>ogni combinazione di tasti genera un comando diverso</strong><span class="whitespace-nowrap">. PATA-PATA-PATA-PON fa avanzare le truppe, PON-PON-PATA-PON scatena l&#8217;attacco, CHAKA-CHAKA-PATA-PON attiva le difese. Sembra banale, ma quando sarete nel pieno di una battaglia contro un boss gigantesco e dovrete coordinare arcieri, lancieri e soldati scudo mantenendo il ritmo perfetto&#8230; beh, lì si capisce che questo <strong>non è affatto un gioco per tutti</strong>.</span></p>
<p><span class="whitespace-nowrap">La <strong>modalità &#8220;Fever&#8221;</strong> è forse l&#8217;aspetto più appagante: mantenere il ritmo perfetto per diverse combo consecutive fa entrare i Patapon in uno stato di trance bellica che li potenzia enormemente<span class="whitespace-nowrap">.</span> È un circolo virtuoso che spinge a dare sempre il meglio, perché ogni errore di tempismo può costare caro.</span></p>
<p><span class="whitespace-nowrap">Se <em><strong>Patapon</strong></em> era già un esperimento riuscito, <em><strong>Patapon 2</strong></em> rappresenta la versione definitiva di quell&#8217;idea<span class="whitespace-nowrap">.</span> Il seguito aggiunge <strong>l&#8217;Eroe</strong>, un Patapon speciale che può cambiare classe e utilizzare maschere magiche, oltre a una generale maggiore complessità strategica. È come se Japan Studio avesse preso tutto quello che funzionava nel primo capitolo e l&#8217;avesse <strong>raffinato</strong> fino a raggiungere la perfezione.</span></p>
<p><span class="whitespace-nowrap">Il sistema di <strong>progressione</strong> è quello che oggi definiremmo &#8220;<em>old school</em>&#8220;: niente bombardamento di ricompense ogni cinque minuti, ma una <strong>crescita graduale e soddisfacente</strong>. Ogni nuovo Patapon creato, ogni arma forgiata, ogni vittoria conquistata ha un peso specifico che si sente<span class="whitespace-nowrap">.</span> E con <strong>oltre 400 tipi di equipaggiamento</strong> disponibili, la personalizzazione dell&#8217;esercito diventa un elemento strategico fondamentale.</span></p>
<p>Quello che più mi ha colpito, rigiocando questi titoli a distanza di anni, è come <b>Japan Studio</b> fosse riuscita a creare un gameplay apparentemente elementare ma dalla profondità strategica notevole. Non basta tenere il ritmo: bisogna saper leggere il campo di battaglia, anticipare le mosse nemiche, gestire le risorse e coordinare unità con caratteristiche diverse.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/patapon-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-60866 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/patapon-2.jpg" alt="Patapon" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/patapon-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/patapon-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/patapon-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/patapon-2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Audio e Video</h2>
<p>Parliamo chiaro: non tutte le rimasterizzazioni sono uguali. Troppo spesso ci ritroviamo con operazioni commerciali che aggiungono poco o nulla all&#8217;esperienza originale. <em><strong>Patapon 1+2 Replay</strong></em> è diverso, e lo è per motivi molto concreti.</p>
<p>La <strong>regolazione del <em>timing</em></strong> è probabilmente la novità più importante. Chi ha giocato gli originali sa quanto potesse essere frustrante il lag variabile che dipendeva dalle caratteristiche del televisore. Ora è possibile calibrare la precisione dei comandi, rendendo l&#8217;esperienza finalmente accessibile a tutti<span class="whitespace-nowrap">.</span> Aggiungeteci la <strong>visualizzazione costante dei comandi</strong> e i <strong>tre livelli di difficoltà</strong>, e capirete perché questo non è il solito <em>porting</em> pigro.</p>
<p>E poi c&#8217;è l&#8217;<b>aspetto visivo</b>, che ancora oggi funziona alla perfezione. Il design dei Patapon, nato dalla matita dell&#8217;artista francese <strong>Rolito</strong>, ha quella semplicità iconica che non invecchia mai. La grafica è stata sistemata, anche se a volte sembra quasi che i vecchi filmati siano stati convertiti per gli schermi più grandi e non proprio rifatti, con qualche pixel sfuggente qua e là. La <strong>colonna sonora</strong>, con i suoi canti tribali e i ritmi ipnotici, riesce a essere al tempo stesso memorabile e funzionale al gameplay.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><em><b>Patapon 1+2 Replay</b></em> è quello che ogni rimasterizzazione dovrebbe essere: un&#8217;operazione che rispetta l&#8217;originale ma lo migliora dove necessario. È un <b>tuffo nostalgico</b> per chi c&#8217;era all&#8217;epoca della PSP, ma anche un&#8217;occasione perfetta per scoprire una serie unica nel suo genere. Al prezzo di <b>29,99 €</b> vi portate a casa due capolavori che, nonostante i loro quasi vent&#8217;anni, riescono ancora a stupire e divertire.</p>
<p>Non tutto è perfetto, sia chiaro. <b>L&#8217;assenza di <em>Patapon 3</em></b> si sente, ma il terzo capitolo era troppo legato alle funzionalità online per essere facilmente convertito, e probabilmente avrebbe aumentato il prezzo del pacchetto.</p>
<p>La <b>ripetitività</b> può farsi sentire, soprattutto nelle prime ore quando ancora non si padroneggia completamente il sistema di gioco, ma è un difetto che si trasforma in pregio quando si entra nel &#8220;flusso&#8221; del gameplay e ogni battaglia diventa una danza perfettamente coreografata.</p>
<p>Se amate i <em>rythm game</em>, gli strategici o semplicemente volete provare qualcosa di diverso dal solito, questo è un acquisto del quale <b>non vi pentirete</b>.</p>
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<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>PATA-PATA-PATA-PON, la marcia verso Fineterra può finalmente ricominciare grazie a <em><strong>Patapon 1+2 Replay</strong></em>, remaster del classico per PSP a base di tamburi e ritmo.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_oro.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41543" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_oro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
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		<title>Sand Land – Un ottimo tributo alla memoria di Akira Toriyama</title>
		<link>https://nerdando.com/2024/05/28/sand-land-un-ottimo-tributo-alla-memoria-di-akira-toriyama/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca "NoOrdinaryLuca" Raimondi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2024 08:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Akira Toriyama]]></category>
		<category><![CDATA[Bandai Namco]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Open world]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Sand Land è l’ultimo videogioco dello studio ILCA Inc., già responsabile dello sviluppo di numerosi titoli tratti da serie anime e manga, come, ad esempio, One Piece Odissey, ma hanno anche lavorato a Pokemon Diamante Lucente/Perla Splendente. In questo caso, i ragazzi di ILCA Inc. si sono trovati a collaborare con Akira Toriyama, per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-05.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-54561 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-05.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-05.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-05-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-05-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-05-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong><em>Sand Land</em></strong> è l’ultimo videogioco dello studio ILCA Inc., già responsabile dello sviluppo di numerosi titoli tratti da serie anime e manga, come, ad esempio, <em>One Piece Odissey</em>, ma hanno anche lavorato a <a href="https://nerdando.com/2021/11/18/pokemon-diamante-lucente-il-mio-team/"><em>Pokemon Diamante Lucente</em></a>/<em>Perla Splendente</em>. In questo caso, i ragazzi di ILCA Inc. si sono trovati a collaborare con <strong>Akira Toriyama</strong>, per la trasposizione del racconto di <em>Sand Land</em> (prima pubblicato come manga in un unico volume, da cui è successivamente stata tratta una serie anime) sotto il publisher Bandai Namco.</p>
<p>Il papà di <em>Dragonball</em> ha infatti preso parte attiva al progetto, supervisionando lo sviluppo del videogioco insieme a Shueisha, uno dei più importanti editori giapponesi. Non avendo avuto occasione di leggere il manga/guardare l’anime prima di provare il gioco, <strong>mi sono avvicinato con molta curiosità a <em>Sand Land</em></strong> anche per cercare di capire il target di riferimento di questo videogioco: se destinato solamente a chi già conosce l’opera di origine o se fruibile anche da chi si avvicina al mondo di <em>Sand Land</em> per la prima volta.</p>
