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	<title>Astratto - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>INK &#8211; Quando l&#8217;Arte incontra la Strategia</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/02/10/ink-quando-larte-incontra-la-strategia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 09:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Asmodee Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Astratto]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63781 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK.jpg" alt="Ink" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Quando <strong>Kasper Lapp</strong> progettò <em><strong>Magic Maze</strong></em> qualche anno fa, catturò l&#8217;attenzione di tantissimi giocatori con un meccanismo innovativo e brutale nella sua semplicità. Con <em><strong>INK</strong></em>, lo stesso autore ci propone qualcosa di completamente differente: un titolo che mantiene l&#8217;eleganza <strong>minimalista</strong> del design ma che nasconde una <strong>profondità tattica sorprendente</strong> sotto una superficie che sembra quasi ingenua. Edito da <strong>Final Score Games</strong> e localizzato in Italia da <strong>Asmodee </strong>(che <strong>ringrazio</strong> per la copia con cui ho scritto questo articolo), con illustrazioni curate da <strong>Chris Quilliams</strong> (il visionario dietro <em><a href="https://nerdando.com/2024/02/20/azul-tutti-mastri-piastrellisti/">Azul</a></em> e <em><a href="https://nerdando.com/2016/01/20/pandemic-legacy-lirripetibile-lotta-alle-epidemie/">Pandemic Legacy</a></em>), <em>INK</em> rappresenta uno di quei rari giochi che fatica a categorizzarsi: è astratto senza essere sterile, competitivo senza essere spietato, e strategico senza richiedere dottorati in matematica.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><em><strong>INK</strong></em> si colloca in quella fascia di giochi in cui il tema è volutamente assente, perché il vero tema è la meccanica stessa. <strong>Non c&#8217;è una storia da raccontare</strong>, niente narrazione nascosta dietro le regole. Quello che c&#8217;è è pura, cristallina esperienza ludica: i giocatori sono artisti che creano dipinti astratti su una tela personale utilizzando gocce di inchiostro di diversi colori. Ogni segno che lasciate è permanente. Ogni scelta che fate risuona per il resto della partita.</p>
<p>Se dovessi descrivere <em>INK</em> in poche parole, direi che è <strong>il gemello sofisticato di <em>Azul</em></strong>. Superficialmente condividono lo stessa DNA: drafting da una fonte condivisa (in questo caso una ruota anziché una pila), piazzamento di pezzi su una griglia personale, e una progressione verso la vittoria attraverso il completamento di obiettivi con tanto di combo. Eppure, le somiglianze finiscono qui. L&#8217;interazione tra giocatori non si limita al mero &#8220;prendere quello che vuole l&#8217;avversario&#8221;: qui, <strong>quello che prendi influenza direttamente cosa gli altri potranno fare nei turni successivi</strong>, creando una ragnatela di conseguenze che si estende ben oltre il singolo turno.</p>
<p>La bellezza di <em>INK</em> risiede nel fatto che <strong>ogni partita sembra diversa</strong> non perché i giocatori fanno scelte diverse (cosa ovvia), ma perché le condizioni di gioco cambiano radicalmente. Non è un titolo che sentirai dire &#8220;Questa volta farò la mia strategia solita&#8221;. Non funziona così, <em>INK</em> <strong>ti obbliga a pensare</strong>, sempre, perché gli strumenti a disposizione e le situazioni cambiano costantemente.</p>
<h2>Meccaniche</h2>
<p>Entrando nel dettaglio, il cuore di <em>INK</em> è una <strong>ruota centrale</strong> (il &#8220;pennino&#8221;) con sei tessere disposte attorno a essa. Durante il tuo turno, devi muovere il tuo segnalino verso una di queste tessere e prenderla. Non è una scelta libera: devi muovere il tuo segnalino in senso orario, e se passi sopra la casella iniziale, segnata con una &#8220;X&#8221;, devi pescare una tessera casuale dal sacchetto &#8220;X&#8221;, che ti obbliga a coprire degli spazi sulla tua griglia, rendendoli inutilizzabili e bloccando le aree che stavi faticosamente costruendo. È il disincentivo perfetto per correre troppo velocemente attorno alla ruota, perché il brivido della tessera &#8220;giusta&#8221; potrebbe trasformarsi nel peso di una tessera &#8220;sbagliata&#8221;.</p>
