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	<title>Aftershock Comics - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>Aftershock Comics - Nerdando</title>
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		<title>Jimmy&#8217;s Bastards #2 Bastardo Mobile &#8211; La fine di un&#8217;era</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/04/02/jimmys-bastards-2-bastardo-mobile-la-fine-di-unera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2019 12:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aftershock Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Garth Ennis]]></category>
		<category><![CDATA[Russ Braun]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tempo fa avevo letto e recensito il primo volume di Jimmy&#8217;s Bastards che ci lasciava in una situazione molto complessa. Grazie a SaldaPress sono riuscito a leggere la fine di questa serie Aftershock ancora una volta scritta da Garth Ennis e disegnata da Russ Braun. Recensione Dove eravamo rimasti? Cercando di non fare troppi spoiler, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29697" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/204114_1168912_1.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/204114_1168912_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/204114_1168912_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/204114_1168912_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/204114_1168912_1-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Tempo fa avevo letto e recensito <a href="https://nerdando.com/2018/06/09/jimmys-bastards-volume-1-una-cascata-di-bastardi-maneggiare-le-icone/">il primo volume</a> di <strong>Jimmy&#8217;s Bastards</strong> che ci lasciava in una situazione molto complessa. Grazie a <strong>SaldaPress</strong> sono riuscito a leggere la fine di questa serie <strong>Aftershock</strong> ancora una volta scritta da <strong>Garth Ennis</strong> e disegnata da <strong>Russ Braun</strong>.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Dove eravamo rimasti? Cercando di non fare troppi <em>spoiler</em>, Regent e il suo partner Nancy hanno fronteggiato i cattivi, <strong>i figli</strong> che Regent ha disseminato per il mondo, solo che dopo <strong>una tremenda rivelazione</strong>, Regent è collassato mentalmente e adesso il mondo è ancora sotto l&#8217;effetto della <strong>bomba gender</strong>, che ha scambiato i genitali di uomini e donne.</p>
<p>Con questa serie Ennis ci offre <strong>una parodia spinta</strong> di <strong>James Bond</strong> e del suo mondo e questo <strong>secondo volume</strong> non è diverso dal primo. In questa seconda parte la serie ci mostra <strong>un Regent ombra</strong> di quello che era, sconfitto <strong>psicologicamente</strong> dai suoi nemici. E anche nel <strong>combattimento finale</strong>, Regent è una pallida imitazione di se stesso. Dunque tocca a <strong>Nancy</strong> tirare fuori Regent dal suo stato per sconfiggere il resto dei figli del protagonista.</p>
<p>Come nel primo volume, Ennis usa il suo solito <strong>umorismo dissacrante e violento</strong> con tutta una serie di trovate a metà tra <strong>il volgare e il geniale</strong>. Non tocca gli estremi di alcune sue opere, sopratutto per quanto riguarda <strong>il sangue versato</strong>, ma insomma non è un fumetto per <strong>tutti i palati</strong>. Astenersi persone facilmente <strong>impressionabili</strong>.</p>
<p>Ai disegni <strong>Russ Braun</strong> sfodera un&#8217;altra bella prova, nel solco di quanto visto nel primo volume. Mi ricorda sempre molto <strong>Darick Robertson</strong>, soprattutto nell&#8217;uso delle ombre e nella fisionomia dei visi, ma non è affatto un male e non è un mero clone ma un disegnatore valido e adatto al tono grottesco della storia.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Una degna conclusione di <strong>una serie molto godibile</strong>. Forse è un Ennis minore rispetto ad altri lavori del passato, meno pungente, ma non per questo <strong>non ispirato</strong>. Anzi, mi ha stupito perché in fondo era da tempo che non leggevo una sua <strong>serie grottesca</strong> che non mi lasciasse con l&#8217;amaro in bocca, o per la tanta volgarità o per la mancanza di mordente. Qui se non altro Ennis <strong>si diverte e ci diverte</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Irriverente e non banale, un volume che chiude bene una maxi-serie divertente.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,5/5</h2>
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		<title>Animosity Evolution &#8211; La quiete dopo il risveglio</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/03/06/animosity-evolution-la-quiete-dopo-il-risveglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 13:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aftershock Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Animosity]]></category>
		<category><![CDATA[Eric Gapstur]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Doe]]></category>
		<category><![CDATA[Marguerite Bennett]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tempo fa avevo letto e recensito il primo volume di Animosity, Il Risveglio, e devo dire che il tempo vola, perchè non mi ero accorto che nel mentre sono usciti altri volumi e questo Animosity: Evolution, spin-off della serie AfterShock, scritto dalla creatrice della serie Marguerite Bennett e disegnato da Juan Doe e Eric Gapstur [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29320" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/ANIMOSITY-EVO-01-FINAL-36-SMI.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/ANIMOSITY-EVO-01-FINAL-36-SMI.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/ANIMOSITY-EVO-01-FINAL-36-SMI-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/ANIMOSITY-EVO-01-FINAL-36-SMI-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/ANIMOSITY-EVO-01-FINAL-36-SMI-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Tempo fa avevo letto e recensito il primo volume di <em><strong>Animosity</strong></em>, <a href="https://nerdando.com/2017/12/13/animosity-vol-1-risveglio-qua-la-zampa/"><em>Il Risveglio</em></a>, e devo dire che il tempo vola, perchè non mi ero accorto che nel mentre sono usciti <strong>altri volumi</strong> e questo <strong><em>Animosity: Evolution</em></strong>, spin-off della serie <strong>AfterShock,</strong> scritto dalla creatrice della serie <strong>Marguerite Bennett</strong> e disegnato da <strong>Juan Doe</strong> e <strong>Eric Gapstur</strong> e come al solito offerto dalla sempre gentile <strong>SaldaPress</strong>.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Dunque, facciamo un passo indietro: <strong><em>Animosity</em></strong> racconta di un mondo <strong>post-apocalittico</strong> dove tutti gli animali, a seguito di un evento chiamato <strong>il Risveglio</strong>, hanno acquisito la parola e coscienza di se stessi. A seguito di questo evento <strong>la società umana</strong> collassa e inizia una feroce <strong>lotta per la sopravvivenza</strong>.</p>
<p>La serie principale è una serie <strong><em>on the road</em></strong> che ha come protagonista la ragazzina <strong>Jesse</strong> e il suo cane <strong>Sandor</strong>. Questo <strong><em>Animosity Evolution</em></strong> invece è uno <strong>spin-off</strong> ambientato a <strong>San Francisco</strong> dopo il Risveglio e segue le vicende del <strong>veterinario Adam North</strong> e del <strong>nuovo leader della città Invernomuto</strong>, un incrocio da un lupo e un Alaskan malamute.</p>
<p>Dato il suo lavoro di <strong>veterinario</strong>, Adam è importantissimo perché può concretamente<strong> aiutare gli animali</strong> e i loro problemi di salute e attraverso lui vediamo <strong>le difficoltà e i problemi</strong> che Invernomuto affronta nel gestire la città. Invernomuto decide di creare <strong>una sorta di regime</strong> in cui la proprietà privata è abolita, gli umani hanno un tutore che li segue dovunque e dove per controllare le nascite si propone la sterilizzazione forzata. Insomma,<strong> il tipico governo col sorriso</strong>.</p>