<p>Il gioco è disponibile per PC, Playstation 5 e Xbox Series X|S ed io ho potuto provare <em>Sand Land</em> sulla mia <strong>Xbox Series X</strong>, grazie al codice fornitoci da <strong>Bandai Namco</strong>, che ringraziamo.</p>
<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-54562 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-03.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-03.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-03-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-03-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-03-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><br />
Da manga ad anime e videogioco</h2>
<p><strong><em>Sand Land</em></strong>, opera di Akira Toriyama, racconta le vicende di un improbabile gruppo di eroi, composto dal principe dei demoni Belzebub, il suo fido servitore Thief, lo sceriffo Rau, insieme alla giovane e misteriosa Ann, che parte alla ricerca di una fonte di acqua leggendaria, che potrebbe riportare la vita nelle aride terre desertiche che compongono la regione di Sand Land, da cui deriva pure il nome del gioco.<br />
Senza fare spoiler, vi posso dire che quella narrata nel videogioco comprende anche la parte di storia aggiuntiva che non era inizialmente presente nel manga, ma è stata aggiunta successivamente nell’anime, sotto la supervisione dello stesso Toriyama, durante la quale potremo visitare una nuova regione oltre alle terre desertiche.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-04.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-54565 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-04.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-04.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-04-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-04-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-04-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Ooen world classico, ma con qualche variante</h2>
<p>A livello di gameplay ci troviamo di fronte ad <strong>un classico action-adventure open world</strong>, che prova a proporre qualche variante per dare un pizzico di varietà alla formula classica. Troviamo ampie regioni liberamente esplorabili grazie anche ai numerosi mezzi di trasporto che riusciamo a costruire nel corso dell’avventura (e che costituiscono un importante elemento di gameplay), ricche di nemici, materiali e dungeon, alcuni obbligatori per proseguire nella trama, altri opzionali.</p>
<p>Per rendere vario il ritmo di gioco, <em>Sand Land</em> propone anche delle <strong>formule differenti nel corso delle missioni di gioco</strong>, come delle semplici sezioni platform 2d, gare di velocità su fantasiosi veicoli oppure missioni di soccorso, maggiormente votate al combattimento. Non mancano anche delle parti da completare in modalità stealth, superando una serie di nemici che pattugliano zone, senza essere visti, pena dover ripartire dall’ultimo check point. Anche se non tutte queste fasi sono dello stesso livello qualitativo, risultano essere un piacevole diversivo che spezza il ritmo di gioco, rendendo l’avventura di Belzebub e i suoi amici sempre interessante.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-07.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-54569 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-07.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-07.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-07-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-07-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-07-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Fantasiosi mezzi da combattimento</h2>
<p>Le <strong>fasi di combattimento</strong> sono una delle parti che mi hann0 divertito di più in questo gioco. Da una parte abbiamo Belzebub, che può eseguire una serie di semplici combo, schivare o parare i colpi avversari in un combat system 3d divertente, non troppo complesso ed accessibile anche ai meno avvezzi al genere.</p>
<p>La vera sorpresa è costituita dai <strong>mezzi di trasporto</strong>, che aggiungono un ulteriore livello tattico alle sfide. Infatti, i veicoli, che possiamo costruire e personalizzare attraverso una serie di moduli da trovare durante l’esplorazione dei vari ambienti, non servono solo per spostarci più velocemente per la mappa di gioco, ma diventano un elemento essenziale durante i combattimenti. I vari mezzi hanno caratteristiche differenti che li rendono utili strumenti per sconfiggere agilmente ampi gruppi di nemici, oppure hanno degli utilizzi specifici contro determinati boss. Quindi anche la scelta di quale mezzo prendere diventa importante, perché ognuno risulta essere più adatto a specifiche condizioni di combattimento e, durante le sfide con i boss, scegliere il mezzo sbagliato può portare ad una sonora sconfitta.</p>
<p>Oltre ad un <strong>elevato grado di personalizzazione dei vari veicoli</strong>, abbiamo una leggera personalizzazione anche per il protagonista, Belzebub, l’unico personaggio giocabile, e delle abilità di supporto dei compagni di squadra, non direttamente controllabili, ma che possono essere chiamati a svolgere determinate azioni. Un semplice albero delle abilità, che possiamo sbloccare man mano che aumenta il livello del personaggio.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-01.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-54564 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-01.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-01.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-01-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-01-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-01-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Numerose missioni secondarie</h2>
<p>Oltre alla trama principale, il gioco presenta <strong>numerose missioni secondarie</strong>, che sono facoltative ai fini del completamento della trama principale, ma ci permettono di avere una maggiore conoscenza della regione, oltre che premiarci con progetti e risorse, da poter impiegare per creare nuovi veicoli oppure potenziare quelli già a nostra disposizione. Anche se la varietà delle attività da svolgere non è troppo ampia, ciascuna di queste missioni presenta una sua <em>storyline</em>, che fornisce qualche dettaglio sulle vite degli abitanti della regione di <em>Sand Land</em>.<br />
Buona la longevità, considerando che per la sola trama principale si superano tranquillamente le 20 ore, ma, per completare il gioco al 100% dovrebbero essere necessarie una quindicina di ore in più.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-54566" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-02.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-02.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-02-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-02-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-02-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Ottimo utilizzo del cel-shading</h2>
<p>Graficamente il gioco si presenta con <strong>un ottimo</strong> <strong><em>cel-shading</em></strong>, che ripropone fedelmente lo stile del manga e dell’anime. Anche le animazioni risultano molto buone in tutte le fasi, sia nelle scene di intermezzo, che nelle fasi di gioco vero e proprio. Da segnalare solamente che l’ambientazione desertica, per sua stessa natura, risulta essere un po’ spoglia; quindi, non ritengo questo un punto completamente negativo, dato che gli sviluppatori hanno posto comunque numerosi elementi, come case diroccate, grotte e altri elementi, per cercare di spezzare la monotonia del deserto e rendere riconoscibili le varie aree. Mi è piaciuta meno la poca varietà di nemici proposti, che si limitano ad un esiguo numero di tipologie differenti, riproposti con poche varianti lungo tutta l’avventura.</p>
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<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-06.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-54567 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-06.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-06.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-06-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-06-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/SAND-LAND-06-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Nel complesso, <em>Sand Land</em> <strong>risulta essere una piacevole avventura</strong>, che costituisce un ottimo <em>tie-in</em> della serie anime e manga e completamente fruibile anche da chi non si è mai avvicinato all’opera di Akira Toiyama. Pur essendo un <em>open world</em>, prova a spezzare il ritmo della formula classica con attività differenti e, anche grazie alla possibilità di utilizzare i mezzi di trasporto/combattimento e la funzione di “Viaggio rapido”, anche esplorare la mappa di gioco risulta sempre stimolante.<br />
