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	<title>Art Spiegelman - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>Art Spiegelman - Nerdando</title>
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		<title>Maus &#8211; Storia e introspezione si intrecciano nel ricordo dell&#8217;orrore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 09:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Art Spiegelman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anatomia di un capolavoro Già dal 2005, il 27 gennaio di ogni anno si svolge la Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale in ricordo delle vittime dell&#8217;Olocausto. In questa occasione, ho voluto recuperare la lettura di Maus, classico unanimemente apprezzato sull&#8217;argomento che non avevo ancora mai affrontato, temendo la profondità e l&#8217;intensità dell&#8217;opera. Pubblicato a puntate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_58306" aria-describedby="caption-attachment-58306" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Maus.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-58306" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Maus.jpg" alt="Maus" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Maus.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Maus-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Maus-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Maus-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-58306" class="wp-caption-text">Una copertina diventata iconica</figcaption></figure>
<h2>Anatomia di un capolavoro</h2>
<p>Già dal 2005, il 27 gennaio di ogni anno si svolge la <strong>Giornata della Memoria</strong>, ricorrenza internazionale in ricordo delle vittime dell&#8217;Olocausto. In questa occasione, ho voluto recuperare la lettura di <strong><em>Maus</em></strong>, classico unanimemente apprezzato sull&#8217;argomento che non avevo ancora mai affrontato, temendo la profondità e l&#8217;intensità dell&#8217;opera.</p>
<p>Pubblicato a puntate tra il 1980 e il 1991 sul magazine <strong>RAW</strong> e successivamente in due albi, rispettivamente usciti nel 1986 e nel 1991, <em>Maus</em> si rivela un&#8217;opera intimista e penetrante che ripercorre l&#8217;Olocausto attraverso il racconto di un sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz. Allo stesso tempo, l&#8217;autore <strong>Art Spiegelman</strong> dà vita a un racconto autobiografico, in cui affronta il difficile rapporto con il padre e ne dipinge la figura. L&#8217;analisi introspettiva si fonde così con l&#8217;epopea storica, attraverso una lente sempre personale e arricchita dalla rappresentazione metaforica data dal mezzo del fumetto.</p>
<p>Il talento di Art Spiegelman e l&#8217;unicità del suo lavoro sono stati immediatamente riconosciuti da pubblico e critica internazionali: <em>Maus</em> è diventato, nel 1992, il primo fumetto ad essere insignito del <strong>Premio Pulitzer</strong> ed è tutt&#8217;oggi l&#8217;unica opera di questo tipo ad essere stata premiata con questo riconoscimento.</p>
<p>Ho letto <em>Maus</em> nell&#8217;edizione pubblicata da <strong>Einaudi</strong> in occasione del trentennale, che ripropone l&#8217;opera in due volumi: ne sono rimasta profondamente colpita. Quella che vi propongo, quindi, non è una recensione (non avrebbe senso, per un prodotto uscito ormai da oltre trent&#8217;anni) ma un racconto delle sensazioni che mi ha lasciato la lettura, sperando di aiutarvi a scoprire (o riscoprire) <strong>un capolavoro dell&#8217;arte fumettistica</strong> e della letteratura in generale.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><strong>Art</strong> ha da sempre un rapporto conflittuale con il padre <strong>Vladek</strong>, ebreo polacco con un carattere spigoloso trasferitosi negli Stati Uniti dopo la Guerra. Il suicidio della madre Anja, avvenuto anni prima, non ha fatto altro che scavare un solco ancora più profondo tra i due. Con la vecchiaia del padre, angustiato da problemi di salute, Art cerca un riavvicinamento e di comprendere meglio la figura di Vladek attraverso i racconti del periodo della Seconda Guerra Mondiale. Vladek e Anja, infatti, sono sopravvissuti al campo di concentramento di <strong>Auschwitz</strong>: ripercorrendo gli orrori di un periodo che non ha vissuto e che fatica a comprendere fino in fondo per la sua assurdità e follia, Art decide di trarre un fumetto dai racconti di suo padre.</p>
