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	<title>Anni 80 - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles &#8211; Dungeon Crawler all&#8217;italiana</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/11/06/the-crazy-hyper-dungeon-chronicles-dungeon-crawler-allitaliana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 11:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione È sempre bello occuparsi di titoli &#8220;piccoli&#8221;, perché solitamente ci trovi tanto cuore e tanta anima, e nelle opere d&#8217;ingegno penso che non ci sia nulla di più piacevole. The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles è l&#8217;opera prima degli italiani Fix-a-Bug, e di cuore e anima dietro ce n&#8217;è parecchio, questo te lo assicuro. E lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/cover_1280x720-2.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-62427 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/cover_1280x720-2.jpeg" alt="The Crazy Hyper Dungeon Chronicles" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/cover_1280x720-2.jpeg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/cover_1280x720-2-300x169.jpeg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/cover_1280x720-2-1024x576.jpeg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/cover_1280x720-2-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>È sempre bello</strong> occuparsi di titoli &#8220;piccoli&#8221;, perché solitamente ci trovi tanto cuore e tanta anima, e nelle opere d&#8217;ingegno penso che non ci sia nulla di più piacevole.</p>
<p><em><strong>The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles</strong></em> è l&#8217;opera prima degli italiani <strong>Fix-a-Bug</strong>, e di cuore e anima dietro ce n&#8217;è parecchio, questo te lo assicuro. E lo dico anche a me stesso, perché alle prime schermate, dietro un&#8217;ironia di fondo che appare lampante fin dal titolo, temevo si nascondesse un giochino quasi &#8220;mobile&#8221;.</p>
<p>Ma non sempre le prime impressioni sono veritiere, per fortuna.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p><em>The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles</em>, come avrai intuito, è un <strong>GDR dungeon crawler</strong>, ovvero uno di quei titoli in cui entri in un dungeon, ammazzi i mostri e saccheggi il tesoro. Certo, non è solo questo, ma ci arriviamo.</p>
<p>La trama del gioco è un pretesto per metterti nei panni di un avventuriero, del quale puoi scegliere il sesso (Eroe o Eroina, e sono cugini!) e il profilo di gioco (Distruttore, Esploratore o Risolutore), in base al tipo di esperienza di gioco e di difficoltà che vuoi. Scegli l&#8217;arma, perché sei per forza un guerriero e scendi nel primo dei 50 livelli del dungeon, alla ricerca del <strong>Santo Groowl</strong>.</p>
<p>Insomma, avrai capito che <strong>il tono della faccenda non è quello dei giochi che si prendono troppo sul serio</strong>, ma non farti ingannare, perché dietro questa facciata da battutine, citazioni di cultura pop, ironia e facezie, <em>The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles</em> nasconde una <strong>profondità inattesa</strong>.</p>
<p>Innanzitutto, <strong>le partite saranno tutte diverse</strong>, grazie alla generazione dinamica dei livelli, che cambia la disposizione di ciò che si trova all&#8217;interno di ciascuno. Inoltre i livelli sono creati a mano in quanto a biomi, enigmi, personaggi, che potranno essere diversi ad ogni run.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002146_1_1280x720-1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-62423 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002146_1_1280x720-1.jpg" alt="The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002146_1_1280x720-1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002146_1_1280x720-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002146_1_1280x720-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002146_1_1280x720-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Non appena si comincia con l&#8217;affrontare uno dei <strong>tanti tutorial</strong> che il gioco propone, poi, si intuisce che la faccenda non sarà semplice come sembrava all&#8217;inizio. Affronti il tuo primo scheletro, prendi gli schiaffi &#8211; si, sono morto al tutorial e ho anche sbloccato un apposito achievement &#8211; e capisci che dovrai mettertici d&#8217;impegno per non morire e per portare a termine l&#8217;avventura.</p>
<p>Il <strong>combattimento è particolare</strong>, perché è quasi in tempo reale, con i turni gestiti con una barra che si riempie (tipo <em>Final Fantasy VII</em>, per capirci) e bisogna cliccare sia in caso di attacco, che di difesa. Nulla di esageratamente complicato, ma il targeting dei nemici, soprattutto quando si è circondati, richiede un po&#8217; di pratica e di tempismo.</p>
<p>Ti riprendi dallo shock del combattimento in tempo reale e ti può capitare di trovare un mago che ti propone degli enigmi, o un cuoco che ti chiede aiuto per cucinare leccornie per un pubblico di orchi e goblin esigenti, e così via, fino a colpi di scena completamente inattesi. <em>The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles</em> <strong>merita di essere approfondito, perché non è né banale, né semplice</strong>: crafting, combattimento, enigmi, dialoghi, gestione dell&#8217;inventario, ovvero tutto ciò che non può mancare in un gioco di ruolo che si rispetti.</p>
<p>Grande protagonista del gioco è il <strong>senso dell&#8217;ironia demenziale</strong> che lo pervade completamente: se sei appassionato di citazioni, riferimenti e ammiccamenti, in <em>The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles</em> ti sentirai a casa. E qui sotto ti metto uno screenshot che secondo me ti convincerà in meno di due secondi. Altrimenti, ti dico che, se hai mai sognato di incontrare Loris Battacchi o Giovannona Coscia Lunga in un videogioco, è arrivato il momento di coronare questo desiderio. Moltissimi anni &#8217;80, da queste parti.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002233_1_1280x720.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-62424 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002233_1_1280x720.jpg" alt="The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002233_1_1280x720.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002233_1_1280x720-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002233_1_1280x720-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/20251106002233_1_1280x720-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>La grafica è davvero carinissima, e se sei particolarmente<strong> amante della pixel art</strong>, beh, questo titolo potrà farti felice. <em>The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles</em> è bello da vedere nella semplicità della sua vivace <strong>mappa top-down</strong>, e l&#8217;interfaccia, seppur contenuta tutta nella schermata principale, dopo un po&#8217; diviene molto<strong> semplice e intuitiva</strong> da utilizzare.</p>
<p>La musica è <strong>scanzonata ma evocativa</strong>, e ricorda molto le colonne sonore dei giochi anni &#8217;80. Un bell&#8217;accompagnamento durante le partite.</p>
<h2>Sì e No</h2>
<ul>
<li>Sì: <strong>è molto divertente</strong></li>
<li>Sì: non è banale come sembra</li>
<li>Sì: grafica in pixel art e colonna sonora sono un bell&#8217;omaggio ai tempi andati</li>
<li>No: troppi tutorial</li>
<li>No: se non amate ironia demenziale e citazioni, non passate di qui, sareste sommersi</li>
<li>No: per via del tono troppo scanzonato, lo si potrebbe derubricare a &#8220;giochino&#8221;</li>
</ul>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><em>The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles</em> è un gioco semplice da sottovalutare al primo sguardo ma nasconde, dietro un aspetto nostalgico dei dungeon crawler di una volta, <strong>un grande cuore.</strong> Non solo per l&#8217;impegno profuso nella sua creazione, che è evidente, ma anche per tutte le meccaniche, le sfide e le sorprese che ti attendono nei suoi cinquanta folli livelli.</p>
<p>Tra una citazione, una risata e una battaglia contro un mostro, <em>The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles</em> <strong>sa farsi volere bene</strong> ed è un posto dove torni volentieri, se non altro per andare ad accendere quella torcia in più e a vedere cosa ti aspetta dietro l&#8217;angolo.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong><em>The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles</em></strong> è un omaggio ai vecchi dungeon crawler, ma con un animo moderno e tanta, tanta ironia. Astenersi seriosi.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/jedilord_argento.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-41548 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/jedilord_argento.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/PbyHmklgDWg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Masters of the Universe: Revelation &#8211; La recensione senza spoiler</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/07/26/masters-of-the-universe-revelation-la-recensione-senza-spoiler/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "drpbrock" Bianchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 12:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/07/Masters-of-the-Universe-Revelation-Poster-Header.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-42076" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/07/Masters-of-the-Universe-Revelation-Poster-Header.jpg" alt="MOTU Rev - Header" width="960" height="500" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/07/Masters-of-the-Universe-Revelation-Poster-Header.jpg 960w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/07/Masters-of-the-Universe-Revelation-Poster-Header-300x156.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/07/Masters-of-the-Universe-Revelation-Poster-Header-768x400.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Sono state finalmente pubblicate su Netflix le prime cinque puntate di Master of the Universe &#8211; Revelation e le ho guardate insieme a mio figlio in un paio di ore. Perché sì, sono parte di quella generazione cresciuta con i cartoni americani degli anni ‘80 e <b>“He-Man e i Dominatori dell’Universo”</b> era uno dei cartoni animati che più ho amato.</p>
<h2>L’originale del 1983 &#8211; He-Man e i Dominatori dell’Universo</h2>