Una storia divertente e leggera vi saprà intrattenere per un buon numero di ore, senza risultare eccessiva nella durata. Positiva la possibilità di modificare la difficoltà del gioco, in modo da tarare al meglio la propria esperienza, mentre dobbiamo segnalare l’assenza del doppiaggio in italiano, anche se tutti i testi sono stati tradotti nella nostra lingua.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/noordinaryluca_argento.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-53310 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/noordinaryluca_argento.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/noordinaryluca_argento.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/noordinaryluca_argento-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/noordinaryluca_argento-100x100.png 100w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/noordinaryluca_argento-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2024/05/28/sand-land-un-ottimo-tributo-alla-memoria-di-akira-toriyama/">Sand Land – Un ottimo tributo alla memoria di Akira Toriyama</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Elden Ring &#8211; Cosa sappiamo finora</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/01/24/elden-ring-cosa-sappiamo-finora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 18:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Bandai Namco]]></category>
		<category><![CDATA[dark fantasy rpg]]></category>
		<category><![CDATA[FromSoftware]]></category>
		<category><![CDATA[Open world]]></category>
		<category><![CDATA[soulslike]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di cosa stiamo parlando Manca davvero poco ormai alla fatidica data del 25 febbraio quando finalmente arriverà sui nostri scaffali l&#8217;attesissima nuova fatica di FromSoftware, pubblicata da Bandai Namco: Elden Ring. Il nuovo soulslike sta facendo fibrillare di emozione tutti gli appassionati del genere, compreso il sottoscritto da quando inaspettatamente si è innamorato perdutamente delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-44597" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/01/elden-ring_cover.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/01/elden-ring_cover.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/01/elden-ring_cover-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/01/elden-ring_cover-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/01/elden-ring_cover-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Di cosa stiamo parlando</h2>
<p>Manca davvero poco ormai alla fatidica data del 25 febbraio quando finalmente arriverà sui nostri scaffali l&#8217;attesissima nuova fatica di <strong>FromSoftware</strong>, pubblicata da <strong>Bandai Namco</strong>: Elden Ring. Il nuovo <i>soulslike</i> sta facendo fibrillare di emozione tutti gli appassionati del genere, compreso il sottoscritto da quando inaspettatamente si è innamorato perdutamente delle atmosfere di <a href="https://nerdando.com/2021/09/22/bloodborne-la-mia-notte-piu-lunga/">Bloodborne</a>.</p>
<p>Oggi si è tenuto il <strong>Taipei Game Show 2022</strong> dove con una live di oltre 40 minuti, Yasuhiro Kitao, produttore di FromSoftware, si è dilungato in particolari gustosi ed interessanti. Il principale? Beh: naturalmente che Elden Ring è ufficialmente in fase gold, e (dopo il primo rinvio) vedrà la luce quando promesso, il 25 febbraio appunto.<br />
Naturalmente, nemmeno a chiederselo, sarà disponibile una corposa patch al Day 1 che dovremo scaricare prima di metterci davanti al controller. Il contenuto? Ufficialmente la maggior parte degli aggiornamenti riguarderà miglioramenti al gameplay implementati a seguito dei numerosi feedback ricevuti a valle del network test di novembre, occasione che ha visto utenti di tutto il mondo mettersi in gioco in barba agli spoiler per poter dire la loro su questa nuova IP.</p>
<p>Per chi ancora non lo sapesse e se lo stesse chiedendo: <strong>Elden Ring</strong> è un action RPG dark fantasy incentrato prevalentemente sull&#8217;esperienza legata all&#8217;esplorazione di un mondo sconosciuto (e dannatamente pericoloso). In questo titolo troveremo molti degli elementi che hanno reso celebri i titoli di FromSoftware, come <a href="https://nerdando.com/2019/03/29/sekiro-shadows-die-twice-tre-quattrocento-volte/">Sekiro</a> e la serie <a href="https://nerdando.com/2018/05/29/dark-souls-remastered/">Dark Souls</a>; ma ci sono importanti novità.<br />
La prima, e più importante, è che si tratta di open world (il primo per questo studio) ed è nettamente più vasto dei titoli precedenti. Il secondo è che è basato su una mitologia disegnata dal celebre George R. R. Martin (che sì: a quanto pare fa qualsiasi cosa tranne portare a termine l&#8217;epopea di <a href="https://nerdando.com/2019/05/26/game-of-thrones-quando-un-fenomeno-di-massa-si-conclude/">Games of Thrones</a>).<br />
L&#8217;unione creativa di due menti brillanti come Martin e <strong>Hidetaka Miyazaki</strong> ha dato origine ad un background narrativo molto remoto, concepito dalla mente dell&#8217;autore americano. Su questa mitologia, Miyazaki (grande fan di Martin) ha poi dato origine alla sua storia originale. In pratica è come i miti norreni fossero realmente esistiti e oggi qualcuno costruisse una storia originale in cui quegli eventi sono capitati in un lontano passato&#8230; qualcuno ha detto Stan Lee?</p>
<p>Senza fare spoiler della storia, gli autori hanno assicurato che sarà <strong>meno criptica</strong> e più facilmente interpretabile per gli utenti. Questo magari non genererà i milioni di video-spiegoni su youTube come per Bloodborne, ma forse renderà la fruizione più agevole. Si tratterà comunque di un titolo altamente esplorativo, in cui i dettagli e le sfaccettature della storia saranno ubicati un po&#8217; ovunque, e starà al giocatore sia indagare per ricostruire gli eventi passati, sia plasmare lo svolgimento dei nuovi.</p>
<p>L&#8217;esplorazione di questo open world darà origine a molti incontri, <strong>grande parte sarà dedicata ai PNG</strong>, in numero nettamente superiore che in passato, ma anche a quelli meno piacevoli, come mid-boss che possono piombare improvvisamente sul nostro cammino mettendoci a dura prova. O ancora potremo imbatterci in piccoli dungeon, come cripte o miniere, che non sono assolutamente indispensabili per avanzare nel gioco, ma che possono offrire l&#8217;occasione di nuove sfide aggiuntive (con relativi boss e ricompense).<br />
Accanto a questi dungeon, poi ci sono quelli più ampi, chiamati Legacy. Si tratta di esperienze claustrofobiche ed opprimenti, che dovrebbero assicurare ore di divertimento e sfida.</p>
<p>Venendo al personaggio del giocatore, diversamente da quanto visto in <strong>Sekiro</strong>, ora potremo personalizzare il nostro eroe basando la nostra build su attacchi ravvicinati e potenti, oppure a distanza e in stealth o, ancora, basati sulla magia e gli incantesimi. Non c&#8217;è una vera divisione in classi, per cui potremo scegliere come plasmarlo a piacere. Questo grazie anche alla natura open world, in cui potremo avvistare da lontano un nemico e pianificare il tipo di approccio che vorremo adottare.<br />
Come abbiamo già visto in altri titoli, il nostro mondo può ospitare avventurieri provenienti da altri universi, sia in modalità cooperativa che competitiva. Personalmente non amo molto le invasioni (personalmente ho detestato le <i>bell caller</i> di Bloodborne), mentre esplorare con un amico le vastità di questo mondo o le profondità dei dungeon può essere davvero interessante.<br />
Oltre a questo ci sono poi <strong>elementi di online asincrono</strong>, come i fantasmi di altri giocatori, che possono aiutarci a capire cosa fare per non morire nello stesso modo, e i messaggi sul terreno lasciati da altri avventurieri, a cui siamo abituati fin dai tempi di Dark Souls.</p>
<h2>Question &amp; Answer</h2>
<p>Veniamo infine alla sessione Q&amp;A che sicuramente interesserà quanti di voi già conoscevano l&#8217;incipit del gioco e vogliono avere qualche dettaglio in più.</p>
<p><strong>Q: Il gioco ha componenti di rigiocabilità?</strong><br />
<strong>A:</strong> Come in tutti gli altri titoli, una volta terminato il gioco si potrà ricominciare con avversari più potenti e conservando le abilità acquisite. Data la vastità della mappa, il gioco può essere completato anche senza esplorarla tutta, lasciando intere aree da parte per poi tornarci nei <i>playthrough</i> successivi.</p>