<h2>Considerazioni</h2>
<p><em>Maus</em> è una lettura che <strong>mi ha devastato</strong>, non lo nascondo. Non solo per la crudeltà irrazionale e incomprensibile delle situazioni -reali, non smettiamo mai di ricordarlo &#8211; che racconta ma anche per <strong>la portata intimista e introspettiva</strong> che racchiude.<br />
Come il protagonista-narratore, anche noi fatichiamo a calarci in una realtà che sembra <strong>assurda e inimmaginabile</strong> ma che è stata la quotidianità per tante e tanti e anche noi non riusciamo a comprendere fino in fondo gli strascichi che ha lasciato sulle persone che, in molte occasioni per puro caso, sono riusciti a uscirne e a continuare a vivere.</p>
<p>La capacità narrativa di <strong>Art Spiegelman</strong> è incredibile e riesce ad immergerci completamente nella narrazione. Tutta la sofferenza e tutte le difficoltà emotive che lui stesso vive passano a noi lettori, che ci troviamo irrimediabilmente coinvolti. Capisco perché la stesura di <em>Maus</em> sia stata così travagliata e abbia richiesto così tanto tempo: non era affatto semplice dare vita ad un flusso così intimo e allo stesso tempo così universale, eppure era necessario più che mai.</p>
<p>La <strong>scelta grafica</strong>, altamente metaforica, è diventata ormai <strong>iconica</strong>. Ciascun gruppo etnico viene rappresentato da un animale diverso: è così che gli ebrei sono topi, i tedeschi gatti. E ancora i polacchi sono maiali, i francesi rane, gli statunitensi cani. Questa decisione, se da una parte potrebbe alleggerire il peso della vicenda, da un&#8217;altra non fa che acuirlo, anche grazie all&#8217;uso di <strong>un bianco e nero intenso e simbolico</strong>. Leggiamo di animali, eppure non possiamo che notare la profonda umanità delle vicende che vivono.</p>
<p>Si potrebbe parlare per ore e ore di <strong><em>Maus</em></strong> e comunque non si sarebbe riusciti ad approfondirne tutti gli aspetti. Posso solo aggiungere che è <strong>una lettura intensa e necessaria</strong>: non avvicinatevi con leggerezza, perché vi lascerà distrutti. E però non lasciatevelo scappare, perché <strong>vi cambierà la vita</strong>.</p>
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		<title>Gli 80 anni della Seconda Guerra Mondiale &#8211; Il fumetto va alla guerra</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/09/20/gli-80-anni-della-seconda-guerra-mondiale-il-fumetto-va-alla-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2019 12:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un evento epocale. Solo così si può descrivere la Seconda Guerra Mondiale che iniziò nel settembre del 1939, proprio 80 anni fa. Talmente epocale che fin da subito e poi nei decenni a seguire, è stata usata in innumerevoli opere di finzione, dal cinema ai videogiochi. E ovviamente anche i fumetti non sono stati immuni. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/09/20/gli-80-anni-della-seconda-guerra-mondiale-il-fumetto-va-alla-guerra/">Gli 80 anni della Seconda Guerra Mondiale &#8211; Il fumetto va alla guerra</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-32384 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/img.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/img.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/img-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/img-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/img-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Un evento epocale. Solo così si può descrivere la <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong> che iniziò nel settembre del 1939, proprio <strong>80 anni fa</strong>. Talmente epocale che fin da subito e poi nei decenni a seguire, è stata usata in <strong>innumerevoli</strong> opere di finzione, dal <a href="https://nerdando.com/2019/09/17/gli-80-anni-della-seconda-guerra-mondiale-i-film-che-lhanno-rappresentata/"><strong>cinema</strong></a> ai <a href="https://nerdando.com/2019/09/18/gli-80-anni-della-seconda-guerra-mondiale-i-videogiochi-per-riviverla/"><strong>videogiochi</strong></a>. E ovviamente anche i <strong>fumetti</strong> non sono stati immuni.</p>
