<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" >

<channel>
	<title>Akira - Nerdando</title>
	<atom:link href="https://nerdando.com/tag/akira/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://nerdando.com/tag/akira/</link>
	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
	<lastBuildDate>Sat, 03 Nov 2018 08:48:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/cropped-icona_quadrata2-32x32.jpg</url>
	<title>Akira - Nerdando</title>
	<link>https://nerdando.com/tag/akira/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">67502166</site>	<item>
		<title>Lucca Comics &#038; Games 2018: incontro con Leiji Matsumoto</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/11/01/lucca-comicsgames-2018-incontro-con-leiji-matsumoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2018 16:03:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Akira]]></category>
		<category><![CDATA[c62]]></category>
		<category><![CDATA[Capitan Harlock]]></category>
		<category><![CDATA[Galaxy Express 999]]></category>
		<category><![CDATA[Nagasaki]]></category>
		<category><![CDATA[Yamato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nerdando.com/?p=27521</guid>

					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>L&#8217;incontro Akira &#8220;Leiji&#8221; Matsumoto, creatore di Capitan Harlock e di Galaxy Express 999 ha incontrato generazioni di lettori e spettatori adoranti, accorsi da ogni dove al Lucca Comics&#38;Games. Prima però, il sensei è riuscito a trovare il tempo per rispondere a qualche domanda postagli da un numeroso gruppo di giornalisti appassionati. Vi dico subito che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/11/01/lucca-comicsgames-2018-incontro-con-leiji-matsumoto/">Lucca Comics &#038; Games 2018: incontro con Leiji Matsumoto</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27523" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/Matsumoto-Lucca-Comics-2018-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>L&#8217;incontro</h2>
<p><strong>Akira &#8220;Leiji&#8221; Matsumoto</strong>, creatore di <strong>Capitan Harlock</strong> e di <strong>Galaxy Express 999</strong> ha incontrato generazioni di lettori e spettatori adoranti, accorsi da ogni dove al Lucca Comics&amp;Games. Prima però, il <em>sensei</em> è riuscito a trovare il tempo per rispondere a qualche domanda postagli da un numeroso gruppo di giornalisti appassionati.</p>
<p>Vi dico subito che l&#8217;incontro è stato emotivamente denso, ricco di <em>pathos</em> e voglia di comunicare un messaggio tanto importante quanto profondo, circa la necessità di vivere ogni giorno al 100%.</p>
<p>Così come nelle sue opere, il maestro ha saputo trasmettere anche verbalmente quelli che sono i valori a lui cari e che necessiterebbero di essere posti in risalto ulteriormente, soprattutto in un periodo storico come quello nel quale ci troviamo. Un uomo sopravvissuto per caso a un evento tanto sconvolgente e devastante, quale è stata la seconda guerra mondiale. Matsumoto ha raccontato che la bomba atomica caduta su Nagasaki sarebbe dovuta precipitare nelle zone nelle quali si trovava all&#8217;epoca, ma che tuttavia per condizioni atmosferiche avverse fu sganciata altrove. Tuttavia, diversi amici e parenti persero la vita a causa dell&#8217;esplosione o delle radiazioni, e questo finì immancabilmente per influenzare le sue opere.</p>
<h2>Un messaggio universale</h2>
<p>Il padre, pilota di aerei, militò durante la sopra citata guerra, e quando ebbe la fortuna di ritornare a casa sano e salvo non fece altro che ispirare l&#8217;all&#8217;epoca piccolo Akira, infondendogli l&#8217;amore per la vita. Questo infatti il grande messaggio portato avanti dal maestro, sia con i suoi lavori, sia a più riprese durante la conferenza.</p>
<p style="text-align: center;">&#8220;<strong>Nessuno nasce per morire: tutti nascono per vivere.</strong>&#8220;</p>
<p>Così ha detto, mantenendo la posa composta ma non rigida che l&#8217;ha pervaso per tutta l&#8217;ora nella quale ha saputo coinvolgerci con il suo carisma. Un signore anziano, un maestro Shifu in carne ed ossa che è riuscito a creare con la sua pacatezza un momento ricco di significato. Nemmeno i segni del tempo che passa, si permettono di scalfirne il volto, liscio e decorato da un&#8217;espressione austera, dietro la quale si sono mal nascosti due piccoli occhi scuri e ricchi di energia.</p>
<p>Matsumoto nasce disegnatore di paesaggi, amandone la ricca bellezza fin dall&#8217;infanzia. Spesso ha sottolineato come ciò che lo colpisse durante il giorno si ripresentasse poi in sogno, intaccandone lo stile di disegno e influenzandone il tratto. Film americani e italiani, purché fossero western, hanno sempre trovato in lui un fedele sostenitore, visto anche l&#8217;innato amore per le armi. Per quanto al giovane Leiji piacessero soprattutto le pistole, anche la tradizione del combattimento, diffusa nella cultura nipponica, è riuscita a trovare un posticino nello spazio popolato dai suoi personaggi.</p>
<p>In particolare, fu d&#8217;ispirazione il <strong>credo dei samurai</strong> del <strong>non scappare mai</strong>. Così come il padre gli ha sempre insegnato, &#8220;i giovani non devono vergognarsi di piangere&#8221;, mai. Quando nella vita accade qualcosa che ci abbatte, sia fisicamente, sia emotivamente, è naturale lasciarsi trasportare da tali sentimenti ed è giusto viverli così come sono. Tuttavia, ciò non giustifica assolutamente un qualunque tipo di avvilimento, di abbandono o di accettazione della sconfitta.</p>
<p>Che sia un giorno, un mese o anche più, non ci si dovrebbe mai lasciare trascinare dallo sconforto, obbligando sempre noi stessi a perseverare nei nostri sogni, portandoli avanti fino all&#8217;estremo. Un&#8217;eterna battaglia che si vince solo vivendo, perseguendo i propri sogni e non arrendendosi mai di fronte alle sconfitte.</p>
<h2>Sul futuro delle sue opere</h2>