<p><strong>Q: È possibile esplorare il 100% del gioco con un solo playthrough?</strong><br />
<strong>A:</strong> No: verso la fine c&#8217;è una divisione narrativa in rami, per poter essere esplorato al 100% occorrerà giocarlo più volte.</p>
<p><strong>Q: Gli avversarsi si troveranno in posizione diverse in base alle ore del giorno o al tempo atmosferico?</strong><br />
<strong>A:</strong> Non in modo significativo: è una precisa scelta di design per non aumentare lo stress dei giocatori. Ci sono però alcuni nemici che appaiono solo di notte e le variazioni del tempo atmosferico si ripercuoteranno sul gameplay: di notte e durante le tempeste, ad esempio, saremo meno visibili ai nemici e questo promuove l&#8217;approccio stealth.</p>
<p><strong>Q: Ci sono aree del gioco bloccate fino alla sconfitta di particolari boss?</strong><br />
<strong>A:</strong> Non tutte le aree sono disponibili fin dall&#8217;inizio, ma anche nei primi momenti si potrà viaggiare in numerosi luoghi. I giocatori sono liberi di esplorare le diverse aree nell&#8217;ordine che preferiscono e se trovano una regione troppo complessa, possono sempre decidere di accantonarla temporaneamente e tornarci dopo aver livellato.</p>
<p><strong>Q: Quante cutscene sono presenti nel gioco?</strong><br />
<strong>A:</strong> Se ci riferiamo alle interazioni con i PNG, sono molte: c&#8217;è anche una location in cui questi si radunano e si può discorrere del loro rapporto col mondo. È l&#8217;occasione per esplorare maggiormente la lore di Elen Ring.</p>
<p><strong>Q: La versione PS5 implementa le funzioni del controller?</strong><br />
<strong>A:</strong> Sì, il gioco sfrutta il <i>feedback aptico</i>, ma non la funzione audio 3D.</p>
<p><strong>Q: Quante ore sono necessarie per completare il gioco?</strong><br />
<strong>A:</strong> La campagna principale si completa in 30 ore, ma questo esclude tutte le esplorazioni aggiuntive che possono richiedere decine di ore aggiuntive. Come per i giochi precedenti, quando un personaggio muore, la sua esperienza &#8220;cristallizzata&#8221; è recuperabile nel punto in cui il giocatore è morto. Rientrando nel checkpoint più vicino, però, in un mondo così vasto può essere stressante per il giocatore tornare fino al punto in cui è caduto. Per questa ragione, nelle aree dense di nemici o particolarmente complesse, abbiamo inserito la possibilità di rientrare in gioco nei pressi, così da ridurre lo stress per alcuni giocatori.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Insomma, <strong>c&#8217;è molto per cui essere in hype</strong>, e onestamente non vedevo l&#8217;ora di riporre di salutare il criptico mondo della caccia (a proposito: sapevate che esiste il <a href="https://nerdando.com/2021/08/16/bloodborne-il-gioco-da-tavolo-mostri-cacciatori-e-morte/">gioco da tavolo</a> di Bloodborne?) per tuffarmi in un nuovo dark fantasy che si annuncia davvero spettacolare.</p>
<p><strong>Elden Ring</strong> sarà disponibile quindi il 24 febbraio 2022 per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X/S, Xbox One e Microsoft Windows.</p>
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		<title>Tales of Arise, la Recensione</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/01/20/tales-of-arise-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2022 13:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Bandai Namco]]></category>
		<category><![CDATA[JRPG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tales of Arise è il più recente capitolo della saga Tales of di Bandai Namco. Uscito a settembre 2021, ci è stato fornito gratuitamente per una recensione al tempo. Fino ad ora però, non ho avuto altro tempo che per un articolo di prime impressioni. Il motivo è facilmente comprensibile se siete appassionati di JRPG: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/09/ToA_Wallpaper_1000x563.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-42643" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/09/ToA_Wallpaper_1000x563.jpg" alt="Tales of Arise" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/09/ToA_Wallpaper_1000x563.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/09/ToA_Wallpaper_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/09/ToA_Wallpaper_1000x563-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Tales of Arise</strong> è il più recente capitolo della saga<em> Tales of</em> di<strong> Bandai Namco</strong>.</p>
<p>Uscito a <strong>settembre 2021</strong>, ci è stato fornito gratuitamente per una recensione al tempo. Fino ad ora però, non ho avuto altro tempo che per un <a href="https://nerdando.com/2021/09/15/tales-of-arise-prime-impressioni/">articolo</a> di prime impressioni.</p>
<p>Il motivo è facilmente comprensibile se siete appassionati di JRPG: è un gioco <strong>parecchio lungo</strong> e, data la mancanza di tempo, mi ci sono voluti quattro mesi e oltre cento ore per poterlo finire al 100%.</p>
<p><em>(Questo paragrafo vale anche come scusa a Tencar per l’incredibile ritardo nella scrittura)</em></p>
<p>Se volete sapere di più <strong>in generale</strong> sul gioco, sulla sua trama e avere uno sguardo veloce, leggete quell’articolo. Qui proverò invece a entrare nei dettagli.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Senza perdere altro tempo allora, parliamo di Tales of Arise, ora che ho avuto modo di completarlo e sviscerarlo in tutti i suoi aspetti e di farmi un’idea più o meno esaustiva di<strong> cosa mi piaccia</strong> e cosa invece mi abbia lasciato <strong>insoddisfatto</strong>.</p>
<p>Nel complesso, direi che Tales of Arise mi ha lasciato <strong>un po’ tiepido</strong>, anche se non in senso particolarmente negativo, anzi. Trovo sia<strong> un bel gioco</strong> e lo consiglierei agli appassionati di JRPG moderni.</p>
<p>Tuttavia è lontano dall’essere <strong>un capolavoro</strong>, con la colpa principale di non avere quasi <strong>niente che spicchi</strong>, ma al contrario di essere “semplicemente” buono in quasi tutto. È un po’ tipo quello studente con la media del 7 perché studia un po’ ogni materia, ma non si impegna in nessuna.</p>
<p>Ci può essere di <strong>molto peggio</strong>, chiaramente, ma questo implica anche che nel panorama dei JRPG che ho giocato, ricco di capolavori assoluti come lo stesso <a href="https://nerdando.com/2018/02/17/tales-of-berseria/">Tales of Berseria</a>, Tales of Arise non emerge.</p>
<p>Detto ciò, entriamo nei <strong>dettagli</strong> di cosa mi ha convinto e cosa meno.</p>
<h2>Combattimento</h2>
<p>Iniziamo dal<strong> punto più forte</strong> di Tales of Arise: nell’articolo di prime impressioni e come spesso ripeto in generale quando si parla di JRPG con qualcuno che ha la malasorte di ascoltarmi, sono un grande fan del<strong> sistema a turni</strong>, molto, molto meno di quello moderno in tempo reale.</p>
<p>Se c’è un gioco che poteva farmi ricredere, quello è Tales of Arise. In questo gioco infatti, non solo il combattimento è estremamente più <strong>raffinato e tattico</strong> rispetto al predecessore, ma consente di rendere divertente l’uso di ognuno dei personaggi (sebbene siano parecchio sbilanciati).</p>
<p>Ognuno di loro ha infatti uno<strong> stile unico</strong> e anche all’interno dello stesso combattimento, soprattutto contro boss e nemici più difficili, cambiare tra diversi personaggi è utile e divertente.</p>
<p>Cambiare il personaggio che si controlla e i quattro personaggi schierati inoltre <strong>non è penalizzato</strong> come in altri giochi, ma per certi versi anche incentivato, il ché è una <strong>scelta corretta</strong> a mio parere.</p>
<p>Infine, parliamo della difficoltà. Come in altri giochi, è possibile scegliere il livello che preferiamo e, per quello a cui ho completato il gioco io, si è rivelato <strong>una sfida ma mai uno stress</strong>.</p>
<h2>Altre Meccaniche</h2>
<p>Quanto alle altre meccaniche in Tales of Arise, hanno confermato le mie prime impressioni in un senso e nell’altro.</p>
<p>Il <strong>sistema di avanzamento</strong> e quello degli <strong>equipaggiamenti</strong> è veramente ben fatto. Nei JRPG è facile ritrovarsi sommersi da decine di skill e di oggetti e armi fino a ritrovarsi senza una chiara idea di cosa faccia cosa.</p>
<p>In Tales of Arise questo problema è totalmente assente, visto che ogni elemento è spiegato chiaramente e la progressione dei personaggi è facile da seguire, così come l’aggiornare gli equipaggiamenti è immediato.</p>
<p>Una nota di demerito va invece purtroppo data alla <strong>struttura dei <em>dungeon</em></strong>. Come temevo, si rivelano di una banalità estrema e anche i nemici sono sempre gli stessi cinque o sei modelli riciclati per quasi ogni elemento.</p>
