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	<title>001 Edizioni - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Conosciamo meglio: Alonso Rojas #RoadToPescaraComicConvention</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 10:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Alonso-Rojas.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15727" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Alonso-Rojas.jpg" alt="Alonso Rojas" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Alonso-Rojas.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Alonso-Rojas-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Alonso-Rojas-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Alonso-Rojas-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Abbiamo avuto il piacere di incontrare <strong>Alonso Rojas</strong> al <strong>Games Academy di Pescara</strong>, durante la prima tappa del suo <strong>Gotho Namite Tour</strong>, organizzato in occasione della riedizione in versione deluxe di <strong>Gotho Namite Circumspice</strong> grazie a <strong>001 Edizioni</strong> e di scambiare quattro chiacchiere con lui. Lo abbiamo poi rivisto all&#8217;<strong>ARF</strong> di Roma. Abbiamo quindi pensato di convertire in intervista quanto ci ha raccontato.</p>
<p><strong>Claudia: </strong><strong>Gotho Namite: come nasce l&#8217;idea alla base di quest&#8217;opera?<br />
</strong><strong>Alonso:</strong> A dire il vero non lo ricordo. Avevo intorno ai <strong>12 anni</strong> quando il personaggio mi venne in mente per la prima volta.<br />
All&#8217;epoca il fumetto era molto <strong>shonen</strong>, c&#8217;era una serie di cattivi da sconfiggere in fila uno dietro l&#8217;altro insomma.<br />
Ora il fumetto è molto diverso, i combattimenti sono siparietti comici, e si punta di più sul dialogo.</p>
<p><strong>C: Com&#8217;è nata l&#8217;idea di questa edizione speciale insieme a 001 Edizioni?<br />
</strong><strong>A:</strong> L&#8217;editore voleva più soldi, e io volevo una seconda edizione di <strong>Circumspice</strong>, visto che le copie erano finite.<br />
Sono contento di com&#8217;è venuto, sicuramente è l&#8217;<strong>edizione definitiva</strong> di Circumspice.</p>
<p><strong>C: L&#8217;edizione deluxe presenta una nuova cover, una sezione colorata da te ed inediti contenuti speciali: puoi parlarci di questi ultimi?<br />
</strong><strong>A:</strong> La seconda edizione di <strong>Gotho Namite Circumspice</strong> (oppure Deluxe) è identica nei contenuti alla prima edizioni, tranne per le pagine a colori.<br />
Racconta quello che è stato pubblicato online (circa il 50% del fumetto) fino alla sua conclusione.</p>
<p><strong>C: Gotho Namite viene spesso definito &#8220;dissacrante&#8221;: era questo il tuo obiettivo?<br />
</strong><strong>A:</strong> Assolutamente no. Ammetto di essere un autore particolarmente nichilista e questo si riflette fortemente nella mia opera.<br />
Qualcuno che crede vivamente nella sacralità delle cose, chiaramente può ritenere il mio fumetto contrastante con le proprie idee e di conseguenza &#8220;dissacrante&#8221;.<br />
In definitiva, dipende dalla sensibilità di ognuno, in fondo <strong>Gotho Namite</strong> è solo un altro fumetto con una forte personalità che può piacere o non piacere.</p>
<p><strong>C: Gotho Namite nasce come webcomic: pensi che le piattaforme web, come Facebook ad esempio, abbiano un ruolo importante nel lanciare nuovi autori?<br />
</strong><strong>A:</strong> Assolutamente sì! Ci sono tante cose che il web ha permesso di conoscere e diffondere. Cose bellissime e brutte.<br />
Ma in ogni caso se non ci fosse stato quel tipo di piattaforme di distribuzione, avremmo conosciuto meno cose.<br />
E conoscere di meno è sempre un male.</p>
<p><strong>C: Il web e la carta stampata sono media molto diversi: come hai affrontato il passaggio dall&#8217;uno all&#8217;altro?<br />
</strong><strong>A:</strong> Senza troppe difficoltà. Le pagine del webcomic erano tutte in A4. Per mia fortuna, quando mi hanno proposto di pubblicarlo in un libro, questo mi ha permesso di non cambiare il mio modo di lavorare.</p>