<p>Prodotto dalla Filmation di Lou Scheimer con il solo fine di <b>supportare le vendite della Mattel per la serie di giocattoli omonima</b>, il cartone era un prodotto tutto sommato di qualità non eccelsa, con abbondante uso del rotoscope e fotogrammi riutilizzati in più e più occasioni, come molte altre loro produzioni (Blackstar, Ghostbuster e BraveStarr i titoli più noti arrivati anche in Italia all’epoca).<br />
<b></b></p>
<p><b>Storie semplici, per la maggior parte auto-conclusive</b> e dalla trama molto lineare (con menzione d’onore per episodi memorabili scritti da pesi massimi quali Paul Dini e Michael Straczynski ma ne parleremo magari un’altra volta) con allegata morale finale ma che per 130 episodi hanno forgiato un universo, quello di Eternia e della lotta tra Castle Grayskull e le empie forze della Montagna del Serpente, che difficilmente noi quarantenni di oggi possiamo dimenticare.</p>
<h2>Master of the Universe &#8211; Revelation</h2>
<p>L’operazione-nostalgia, se così vogliamo chiamarla, di <strong>Netflix</strong> e <strong>Kevin Smith</strong> fa leva ovviamente su questi sentimenti e li fa maturare rimescolando le carte e prendendo alcuni elementi dai lavori incompiuti della Filmation quali il già citato Blackstar e altri elementi dai mini-comics Mattel degli anni ‘80.<br />
La premessa è comunque quella di continuare esattamente dal punto abbandonato quasi quarant’anni fa, in una Eternia minacciata dalla costante presenza di Skeletor ma mantenuta in pace dalla presenza di He-Man, il campione di Grayskull, e di un manipolo di eroi provenienti dai reami del pianeta e da dimensioni adiacenti. Ma si capisce molto presto che la direzione di Revelation sarà un’altra, ovvero quella di dare maggiore carattere a tutti i suoi personaggi.</p>
<p><b>Non è dunque una saga su He-Man</b>. O meglio, la sua presenza è palpabile, costante e sicuramente avrà maggiore rilievo nella parte 2, tuttavia l’attenzione maggiore è chiaramente verso la psicologia, i dilemmi interiori, la forza e le fragilità di tutti coloro che per 40 anni hanno ruotato intorno all’eroe principale. Orko, Cringer, Duncan, Beast-Man, tutti hanno qualcosa di nuovo da dire.<br />
Le tinte della trama passano da quelle di un sword and sorcery scanzonato del prodotto Filmation a <b>un dark-fantasy leggero, con qualche tono drammatico</b>. Si passa da “He-Man vince sempre” a un intreccio più complesso che abbraccia tutti i personaggi.</p>
<p>È ormai noto che <b>Teela ha un ruolo prominente in questa prima parte della prima serie</b> e personalmente l’ho giudicato uno sviluppo positivo del personaggio, ripulito da quella patina di damsel in distress a tratti guerriera degli anni ‘80 e mostrandosi finalmente una persona risoluta, indipendente e pronta ad abbracciare un destino ormai noto ma mai compiuto nella serie originale<br />
<b>I Masters, quelli ci sono, si vedono, prendono parte alla storia diventandone protagonisti</b>. Kevin Smith prende questi personaggi e cerca di approfondirli per rendere Revelation più credibile agli occhi di un adulto del 2021 ma con la delicatezza di non stravolgerne i ricordi.</p>
<h2>Animazione, cast e colonna sonora</h2>
<p>L’animazione di Revelation è stata affidata all’americana <strong>Powerhouse Animation Studios</strong>, già nota per aver lavorato alla serie Netflix dedicata a Castelvania. Personalmente il loro stile non mi fa impazzire. Lo trovo molto asciutto, fin troppo semplice e spesso incongruente da un punto di vista anatomico o proprio di continuità del design; Revelation però non mostra particolari difetti e ciò è un bene.</p>
<p>Il cast delle voci originali invece è di tutto rispetto e meritano una menzione d’onore <b>Lena Headey come voce di Evil-Lyn</b> e <b>Mark Hamill che è perfetto nella parte di Skeletor</b> (anche se alle volte il Joker si impossessa del personaggio). A completare il cast le voci di Chris Wood (He-Man), Sarah-Michelle Gellar (Teela) e Liam Cunnigham (Duncan). Una chicca, la presenza di Alan Oppenheimer tra i doppiatori, ovvero la voce originale di Skeletor nella serie del 1983.<br />
La colonna sonora è invece stata affidata a Bear McCreary, compositore statunitense attivo ormai da decenni e autore, tra le altre, del tema musicale di Battlestar Galactica e di <a href="https://nerdando.com/2017/11/04/black-sails-fascino-dei-pirati-tv/">Black Sail</a> e The Walking Dead. Nulla da dire, la giusta epicità a corredo del prodotto.</p>
<h2>Un po’ di fanservice, qualche trollata e un tocco di modernità</h2>
<p>Ovviamente Revelation è permeato da quello che molti amano definire <strong>fan-service</strong>. Prendere i design originali e ritoccarli appena, richiamare veicoli, battute e luoghi che hanno reso cara la nostra infanzia è così tremendo? Personalmente ritengo sia un segno di profondo rispetto verso i nostri ricordi e sono certo, a quelli di regista e sceneggiatori che all’epoca erano pre-adolescenti. È ovvio e forse necessario fare questi richiami e ho trovato che Revelation li utilizzi senza mai esagerare, senza mai cadere nello scontato, regalandoci un prodotto moderno, legato alle sue origini ma adatto al 2021.</p>
<p>E infatti uno dei punti più controversi, come prevedibile, riguarda <b>l’adattamento della serie alla società di 40 anni dopo</b> che è (o dovrebbe essere) più globalizzata, multi-culturale, aperta e inclusiva. Personalmente queste scelte non mi ha affatto dato fastidio, anzi; non mancano però le furibonde polemiche online su decisioni di stile che una parte dei fan ha trovato discutibili. Le lasciamo a loro anzi, beviamo volentieri le loro lacrime.<br />
<b>Kevin Smith a mio avviso ha anche inserito volutamente qualche trollata</b> per provocare queste reazioni controverse. Dirò solo una cosa senza spoilerare: la trasformazione di Adam in He-Man non vi ricorda terribilmente un’altra famosa trasformazione dell’animazione giapponese?</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p><b>MOTU Revelation non è un capolavoro</b>. La scelta di pubblicare solo la prima parte di una stagione personalmente mi ha lasciato un po’ amareggiato. Per il resto <b>è un prodotto che ho apprezzato</b>. La trama scorre bene ma non è memorabile anche se osa il giusto e ha qualche colpo di scena ben posizionato. Come ogni operazione nostalgia, anche MOTU Revelation tocca le corde profonde e fragili dei nostri ricordi di infanzia, specie dei fan più leali al franchise, ma non manca di portare il tutto in una dimensione adatta a quella dei tempi moderni. Con le dovute differenze, Revelation si mette quindi in scia agli adattamenti di altre serie quali Voltron, She-Ra e Transformers: War on Cybertron che sono stati acclamati dalla critica ma hanno inevitabilmente generato polemiche in quella parte del fandom incapace di crescere.<br />
Porta con sé buoni ricordi e stimola alla curiosità di cosa succederà nei prossimi episodi. Se siete totalmente digiuni della serie dei Masters sarà difficile appassionarsi al prodotto. Al contrario, spero lo apprezzerete ma con l’intelligenza di chi è consapevole della propria storia e sa muoversi senza disagio nella società moderna.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><b>Masters of the Universe: Revelation</b> è una interessante rilettura del classico cartone degli anni &#8217;80, rispettosa dell&#8217;originale ma adatto ai nostri giorni. Non memorabile ma senza dubbio piacevole, specie per chi ha seguito la serie 40 anni fa.<br />
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		<title>NerdandoSu il Muro di Berlino &#8211; 5 serie TV per conoscere meglio la Guerra fredda</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/11/13/muro-berlino-5-serie-tv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 13:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immaginate domani di svegliarvi e trovare una barriera in città che vi separa da amici e parenti. Immaginate, domani, di non avere più la libertà di andare dove volete. Immaginate di dover rispondere dei vostri spostamenti e delle vostre conversazioni, anche quelle avvenute dentro casa. Immaginate che duri per 28 anni. Il muro di Berlino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/11/13/muro-berlino-5-serie-tv/">NerdandoSu il Muro di Berlino &#8211; 5 serie TV per conoscere meglio la Guerra fredda</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33654" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/serieberlino.jpg" alt="NerdandoSu il Muro di Berlino - 5 serie tv per conoscere meglio la Guerra fredda" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/serieberlino.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/serieberlino-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/serieberlino-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/serieberlino-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Immaginate domani di svegliarvi e trovare una barriera in città che vi separa da amici e parenti.<br />
<strong>Immaginate, domani, di non avere più la libertà</strong> di andare dove volete.<br />
Immaginate di dover rispondere dei vostri spostamenti e delle vostre conversazioni, anche quelle avvenute dentro casa.<br />
Immaginate che duri per 28 anni.</p>
<p>Il <strong>muro di Berlino</strong> ha rappresentato per oltre 100.000 cittadini, colpevoli solo di risiedere nella zona Est della propria città, una violazione inaccettabile dei propri diritti.</p>
<p>Quei <strong>155 km di cemento armato elettrificato</strong> e periodicamente disseminato di mine antiuomo rappresentano il culmine dell&#8217;imbecillità umana raggiunta durante il braccio di ferro tra Stati Uniti ed Unione Sovietica, noto come <strong>Guerra Fredda</strong>.</p>
<p>Nato come desiderio del regime comunista sito nella Germania dell&#8217;Est per limitare il trasferimento di oltre due milioni di berlinesi nell&#8217;area occidentale della città, venne <strong>eretto nella notte tra il 12 ed il 13 agosto del 1961</strong>. Fu la parte più dolorosa di una divisione fisica e politica che in realtà coinvolgeva tutta l&#8217;Europa, per dividere con fermezza l&#8217;area di competenza americana da quella sovietica: <strong>la cortina di ferro</strong>.</p>
<p>Al grido di «<strong><em>Nessuno ha intenzione di costruire un muro</em></strong>» (storica frase del Presidente del consiglio democratico della DDR pronunciata due mesi prima del fattaccio), nel corso di una notte vennero interrotte linee dei mezzi pubblici, sbarrate strade e recintate aree con il filo spinato, rendendo di fatto impossibile l&#8217;accesso all&#8217;area di giurisdizione americana, francese e inglese.</p>