<p>Mi sarei aspettato <strong>più creatività</strong>, soprattutto nel design delle varie aree.</p>
<h2>Personaggi</h2>
<p>Questo è forse il punto che più di tutti rappresenta la<strong> mancanza di eccezionalità</strong> di Tales of Arise.</p>
<p>Il cast dei personaggi è <strong>apprezzabile</strong>, la crescita e l’arco di ognuno di loro è evidente e si vede come la loro chimica di gruppo migliori attraverso la storia. Al contrario di come mi era parso, non sono eccessivamente buoni e puri in maniera che era difficile da giustificare in un gioco del 2021.</p>
<p>D’altro canto però, i personaggi sono un po’<strong> troppo piatti</strong> per i miei gusti e costruiti attorno a due tre caratteristiche chiave. Il<strong> sottotesto romantico</strong> delle loro relazioni poi è abbastanza banale e non particolarmente necessario secondo me.</p>
<p>Di nuovo, questo non significa che manchino<strong> momenti divertenti o emozionanti</strong> centrati sui personaggi piuttosto che sulla trama, anzi. I dialoghi poi sono scritti molto bene e le interazioni quasi sempre piacevoli.</p>
<p>La nota dolente riguarda però gli <strong>antagonisti</strong>, che sono invece di una<strong> banalità disarmante</strong>. Il gioco ad un certo punto ci prova anche a dargli un senso e una profondità, ma i protagonisti stessi commentano come, qualunque cosa avessero alle spalle, i loro comportamenti erano semplicemente inaccettabili.</p>
<p>Mi spiace, perché c’era<strong> tanta potenzialità</strong> con i lord, date le differenze nei loro regni e nel loro stile di governare e schiavizzare gli abitanti di Dahna.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>La trama di Tales of Arise è l’elemento che più mi ha <strong>confuso</strong> e di cui tuttora non so definire quanto mi sia piaciuta.</p>
<p>Da un lato, è abbastanza <strong>sconvolgente</strong> e l’intera seconda metà del gioco è un susseguirsi di <strong>rivelazioni interessanti</strong> che fanno sempre venir voglia di continuare per vedere dove andranno a parare gli autori.</p>
<p>Dall’altro lato però, ci sono momenti in cui semplicemente la <strong>mancanza di azioni</strong> da parte di alcuni personaggi è inspiegabile, soprattutto nel modo in cui nessuno dei personaggi sembra <strong>condividere informazioni</strong> con gli altri membri del gruppo senza motivi precisi.</p>
<p>Dal punto di vista narrativo, è una scelta comprensibile visto che aiuta a tenere all’oscuro i giocatori, che così possono scoprire tutto mano a mano e insieme ai personaggi. Questi però non hanno una chiara motivazione per aspettare a rivelare (o chiedere) determinate cose.</p>
<p>Anche I cattivi troppo spesso cadono nella trappola di molti antagonisti di JRPG di <strong>non fare nulla fino all’ultimo</strong> perché sottovalutano i protagonisti.</p>
<p>Di nuovo, una scelta abbastanza inspiegabile per alcuni di loro se non con ragioni legate al gioco e al fatto che si doveva arrivare a un <em>boss fight</em> gradualmente.</p>
<h2>In Conclusione</h2>
<p>Tales of Arise è <strong>un bel gioco</strong>. Ho parlato soprattutto degli aspetti negativi perché sono un antipatico lamentone e perché quelli positivi, sebbene siano la maggioranza, non sono praticamente<strong> mai eccezionali</strong>, così da darmi l’entusiasmo necessario a rompere il mio guscio di insoddisfazione perenne.</p>
<p>Per gli appassionati di JRPG moderni è un gioco che raccomanderei senza pensarci troppo… se non fosse che forse prima raccomanderei altri giochi, tipo Tales of Berseria.</p>
<h2>Nerdando in Breve</h2>
<p><strong>Tales of Arise</strong> è l’ultimo capitolo uscito della serie<em> Tales of</em> di<strong> Bandai Namco</strong>. È un gioco divertente e con un gameplay molto ben fatto per un JRPG moderno.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/lc_bronzo.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-41593 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/lc_bronzo.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/lc_bronzo.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/lc_bronzo-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/lc_bronzo-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
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		<title>Nerdando Awards 2021 – Videogames</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/12/24/nerdando-awards-2021-videogames/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2021 13:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Age of Empire IV]]></category>
		<category><![CDATA[Anno 1800]]></category>
		<category><![CDATA[Bandai Namco]]></category>
		<category><![CDATA[Capcom]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Arts]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Humankind]]></category>
		<category><![CDATA[Monster Hunter Rise]]></category>
		<category><![CDATA[Night Book]]></category>
		<category><![CDATA[Persona 5 Strikers]]></category>
		<category><![CDATA[Resident Evil Village]]></category>
		<category><![CDATA[Tales of Arise]]></category>
		<category><![CDATA[Wales Interactive]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Game Studios]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Concludiamo l&#8217;assegnazione dei Nerdando Awards con la categoria Videogames. Vi ricordo che ogni redattrice e redattore ha scelto un titolo dell&#8217;anno in corso. Il vincitore assoluto è il titolo che ha ricevuto più Awards o, in caso di pareggio, quello scelto – dopo una nuova discussione – dalla redazione. A questo link potrete trovare tutte le informazioni sulle edizioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11917" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards.jpg" alt="Nerdando Awards" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br />
Concludiamo l&#8217;assegnazione dei Nerdando Awards con la categoria <strong>Videogames</strong>.</p>
<p>Vi ricordo che <strong>ogni redattrice e redattore ha scelto un titolo</strong> dell&#8217;anno in corso. Il vincitore assoluto è il titolo che <strong>ha ricevuto più Awards</strong> o, in caso di pareggio, quello scelto – dopo una nuova discussione – dalla redazione.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/nerdando-awards/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A questo link</a> potrete trovare tutte le informazioni sulle <strong>edizioni passate</strong>.</p>
<h2>Clack &#8211; Night Book</h2>
<p>Lo sapete, non sono una grande videogiocatrice ma, quando un titolo cattura la mia attenzione, non vedo l&#8217;ora di tuffarmici completamente.<br />
Quest&#8217;anno, ad avvolgermi nelle sue spire è stato <strong><a href="https://nerdando.com/2021/08/03/night-book-spaventoso-folklore-o-terribile-realta/">Night Book</a></strong>, film interattivo della <strong>Wales Interactive</strong> che mescola antiche leggende e autentico terrore.</p>
<h2>Fedrizzi &#8211; Monster Hunter Rise</h2>
<p>Da buon appassionato con tanto tempo da perdere, ho giocato veramente a tantissimi videogiochi quest’anno, tante sono state le delusioni, ma tante anche le sorprese. Tra queste, ci sono diversi giochi che, per me, stanno allo stesso livello; quindi, mi sono affidato semplicemente al numero di ore spese a giocarci.<br />
Il vincitore è <a href="https://nerdando.com/2021/04/13/monster-hunter-rise-60-ore-dopo/"><strong>Monster Hunter Rise</strong></a>, che mi ha occupato circa un centinaio di ore o poco più. La meccanica dell’insetto filo rende il gameplay decisamente molto divertente, anche se, nota negativa, a una certa il gioco diventava un pochino troppo semplice!</p>
<h2>Giando &#8211; Resident Evil Village</h2>
<p>Non avrei mai pensato che il mio award sarebbe andato a <a href="https://nerdando.com/2021/05/13/resident-evil-village-il-villaggio-delle-ombre/"><strong>Resident Evil Village</strong></a>, ottavo capitolo della saga. Dopo aver volontariamente saltato il settimo capitolo, poco convinto dalla visuale in prima persona e dalla deriva “strana” della saga (dove sono gli zombie?!), avevo pensato di saltare anche questa nuova uscita. Invece, complice il buon Zeno2k, ho letteralmente divorato questo gioco, che mi ha regalato l’esperienza globalmente migliore del 2021. Una grafica pazzesca, una storia ai limiti dell’incredibile e un gameplay solido mi hanno convinto appieno. E ora non aspetto altro che il prossimo capitolo!<br />
Menzione d’onore: un posto speciale nel mio cuore ce l’ha <strong>Persona 5 Strikers</strong>, spin-off/seguito di Persona 5, uno dei miei giochi preferiti di sempre. Per quanto preferisca l’approccio classico JRPG, anche questa deriva action mi ha molto divertito e appassionato.</p>