<p>Un personaggio come <strong>Capitan America</strong> nacque proprio grazie alla guerra, per spronare l&#8217;interventismo in America. Durante e dopo, la<strong> Seconda Guerra Mondiale</strong> è stata raccontata dai fumetti <strong>in tutti i modi</strong> e in tutte le latitudini, anche in versione bizzarra (sto parlando con te <strong><em>Hetalia</em></strong>). <strong>Garth Ennis</strong>, ma non solo lui, ci ha costruito una<a href="https://nerdando.com/2019/04/21/le-storie-di-guerra-di-garth-ennis-iniziano-le-ostilita/"> fetta</a> <a href="https://nerdando.com/2017/11/13/dreaming-eagles-la-guerra-degli-altri/">importante</a> della sua carriera.</p>
<p>Questa lista è solo <strong>una parziale lista</strong> di fumetti che mi sono piaciuti e che spero possano piacere anche a voi. Ho dovuto fare <strong>tanti tagli e scelte dolorose.</strong> Ho cercato di privilegiare fumetti ambientati <strong>durante la guerra</strong> al posto di opere che parlano tanto del prima o del dopo, come <em><strong>La Storia dei Tre Adolf</strong> </em>o <em><strong>Gen di Hiroshima</strong></em> e cercando anche di dare consigli di lettura per tutti, tagliando quindi tutto <strong>l&#8217;immenso ma datato</strong> catalogo bellico della <em>Golden Age</em> <strong>Marvel</strong> e <strong>DC</strong>.</p>
<h2><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-32378" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/81Q7V7dAaVL-300x227.jpg" alt="" width="400" height="303" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/81Q7V7dAaVL-300x227.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/81Q7V7dAaVL-768x582.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/81Q7V7dAaVL-1024x776.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/81Q7V7dAaVL.jpg 1848w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></h2>
<h2>Le daily strips di Paperino</h2>
<p><strong>La Seconda Guerra Mondiale</strong> non è stata solo <strong>battaglie campali</strong> e <strong>bombardamenti a tappeto</strong>. Negli USA, ma non solo, è stata anche <strong>titoli di guerra</strong>, coprifuoco e aiuto allo sforzo bellico. <strong>La vita quotidiana</strong> andava avanti e pochi fumetti la hanno descritta così bene come <strong>le strisce quotidiane</strong> di Paperino scritta da <strong>Bob Karp</strong> e disegnate da <strong>Al Taliferro</strong>.</p>
<p><strong>Striscia dopo striscia</strong>, Paperino e i nipotini attraversano la guerra<strong> senza nominarla</strong> mai davvero, ma è impossibile non vedere come <strong>la vita normale ne era comunque influenzata</strong>. Ne escono fuori delle strisce <strong>sempre divertenti</strong> (a differenza delle coeve strisce di Topolino, quelle di Paperino sono quasi sempre autoconclusive) e che fotografano perfettamente il cosiddetto <strong>fronte interno</strong>.</p>
<p><em>Se vi è piaciuto</em></p>
<p>Parlando di<strong> strisce umoristiche</strong> e<strong> guerra</strong>, non si possono non citare le <em><strong>Sturmtruppen</strong></em> di <strong>Bonvi</strong>. Non propriamente <strong>ambientate</strong> nella Seconda Guerra Mondiale, ma tra <strong>tedeschi</strong> dalla lingua improbabile, il fiero alleato Galeazzo Musolesi e altri riferimenti il pensiero non può che andare lì.</p>
<p>Simile alle strisce di Paperino, ma più revisionista, il recente <em><strong>La speranza, nonostante tutto</strong></em> di Émile Bravo, una specie di reboot di <strong>Spirou</strong> ambientato nel Belgio occupato.</p>
<p>Sulla <strong>vita quotidiana</strong> negli USA, consigliatissimo è <em><strong>Verso la Tempesta</strong></em> di <strong>Will Eisner</strong>, storia semi autobiografica di soldati in viaggio verso il fronte che ricordano la vita precedente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-32383 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gli-Scorpioni-del-deserto-1975-prova.jpg" alt="" width="600" height="389" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gli-Scorpioni-del-deserto-1975-prova.jpg 600w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gli-Scorpioni-del-deserto-1975-prova-300x195.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<h2>Gli Scorpioni del Deserto</h2>