<p>Difficile capire davvero cosa dovesse essere <strong>vivere immersi in una realtà analoga</strong> (per certi versi più inquietante di una storia distopica totalmente inventata), ma anche grazie ad alcune belle serie TV possiamo approfondire la conoscenza di <a href="https://nerdando.com/2019/11/09/nerdandosu-il-muro-di-berlino-il-mio-pezzo-di-storia/">un pezzo di Storia</a> così importante.</p>
<h2>Deutschland 83</h2>
<p>Con una spettacolare colonna sonora anni &#8217;80 (David Bowie, i Cure, i Duran Duran tanto per dare un&#8217;idea), è una serie a cui va riconosciuto il merito di una <strong>ricostruzione dell&#8217;atmosfera che si respirava all&#8217;epoca</strong>, non solo da un punto di vista politico. Il protagonista della serie è un agente del Ministero della Sicurezza della Germania dell&#8217;Est che accetta una missione sotto copertura aldilà del Muro per raccogliere informazioni sui piani militari degli Alleati. Lo fa perché la madre malata possa salire in graduatoria per un trapianto di reni.</p>
<p>Grazie al realismo dato dall&#8217;ottima fotografia ed alle reali location utilizzate per girare molte delle scene, <strong>Deutschland 83</strong> riesce ad introdurre lo spettatore in modo totalmente realistico ed immersivo.</p>
<p>La serie, trasmessa su Sky ed in seguito su Prime Video, ha avuto una seconda stagione <strong>Deutschland 86</strong>, ambientata tre anni dopo e maggiormente focalizzata sul regime della DDR, mentre per il 2021 è previsto <strong>Deutschland 89</strong>, ambientato quindi nel periodo conclusivo dell&#8217;esistenza del Muro.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/-Pk3feo0HYY?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>The Americans</h2>
<p>Elisabeth e Philip sono una coppia insospettabile. Coppia affiatata di agenti di viaggio, con due bambini, residenti negli Stati Uniti. Apparentemente.<br />
In realtà sono due <strong>spie sovietiche</strong> che lavorano in coppia secondo un programma stabilito nel dettaglio dal KGB. Che però come quasi tutte le coppie affrontano momenti di difficoltà e, come accade meno comunemente, dovranno confrontarsi con un vicino di casa che in realtà lavora per il controspionaggio americano.<br />
La serie trasmessa su FOX, i cui protagonisti sono <strong>Keri Russell</strong> e <strong>Matthew Rhys</strong>, è durata sei stagioni ed ha avuto un notevole successo.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/2ZP9ogwKl6I?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>1983</h2>
<p>Se preferite il genere <strong>thriller</strong> alla spy story, questa serie polacca (la prima ad essere finanziata e distribuita da Netflix) potrebbe piacervi molto.<br />
Ambientata nel 2003 in Polonia ha come protagonisti un detective fallito ed uno studente che scoprono come un attentato terroristico avvenuto nel 1983 abbia alterato il corso della Storia. Eventi come la disgregazione dell&#8217;Unione Sovietica, la caduta della Cortina di ferro e soprattutto della Guerra Fredda non hanno mai avuto luogo.</p>
<p>Se rivelata, la scoperta ovviamente scioccherebbe il mondo intero, rendendo pubblica una cospirazione con conseguenze planetarie e scatenando una rivoluzione. Con un&#8217;ambientazione che ricorda molto quella di <a href="https://nerdando.com/2017/10/02/blade-runner-curiosita-da-sapere-prima-del-sequel/">Blade Runner</a>, questa serie ideata da <strong>Joshua Long</strong> e <strong>Maciej Musiał</strong> (interprete dello studente) è stata molto apprezzata dal pubblico e dalla critica.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/1Is8d_FnMTg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Wormwood</h2>
<p>Lo scienziato Frank Olson è un collaboratore della CIA e muore nel 1953 in circostanze misteriose lanciandosi dal tredicesimo piano della stanza numero 1018 di un albergo di New York. Prima di morire fa una telefonata, legge qualche pagina di un libro ed osserva una stella nota come <strong>Wormwood</strong>, secondo l&#8217;Apocalisse l&#8217;astro destinato a punire il genere umano sterminandolo. In seguito si affaccia dalla porta della sua stanza e rientra per finire nel vuoto.<br />
Il figlio Eric racconta in prima persona l&#8217;accaduto e indagando scopre che il padre è stato in realtà drogato con dell&#8217;LSD, in relazione ad un misterioso progetto segreto denominato <strong>MK-ULTRA</strong>. L&#8217;ipotesi di suicidio comincia a vacillare.<br />
La docu-serie è stata presentata in anteprima nel 2017 alla 74ª Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica di Venezia ed in seguito distribuita su Netflix. Tra gli interpreti <strong>Peter Sarsgaard</strong>, <strong>Bob Balaban</strong> e <strong>Scott Shepherd</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/b01DL8DTUGM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Chernobyl</h2>
<p>26 aprile 1986: all&#8217;interno della centrale nucleare di <strong>Chernobyl</strong> avviene uno dei più gravi disastri nucleari di sempre.<br />
La famosa serie trasmessa su Sky, di cui vi abbiamo parlato anche in <a href="https://nerdando.com/2019/07/23/chernobyl-il-passato-che-spaventa/">questo articolo</a>, racconta i reali avvenimenti basandosi sui racconti dei protagonisiti locali raccolti dal Premio Nobel per la letteratura Svetlana Alexievich e sul saggio Chernobyl 01:23:40 di Andrew Leatherbarrow. Non adatta ai deboli di stomaco.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/s9APLXM9Ei8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>NerdandoSu Il Muro di Berlino &#8211; Il mio pezzo di Storia</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/11/09/nerdandosu-il-muro-di-berlino-il-mio-pezzo-di-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2019 13:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NerdandoSu]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[Batman]]></category>
		<category><![CDATA[Muro di Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 9 novembre si celebra la caduta del muro di Berlino. 30 anni fa per migliaia di persone è finito un incubo. Un insulto alla libertà che in 28 anni ha provocato direttamente o indirettamente la morte di 133 persone (secondo le fonti ufficiali, anche se in realtà sono state più di 200), per motivazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33570" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/muro.jpg" alt="NerdandoSu: il muro di Berlino - il mio pezzo di Storia" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/muro.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/muro-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/muro-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/muro-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il 9 novembre si celebra <strong>la caduta del muro di Berlino</strong>. 30 anni fa per migliaia di persone è finito un incubo. Un insulto alla libertà che in 28 anni ha provocato direttamente o indirettamente la morte di 133 persone (secondo le fonti ufficiali, anche se in realtà sono state più di 200), per motivazioni talmente futili che non dovrebbero essere accettate neanche per una sceneggiatura di bassa qualità.</p>
<p>Io c&#8217;ero, avevo 16 anni e con la mia famiglia sono andata a vedere questo muro, o meglio quello che ne restava. L&#8217;immagine che vedete sopra è il pezzo di muro che all&#8217;epoca portammo a casa. Nell&#8217;agosto del 1990, quando nei bagni della dogana cecoslovacca il sapone era infilato in una rete di nylon e legato con una catena alla parete per paura che la gente se lo portasse via. Quando nei negozi dei paesi dell&#8217;Est vendevano addirittura le lame per i temperini sfuse e passando da una parte della città all&#8217;altra sembrava di fare <strong>un tuffo nel passato nel giro di pochi metri</strong>: da un lato edifici moderni, vetri e specchi nei grattacieli e dall&#8217;altra i resti dei carri armati russi ed i banchi in cui si vendevano i colbacchi e le divise dell&#8217;Unione Sovietica.</p>
<p>Fa una certa impressione pensare di <strong>aver attraversato un momento storico fondamentale</strong> ed averlo visto da vicino. Non tanto perché ci si senta vecchi ma perché aiuta a capire quanto le nostre vite siano piccole di fronte ai cambiamenti a volte di portata enorme. Ecco di seguito qualche info sui cult dei soggetti nerd che nel 1989 vivevano la propria giovinezza.</p>
<h2>La colonna sonora di un evento</h2>
<p>Mentre <strong>Tina Turner</strong> urlava <em><strong>You&#8217;re simply the best</strong></em>, <strong>Madonna</strong> spronava le ragazzine ad emanciparsi con <strong><em>Express Yourself</em></strong> e riscopriva le proprie origini con <em><strong>Like a Prayer</strong></em>, <strong>Phil Collins</strong> ci faceva sognare con <em><strong>Another day in Paradise</strong></em> e i più sciolti di bacino si lasciavano andare al ritmo della <strong>Lambada</strong>. <strong>Freddie</strong> l&#8217;onnipresente dichiarava <strong>I Want It All</strong>, <strong>Prince</strong> era in piena <em><strong>Batdance</strong></em> e i <strong>Milli Vanilli</strong> stavano per essere svergognati con lo scandalo delle voci non originali: già erano due fighi pazzeschi, che avessero anche una bella voce era improbabile in effetti. In Italia era il momento di <strong>Raf</strong>, che ancora aveva una voce e si chiedeva <em><strong>Cosa resterà di questi anni &#8217;80</strong></em>, <strong>Zucchero</strong> tirava fuori il <em><strong>Diavolo in sé</strong></em> e <em><strong>il mare impetuoso al tramonto</strong></em> e <strong>Mia Martini</strong> incantava con <em><strong>Almeno tu nell&#8217;Universo</strong></em>.<br />
Parlando del muro più in generale e non solo del 1989, vanno assolutamente citati due tra i riferimenti musicali più importanti di sempre e del loro legame con la città.</p>
<p>Il <strong>Duca Bianco</strong> a Berlino passò parecchio tempo, soprattutto per riprendersi dall&#8217;abisso in cui le dipendenze lo avevano portato e partecipò attivamente in più occasioni per sostenere l&#8217;abbattimento del Muro. <em><strong>Heroes</strong></em>, uno dei suoi capolavori, nacque proprio a ridosso del muro, dietro il quale si nascondevano due amanti clandestini di sua conoscenza. Nel 1987 organizzò un concerto facendo installare il palco talmente vicino al confine orientale della città da far risuonare la sua musica aldilà della barriera di cemento e la reazione del pubblico dell&#8217;Est fu talmente forte da far vibrare le vetrate di <em>Platz Der Republik</em>.</p>