<p>Per quanto riguarda il futuro delle creazioni del maestro Akira, state tutti tranquilli: non esiste una data di scadenza. Matsumoto ha raccontato infatti che le sue storie sono <strong>viaggi che non finiscono</strong>, come se fossero tutti pezzi di un puzzle perpetuo. Pertanto, non è intenzionato a scrivere alcun finale. Questo anche percheé, a suo dire, finché disegna ha qualcosa da imparare e non ha affatto voglia di smettere di farlo. Ha spiegato quanto le sue opere non siano l&#8217;effettiva trasposizione delle sue idee, quanto più una rielaborazione frutto di un&#8217;accurata immedesimazione con il lettore. Deve esserci una sorta di biunivocità fra autore e fruitore dell&#8217;opera, affinché si raggiunga la maggior soddisfazione possibile. Non un semplice &#8220;Io lavoro così. A chi piace, piace.&#8221;, imposizione del proprio estro, quanto più un&#8217;analisi di come rendere maggiormente apprezzabile per lo spettatore ciò che si ha da dire.</p>
<h2>Questione di treni e navi</h2>
<p>Quando Akira non era ancora Leiji, la famiglia non era fra le più abbienti, anzi. Acquistare un biglietto ferroviario era impresa impossibile, pertanto al piccolo Matsumoto non restava che ammirare foto e immagini di quelle frecce su rotaie. Ha persino detto che quando gli hanno proposto di andare a Tokyo per lavoro, all&#8217;esordio della sua carriera, ha dovuto investire tutto ciò che aveva in un biglietto di sola andata. Un ricordo felice che ha, è proprio quello di quando finalmente, per la prima volta, riuscì a salire su uno di quei treni che aveva disegnato più volte. Quel treno, il C-62, necessitava di 24 ore per compiere la tratta Kyushu-Tokyo, e proprio quel serpente metallico ispirò il celebre Galaxy Express 999, il cui nome ha una motivazione ben precisa.</p>
<p>Il 999 vuole lasciare un significato di incompletezza e gioventù, come a indicare che ciò con cui ci stiamo interfacciando deve restare incompleto, al fine di conservare sempre quell&#8217;aria di speranza che avvolge tutta l&#8217;opera.</p>
<p>Per quanto invece riguarda la Yamato, nave realmente esistita nella prima metà del 900, ecco che Matsumoto attinge di nuovo a ciò che lo circonda. Il personaggio di <b>Susumu Kodai</b> è apertamente ispirato al fratello minore, mentre <b>Juzo Okita</b>, il Capitano della Corazzata Spaziale, altri non è se non l&#8217;<em>alter ego</em> del padre, uomo caparbio e determinato.<br />
Nessuna invenzione quindi: per creare la nave da difesa, non ha dovuto fare altro che aggiungere motori e propulsori alla versione <em>marina</em>, per trasformarla nell&#8217;iconica corazzata spaziale.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Una sorta di messaggio di pace, quindi, che deve raggiungere tutti quanti. Non importa come cambi il mondo, l&#8217;importante è che ci si riesca a coalizzare tutti per salvarlo, senza bandiere né fazioni, ma soprattutto, senza arrendersi mai.</p>
<p>[amazon_link asins=&#8217;B004RIACSQ,B00ORV548G,B00HWL0ZT6,B00IJ78LZ2,B00I44FMSY,B00JW1K3P0&#8242; template=&#8217;ProductCarousel&#8217; store=&#8217;nerdandocom-21&#8242; marketplace=&#8217;IT&#8217; link_id=&#8217;9a58b5ef-ddee-11e8-a9b5-15a2ab0f389a&#8217;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/11/01/lucca-comicsgames-2018-incontro-con-leiji-matsumoto/">Lucca Comics &#038; Games 2018: incontro con Leiji Matsumoto</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">27521</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Due chiacchiere con Simone AKirA Trimarchi parlando di eSports</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/11/22/due-chiacchiere-simone-akira-trimarchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2017 11:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Akira]]></category>
		<category><![CDATA[eSports]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Trimarchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nerdando.com/?p=19945</guid>

					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Simone AKirA Trimarchi" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>In questi giorni in cui si parla parecchio di eSports, mi sono tornati in mente i tempi in cui partecipavo ai tornei organizzati da ESL: nel corso di un iFNG a Roma, nel lontano 2008, ho avuto modo di vedere dal vivo, per la prima volta, il lavoro di Simone AKirA Trimarchi, il più grande caster [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/11/22/due-chiacchiere-simone-akira-trimarchi/">Due chiacchiere con Simone AKirA Trimarchi parlando di eSports</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Simone AKirA Trimarchi" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19948" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi.jpg" alt="Simone AKirA Trimarchi" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Simone-AKirA-Trimarchi-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>In questi giorni in cui si parla parecchio di <strong>eSports</strong>, mi sono tornati in mente i tempi in cui partecipavo ai tornei organizzati da <strong>ESL</strong>: nel corso di un iFNG a Roma, nel lontano 2008, ho avuto modo di vedere dal vivo, per la prima volta, il lavoro di <strong>Simone AKirA Trimarchi</strong>, il più grande caster italiano (il caster è &#8211; molto brevemente &#8211; la figura che racconta ciò che avviene durante un match); rimasi catturato dal vedere la passione e la professionalità che profondeva nel suo lavoro.</p>
<p>Simone è stato <strong>inizialmente giocatore</strong><strong> </strong>di Quake, Starcraft, Warcraft, Dawn of War (e altri titoli) ottenendo eccellenti risultati, passando successivamente a diventare &#8211; come scrivevo poco fa &#8211; <strong>caster. </strong></p>
<p>Ho finalmente avuto l&#8217;opportunità di porgli qualche domanda per parlare della sua carriera e degli eSports in Italia.</p>
<p><strong>Luigi: La tua storia da giocatore professionista è iniziata nel 1997. Come sono cambiati gli eSports in questi 20 anni?</strong></p>
<p><strong>Simone:</strong> Sì, beh… Ci tengo a sottolineare che io non sono mai stato un professionista, un pro-gamer. Neanche all&#8217;apice della mia carriera “guadagnavo” semplicemente giocando.</p>
<p>In Italia, questa definizione andrebbe spesa solamente <strong>per un pugno di persone</strong> (Stermy, Vicious, Jizuke, Lonewolf92, etc.) che sono riusciti nell&#8217;impresa. Pensa che ero invece io, come capo-clan e gestore dei SoL, a pagare tanti dei miei “atleti” in base ai loro risultati. Comunque sia cifre che non somigliavano a stipendi ma essendo il 2002 direi che sono stato abbastanza pionieristico.<br />