<p>Tra i fumetti italiani a tema, non si può non citare <em><strong>Gli Scorpioni del Deserto</strong></em> di <strong>Hugo Pratt</strong>. Ambientato tra il <strong>1940</strong> e il <strong>1942</strong> in Africa Orientale, la storia segue <strong>il capitano polacco Koinsky</strong> e il suo <strong>Long Range Desert Group (LRDG)</strong>. Da sempre appassionato e affascinato dalla guerra, Pratt non poteva non toccare il più recente conflitto mondiale. Inoltre lui crebbe proprio in Africa tra <strong>Somalia ed Etiopia</strong> e conosceva benissimo quella parte di mondo.</p>
<p><strong><em>Gli Scorpioni del Deserto</em></strong> sono composti da <strong>cinque storie</strong> uscite tra 1969 e 1992 e <strong>sono storie slegate</strong> tra loro su varie missioni di guerra, raccontate nel più tipico <strong>stile prattiano</strong>. Essendo storie appartenenti ad epoche diverse, cambiano anche molto nello stile e nei toni, con <strong>l&#8217;avventura pura</strong> delle prime storie a quella <strong>più malinconica e caustica</strong> delle ultime. Non manca mai la poetica e l&#8217;etica prattiana fatta di <strong>uomini prima che di bandiere</strong>.</p>
<p><strong>Le prime due storie</strong> sono perfette per chi ama <em>La Ballata del Mare Salato</em> e il primo Pratt, più &#8220;tradizionale&#8221; e complesso nello stile, mentre <strong>le ultime tre</strong> sono più simili al Corto di <em>Tango</em> e <em>Mu</em>, più <strong>onirico</strong>, malinconico ed essenziale. Nel complesso<strong> sono storie tutte belle</strong> (una in particolare, <strong><em>Dry Martini Parlor</em></strong> è bellissima) e sono da leggere per chiunque abbia amato Corto Maltese.</p>
<p><em>Se vi è piaciuto</em></p>
<p><strong>Le altre storie di guerra</strong> disegnate da Pratt. Sopratutto <em><strong>Ernie Pike</strong></em>, sui testi di Hector Oesterheld, storia di un reporter di guerra e <em><strong>Morgana</strong></em>, una delle sue ultime opere, malinconica storia di un capitano britannico di stanza nel Mar Adriatico.</p>
<p>Sempre italiane sono alcune storie di <em><strong>Mister No</strong></em> ambientate nella <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>. In particolare, <strong>Mister No va alla guerra</strong> e <strong>Le Tigri Volanti</strong> sono due delle storie più belle del personaggio.</p>
<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-32380 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/maus-evidenza.jpg" alt="" width="638" height="269" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/maus-evidenza.jpg 638w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/maus-evidenza-300x126.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /></h2>
<h2>Maus</h2>
<p>Parlando di fumetti e parlando di Seconda Guerra Mondiale non si può non parlare di <em><strong>Maus</strong></em>, il capolavoro di <strong>Art Spiegelman</strong> e unico fumetto a vincere il <strong>Premio Pulitzer</strong>.</p>
<p><em><strong>Maus</strong></em> (scrivo per le poche persone che non lo sanno) racconta<strong> la vita del padre</strong> di Spiegelman <strong>Vladek</strong>, ebreo polacco che riuscì a sopravvivere all&#8217;Olocausto e al campo di concentramento di <strong>Auschwitz</strong>. La particolarità sta principalmente nella <strong>scelta grafica</strong> di rappresentare gli ebrei come topi e i tedeschi come gatti.</p>
<p>Un fumetto che parla <strong>non solo</strong> di Olocausto ma anche del rapporto padre-figlio e delle difficoltà di comunicare. Una delle opere a fumetti <strong>più devastanti e potenti</strong> che abbia mai letto e che andrebbe letto a tutti.</p>
<p><em>Se vi è piaciuto</em></p>
<p>Non è sull&#8217;Olocausto ma sui <strong>campi di prigionia tedeschi</strong>, <strong><em>Io René Tardi, prigioniero di guerra allo Stalag II B,</em></strong> biografia del padre di <strong>Jacques Tardi</strong>, scritta e disegnata dal leggendario autore francese. <strong>Un&#8217;altra storia vera</strong> di sofferenze, prigionia e racconti paterni. <strong>Sull&#8217;Olocausto</strong> un altro fumetto consigliatissimo è il recente <strong><em>Auschwitz</em></strong> scritto e disegnato da <strong>Pascal Croci</strong>.</p>
<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-32381 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/543c8a9f361f07c7451d4f5bfc60f03d.jpg" alt="" width="553" height="246" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/543c8a9f361f07c7451d4f5bfc60f03d.jpg 553w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/543c8a9f361f07c7451d4f5bfc60f03d-300x133.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 553px) 100vw, 553px" /></h2>