<p>Tantissimi sono stati i musicisti che hanno lasciato un segno nella storia del muro (<strong>Lou Reed</strong>, <strong>Bruce Springsteen</strong>, <strong>Scorpions</strong> e <strong>U2</strong> ad esempio) ma per assurdo quella che viene più comunemente associata a questo momento storico ha per oggetto un muro che in realtà è quello mentale del protagonista della canzone. <strong><em>Another brick in the Wall</em></strong>, il brano del &#8217;79 dei <strong>Pink Floyd</strong> comunque si presta e diviene il <strong>21 luglio del 1990</strong> la registrazione dal vivo dell&#8217;Opera rock The Wall, eseguita a Berlino, davanti ad una platea di <strong>350.000 spettatori</strong>.</p>
<h2>Il post guerra fredda al cinema</h2>
<p>Il primo <a href="https://nerdando.com/2019/10/24/nonpuoinonaverlovisto-batman-1989/"><em><strong>Batman</strong></em></a> di Tim Burton con Michael Keaton, Jack Nicholson e Kim Basinger.<br />
<em><strong>Indiana Jones e l&#8217;ultima crociata</strong></em> di Steven Spielberg con Harrison Ford e Sean Connery.<br />
<em><strong>La sirenetta</strong></em> Disney.<br />
<em><strong>Harry ti presento Sally</strong></em> con Billy Crystal e Meg Ryan.<br />
<em><strong>Ritorno al Futuro parte II</strong></em>.</p>
<p>Devo aggiungere altro?</p>
<h2>A cosa si giocava nell&#8217;89?</h2>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;ambito dei videogiochi nel periodo del crollo del muro di Berlino esordiva <em><a href="https://nerdando.com/2015/02/02/non-e-un-gioco-per-vecchi-prince-persia/"><strong>Prince of Persia</strong></a></em>, si costruivano le città con <em><strong>SimCity</strong></em>, è stato inventato <em><strong>Campo minato</strong></em>, semplicissima droga da PC in cui si cercavano le mine senza esplodere. Il <strong>GameBoy</strong> dovevi averlo per non essere uno sfigato. E quei pochi ragazzini che passavano i pomeriggi con quel trabiccolo in mano invece di giocare a calcio erano considerati nerd (non necessariamente con accezione positiva).</p>
<h2>La tv senza l&#8217;on demand</h2>
<p>Le serie Tv nel 1989 erano sostanzialmente molto diverse da adesso, si guardavano al pomeriggio, non c&#8217;erano durante il weekend ed erano piene zeppe di pubblicità. C&#8217;era quel gran figo di <em><strong>McGyver</strong></em> che con una graffetta di metallo ed una scatola di cotton fioc creava un esplosivo, c&#8217;era <em><strong>Baywatch</strong></em> quando ancora David Hasselhoff si reggeva in piedi, Cybill Sheperd affiancava un capelluto Bruce Willis in <em><strong>Moonlighting</strong></em> e Scott Bakula viaggiava nel tempo in <em><strong>Quantum Leap</strong></em>. Il capitano Picard affrontava la <em><strong>Next Generation</strong></em> e Johnny Depp era un bel visino sconosciuto in <em><strong>21 Jump Street</strong></em>.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Se siete di nuova generazione ecco quello che vi siete persi non avendo vissuto in diretta <strong>il crollo del Muro di Berlino</strong>.<br />
Se invece appartenete alla categoria di quelli che certi passaggi li hanno metabolizzati come parte della propria crescita verso il mondo adulto, chiedo una monetina per ogni assenso con la testa che avrete fatto leggendo.</p>
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		<title>Non puoi non averlo visto: Top Gun (1986)</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/09/05/non-puoi-non-averlo-visto-top-gun-1986/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 11:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Non puoi non averlo visto]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[1986]]></category>
		<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[Hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[iceman]]></category>
		<category><![CDATA[maverick]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Cruise]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cultura cinematografica Ciao, sono Penny e sono nata nel 1996. Essere nati nel 1996 è una cosa che è capitata a un sacco di persone e anche alla pecora Dolly, mentre ad altrettanta gente sono toccati anni diversi, più o meno fortunati, ma signoramia non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Top-Gun.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32092" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Top-Gun.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Top-Gun.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Top-Gun-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Top-Gun-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Top-Gun-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Cultura cinematografica</h2>
<p>Ciao, sono Penny e sono nata nel 1996. Essere nati nel 1996 è una cosa che è capitata a un sacco di persone e anche alla pecora Dolly, mentre ad altrettanta gente sono toccati anni diversi, più o meno fortunati, ma <em>signoramia non ci sono più le mezze stagioni</em>, si stava meglio quando si stava peggio e il nuoto è uno sport completo. Un discorso generalista insomma, che sembra non voler andare a parare da nessuna parte. Invece, posso garantirvelo, un punto c&#8217;è: sono nata nel 1996, mi hanno cresciuta in un contesto abbastanza rurale, il multisala più vicino stava a quasi un&#8217;ora di macchina, internet è arrivato che finivo le medie e per questo e altri motivi <strong>non ho una cultura cinematografica</strong>.</p>
<p>Il che non sarebbe un grosso problema, se non fosse per gli amici con i quali condivido questi anni da fuorisede: hanno tutti una specie di devozione (che spesso sfocia in ossessione) verso pellicole di qualche tempo fa. Un po&#8217; per nostalgia, un po&#8217; perché effettivamente si tratta di capolavori, molti di quei film hanno segnato la loro crescita personale in parte più o meno consistente. C&#8217;è chi si è appassionato talmente tanto che ha scelto di laurearsi in cinema, chi si è iscritto a ingegneria aerospaziale dopo aver visto abbastanza fotogrammi ambientati fra le stelle, chi ne parla con una sorta di cinismo competente e via così.</p>
<h2>Non puoi non averlo visto!</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gasp.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32055" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gasp.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gasp.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gasp-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gasp-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gasp-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Quando si parla di kolossal arriva immancabilmente il turno in cui ammetto la mia ignoranza, alla quale segue sempre la stessa frase sconvolta: <strong>&#8220;Non puoi non averlo visto!&#8221; e, pensandoci bene, un po&#8217; hanno ragione</strong>. Perché finché resta una mancanza mia, è sì un peccato, ma si può far finta di niente. Il problema però diventa tale quando esce il remake (o il sequel) di una pietra miliare del cinema che io non ho visto, e mi viene chiesto di recensire la novità. Allora devo documentarmi il più possibile, recuperare i pezzetti persi e arrivare preparata all&#8217;anteprima con quasi la stessa ansia che mi accompagna agli esami. Dopo l&#8217;ennesima tirata d&#8217;orecchi perché &#8220;In che senso non hai mai visto Blade Runner?&#8221;, ho capito che era tempo di dire basta.</p>
<p>Ciao, sono Penny, ho 23 anni e <strong>ho deciso di farmi una cultura cinematografica</strong> (o comunque di aggiungere qualche <em>must</em> all&#8217;indice dei film guardati). Tuttavia, visto che se mi metto da sola davanti a un film mi addormento, poi mi passa la voglia e finisce che non lo riprendo più, ho deciso che voi, miei amati lettori, diventerete la mia maestra che controlla se ho fatto i compiti.</p>
<p><strong>Ogni giovedì alle 13</strong>, per le prossime settimane, vi parlerò di un &#8220;film che non si può non aver visto&#8221; ma che evidentemente sono riuscita a perdermi per strada. Non saranno vere e proprie recensioni, più che altro il punto di vista di una millennial curiosa, farcito di qualche aneddoto che ha accompagnato la pellicola, dall&#8217;anno di uscita ai giorni nostri. <strong>Sentitevi liberi di suggerirmi nei commenti quali sono stati i film che vi hanno segnato maggiormente e che mi consigliereste assolutamente</strong>: la probabilità che io non li abbia visti è quasi 1, ma è tempo di rimediare.</p>
<h2>Top Gun (1986)</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/F-14-e-MiG-28.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32058" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/F-14-e-MiG-28.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/F-14-e-MiG-28.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/F-14-e-MiG-28-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/F-14-e-MiG-28-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/F-14-e-MiG-28-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Ad agosto mi sono finalmente decisa a riattivare l&#8217;account <strong>Netflix</strong>, il che aumenta considerevolmente l&#8217;elenco dei film ai quali posso avere accesso. Ho deciso di dare avvio alla rubrica partendo dalla mia categoria preferita: i film d&#8217;azione. Così ho cercato quelli non troppo recenti, e complici gli attraenti combattimenti aerei e un giovane <strong>Tom Cruise</strong>, in men che non si dica eccomi davanti a <strong>Top Gun</strong>. La pellicola è del <strong>1986</strong> ed è stata quella con il maggiore incasso per quell&#8217;anno (in America); in Italia è arrivata seconda, subito dopo Il Nome della Rosa (altro kolossal che magari un giorno recupererò, chissà).</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Per chi non sapesse di cosa parla, Top Gun racconta la storia di Pete &#8220;<strong>Maverick</strong>&#8221; Mitchell (Tom Cruise), giovane pilota della Marina degli Stati Uniti, che per un evento fortuito viene spedito a frequentare la <b>United States Navy Fighter Weapons School</b> (altrimenti nota come <b>Top Gun</b>), ossia la scuola di combattimento per piloti della Marina Militare Statunitense. Lì l&#8217;aitante <em>Mav</em> deve subito rendersi conto che un soldato non può fare sempre di testa propria e che gli ordini non sono semplici consigli facoltativi. Deve anche imparare a scendere a patti con il suo orgoglio, capendo come reagire ai numerosi imprevisti che incontrerà, lungo il cammino per diventare il miglior aviatore.</p>