<p>In effetti <strong><em>Animosity Evolution</em></strong> è un tentativo di approfondire <strong>il mondo</strong> creato nella serie principale, sviluppando meglio <strong>lo spunto iniziale</strong>. Vediamo dunque gli sforzi di Invernomuto di creare <strong>un mondo nuovo</strong>, mettendo dei paletti insindacabili per <strong>una convivenza pacifica</strong>. Ma vediamo anche <strong>le difficoltà e i compromessi morali</strong> necessari per governare, difficoltà minimizzate oggigiorno ma di capitale importanza. Vediamo anche <strong>le contestazioni e i malumori</strong> delle scelte, che portano a <strong>gesti estremi</strong> anche da chi non ti aspetti.</p>
<p>E quando la situazione sfugge di mano, Invernomuto (come qualsiasi governo) alza <strong>la posta in gioco</strong> e le soluzioni diventano <strong>drastiche</strong>. Il dilemma dunque è se <strong>il fine giustifica i mezzi</strong> (Machiavelli sempre nei nostri cuori).</p>
<h2>Dilemmi</h2>
<p><em><strong>Animosity Evolution</strong></em> contiene in realtà due miniserie, <strong><em>Rise</em></strong> ed <em><strong>Evolution</strong></em>. Nella <strong>prima mini</strong> si parla appunto di <strong>Invernomuto, Adam e del governo della città</strong>, nella <strong>seconda</strong> si racconta <strong>l’arrivo in città di tre topoline,</strong> seguendo un po’ il classico schema degli ingenui di campagna alle prese con la grande città tentacolare. Interessante ma <strong>meno profonda</strong> e con meno questioni morali da affrontare.</p>
<p>Queste <strong>due mini</strong> sono dunque un’aggiunta alla <strong>serie principale</strong>, sviluppano temi altrimenti difficili da affrontare nel corso della <strong>serie madre</strong> ma al tempo stesso hanno<strong> meno spessore</strong> e vanno a spiegare troppo laddove invece si potrebbe soprassedere. Non aiuta, a mio parere, che siano <strong>miniserie esterne</strong> alla serie principale, invece che semplici <strong><em>fill-in</em></strong> (ah, i tempi in cui si usavano i <em>fill-in</em>!), quindi chiede al fan <strong>una fidelizzazione</strong> che non so se la serie ha.</p>
<p>Ai disegni, <strong><em>Rise</em></strong> è opera di <strong>Juan Doe</strong>, che ricordo in <a href="https://nerdando.com/2017/10/04/american-monster-gli-incubi-dellamerica/"><strong><em>American Monster</em></strong></a>, mentre <em><strong>Evolution</strong></em> è opera di <strong>Eric Gapstur.</strong> <strong>Il primo disegnatore</strong> è un cambio deciso di stile rispetto al disegnatore della <strong>serie regolare</strong> Rafael De La Torre. Doe ha <strong>uno stile stilizzato</strong>, nervoso e sintetico, poco realistico ma perfetto per rappresentare i dubbi morali della vicenda e donare un po’ d’inquietudine. Ne esce un po’ <strong>penalizzata l’espressività</strong> dei personaggi a discapito delle atmosfere. <strong>Gapstur</strong> invece ha un tratto <strong>più pulito e rotondo</strong>. Fa il suo e riesce a rendere meglio di Doe le espressioni dei personaggi, soprattutto di quelli animali, cosa non banale né facile.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong><em>Animosity Evolution</em></strong> è dunque un compendio di <strong>una serie interessante</strong> e dallo spunto molto moderno e intrigante. Sicuramente ci sono dei pretesti interessanti e <strong>non banali</strong>, ma l’eventuale acquisto dipende dall&#8217;avere o meno letto gli altri volumi perché preso singolarmente non è forse il massimo.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Approfondimento che ha i suoi momenti e intrattiene in maniera intelligente, ma da prendere solo in coppia con la serie madre.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,2/5</h2>
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		<title>Shipwreck &#8211; Il naufrago dell&#8217;altro mondo</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/09/20/shipwreck-il-naufrago-dellaltro-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 12:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aftershock Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Englert]]></category>
		<category><![CDATA[Phil Hester]]></category>
		<category><![CDATA[SaldaPress]]></category>
		<category><![CDATA[Sci Fi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Warren Ellis è un autore britannico cui sarò eternamente grato per aver donato al mondo una delle mie serie preferite di sempre, quel grosso capolavoro a fumetti che è Planetary (se non l&#8217;avete mai letto, pentitevi e fate ammenda quanto prima).  Per questa eterna gratitudine, ogni volta che viene pubblicato un nuovo lavoro di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw1_1000x600.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-26549 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw1_1000x600.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw1_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw1_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw1_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw1_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Warren Ellis</strong> è un autore britannico cui sarò eternamente grato per aver donato al mondo una delle mie serie preferite di sempre, quel grosso capolavoro a fumetti che è <strong>Planetary </strong>(se non l&#8217;avete mai letto, pentitevi e fate ammenda quanto prima)<strong>. </strong></p>
<p>Per questa eterna gratitudine, ogni volta che viene pubblicato un nuovo lavoro di questo pazzo inglese, ho l&#8217;obbligo morale di leggerlo.</p>
<p>Un po&#8217; perché glielo devo, ma soprattutto perché so che probabilmente mi piacerà: Warren scrive un sacco di fantascienza, ma di quella bella e che mi piace. Le sue storie sono intricate, hanno spunti interessantissimi e quasi mai mi deludono. Giusto per rinfrescarvi la memoria, due suoi lavori recenti sono <strong><a href="https://nerdando.com/2016/10/11/injection-la-magia-che-passa-dalla-fantascienza/">Injection</a></strong> e <a href="https://nerdando.com/2017/06/30/trees-vol-2-alberi-alieni-e-critica-sociale/"><strong>Trees</strong></a>, che sono tutt&#8217;altro che robetta.</p>
<p>Perciò, quando i ragazzi di <strong>saldaPress</strong> ti propongo di leggerne l&#8217;ultima fatica che fai, rifiuti?</p>
<p>Ma anche no.</p>
<p>Quindi, eccoci arrivati a <strong>Shipwreck</strong>, miniserie in 6 numeri autoconclusiva (per ora) pubblicata nella collana <strong>Aftershock Comics</strong> e portata in Italia in un unico volume da <strong>saldaPress</strong>, che ringraziamo per il materiale.</p>
<h2>Trama ed ambientazione</h2>
<p>Come sempre da nostra tradizione, cercherò di evitare completamente spoiler, anche perché qui la trama si basa proprio sul dipanarsi di un mistero, quindi non vi farò un torto deliberatamente.</p>
<p>Il nostro protagonista è un naufrago e si chiama<strong> dottor Shipwright</strong>.</p>
<p>Noi alla parola naufrago associamo immediatamente due immagini: un marinaio ed un&#8217;isola deserta. O, mal che vada, un&#8217;asse di legno in mezzo ad un oceano procelloso.</p>
<p>Niente di tutto questo: il nostro naufrago, che non è un marinaio ma uno <strong>scienziato</strong>, si trova, apparentemente, in un qualunque posto nel bel mezzo di quella che sembra l&#8217;America rurale, interna, quella che magari attraversi durante un favoloso viaggio <em>coast to coast</em>.</p>
<p>Eh beh, allora naufrago di che?</p>
<p>Ma secondo voi Ellis avrebbe mai potuto raccontarci di un naufragio convenzionale?</p>
<p>Giammai.</p>
<p>Il primo capitolo di Shipwreck è <strong>straniante</strong>, perché ci sentiamo esattamente come il protagonista: spaesati. Questo posto ci sembra familiare, ma non lo è. Non è chiaro cosa stia accadendo.</p>
<p>Popolata da <strong>personaggi al limite tra il bizzarro e l&#8217;inquietante</strong>, la Terra che il nostro dottore vede scorrere sotto i suoi piedi, passo dopo passo, è un posto affascinante e devastato, curioso e rude.</p>