Detto ciò, <strong>gli eSports sono cambiati tantissimo</strong> e raccontare la loro storia da quando ho cominciato io ad oggi forse non mi basterebbero tutte le pagine di Nerdando (ops, è un sito web… sono rimasto alle riviste?).</p>
<p>Faccio uscire però qualche concetto: <strong>gli eSports NON SONO cominciati nel 2017</strong>, anno comunque sia chiave per l’Italia grazie a eventi come PG Arena e Italian Esports Open.<br />
Gli eventoni, giganti, c’erano anche prima e anzi erano molto più grandi prima che ora. Se penso ai LAN Party come <strong>Italian Lan Party</strong> o <strong>NGI LAN</strong> penso a <strong>1000 persone</strong> tutte partecipanti (anche di più a SMAU ILP 2004 eravamo quasi 1500), fino ad arrivare ad eventi di caratura internazionale giganteschi organizzati nel nostro paese: le finali del <strong>World Cyber Games 2006</strong> a Monza sono e saranno probabilmente l’evento più grande mai organizzato in Italia per moltissimi anni a venire (come montepremi, come spettacolarità, come importanza internazionale: insomma da qualunque punto di vista) così come <strong>The Gameland</strong> svoltosi a Roma che, per l&#8217;eSports su console, è stato assolutamente tra gli eventi più grandi a livello mondiale.</p>
<p>Ecco, se c’è una cosa che è sicuramente cambiata è proprio la <strong>fruizione degli eventi</strong>. Mentre prima erano <strong>dedicati ai giocatori</strong> e si poteva quindi partecipare, in tanti, allo stesso evento, ora sono più <strong>dedicati agli spettatori</strong>: di solito i partecipanti infatti sono invitati a partecipare a questo tipo di eventi tramite i loro risultati ottenuti nelle varie qualifiche online.<br />
Chiaramente anche in Italia abbiamo seguito il mercato che andava già in questa direzione, almeno internazionalmente, dal 2001 (parlo della Corea del Sud, ovviamente).</p>
<p>Solo due parole conclusive <strong>sulla grandezza</strong>, in termini di partecipanti, di molti più giocatori agli eventi passati rispetto a quelli odierni. Anche questo è naturale: una volta c’erano <strong>4 giochi eSports</strong>, 4 per davvero! Le community non erano frammentate come sono al momento. Per fare una LAN come quelle di un tempo bisognerebbe organizzarci dentro tornei di almeno una ventina di titoli: sicuramente più complicato a livello organizzativo. Allora come oggi ci sono giochi più giocati di altri nel nostro paese ma il mercato è decisamente cresciuto e cambiato.</p>
<p><strong>Luigi: Sei nato come giocatore e sei diventato uno dei più grandi caster italiani. Quanto ti manca partecipare ai tornei da player?</strong></p>
<p><strong>Simone:</strong> Ahhh che bella domanda <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Grazie davvero per avermela rivolta.</p>
<p>Allora, sarò onesto: poco. Perché? Perché in questi anni quelle emozioni ho continuato ad assaporarle grazie a <strong>Magic The Gathering</strong> e ai tornei di “figurine”, come diciamo noi di questa community.</p>
<p>Io non ho mai smesso di competere: lo so, sembra assurdo, nonostante i 2 bambini, il lavoro&#8230;<br />
Quando appesi ufficialmente il mouse al chiodo negli RTS, dopo la mia sconfitta in semifinale al WCG 2007 di C&amp;C3 (se avessi vinto quella partita avrei partecipato come nazionale al mio quarto WCG in 3 giochi diversi, risultando l’unico nella storia ad essere riuscito in una simile impresa… ancora rosiko regà, scusate!) non smisi mica di giocare e competere ai tornei.</p>
<p>In pochi sanno che, assolutamente come amatore e senza vincere niente, ho partecipato a numerosi tornei di <strong>Street Fighter 4</strong>, videogioco che avevo imparato anche a castare. La mia carriera su quel titolo e la mia impossibilità a riuscire a raggiungere un livello “decente” mi insegnò che ormai era impossibile dedicare ore e ore della mia vita ad allenarmi per primeggiare in un videogioco. Quindi, appunto, Magic. Che scoperta <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Serviva meno tempo (in realtà non è poi così vero&#8230;) e riuscivo comunque a fare risultato: ciò che mi serviva!</p>
<p>Tornando alla tua domanda, se non avessi quindi continuato con Magic, certo che mi sarebbe mancato giocare ai tornei da player. Io adoravo quei momenti: la mezzora prima della partita importante, quando fai stretching e cerchi dentro di te le energie mentali e fisiche per compiere l’impresa, i tuoi compagni di team che ti osservano, gli abbracci post game (comunque sia andata). <strong>È tutto talmente bello</strong> che rifarei ogni cosa, se potessi <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Fatemi diventare davvero un pro gamer!!!</p>
<p><strong>Luigi: Riesci a trasmettere grandissime emozioni nel corso dei tuoi commenti, sempre competenti e coinvolgenti. Ma come si diventa AKirA?<br />
</strong><br />
<strong> Simone:</strong> Wow, grazie. Grazie davvero, sono davvero onorato e emozionato di ricevere una domanda del genere (tra l’altro avete scritto anche bene il nickname, con le giuste maiuscole: kudos!).</p>
<p>Partendo dal presupposto che i caster, a tendere del mercato verso l’eccellenza, dovrebbero intanto avere <strong>una bella voce</strong> (alla Ivan Grieco, Rampage in The Box, per intendersi), e io non credo di averla… direi che per diventare AKirA <strong>serve solo tanta passione</strong>.</p>
<p>Sai, io facevo il caster ancora prima dell’invenzione di Youtube e Facebook. Ora c’è tanta emulazione e tutti vogliono semplicemente “diventare famosi” facendo i caster. Io invece ho cominciato mettendoci solo e solamente <strong>tanta passione</strong>: non volevo diventare nessuno, solamente cercare di trasmettere le emozioni che provavo mentre guardavo una partita ai videogiochi competitivi.</p>
<p>Quindi non saprei se c’è una formula magica: di certo <strong>bisogna STUDIARE</strong>. Non c’è possibilità di emozionare o emozionarsi con un gioco che non si conosce e che magari neanche ci piace. Non è giusto farlo solo perché è una possibilità lavorativa: non si riuscirà mai a coinvolgere nessuno.</p>