<h2>Dettagli che straniscono</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Maverick-and-Goosman.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32056" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Maverick-and-Goosman.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Maverick-and-Goosman.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Maverick-and-Goosman-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Maverick-and-Goosman-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Maverick-and-Goosman-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Tolta la <strong>trama altamente lineare</strong> e parecchio prevedibile, guardando il film ho colto qualche dettaglio che rimarca quanto effettivamente la pellicola non sia proprio recentissima. Tanto per cominciare, agli studenti erano permessi tutta una serie di atteggiamenti che a me sono sempre stati proibiti. Dalle elementari alla maturità mi è stato detto di non masticare chewing gum in classe, soprattutto durante la lezione, e che anche bere acqua dalla borraccia fuori dalla ricreazione sarebbe stato da evitare. (A ben pensarci, soprattutto il secondo, era un divieto un po&#8217; troppo rigoroso, ma tant&#8217;è.) Però ben capite quanto mi abbia stranita la naturalezza con cui Maverick, Iceman e molti altri piloti <strong>masticassero cicche, bevessero caffè</strong> dalle americanissime mug <strong>e addirittura fumassero durante il discorso</strong> iniziale <strong>del comandante</strong> in capo della Top Gun, <strong>Viper</strong>. Certo, anche in serie recenti ambientate negli anni ottanta abbiamo avuto modo di vedere che il fumo nei luoghi pubblici non fosse proibito (qualcuno ha detto Stranger Things?), ma ad avermi sorpresa non è stata tanto l&#8217;assenza del divieto, quanto più il differente approccio educativo che permea l&#8217;intera scena.</p>
<p>Un altro dettaglio da &#8220;vecchio film&#8221; sono sicuramente i discorsi impostati. Ogni volta che qualche personaggio deve affermare un concetto più o meno importante, la scena si fa quasi solenne: mani ai fianchi, sguardo perso nel vuoto, musichetta di sottofondo e via così. Non che nei cinecomic recenti si sia persa l&#8217;abitudine di sottolineare momenti topici con appropriate colonne sonore, non sia mai, però di primo acchito direi che in questi ultimi c&#8217;è una minor affettazione e una maggior naturalezza.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>Ho capito finalmente da che film deriva <strong>Take my breath away</strong>, la canzone dei Berlin che mamma mi propina ogni tanto. Tale componimento fa parte della colonna sonora di Top Gun e ha fatto vincere alla pellicola il premio come <strong>Miglior Canzone</strong> sia agli Oscar che ai Golden Globe del 1987.</p>
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<p>Spulciando per la rete mi sono poi imbattuta in alcune curiosità che magari possono interessare anche a voi.</p>
<p>Tanto per cominciare, sappiate che l&#8217;intera sceneggiatura si basa su un articolo pubblicato sul California Magazine nel maggio del 1983. Lì Ehud Yonay, istruttore della Miramar Naval Air Station di San Diego, descrive l&#8217;addestramento dei cadetti. Il pezzo originale è stato divulgato come tributo all&#8217;autore e potete leggerlo direttamente cliccando <a href="http://www.topgunbio.com/top-guns-by-ehud-yonay/">qui</a>.</p>
<p>È bene inoltre sapere che <strong>la scuola ritratta nel film è proprio quella vera</strong>. Questo perché i produttori (Don Simpson e Jerry Bruckheimer) chiesero a un vero istruttore della Top Gun (Pete Pettigrew) di aiutarli nella revisione della sceneggiatura, così che fosse verosimile, e costui si dimostrò disposto a collaborare a condizione che, appunto, la scuola fosse ritratta in maniera fedele.</p>
<p>Tutto ciò si è però rivelato d&#8217;intralcio qualche anno dopo. Infatti, Top Gun: Maverick (il sequel del film che uscirà in America il prossimo 26 giugno) è stato girato fra quest&#8217;anno e lo scorso, ma la sceneggiatura è pronta da più di 30 anni. Solo che quando fu il momento di prepararsi per girare il secondo capitolo, il Dipartimento di Difesa Militare aveva appena rinnovato la tecnologia militare, e ovviamente non voleva telecamere in giro. Così si dovette aspettare parecchio, e ora, finalmente, pare sia giunta l&#8217;ora di vedere come il non-più-giovane Maverick se la caverà nel ruolo di istruttore.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Iceman-and-Maverick.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32057" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Iceman-and-Maverick.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Iceman-and-Maverick.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Iceman-and-Maverick-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Iceman-and-Maverick-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Iceman-and-Maverick-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Insomma, benché fra nuovo e vecchio io sia ancora portata a scegliere un film recente, devo ammettere che Top Gun mi ha davvero conquistata. Complici tutti gli avvitamenti a bordo degli F-14 o gli inseguimenti ai MiG-28 (rispettivamente, gli aerei degli americani e quelli dei sovietici), la colonna sonora apprezzabile e la presenza di personaggi carismatici, sono proprio contenta di averlo recuperato. Per chi volesse, il film è su Netflix sia in italiano, sia in lingua originale (con sottotitoli disponibili). Consigliatissimo a chi ama i film d&#8217;azione!</p>
<p><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&#038;bc1=000000&#038;IS2=1&#038;bg1=FFFFFF&#038;fc1=000000&#038;lc1=0000FF&#038;t=nerdandocom-21&#038;language=it_IT&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as4&#038;m=amazon&#038;f=ifr&#038;ref=as_ss_li_til&#038;asins=B000SL1QZ4&#038;linkId=0070733ba5f2fbc6425e99534944b6e9"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/09/05/non-puoi-non-averlo-visto-top-gun-1986/">Non puoi non averlo visto: Top Gun (1986)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Stranger Things &#8211; Analisi della terza stagione</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/08/01/stranger-things-analisi-della-terza-stagione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 12:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[Ethan Hawke]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli Duffer]]></category>
		<category><![CDATA[Maya Hawke]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix Originals]]></category>
		<category><![CDATA[Stranger Things]]></category>
		<category><![CDATA[Uma Thurman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Difficile parlare di un fenomeno incredibile come quello di Stranger Things senza cadere nel banale o nelle osservazioni trite e ritrite. È però un dato di fatto che sia una delle serie più chiacchierate, più attese e meglio riuscite degli ultimi anni. Stranger Things è arrivata alla sua terza stagione e non mostra segni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31565" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger_things_3.jpg" alt="Stranger Things" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger_things_3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger_things_3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger_things_3-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger_things_3-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Difficile parlare di un fenomeno incredibile come quello di <strong>Stranger Things</strong> senza cadere nel banale o nelle osservazioni trite e ritrite. È però un dato di fatto che sia una delle serie più chiacchierate, più attese e meglio riuscite degli ultimi anni.<br />
<a href="https://nerdando.com/2019/07/09/5-cose-che-forse-non-sapevi-su-stranger-things/">Stranger Things</a> è arrivata alla sua terza stagione e non mostra segni di stanchezza, anzi.<br />
Da una parte è merito della <strong>cultura pop anni &#8217;80</strong> che in quel decennio ha sfornato tanto di quel materiale di qualità che costruirci sopra è davvero gioco facile. Dall&#8217;altra però, c&#8217;è la raffinata alchimia con cui i fratelli Duffer hanno confezionato una girandola di emozioni che, per chi li ha vissuti, ha fatto rivivere davvero le sensazioni e le atmosfere di quei tempi.</p>
<p>Non si tratta di mero citazionismo, alla <a href="https://nerdando.com/2018/03/20/ready-player-one-insert-coin/">Ready Player One</a>, bello ed emozionante ma oggettivamente fine a se stesso. Se libro e film infatti sono una vetrina lucida di cultura pop anni &#8217;80, <strong>Stranger Things è una vera e propria immersione in quegli anni</strong>.<br />
A partire dalla sigla, che richiama i primi libri e le prime atmosfere kinghiane, fino alla quotidianità della vita di tutti i giorni.<br />
Insomma: un conto è guardare un bel quadro, un&#8217;opera d&#8217;arte. Un altro è quello di entrarci e viverlo sulla propria pelle.</p>
<p>Dopo una <a href="https://nerdando.com/2017/11/18/stranger-things-2-la-maturazione-di-un-fenomeno/">seconda stagione</a> che non mi aveva convinto al 100% (l&#8217;episodio di Undici-punk è da dimenticare) ma che aveva saputo emozionare ugualmente, <strong>avevo grandissime attese per questa terza</strong> e tantissima paura che iniziasse a mostrare segni di cedimento.<br />
Devo dire che non solo le attese sono state mantenute, ma ampiamente superate.</p>
<p><strong>Il merito</strong>, ancora una volta, <strong>è degli autori</strong> che hanno avuto il coraggio di uscire dalla <em>comfort zone</em>, ammiccare a nuove citazioni e stravolgere le dinamiche.<br />
Chi si ricorda del primo <strong>Steve</strong>? L&#8217;evoluzione di questo personaggio è un capolavoro di sceneggiatura, ed è dalla cura posta nei personaggi secondari (ma esistono personaggi davvero secondari in Stranger Things?) che si percepisce la levatura di questa opera.</p>
<p>Un plauso enorme va a <strong>Maya Hawke</strong>, aka Robin, figlia talentuosa di Ethan Hawke e Uma Thurman e che nel giro di una sola stagione è stata capace di fare breccia nel cuore dei/delle fan.<br />
Stesso dicasi di <strong>Sadie Sink</strong>, alias &#8220;Mad&#8221; Max Mayfield che vediamo maturare in un personaggio maggiormente sfaccettato e dalle complesse dinamiche intrecciate con l&#8217;insopportabile fratello Billy.</p>
<p>Ho apprezzato in modo particolare <strong>il nuovo Hopper</strong>, per quello che, a conti fatti, è il mio personaggio preferito. Vuoi per le dinamiche paterne che mi hanno rimescolato le budella (credo farò mia la lettera del finale per propinarla a tempo debito alle mie figlie), vuoi perché è davvero il più divertente della gang.</p>