<p>E, passo dopo passo, vogliamo scrollarci la curiosità che come polvere ci si attacca addosso, incuriositi dai misteri che emergono dai ricordi del dottore.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw3_1000x287.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-26550 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw3_1000x287.jpg" alt="" width="1000" height="287" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw3_1000x287.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw3_1000x287-300x86.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw3_1000x287-768x220.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Una Terra alternativa? Un tentativo fallito partito da un&#8217;idea che pareva essere geniale? Un pianeta andato a male?</p>
<p>Ellis è in grado di trasformare un concetto stra abusato e di certo non originale in un qualcosa che intriga, affascina e fa riflettere. Per pigrizia e soprattutto perché sono d&#8217;accordo, voglio rubare le parole di uno che sa scrivere molto meglio di me, <strong>Jeff Lemire</strong>.</p>
<p>Jeff è uno scrittore di fumetti molto bravo e nell&#8217;introduzione ci dice:</p>
<p><em>&#8220;Mi piacciono i misteri. N<strong>iente scatena l’immaginazione come un bel mistero</strong>. Be’, quasi niente&#8230; ma un mistero firmato da Warren Ellis scatena l’immaginazione come pochi altri. Trascina la fantasia in luoghi oscuri e bizzarri che neanche sai di voler visitare e che non vuoi più lasciare. E la storia di questo naufragio è proprio così&#8230; oscura, bizzarra e anche visionaria.&#8221;</em></p>
<p>Ben detto, Jeff.</p>
<p>Il racconto, capitolo dopo capitolo, si arricchisce di trovate interessanti e <strong>dipana il mistero pian piano</strong>, facendoci giungere alla conclusione come se fossimo alla fine di un lungo viaggio a piedi, con i calli ai piedi ma soddisfatti.</p>
<p>Mica detto, poi, che il viaggio finisca qui&#8230;</p>
<h2>Disegni e colori</h2>
<p><strong>Phil Hester</strong> è il disegnatore che questa storia richiedeva. Non credo di aver mai incrociato il buon Phil nella mia carriera da lettore, ma il suo stile mi piace: spigoloso, moderno, adatto ad una vicenda così surreale, grezza e sabbiosa. Certo, parte del merito è anche delle chine e dei neri di <strong>Eric Gapstur</strong> e dei colori di <strong>Mark Englert</strong>, che il sapore della sabbia te lo fa sentire in bocca.</p>
<p>Mark i colori di questo racconto li fa molto bene, ma l&#8217;apice lo tocca nella <strong>tavola iniziale del quinto capitolo</strong>, in cui utilizza i colori caldi in modo così eccellente per descrivere un&#8217;esplosione, che l&#8217;altra sera stavo per sudare mentre leggevo.</p>
<p>E dato che mi piace assai, un esempio ve lo metto qui.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw2_987x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-26551 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw2_987x600.jpg" alt="" width="987" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw2_987x600.jpg 987w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw2_987x600-300x182.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/09/sw2_987x600-768x467.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 987px) 100vw, 987px" /></a></p>
<h2>Conclusione</h2>
<p><strong>Shipwreck</strong> è un racconto curioso: misterioso, imprevedibile e interessante, pur sfruttando un concetto che non è di primo pelo. Warren Ellis non smette mai di stupire e, soprattutto in questo tipo di progetti, non si accontenta mai di svolgere il compitino.</p>
<p>Consigliato agli amanti del fantastico e della fantascienza, direi che di horror ce n&#8217;è proprio pochino, quindi se cercate quello, rimarrete delusi, o forse no, perché come fumetto è bello e quindi comunque merita il vostro tempo.</p>
<p>Shipwreck è disponibile in volume cartonato, al prezzo di <strong>19.90 €</strong>, a partire dal <strong>27 settembre 2018</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Warren Ellis</strong>, un nome, una garanzia. Fantascienza surreale, decadente, misteriosa e bella da vedere. Serve altro?</p>
<h2>Nerdandometro: 3,9/5</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/09/20/shipwreck-il-naufrago-dellaltro-mondo/">Shipwreck &#8211; Il naufrago dell&#8217;altro mondo</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Jimmy&#8217;s Bastards Volume 1: Una Cascata di Bastardi &#8211; Maneggiare le icone</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/06/09/jimmys-bastards-volume-1-una-cascata-di-bastardi-maneggiare-le-icone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jun 2018 10:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aftershock Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Garth Ennis]]></category>
		<category><![CDATA[Russ Braun]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da sempre, Garth Ennis alterna due tipi di storie: quelle serie e quelle cazzone. Oscilla tra questi due estremi, dalle War Stories a The Boys, con qualche storia che invece si colloca a metà strada (ad esempio Preacher). Jimmy&#8217;s Bastards dove si colloca? Un indizio: parla di un agente segreto 100% inglese che si chiama [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-24889" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/9V2M7jh4_0410171142261sbpi.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/9V2M7jh4_0410171142261sbpi.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/9V2M7jh4_0410171142261sbpi-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/9V2M7jh4_0410171142261sbpi-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/9V2M7jh4_0410171142261sbpi-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Da sempre, <strong>Garth Ennis</strong> alterna due tipi di storie: quelle serie e quelle cazzone. Oscilla tra questi due estremi, dalle <strong><em>War Stories</em></strong> a <em><strong>The Boys</strong></em>, con qualche storia che invece si colloca a metà strada (ad esempio <em>Preacher</em>). <em><strong>Jimmy&#8217;s Bastards</strong></em> dove si colloca? Un indizio: parla di un <strong>agente segreto</strong> 100% inglese che si chiama<strong> Jimmy Regent</strong> ed è scritta da un <strong>nordirlandese</strong>. Secondo voi che approccio può avere Ennis?</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><em><strong>Jimmy&#8217;s Bastards</strong> </em>è la seconda serie <strong>Aftershock Comics</strong>, portata da noi come al solito grazie a <strong>SaldaPress</strong>, scritta da Ennis (la prima è <em><a href="https://nerdando.com/2017/11/13/dreaming-eagles-la-guerra-degli-altri/">Dreaming Eagles</a></em>) e disegnata da <strong>Russ Braun</strong>. In questa serie, Ennis si confronta con un genere che <strong>aveva toccato</strong> ma non esplorato fino a fondo,<strong> lo spionaggio</strong>. E nel farlo decide di prendere di petto<strong> l&#8217;icona principale</strong> del genere:<strong> James Bond</strong>.</p>
<p>L&#8217;agente di Ennis e Braun si chiama <strong>Jimmy Regent</strong>, ma è in tutto e per tutto una copia del James Bond classico: aitante, mascella quadrata, vestito impeccabile, alcolista e playboy. All&#8217;inizio della storia lo vediamo sbarazzarsi di <strong>una variopinta schiera di nemici</strong> che hanno preso possesso di un dirigibile e lo vogliono far schiantare sul <strong>parlamento inglese</strong>. Ci accorgiamo subito che è una storia di Ennis, perché <strong>Regent</strong> inizia a sparare ai terroristi tra le gambe ,<strong> la violenza parossistica</strong> regna sovrana e i cattivi sono eccentrici e sopra le righe.</p>
<p>Ovviamente Regent <strong>sbaraglia i cattivi</strong>, poi va dalla sua partner e <strong>se la porta a letto</strong>. Da qui inizia la storia.</p>
<p>Ennis decide di esplorare <strong>l&#8217;anacronismo</strong> di un&#8217;icona come James Bond, mostrandoci <strong>le conseguenze</strong> del suo essere sessualmente disinibito. Nell&#8217;era del <strong>#metoo,</strong> chiaramente un personaggio come quello di Regent <strong>sembra fuori luogo</strong> e infatti già l&#8217;ultima incarnazione bondiana di <strong>Daniel Craig</strong> ha un rapporto con le donne molto diverso rispetto alla versione di <strong>Sean Connery</strong> o all&#8217;originale letterario.</p>