<p>La tessera che prendi dalla ruota comune viene aggiunta alla tua tela personale, una griglia quadrata, dove devi farla combaciare con i bordi delle tessere già presenti. <strong>Non puoi piazzarla ovunque</strong>: devono toccarsi almeno su un lato, non si possono mettere in diagonale. Questo è il primo livello del puzzle. Ma<strong> c&#8217;è un livello più profondo</strong>: ogni colore sulla tua tela rappresenta un&#8217;area, e ogni giocatore ha una &#8220;tavolozza&#8221; personale &#8211; pescata random ad inizio partita &#8211; che gli consente di piazzare bottigliette d&#8217;inchiostro solo su determinate aree colorate (i colori della propria tavolozza), mentre le altre bottigliette potranno essere usate per gli altri colori, ma ovviamente attenzione a non finirle troppo presto.</p>
<p>Quando crei un&#8217;area di un certo colore che raggiunge la dimensione minima indicata da un obiettivo, rappresentato da un numero riportato sulla tessera, puoi scegliere di &#8220;attivare&#8221; quell&#8217;obiettivo, piazzando le bottigliette d&#8217;inchiostro sulla tela. Qui inizia la vera magia: puoi piazzare più obiettivi nello stesso turno, nell&#8217;ordine che preferisci. E ogni obiettivo completato ti regala un&#8217;Azione Bonus. Queste <strong>Azioni Bonus</strong> sono il vero <strong>motore strategico</strong> di <em>INK</em>.</p>
<p>Esistono <strong>12 diversi bonus</strong> nel gioco, e a ogni partita ne vengono utilizzati solo quattro, scelti <strong>casualmente</strong>. Alcuni permettono di piazzare quadrati colorati aggiuntivi sulla tela, creando nuovi spazi per le bottigliette. Altri lasciano muovere tessere già piazzate, aprendo la possibilità di riosservare la tela e di ricomporre le aree per completare più obiettivi in sequenza. Alcuni bonus permettono di rimuovere bottigliette dal gioco, accelerando il raggiungimento della vittoria. Uno raro permette di conservare una tessera per usarla nel turno successivo, evitando completamente il drafting da quella parte della ruota. La combinazione di questi bonus <strong>cambia radicalmente</strong> il modo in cui si giocherà.</p>
<p>È qui che <em>INK</em> raggiunge una <strong>profondità tattica</strong> stupefacente. Non è solo un gioco di piazzamento tessere: è un puzzle in cui i vincoli cambiano a ogni turno, in cui le sinergie tra i bonus e il tuo setup determinano come eseguire il tuo piano. In ogni partita ho scoperto nuove combinazioni, nuovi modi di concatenare gli obiettivi, nuovi modi di usare i bonus per colpire gli avversari indirettamente. Da giocatore di <em>Magic</em>, le combo sono sempre apprezzate!</p>
<p>C&#8217;è anche il meccanismo del colore &#8220;<strong>nero</strong>&#8221; (inchiostro nero): se durante la partita piazzerai più bottigliette di quelle che hai a disposizione nel tuo colore, devi usare le bottigliette nere dal pool comune. Alla fine della partita, chi ha piazzato tutte le bottigliette vince. Se più di un giocatore ha terminato le sue bottigliette, vince chi ha usato più bottigliette nere. È un sistema elegante che evita il pareggio ma <strong>mantiene la tensione</strong> fino all&#8217;ultimo momento.</p>
<p><strong>La modalità solitaria è presente</strong>: il gioco vi propone un &#8220;avversario&#8221; neutrale che rimuove tessere dalla ruota in base a tile pescati casualmente. Non è la modalità che preferisco (prediligo sempre competere contro giocatori veri), ma è ben congegnata e offre una sfida legittima se giocate in solitario. Piccolo tocco di classe: il &#8220;bot&#8221; della modalità solitaria si chiama Sumi, che è il nome dell&#8217;inchiostro nero giapponese, alla base della calligrafia e del tatuaggio. Adoro.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK-2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-63782 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK-2.jpg" alt="Ink" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/INK-2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Materiali</h2>