<p>Riassumendo: <strong>passione e tanta tanta fatica per imparare tutto del gioco</strong> e rendersi inattaccabili!</p>
<p><strong>Luigi: Sei stato uno dei pionieri per quanto riguarda l&#8217;eSports italiano. Rimpiangi il fatto di essere nato così in anticipo rispetto a questa epoca in cui finalmente l&#8217;eSports sta trovando la sua giusta dimensione?</strong></p>
<p><strong>Simone:</strong> Altra bellissima domanda. Ho passato gran parte dell’ultimo decennio a dire proprio questa frase “avessi avuto 20 anni di meno…” oppure “fossi sedicenne io oggi sai come vi spaccavo tutti”. Poi mi sono fermato un attimo a riflettere.</p>
<p>Onestamente aver vissuto gli albori del movimento <strong>mi garantisce una marcia in più</strong> su tutti a livello divulgativo. Io non devo studiare i vari eventi… io c’ero! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Magari non mi ricordo la composizione del podio del WCG 2001 al quale ho partecipato (spoiler: non è vero, me lo ricordo benissimo) e devo andarlo a guardare su Wikipedia ma io ero lì, dove tutti semplicemente, oggi, sognano di essere.</p>
<p>In carriera ho giocato <strong>4 major</strong>, ho fatto il <strong>reporter/giornalista a 5</strong> e infine avuto l’opportunità di <strong>castarne 3</strong>. Nessuno ha una carriera come la mia in Italia perché nessuno dei giornalisti è stato anche un campione e nessuno dei campioni è un giornalista (aggiungi caster qua e là).</p>
<p>Nascendo dopo avrei potuto essere il primo in tutto? <strong>Direi di no</strong>. Quindi, tornando alla risposta, no non rimpiango niente. Mi spiace solo non aver vinto niente a livello internazionale: ecco magari sarebbero bastati 3-4 anni di meno, essere ancora al liceo e non all&#8217;università mentre giocavo a Starcraft <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>Luigi: C&#8217;è modo di creare nella mente del grande pubblico l&#8217;idea che i videogiochi possano diventare una forma di intrattenimento da trasmettere anche in TV? I tempi sono finalmente maturi?</strong></p>
<p><strong>Simone:</strong> Ovunque abbiano provato ad abbattere questo muro, <strong>hanno fallito</strong> (esclusa l’Asia).</p>
<p>I videogiochi competitivi hanno il loro percorso: <strong>nascono e si sviluppano via web</strong> ed è lì che gli utenti sono presenti. Chi guarda la TV non è un utente a cui può interessare, anche lontanamente, una partita di videogiochi competitivi. Si potrebbe riuscire con FIFA ma… secondo me il pubblico guarderebbe tutto con la sola curiosità e non con una vero e proprio interesse.</p>
<p>No, direi che se i tempi non sono maturi per Germania e Stati Uniti <strong>non possono esserli in Italia</strong>. Ma sarei contento, contentissimo, di essere smentito.</p>
<p><strong>Luigi: Da settimane si parla della possibilità di inserire gli eSports nelle olimpiadi. Secondo te, c&#8217;è la possibilità di creare un comitato come il CIO per gli sport elettronici in maniera da poter regolamentare la disciplina?</strong></p>
<p><strong>Simone:</strong> Ciò che dico sempre è che agli eSports <strong>mancano regole DEFINITE e CONDIVISE</strong>. Vederle, onestamente, sarebbe una specie di boost/nitro all&#8217;intero movimento e ci farebbe fare un salto di anni in avanti. Però alla domanda che tu mi poni <strong>non credo di poter dare risposta affermativa</strong>.</p>
<p>Ci sono tante, troppe realtà e una realmente dominante fatica ad uscire fuori (soprattutto nel nostro Paese). Alla fine, le regole all&#8217;estero, dove comunque non esiste alcun organi centrale o istituzionale, le ha scritte ESL ad esempio: in futuro però spero che ci sia un tavolo dove siano seduti i vari stakeholder e le community per decidere quali set di regole utilizzare e non una società, privata, che abbiamo vinto la guerra dell&#8217;audience in campo eSport.</p>
<p><strong>Luigi: Che consiglio daresti a chi vuole approcciarsi agli eSports da giocatore? E da spettatore?</strong></p>
<p><strong>Simone:</strong> Da giocatore il consiglio migliore che potete ricevere è: <strong>se vedete che non migliorate più è ora di smettere</strong>. Ho visto tanta gente che prende l’eSport come un passatempo a cui però dedica un sacco di ore al giorno. Non dico se non vincete niente, non dico neanche se non vi divertite… ma se non vedete miglioramenti nel vostro gameplay probabilmente quel gioco o l’intera esperienza non fa per voi.</p>
<p>E agli spettatori il consiglio migliore che posso dare è <strong>CONDIVIDETE e fate vedere la nostra/vostra passione ad altri</strong>. Spiegate e rendete partecipi più persone possibili. Solo così un giorno saremo davvero mainstream!</p>
<p><strong>Luigi: Ti ringrazio per la disponibilità! Se volete seguire Simone, fate un salto sulla sua <a href="https://www.facebook.com/SimoneAKirATrimarchi/">Pagina Facebook</a> e seguitelo su <a href="https://twitter.com/SimoneAKirA/">Twitter</a>.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/11/22/due-chiacchiere-simone-akira-trimarchi/">Due chiacchiere con Simone AKirA Trimarchi parlando di eSports</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">19945</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Mangasia, la mostra sul fumetto orientale apre le porte a Roma</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/10/08/mangasia-la-mostra-sul-fumetto-orientale-apre-le-porte-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2017 12:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Akira]]></category>
		<category><![CDATA[Anime]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Manga]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Ghibli]]></category>
		<category><![CDATA[Your Name]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nerdando.com/?p=18786</guid>