<p>Dunque in <strong><em>Jimmy&#8217;s Bastards</em></strong> vediamo le conseguenze delle azioni di Regent/Bond: <strong>una nidiata di figli incazzati neri</strong> con il padre che ha sedotto e abbandonato le madri. Appunto, <strong>i bastardi di Jimmy.</strong></p>
<p>Toccherà a Regent e alla sua partner <strong>Nancy McEwan</strong> sventare il piano dei figli dell&#8217;agente. Contrariamente a quanto uno si possa aspettare, Regent <strong>non è rappresentato</strong> come un personaggio sgradevole né retrogrado. Anzi il suo rapporto con Nancy è molto onesto e non misogino (o almeno così l&#8217;ho visto io).</p>
<h2>Il mio nome è Regent. Jimmy Regent</h2>
<p>Siamo pur sempre in <strong>una storia di Garth Ennis</strong> e non in un testo di studi di genere, per cui Ennis provvede ad inserire nella storia tocchi di<strong> tipica follia ennisiana</strong>. Chi ha letto <em>The Boys</em>, <em>Preacher</em> o la prima serie del <em>Punitore</em> sa a cosa mi riferisco. Ennis non si fa scrupoli a mostrarci <strong>volgarità assortite e soluzioni estreme</strong>, spesso legate al sesso o alla violenza. <strong>Non vi dico qual è il piano dei cattivi</strong>, perché è una trovata spiazzante, <strong>ennisiana al 100%</strong> e da scoprire da soli.</p>
<p>In questo è aiutato <strong>ai disegni di Ross Braun</strong>, che aveva già collaborato con Ennis su <em>The Boys</em>; ecco che il paragone con quest&#8217;opera viene naturale anche perché, pur <strong>non essendo un clone di Darick Robertson</strong>, Braun pesca da lì per <strong>rappresentare la violenza e il grottesco della storia</strong>. I colori sono simili, ma Bruan è meno rotondo di Robertson e ha un buon occhio per i dettagli, rendendo ogni tavola funzionale e realistica.</p>
<p>Il volume raccoglie<strong> i primi cinque numeri</strong> della serie che è ancora in uscita in America e per questo la storia di questo volume <strong>non è autoconclusiva</strong>. La trama imbastita fin qui è nel più <strong>puro stile ennisiano</strong> e a questo punto sono molto curioso di vedere che s&#8217;inventerà l&#8217;autore per chiuderla. L&#8217;eventuale acquisto dipende dal vostro <strong>grado di apprezzamento</strong> per questo genere di intrecci: vi piacciono le storie <strong>violente e grottesche</strong>? Se la risposta è sì non esitate a comprare questo volume, che pur non avendo la carica eversiva di altre opere simili di Ennis è comunque in quel solco e resta dunque<strong> una lettura divertente</strong>. Se volete un fumetto di <strong>spionaggio più classico</strong>, andate da un&#8217;altra parte.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Ennis si inventa il suo super agente al servizio di sua maestà e lo riempe di donne nude e volgarità. Non è il James Bond di vostro padre.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,5/5</h2>
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		<title>Babyteeth, Vol. 1 &#8211; Sympathy for the devil</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/05/08/babyteeth-vol-1-sympathy-for-the-devil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2018 23:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aftershock Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Donny Cates]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Garry Brown]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Englert]]></category>
		<category><![CDATA[SaldaPress]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione “Ieri sera, nella mia stanza d’albergo ho avuto un’idea per una nuova serie, probabilmente non vi piacerà neanche questa&#8230; Immaginate una nerd di sedici anni che rimane incinta&#8230; e, come se non bastasse, il suo bambino è l’Anticristo.” Parole di Donny Cates, sceneggiatore, tratte direttamente dalla intro del primo volume di Babyteeth, nuova serie pubblicata in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt1_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-24219 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt1_1000x600.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt1_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt1_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt1_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt1_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p><em>“Ieri sera, nella mia stanza d’albergo ho avuto un’idea per una nuova serie, probabilmente non vi piacerà neanche questa&#8230; Immaginate una nerd di sedici anni che rimane incinta&#8230; e, come se non bastasse, il suo bambino è l’Anticristo.”</em></p>
<p>Parole di <strong>Donny Cates</strong>, sceneggiatore, tratte direttamente dalla intro del primo volume di <strong>Babyteeth</strong>, nuova serie pubblicata in Italia dai ragazzi di <strong>saldaPress</strong> che ringraziamo per averci permesso di leggerla in anteprima.</p>
<p>Se l&#8217;incipit vi sembra interessante, beh, seguiteci e vi racconteremo se vale la pena conoscere questa storia a tinte horror che debutterà nelle fumetterie il <strong>18 maggio prossimo</strong>, in un bel volume che racchiude i primi cinque numeri del nuovo nato (che simpaticone che sono) sotto l&#8217;etichetta <strong>Aftershock Comics</strong>.</p>
<p>Vi ricordiamo, giusto per dovere di cronaca, che Aftershock ha già in scuderia titoli come <strong><a href="https://nerdando.com/2017/12/13/animosity-vol-1-risveglio-qua-la-zampa/">Animosity</a>, <a href="https://nerdando.com/2017/10/04/american-monster-gli-incubi-dellamerica/">American Monster</a>, <a href="https://nerdando.com/2017/11/13/dreaming-eagles-la-guerra-degli-altri/">Dreaming Eagles</a>, <a href="https://nerdando.com/2018/01/25/rough-riders/">Rough Riders</a></strong> o il controverso <a href="https://nerdando.com/2018/03/31/alters-1-la-storia-di-chalice-quando-un-supereroe-e-anche-transgender/"><strong>Alters</strong></a>, di cui parlammo tempo addietro su queste stesse pagine.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Ecco, nell&#8217;introduzione dell&#8217;articolo ho citato una frase dello scrittore che in breve racconta ciò che posso dirvi sul primo volume di Babyteeth.</p>
<p><strong>Sadie Ritter</strong>, la nostra protagonista, è una ragazza qualunque, ha sedici anni ed è incinta di nove mesi.</p>
<p>La sua famiglia non è di certo tra le più bigotte, anzi, è piuttosto particolare (tipo che la sorella è una criminale spacciatrice) ed anche amorevole, se si vuole. Comunque sia, avere un figlio a sedici anni non è la faccenda più semplice del mondo ai giorni nostri, pensa un po&#8217; se questo neonato già dai primi vagiti mostra di che pasta è fatto.</p>
<p>Occhi rossi, dentini precoci, una spiccata preferenza di sangue al posto del&#8230; latte come nutrimento: il problema è: cosa fare? Sadie è comunque la mamma e il piccolo è comunque una creaturina indifesa (!) e gracile.</p>
<p>Se ciò non bastasse, volete che la nascita dell&#8217;Anticristo non smuova un megacomplotto mondiale che coinvolge (per ora) due fronti opposti, disposti a tutto pur di avere dalla loro il piccolo demonio?</p>
<p>Di più non voglio dirvi, vi lascio il piacere di scoprirlo pagina dopo pagina.</p>
<p>Già, perché il racconto del primo volume di Babyteeth <strong>ha un ritmo davvero frenetico</strong>, così come le vicende raccontate: non un attimo di tregua e vi ritroverete alla fine del volume con il cliffhanger tattico che vi lascerà moltissima acquolina in bocca, dato che la trama, nel corso dei primi cinque numeri originali raccolti in questo volume, ha appena cominciato a dipanarsi.</p>
<p>Per ora forse è presto per giudicare la storia nel suo complesso &#8211; ci mancherebbe, è qualcosa cui le moderne produzioni ci hanno ampiamente abituati &#8211; ma di certo non posso non <strong>giudicare positivamente</strong> il modo di narrare scelto da Cates.</p>
