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	<title>Antoine de Saint-Exupéry - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Il Piccolo Führer &#8211; Principe o Dittatore?</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/09/20/piccolo-fuhrer-principe-dittatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 12:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Antoine de Saint-Exupéry]]></category>
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		<category><![CDATA[Daniele Fabbri]]></category>
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<p>Recensione &#8220;L&#8217;essenziale è invisibile agli occhi&#8220;. Alzi la mano chi non ha mai sentito questa citazione e chi non ne conosce la provenienza: probabilmente sarete pochissimi, dato che il libricino da cui proviene è tra le più celebri opere letterarie del XX secolo, nonché tra le più vendute della storia: Il Piccolo Principe, di Antoine [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>&#8220;<em>L&#8217;essenziale è invisibile agli occhi</em>&#8220;.</p>
<p>Alzi la mano chi non ha mai sentito questa citazione e chi non ne conosce la provenienza: probabilmente sarete pochissimi, dato che il libricino da cui proviene è tra le più celebri opere letterarie del XX secolo, nonché tra le più vendute della storia: <em><strong>Il Piccolo Principe</strong></em>, di <strong>Antoine de Saint-Exupéry</strong>.</p>
<p>Ora, voi il Piccolo Principe ve lo siete sempre immaginato come un ragazzino biondo, curioso e bonario, un esempio per i bambini da almeno tre generazioni; provate ora a sostituirgli un omino piuttosto nervoso, basso, con i baffetti, il ciuffo e che parla tedesco sputacchiando.</p>
<p>Sì, sì, proprio lui.</p>
<p>Vi state chiedendo perché? Perché il dinamico duo <strong>Antonucci &amp; Fabbri</strong> non ha alcuna intenzione di rientrare negli argini del politicamente corretto ed ha pronta la nuova provocazione: &#8220;<em><strong>Il Piccolo Führer</strong></em>&#8220;, un&#8217;opera che, ci scommettiamo, farà parlare di sé, come d&#8217;altronde due anni fa accadde con &#8220;<em><a href="https://nerdando.com/2017/01/10/qvando-cera-lvi-4-condividi-se-sei-indignato/"><strong>Qvando c&#8217;era LVI</strong></a></em>&#8220;.</p>
<p>Se volete, come introduzione, <a href="https://www.facebook.com/nerdandocom/videos/vb.652525704818970/1650767998328064/?type=2&amp;theater">qui</a> trovate una succosa intervista che abbiamo realizzato con Stefano Antonucci in vista dell&#8217;uscita del nuovo lavoro.</p>
<h2>L&#8217;opera originale</h2>
<p>Brevemente, vi scrivo due parole sull&#8217;opera originale, molto più che fonte di ispirazione per questo &#8220;<em><strong>Il piccolo Führer</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Scritto dall&#8217;aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry nel <strong>1943</strong>, in piena <strong>II Guerra Mondiale</strong>, nel periodo in cui il nostro Antoine era fuggito negli USA a causa dell&#8217;occupazione nazista della Francia, <em>Il Piccolo Principe</em> è una favola poetica illustrata dagli acquerelli dello stesso autore, che affronta tematiche importanti tra le quali la vita, l&#8217;amicizia, le storture del mondo degli adulti e le sue illogicità, come dialogo tra un bambino, appunto il Piccolo Principe del titolo, ed un aviatore caduto con il suo aereo in pieno deserto.</p>
<p>Molti videro nella storia del Piccolo Principe uno sfogo di de Saint-Exupéry, alla ricerca delle certezze e dell&#8217;ingenuità curiosa della fanciullezza, nonché della purezza dei sentimenti, contrapposti al mondo di brutalità che lo circondava.</p>