					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Mangasia" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>È stata inaugurata venerdì 6 la mostra intitolata “Mangasia, Wonderland of Asian Comics” al Palazzo delle Esposizioni a Roma che rimarrà esposta fino al 21 gennaio 2018. Che cos’è Mangasia è una mostra che, come si può intuire dal nome stesso, espone opere legate al mondo dei fumetti giapponesi ed asiatici in senso più largo. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/10/08/mangasia-la-mostra-sul-fumetto-orientale-apre-le-porte-a-roma/">Mangasia, la mostra sul fumetto orientale apre le porte a Roma</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Mangasia" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18787" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia.jpg" alt="Mangasia" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/mangasia-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>È stata inaugurata venerdì 6 la mostra intitolata “<strong>Mangasia, Wonderland of Asian Comics</strong>” al Palazzo delle Esposizioni a <strong>Roma</strong> che rimarrà esposta fino al <strong>21 gennaio 2018</strong>.</p>
<h2>Che cos’è</h2>
<p><strong>Mangasia</strong> è una mostra che, come si può intuire dal nome stesso, espone opere legate al mondo dei fumetti giapponesi ed asiatici in senso più largo. L’idea dei creatori è di raccogliere in una serie di percorsi <strong>l’evoluzione del fumetto</strong> nei paesi che vanno dal Pakistan al Giappone e dalla Mongolia a Singapore, di come questo abbia svolto un ruolo nelle importanti trasformazioni che i paesi di quest’area geografica hanno subito nell’ultimo secolo, cercando di rintracciare i punti in comune nell’evoluzione nei vari paesi così come i riferimenti alla cultura pre-esistente e che in alcuni casi il fumetto ha aiutato a riaffermare dopo l’oppressione coloniale.</p>
<h2>Che cosa c’è</h2>
<p><strong>Mangasia</strong> propone una serie di <strong>percorsi storici</strong> (mostrando come detto l’evoluzione del fumetto nei vari paesi asiatici in corrispondenza dei vari eventi storici) e tematici. A tal fine si possono trovare numerose tavole originali e ristampate di fumetti che coprono più di un secolo e che sono associate alternativamente a tavole di fumetti di altri paesi, in modo tale da raffrontare il cambiamento e le influenze degli uni sugli altri, o a <strong>opere artistiche più antiche</strong>, così da evidenziare come in molti paesi asiatici (il Giappone in primis, ma anche in India ad esempio) si possa ritrovare nelle storie odierne una ricostruzione della narrativa sacra-epica-fantastica propria delle antiche culture di queste nazioni.</p>
<h2>Eventi</h2>
<p>Oltre alla mostra vi saranno <strong>due serie di eventi</strong>: degli incontri con personaggi del mondo del fumetto e dell’animazione orientale e delle proiezioni di famosi film d’animazione giapponese, che includono opere dello <strong>Studio Ghibli</strong>, classici come <strong>Akira</strong> e successi recenti come <strong>Your Name</strong>. Per informazioni più specifiche, si può trovare tutto sul <a href="https://www.palazzoesposizioni.it/">sito</a> del Palazzo delle Esposizioni.</p>
<h2>Perché andare</h2>
<p>Personalmente da appassionato dei fumetti e dell’<strong>Estremo Oriente</strong> ero molto interessato da questa mostra e devo dire di essere stato piacevolmente sorpreso: trovo che per coloro che condividono queste due passioni si tratta indubbiamente di un’occasione interessante per ammirare di persona opere importanti, come le tavole di <strong>Tezuka</strong>, e di acquisire una prospettiva storica e di più ampio respiro sia temporale che geografico, che va oltre l’attuale era commercialmente diffusa e super focalizzata sul Giappone.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>È iniziata a Roma <strong>Mangasia</strong>, una mostra sul fumetto orientale che continuerà fino a gennaio del prossimo anno. Vi si possono trovare un gran numero di tavole organizzate in percorsi storici e tematici.</p>
<p>[amazon_link asins=&#8217;B01AWI17Q0,B0002YN376,8882483665,B00WRI6D54,8867761234,B075KN57ZM,B075KMCJ8M,1632364611&#8242; template=&#8217;ProductCarousel&#8217; store=&#8217;nerdandocom-21&#8242; marketplace=&#8217;IT&#8217; link_id=&#8217;812449d6-ac11-11e7-9106-6f3375c4ee42&#8242;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/10/08/mangasia-la-mostra-sul-fumetto-orientale-apre-le-porte-a-roma/">Mangasia, la mostra sul fumetto orientale apre le porte a Roma</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">18786</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Cosa c&#8217;è di così bello nei manga?</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/06/01/cosa-ce-di-cosi-bello-nei-manga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 10:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[20th Century Boys]]></category>
		<category><![CDATA[Akira]]></category>
		<category><![CDATA[Akira Toriyama]]></category>
		<category><![CDATA[Alita]]></category>
		<category><![CDATA[Arkham Asylum]]></category>
		<category><![CDATA[Assassination Classroom]]></category>
		<category><![CDATA[Bakuman]]></category>
		<category><![CDATA[Batman]]></category>
		<category><![CDATA[Contratto con Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Dragon Ball]]></category>
		<category><![CDATA[Eden]]></category>
		<category><![CDATA[Erased]]></category>
		<category><![CDATA[Frank Cho]]></category>
		<category><![CDATA[Gourmet]]></category>
		<category><![CDATA[Holly & Benji]]></category>
		<category><![CDATA[I viaggi di Emanon]]></category>
		<category><![CDATA[Il giocattolo dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Inferno e Paradiso]]></category>
		<category><![CDATA[Jiro Taniguchi]]></category>
		<category><![CDATA[Kenshin]]></category>
		<category><![CDATA[Kenshin Samurai Vagabondo]]></category>
		<category><![CDATA[Kishimoto]]></category>
		<category><![CDATA[L'attacco dei giganti]]></category>
		<category><![CDATA[L'uomo che cammina]]></category>
		<category><![CDATA[Le memorie di Emanon]]></category>
		<category><![CDATA[Le Situazioni di Lui e Lei]]></category>
		<category><![CDATA[Lupin III]]></category>
		<category><![CDATA[Makoto Shinkai]]></category>
		<category><![CDATA[Naoki Urasawa]]></category>
		<category><![CDATA[Naruto]]></category>
		<category><![CDATA[Oda]]></category>
		<category><![CDATA[Ogenki Clinic]]></category>
		<category><![CDATA[One Piece]]></category>
		<category><![CDATA[Onepiece]]></category>
		<category><![CDATA[Planetes]]></category>
		<category><![CDATA[Ranma 1/2]]></category>