<p>Adrenalina, horror, ironia, mistero, cospirazioni: prendete questi ingredienti, mescolateli insieme ed otterrete ciò che accade quando fate la maionese. Se li mescolate male, fa schifo, se li mescolate bene, ne vorrete ancora. Il primo volume di Babyteeth mi pare proprio che rientri nella seconda casistica, pur prendendomi il rischio del giudizio prematuro.</p>
<p>Oh, però diciamocela tutta: è a questo che servono i numeri 1, no?</p>
<h2>Disegni</h2>
<p>La parte grafica del volume è appannaggio di <strong>Garry Brown</strong> alle matite e di <strong>Mark Englert</strong> ai colori e devo dire che non ci si può affatto lamentare.</p>
<p>Lo stile grezzo, graffiato di Brown lo trovo molto adeguato alla vicenda e uno stile del genere lo apprezzo sempre, a prescindere dalla vicenda. Mi sembra che il ragazzo se la cavi bene in due aspetti che in Babyteeth sono fondamentali: dettagli macabri e scene d&#8217;azione.</p>
<p>La colorazione di Englert la trovo ben fatta sia per quanto riguarda l&#8217;effetto sporco delle tavole, anche in presenza di colori brillanti (come luci al neon, ad esempio), sia per quanto riguarda l&#8217;utilizzo del pennarello nero (o perlomeno, credo sia proprio un pennarello quello utilizzato) che conferisce ai disegni un aspetto ancor più inquietante.</p>
<p>Per farvelo capire meglio, anziché fare tante chiacchiere, vi piazzo un esempio:</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt2_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-24218 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt2_1000x600.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt2_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt2_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt2_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/bt2_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Edizione</h2>
<p>L&#8217;edizione saldaPress vive della stessa qualità cui ormai i saldatori ci hanno abituati: immagino già la carta lucida da sfogliare, sulla quale potremo godere di una ricchissima gallery di cover variant realizzate da una marea di artisti.</p>
<p>Inoltre, in fondo al volume, qualche pagina sul processo di passaggio da sceneggiatura a bozzetto su tavola.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Da non amante degli horror, il primo volume di <strong>Babyteeth</strong> mi ha convinto quel tanto che serve per farmi desiderare di leggere quanto prima il secondo volume.</p>
<p>Da non amante degli horror, sto iniziando a fidarmi quasi ciecamente del catalogo saldaPress: in pratica è come se sapessi, anche se non amo alla follia il genere, che leggerò un racconto valido e che mi verrà voglia di continuare (così come ormai accade per <strong><a href="https://nerdando.com/2016/12/13/nailbiter-volume-1-2-citta-serial-killer/">Nailbiter</a></strong>, insomma).</p>
<p>Un volume certamente dal ritmo adrenalinico, con un incipit intrigante e che ben fa sperare per questa nuova serie alla prima pubblicazione italiana.</p>
<p>Certo, servirà almeno il secondo volume per farsi un&#8217;idea migliore, ma per ora va bene così.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Una nuova serie a tinte horror con protagonista una comune sedicenne che partorisce nientemeno che l&#8217;Anticristo. Ditemi, come può non essere interessante? Dal catalogo Aftershock, l&#8217;ennesima serie interessante portata in Italia da saldaPress.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,6/5</h2>
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		<title>Black Eyed Kids #1 &#8211; Vedo nero</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/03/22/black-eyed-kids-1-vedo-nero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 11:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aftershock Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Guy Major]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Pruett]]></category>
		<category><![CDATA[SaldaPress]]></category>
		<category><![CDATA[Szymon Kudranski]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ah, le leggende metropolitane. In un tempo non lontano, prima di internet e delle fake news spuntavano fuori storie assurde, tramandate oralmente tra amici e/o cuggini. Io sapevo quella dei coccodrilli nelle fogne di New York, ma pare che un’altra leggenda metropolitana &#8211; molto nota in America &#8211; sia quella dei cosiddetti black-eyed kids (no, non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-22840" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/maxresdefault.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/maxresdefault.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/maxresdefault-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/maxresdefault-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/maxresdefault-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Ah, le leggende metropolitane. In un tempo non lontano, <strong>prima di internet</strong> e delle fake news spuntavano fuori storie assurde, tramandate oralmente tra amici e/o <a href="https://www.youtube.com/watch?v=AFW81wHXcbE">cuggini</a>. Io sapevo quella dei coccodrilli nelle fogne di New York, ma pare che un’altra<strong> leggenda metropolitana</strong> &#8211; molto nota in America &#8211; sia quella dei cosiddetti <strong>black-eyed kids</strong> (no, non è una band di hip-hop, quelli sono i Black Eyed Peas). Talmente nota da farci un fumetto, <strong>Black Eyed Kids</strong>, scritto da <strong>Joe Pruett</strong> e disegnato da <strong>Szymon Kudranski</strong>.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><strong>Black Eyed Kids</strong>, per gli amici <strong>B.E.K.</strong> (no, non è un cantante indie, quello è Beck), è una serie AfterSchock, portata in Italia con la solita cura editoriale da <strong>SaldaPress</strong>. Di cosa parla B.E.K. e più in generale, cos’è <strong>la leggenda dei bambini dagli occhi neri</strong>?</p>
<p>La leggenda vuole che esistano dei <strong>bambini</strong> di età compresa tra i sei e i sedici anni, dalle pupille nere che possiedono <strong>grandi poteri mentali</strong>. Su questa base, Pruett ci racconta la storia di <strong>una tranquilla cittadina Americana</strong> in cui è notte, nevica e insomma da qui in poi la cosa non può prendere una svolta positiva. Strani ragazzini compaiono in parti diverse della città, commettendo crimini e in generale mettendo<strong> le persone a disagio</strong>.</p>
<p>Uno di questi ragazzi è <strong>Michael</strong>, che a un certo punto si ritrova con i famigerati <strong>occhi neri</strong> e da lì in poi la sua famiglia rimarrà inevitabilmente nella vicenda, così come la scrittrice Meredith e il poliziotto Jones.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Non posso andare avanti perchè noi di Nerdando <strong>vogliamo bene ai nostri lettori</strong>, soprattutto quelli che amano l’horror, e siamo per natura <strong>contrari agli spoiler</strong>. Posso però aggiungere altri elementi. Ad esempio che questo volume non è altro che <strong>il primo di una serie</strong> (in America è appena uscito il terzo), quindi questi primi numeri servono a gettare le basi. Non aspettatevi <strong>una conclusione chiara</strong>. Anzi, la storia è praticamente appena cominciata.</p>
<p>Non disperate. Nonostante la mancanza di conclusione, il volume è interessante e <strong>vale la pena</strong> leggerlo. Ad esempio, per l’atmosfera. Ora, io non sono fan del genere, però qualche <strong>film horror</strong> l’ho visto e Pruett riesce a catturare quell’atmosfera <strong>opprimente</strong> e sul punto di diventare <strong>angosciante</strong> tipica di altri prodotti di genere. Mi ha ricordato <strong><em>The Fog</em></strong> di John Carpenter, ma giusto perché il più banale (e simile) <strong><em>Il villaggio dei dannati</em></strong> non l’ho mai visto.</p>