<p>I saggi, le interpretazioni, le rappresentazioni e gli omaggi al Piccolo Principe venuto dall&#8217;asteroide si sono sprecati in questi anni e se c&#8217;è una certezza è forse che <em>Il Piccolo Principe</em>, pur essendo un&#8217;opera classificata come &#8220;per bambini&#8221;, parli sicuramente di temi universali cui anche gli adulti dovrebbero fare più attenzione, inghiottiti come sono dalle responsabilità, dalla frenesia e dal voler cancellare a tutti i costi il fanciullino che hanno dentro.</p>
<p>Insomma, un classico che più classico non si può, educativo ed ispiratore di tutto ciò che di buono e bello possa esserci in questo marcio mondo.</p>
<h2>La versione riveduta</h2>
<p>Lo stratagemma del manoscritto ritrovato può vantare illustri predecessori in letteratura, tra i quali possiamo decisamente annoverare il <strong>Manzoni</strong>, <strong>Cervantes</strong> e <strong>Ludovico Ariosto</strong>.</p>
<p>Anche questo manoscritto sarebbe stato ritrovato negli archivi del defunto Reich e riportato alla luce grazie ad una preziosa opera di restauro e traduzione nell&#8217;idioma italico da parte dei nostri autori, che si sarebbero altresì impegnati nel restauro delle illustrazioni all&#8217;acquerello, opera nientepopodimeno che di sua eccellenza il Führer, ingiustamente privato da boriosi accademici viennesi delle proprie aspirazioni artistiche, come ci viene ricordato giustamente anche nel primo capitolo del libro.</p>
<p>Il manoscritto rappresenterebbe perciò un libricino contenente una fiaba educativa pensata per erudire i bambini ai &#8220;sani&#8221; principi del nazionalsocialismo tedesco.</p>
<p>Come citato nell&#8217;introduzione, tale agile volume avrebbe dovuto intitolarsi &#8220;Gioventù Hitleriana contro menzogna, stupidità e codardia&#8221; ma <strong>Goebbels</strong> stesso avrebbe suggerito il più accattivante &#8220;<em><strong>Der Kleine Führer</strong></em>&#8220;.</p>
<p><em>Il Piccolo Führer</em> è quindi, sostanzialmente e senza giri di parole, <em>il Piccolo Principe</em> riscritto secondo i dettami e le credenze del partito nazista, il tutto tenuto insieme dalla feroce satira cui Fabbri &amp; Antonucci ci hanno abituati da tempo.</p>
<p>Il piccolo Führer, ovvero il nostro protagonista, visiterà come il suo omologo biondo e carino una serie di piccoli pianeti, ognuno in questo caso rappresentante una tematica del periodo 1933 &#8211; 1945, ovviamente scimmiottata e infarcita di falsi e ridicoli insegnamenti, una sorta di mostruosa morale che ci farà ridere e riflettere allo stesso tempo.</p>
<p>Perciò, troveremo il Pianeta R31CH, Minsk88, UR55 e addirittura il pianeta chiamato &#8220;Belpianeta&#8221;, nel quale il nostro odioso protagonista imparerà a gesticolare ed urlare nei comizi.</p>
<p>Si, anche &#8220;<em>l&#8217;essenziale è invisibile agli occhi</em>&#8221; è presente in tutto il suo splendore, pronunciata da una volpe non altrettanto tenera quanto quella originale. Ma sui personaggi ci torneremo tra un po&#8217;.</p>
<p>Ciascun pianeta visitato, così come nell&#8217;originale, porta un terribile insegnamento per l&#8217;ipotetico bimbo nazista e un tremendo retrogusto amaro a noi, stimolandoci sia dal punto di vista culturale, per ricordarci la storia vera e propria delle tappe dell&#8217;ascesa di Hitler al potere, sia dal punto di vista morale, perché viene messo in particolare evidenza come l&#8217;ideologia nazista (e fascista o di prevaricazione in generale) siano attecchite in modo sostanzialmente stupido e subdolo, come appunto fossero principi cui l&#8217;educazione di un bambino non possa prescindere affatto.</p>