<h2>jedi.lord &#8211; Age of Empire IV</h2>
<p>Quest&#8217;anno per me, al photofinish, vince l&#8217;outsider che neanche avevo interesse a giocare:<a href="https://nerdando.com/2021/10/26/age-of-empires-storia-di-un-grande-amore/"><strong> Age of Empires IV</strong></a>.<br />
Chiamatemi pure boomer, ma <strong>Age of Empires II</strong> è a mio avviso ancora uno dei giochi più belli di sempre, e il quarto capitolo ne riprende tutti i pregi, portandoli nel nuovo secolo, aggiungendo delle ottime idee e le fazioni asimmetriche come si usa ora. Non ho molto da dire in breve, se non che si tratta di un gioco davvero eccezionale come non mi aspettavo e non speravo, e che mi fa venire voglia di avviarlo ogni volta che accendo il PC.<br />
Un altro serio candidato alla vittoria per me è stato <a href="https://nerdando.com/2019/08/21/humankind-un-potenziale-sifdante-per-civilization/"><strong>Humankind</strong></a>, semplicemente il titolo di cui attendevo di più l&#8217;uscita, e che fino all&#8217;ultimo avevo deciso di votare. Humankind è un gioco fatto con amore, che pecca solo di gioventù e che crescerà update dopo update, regalando un&#8217;esperienza di civilizzazione moderna e diversa dal solito.<br />
La nuova regola di quest&#8217;anno è che si poteva votare soltanto roba uscita nel 2021, altrimenti ad Age of Empires IV, che già di suo è un gioco pazzesco, avrei preferito il titolo cui ho dedicato più ore durante l&#8217;anno, ovvero <strong>Anno 1800</strong>, uno strategico favoloso che risucchia vita e ore come solo i migliori sanno fare.</p>
<h2>LC &#8211; Tales of Arise</h2>
<p>La mia scelta cade di default su <strong>Tales of Arise</strong>, unico gioco del 2021 che ho giocato e di cui <strong><a href="https://nerdando.com/2021/09/15/tales-of-arise-prime-impressioni/">ho già parlato qui</a></strong> e di cui parlerò nuovamente appena l&#8217;avrò finito.<br />
Questo non significa però che non si tratti di un titolo valido e che non l&#8217;avrei scelto altrimenti, anzi. Più vado avanti e più migliora, il che, a quasi 70 ore di gameplay e la fine ancora lontana, è uno splendido segnale.</p>
<h2>Morgana &#8211; It Takes Two</h2>
<p>Ammetto di avere una certa difficoltà a usare i joypad di PlayStation e Xbox: troppi tasti da premere insieme, preferisco le console Nintendo. Quest’anno, invece, mi sono fatta convincere da Giando a provare questo gioco carinissimo, <a href="https://nerdando.com/2021/12/10/it-takes-two-e-il-gioco-dellanno-2021/"><strong>It Takes Two</strong></a>! È obbligatorio giocare in 2 (come è intuibile dal titolo…) per risolvere le difficoltà di coppia tra i 2 protagonisti che sono stati trasformati in giocattoli da una preghiera della loro bambina che soffre per il loro imminente divorzio: solo collaborando ed essendo in sintonia potranno superare parecchi ostacoli e riscoprire il loro amore! Tra api assassine, scoiattoli soldati e ambientazioni incredibili, mi sono divertita molto a giocare, nonostante le difficoltà e gli scleri che hanno quasi portato al mio di divorzio!</p>
<h2>Tencar &#8211; Monster Train First Class</h2>
<p>Adoro i roguelike con elementi di deckbuilding e <a href="https://nerdando.com/2021/09/02/monster-train-first-class-lunica-volta-in-cui-non-mi-sono-addormentato-sul-treno/"><strong>Monster Train First Class</strong></a> è il migliore del suo genere. Quest&#8217;estate, la sua versione completa ha raggiunto anche <strong>Nintendo Switch</strong>, permettendomi di giocare ovunque per parecchie ore.<br />
Il titolo ha una<strong> forte personalità</strong> ed è riuscito a introdurre ulteriori elementi all’interno di un universo già molto sfruttato: mi sono esaltato grazie alle sue meccaniche che, per merito del treno diviso in quattro piani, mi hanno fatto credere di trovarmi di fronte (anche) a un tower defense.<br />
Menzione d&#8217;onore per <a href="https://nerdando.com/2021/05/13/resident-evil-village-il-villaggio-delle-ombre/"><strong>Resident Evil Village</strong></a> che mi è piaciuto tantissimo ma, soprattutto, per <a href="https://nerdando.com/2021/10/12/fifa-22-si-puo-migliorare-anche-senza-rivali/"><strong>FIFA 22</strong></a> che mi ha fatto finalmente riscoprire il fascino della competizione (oh, sono arrivato nella serie Elite, lasciatemi bullare in santa pace!).</p>
<h2>Zeno2k &#8211; Resident Evil Village</h2>
<p>Sono usciti molti titoli quest&#8217;anno, ma <a href="https://nerdando.com/2021/05/13/resident-evil-village-il-villaggio-delle-ombre/"><strong>Resident Evil Village</strong></a> mi ha davvero colpito per profondità di trama, per realizzazione tecnica, per come mi ha catturato e spinto a giocare 4 volte la campagna, fino a completare anche la difficoltà Villaggio delle Ombre.<br />
Forse la cosa che mi ha spinto a sceglierlo è stata la pochezza delle mie aspettative a fronte di una resa che invece mi ha piacevolmente sorpreso.<br />
Menzione d&#8217;onore: <strong>Forza Horizon 5</strong>. Strepitoso.</p>
<h2>And the winner is&#8230; Resident Evil Village</h2>
<p>In una battaglia estremamente equilibrata, a spuntarla è<strong> Resident Evil Village</strong> con i suoi due voti.</p>
<h2>Premio del pubblico: It Takes Two</h2>
<p>I nostri lettori hanno premiato <strong>It Takes Two</strong> che ha superato <strong>Age of Empire IV</strong>.</p>
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		<title>Tales of Arise, Prime Impressioni</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/09/15/tales-of-arise-prime-impressioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 13:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Bandai Namco]]></category>
		<category><![CDATA[JRPG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tales of Arise è il nuovo capitolo della saga dei Tales, la serie di JRPG sviluppati e distribuiti da Bandai Namco, che ci ha gentilmente fornito una copia del gioco. A differenza dei Tales più recenti, Arise è stato rilasciato in contemporanea in Giappone e nel resto del mondo a settembre 2021 per più piattaforme [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/09/ToA_Wallpaper_1000x563.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-42643" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/09/ToA_Wallpaper_1000x563.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/09/ToA_Wallpaper_1000x563.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/09/ToA_Wallpaper_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/09/ToA_Wallpaper_1000x563-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Tales of Arise</strong> è il nuovo capitolo della saga dei <strong>Tales</strong>, la serie di JRPG sviluppati e distribuiti da <strong>Bandai Namco</strong>, che ci ha gentilmente fornito una copia del gioco.</p>
<p>A differenza dei Tales più recenti, Arise è stato rilasciato in contemporanea in Giappone e nel resto del mondo a settembre 2021 per più piattaforme (<strong>PS4 e PS5, Xbox One e Xbox X/S e PC</strong>), dopo essere stato rimandato di un anno.</p>
<p>Come gli altri titoli della saga e molti JRPG, si tratta di un gioco <strong>estremamente profondo e dettagliato</strong> che richiede oltre le 80 ore per poter essere apprezzato come merita.</p>
<p>In tal senso, mi riprometto di scrivere un nuovo articolo una volta che avrò completato il gioco. Quanto ho visto al momento è però sufficiente per poter dare le mie <strong>prime impressioni</strong> su alcuni degli elementi più importanti del gioco.</p>
<p>Premetto dicendo che avevo<strong> aspettative altissime</strong> per Tales of the Arise: il più recente predecessore, <a href="https://nerdando.com/2018/02/17/tales-of-berseria/">Tales of Berseria</a>, è uno dei miei giochi preferiti di tutti i tempi e, per quel che vale, ha ricevuto il voto più alto che io abbia mai dato qui su Nerdando.</p>
<p>Per quanto ho visto fino ad ora, Tales of the Arise ha decisamente le carte in regola per poter arrivare a quei livelli, condividendo alcuni degli aspetti più interessanti di Berseria ed eliminando alcuni dei difetti.</p>
<p>Come gli altri Tales, si tratta di un gioco, per stile grafico e per approccio, <strong>estremamente giapponese</strong>, per cui se siete appassionati a manga e anime dovrebbe facilmente catturare il vostro interesse.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Tales of Arise si ambienta nei <strong>mondi gemelli di Dahna e Rena</strong>, in cui gli abitanti del secondo hanno conquistato e schiavizzato quelli del primo grazie alla propria tecnologia superiore e alle proprie innate capacità magiche.</p>