<p>Quindi, tutto il fumetto è <strong>ambientato di notte</strong>, manco fossimo in Transilvania o dove vivono i vampiri sbrillociccanti di Twilight. Ovviamente, se Pruett scrive e cerca di rendere la situazione angosciante, poi quelli che realizzano il tutto sono <strong>Kudranski ai disegni e Guy Major ai colori</strong>. Kudranski ha uno stile non particolarmente accattivante, vira sul <strong>legnoso</strong> in alcuni frangenti, ma è <strong>reso efficace</strong> dai colori di Major che rendono <strong>veramente oppressiva</strong> la storia e aiutano a trasmette le giuste sensazioni che <strong>una storia horror</strong> deve avere.</p>
<p>Non è che mi sia spaventato, non credo miri a quello la storia, ma di certo si rimane con un po’ <strong>d’inquietudine</strong> in alcuni frangenti, soprattutto nella prima parte, quando ancora si è completamente all’oscuro (<em>ah-ah</em>) di tutto. Sperando che<strong> l’inevitabile spiegone</strong> non sia una supercazzola fatta male, resto in attesa dei prossimi volumi.</p>
<p>Menzione d’onore per le copertine di <strong>Francesco Francavilla</strong>, decisamente sul pezzo e azzeccate con la storia.</p>
<h2>Nerdando in Breve</h2>
<p>Il primo atto di una serie horror che cerca di rispondere ad una delle più note leggende metropolitane d’America. Per i fan dell’horror ma anche per chi crede alle teorie cospirazionistiche.</p>
<h2>Nerdandometro: 2,8/5</h2>
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		<title>Eleanor e l&#8217;airone #1 &#8211; Una graphic novel Art Nouveau</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/02/14/eleanor-e-lairone-vol-1-una-graphic-novel-art-nouveau/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aftershock Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Art Nouveau]]></category>
		<category><![CDATA[John Layman]]></category>
		<category><![CDATA[Ronda Pattinson]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Keith]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nerdando.com/?p=21979</guid>

					<description><![CDATA[<p>Grazie a Saldapress, che mi ha permesso di leggere in anteprima la versione italiana del fumetto (Aftershock Comics) Eleanor e l&#8217;airone vol.1, in uscita il 16 febbraio, posso parlarvi di una bella storia. Recensione Per chi come me ha una formazione artistica, è un piacere ritrovare tutti quei piccoli riferimenti ad opere che hanno fatto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/02/14/eleanor-e-lairone-vol-1-una-graphic-novel-art-nouveau/">Eleanor e l&#8217;airone #1 &#8211; Una graphic novel Art Nouveau</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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Grazie a <strong>Saldapress,</strong> che mi ha permesso di leggere in anteprima la versione italiana del fumetto (<strong>Aftershock Comics</strong>) <strong>Eleanor e l&#8217;airone vol.1</strong>, in uscita il <strong>16 febbraio</strong>, posso parlarvi di una bella storia.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Per chi come me ha una formazione artistica, è un piacere ritrovare tutti quei piccoli riferimenti ad opere che hanno fatto in ambito pittorico la storia dell&#8217;arte, dallo <em>Chat Noir</em> di <strong>Theophile Alexandre Steinlen</strong> ai classici di <strong>Mucha</strong>, da <strong>Kandinsky</strong> a <strong>Mondrian</strong>.</p>
<p>Ma questo è solo un sotto testo.</p>
<p>Anche chi non è particolarmente avvezzo all&#8217;arte, sono sicura troverà questo fumetto interessante.</p>
<p>I <strong>personaggi</strong> sono ben caratterizzati e piuttosto classici: l&#8217;ispettore francese sull&#8217;orlo del licenziamento, la creativa piena di intuito, il gatto che fa le osservazioni più intelligenti, la carogna insospettabile, il cattivone che sotto sotto è un codardo.</p>
<p>Divertentissime le note a margine usate per illustrare i d<strong>ettagli</strong> delle situazioni (non per enfatizzare un messaggio già chiaro, ma per rendere il contesto più simpatico).</p>
<p>L&#8217;uso dell&#8217;<strong>acquerello</strong> (o ecoline) e della matita dà corpo a tavole probabilmente buttate giù di getto, la cui spontaneità non fa altro che evidenziare quanto la comunicazione grafica manuale sia sempre più ricca ed apprezzabile rispetto all&#8217;uso del digitale, sia nel tratto che nella colorazione.</p>
<p>Mi è piaciuto il <strong>dinamismo</strong>, il modo in cui le figure cambiano forma per dar vita alla pagina, di come il lettering diventi parte integrante della storia, cambiando aspetto e colore anche a seconda del personaggio a cui appartiene.</p>
<h2>Target</h2>
<p>Per facilità di lettura, chiarezza di linguaggio e temi trattati <strong>Eleanor e l&#8217;airone</strong> è un fumetto adatto a qualsiasi età.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Parigi: un preziosissimo quadro viene rubato e l&#8217;ispettore Belanger ha soltanto una piuma bianca come unico indizio per trovare il ladro.<br />
<strong>Eleanor</strong> non è solo l&#8217;occhialuta pittrice esperta di volatili, ma ha un segreto che condivide solo con Ellis, un airone piuttosto anomalo&#8230;</p>
<p>È una <strong>storia surreale</strong> questa, in cui gli animali sono dotati di pensiero e parola e in cui mangiando si cresce a dismisura; una storia in cui l&#8217;impossibile ed il quotidiano convivono nella più totale armonia.</p>
<h2>Autori</h2>
<p>Gli autori di questa graphic novel non sono certo due sconosciuti: <strong>John Layman</strong> è il creatore di <strong>Chew</strong> (fumetto di genere poliziesco che gli è valso un <em>Harvey Award</em> ed un <em>Eisner Award</em>) e ha scritto differenti sceneggiature per Godzilla, Marvel Zombies Vs. Army of Darkness, Cyclops, Thundercats e molti altri titoli.</p>
<p>Come lui stesso spiega nella prefazione del fumetto, ha scelto per illustrare questo lavoro <strong>Sam Keith</strong> (co-creatore di <strong>Sandman</strong> per <strong>DC Comics</strong> e disegnatore di tante copertine di Wolverine per <strong>Marvel Comics Presents</strong>) per la sua capacità di rappresentare la realtà in modo eccentrico e strano, sempre diverso.</p>
<p>In un momento in cui entrambi uscivano da un progetto cupo dopo l&#8217;altro, hanno sentito il fortissimo bisogno di lanciarsi in qualcosa di più fantasioso e solare, come questa storia.<br />
Ed è evidente che si sono divertiti molto nella realizzazione di questa opera, traspare da tutti i dettagli delle pagine.</p>
<p>Va segnalato inoltre l&#8217;ottimo lavoro della colorista <strong>Ronda Pattinson</strong>, professionista canadese che da oltre quindici anni cura le immagini di editori come Marvel e DC Comics.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Eleanor e l&#8217;Airone</strong> è un intrigante fumetto d&#8217;altri tempi, imperdibile per gli appassionati d&#8217;arte, soprattutto se amanti dell&#8217;<em>Art Nouveau</em>.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,8/5</h2>
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		<title>Animosity vol. 1: Il Risveglio &#8211; Qua la zampa</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/12/13/animosity-vol-1-risveglio-qua-la-zampa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 11:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aftershock Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Animosity]]></category>
		<category><![CDATA[Marguerite Bennett]]></category>
		<category><![CDATA[Rafael De La Torre]]></category>
		<category><![CDATA[SaldaPress]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli animali parlanti non sono proprio una novità, soprattutto in chiave disneyana, ma che succede se tutti gli animali del mondo reale iniziano a provare emozioni e a parlare come gli esseri umani? Succede quello che Animosity prova a raccontare. Animosity è una delle tante serie Afterschock portate in Italia da SaldaPress, una realtà che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20398" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/animosity-2a5bd.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/animosity-2a5bd.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/animosity-2a5bd-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/animosity-2a5bd-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/12/animosity-2a5bd-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><strong>Gli animali parlanti</strong> non sono proprio una novità, soprattutto in chiave disneyana, ma che succede se tutti gli animali del mondo reale iniziano a provare emozioni e a parlare come gli esseri umani? Succede quello che <strong><em>Animosity</em></strong> prova a raccontare.</p>