<p>Non è di certo un&#8217;impresa facile fare della satira e non ci si aspetta di certo che essa sia apprezzabile in egual modo da tutti. Bisogna vedere un po&#8217; oltre, ridere un po&#8217; amaramente anche delle tragedie e capire quale senso possa avere, ancor oggi, prendere in giro un movimento che portò morte e distruzione nel mondo non così tanti anni fa da poter far finta che sia solo storia.</p>
<p>Ogni mini episodio, ciascuno corrispondente ad un differente pianeta come ne <em>Il Piccolo Principe</em>, è infarcito di citazioni alla storia e per questo motivo non ve le dirò, ma vi lascerò il gusto di scoprirle da voi; in appendice, un comodo glossario ne riassume la maggior parte, così da potersi anche rinfrescare la memoria.</p>
<h2>I personaggi</h2>
<p>Anche dal punto di vista dei personaggi, <strong>Antonucci &amp; Fabbri</strong> non si risparmiano, inserendo tutti quei loschi figuri di quegli anni, da Hitler a Stalin, passando per Mengele, Mussolini e persino i poveri Anna Frank e Stallio &amp; Ollio, tutti reinterpretati secondo le loro caratteristiche idiosincrasie.</p>
<p>A voi scoprire come sia stato inserito nella storia ciascun personaggio, è parte del &#8220;divertimento&#8221;.</p>
<p>Lo so che ve lo state chiedendo tutti e ve lo dico, questo spoiler posso farvelo: la volpe c&#8217;è ed è addirittura il terribile <strong>Joseph Goebbels</strong>, Ministro della propaganda del III Reich.</p>
<p>Come mai questo ruolo importante? Riflettiamoci un momento: senza propaganda, i regimi non attecchirebbero. Il regime nazista viveva di propaganda: ed è proprio questo l&#8217;assunto base che forse è alla base di questa operazione, far comprendere quanto la propaganda possa essere un mezzo importante e terrificante per lo spargersi di idee controverse e guaste come quelle naziste.</p>
<p>Pensate all&#8217;epoca in cui viviamo. Fatevi due domande.</p>
<p>Poi tornate a ridere. Ma sempre con attenzione.</p>
<h2>L&#8217;edizione</h2>
<p>L&#8217;edizione restaurata del lavoro propagandistico hitleriano è curata da <strong>Shockdom </strong>(che ringraziamo), che la pubblicherà a partire dal <strong>5 ottobre</strong> in un elegante volume cartonato, comprendente lo spazio per la dedica da parte del Führer, lo spazio per le considerazioni, i lussureggianti acquerelli del baffetto e, per non farsi mancare nulla, una dedica iniziale ad Eva Braun da bambina.</p>
<p>Cosa vorreste di più? Una sovraccoperta? C&#8217;è anche quella.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Per scrivere questo articolo, ho cambiato stile mille volte. Volevo impostarlo come una roba da ridere, perché è di satira che si parla; volevo impostarlo come se il manoscritto ritrovato fosse autentico, perché il concetto del libro è basato proprio su quello e nulla lo nasconde.</p>
<p>Poi ho pensato che le risate le lascio a voi, perché se vi piace la satira, vi assicuro che non vi mancheranno; io mi sono preso il ruolo di quello che ti fa notare come tu stia ridendo delle tragedie e che forse riderne è l&#8217;unico modo per esorcizzarle e sconfiggerle per sempre.</p>
<p><em>Il Piccolo Führer</em> non è un&#8217;opera che mi aspettavo, ma è migliore di come all&#8217;inizio pensassi. Solleverà polemiche? Ci posso scommettere quello che volete, ma la satira, quella fatta bene, è quello l&#8217;effetto che deve fare.</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong><em>Il Piccolo Führer</em> </strong>è un&#8217;opera particolare, unica: non a tutti può venire in mente di scrivere la versione nazista de <em>Il Piccolo Principe</em> ma ad Antonucci &amp; Fabbri sì.</p>
<p>Se questo è il risultato, ben venga: non si può sempre ridere solo su qualcosa di politicamente corretto.</p>
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