<h2>Airborne &#8217;44</h2>
<p>La collana <strong>Historica</strong> di Mondadori è stata <strong>fondamentale</strong> per me per recuperare numerosi classici <strong>franco-belgi</strong> e scoprire <strong>nuove storie</strong> ambientate nel passato. Tra le scoperte più gradite c&#8217;è sicuramente <em><strong>Airborne &#8217;44</strong></em>, scritto e disegnato da <strong>Philippe Jarbinet</strong>.</p>
<p><em><strong>Airborne &#8217;44</strong></em> è una storia allo stesso tempo di <strong>guerra e umana</strong>, adatta a chi ama le<strong> storie di guerra pura</strong> ma anche a chi <strong>non le sopporta</strong>. Riesce ad avere un delicato equilibrio tra<strong> cronaca</strong> e <strong>umanità</strong>. Il fumetto racconta <strong>l&#8217;avanzata alleata</strong> dallo sbarco in <strong>Normandia</strong> all&#8217;offensiva delle <strong>Ardenne</strong> e parla di soldati certo, ma anche delle persone comuni loro malgrado buttate nel calderone della guerra.</p>
<p><em>Se vi è piaciuto</em></p>
<p>La collana <strong>Historica</strong> ha una decina di fumetti di guerra e sono praticamente <strong>tutti consigliati</strong>. Dal mazzo prendo i volumi scritti da <strong>Yann</strong> e disegnati da <strong>Romain Hugualt</strong>, <em>Il Gufo Reale</em>, <em>Pin-Up Wings</em> e <em>La Squadriglia Burma-Banshees</em>. Tutti fumetti <strong>prettamente</strong> di guerra, di <strong>aviazione</strong> nello specifico. Magari non sono capolavori ma sono validi <strong>lavori di genere</strong> disegnati splendidamente soprattutto nelle scene di battaglia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-32382 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/16aa.jpg" alt="" width="600" height="478" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/16aa.jpg 600w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/16aa-300x239.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<h2>L&#8217;uomo di Iwo Jima</h2>
<p>Se dovessi indicare <strong>un fumetto</strong> che rappresenti il <strong>caos di una battaglia</strong> non avrei dubbi su quale scegliere: <em><strong>L&#8217;uomo di Iwo Jima</strong> </em>di <strong>Gino D&#8217;Antonio</strong>.</p>
<p>La storia, uscita all&#8217;interno della <strong>collana Bonelli</strong> <em>Un uomo un&#8217;avventura</em>, si può descrivere semplicemente come <strong>48 pagine buttati nella battaglie di Iwo Jima,</strong> una delle più cruente della guerra. Una storia <strong>senza tregua né pace</strong> che incalza il lettore e lo porta sullo stesso piano dei <strong>soldati semplici</strong> in guerra contro i giapponesi. <strong>Non c&#8217;è bisogno</strong> di sapere niente dei personaggi, per quelle 48 pagine noi siamo lì e tanto basta.</p>
<p>D&#8217;Antonio era <strong>un maestro</strong> nel rappresentare l&#8217;azione e anche qui non si smentisce, sfruttando anni di esperienze tra cui quella per la casa editrice britannica <strong>Fleetway</strong>.</p>
<p>Se <em><strong>Un uomo, un&#8217;avventura</strong></em> è una delle vette del fumetto italiano degli ultimi decenni, lo è anche per storie come questa.</p>
<p><em>Se vi è piaciuto</em></p>
<p>Molte storie e serie americane hanno impostazioni simili. Se alcune sono più datate, una è moderna e perfetta da citare: <em><strong>Sgt. Rock &#8211;  Tra l&#8217;incudine e l&#8217;inferno</strong></em>, scritto da <strong>Brian Azzerello</strong> e disegnato dalla leggenda del fumetto <strong>Joe Kubert</strong>. Altra revisione moderna di una serie storica del fumetto bellico è <em><strong>Enemy Ace</strong></em> scritta da<strong> Garth Ennis</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/09/20/gli-80-anni-della-seconda-guerra-mondiale-il-fumetto-va-alla-guerra/">Gli 80 anni della Seconda Guerra Mondiale &#8211; Il fumetto va alla guerra</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Nerdando Awards 2017 &#8211; Fumetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 13:00:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11917" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards.jpg" alt="Nerdando Awards" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/nerdando-awards-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Parte oggi la quarta edizione dei <strong>Nerdando Awards</strong> e lo fa dalla categoria <strong>fumetti</strong>.</p>