<p><em><strong>INK</strong></em> è uno di quei giochi in cui gli ingredienti fisici sono stati scelti <strong>con intelligenza</strong>. Le tessere d&#8217;inchiostro sono double-face, con il verso specchiato rispetto al fronte. Questo significa che si può giocare il gioco anche con una prospettiva diversa, il che aggiunge ancora più variabilità. Le bottigliette d&#8217;inchiostro sono dei <strong>piccoli capolavori in plastica</strong>, sufficientemente pesanti da sentirsi premium senza essere scivolosi. Sembrerà davvero di giocare con dell&#8217;inchiostro, ma senza il rischio di inzaccherare il tavolo!</p>
<p>La ruota centrale è robusta, la plancia personale è chiara e facile da leggere. <strong>I segnalini per i giocatori daltonici sono un dettaglio bellissimo</strong> che mostra come si continui a pensare all&#8217;inclusione durante la progettazione del gioco, non come ripensamento successivo.</p>
<p>Lo stile artistico di Chris Quilliams è ridotto <strong>all&#8217;essenziale</strong>: colori puri, linee pulite, nessuna ornamentazione superflua. Alcuni potrebbero trovarlo freddo; io lo trovo perfetto per il tipo di gioco che <em>INK</em> vuole essere. La tela sulla quale costruire diventa effettivamente una <strong>composizione astratta</strong> ogni volta che si gioca, e quell&#8217;estetica minimalista supporta questa esperienza anziché battersi contro essa.</p>
<p>Una piccola nota di demerito va alla <strong>gestione della scatola</strong>: ci sono tanti componenti e, al netto dell&#8217;assenza dell&#8217;organizer interno, che può anche starci, la scatola necessita di un po&#8217; di Tetris per riporre tutti i componenti una volta defustellati, e a me è rimasta alzata di un buon centimetro. Nulla di grave, ma magari un po&#8217; di spazio in più non avrebbe guastato.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><em><strong>INK</strong></em> è un gioco che non mi aspettavo. Sulla carta, è una categoria che raramente genera titoli memorabili. Eppure Kasper Lapp ha fatto quello che Michael Kiesling aveva già fatto con <em>Azul</em>: ha preso una formula che sembrava esausta e ha infuso in essa una <strong>profondità tattica</strong> che la rende affascinante. La variabilità offerta dalle Azioni Bonus significa che ogni partita rappresenta un puzzle diverso, e il fatto che gli avversari possono influenzare costantemente quello che potete fare crea una <strong>tensione autentica</strong>.</p>
<p>È un gioco che richiede pochi minuti per spiegare le regole, forse un turno per capire cosa sta succedendo, e almeno una manciata di partite per iniziare a intravedere le vere profondità strategiche. <strong>Non è un titolo immediatissimo</strong>, ma necessita di un po&#8217; di tempo e partite per iniziare a girare al meglio delle proprie potenzialità.</p>
<p>Lo consiglio a chiunque ami i <strong>giochi astratti</strong>, ai fan di <em>Azul</em> che cercano qualcosa con <strong>più interazione</strong>, ai giocatori che apprezzano la <strong>profondità tattica</strong>, e sinceramente anche a chi vuole iniziare a &#8220;fare sul serio&#8221; con i boardgame senza saltare direttamente ai <a href="https://nerdando.com/2024/08/29/giochi-da-tavolo-cinghiali/">cinghiali pesanti</a>. È uno di quei titoli rari che sa essere accessibile senza sacrificare la profondità, elegante senza essere pretenzioso, e competitivo senza diventare aggressivo.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul </em><em>nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong></em></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>INK</strong></em> è il gioco di debutto perfetto di Final Score Games: astratto ma <strong>profondo</strong>, elegante ma <strong>tattico</strong>, semplice da giocare ma complesso da padroneggiare.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_oro.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41543" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_oro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
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		<title>Cøpenhagen &#8211; Un tetris architettonico</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/12/25/copenhagen-un-tetris-architettonico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Dec 2019 13:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Astratto]]></category>