<p><em><strong>Animosity</strong></em> è una delle tante serie <strong>Afterschock</strong> portate in Italia da<strong> SaldaPress</strong>, una realtà che ci ha già regalato parecchi fumetti di buona qualità. La serie è tuttora in corso e posso già dire di essere <strong>molto curioso</strong> di leggere altre storie in questo mondo apocalittico creato da <strong>Marguerite Bennett</strong> e <strong>Rafael De La Torre</strong>.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Lo spunto è semplice: un giorno tutti gli animali <strong>acquistano coscienza di sé</strong> e sono in grado di <strong>parlare con gli umani</strong>. Questo fatto, noto come <strong>Il Risveglio o Il Funerale</strong>, a seconda di chi parla, porterà il mondo sull&#8217;orlo della distruzione, perché tra umani e animali scoppierà <strong>una guerra sanguinosa</strong> e una feroce lotta per la risorse.</p>
<p>In questa situazione disperata la piccola <strong>Jesse</strong> e il suo cane <strong>Sandor</strong> (citazione da <em>Games of Thrones</em> che non ho colto ma che è spiegata nel fumetto) (<em>la citazione si riferisce al Mastino n.d.r. Clack</em>) intraprendono un viaggio da <strong>New York a San Francisco</strong> dove si trova il fratellastro di Jesse.</p>
<p>La storia è raccontata attraverso <strong>numerosi flashback</strong>, tra il passato prima del Risveglio e la situazione post-apocalittica successiva, saltando un paio di momenti che probabilmente verranno mostrati più in là e che non vi svelo perché sarebbero <strong><em>spoiler</em></strong> che non voglio farvi. Sembra una struttura difficile da seguire ma non è così, anzi <strong>un plauso</strong> va fatto a Bennett per riuscire a rendere tutto lineare e semplice nonostante i diversi piani temporali.</p>
<h2>Di che parlano gli animali?</h2>
<p>Se la storia è tutto sommato già vista (quanti mondi post-apocalittici con viaggi da una parte all&#8217;altra del mondo abbiamo visto/letto?), ho trovato <strong>lo spunto</strong> interessante e divertente da rendere tutto fresco e intrigante. Sopratutto perché Bennett arricchisce la trovata portante della serie con <strong>piccoli tocchi grotteschi e umoristici</strong> che danno grossa profondità al mondo creato. Due esempi per tutti, i panda suicidi e i pettirossi in crisi matrimoniale.</p>
<p>In qualche momento mi sono ritrovato a volere più pezzi <strong>ambientati tra gli animali senzienti</strong> che non altre scene della storia principale tra Jesse e Sandor. Questo non vuole essere assolutamente una bocciatura della storia principale, anzi. <strong>Le vicissitudini famigliari</strong> pre e post Risveglio sono scritte benissimo e con tanta dolcezza.<strong> Sandor</strong> è un personaggio sfaccettato e che promette di avere un&#8217;evoluzione (ah-ah) notevole. Quanto a <strong>Jesse</strong>, beh è una bambina e viene evitato il rischio di avere una bambina rompicoglioni come protagonista, sempre molto alto in prodotti con bambini protagonisti. Per fare un paragone fumettistico, leggere <strong><em>Animosity</em> </strong>mi ha fatto ripensare a quando leggevo <strong><em>Y &#8211; L&#8217;Ultimo Uomo</em></strong>, che credo sia un grandissimo complimento.</p>
<p>Inoltre, <strong><em>Animosity</em></strong> ha un altro grande pregio: è<strong> un fumetto intelligente.</strong> Non è una cosa scontata, soprattutto se parliamo di fumetti di genere. Qui<strong> lo spunto fantascientifico</strong> viene usato anche per ragionare su <strong>temi assolutamente non banali</strong> come l&#8217;io e la coscienza di sé. E lo fa <strong>in maniera leggera</strong>, senza spiegoni o paroloni, ma perfettamente in contesto con la storia. Il discorso non si è esaurito <strong>in questo volume</strong>, mi aspetto quindi nei prossimi numeri altri ragionamenti del genere sopratutto se poi si verrà a scoprire cosa ha causato <strong>il Risveglio</strong>. In tutto questo, Bennett evita (finora) di parlare in maniera moralizzante di <strong>diritti degli animali e/o dieta vegetariana o vegana</strong>. Non che non trovi questi argomenti importanti, ma mi avrebbero fatto storcere il naso in questa storia e francamente non sono argomenti di cui mi interessa tanto leggere fumetti.</p>
<p>Parlando dei disegni, non conoscevo <strong>Rafael De la Torre</strong>. Anzi all&#8217;inizio pensavo che fosse Roberto De la Torre (che ha disegnato parecchie serie Marvel) anche per lo stile vagamente simile. Non è il disegnatore che pensavo, ma non c&#8217;è da preoccuparsi, i disegni sono comunque di <strong>ottimi livello</strong>, nel solco di un altro disegnatore latino, <strong>Salvador Larroca</strong>, che è spagnolo ma non fa niente (per la cronaca, Rafael De la Torre è brasiliano). Non solo gli umani, ma anche gli animali sono sempre ben disegnati, realistici sia in assoluto che per il loro uso all&#8217;interno della storia: e non deve essere stato per niente facile disegnare <strong>decine di specie animali diverse</strong> e farle interagire in maniera fluida.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Animosity</strong> è un mondo nuovo da esplorare e da conoscere, in compagnia dei nostri amici animali che però questa volta non sono proprio mansueti.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,6/5</h2>
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		<title>Dreaming Eagles &#8211; La guerra degli altri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2017 12:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aftershock Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Garth Ennis]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19520" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Dreaming_Eagles_HC_piatta.png" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Dreaming_Eagles_HC_piatta.png 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Dreaming_Eagles_HC_piatta-300x180.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Dreaming_Eagles_HC_piatta-768x461.png 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/Dreaming_Eagles_HC_piatta-450x270.png 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Non ricordo di preciso come e quando ma ho sempre amato molto <strong>il genere bellico</strong>. Film, libri (romanzi e non), fumetti, videogiochi, non importa il mezzo, ma l&#8217;argomento. Dunque come potevo non essere interessato a questo <em><strong>Dreaming Eagles</strong></em>, portato in Italia da <strong>SaldaPress</strong>. Tanto più che questa serie <strong>Aftershock</strong> è scritto da <strong>Garth Ennis</strong>, i cui fumetti di guerra sono tutti splendidi (<em>Enemy Ace, Battlefields, War Stories</em>).</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Quante storie si possono ancora raccontare sulla <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>? Tantissime, perché fu un evento davvero gigantesco che si presta a storie di tutti i tipi. Lo sa bene Ennis che ha scritto <strong>parecchi fumetti</strong> ambientati durante l&#8217;ultimo conflitto mondiale, spaziando tra i vari<strong> fronti di guerra</strong> e i diversi eserciti.</p>
<p>In <em>Dreaming Eagles</em> Ennis racconta la storia dei primi<strong> piloti afroamericani</strong> e del loro ruolo sul fronte occidentale. Il tutto ci viene raccontato da <strong>Reggie Atkinson</strong>, uno dei piloti, che nel 1966 a guerra finita ma con nuovi problemi razziali racconta al figlio la storia del suo <strong>reggimento</strong>, le difficoltà incontrate sia per il problema razziale, sia per <strong>le difficoltà</strong> tecniche di combattere i nazisti con aerei inferiori.</p>