<p><strong>C: Sul web i feedback degli utenti sono immediati e si crea un rapporto molto diretto che, per forza di cose, non è così immediato sulla carta stampata. Come vivi questo aspetto?<br />
</strong><strong>A:</strong> Male. Durante la sua pubblicazione come webcomic avere il feedback istantaneo di ogni singola pagina che veniva presentata ha permesso a <strong>Gotho Namite</strong> di cambiare in meglio. Così ho imparato a comunicare meglio con chi mi legge.<br />
Da quando pubblico solo libri completi, ho la fortuna di ricevere tantissimi feedback di gente che li ha letti, ma ovviamente commentano l&#8217;intero pacchetto e non pagina per pagina. Nonostante sia di grande aiuto per la mia crescita come autore, lo era ancora di più quando ogni singola battuta veniva commentata.</p>
<p><strong>C: Hai autori di riferimento o a cui ti ispiri?<br />
</strong><strong>A:</strong> Per le battute mi ispiro molto a <strong>Leo Ortolani</strong>. Sono cresciuto con il suo lavoro, e mi piace come riesce a tirar fuori una battuta da una conversazione qualunque. Le inquadrature del fumetto sono ispirate molto al lavoro di <strong>Orson Welles</strong>. Mentre i disegni variano da disegni disegnati male (apposta), a disegni fatti bene pieni di decorazioni che richiamano il lavoro di <strong>Klimt</strong>.<br />
L&#8217;anarchia nel disegno di <strong>Gotho Namite</strong> si riscontra molto di più negli ultimi volumi, dove si possono vedere un volto realistico pieno di dettagli ed un coniglio disegnato male con tre linee. In fondo è un fumetto umoristico, e questa cosa mi diverte molto.</p>
<p><strong>C: Com&#8217;è stata la tua esperienza all&#8217;ARF?<br />
</strong><strong>A:</strong> Imbarazzante. Entrando in questo ambiente dell&#8217;editoria sto conoscendo un sacco di persone tra editori e autori. Troppi, così tanti che ogni tanto li rivedo e non ricordo il loro nome, o peggio, il loro volto. Le cose si mettono ancora peggio quando loro si ricordano di me. Perdonatemi, quando si tratta di volti e nomi, sono proprio rincoglionito. Chiedo perdono!</p>
<p><strong>C: Stai lavorando ad altri progetti? Puoi anticiparci qualcosa a riguardo?<br />
</strong><strong>A:</strong> Per ora sto lavorando alla serie di <strong>Gotho Namite Profectus</strong>. Spero di riuscire a finire il terzo volume per Lucca Comics 2017.<br />
Per quanto riguarda altri progetti al di fuori di Gotho Namite, sto studiando una storia che mi permetta di fare quel che Gotho Namite non mi consente. Posso anticipare che sarà un <strong>fantasy</strong>. E che i disegni non avranno niente a che fare con Gotho Namite.</p>
<p><strong>C: Ti ringrazio per il tuo tempo e per la tua disponibilità!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gringo, l’ultimo lavoro di Osamu Tezuka</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/02/05/gringo-lultimo-lavoro-osamu-tezuka/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 12:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[001 Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gringo]]></category>
		<category><![CDATA[Hitoshi Himoto]]></category>
		<category><![CDATA[Osamu Tezuka]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Si dice che sul letto d’ospedale dove sarebbe morto di lì a poco, Osamu Tezuka, indubbiamente il mangaka più importante del XX Secolo, si lamentasse con medici e parenti che non lo lasciavano lavorare. Questa completa dedizione al proprio compito era per Tezuka una caratteristica fondamentale della cultura e della società giapponese ed era posseduta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/gringo.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12752" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/gringo.jpg" alt="Gringo" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/gringo.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/gringo-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/gringo-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/gringo-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p>Si dice che sul letto d’ospedale dove sarebbe morto di lì a poco, <strong>Osamu Tezuka</strong>, indubbiamente il mangaka più importante del XX Secolo, si lamentasse con medici e parenti che non lo lasciavano lavorare.<br />