<p>Come ogni anno, l&#8217;intera redazione di Nerdando si è riunita per assegnare questo premio, vi ricordo che ogni membro ha scelto un titolo non necessariamente uscito nel corso del 2017, ma con il quale è entrato in contatto quest’anno. Il titolo vincitore assoluto è quello che ha ricevuto più awards o, in caso di pareggio, è stato scelto &#8211; dopo una nuova discussione &#8211; dalla redazione.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/nerdando-awards/" target="_blank" rel="noopener">A questo link</a> potrete trovare tutte le informazioni sulle edizioni passate.</p>
<h3>Clack &#8211; Black Gospel: Un Vangelo Western</h3>
<p>Quest&#8217;anno ho avuto la fortuna di leggere molti prodotti validi, per cui non è stato semplice scegliere il migliore. Dato che, in generale, le graphic novel autoconclusive incontrano maggiormente il mio gusto rispetto alle serie, scelgo però <strong>Black Gospel: Un Vangelo Western</strong>, scritto e disegnato da <strong>Vinci Cardona</strong> ed edito da <strong>Edizioni BD</strong> perché è un&#8217;opera originale ed ispirata, con un punto di vista affascinato ed affascinante e splendidi colori.<br />
Menzione d&#8217;onore, invece, per una serie: <strong>Dirk Gently</strong>, edito da <strong>Saldapress</strong>, che riesce a rendere in maniera perfetta l&#8217;immaginario di Douglas Adams.</p>
<h3>Gattiveria &#8211; Maus</h3>
<p>In attesa di leggere <strong>MetaMaus</strong>, quest&#8217;anno ho ripreso in mano un capolavoro assoluto, letto chissà quanti anni fa e che mi ha meravigliato come la prima volta: <strong>Maus</strong> di <strong>Art Spiegelman, </strong>edito da <strong>Einaudi</strong>. Meritatamente premiato con il Pulitzer è forse la prima graphic novel della storia, capace di far sorridere pure su una tragedia come quella dell&#8217;Olocausto.</p>
<h3>Giakimo &#8211; Tokyo Ghost</h3>
<p>Annata come al solito ricca di fumetti letti, al punto che quasi mi sono dimenticato cosa ho letto nel 2017. Tra i recuperi di storie e saghe vecchie che avevo finora trascurato (come <strong>Dredd</strong>) e il prosieguo di serie che già seguivo (come la sempre più bella <strong>Dragonero</strong>), la scelta va ad una serie conclusa nel 2016 ma che ho letto in volume unico in questo periodo: <strong>Tokyo Ghost</strong>.<br />
Questa serie composta da 10 numeri ad opera di <strong>Rick Remender</strong> e <strong>Sean Murphy</strong> ed edita in Italia da <strong>Bao Publishing</strong> è un incubo distopico cyberpunk, aggiornato al mondo moderno e alla sua ossessione per la rete, la connettività e i social media. Una storia intelligente, disegnata divinamente e che mi ha lasciato dentro una sottile inquietudine perché lo scenario descritto non è lontano dalla realtà. Come dovrebbe sempre fare, Tokyo Ghost è fantascienza che usa il futuro per parlarci del presente.</p>
<h3>Giando &#8211; Erased</h3>
<p>Spinto dall’entusiamo suscitatomi dalla serie animata, ho divorato i nove numeri di <strong>Erased</strong> (edito in Italia da <strong>Star Comics</strong>) che ha vinto il mio award annuale. Una storia avvincente e che tocca tanti elementi “seri”, ma vissuta a cavallo del tempo e delle situazioni in maniera originale e sempre interessante. Forse non sarà il manga con i migliori disegni ever, però rimane comunque gradevolissimo anche alla vista (al contrario di quella cagata di L&#8217;Attacco dei Giganti, graficamente parlando). Menzione d’onore: <strong>Monster Musume</strong>, questo sì che è uno spettacolo visivo! Spoiler: tette.</p>
<h3>JayJay &#8211; L&#8217;uomo senza talento</h3>
<p>Scoperto all&#8217;ultima edizione di Lucca Comics &amp; Games (edito in Italia nel 2017 da <strong>Canicola</strong>, ma pubblicato in Giappone tra il 1985 e il 1986) è il motivo fondamentale per cui “ho rivolto il mio sguardo a oriente”. Da sempre ho tralasciato la cultura giapponese, l’ho sempre ritenuta troppo distante da me e credevo mi costasse troppa fatica affrontare una mentalità così profondamente diversa. Essendo appunto molto pigro, leggere questa apologia all&#8217;ozio come eversione verso il moderno capitalismo ha creato in me un forte senso di empatia e ha fatto da ponte verso un mondo da cui difficilmente riuscirò ad allontanarmi.</p>