<p>E a proposito di gang, non possiamo non parlare della &#8220;<strong>banda dei perdenti</strong>&#8220;, che per la prima volta deve affrontare nuove dinamiche atte a disintegrare dall&#8217;interno gli equilibri pre-adolescenziali. Se avete vissuto un&#8217;infanzia &#8220;normale&#8221; quel che avete visto su schermo vi avrà fatto suonare mille campanelli dal profondo della memoria. Le prime coppie, le prime incomprensioni, le dinamiche che mutano, con rapporti che si sciolgono e rifondono su equilibri nuovi, spesso fragili e tutti da scoprire.<br />
Ma soprattutto <strong>l&#8217;incredibile difficoltà del diventare grandi</strong>.</p>
<p>Ed è proprio qui che risiede, a mio avviso, la potenza visiva e narrativa di Stranger Things. Questa serie Netflix non fa sconti: <strong>è rivolta a tutti</strong>, adulti compresi, ma soprattutto ai ragazzi. E contrariamente a quanto accade negli ultimi anni, non si presenta come qualcosa di zuccheroso e farcito di forzati lieto fine: la vita è una cosa meravigliosa, ma sa fare anche davvero schifo, a volte. Sa essere crudele, fa male, ci mette alla prova anche se siamo poco più che bambini.<br />
È qualcosa con cui ognuno di noi ha fatto i conti, prima o poi, e che ci viene servito in tutta la sua cruda bellezza.</p>
<p>Resta poi <strong>la giostra di emozioni che ammiccano alle esperienze personali</strong>. Io gli ultimi scampoli della guerra fredda li ho vissuti veramente, e non vi dico il salto sulla sedia quando ho visto comparire la New Coke (un episodio di marketing che ho studiato all&#8217;università) o quando mi sono reso conto che il <em>villain</em> di turno altri non era altri che l&#8217;uomo in nero de <a href="https://nerdando.com/2018/08/09/nerdandoconsiglia-la-storia-fantastica/">La storia fantastica</a>.</p>
<p>Avrete notato che non ho speso parole esplicite per <strong>Undici</strong> (che sta lentamente prendendo nel mio cuore il posto che fu dell&#8217;Imperatrice Bambina), per Will il Dungeon Master, Mike il capellone innamorato, Lucas o Dustin (anche se ho in loop da due settimane la colonna sonora di Neverending Story). Questo proprio perché mi sono voluto concentrare sul concerto generato dall&#8217;opera <em>tout court</em> più che sui protagonisti. Ma se proprio devo spendere una parola, posso dire che questa banda si sta guadagnando il proprio posto nell&#8217;Olimpo delle gang adolescenziali, tra illustri antenati come quelle dei Goonies, di Stand by me e di IT.</p>
<p><strong>Tutta roba anni &#8217;80?</strong> Ovviamente sì. Per chi li ha vissuti la percezione è che all&#8217;epoca la vita fosse più facile, che il mondo fosse meno avvolto dai drammi e il futuro più luminoso.<br />
In realtà uscivamo dagli anni di piombo, Iran ed Iraq erano perennemente in guerra, vivevamo immersi nell&#8217;inquinamento industriale, Michail Gorbačëv stava per essere rapito e in Romania imperava ancora (per poco) il dittatore Nicolae Ceaușescu (uno che usava i bambini per farsi trasfusioni di sangue e sentirsi ringiovanito).</p>
<p>No: gli anni &#8217;80 non sono stati più facili o felici; quelli diversi eravamo noi e abbiamo saputo tirar fuori dalla società il meglio che potesse offrire.<br />
Questo ci ha regalato la <strong>valanga di cultura pop</strong> il cui revival è così di moda ultimamente: una cultura certamente imperfetta, ma ricca di emozioni e di sentimenti positivi.<br />
Gli anni &#8217;80 sono stati un <em>unicuum</em> nella cultura mondiale dal secondo dopoguerra in poi e certamente non torneranno più. Ma questo non ci vieta di riviverli, giusto?</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>La terza <strong>Stranger Things</strong> è la migliore di tutte e come gli anni &#8217;80, migliora invecchiando.</p>
<h2>Nerdandometro: 4,9/5</h2>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/YEG3bmU_WaI?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>5 cose che forse non sapevi su Stranger Things</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/07/09/5-cose-che-forse-non-sapevi-su-stranger-things/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2019/07/09/5-cose-che-forse-non-sapevi-su-stranger-things/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 12:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix Originals]]></category>
		<category><![CDATA[Stranger Things]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1985: le scuole sono finalmente finite e a Hawkins, Indiana, è stato appena aperto un nuovissimo centro commerciale in cui gli adolescenti si buttano affrontando nuove e vecchie dinamiche: amori, amicizia e la continua percezione che qualcosa stia cambiando. Benvenuti nel terzo capitolo di Stranger Things. Oltre all&#8217;imperdibile lettura della guida ufficiale, se siete pronti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/07/09/5-cose-che-forse-non-sapevi-su-stranger-things/">5 cose che forse non sapevi su Stranger Things</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31212" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger.jpg" alt="5 cose che forse non sapevi su Stranger Things" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><strong>1985</strong>: le scuole sono finalmente finite e a Hawkins, Indiana, è stato appena aperto un nuovissimo centro commerciale in cui gli adolescenti si buttano affrontando nuove e vecchie dinamiche: amori, amicizia e la continua percezione che qualcosa stia cambiando.<br />
Benvenuti nel terzo capitolo di <strong>Stranger Things</strong>.<br />
Oltre all&#8217;imperdibile lettura della <a href="https://nerdando.com/2019/06/11/stranger-things-la-guida-ufficiale/"><strong>guida ufficiale</strong></a>, se siete pronti per tornare nel 1985 e non possedete una DeLorean, ecco qualche curiosità per conoscere meglio la serie TV più attesa del momento.</p>
<h2>I set</h2>
<p><em>Ma dov&#8217;è Hawkins?</em><br />
Originariamente <strong>Hawkins</strong> avrebbe dovuto chiamarsi Montauk (sita nella realtà nello stato di New York sulla costa), ma dovendo rappresentare un luogo che rispecchiasse le caratteristiche tipiche delle cittadine anni&#8217;80, gli autori hanno preferito mettere insieme più ambienti diversi. L&#8217;inquietante cittadina in cui si svolge tutta la vicenda, infatti, fortunatamente in realtà nasce solo dalla fervida immaginazione dei fratelli Duffer ed è stata creata utilizzando differenti location situate nei pressi di Atlanta, Georgia, set di differenti serie TV tra cui <strong>The Walking Dead</strong> e <strong>The Vampire Diaries</strong>.</p>
<p>Dalle scene girate a scuola (High School Patrick Henry di Stockbridge) alle camminate sui binari nel bosco (Stone Mountain Park di Atlanta), dal laboratorio (ex ospedale psichiatrico oggi Campus universitario) alla cava abbandonata (The Quarry, sita appena fuori dalla città), dal cinema (Jackson) alla stazione di polizia (ex City Hall di Douglasville), tutto è stato scelto con cura per presentarci un&#8217; unica realtà credibile anche per chi quegli anni li ha davvero vissuti.</p>
<h2>I fan italiani</h2>
<p><em>I dati sugli spettatori</em><br />
A livello internazionale sappiamo che le due stagioni hanno registrato sulla piattaforma Netflix un <strong>gradimento pari al 94%</strong> e che secondo Nielsen gli spettatori americani che stanno seguendo la serie siano circa <strong>15,8 milioni</strong>. Da fonti ufficiali che tengono conto del numero di visualizzazioni, analisi delle ricerche su Google e Netflix risulta che l&#8217;Italia, dopo Usa e Gran Bretagna sia il Paese con il più alto numero di fan della serie TV al mondo, con un numero di utenti FB appassionati della serie di circa 170.000 unità.</p>
<h2>L&#8217;estetica anni &#8217;80</h2>
<p><em>Il giochino dei brand</em><br />
Alzi la mano chi guardando ST non ha detto almeno una volta &#8220;<em>Nooo. Che figo! Ti ricordi quando c&#8217;era&#8230;</em>&#8221; riferendosi ad un poster, un marchio, un oggetto, un tipo di panino, un gioco o un abito che ricorda benissimo come diffuso ovunque nel proprio recente passato.</p>
<p>Il gioco delle citazioni pervade Stranger Things a partire dai titoli iniziali volutamente ispirati all&#8217;opera di <strong>Richard Greenberg</strong>, il bravissimo designer autore dei titoli di <strong>Superman</strong>, <strong>Alien</strong>, <strong>I Goonies</strong> o <strong>The Dead Zone</strong>. E così prosegue scena dopo scena.</p>
<p>Fare un film o una serie TV con un richiamo storico molto vicino comporta chiaramente un livello di precisione molto più alto rispetto alla realizzazione di qualcosa in costume in quanto l&#8217;utente medio non percepisce se la parrucca era esattamente quella legata al &#8216;700 francese, ma sa dirti con certezza se le spalline e la lacca appartengono agli anni &#8217;80 o &#8217;90.<br />
Allo stesso tempo il richiamo nostalgico per una realtà così vicina è fortissimo per chi ha vissuto in quel periodo la propria adolescenza. Ecco quindi che si spiega perché ben <strong>75 grandi brand</strong> tra cui Polaroid, Coca Cola, Levi&#8217;s, Burger King, H&amp;M abbiano deciso di produrre per l&#8217;occasione prodotti in <em>limited edition</em> legati alla serie.</p>
<h2>Il cast</h2>
<p><em>Curiosità sugli interpreti</em><br />
Per scegliere i bravissimi protagonisti della serie sono stati provinati ben <strong>906 ragazzi e 307 ragazze</strong>, &#8220;costretti&#8221; dai due ideatori ad interpretare alcune scene tratte da <strong>Stand by Me &#8211; Ricordo di un&#8217;estate</strong>. Non è un mistero infatti che i fratelli Duffer siano grandi ammiratori dell&#8217;opera del grande Stephen King.<br />
Dopo aver effettuato la scelta dei giovani attori, i Duffer Brothers hanno fornito loro un prezioso supporto per affrontare le difficoltà: ad esempio quando nella prima stagione <strong>Millie Bobby Brown</strong> era abbastanza diffidente all&#8217;idea di doversi tagliare i capelli cortissimi per interpretare Undici, le hanno fatto vedere quanto fosse <em>cool</em> la meravigliosa Charlize Theron in <strong>Mad Max</strong>. O quando hanno sostenuto <strong>Gaten Matarazzo</strong> (interprete di Dustin) nel voler mettere in evidenza la propria disostosi cleidocranica, una malattia che riduce lo sviluppo delle ossa e che nel suo caso ha comportato la mancata crescita dei denti anteriori.</p>
<h2>Il gioco nella serie</h2>
<p><em>I ragazzini giocano</em><br />
Uno degli elementi che più ha appassionato i fan di ST è il fatto che i protagonisti si dilettino tra un demogorgone e l&#8217;altro giocando ad uno dei più iconici passatempi degli anni &#8217;80: <strong>Dungeons &amp; Dragons</strong>. Per chi è stato adolescente in quel periodo se si parla di palle di fuoco o di d20 da tirare sappiamo tutti quale sia l&#8217;argomento e ricordiamo bene i pomeriggi o le serate a casa di qualcuno con in mano la scheda del proprio personaggio in cui trasferire le proprie ambizioni o convertire la propria timidezza. Hasbro ha colto l&#8217;occasione per produrre una scatola D&amp;D contenente l&#8217;avventura in versione <em>one shot</em> giocata dai protagonisti. Disponibile per l&#8217;acquisto in Italia dal 25 luglio prossimo.</p>