		<category><![CDATA[Trigun]]></category>
		<category><![CDATA[Video Girl Ai]]></category>
		<category><![CDATA[Watchmen]]></category>
		<category><![CDATA[Your Name]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nerdando.com/?p=15378</guid>

					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Parlando di fumetti e Giappone in generale, è sorta nella redazione una diatriba fra le più violente e agguerrite: ma cosa ci trovate mai di tanto bello nei manga? Perché mai dovrebbero piacere (o non piacere) questi fumetti? Ecco le nostre risposte! LC Trovo che sia difficile dare un parere generale su manga ed anime, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/06/01/cosa-ce-di-cosi-bello-nei-manga/">Cosa c&#8217;è di così bello nei manga?</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15425" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/discutendomanga-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Parlando di fumetti e Giappone in generale, è sorta nella redazione una diatriba fra le più violente e agguerrite: ma cosa ci trovate mai di tanto bello nei manga? Perché mai dovrebbero piacere (o non piacere) questi fumetti? Ecco le nostre risposte!</p>
<h3><strong>LC</strong></h3>
<p>Trovo che sia difficile dare un parere generale su manga ed anime, che sono dei mondi molto più ampi e variegati di quello che si può pensare ed abbondano di generi, stili e, chiaramente, hanno livelli di qualità diversissimi.</p>
<p>Personalmente ci trovo solo una caratteristica comune al 99% di tutti i manga (ed in maniera minore degli anime), e cioè che l&#8217;autore o gli autori sono gli stessi dall&#8217;inizio alla fine, laddove i comics americani ed i fumetti europei &#8220;classici&#8221; hanno una varietà di scrittori e disegnatori che cambia di numero in numero.<br />
Questa stabilità nei prodotti giapponesi mi piace molto, in quanto non mi trovo affatto a mio agio con l&#8217;idea che per dire <strong>Batman</strong> può essere totalmente diverso a seconda di chi stia scrivendo, del periodo in cui lo stia facendo, della testata e così via. Se leggo <strong>One Piece</strong> so che è frutto della mente di <strong>Oda</strong> e sempre e solo di lui.</p>
<h3><strong>Penny</strong></h3>
<p>Dunque, premettendo che non sono una lettrice accanita di manga e fumetti in generale, sebbene mi piacciano assai, di quelli giapponesi apprezzo il formato. Infatti, poiché la maggior parte è generalmente piccolino (circa A5 per intendersi), riesco a portarli nello zaino o in borsa senza rischiare di rovinarli. Detesto gli angolini arricciati o, peggio, doverli arrotolare, e se sono in treno o in metropolitana faccio molta meno fatica a tenermi aggrappata e contemporaneamente a leggere se la dimensione è contenuta.</p>
<p>Poi oh, a me piacciono le cose colorate quindi non dirò mai cose come &#8220;manga&gt;&gt;fumetti americani&#8221;, personalmente ritengo che entrambi abbiano punti di forza e punti deboli.</p>
<h3><strong>Giando</strong></h3>
<p>Da appassionato nippofilo quale mi ritrovo ad essere, questa domanda mi vede molto poco imparziale &#8211; tant&#8217;è che sono pronto ad affrontare i flame dei miei co-redattori (no FrankieDedo, non mi sto riferendo a te).</p>
<p>Cosa c&#8217;è di così bello? Per me c&#8217;è di bello che ciò che mi trasmette un manga, non riesco a sentirlo dalla maggior parte dei comics/fumetti in circolazione. Probabilmente è solo frutto di una passione o predisposizione personale, ma vi assicuro che ho letto anche tanta altra roba che, per quanto io stesso ne riconosca l&#8217;ottimo valore (tra tutti citerei <strong>Watchmen</strong> oppure <strong>Arkham Asylum</strong>, ma anche tanti altri), non mi dà la stessa emozione che provo leggendo ciò che viene dalla terra nipponica. Sia ben chiaro, non vivo di assoluti (non essendo un sith): c&#8217;è tanto ciarpame e c&#8217;è tanta roba che non mi interessa, ad esempio i vari shonen che ricalcano troppo quanto già visto con grandi classici quali <strong>Dragon Ball</strong> &#8211; che, udite udite, non è nemmeno uno dei miei preferiti &#8211; o <strong>Naruto</strong>, così come alcune delle produzioni forse troppo settoriali che, è innegabile, sono rivolte ad un pubblico specifico e che spesso, vuoi per differenze culturali o di interessi, sono poco fruibili a chi non è giapponese.</p>
<p>Ma, parallelamente, ci sono una marea di titoli che mi emozionano e che mi divertono, a partire da titoli più leggeri &#8211; uno dei miei preferiti più recenti è il geniale <strong>Assassination Classroom</strong>, fresco e divertente &#8211; per finire a quelli veramente più profondi come &#8220;<strong>20th Century Boys</strong>&#8221; o i manga tratti dai lavori di <strong>Makoto Shinkai</strong> (qualcuno ha detto <strong>Your Name</strong>?), passando per gioielli quali &#8220;<strong>Trigun</strong>&#8221; o &#8220;<strong>Kenshin Samurai Vagabondo</strong>&#8221; e per finire con piccole perle quali &#8220;<strong>Le memorie di Emanon</strong>&#8221; e &#8220;<strong>I viaggi di Emanon</strong>&#8220;, manga meno famosi ma dai contenuti che ti fanno emozionare davvero. Oppure, semplicemente, manga che hanno una storia particolarmente complessa dove divori volume dopo volume per scoprire cosa succede, come nell&#8217;ottimo &#8220;<strong>Erased</strong>&#8221; o ne &#8220;<strong>L&#8217;attacco dei giganti</strong>&#8221; che, per quanto graficamente mi faccia alquanto pena, ha una storia intrecciatissima dove niente è come sembra, oppure una pietra miliare quale &#8220;<strong>Inferno e Paradiso</strong>&#8220;, che unisce una storia pazzesca ad una grafica letteralmente divina.</p>
<p>Certo, per me è fondamentale anche il versante grafico: ho sempre pensato che il comic/fumetto sia meno capace di trasmettermi sensazioni rispetto ai manga anche dal punto di vista visivo. Adoro il disegno di matrice giapponese, soprattutto a partire dagli anni &#8217;90 in poi, e penso che l&#8217;espressività dei personaggi sia unica nel suo genere. E, sia chiaro, non è solo &#8220;questione di tette&#8221;: se prendiamo le supereroine Marvel, ad esempio, di certo non c&#8217;è carenza di fisicità importanti &#8211; basta pensare alle produzioni di <strong>Frank Cho</strong>, letteralmente esplosive; eppure, la femminilità di alcuni personaggi dei manga mi sembra quasi inarrivabile e di certo è un bel plus &#8211; anche l&#8217;occhio vuole la sua parte!</p>