<h3>jedi.lord &#8211; Mercurio Loi</h3>
<p>Quest&#8217;anno sono stato molto indeciso sul decidere a quale opera a fumetti assegnare il mio premio: ho letto molte serie, poche opere singole e comunque sempre tanta roba.<br />
Alla fine sono arrivato a scremarne due, con molta fatica.<br />
Al primo posto metto la nuova serie di <strong>Bonelli</strong>, <strong>Mercurio Loi</strong>: una serie senza dubbio coraggiosa, molto più verbosa ed intellettualoide di come ci aspetteremmo, un fumetto quasi di nicchia, un esperimento riuscitissimo per la casa editrice milanese che è in grado di coniugare tradizione e novità come forse nessun altro qui in Italia.<br />
Al secondo posto mi preme segnalare <strong>Non stancarti di andare</strong>, la nuova mastodontica e commovente opera del duo <strong>Radice/Turconi</strong>, già autori del nostro fumetto dell&#8217;anno 2015. Una storia intima ma che parla universalmente di attese, amore e attualità.<br />
Menzione d&#8217;onore all&#8217;onnipresente <strong>Dragonero</strong>: non ve lo ripeto neanche, una serie fantasy imperdibile per tutti coloro che amano il bel fumetto.</p>
<h3>LC &#8211; Downfall</h3>
<p>Ok, questa decisione sarà estremamente difficile. Ho letto una marea di fumetti nuovi quest’anno (come ogni anno) e scegliere il migliore sarà molto, molto complicato anche perché nessuno è clamorosamente bello.<br />
Alla fine voto <strong>Downfall</strong> (零落) di <strong>Inio Asano</strong>: a differenza del nostro jedi.lord, non è splendido ma solo crudele. Ci mostra il lato più sporco e negativo della vita di un mangaka e dell’industria dei fumetti in Giappone e lo fa senza retorica, senza gioia, senza redenzione. È un fumetto negativo e diretto per gente negativa e diretta, quindi me.</p>
<h3>Morgana &#8211; Your Name</h3>
<p>Due vite parallele, un incontro impossibile: <strong>Your name</strong> (edito da <strong>Edizioni BD</strong>) è una storia molto emozionante, scritta e disegnata magistralmente; da anni un manga non mi coinvolgeva tanto, e il film è altrettanto bello (anzi, di più, grazie ai colori e alle animazioni fantastiche).</p>
<h3>Penny &#8211; Tre trighi</h3>
<p>Scelta difficile, quest&#8217;anno ha portato tanti prodotti interessanti, come l&#8217;attesissimo seguito di <strong>Contronatura</strong>, di <strong>Mirka Andolfo</strong>, che aspettavo con ansia. Tuttavia do il mio premio a <strong>Tre trighi</strong>, frutto della collaborazione fra <strong>Dado</strong>, <strong>Bigio</strong> e <strong>Sio</strong>. Un volume a più mani che raccoglie le storie frutto di alcune 24 ore Comics, in cui diversi fumettisti si trovano e scrivono per 24 ore ininterrotte un&#8217;opera inedita di 24 facciate. Ne escono racconti bizzarri o toccanti, imprevedibili e sempre piacevoli. Se non vi è ancora capitato di leggerlo, ve lo consiglio caldamente.</p>
<h3>Tencar &#8211; Kobane Calling</h3>
<p>Lo so, è uscito lo scorso anno edito da <strong>Bao Publishing</strong>, ma l&#8217;avevo lasciato sul comodino a prendere polvere semplicemente perché mi ripetevo di non avere tempo. Che bugiardo.<br />
L&#8217;opera di <strong>Zerocalcare </strong>racconta i viaggi intrapresi dall&#8217;autore romano tra Turchia, Siria e Iraq, territori devastati da una guerra di cui non abbiamo quasi mai notizie. <strong>Kobane Calling</strong> mi ha colpito dritto al cuore e mi ha fatto riflettere.<br />
Menzione d&#8217;onore per la serie regolare di <strong>Star Wars</strong>, gasante come poche cose al mondo.</p>
<h3>Wiwo &#8211; The Sandman. Cacciatori di sogni</h3>
<p>Non è davvero un fumetto, più un racconto breve illustrato, ma si merita a pieno titolo la mia nomination qui. Innanzitutto, è di <strong>Neil Gaiman</strong>, autore che adoro. Inoltre, ha le illustrazioni a metà tra la tradizione giapponese e il moderno di <strong>Yoshitaka Amano</strong>. Ma c’è di più: la storia da cui è tratto è una leggenda giapponese che sembra uscita direttamente da <strong>The Sandman</strong>, malinconica e onirica. Giustamente, Gaiman non ha resistito e l’ha riraccontata, donandoci un’altra veste di Sogno degli Eterni. Qualche mese fa ho trovato la ristampa edita da <strong>RW Edizioni &#8211; Dana</strong> e l’ho presa senza neanche pensarci. Come al solito, ho fatto benissimo a fidarmi.</p>