<p><strong>La cornice narrativa</strong> serve perché il figlio di Reggie partecipa alle proteste per i diritti civili capitanate da <strong>Martin Luther King</strong>. Dunque è un modo per tracciare un parallelismo tra due generazioni di afroamericani. Però è spesso un po&#8217; troppo invasiva e impedisce di entrare <em>davvero</em> nella storia dei piloti afroamericani, sopratutto nelle <strong>scene quotidiane</strong>. Restano in superficie alcuni dei temi e non spiega al meglio le motivazioni dei protagonisti, impegnati a combattere anche una guerra interna al razzismo imperante.</p>
<p>Infatti all&#8217;epoca non esistevano<strong> reparti misti</strong>, bianchi e neri non potevano servire insieme e i neri erano apertamente considerati <strong>inferiori</strong> e non in grado di essere niente di più di inservienti. Quindi Reggie e il suo reggimento, i famosissimi <strong>Tuskagee Angels</strong>, devono sempre dare il massimo per provare agli altri che non sono inferiori. Una situazione di <strong>razzismo istituzionale</strong> che non è così dissimile rispetto a quello che dicevano e facevano i nazisti verso i non ariani. Ma<strong> la forza e la speranza</strong> che la situazione possa e debba migliorare è il carburante che manda avanti i protagonisti di questa storia. Ennis in altre storie di guerra è più sentito e lirico, ma ciò non toglie niente a questa storia che è una bella storia che<strong> valeva la pena raccontare</strong>.</p>
<h2>I disegni</h2>
<p>A dare forza alla vicenda ci pensano i disegni di Simon Coleby <strong>dettagliati</strong> e senza fronzoli. Gli appassionati di <strong>aeronautica militare</strong> troveranno tantissime scene di <strong>battaglie aeree</strong> e primi piani di aerei storici, con parecchie <em>splash page</em> per godere appieno dei disegni. Ci sono tutti gli aerei del periodo dai P-40, ai Messerschmitt 262, primi caccia a reazione. Personalmente non sono mai stati un grosso amante di questo aspetto dei fumetti di guerra, ma <strong>le tavole aeree</strong> sono la parte migliore del titolo e valgono il prezzo del biglietto. Ennis stesso nelle note a fine volume dice che ha voluto dare una forte impronta tecnica alla storia per far capire al lettore le difficoltà incontrate dai piloti.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Una parte della Seconda Guerra Mondiale non famosissima, almeno da noi, raccontata con perizia e attenzione ai dettagli attraverso il filo rosso che arriva fino all&#8217;America dei nostri giorni.</p>
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		<title>Replica: The Transfer &#8211; Indagine spaziale</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/10/25/replica-the-transfer-indagine-spaziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 12:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aftershock Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Clarke]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Jenkins]]></category>
		<category><![CDATA[SaldaPress]]></category>
		<category><![CDATA[Trevor Carter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è stato un periodo in cui Paul Jenkins era uno degli autori Marvel più in vista e io adoravo il suo Uomo Ragno. L&#8217;avevo perso di vista, ma ricordo con immenso piacere molte sue storie. Per cui sono stato molto contento di leggere Replica, la sua nuova serie pubblicata in America da Afterschock Comics e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19142" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/replica-social_1.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/replica-social_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/replica-social_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/replica-social_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/replica-social_1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>C&#8217;è stato un periodo in cui <strong>Paul Jenkins</strong> era uno degli autori Marvel più in vista e io adoravo il suo Uomo Ragno. L&#8217;avevo perso di vista, ma ricordo con immenso piacere molte sue storie. Per cui sono stato molto contento di leggere<em><strong> Replica</strong></em>, la sua <strong>nuova serie</strong> pubblicata in America da <strong>Afterschock Comics</strong> e in Italia da<strong> SaldaPress</strong>, come <a href="https://nerdando.com/2017/10/04/american-monster-gli-incubi-dellamerica/"><em>American Monster</em></a>.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>In futuro</strong> l&#8217;umanità e svariate razze aliene cercano di convivere nel <strong>Transfer</strong>, una specie di pianeta orbitante nello spazio, costruito da una razza poi scomparsa. Una città ha bisogno di <strong>polizia</strong> e l&#8217;unico poliziotto terrestre è <strong>Trevor Carter</strong>. Stressato, demoralizzato ma senza potersi licenziare, Trevor decide di clonarsi, ma invece di <strong>un clone</strong>, se ne ritrova cinquanta! Non tutto il male viene per nuocere, visto che <strong>cinquanta cloni</strong> possono servire per indagare sull&#8217;omicidio di un diplomatico.</p>
<p>Già dal mio breve riassunto si capisce che la serie ha un <strong>tocco surreale</strong> con situazioni paradossali e al limite, in perfetta tradizione inglese. In effetti abbondano <strong>le battute e le situazioni divertenti</strong>, con Trevor che è un protagonista sboccato e scazzato all&#8217;ennesima potenza e i suoi cloni sono tutti funzionali alla storia e divertenti, per tacere di <strong>Vorgas</strong>, un alieno incapace di comprendere anche gli ordini più semplici.</p>
<p>Per rendere il tutto credibile ci vogliono <strong>disegni all&#8217;altezza</strong> e devo dire che <strong>Andy Clarke</strong> riesca nel compito, differenziando per bene i cloni e rendendo credibili e verosimili le razze aliene. Clarke lavora da parecchi anni tra Marvel e DC e probabilmente ho già letto storie da lui disegnate, ma non me lo ricordo mica. Qui ha uno stile<strong> solido</strong> e classico, con linee di china che rendono i suoi disegni simili allo stile di <strong>David Finch</strong>, legnosità compresa, ma senza la sua ipertrofia.</p>
<h2>Sbirri futuri e problemi attuali</h2>
<p>La storia di base è un <strong>procedurale/poliziesco</strong>, con qualche tocco politico (un altro classico degli scrittori inglesi, quasi sempre assente nei colleghi americani). All&#8217;apparenza quindi niente di nuovo, ma il fumetto <strong>sfrutta al massimo</strong> l&#8217;ambientazione di fantascienza rendendo fresca e interessante una vicenda altrimenti già vista.</p>
<p>Per cui non solo<strong> l&#8217;uso dei cloni</strong>, ognuno con la sua personalità, ma anche <strong>l&#8217;incontro/scontro</strong> con le varie razze aliene, con tutti i problemi di convivenza (legale e non solo). <strong><em>Replica</em></strong>, come nella migliore tradizione della fantascienza, usa la fantasia e l&#8217;incredibile per <strong>descrivere e analizzare il presente</strong>. Risulta evidente sopratutto nell&#8217;utilizzo degli <strong>Scarlet</strong>, razza senza scrupoli che usa ogni mezzo per aggirare le leggi universali del Transfer, rifiutando la convivenza e non rispettando le altre razze aliene. <strong>Personalmente</strong> mi hanno fatto pensare a come spesso si muove la Russia di Putin, magari altri ci vedranno altre entità/Stati. Alla fine è questo <strong>il bello della fantascienza</strong>, diciamo intelligente, per mancanza di altri termini.</p>
<p>Non è tutto rose e fiori, perché il volume finisce <strong>quasi sul più bello</strong>, lasciando aperte ancora alcune questioni e senza farci vedere le conseguenze della risoluzione del caso, ma sono sicuro che le storie successive chiuderanno il cerchio. Per il momento, <em>Replica</em> resta <strong>una storia divertente</strong> e con diversi spunti da esplorare.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>La fantascienza che ci piace: semplice, divertente ma piena di spunti e agganciata al presente. Ed è pure ben disegnata!</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/10/25/replica-the-transfer-indagine-spaziale/">Replica: The Transfer &#8211; Indagine spaziale</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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