		<category><![CDATA[Devir Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Siete amanti degli astratti? Avete amato alla follia il micidiale Tetris? E per caso vi siete invaghiti di board game come Azul, Sagrada o Patchwork? E allora che pensereste se vi dicessi che qui abbiamo tutto questo fuso insieme? Troppo bello per essere vero? E invece no: Cøpenhagen, portato da noi grazie a Devir [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33988" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/copenhagen_cover.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/copenhagen_cover.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/copenhagen_cover-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/copenhagen_cover-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/copenhagen_cover-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Siete amanti degli astratti?</strong> Avete amato alla follia il micidiale Tetris? E per caso vi siete invaghiti di board game come Azul, <a href="https://nerdando.com/2018/07/16/sagrada-come-diventare-un-mastro-vetraio/">Sagrada</a> o <a href="https://nerdando.com/2016/08/09/patchwork/">Patchwork</a>? E allora che pensereste se vi dicessi che qui abbiamo tutto questo fuso insieme?<br />
Troppo bello per essere vero?</p>
<p>E invece no: <strong>Cøpenhagen</strong>, portato da noi grazie a <strong>Devir Italia</strong>, è esattamente una via di mezzo di tutti questi titoli messi assieme. Come si può facilmente intuire dal titolo, ci troviamo nella splendida capitale danese, celebre ovviamente per la Sirenetta di Andersen (e infatti i segnalini giocatori la ritraggono) ma anche per gli splendidi edifici affacciati sull&#8217;acqua.</p>
<p>Ispirandosi a questi edifici eccoci pronti a diventare <strong>novelli architetti</strong> pronti a realizzare la facciata dei nostri sogni. Ovviamente prima e meglio dei nostri avversari.</p>
<h2>Meccaniche</h2>
<p>Se c&#8217;è una cosa che amo nei giochi per famiglie (<strong>Cøpenhagen</strong> è indicato dagli otto anni in su) è la facilità di comprensione delle regole e dei meccanismi di gioco e la rapidità con cui ci si inizia a divertire.<br />
Questo board game ha tutto in regola per essere un ottimo passatempo per i piccoli di casa.</p>
<p>Partendo da una plancia personale, che rappresenta anche l&#8217;area di gioco, dobbiamo andare a prendere pezzi di facciata (dalle forme che ricordano proprio il tetris) e farli &#8220;cadere&#8221; dall&#8217;alto al basso, andando ad incastrarsi su quelle già presenti.<br />
Una volta terminata una riga, o una colonna, si conquistano punti.<br />
<strong>Vince il primo che arriva a 20</strong>.</p>
<p>Per aggiudicarsi le tessere, però, occorre prima conquistare le carte del colore giusto: tante carte del medesimo colore consentono di prendere un pezzo di dimensione analoga. Sembra complesso, ma in realtà <strong>è molto semplice</strong>. Nella prima fase il giocatore prenderà carte colorate, quando ne avrà in numero sufficiente (ad esempio 3) potrà prendere un pezzo (di quel colore) che occupa lo stesso numero di spazi (sempre tre, in questo esempio).</p>
<p>Ne emerge quindi il bisogno di <strong>pianificare la propria strategia</strong> man mano che la facciata si riempie: inoltre le tessero non solo illimitate e bisogna capire se aspettare e raccogliere più carte per aggiudicarsi pezzi più grandi, o gettarsi a capofitto e portar via agli avversare le tessere più piccole e facilmente piazzabili.</p>
<p>Naturalmente non è possibile uscire dai confini della facciata né sovrapporre le tessere, per cui è importante prestare attenzione a quello che si prende e a come lo si colloca sulla plancia.<br />
Non mancano le <strong>carte bonus</strong>, che consentono (un po&#8217; come in <a href="https://nerdando.com/2019/08/09/sagrada-lespansione-a-regola-darte/">Sagrada</a>) di forzare le regole andando a sistemare situazioni complesse da sciogliere.</p>
<h2>Materiali</h2>
<p>Con la sola eccezione delle sirenette, che come detto all&#8217;inizio vengono usate come segnalini, <strong>tutti i componenti sono in carta o cartone</strong>. Nonostante questo tutto risulta essere molto solido e di ottima fattura.<br />