Questa completa dedizione al proprio compito era per Tezuka una caratteristica fondamentale della cultura e della società giapponese ed era posseduta dal protagonista della sua ultima opera, quello stesso lavoro a cui voleva dedicarsi nonostante la malattia.</p>
<p>Parliamo di <strong>Gringo</strong> (グリンゴ), l’ultimo manga di Tezuka, serializzato fino a poche settimane prima della sua morte e del suo protagonista <strong>Hitoshi Himoto</strong>.</p>
<p>In Italia l’intera opera è stata di recente pubblicata in un unico volume da <strong>001 Edizioni</strong> nella collana Hikari; una fortuna purtroppo rara, considerando le difficoltà che normalmente si hanno nel reperire opere di Tezuka in italiano.</p>
<p>Gringo è stato scritto quindi durante l’ultima fase della carriera del celebrato dio del manga in cui, come lui stesso fa notare in un piccolo speciale che si può trovare alla fine del suddetto volume, si era dedicato soprattutto a racconti che ripercorrevano la storia recente del Giappone, dalla fine dello Shogunato Tokugawa, attraverso il boom dell’era Meiji, le due Guerre Mondiali e tutto quello che ne è conseguito.<br />
Gringo completa il processo, ambientandosi nel Giappone delle <strong>grandi corporation multinazionali</strong> che iperaggressivamente cercano di espandersi e conquistare fette di mercato nel resto del mondo.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Incontriamo così il nostro protagonista, <strong>Hitoshi Himoto</strong>, dirigente workaholic di una compagnia di commercio internazionale da poco insediatosi in Sud America, con una passione sfrenata per il proprio lavoro ed il sumo ed un complesso d’inferiorità per la sua altezza e di superiorità per la propria nazionalità.</p>
<p>Nel nuovo continente, Hitoshi si confronterà spesso con un mondo che insidia quelle che lui considera &#8220;<strong>le sue caratteristiche in quanto giapponese</strong>&#8220;, oltre che porlo davanti a pericoli di ogni tipo, come rapimenti e guerriglia.<br />
Queste sfide consolidano sempre di più quello che Hitoshi considera come i suoi valori: l’importanza del lavorare sempre e ad ogni costo, la fedeltà alla propria azienda ed alla propria cultura, il proteggere la propria famiglia.</p>
<p>Le peripezie cui il protagonista ed i suoi familiari affrontano sono tante e spesso, come avviene di consueto nelle opere di Tezuka, parodie di temi molto seri, dalla corruzione all’arrivismo. Il ritmo è incalzante per tutta l’opera e l’America Latina disegnata dall’autore è al contempo <strong>realistica e ricca di elementi chiaramente fantasiosi e fiabeschi</strong>, in una versione simile al celebrato realismo magico di Garcia Marquèz, ma anche alle altre opere di Tezuka.</p>
<p>Hitoshi è congeniato per essere il <strong>propotipo del Giapponese moderno</strong>, con le sue contraddizioni e le sue fisse e paure, in particolare quella di perdere la propria identità. Lo stesso nome 日本　人 (Himoto Hitoshi) si scrive letteralmente “giapponese” (Nihon Jin).<br />
È <strong>un arrivista</strong>, ossessionato non solo dal lavoro, ma anche dalla carriera; inoltre è un giapponese internazionalizzato: parla diverse lingue, ha vissuto in molte parti del mondo e la sua stessa moglie è una straniera. Tuttavia rimane romanticamente ossessionato dalla mancanza di casa sua, della propria cucina, delle proprie tradizioni.</p>
<p>Nella visione di Tezuka, un personaggio come Hitoshi rappresenta bene il proprio paese ed il suo ruolo nel mondo: la sua competenza e la sua capacità sono comprovate, così come la sua apertura verso gli altri paesi, ma la Terra sembra non volersene accorgere e manca continuamente di rispetto a questo piccolo ometto che, dal canto suo, non perde occasione per ricordarlo in modo chiaramente ridicolizzato dall’autore.</p>