<p>I giovani attori della serie pare invece preferiscano passare il tempo libero insieme su un gruppo di Whatsapp chiamato <strong>Stranger Texts</strong> e giocare a Monopoly tra un ciak e l&#8217;altro. Sempre rimanendo in tema di gioco pare che il Demogorgone (interpretato dall&#8217;attore Mark Steger, che per ogni ripresa deve entrare in uno speciale costume per rappresentare la creatura) possa diventare un nuovo personaggio in Fortnite&#8230;<br />
<iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&#038;bc1=000000&#038;IS2=1&#038;bg1=FFFFFF&#038;fc1=000000&#038;lc1=0000FF&#038;t=nerdandocom-21&#038;language=it_IT&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as4&#038;m=amazon&#038;f=ifr&#038;ref=as_ss_li_til&#038;asins=B076ZY32GY&#038;linkId=69534d806c1e170d32eb947a4eede127"></iframe></p>
<h2>Trailer</h2>
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		<title>Pet Sematary: passato e presente di un classico del terrore</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/05/10/pet-sematary-passato-e-presente-di-un-classico-del-terrore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2019 12:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver approfondito con voi la conoscenza del Re dell&#8217;Horror con gli articoli dedicati ai 5 imperdibili romanzi di Stephen King e Il gioco di Gerald e mentre sto passando dalla lettura del meraviglioso Joyland a Mr. Mercedes, mi rendo conto sempre di più di quanto mi affascini il mondo generato da Stephen King, intramontabile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-30303" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/05/petsematary.jpg" alt="Pet Sematary" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/05/petsematary.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/05/petsematary-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/05/petsematary-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/05/petsematary-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Dopo aver approfondito con voi la conoscenza del Re dell&#8217;Horror con gli articoli dedicati ai <a href="https://nerdando.com/2017/08/16/5-imperdibili-romanzi-di-stephen-king/">5 imperdibili romanzi di Stephen King</a> e <a href="https://nerdando.com/2017/10/03/il-gioco-di-gerald-thriller-attualissimo-25-anni-fa/">Il gioco di Gerald</a> e mentre sto passando dalla lettura del meraviglioso <strong>Joyland</strong> a <strong>Mr. Mercedes</strong>, mi rendo conto sempre di più di quanto mi affascini il mondo generato da <strong>Stephen King</strong>, intramontabile autore che sembra non conoscere crisi. Da oggi <strong>Paramount Pictures</strong> porta al cinema <strong>Pet Sematary</strong>, il remake di un classicone anni &#8217;80 come Cimitero vivente e sono curiosissima di vederlo.</p>
<p>Intorno al film tante iniziative pubblicitarie per promuovere questo atteso ritorno: <strong>UCi Cinemas</strong> ha indetto un concorso per chi acquista online il biglietto del film mettendo in palio <strong>una copia autografata da Stephen King</strong> dell&#8217;ultima edizione, <strong>Sperling &amp; Kupfer</strong> ha creato per l&#8217;occasione bellissime tazze con l&#8217;inquietante micione in edizione limitata, e all&#8217;ultimo <strong>Cartoomics</strong> un intero stand dedicato al lungometraggio in arrivo.</p>
<h2>Il film</h2>
<p>Girato in Canada tra il giugno e l&#8217;ottobre del 2018 e diretto da <strong>Kevin Kölsch</strong> e <strong>Dennis Widmyer</strong>, a giudicare dalle prime recensioni sembrerebbe che questo nuovo Pet Sematary sia meno angosciante, meno capace di lasciare nello spettatore un senso di sofferenza e di tragedia irrisolta, ma molto più curato e d&#8217;impatto da un punto di vista visivo ed in grado di suscitare paura in modo più adeguato ad un pubblico <em>mainstream</em>.</p>
<h2>Il libro</h2>
<p>Scritto nel 1983, Pet Sematary è un romanzo che prende spunto dalla leggenda <strong>The Monkey&#8217;s Paw</strong> (La zampa di scimmia, adattata nel 1902 da <strong>William Jacobs</strong>). Secondo la versione originale una coppia riceve una zampa di scimmia in grado di soddisfare tre desideri: prima sceglie di ricevere 200£ (che effettivamente ottiene ma come risarcimento per la morte del proprio figlio), in secondo luogo la donna richiede indietro il ragazzo, infine il marito utilizza il desiderio rimasto per impedire alla moglie di vedere quale orrore lei abbia richiamato in vita con la sua richiesta.<br />
Partendo dalla trama originale della storia, King ha voluto immaginare possibili conseguenze per un protagonista che non si accontenta del secondo desiderio espresso. È considerato uno dei capolavori assoluti del Maestro, per la capacità di guardare dentro alla sofferenza umana e lasciare una traccia indelebile di dolore nel lettore.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>La storia, un po&#8217; come tutte quelle degli horror dell&#8217;epoca, non è straordinariamente complessa: una famiglia tranquilla, per recuperare lo stress accumulato in città, si trasferisce da Boston nella <strong>campagna del Maine</strong> (e dove altrimenti?) dove ben presto scopre di essere finita nei pressi di uno spaventoso cimitero per animali di origine nativa americana, e in cui finirà per seppellire il gatto di casa. Non ci vorrà molto per scoprire che il Pet Sematary è tutt&#8217;altro che un luogo di eterno riposo.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>Nel film troverete citazioni che omaggiano <strong>Cujo</strong> e <strong>Shining</strong>, altri celebri bestseller di King da cui sono stati tratti gli omonimi film negli anni&#8217;80. Il citazionismo è una caratteristica saliente dello scrittore che in moltissimi dei suoi romanzi ama inserire riferimenti ad altre sue opere o personaggi.</p>
<p><strong>Pet Sematary</strong> è stato inizialmente girato con due finali differenti: uno identico al libro ed un altro completamente nuovo. Dopo aver fatto vedere ad un pubblico di tester entrambe le versioni, è stato preferito il finale nuovo.</p>
<p>King pare abbia dichiarato che tra i film dell&#8217;orrore tratti dalle sue opere, Cimitero vivente sia stato <strong>l&#8217;unico in grado di spaventarlo davvero</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Non perdete l&#8217;occasione di vedere al cinema <strong>Pet Sematary</strong>, remake in chiave <em>mainstream</em> del più iconico Horror degli anni&#8217;80.</p>
<h2>Trailer</h2>
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		<title>Due chiacchiere con: Marco Farenz Farina (L&#8217;Angolo di Farenz)</title>
		<link>https://nerdando.com/2014/11/10/due-chiacchiere-con-marco-farenz-farina-langolo-di-farenz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 13:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[Citazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Elio e Le Storie Tese]]></category>
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		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Indie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho avuto la fortuna di essere uno dei possessori dell’Edizione Angolare di “Press play on tape”, il primo libro scritto da Marco ‘Farenz’ Farina. Per i pochi che non sanno chi è Farenz (e mi chiedo, che cosa state facendo qui?), mi limito soltanto a dire che stiamo parlando dell’uomo che ha fatto &#8211; almeno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 262px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/-6Xc6R0Smek8/VF9_Ao6u9fI/AAAAAAAAGYw/GBAPwxDWmxQ/w463-h823-no/10802060_10205197901936517_6232644594572994118_n.jpg" alt="Farenz, incrociato durante il Lucca Comics &amp; Games 2015" width="262" height="466" /><figcaption class="wp-caption-text">Farenz, incrociato durante il Lucca Comics &amp; Games 2015</figcaption></figure>
<p>Ho avuto la fortuna di essere uno dei possessori dell’Edizione Angolare di “Press play on tape”, il primo libro scritto da Marco ‘Farenz’ Farina.<br />
Per i pochi che non sanno chi è Farenz (e mi chiedo, che cosa state facendo qui?), mi limito soltanto a dire che stiamo parlando dell’uomo che ha fatto &#8211; almeno per me &#8211; la storia di Youtube Italia, con i suoi video scanzonati in cui, con fare da guascone, esprime la sua opinione in merito ad argomenti videoludici di attualità oppure, tramite sketch, ci narra i divertenti episodi della vita di un appassionato di videogiochi.<br />
Sono a portata di click il suo canale <a title="Angolo di Farenz" href="https://www.youtube.com/AngoloDiFarenz" target="_blank">Youtube</a>, il suo account <a title="AngoloDiFarenz" href="https://twitter.com/AngoloDiFarenz" target="_blank">Twitter</a> e <a title="Angolo di Farenz" href="https://www.facebook.com/AngolodiFarenz" target="_blank">Facebook</a>.</p>
<p><strong>Luigi: Ciao Farenz, ti ringrazio per la disponibilità. Anche se ne hai già parlato durante la conferenza tenuta il 2 novembre in occasione del Lucca Comics &amp; Games, ti ripropongo una domanda per chi non ha avuto l’opportunità di essere nella Sala Ingellis: come è nata l’idea di scrivere un libro?</strong><br />
<strong>Farenz:</strong> Ciao a tutti, innanzitutto. La proposta di scrivere un libro mi giunse da Christian Borghi, il fondatore della casa editrice indipendente Limited Edition Books. Conosco Christian da molto tempo sia per la sua assidua frequentazione dell&#8217;Angolo, sia per i suoi sempre graditi inviti al Mantova Comics, evento che organizza ormai da diversi anni. Dopo avermi illustrato il suo progetto editoriale nascente mi fece la fatidica domanda &#8220;Perché non scrivi un libro?&#8221;<br />
So scrivere. Mi piace scrivere.<br />
Seppur non avessi mai preso in considerazione l&#8217;idea prima di quel preciso momento, mi chiesi immediatamente &#8220;Perché no?&#8221;</p>
<p><strong>L: Le 400 copie dell’edizione Angolare di “Press play on tape” sono andate a ruba in pochissimo tempo. Ti aspettavi un successo di queste dimensioni? Come te lo spieghi?</strong><br />
<strong>F:</strong> Ti dico la verità: il libro è un&#8217;esperienza completamente nuova per me, non solo dal punto di vista della forma di comunicazione con l&#8217;utenza, ma anche proprio per il fatto che non avevo (e non ho tuttora) idea di come possa reagire &#8220;il mio pubblico&#8221;, abituato a vedermi su un monitor per massimo 20 minuti in un video. Il metodo di fruizione di un libro, seppur non si tratti di un romanzo da 1000 pagine, è completamente diverso da un video sul tubo.<br />