La plancia del giocatore, in modo particolare, si presenta davvero bene con tutte le tessere che vanno a comporre la nostra facciata. Ma degna di plauso, a mio avviso, è il <strong>board segnapunti</strong>, che si compone con la plancia per le carte ed è davvero un bel colpo d&#8217;occhio.</p>
<p>Per ulteriori dettagli potete dare uno sguardo al nostro <a href="https://www.facebook.com/pg/nerdandocom/photos/?tab=album&amp;album_id=3254054404666074&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARA6SZVl59ZY11P-y6J1NpsqcFNLSWF0dPQlc6jHebQYuoO1mh7TLzbUWp3nVDeSMLBpvN-gcokuQUbsTkW0kgZc1cxtR_PukiMjLNoMIQQuKIdwV6VeAOPxdgmUUrO5u-uJ285XPS4W2pDrM0NfYIB1V08TwPNltefRKLiluo3OwqZ_pMsTf6kq4SS3A1QgyQSGrcQisdIn8_iez_fBnpMMpnhUunU5-cxDja-qZs5Y6Dg6NhynlymMhNPtDv7bJVU5wX3SlJwTZOvqgkn9Ss5HkD6miXi4ae2WL-fz3u7cweurg3hXbbUi_Y9uhHJHOaEyap03PEXLE5V3dLLuTS4KhbZbIFDL5HNSMBOsaLq5qsNjmHuMsU6I2bih4ETOR-M9PcQGDg-X8zj_BIHQQHToev_1MPaNQq0-TWG_NSOnaD4xHygX29AB2aRUdqnqEBAi68v0vBLyShorw9bE&amp;__tn__=-UC-R" target="_blank" rel="noopener noreferrer">unboxing</a>.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong>Cøpenhagen</strong> mi ha davvero sorpreso, e in modo molto positivo. Si impara in pochi minuti ed è immediatamente giocabile da tutta la famiglia. Un ottimo <em>filler</em> per giocatori hard core, ma anche davvero leggero e simpatico per i neofiti.<br />
Difficile chiedere di più ad un board game.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Cøpenhagen è il board game astratto che ci porta in Danimarca a costruire le celebri facciate delle case danesi.</p>
<h2>Nerdandometro: 4,2/5</h2>
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		<title>Santorini &#8211; Architettura nell&#8217;antica Grecia</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/05/02/santorini-architettura-nellantica-grecia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 12:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Astratto]]></category>
		<category><![CDATA[Cranio Creations]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Piazzamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mare blu profondo, erba verde smeraldo, case di mattoni bianchi e cupole blu. Preparate la valigia, si va tutti nella splendida isola di Santorini! Recensione Cranio Creations distribuisce questo interessantissimo board game per due, tre o quattro persone che si annuncia come capace di rovinare amicizie di lunga data e famiglie affiatate. I giocatori si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-23607" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1.jpg" alt="Santorini" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Mare blu profondo, erba verde smeraldo, case di mattoni bianchi e cupole blu. Preparate la valigia, si va tutti nella splendida isola di <strong>Santorini</strong>!</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Cranio Creations</strong> distribuisce questo interessantissimo board game per due, tre o quattro persone che si annuncia come capace di rovinare amicizie di lunga data e famiglie affiatate.<br />
I giocatori si radunano attorno all&#8217;isola di <strong>Santorini</strong>, rappresentata da una struttura rialzata in plastica e un piano in cartone rigido, e collocano a piacere i propri mastri architetti.<br />
Qui, passo dopo passo, i novelli Callicrate muoveranno i propri operai sul tabellone, costruendo un nuovo edificio o innalzando il livello di una già presente ad ogni passo.</p>
<p>Scopo del gioco è quello di portare uno dei propri uomini sul tetto del <strong>terzo livello di un edificio</strong> qualsiasi: chi prima ci riesce, vince. Naturalmente gli altri giocatori non staranno a guardare e man mano che tenteranno di innalzare le proprie costruzioni, potranno anche avvicinarsi a quelle altrui e tarparne i sogni di vittoria costruendo la cupola, quarto e ultimo livello, che <em>de facto</em> rende inutilizzabile l&#8217;edificio e costringe a tentare con un altro.</p>
<p>Le regole sono poche e semplici da apprendere, ma dannatamente <strong>difficili da padroneggiare</strong>, soprattutto nell&#8217;ottica di far collimare la propria strategia con la necessità di ostacolare quella altrui.<br />