<p>Il protagonista è uno<strong> schiavo</strong> di Dahna che decide di “alzare la testa” e ribellarsi ai conquistatori (da qui “Arise”, anche se boh, non ha troppo senso dire “of Arise”, ma vabbè).</p>
<p>Ad aiutarlo, oltre a membri della resistenza, ci sarà una ragazza di Rena che, per ragioni misteriose, vuole <strong>distruggere i Lord</strong> che controllano i cinque regni in cui è stato diviso Dahna.</p>
<p>La trama si sviluppa fondamentalmente attorno a<strong> due tematiche</strong>: il <strong>conflitto tra libertà e schiavitù</strong>, che viene eviscerato in maniera diversa mostrandoci differenti forme di oppressione, e il <strong>ciclo dell’odio</strong>, per cui le popolazioni dei due mondi non potranno mai raggiungere una vera armonia fino a quando non riusciranno al contempo a riconoscere il passato, ma anche a metterlo alle spalle.</p>
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<h2>Meccaniche</h2>
<p>In Tales of Arise ritroviamo alcune delle <strong>meccaniche viste in precedenza</strong> nei vari Tales, soprattutto per quanto riguarda il combattimento, che utilizza il<em> Linear Motor Battle System</em>, ovvero quel sistema per cui i combattimenti sono<strong> in tempo reale</strong> e basati su combo, in una “stanza” che si crea sulla mappa nel punto in cui inizia il combattimento.</p>
<p>Personalmente, sebbene trovo ci siano stati miglioramenti, non sono un grande fan di questa tipologia di combattimenti, visto che rimarrò sempre del parere che il<strong> sistema a turni</strong> è l’ideale per un JRPG.</p>
<p>Altre somiglianze sono la presenza delle<strong> scenette opzionali</strong> sbloccate vagando per la mappa (sebbene ora siano in 3D e non disegnate) e quella di poter cambiare più o meno a piacimento l’<strong>estetica dei personaggi</strong>.</p>
<p>D’altro canto, una grossa differenza con Berseria riguarda il <strong>sistema di avanzamento</strong>, che in Tales of Arise è basato su dei “titoli”. Essenzialmente, si tratta di una sorta di <em>skill tree</em> sbloccabili combattendo e completando <em>quest</em>.</p>
<p>È un cambiamento interessante e che rende decisamente più chiaro lo<strong> sviluppo dei personaggi</strong>, dando al contempo una qualche possibilità di personalizzarne la crescita.</p>
<p>Un’altra meccanica che è cambiata in maniera da rendere il gioco più scorrevole è quella degli <strong>equipaggiamenti</strong>, soprattutto degli accessori. Non starò a spiegare perché apprezzo così tanto questo cambiamento, ma mi limiterò a dire che non rimpiango avere l’inventario pieno di armi e armature inutili solo per poterle riciclare “se dovesse servire”.</p>
<h2>Grafiche e Musiche</h2>
<p>Per quanto riguarda il comparto grafico, Tales of Arise segue il filone della serie con uno<strong> stile estremamente anime</strong>. Nel complesso, per PC la grafica è apprezzabile ma non stupefacente. Di positivo però ci sono la fluidità delle animazioni e l’apparente assenza di grossi <em>bug</em>.</p>
<p>Le musiche di Motoi Sakuraba sono come sempre <strong>eccellenti</strong>. Non vedo l’ora di finire il gioco per poterle sentire a ripetizione per i prossimi due anni.</p>
<h2>Cose da tenere d’occhio</h2>
<p>Mentre continuerò a giocare ad Arise, ci sono però anche alcuni aspetti a cui presterò attenzione perché mi hanno lasciato più <strong>perplesso</strong> fino ad ora.</p>
<p>Innanzitutto, i <strong>personaggi</strong> sembrano abbastanza banali e stereotipati, soprattutto gli antagonisti.</p>
<p>Non so quanto questo dipenda dall’altro aspetto che per ora non mi ha entusiasmato troppo, ovvero che in questo gioco i “buoni” sono <strong>BUONI</strong> e i “cattivi” sono <strong>CATTIVI</strong>, nel modo più piatto possibile.</p>
<p>Sono abbastanza convinto che andando avanti nel gioco questa divisione così netta verrà messa in discussione, ma per ora rende il tutto un po’ troppo aderente alla <strong>narrativa <em>fantasy</em> più scontata</strong>.</p>
<p>Infine in Arise c’è il problema che era già presente in Berseria: <em>dungeon</em> e <em>field</em> sono vuoti e semplicemente una<strong> sequela di corridoi</strong> con deviazioni che hanno un tesoro e un gruppo di mostri ogni volta.</p>
<p>Su questo punto non ho speranze molto alte e mi aspetto invece che fino alla fine del gioco rimanga tutto così. Però oh, sarei felice di sbagliarmi.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Tales of Arise</strong> è il nuovo capitolo della saga dei Tales sviluppata da<strong> Bandai Namco</strong>. Uscito per Play Station, Xbox e PC, presenta la storia di una ribellione degli schiavi contro i propri sfruttatori.</p>
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		<title>Little Nightmares II &#8211; Nuovi piccoli ed orribili incubi</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/02/18/little-nightmares-ii-nuovi-piccoli-ed-orribili-incubi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 13:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Bandai Namco]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Puzzle game]]></category>
		<category><![CDATA[Tarsier Studios]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Little Nightmares, uscito ormai alcuni anni fa, è stato uno di quei titoli che lasciano il segno. Vuoi per la sua potenza evocativa, vuoi per la graffiante e crudele metafora della società, Little Nightmares è stato capace di appassionare migliaia di videogiocatori, che si sono scatenati ad indovinare i segreti della Lore, resa ancor [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2021/02/18/little-nightmares-ii-nuovi-piccoli-ed-orribili-incubi/">Little Nightmares II &#8211; Nuovi piccoli ed orribili incubi</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-40248" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/02/little_nightmares2_1.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/02/little_nightmares2_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/02/little_nightmares2_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/02/little_nightmares2_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/02/little_nightmares2_1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Little Nightmares, uscito ormai alcuni anni fa, è stato uno di quei titoli che lasciano il segno. Vuoi per la sua potenza evocativa, vuoi per la graffiante e crudele metafora della società, <a href="https://nerdando.com/2017/04/28/little-nightmares-benvenuti-tra-le-fauci/">Little Nightmares</a> è stato capace di appassionare migliaia di videogiocatori, che si sono scatenati ad indovinare i segreti della Lore, resa ancor più cupa e triste con l&#8217;uscita dei DLC successivi al lancio.</p>
<p>Oggi, dopo tanta attesa, arriva il seguito: <strong>Little Nightmares II</strong> ci racconta una storia tutta diversa, e getta una luce ancor più sinistra sull&#8217;universo narrativo creato da <strong>Tarsier Studios</strong>.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Mono è un bambino che si risveglia all&#8217;interno di <strong>una foresta misteriosa</strong>, portato lì da un televisore. Tenete a mente questo &#8220;mezzo di trasporto&#8221; perché la sua natura diverrà chiara più avanti.<br />
Smarrito e spaventato, Mono farà tutto il possibile per tornare a casa, ma questo viaggio diventa presto un&#8217;odissea fatta di orrori e distorsioni, in cui ogni creatura (soprattutto quelle inanimate) sembrano attratte micidialmente dalla sua autonomia e libertà, al punto da volerlo schiacciare, annientare, distruggere ad ogni costo.</p>
<p>Il viaggio di Mono lo porterà a <strong>salvare un&#8217;altra bambina</strong>, proprio quella Six che abbiamo imparato ad amare nel primo capitolo. I due, quasi sempre insieme, lavoreranno di concerto per sopravvivere stanza dopo stanza, mondo dopo mondo, in una lenta ma inesorabile discesa verso ambienti sempre più claustrofobici e pericolosi.</p>
<p>Il tutto fino ad arrivare allo <strong>scontro finale</strong>: lo scontro-rivelazione con quel signore della Televisione che appare negli incubi di Mono, che è causa dell&#8217;annientamento della volontà degli adulti e della loro distorsione, e che porterà verso il clamoroso e sorprendente finale.<br />
Scopriremo quindi &#8220;chi&#8221; è lo Smilzo, e lo faremo con un quel retrogusto amaro che la serie ci ha abituato a dover digerire e, infine, troveremo il gancio diretto al primo gioco: se durante la partita troveremo e raccoglieremo tutti i glich (i resti di bambini dal destino nefasto) avremo accesso ad una scena post credit su cui ovviamente non rivelerò nulla, ma che chiuderà il cerchio col primo capitolo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-40249" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/02/little_nightmares2_2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/02/little_nightmares2_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/02/little_nightmares2_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/02/little_nightmares2_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/02/little_nightmares2_2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Rispetto al primo capitolo, il gameplay si conferma sostanzialmente invariato: <strong>Little Nightmares II</strong> è sostanzialmente un puzzle game in 2.5D, con un abbozzo di profondità maggiore rispetto al predecessore e che introduce alcune piccole novità.<br />