Il fatto quindi che in 2 ore siano state bruciate tutte le 400 copie disponibili della versione limitata mi ha fatto un piacere enorme, perché ciò ha dimostrato grandissimo affetto (e fiducia sulle mie doti letterarie) da parte di chi mi segue e soprattutto anche una grande disposizione a fruire di un mio &#8220;prodotto&#8221; praticamente all&#8217;antitesi di un video.</p>
<p><strong>L: Partiamo dalla prima pagina del libro; la dedica è per tua moglie Erica: quanto è cambiato il tuo modo di videogiocare dopo il matrimonio? Dove trovi il tempo di gestire la famiglia ed i videogiochi?</strong><br />
<strong>F:</strong> Indubbiamente la convivenza con un altro essere vivente sotto il tuo stesso tetto ti cambia la vita, ma credo faccia parte del gioco. Mettere su famiglia implica un minor tempo libero per nerdare come facevo un tempo, ma d&#8217;altronde gli anni passano, non si può essere cazzoni per sempre. Io tra l&#8217;altro mi reputo molto fortunato perché sono sposato con una ragazza che rispetta le mie passioni e soprattutto le mie tempistiche, che da un lato mi vedono a volte coinvolto in sessioni da 5-6 ore filate di videogaming (specialmente nel weekend), senza contare il tempo libero che quotidianamente investo nell&#8217;Angolo, cioè nella stesura di articoli per il blog e nella scrittura di nuovi video.</p>
<p><strong>L: Erica ha partecipato alcune volte come voce fuori campo nei tuoi video: hai mai pensato di renderla parte attiva dell’Angolo di Farenz?</strong><br />
<strong>F:</strong> Sì e no. Nel senso che seppur abbia realizzato diverse volte gag con lei presente, Erica è una persona molto timida e non le va di apparire nei video, quindi rispetto la sua scelta.</p>
<p><strong>L: Nei primi capitoli di “Press play on tape” vengono narrate le tue origini, vengono descritti molti aneddoti datati anni ‘80 ed ho provato un po’ di nostalgia leggendoli: li hai scritti pensando ai videogiocatori di vecchia data? Pensi che i lettori più giovani potranno capire, tramite queste pagine, come sono stati gli anni d’oro delle sala giochi?</strong><br />
<strong>F:</strong> A dir la verità quando scrissi quei capitoli non pensai direttamente all&#8217;età delle persone a cui mi stavo rivolgendo, sia perché il pubblico dell&#8217;Angolo è anagraficamente piuttosto variegato, sia perché il mio scopo era raccontare storie personali utilizzando il mio stile di espressione tipicamente&#8230; Angolare. Io credo che indipendentemente dall&#8217;età del lettore sia piuttosto facile immedesimarsi in me mentre vivevo quei particolari episodi ed al tempo stesso sono convinto che chiunque durante la propria vita abbia provato esperienze simili. Quindi sì, secondo me anche un lettore molto giovane, che durante gli anni d&#8217;oro delle sale giochi ancora non era al mondo, potrà facilmente comprendere ciò che ho avuto il piacere di raccontare.</p>
<p><strong>L: Il NES batteva la figa 1-0. Anche oggi, sostituendo il NES con le nuove console, si ha questo risultato?<br />
F:</strong> Questa domanda non la devi porre a me, nel senso che dovresti chiedere ciò ad uno sbarbatello di 16 anni. Secondo me ti risponderebbe che la PS4 o la One farebbero una figuraccia in un&#8217;ipotetica partita contro la patata, ma in fondo in fondo non ne sarei così sicuro.<br />
A quasi 33 anni ti dico che tuttora il NES trionferebbe.</p>
<p><strong>L: Avevi, come molti nerd (me compreso), problemi a socializzare ed a trovare divertenti le attività che gli adolescenti di allora trovavano (e rubo un vostro termine) ficcanti: questo ti ha mai causato problemi in giovane età?</strong><br />
<strong>F:</strong> A dir la verità non ho avuto moltissimi problemi di questo tipo, più che altro perché ho avuto la fortuna di frequentare compagnie composte da persone che condividevano (chi più, chi meno) la mia stessa passione videoludica. Certo era che col passare degli anni, era sotto gli occhi di tutti che &#8220;la figa&#8221;, intesa quasi come elemento astrale, difficilmente sarebbe potuta cadere ai nostri piedi. Soprattutto se i nostri spunti di conversazione erano Monkey Island o il quarto livello di Wolfenstein 3D. Ma era un&#8217;altra età e ci andava bene così.<br />
Anche perché all&#8217;epoca pensavo che per la figa &#8220;c&#8217;era tempo&#8221;, e il tempo mi ha dato ragione.</p>
<p><strong>L: Che consigli vorrebbe dare il Farenz di oggi al Farenz del passato? C’è qualcosa che cambieresti della tua infanzia/adolescenza?</strong><br />
<strong>F:</strong> Questa domanda mi ha messo in crisi, complimenti.<br />
Cosa dire al me stesso del passato? Credo nulla, nel senso che ora non mi vedo così saggio e maturo da poter dar consiglio al me stesso più giovane. Forse suggerirei di farmi meno problemi quando da adolescente pensavo che nella società in cui vivevo non c&#8217;era troppo posto per &#8220;quelli come me&#8221;, nel senso che seppur vivevo bene il mio essere diverso dalla massa (grazie appunto alle compagnie che frequentavo, composte da gente come me) capivo che qualche ingranaggio cominciava a stridere. Soprattutto se paragonavo me stesso e quelli che pensavo avessero successo col gentil sesso. Ma non sono mai stati problemi insormontabili. Credo che i ragazzi di oggi vivano in una condizione ben più preoccupante rispetto a quella degli anni della mia adolescenza.</p>
<p><strong>L: Nonostante la tua avversione verso la componente competitiva dei videogiochi, non credi che il multiplayer possa aumentare notevolmente la longevità (e di conseguenza anche l’esperienza ludica, il coinvolgimento ed il divertimento) di un titolo?</strong><br />
<strong>F:</strong> Ma certamente sì. Chi sarebbe così stupido da affermare il contrario?<br />
Io non sono affatto contro la componente competitiva dei giochi di oggi, ci mancherebbe altro. Si tratta di un ottimo espediente per far sì che i videogiocatori si mettano alla prova l’un l’altro e passino decisamente più ore all’interno del gioco appena acquistato.<br />
Per quanto riguarda me ho sempre reputato il videogiocare una passione molto personale, poco dedicata al giocare in comunità, probabilmente perché cominciai a giocare proprio in questa maniera e mi porto dietro tuttora gli strascichi di sessioni “contro il computer”.<br />
L’unico esempio di vera avversione da parte mia riguardo il multiplayer riguarda quei giochi in cui si nota lontano un miglio che tale elemento sia stato inserito forzatamente, senza nessuno scopo particolare.</p>
<p><strong>L: Ti propongo un&#8217;altra domanda simile alla precedente: nonostante la tua “avversione” per i pc, c’è qualche videogioco non disponibile per console a cui vorresti giocare?<br />
F:</strong> Anche in questo caso è meglio specificare. Non ho nessuna avversione verso il pc-gaming, sia chiaro. Io stesso ho giocato per anni esclusivamente su pc. Da quando ho cominciato a lavorare verso i 20-21 anni, ho intrapreso una carriera che mi pone di fronte al pc per molte (troppe) ore durante il giorno. Pensare di mettermi di fronte al monitor anche nel mio tempo libero è un’idea che mi disgusta. Preferisco mille volte sbracarmi sul divano con un pad in mano. Se poi apro la parentesi riguardo le esclusive console che non potrò mai giocare su pc, altro punto a favore del mondo console. Le moltissime esclusive pc, come i mille giochi di strategia, i giochi di simulazione o i giochi alla LoL, purtroppo non rientrano fra i miei generi preferiti, quindi non sento la mancanza di quei giochi.</p>
<p><strong>L: Cosa ne pensi del fenomeno dei giochi indie? Esiste qualche titolo che hai apprezzato particolarmente?</strong><br />
<strong>F:</strong> Come dico spesso, “gli indie ci salveranno”.<br />
Oggi come mai prima d’ora sviluppare giochi tripla A ha raggiunto costi esorbitanti. Le grandi software house hanno perciò bisogno di creare giochi che, se di successo, vedranno almeno 2-3 seguiti. Cosa comporta ciò? Un evidente reiterazione di concetti e meccaniche già viste, riviste e straviste nel corso degli anni. Ecco perché sono convinto del fatto che le idee più innovative provengano dal mercato dei giochi indipendenti: non avendo grossi budget a disposizione e non potendo puntare (in genere) enormemente al comparto tecnico, sono costretti (passatemi il termine) a puntare tutto sull’idea da proporre, sull’originalità.</p>
<p><strong>L: Ti propongo un gioco, ti cito un autore e tu devi completare la frase: “Tra PS3 e 360 ho sempre preferito”?</strong><br />
<strong>F:</strong> Ti ringrazio per questa domanda, perché finalmente mi consentirà di svelare questo mistero. Ovviamente tra le due console, col senno di poi, se fossi costretto a sceglierne solo una opterei per</p>
<p><strong>L: Nel libro, così come in alcuni video, citi artisti e gruppi, come ad esempio Max Pezzali o Elio e Le Storie Tese (tralasciando Bello Figo Gu): quanto è importante la musica per te, che ruolo ha nella tua vita e che genere musicale apprezzi?</strong><br />
<strong>F:</strong> La musica è sempre stata importante per me, anche se purtroppo ultimamente non ho più moltissimo tempo per ascoltarla. Ascolto un po’ di tutto, tranne la cosiddetta musica “da discoteca” o il rap, generi musicali che non riesco a digerire. Sono sempre stato per uno che seppur spaziasse tra diversi generi musicali, non ascoltavo tanti artisti, nel senso che una volta trovato l’artista/il gruppo di mio gradimento mi concentravo esclusivamente su di esso.</p>
<p><strong>L: E infine, hai progetti particolari per il futuro?</strong><br />
<strong>F:</strong> In molti mi stanno chiedendo già un seguito del mio libro, che però per ora non è un’idea che ho in cantiere. Ora preferisco ritornare “alle origini” e cercare di tornar a dar maggior spazio al mio canale YouTube, con video “classici” (specialmente sul finire dell’anno solare) e diverse idee nuove, che però non vi spoilero. Stronzi curiosi.</p>
<p><strong>L: Ti ringrazio per il tempo che hai dedicato a me ed ai lettori del blog. Attendo con ansia i tuoi prossimi lavori e ti auguro di avere sempre più successo: si vede facilmente che tutto ciò che hai ottenuto è frutto di una passione smisurata verso i videogiochi.</strong></p>
<figure style="width: 620px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-h7_muU0pPVU/VF-CIXc3UII/AAAAAAAAGZQ/s7Zr9ZhM8KI/w620-h421-no/cover_press-play-on-tap1.jpg" alt="Press play on tape" width="620" height="421" /><figcaption class="wp-caption-text">Press play on tape</figcaption></figure>
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