Ogni volta che un lavoratore si muove, deve necessariamente costruire un piano in una delle caselle adiacenti a quella di arrivo. Dopo aver costruito il primo livello, potrà essere innalzato il secondo e così via. Per poter salire, però, il lavoratore deve muoversi di livello in livello, come con una scala. Scendere, invece, è molto più facile e non richiede il passaggio graduale.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Una delle cose che colpisce molto, di <strong>Santorini</strong>, è il modo in cui le dinamiche cambino radicalmente in base al numero di giocatori. In due si tratta fondamentalmente di una <strong>diabolica partita a scacchi</strong>, in cui si cerca di rispondere a mossa con contromossa e in cui ogni giocatore può a piacere muovere uno dei due lavoratori. Tuttavia è sempre obbligatorio muoverne almeno uno e costruire. Personalmente è la modalità che preferisco.</p>
<p>In <strong>tre giocatori</strong> la faccenda si complica: difficilmente tutti i partecipanti si contenderanno la vittoria fino alle ultime battute; nei miei test mi è capitato infatti che ben presto uno dei tre si trovi rapidamente fuori gioco e debba necessariamente allearsi con uno degli altri due, o, quantomeno, fare una scelta su quale avversario contrastare aiutando l&#8217;altro.<br />
Infine la <strong>modalità a 4 giocatori</strong>. La trovo un pelo troppo stretta: si gioca a squadre, due contro due, e ogni giocatore muove solo un lavoratore, seguendo le solite regole. Naturalmente vince l&#8217;intera squadra appena uno dei giocatori riesce a collocare il proprio lavoratore sul terzo livello di un palazzo.</p>
<p>Una <strong>variante del gioco</strong>, già presente nella scatola e suggerita ai giocatori esperti, è quella di utilizzare le<strong> carte divinità</strong>. Parliamo di 30 carte tra cui scegliere casualmente, capaci di cambiare non poco gli equilibri della partita. Grazie a queste carte, per tutta la durata della partita, i giocatori avranno &#8220;poteri&#8221; speciali che ne determinano le capacità di movimento, di costruzione e persino di vittoria. Un ottimo modo per dare un po&#8217; di pepe in più e per modificare le interazione tra giocatori abituali.</p>
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<h2>Materiali</h2>
<p>Come accennato, l&#8217;isola di <strong>Santorini</strong> è riprodotta in modo davvero piacevole grazie al supporto di plastica rigida su cui andremo ad incastrare il piano di gioco, in cartone rigido. I livelli degli edifici sono in <strong>plastica rigida</strong>, bianca, che si incastra perfettamente pezzo su pezzo; a chiudere il tutto la cupola blu, anch&#8217;essa in plastica.</p>
<p>Stiamo sempre parlando di un <strong>gioco astratto</strong> per cui difficilmente avremo la sensazione di trovarci davvero nell&#8217;isola dell&#8217;Egeo, tuttavia è davvero apprezzabile la componentistica tridimensionale, dalle scogliere agli edifici, e l&#8217;isola popolata regala un colpo d&#8217;occhio davvero notevole: a mio avviso veder crescere turno dopo turno l&#8217;edilizia di Santorini è una della cose più soddisfacenti del gioco.</p>
<p>In dotazione anche le <strong>carte divinità</strong>, illustrare con un gusto cartoon delizioso e arricchite da icone che ne rappresentano il potere facilmente intellegibili; ottimi anche i lavoratori: sei miniature in plastica colorata che si muovono agilmente sulla plancia di gioco.</p>
<p>Forse l&#8217;unico difetto che sono riuscito a riscontrare di questo titolo è la <strong>lunghezza</strong>: le partite hanno una durata altamente variabile e in due può facilmente trasformarsi in una vera e propria partita a scacchi, dove la fase di pianificazione tende facilmente a dilatarsi.</p>
<p>Ringrazio <strong>Cranio Creations</strong> per il materiale.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Santorini</strong> è il gioco da tavolo per 2-4 giocatori che ci porta nell&#8217;assolata isola greca in una sfida a colpi di martello e scalpello.</p>
<h2>Nerdandometro: 4,5/5</h2>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/05/02/santorini-architettura-nellantica-grecia/">Santorini &#8211; Architettura nell&#8217;antica Grecia</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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