La più grande è senza dubbio la presenza di Six, un compagno di viaggio fondamentale per risolvere alcuni puzzle, come accedere ad alcune aree troppo elevate o che contribuirà aiutando ad aprire porte pesanti o divellere assi di legno.</p>
<p>Fanno la comparsa anche <strong><em>chase sequence</em></strong> al cardiopalma: in diverse occasioni, infatti, non sarà sufficiente nascondersi nelle ombre o passare inosservati sotto gli occhi dei molti nemici. Di tanto in tanto verremo irrimediabilmente scoperti, e dovremo fuggire coordinando alla perfezione salti, scivolate e, perché no, l&#8217;uso sapiente della torcia che nel terzo capitolo sarà fondamentale per bloccare l&#8217;avanzata dei manichini, altrimenti inarrestabili. Un ottimo modo per alternare il ritmo del gameplay e che, credetemi, aumenta a dismisura il livello di ansia.</p>
<p>I puzzle da risolvere si basano prevalentemente sui <strong>classici enigmi ambientali</strong> e sebbene alcuni punti possano mettere in difficoltà, magari perché siamo pressati da qualche mostro o perché sulle prime non si riesce ad intuire come risolverli, il livello di sfida si assesta sul medio-basso.<br />
Una scelta, a mio avviso, davvero azzeccata perché tiene bene lontano il pericolo di sentirsi eccessivamente frustrati, consentendo di concentrarsi invece interamente sulla trama, solida ed avvincente (il tutto senza una sola parola pronunciata) e soprattutto sull&#8217;aspetto visivo, di cui vi parlerò a breve.</p>
<p>Il bisogno e il desiderio di arrivare oltre, lo ammetto, dà quasi dipendenza. <strong>Little Nightmares II</strong> è un titolo che si gioca tutto d&#8217;un fiato, che sfida il giusto alla ricerca dei collezionabili e di qualche trofeo davvero arzigogolato da ottenere, e che tiene saldamente incollati al joypad per la sua breve durata.</p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>Una dovuta premessa: ho sperimentato la mia copia review, per cui ringrazio <strong>Bandai Namco</strong>, su Xbox Serie X. Detto questo, l&#8217;impatto visivo è di quelli che lasciano sbalorditi.<br />
La dinamica delle luci, in modo particolare, è semplicemente sublime ed evocativa. Ogni singola ambientazione, fondale, elemento di gioco o scenografico, sono curati alla perfezione: ogni elemento è in grado di trasportarci nell&#8217;universo di gioco e tenerci incollati a screenshottare di tutto.</p>
<p>Che sia la pioggia battente di un vicolo, l&#8217;austerità di una scuola vecchio stile o la decadenza di un ospedale, <strong>gli ambienti sono dipinti in modo perfetto</strong>. Ci muoviamo tra di essi senza un briciolo di calo di framerate, mentre il comparto audio, ridotto all&#8217;essenziale, sottolinea e accompagna ogni sequenza senza terrorizzare ma lasciandoci addosso una sgradevole sensazione di claustrofobia.<br />
<strong>Alcune sequenze sono capolavori di pathos e ansia</strong>, come i bambini nella scuola che &#8220;giocano&#8221; tra loro intonando una nenia stonata e cacofonica, con versi gutturali al posto delle parole: anche se non interagiamo con loro, non in quel momento, scivolando silenziosamente alle loro spalle, è innegabile che la loro presenza arricchisca enormemente non solo il mondo di gioco, ma anche la Lore complessiva dell&#8217;universo Little Nightmares.</p>
<p>Il mondo è pieno di cose &#8220;inutili&#8221; ai fini della soluzione degli enigmi, ma che arricchiscono l&#8217;esperienza di gioco: non solo <strong>i molti elementi grotteschi</strong> che compongono la scenografia e i personaggi del mondo, ma anche oggetti abbandonati che possono essere raccolti per il solo gusto di farlo. Strumenti, scarpe, bottiglie, abiti: c&#8217;è di tutto in questo mondo &#8220;discarica&#8221; corrotto e malato, ennesima prova di quale nefasto destino abbia colpito il genere umano.</p>
<p>Insomma: l&#8217;intero impianto audio-visivo è di primissima qualità ed è certamente la parte del leone di questo titolo.<br />
Ho avuto invece la percezione di alcune incertezze per quanto riguarda la <strong>gestione dei controlli</strong>, soprattutto riguardo le hitbox. Più di una volta mi è capitato di morire malamente per un salto sbagliato, perché quasi impossibile capire a che punto saltare, o di essere catturato quando invece il mio raggio di luce sembrava puntare proprio quel maledetto manichino. O, ancora, di essere scoperto senza realmente capire come fosse possibile, mentre ad un successivo tentativo identico, tutto è filato liscio.</p>
<p>Intendiamoci, sono elementi di davvero poco conto e che mi sono capitato una manciata di volte lungo tutto il percorso di gioco: un&#8217;inezia se comparato al <strong>lavoro nel suo complesso</strong>, ma che per dovere di cronaca ho voluto comunque riportare.</p>
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<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong>Little Nightmares II</strong>, nonostante i chiari rimandi a capisaldi come Limbo e <a href="https://nerdando.com/2016/07/05/inside/">Inside</a>, gode di un&#8217;ottima vita propria. La Lore è solida e appassionante e si lascia andare a molteplici interpretazioni.<br />
Eravamo usciti dal primo capitolo con tante domande e incertezze, e lo stesso può dirsi di questo. Perché il mondo è così cupo e contorto? Perché tutti gli oggetti hanno dimensioni sproporzionate rispetto ai protagonisti? O sono i bambini ad essere invece sottodimensionati?</p>
<p>L&#8217;<strong>impatto stordente</strong> e anestetizzante della televisione, con questi schermi che pur non trasmettendo nulla hanno il potere di ipnotizzare gli adulti, non è forse una meravigliosa metafora della nostra società? Siamo noi quei bambini o siamo invece quegli adulti? Ormai totalmente assuefatti dal nulla narcotizzante da non riuscire più ad intendere altra ragione se non la violenza?</p>
<p>Chi sono questi manichini? Perché i bambini della scuola sono fatti di porcellana? <strong>In questo mondo contorto c&#8217;è ancora qualcosa di vero o tutto è stato irrimediabilmente compromesso?</strong> Come fa Mono ad usare i televisori per trasportarsi da un luogo all&#8217;altro?<br />
Ma soprattutto: perché l&#8217;uomo della televisione anestetizza gli adulti, fino a far perdere loro il senno, e trasforma i bambini in glitch?<br />
Forse perché loro sono gli ultimi rimasti ad essere incorruttibili?</p>
<p>Eppure vediamo come anche <strong>i bambini protagonisti</strong>, soffocati da questo orrore senza soluzione di continuità, ne vengono ugualmente influenzati: pur con le difficoltà della loro dimensione, riescono a brandire martelli e fucili, il tutto con l&#8217;unico scopo di salvarsi certo, ma per farlo devono a loro volta distruggere, uccidere, annientare.</p>
<p>Non c&#8217;è quindi possibilità di salvezza?<br />
Dopotutto, a pensarci bene, l&#8217;intero gioco (ma era così anche col primo) non è altro che <strong>la fuga da un posto malato</strong>, contorto verso uno ancora peggiore: e se tutto il mondo è così, allora verso dove stiamo scappando?</p>
<p>Mono è scalzo e privo di volto, <strong>perennemente nascosto da un qualche tipo di cappello</strong>: come se la sua maschera fosse indispensabile per non mostrare il proprio viso; forse per non essere riconosciuto, ma più probabilmente perché sotto quel sacchetto potrebbe esserci chiunque, magari i nostri stessi figli che sono costretti a muoversi in un mondo troppo grande ed incomprensibile mentre noi, invece che fungere da guida, passiamo le nostre giornate a guardare uno schermo vuoto.</p>
<p><strong>Little Nightmares II</strong> è disponibile per PC, PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e Google Stadia al prezzo di €29,99.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Little Nightmares II</strong> è lo struggente ed affascinante seguito in cui vestiremo i panni di Mono.</p>
<h2>Nerdandometro: 4,5/5</h2>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2021/02/18/little-nightmares-ii-nuovi-piccoli-ed-orribili-incubi/">Little Nightmares II &#8211; Nuovi piccoli ed orribili incubi</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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