<h3>Zeno2k &#8211; Volt, che vita di mecha!</h3>
<p>Quest&#8217;anno non ho avuto il piacere di intrattenermi molto con i fumetti, e sebbene abbia adorato <strong>The Shadow Planet</strong>, che ho avuto il piacere di recensire a luglio di quest&#8217;anno, sicuramente voglio dare la mia preferenza a <strong>Volt, Che vita di mecha!.</strong> Un prodotto tutto italiano che sa coniugare ironia, pulizia del tratto, e spensieratezza. Davvero un ottimo comic che non mi stanco mai di leggere e rileggere.</p>
<h2>And the winner is&#8230; Mercurio Loi</h2>
<p>Sui fumetti siamo sempre in totale disaccordo. Abbiamo deciso di premiare Mercurio Loi per via della caratterizzazione del protagonista e perché le storie di ogni albo sono così profonde che stanno bene sia in edicola che all&#8217;interno di una libreria.</p>
<h2>Premio del pubblico: Dragonero</h2>
<p>I nostri lettori, all&#8217;interno del <a href="https://www.facebook.com/groups/nerdandocom">gruppo Facebook di Nerdando</a>, hanno votato praticamente all&#8217;unanimità per <strong>Dragonero</strong>: l&#8217;opera (edita da Sergio Bonelli Editore) di <strong>Stefano Vietti</strong> e <strong>Luca Enoch</strong> ha stracciato la concorrenza.</p>
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		<title>#NerdandoConsiglia: Maus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2017 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#NerdandoConsiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[Art Spiegelman]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/maus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10671" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/maus.jpg" alt="Maus" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/maus.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/maus-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/maus-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/maus-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Scritta e disegnata da <em>Art Spiegelman</em>, <strong>Maus</strong> è una graphic novel dedicata all&#8217;olocausto degli ebrei polacchi ad opera dei nazisti prima e durante la seconda guerra mondiale.<br />
Tratto dai racconti (veri) del padre dell&#8217;autore, Maus ripercorre le vicende di Vladek: delle esperienze e degli orrori a cui ha assistito in quegli anni drammatici.<br />
Caratteristica del romanzo non solo un linguaggio diretto e senza peli sulla lingua, ma anche la scelta stilistica di antropomorfizzare i personaggi attribuendo alle diverse etnie differenti animali che, in qualche modo, ne evocassero le caratteristiche. Gli ebrei diventano quindi dei topi (<em>maus </em> in tedesco vuol dire, appunto, topo) mentre i nazisti sono i gatti che danno loro la caccia; i polacchi vengono invece disegnati come maiali, gli americani come cani, e così via.</p>
<p>Durante lo svolgimento della graphic novel assistiamo quindi alle peripezie di Vladek, di come è sopravvissuto ai campi di concentramento vivendo di espedienti e cercando di salvare la donna amata, Anja, madre del giovane protagonista. Dopo la Shoah, Vladek si trasferisce negli Stati Uniti, dove nasce Art (che appare anche nel romanzo) il quale cerca, nella spensieratezza degli anni &#8217;60, di ricostruire le vicende paterne per poi raccontarle in un fumetto, quello che appunto abbiamo in mano. A queste vicende si intrecciano quelle legate al difficile rapporto tra Art e il padre, allo stile di vita così diverso tra i due e ad un profondo senso di inadeguatezza che pervade il figlio di fronte alla terribile grandiosità del passato dei genitori.<br />
Per Art Spiegelman, Maus è anche un viaggio nell&#8217;auto consapevolezza, un percorso auto analitico che lo aiuterà a rimettersi in pace con le proprie origini e ad accettarle.</p>
<p>Maus è un&#8217;opera cruda, selvaggia: racconta fatti reali e scatena tempeste emotive incontrollabili, cattura fin dai primi disegni e incatena il lettore al volume indissolubilmente, cambiando per sempre la percezione di quella che è probabilmente una delle pagine più buie della storia mondiale.</p>
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