<p>Nel complesso, Gringo, come tutta la produzione “matura” di Tezuka, è un’opera che nella semplicità della sua trama e dei suoi disegni è estremamente simbolica e parodica, strutturata dal mangaka con diversi livelli di lettura e realizzazione, in modo simile a quanto fatto da Calvino in molti dei suoi lavori.</p>
<p>Trattandosi dell’ultima opera di Tezuka è purtroppo incompleta, ma è anche un grandissimo lascito per un grandissimo Autore.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Gringo è l’ultima opera del “dio del manga” Osamu Tezuka e parla di Hitoshi Himoto, prototipo del giapponese degli anni ’80, pervaso da una foga assoluta per il proprio lavoro e per la carriera, foga che lo porterà a vivere ogni sorta di avventure nell’America Latina.</p>
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		<title>Valerian e la città dei mille pianeti &#8211; Finalmente il trailer!</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/11/12/valerian-and-the-city-of-thousand-planets-finalmente-trailer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 09:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[001 Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Luc Besson]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/valerian.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10889" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/valerian.jpg" alt="valerian" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/valerian.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/valerian-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/valerian-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/valerian-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Ieri è uscito il primo trailer di <strong>Valerian and the City of a Thousand Planets</strong>, e io sono eccitato in modo incredibile.</p>
<p>E che è, direte voi? E c&#8217;avete ragione a chiederlo.</p>
<p>Sembra il classico filmetto tutti effetti speciali e niente ciccia. Ma io spero proprio di no, perché è una pellicola della quale si vocifera da anni, è un progetto che il regista <strong>Luc Besson</strong> (Leòn e Il Quinto Elemento vi dicono qualcosa?) ha voluto fortemente e soprattutto è la prima pellicola tratta da una serie a fumetti che io amo alla follia, <strong>Valérian e Laureline, </strong>di Pierre Christine e Jean-Claude Mézières.</p>
<p>Purtroppo qui in Italia non è così conosciuto come nella madrepatria francese, dove è un cult assoluto, ma sappiate che un certo <a href="https://nerdando.com/star-wars-il-risveglio-della-forza/">Star Wars</a> vi si è palesemente ispirato in parecchi aspetti visivi e concettuali, ed è considerato un vero monumento della letteratura disegnata europea.</p>
<p>I protagonisti, Valérian e Laureline, sono due agenti spazio-temporali che viaggiano e vivono avventure pazzesche in una galassia piena di pianeti, razze e tecnologie semplicemente incredibili e formano una coppia formidabile. Nel film i ruoli sono affidati a Dane DeHaan e Cara Delevingne che sono, a mio avviso, molto somiglianti alle controparti disegnate, soprattutto lei che pare uscita direttamente dalle matite di  Mézières.</p>
<p>La storia del film dovrebbe essere ispirata al secondo numero, il bellissimo &#8220;<strong>L&#8217;impero dei mille pianeti</strong>&#8220;, il primo di space opera vero e propria della serie.</p>
<p>Il trailer, che trovate in calce all&#8217;articolo, mi è sembrato incredibile perché mostra esattamente l&#8217;idea dei mondi di Valérian e Laureline: la magnificenza CGI di questo film non mi da fastidio perché è necessaria e di grande impatto. D&#8217;altronde è il film francese più costoso di tutti i tempi.</p>
<p>Per l&#8217;uscita del film, prevista durante il prossimo luglio, c&#8217;è ancora da aspettare: un buon motivo per recuperare l&#8217;edizione integrale delle avventure dei due agenti spaziotemporali, che è appena terminata grazie alla grande cura profusa da <strong>001 Edizioni</strong>.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/11/12/valerian-and-the-city-of-thousand-planets-finalmente-trailer/">Valerian e la città dei mille pianeti &#8211; Finalmente il trailer!</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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