<p>Last but not least, adoro il fatto che il manga in Giappone sia un qualcosa perfettamente intrecciato nel tessuto socio-culturale: durante il mio viaggio a Tokyo ho visto cose che non avrei mai pensato di vedere &#8220;per strada&#8221;, e ho notato come ciò che qui è quasi &#8220;da sfigati&#8221; sia perfettamente normale, quindi per esempio non c&#8217;è nulla di strano nel salire nella <strong>Tokyo Tower</strong> e trovare una gigantesca mostra di<strong> One Piece</strong> &#8211; tra l&#8217;altro appena giunto nel suo ventennale, e vi assicuro che i giapponesi ne sono ancora pazzi &#8211; come se nulla fosse e che non attira solo &#8220;i nerd&#8221; ma anche un pubblico di, che so, impiegati in giacca e cravatta, cosa che qui da noi sembrerebbe impossibile. Di certo un qualcosa di unico e che, per un appassionato come me, non può che essere una fantastica ciliegina sulla torta!</p>
<p>E per chi non apprezza: beh, il mondo è bello perché è vario, no?</p>
<h3><strong>Zeno2k</strong></h3>
<p>Posso dire: &#8220;nulla&#8221;? No, non posso lo so: la verità è che sono il meno titolato a poter rispondere. Per quanto ami i fumetti, devo aver letto una manciata di manga in tutto, di cui la metà erano <strong>Ogenki Clinic</strong>.</p>
<p>Ho avuto occasione, recentemente, di leggere un manga e ne ho parlato in un articolo dedicato; la cosa che mi ha colpito non sono certo i disegni (che oggi come allora trovo cordialmente tremendi), ma una grande cura nella costruzione della trama e dei personaggi.<br />
Da quel che ho potuto apprezzare c&#8217;è un grande movimento interiore che muove i mangaka a trasferire su carta la propria arte ed è quel che apprezzo di più.</p>
<p>A contraddire tutto quello che ho appena detto, tuttavia, devo citare quello che secondo me è uno degli artisti più eccezionali che abbiano solcato il XX secolo: <strong>Jiro Taniguchi</strong>, scomparso quest&#8217;anno, che grazie a capolavori come &#8220;<strong>Gourmet</strong>&#8221; e &#8220;<strong>L&#8217;uomo che cammina</strong>&#8221; mi ha regalato l&#8217;emozione di visitare il Giappone restando comodamente seduto a casa.<br />
Ma il maestro <strong>Taniguchi</strong> era unico. Tutto il resto, forse, lo affronterò più avanti.</p>
<h3><strong>jedi.lord</strong></h3>
<p>Che domandaccia&#8230; cosa c&#8217;è di bello nei manga?</p>
<p>Allora, premesso che, se trovo l&#8217;argomento o la storia interessanti anche solo vagamente, non guardo in faccia alla provenienza, al formato e leggo di tutto (fatto di cui mi vanto spesso), il mio rapporto con i manga è sempre stato un po&#8217; contrastato.</p>
<p>Sono cresciuto in un periodo storico in cui c&#8217;è stato un vero e proprio boom del fumetto giapponese, tutti super infognati con i manga, tutti super esperti&#8230; io ci ho provato, ve lo giuro, ma ai nipponici ho sempre preferito le produzioni italiane, europee ed americane.<br />
Il motivo?</p>
<p>Sinceramente non saprei spiegarvelo: mi avranno prestato i titoli sbagliati? Non mi piace molto lo stile narrativo? Gli argomenti? Si tratterà di una cementificazione del pregiudizio?</p>
<p>E chi può dirlo?</p>
<p>Un fatto è certo: la mia conoscenza del mondo manga è molto limitata e ciò è male per uno che si definisce un amante del fumetto tout-court. A mia discolpa posso però affermare che quei pochi manga che ho letto perché li ho scelti e che ho deciso di portare fino in fondo li ho amati davvero.</p>
<p>Vi lascio quattro titoli: <strong>Video Girl AI</strong>, <strong>Planetes</strong>, <strong>Alita</strong>, <strong>Eden</strong>. Insomma, la fantascienza giappa mi garba a quanto pare. Per tornare alla domanda iniziale: cosa c&#8217;è di bello nei manga?</p>
<p>Credo ci sia tutto ciò che di bello c&#8217;è nei fumetti del resto del mondo, semplicemente con uno stile e una sensibilità diversi che apprezzo meno.</p>
<p>E purtroppo è una roba a pelle, deal with it.</p>
<h3><strong>FrankieDedo</strong></h3>
<p>Vuoi perché sono cresciuto a pane, <strong>Marvel</strong> e <strong>Alan Moore</strong>, vuoi perché difficilmente sopporto i cliché, io i manga non sono mai riuscito a digerirli, salvo pochi, pochissimi casi. Nonostante abbia divorato molti anime, soprattutto il martedì sera, i fumetti giapponesi mi risultano ostici e un po&#8217; antipatici. Sarà per il modo di esprimersi troppo diverso (che spesso trovo esagerato) o per quella che percepisco come un&#8217;estrema commercialità, che porta a creare valanghe e valanghe di libriccini in bianco e nero con disegni deformi, probabilmente entrambe. Non ci riesco, perdo l&#8217;interesse dopo poco e non riesco a connettermi con le opere.</p>
<p>Le eccezioni però ci sono! <strong>Akira</strong> mi ha preso abbastanza, magari anche per la sua natura un po&#8217;più &#8220;in grande&#8221;, rispetto alle produzioni più comuni. Anche <strong>Jiro Taniguchi</strong> mi ha catturato, e <strong>Gourmet</strong> resta uno dei racconti che più mi ha colpito, per la sua delicatezza e per il grande equilibrio che trasmette. Grande anomalo: <strong>Dragon Ball</strong>! Forse perché <strong>Akira Toriyama</strong> è un giapponese così poco&#8230; giapponese, o anche perché il fumetto è pregno di una demenzialità che con me funziona e che risalta sulle scene di combattimento, decisamente ristrette rispetto all&#8217;anime. Ho apprezzato anche <strong>Planetes</strong> (anche se ho gradito molto di più la versione animata) soprattutto per la resa della tecnologia aerospaziale molto plausibile, ma qui sono di parte. Datemi lo spazio e non capisco più nulla.</p>
<h3><strong>Tencar</strong></h3>
<p>Non lo so, non leggo manga da un bel po&#8217;.</p>
<p>Quel che è certo è che questo genere di fumetti ci racconta un mondo diverso rispetto a quello a cui siamo abituati e quindi ci permette di farci avvicinare ad una cultura così lontana dalla nostra e così ricca di affascinanti sfaccettature.</p>
<p>E poi oh, vogliamo parlare dei capolavori che ha tirato fuori <strong>Naoki Urasawa</strong>?</p>
<h3><strong>Wiwo</strong></h3>
<p>Che domanda del cavolo.</p>
<p>Innanzitutto: come nel fumetto occidentale, ci sono molti generi, molti stili, molte trame. E, come nel fumetto occidentale, alcuni manga fanno schifo e altri sono stupendi, per cui generalizzare è poco sensato.</p>
<p>Ciò detto, generalizziamo. Personalmente, di solito non apprezzo le serie shounen infinite (tipo <strong>Naruto</strong>, che era partito tanto bene. <strong>Kishimoto</strong>, why?) o gli shoujo manga che parlano solo e soltanto d&#8217;amore, perché spesso si tratta di produzioni di stampo commerciale che perdono di vista la trama e lo spirito con cui erano partite. Questa eccessiva commercializzazione, però, alla fine dei conti è l&#8217;unico difetto che trovo nel panorama generale dei manga.</p>
<p>I manga che rimangono &#8220;integri&#8221;, al di là di valutazioni personali e legate al singolo fumetto (o autore), sono belli proprio perché sono manga. Mi spiego: gli elementi che spesso ci fanno storcere il naso, come l&#8217;eccessiva formalità, i giri di parole, gli ambienti e i cliché ricorrenti, per non parlare dei finali incomprensibili, sono parte della componente culturale giapponese. Possono piacere o non piacere, specialmente al lettore occidentale, ma, a mio parere, l&#8217;identità dei manga è basata anche su questi.</p>
<p>Faccio un esempio. Ho letto parecchi manga con ambientazione scolastica in Giappone di vari generi (<strong>Le situazioni di lui e lei</strong>, <strong>Bakuman</strong>, <strong>Il giocattolo dei bambini</strong>&#8230;). Ognuno ha le sue esagerazioni, ma, quando sono stata in Giappone, ho visto la periferia e ho conosciuto studenti universitari, mi è sembrato di essere stata catapultata dentro un fumetto, da tanti elementi in comune che potevo trovare con ciò che avevo letto. Per questo ritengo che sia stupido chiedere che cosa ci sia di bello nei manga: come tutte le produzioni artistiche, rispecchia la cultura di un popolo, che è necessariamente diversa da quella di altri popoli e che non può venire giudicata a prescindere.</p>
<p>I manga stessi sono ciò che c&#8217;è di bello dei manga: un tuffo nell&#8217;identità giapponese. Poi, se trovate un manga oggettivamente brutto, non è colpa del fatto che sia un manga: è solo davvero brutto.</p>
<h3><strong>Giakimo</strong></h3>
<p>Domanda rischiosissima per chi, come me, è appassionato di fumetti da sempre eppure non legge manga (non regolarmente almeno).</p>
<p>Potrebbe finire in caciara, siete avvertiti.</p>
<p>Mi sono sempre chiesto cosa ci fosse di bello nei manga: intendiamoci, anche io come tutti sono cresciuto guardando i cartoni giapponesi e di molti ho letto il manga corrispondente (ad esempio <strong>Holly &amp; Benji</strong>, <strong>Dragon Ball</strong>, <strong>Lupin III </strong>e <strong>Ranma 1/2</strong>) e come tutti quelli della mia generazione ho subito un&#8217;esposizione ai prodotti nipponici che non ha eguali, ma non è mai scattata la molla dell&#8217;amore a prima vista. Provo a parlare da un punto di vista diciamo stilistico. Sicuramente, lo stile di disegno &#8220;classico&#8221; dei manga, con occhioni, nasi piccoli, fisici irreali e tante troppe faccette, è una convenzione e una tradizione che ci sta (come lo è il modo di disegnare occidentale) e che il loro sistema con le riviste costringe le serie ad essere strutturate come sono.</p>
<p>Chiarisco che parlo sopratutto del manga medio, non delle vette che sono tante e che ho letto e apprezzato, ma in generale ci sono troppi elementi che ritornano sempre e comunque nei manga anche quando non c&#8217;entrano niente. Ad esempio, l&#8217;impostazione della tavola, con vignette sempre spezzate o cinetiche al massimo anche quando ci sono due tizi a prendere il caffè alla lunga stanca, non è funzionale al racconto ed è sinonimo di piattezza. Esiste un motivo per cui <strong>Watchmen</strong> ha una gabbia classica e <strong>Contratto con Dio</strong> no, per fare un esempio, e se nei manga d&#8217;azione o sportivi di solito funziona avere così tanto movimento su una pagina, su Nana dopo un po&#8217; mi girava la testa.</p>
<p>Altra cosa, e mi rendo conto che deriva dalla divisione dei manga in sottogeneri, non sopporto il proliferarsi di manga ambientati nelle scuole superiori e con protagonisti adolescenti. Sarà che non sono più un teenager (per quanto, pure allora mi rompevo a leggere storie ambientate a scuola, cazzo passi tutto il tempo a studiare, almeno quando mi distraggo vorrei non pensare alla scuola!), ma sembra praticamente impossibile trovare manga con personaggi adulti o senza il topos del ragazzo che da sfigato diventa centrale nella storia (situazione declinabile in tutte le salse, dal ragazzo che deve salvare il mondo a quello che diventa il fenomeno della squadra).</p>
<p>Sebbene alcuni manga ambientati a scuola o con personaggi adolescenti siano molto belli (penso a <strong>Ranma 1/2</strong> che è uno dei fumetti più divertenti che abbia mai letto), dopo un po&#8217; mi annoia leggere adolescenti con problemi di cuore, adolescenti con i pugni nelle mani, adolescenti che combattono giganti o pilotano robottoni, adolescenti che fanno i tornei scolastici ecc. Insomma avete capito.</p>
<p>Per chiudere, sicuramente ci sono tante cose belle nei manga e quando posso o sono interessato li leggo volentieri (ad esempio in questi giorni sto leggendo <strong>20th Century Boys</strong> e mi sta piacendo parecchio), ma percepisco la distanza, sopratutto culturale, tra i manga e me. Per cui, se mi consigliate qualcosa me la leggo pure e magari mi piacerà molto, ma continuerò a pensare che i fumetti più belli li fanno i francesi.<br />
[amazon_link asins=&#8217;B00ESZKL6G,B00DQNG68S,B01GOPZZIG&#8217; template=&#8217;ProductCarousel&#8217; store=&#8217;nerdandocom-21&#8242; marketplace=&#8217;IT&#8217; link_id=&#8217;bdc80f36-4883-11e7-a87b-398328f3d042&#8242;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/06/01/cosa-ce-di-cosi-bello-nei-manga/">Cosa c&#8217;è di così bello nei manga?</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15378</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
